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Dazi auto: Trump verso il 25% affonda l’export europeo

La proposta di dazi sulle importazioni di auto europee per il 25% da parte degli Stati Uniti potrebbe tagliare le esportazioni di auto tedesche verso gli Stati Uniti del 50%. Nel lungo termine potrà influenzare pesantemente le esportazioni verso gli altri paesi, uno studio dall’istituto tedesco Ifo ha lanciato l’allarme.
“Queste tariffe avrebbero tagliato le esportazioni di auto totali dalla Germania del 7,7%, il che equivarrebbe a 4,18 trilioni di euro,” ha commentato Gabriel Felbermayr, esperto di commercio estero presso l’Ifo.
Gli Stati Uniti potrebbero già da domenica adottare misure attraverso il Dipartimento del Commercio secondo le raccomandazioni di Presidente Donald Trump. Per Trump i veicoli importati e le loro componenti rappresentano un rischio per la sicurezza nazionale. Va detto che l’idea ha affrontato una forte opposizione da parte del Congresso, dei costruttori di automobili e dei governi esteri.

Le tariffe del 25% su auto e parti importate farebbe aumentare il prezzo dei veicoli in Usa di 83 trilioni di dollari di ogni anno. Trump ha invitato l’Ue ad abbandonare la propria tariffa del 10% sui veicoli importati. Ad oggi gli Stati Uniti tariffano le autovetture importate del 2,5%, mentre impone un 25% sui veicoli commerciali.

Ferrari ecco la nuova SF90 per vincere in Formula 1

La SF90 (sigla di progetto 670) è la sessantacinquesima monoposto realizzata dalla Ferrari per il campionato del mondo di Formula 1. La vettura è realizzata nel rispetto dei nuovi regolamenti che impongono diverse modifiche rispetto alle monoposto del 2018. Tra le modifiche più evidenti quelle alle ali anteriori e posteriori. L’ala anteriore è più larga e più semplice nei suoi profili aerodinamici, quella posteriore è più larga e alta. I deviatori di flusso sulle fiancate sono stati ridotti in altezza, mentre le prese d’aria dei freni anteriori sono state semplificate. Il peso complessivo della vettura sale a 743 chilogrammi, con il pilota e suo equipaggiamento che devono obbligatoriamente pesarne 80. La quantità di carburante disponibile per la gara è salita da 105 a 110 kg. La SF90 è la sesta vettura della generazione ibrida della Formula 1 iniziata nel 2014.

L’ala anteriore è una delle componenti più importanti della vettura in quanto non solo produce carico anteriore ma determina la qualità del flusso al retrotreno che è un fattore chiave per avere una buona aerodinamica. Nel 2019 l’ala anteriore è stata semplificata per regolamento. La larghezza aumenta fino a 2 metri, esattamente uguale alla carreggiata della vettura, mentre il numero di profili orizzontali non può essere superiore a cinque. Gli elementi verticali che si trovavano alle estremità dell’ala sono stati eliminati e la geometria delle bandelle verticali (endplates) semplificate. Lo scopo di questi cambiamenti è rendere il comportamento di una vettura che ne segue un’altra meno critico.

Ala posteriore
Al pari dell’ala anteriore nel 2019 anche l’ala posteriore è stata modificata: è più alta di settanta millimetri (870 contro 800 rispetto al piano di riferimento) e più larga (1050 millimetri contro i precedenti 950). Le bandelle laterali sono più lunghe di cento millimetri ed ospitano le luci posteriori: una doppia serie di led alle stremità laterali dell’ala posteriore, in una maniera simile alla soluzione già adottata dalla FIA sui prototipi LMP1 ed LMP2. Le modifiche regolamentari influiscono anche sul dispositivo noto come DRS (Drag Reduction System) che è stato reso più efficacie.

Il regolamento 2019 della Formula 1 prevede che il peso della vettura salga da 733 chilogrammi a 743 (+10 kg), mentre la quantità di carburante disponibile per la gara aumenta di cinque kg, da 105 a 110. Inoltre viene stabilito che il peso minimo del pilota con il suo equipaggiamento (incluso il sedile) non deve essere inferiore a ottanta kg. Qualora l’insieme non arrivi agli ottanta kg sarà necessario piazzare della zavorra in posizioni predeterminate nella zona dell’abitacolo.

La Power Unit di Formula 1 è formata da sei componenti. Si tratta del motore termico, un V6 da 1,6 litri di cilindrata, cui è collegato un turbocompressore. Ci sono poi due motogeneratori: la MGU-K (Motor Generator Unit Kinetic) e la MGU-H (Motor Generator Unit Heat). La MGU-K deriva direttamente da quel sistema noto con il nome di KERS, che recupera l’energia cinetica in frenata e la accumula nel pacco batterie fino a quattro MJ. La MGU-H invece è il motogeneratore che recupera l’energia termica dal turbo. Un altro degli elementi è il pacco batterie nel quale l’energia recuperata viene accumulata prima di essere impiegata. Il sesto componente è l’elettronica di controllo. Per la stagione 2019 è stata ulteriormente migliorata l’efficienza, sia termica che meccanica, della Power Unit Ferrari 064, lavorando sul processo di combustione del motore, sul sistema di recupero di energia e sullo sviluppo dei fluidi. Il layout della Power Unit è stato definito in simbiosi con il progetto complessivo della vettura, e si è lavorato sul pacco batteria per ridurne peso ed ingombri.

Mercato auto: ecotassa affonda l’Italia -7,5%

Dopo un 2018 in linea con l’anno precedente, in Europa (28+Efta) il trend appare peggiorare in questo inizio d’anno, visti i risultati del mese di gennaio che, secondo i dati diffusi oggi dall’ACEA, l’Associazione dei Costruttori Europei, fa registrare una contrazione delle vendite del 4,6% nel mese con 1.226.446 autovetture nuove contro 1.286.098 dello stesso mese dello scorso anno, riportando comunque il 2° miglior risultato per lo stesso mese degli ultimi 10 anni.

Da rilevare il risultato negativo in questo inizio anno per ben 23 dei Paesi rilevati, tra cui i 5 Major Markets che arrivano a contrarre i propri volumi anche in maniera incisiva: l’Italia, infatti, segna il 7,5% in meno degli acquisti, in linea con la Spagna a -8,0%. Segno negativo anche per Francia (-1,1%), Germania (-1,4%) e Regno Unito (-1,6%). “Il settore automotive è un comparto cruciale nell’economia europea – afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case Automobilistiche estere – considerato che in termini occupazionali impiega oltre 13 milioni di persone e genera un fatturato che rappresenta il 6,8% del Pil europeo”.

La flessione che si registra in Europa in questo primo mese dell’anno, allineata al trend in peggioramento dell’ultima parte del 2018, non fa ben sperare in un recupero sostenuto per le vendite nel 2019. Come si evince dai dati, l’Italia è uno dei Paesi a registrare un’importante flessione, vista soprattutto l’incertezza di questo primo bimestre segnata dall’entrata in vigore del bonus-malus il prossimo 1° marzo”. “Il mercato dell’auto – conclude Crisci – è caratterizzato da molta confusione generata negli acquirenti di auto nuove e temiamo che la situazione non possa migliorare visto l’aggravio di una ecotassa, impropria e penalizzante, che si riverserà sull’acquisto di alcuni modelli”.

Fca e Psa investono in Abruzzo ecco il piano per la Sevel

FCA Italy e Group PSA hanno firmato un accordo per estendere fino al 2023 la loro cooperazione nei veicoli leggeri, iniziata 40 anni fa in Abruzzo.

I termini di questo nuovo accordo comprendono quindi la prosecuzione della produzione della gamma di Fiat Ducato, Peugeot Boxer e Citroën Jumper così come le versioni supplementari per coprire le esigenze di Opel e Vauxhall.

FCA e Groupe PSA, hanno deciso di aumentare la capacità produttiva del sito Sevel di Atessa già dal 2019 con potenziali turni aggiuntivi o innesti di personale.

Lo stabilimento Sevel, inaugurato nel 1981 in Val di Sangro, ha una superficie di oltre 1,2 milioni di metri quadrati e impiega circa 6.200 dipendenti. È il più grande e flessibile impianto di veicoli commerciali leggeri in Europa in grado di produrre veicoli in una vasta gamma di configurazioni. Sevel è uno degli impianti LCV più avanzati al mondo in termini di livello di specializzazione, organizzazione e prestazioni lavorative.

L’azienda intende quindi costruire un’Accademia in loco, un centro di eccellenza in cui i dipendenti abbiano l’opportunità di ricevere e migliorare le proprie competenze, nonché intraprendere attività di simulazione e creare innovazione.

Mercedes-Benz G, compleanno della mamma dei SUV di lusso

Mercedes-Benz è entrata nel territorio inesplorato nel 1979 con il modello G. Il fuoristrada è stato progettato da un lato come mezzo di trasporto con capacità fuoristrada estreme con un’enfasi sul tempo libero, e dall’altro per un uso quotidiano nel settore industriale. Un processo di avanzamento continuo che è iniziato poco dopo il suo lancio sul mercato. Questa è la chiave del successo della G-Class.

La Classe G è rimasta sempre fedele a se stessa e ai suoi valori dal 1979. Ciò è dimostrato anche dalla nuova generazione della Classe G che ha celebrato la sua anteprima nel gennaio 2018: è chiaramente riconoscibile come diretta discendente del primo modello G. La Classe G ha sempre preservato questo DNA unico.

Nel 1990 è stata lanciata la serie 463, caratterizzata da un interno rivisto e raffinato più una trazione integrale permanente, anziché la trazione integrale da inserire come prevista fino a quel momento. Successivamente, nella potente e lussuosa Classe G sono stati utilizzati motori a otto cilindri e anche a dodici cilindri. Sono state la base per il successo del grande mercato internazionale

Cittadino del mondo popolare: alla premiere del 1979, i progettisti presumevano che non si sarebbero venduti più di 10.000 esemplari all’anno. Oggi, circa 20.000 G Class escono dalla linea di produzione di Graz ogni anno. Nella sua quarta decade, la Classe G è più popolare che mai con clienti in tutto il mondo. Questo classico fuoristrada è idealmente posizionato per le esigenze del futuro con la nuova serie 463 G-Class, la cui produzione parte dalla Magna Steyr di Graz nel maggio 2018.

I camion italiani percorrono sempre più chilometri

Lastwagen auf der Autobahn. Transport auf der Straße für Güter.

Dal 2011 al 2017 la distanza media percorsa dalle merci trasportate su strada in ambito nazionaleda mezzi immatricolati in Italia è passata da 97,17 km a 123,48 km, con un aumento del 27,1%. Sempre nello stesso periodo, e cioè dal 2011 al 2017, la distanza media percorsa dalle merci trasportate su strada in ambito internazionale da mezzi immatricolati in Italia è passata da 596,97 km a 611,59 km, con un aumento del 2,4%. Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Istat.

Nel corso degli ultimi sette anni la distanza media percorsa dalle merci trasportate su strada in ambito nazionale da mezzi immatricolati in Italia è aumentata in maniera costante, come risulta evidente dal grafico dedicato.

Sempre dal 2011 al 2017 la distanza media percorsa dalle merci trasportate su strada in ambito internazionale da mezzi immatricolati in Italia ha invece avuto un andamento altalenante. Infatti vi è stato dapprima un calo a cui è seguita una ripresa e poi di nuovo un calo meno accentuato. Negli ultimi due anni il dato sembra essersi stabilizzato intorno al valore di 612 km.

“L’aumento della distanza media percorsa dalle merci trasportate su strada da mezzi immatricolati in Italia registrato negli ultimi sette anni – sottolinea Enrico Moncada, Responsabile della Business Unit Truck Replacement di Continental Italia – è comune, con percentuali diverse, sia al settore dei trasporti nazionali sia a quello dei trasporti internazionali. Per rispondere in maniera più efficiente ai cambiamenti in atto nel settore dei trasporti su strada ed alle richieste sempre più impegnative che vengono poste a chi opera in questo settore, le aziende di trasporto hanno bisogno di partner affidabili pronti a sostenerle in ogni situazione. Per questo Continental ha messo a punto una gamma completa di prodotti e servizi con l’obiettivo di diventare un vero e proprio Solution Provider per le aziende di trasporto non solo a livello nazionale ma sull’intero territorio europeo”.

I camion italiani percorrono sempre più chilometri

Lastwagen auf der Autobahn. Transport auf der Straße für Güter.

Dal 2011 al 2017 la distanza media percorsa dalle merci trasportate su strada in ambito nazionaleda mezzi immatricolati in Italia è passata da 97,17 km a 123,48 km, con un aumento del 27,1%. Sempre nello stesso periodo, e cioè dal 2011 al 2017, la distanza media percorsa dalle merci trasportate su strada in ambito internazionale da mezzi immatricolati in Italia è passata da 596,97 km a 611,59 km, con un aumento del 2,4%. Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Istat.

Nel corso degli ultimi sette anni la distanza media percorsa dalle merci trasportate su strada in ambito nazionale da mezzi immatricolati in Italia è aumentata in maniera costante, come risulta evidente dal grafico dedicato.

Sempre dal 2011 al 2017 la distanza media percorsa dalle merci trasportate su strada in ambito internazionale da mezzi immatricolati in Italia ha invece avuto un andamento altalenante. Infatti vi è stato dapprima un calo a cui è seguita una ripresa e poi di nuovo un calo meno accentuato. Negli ultimi due anni il dato sembra essersi stabilizzato intorno al valore di 612 km.

“L’aumento della distanza media percorsa dalle merci trasportate su strada da mezzi immatricolati in Italia registrato negli ultimi sette anni – sottolinea Enrico Moncada, Responsabile della Business Unit Truck Replacement di Continental Italia – è comune, con percentuali diverse, sia al settore dei trasporti nazionali sia a quello dei trasporti internazionali. Per rispondere in maniera più efficiente ai cambiamenti in atto nel settore dei trasporti su strada ed alle richieste sempre più impegnative che vengono poste a chi opera in questo settore, le aziende di trasporto hanno bisogno di partner affidabili pronti a sostenerle in ogni situazione. Per questo Continental ha messo a punto una gamma completa di prodotti e servizi con l’obiettivo di diventare un vero e proprio Solution Provider per le aziende di trasporto non solo a livello nazionale ma sull’intero territorio europeo”.