Ok. Abbiamo tre strade per definire e recensire la nuova Ferrari Luce, presentata evidentemente ai più diletti Media ed opinionisti (immagino) di forte gradimento del Cavallino nell’ambiente suggestivo della “Vela di Calatrava” – che, per chi non sa cosa sia, è quel reticolato di acciaio bianco che si vede benissimo a lato della bretella della A1 Roma-Napoli nei dintorni di Tor Vergata – in una prima visione che ha poi invaso gli spazi di informazione.Dico subito questo perché un esercito di blogger e di recensori anche professionisti che ho sentito appena lanciate le prime notizie in Rete mi ha giurato di essere stato totalmente colto di sorpresa dalla presentazione avvenuta Lunedì 25 Maggio.
Avevamo appena mandato in “onda” un servizio sul Gran Premio storico di Caracalla avvenuto la Domenica precedente, ricordando la prima vittoria di sempre per la Ferrari (con Cortese, nel 1947, nel circuito ricavato tra le Terme ed il Circo Massimo) e non potevamo neppure noi di Autoprove.it avere il riflesso intuitivo di una presentazione che in effetti coincide con la data esatta di quella vittoria avvenuta nel 1947 a Caracalla.
Dunque, per rigore e per rispetto delle gerarchie, parleremo della “Luce” esclusivamente per le sensazioni che ci ha ispirato dal corredo di immagini del Web senza toccare altri elementi qualitativi dei quali potremmo parlare solo dopo aver visto e toccato dal vivo “Luce”.
Eppure, proprio Autoprove.it è una tra le poche piattaforme a poter parlare della nuova Ferrari alla luce della visione alternativa che ci anima, su questo tema, da diverso tempo.
Non abbiamo cioè bisogno di essere graditi dal Cavallino per dare – anche sulla Ferrari – punti di vista che rappresentano il traguardo di ragionamenti e visioni molto più complessi di quelli che i Media classici sanno fare; certo, il mondo si evolve, e Ferrari pare voler dare di sé l’immagine di una dimensione che si aggiorna. Non sarebbe male se anche sui fondamentali dell’informazione pubblica e sulle anteprime si superasse quel sentore di “codazzo amico” che da Lunedì 25 sera ha in effetti inondato lo spazio informativo di complimenti e galanterie anche sugli aspetti più critici della nuova “Luce”.
Insomma, il pluralismo di opinione è il vero segnale della innovazione che si vorrebbe mostrare, ed avere paura delle opinioni “altre” è un epifenomeno di relativa impotenza mediatica.
Anche perché – a voler scandagliare la Rete – dopo una serie di servizi ufficiali abbastanza lusinghieri all’atto della presentazione, il Web sta reagendo in modo esponenziale rispetto ai trend di Borsa: qui la Ferrari ha perso il 6% nell’arco delle 24 ore successive al lancio di Luce; mentre in Rete sono esplosi i commenti di tono negativo.
E noi? Noi, come sempre, proviamo a distinguerci. Come quando usci’ Purosangue, annunciata in prima battuta con il solo motore endotermico (puoi leggere l’articolo cliccando sul Link), noi abbiamo – tra i pochi – espresso un articolato pensiero di apprezzamento e comprensione per la scelta commerciale certamente controcorrente.

Autoprove.it, sempre distinta (e sempre azzeccata) nelle recensioni sul Cavallino “BEV”
Quando poi la stampa (molta della quale nella mailing list pregiata che Maranello conserva per gli inviti agli eventi come quello di ieri) ed i Media in Rete hanno pontificato sul flop borsistico seguito alla presentazione dello chassis elettrificato della nuova Ferrari, (come potrete leggere cliccando sul Link) la nostra piattaforma è stata tra le poche a saper tradurre il reale nesso di causa-effetto tra la Ferrari elettrica ed il crollo in Borsa. Insomma, se vuole Maranello può registrarci in Mailing List non come amicissimi del Cavallino ma come rispettosi ed appassionati recensori del suo indubbio prestigio.
Ma è proprio quello chassis nudo della futura Luce che ha cominciato a tessere dentro di noi i primi fili della curiosa visione che ci iniziò a balenare in testa come una sorta di intuizione: “E….Se??”
Ed ora che è arrivato…………..”Questo” (cioè la Luce in carne, kWh ed ossatura), la nuova Ferrari 100% elettrica, facciamo subito il primissimo commento necessario: abbiamo una nuova piattaforma, per un nuovo segmento di mercato mai affrontato dal Cavallino; e contemporaneamente abbiamo tutti i nuovi mercati possibili nel prossimo futuro (da quelli emergenti come l’India e il Medio Oriente, a quelli tradizionali); insieme a questo abbiamo una nuova dimensione in cui articolare i dogmi tipici di una Ferrari, dunque nuovi canoni interni ed esterni, ed infine una vera e propria nuova “Ammiraglia” elettrica da lanciare sul mercato contro le Big concorrenti.
Sarebbe facile a questo punto chiedersi la domanda che si è posto il management del Cavallino: “Ok, a chi è destinata la Luce???”; eppure non so se scommetterei cinque euro sulla vera possibilità che i Capi in Ferrari si siano davvero lasciati condizionare da questo dubbio nella concezione e realizzazione di “Luce”.
Abbiamo letto anche le opinioni di un uomo importantissimo nella storia della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo; eppure ricordiamo anche una frase celebre di Enzo Ferrari.
Montezemolo, un sentimento radicato verso la Ferrari, inadatto alla nuova Luce
“Si ricordi, Montezemolo: in qualunque condizione si trovasse il mondo, almeno 1.500 pazzi all’anno disposti a comprare una Ferrari si trovano sempre”: a metà anni ’70 era la frase che il Drake lanciava al suo giovane braccio destro sportivo quando anche nei periodi più brutti della crisi energetica il Grande Vecchio rilanciava la consapevolezza che le vendite per le Ferrari avrebbero sempre avuto uno zoccolo duro.
E’ stato fondamentalmente così, anche se la situazione contabile e finanziaria della Ferrari ha dovuto trovare il puntello della Fiat.
Bene, partiamo da questa considerazione per argomentare – Vi ricordate? – le tre strade che crediamo di poter percorrere (alcune ad esclusione delle restanti, altre che invece potrebbero a medio termine sovrapporsi): la prima è ovviamente quella di ipotizzare la incapacità ad intendere di tutto il Management del Cavallino; soluzione troppo drastica per apparire realistica, e dunque la scartiamo sulla fiducia.
Quindi secretiamo giudizi forti su linea di cintura da traghetto della Tirrenia, su Cupola abitacolo falso-magra (perché obbligatoriamente all black) che cerca di minimizzare non solo l’altezza da SUV ma anche il monolocale installato nel mezzo volume di coda, da cui non si sa come possa spuntare la cintura a specchio con doppia coppia di fari tondi che, in questo caso, sembra più un corpo estraneo che il baule prova a vomitare piuttosto che un accessorio di ornamento integrato. Mentre all’interno trovo semplicemente casi di schizofrenica bimbominkiaggine nell’accostamento tra elementi vintage e modernismo spinto; salvo di certo la selleria, di fattura eccezionale, come salvo l’apertura porte che agevola il passaggio e l’uscita.
Detto fra noi questo “open space” tra Designer di Apple Watch e Centro Design del pur ottimo Manzoni stavolta ha fatto tilt. Almeno per la maggior parte dei particolari presenti a definire lo stile della “Luce”.
Ma se devo dirla tutta, l’ultima volta che ho visto quella specie di maxischermo centrale con manopolona di movimento, ricordo sia stato dal mio dentista mentre lo stesso cercava di orientare alla sua vista il visore dell’apparecchio radiografico, con me seduto in poltrona. Eppure non voglio centrare le mie considerazioni su linee e forme.
Certo, per chi ritenga troppo azzardato per Ferrari il concetto stilistico di Luce, io obbietto che quando nel 1988 Bertone propose la Genesis quella linea era avanti anni…..luce, rispetto alla dadaista Ferrari Luce di oggi. E dico: ma non sarebbe stato più coraggioso e lodevole per il Cavallino tentare la vera unica forma mai provata prima, cioè quella del monovolume sportivo?
Inutile sparare contro la Croce Rossa: la linea di Luce è indefinibile a prescindere
Passiamo alla seconda ipotesi: un progetto nel quale le due fasi di presentazione (lo Chassis ipertecnologico presentato ad Ottobredello scorso anno con ben 60 brevetti ed il supporto della NASA)è stato effettivamente portato alla conoscenza del mondo in due passaggi separati: prima lo scheletro e l’architettura e poi il vestito sartoriale.
Sembrerebbe scontato, per un Marchio Top come Ferrari: il “sottopelle” è da sempre un elemento di interesse per clienti ed investitori, ed in fondo c’era già stato un precedente illustre e didascalico soprattutto per la memoria di Maranello; non fu infatti la temibile “Miura” ad essere presentata prima “naked” e poi vestita?
I commenti di Ottobre scorso, in effetti, tesero a giustificare la scelta dello chassis nudo con l’esigenza di rendere la nuova tecnologia familiare al target potenziale di Clienti Ferrari, ma a noi questa spiegazione non bastava, perché ci appariva più sensata l’ipotesi di fare di quello Chassis una minitesina di laurea per dimostrare l’approccio di Ferrari con il protocollo elettrico; ma se questa nostra ipotesi però fosse stata azzeccata avremmo anche dovuto fa conoscenza con una ipotesi di uso a larga scala dello stesso pianale per altri modelli.
Il che non è escluso, ma la presentazione della nuova “Luce” non conferma proprio logicamente questa mia ipotesi. Cioè, per dirla chiaramente: quale evoluzione di gamma elettrica, a partire da modelli ulteriori rispetto a Luce basati sulla stessa piattaforma, potrebbero essere appaiati ragionevolmente nella gamma “classica” del Cavallino?
E dunque passiamo alla terza ipotesi, non senza prima aver fatto pelo e contropelo nel travaglio elettrico che da almeno due anni sta coinvolgendo tutto il settore elettrico europeo.
Vi ricordate? Porsche in crisi per l’elettrico in Cina (cosa che ha impattato sulla Brand reputation globale); Mercedes a passi lenti e distesi, Aston Martin nella tempesta, per non ricordare il travaglio identitario di Jaguar.
Tutti Brand che a causa delle dinamiche controverse della mobilità elettrica, unite però anche al suo difficile trapianto – come protocollo industriale e simbolico dei diversi Marchi – dentro radici fortemente qualificate da una storia endotermica, stanno faticando tantissimo ad uscire da un vero e proprio pantano.
Per capirlo leggeteVi anche un mio vecchio post sulla idiozia e l’illusione di un possibile percorso di branding “elettrico” per la maggior parte dei Marchi europei, anche quelli più prestigiosi. Leggetelo ancora, andando sul Link
L’ho scritto in tempi non sospetti ed è come sempre gratuito; e se lo avete letto o se lo leggerete risparmierete decine di euro di Seminari e summit inutili sul tema; e ad onor del vero se lo avessero letto anche diversi Marchi Costruttori avrebbero risparmiato soldi inutili versati a diverse Redazioni…….Ma torniamo a Luce. Me la sono guardata bene, in ogni sfumatura e contorno.
Ma con gli occhi dell’appassionato di Maestri del Design come Gandini, Scaglione, Fioravanti, Cressoni, ed altri, devo dire che la visione di quelle linee fa effetti miracolosi solo nei casi di stitichezza. Non c’è un particolare che mi spinga a fermarmi con gli occhi, che scivolano sulla linea come una saponetta dentro una vasca da bagno.
E poi ho provato a fissarla e percorrerla con gli occhi con calma, mettendomi nei panni di un Cliente Rolls, Bentley, futura Jaguar, ed altri Marchi di supercar possibili protagoniste future nell’elettrico.

Nonsense e Dadaismo formale per una nuova famiglia di elettriche Made in Ferrari?
Detto tra noi, mi sono reso conto che avendo seicentocinquanta mila euro da spendere, probabilmente la comprerei per aver trovato un valido punto di mezzo tra opulenza inglese (Rolls, Bentley), tecnologia tedesca (Mercedes, BMW), sapendo di non incorrere nell’incognita “Branding” che potrebbe colpire la papabile futura Jaguar. Sono stato troppo semplicistico? In fondo, mi sono detto, basta salutarla senza guardarla in coda…..Ed è questo uno dei pensieri che ha colto sicuramente il management Ferrari.
Luce sarà prodotta in serie – tradizionalmente – limitata e sarà sold out, potete starne certi sin da ora.
E lo sarà senza assomigliare in nulla alla tradizionale gamma Ferrari. Proprio per questo sono stati chiamati ad operare Jony Ivyer Marc Newson.
Perché come diceva un Guru dello stile a quattro ruote “il Designer Auto non si improvvisa”; vero, ma i parvenu dello stile auto a volte servono proprio per nascondere le tracce. Ferrari non voleva, evidentemente, nulla che vincolasse la Luce alla Gamma tradizionale del Cavallino; e Marc Newson (papà della imbarazzante Concept Ford 021C) e Jony Ivy (fondamentale nella concezione del connubio tra digitale ed analogico dentro e fuori la Luce) erano i Designer perfetti per dare lustro ad un non sense e dadaismo stilistico che doveva fin dall’origine generare contrasto. Proprio per cristallizzarne il prossimo successo commerciale.
E sapete perché? Perché chi è attento al mondo Ferrari anche come Buyer sa che Luce resterà un atto unico. Di già InstantClassic dunque come e più di ogni modello modenese. Ma perché dico che Luce rimarrà un atto unico? Per quello che ho detto prima: Ferrari è troppo cosciente del valore del proprio brand sia per rischiare lo scivolone di Porsche sia per tentare il colpo di testa di Jaguar (anche se Luce si avvicina molto al concetto del Giaguaro full electric); eppure senza darne l’aria a Maranello stanno puntando ad una strategia molto simile, su gradi di prestigio e rango molto superiori, a quello che sta provando a fare Audi in Cina.
Sta cioè pensando – secondo il parere modestissimo del sottoscritto – ad un Brand parallelo nella galassia Ferrari. Un brand elettrico per tutto quello che di prestigioso potrà muoversi in elettrico. Una Griffe in grado di lavorare in proprio ma anche conto terzi, su commessa. Un brand che spazierà dalle auto alle moto, alla nautica e persino nell’aviazione. In grado di progettare e sviluppare prodotti unici o piccole serie.
Infine, secondo questa mia ipotesi, un nuovo player nella rinnovata corsa ai Carbon Credits. Proprio per questo la mia ipotesi va perfettamente a dama con la proiezione dichiarata dal Gruppo Ferrari: produrre entro il 2030 il 20% di gamma complessiva della galassia Ferrari completamente elettrica. Si tratta di almeno 2.500 unità sulle quasi 13.000 che Ferrari vende ogni anno. E se le prime 2.500 Ferrari Luce saranno presumibilmente vendute tutte con abbondante anticipo, il futuro elettrico di Ferrari dentro un Brand parallelo (un poco come il Drake avrebbe voluto con la firma “Dino” per le Ferrari entry level) sfornerà molto probabilmente ben di più di quelle 2500 unità previste. Staremo a vedere se anche con questa personalissima previsione ci avrò visto giusto.
Riccardo Bellumori

