Sognato da oltre un quarto di secolo, il ritorno della Citroen 2CV sta finalmente prendendo forma, trainato da una rivoluzione industriale interamente elettrica che richiede lo sviluppo di modelli a basso costo.
E se fosse finalmente il momento giusto? Ritirata definitivamente dal catalogo nel 1990, dopo 51 anni di onorato servizio che l’hanno vista vendere oltre 5,1 milioni di esemplari in tutto il mondo, la Deuche si appresta a rinascere dalle sue ceneri prima della fine di questo decennio, mentre un’ondata nostalgica travolge l’industria automobilistica francese, recentemente alimentata dalle nuove Renault 4 e 5. Finalmente, una nuova 2CV! E non è certo per mancanza di tentativi di resuscitarla più volte, dalla fine del secolo scorso.
IL RITORNO DELL’ICONA
Già nel 1998, Citroen infuse parte del DNA della 2CV nella concept car C3 Lumière che, quattro anni dopo, diede vita alla primissima generazione di C3. Dalla sua bisnonna, ha ereditato con orgoglio i tre finestrini laterali che seguono la forma bombata del tetto, a sua volta abbinato a un cofano/calandra svasato. Questi sottili richiami alla sua antenata valsero alla prima C3 un successo clamoroso. Nel giro di soli dieci anni, eguagliò quasi la metà della produzione totale della 2CV conquistando oltre 2,25 milioni di clienti.
Questo successo spinse Citroën a considerare un po’ più seriamente il ritorno della 2CV, già nel 2009, attraverso una concept car Revolte 100% elettrica che traeva più apertamente ispirazione dalla sua antenata, ma con un approccio premium che accarezzava la speranza di integrarla nella gamma DS, a medio termine. Il suo credo mirava allora a cavalcare l’onda delle city car chic neo-retrò incarnate dalle nuove Mini e Fiat 500. Un progetto che non andrà a buon fine, e forse è meglio così, dato che la 2CV non ha mai avuto pretese di fascia alta. Nemmeno le sue rivali inglese e italiana, mi direte. Ma è forse proprio questa rinuncia alle sfere più alte che le permette oggi di riemergere legittimamente.
Il gruppo Stellantis, proprietario della casa automobilistica francese, sta affrontando una grave crisi industriale, finanziaria e strategica in un momento di transizione energetica che vede intensificarsi la concorrenza cinese. Liberatosi dell’ingombrante Carlos Tavares, dallo scorso anno, ha appena svelato un ambizioso piano strategico, sotto la guida del suo nuovo CEO Antonio Filosa, che pone la 2CV al centro di questo schema inedito. Di fronte alle sfide dell’elettrificazione di massa, la gente ha più che mai bisogno di un veicolo economico.

