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Addio alla Lamborghini Lanzador? L’ora della verità

La Lamborghini dovrà decidere a breve cosa fare con il cross-coupe elettrico Lanzador, annunciato nel 2023. L’amministratore delegato della Lamborghini, Stephan Winkelmann, è oggi convinto che il Lanzador sia «una proposta sbagliata».

Presentata nel 2023 come concept car, la cross-coupé a tre porte Lanzador avrebbe dovuto diventare nel 2028 la prima auto elettrica di serie della Lamborghini, ma pochi mesi dopo il debutto del concept, la data di uscita dell’auto elettrica di serie è stata posticipata al 2029, nella primavera di quest’anno si parlava già del 2030, e ora si è addirittura sollevata la questione “essere o non essere”.

Come riportato contemporaneamente dalle riviste britanniche Autocar e Auto Express, che hanno nuovamente avuto accesso a Winkelmann, nel prossimo futuro (giorni o settimane) Lamborghini deciderà definitivamente il destino della Lanzador. Lo stesso Winkelmann ha ammesso onestamente che, nella realtà odierna, la Lanzador è una “proposta sbagliata” e che, in fin dei conti, i clienti Lamborghini non serve, vogliono auto sportive con motore a combustione interna, e lo vogliono così tanto che Lamborghini manterrà anche il V12 aspirato, il più inquinante in termini di emissioni, nel prossimo decennio.

Con la Lanzador la questione è questa: produrla comunque come auto elettrica o modificarla per l’installazione di un motore a combustione interna. Tenendo conto dell’opinione di Winkelmann, le possibilità che venga prodotto un veicolo elettrico sono poche, una decisione del genere potrebbe essere imposta dall’alto dal gruppo Volkswagen solo se, ad esempio, il consiglio di amministrazione fosse rimasto impressionato dalla presentazione di ieri della piattaforma del primo modello elettrico della Ferrari. Rischiamo di supporre che difficilmente abbia impressionato, perché in base alle sue caratteristiche tecniche il primo “stallone” elettrico è molto inferiore ai principali analoghi cinesi, e le tecnologie delle batterie della Ferrari sono ormai superate.

La decisione di “avvitare” al Lanzador un motore a combustione interna significherebbe una completa revisione del progetto, poiché è semplicemente impossibile inserire un motore a benzina sufficientemente potente nelle proporzioni del cross-coupé elettrico originale, e se lo si inserisse, sarebbe un’auto completamente diversa, qualcosa di simile alla Lamborghini Urus a tre porte, che, tra l’altro, è già offerta dall’atelier di tuning Mansory.

Ricordiamo che anche la Lamborghini Urus, con il cambio di generazione nel 2029, avrebbe dovuto diventare un’auto elettrica, ma la scorsa estate questa decisione è stata saggiamente revocata: la nuova Urus sarà un’ibrida plug-in.

EICMA 2025: il boom dei Quadricicli nel mondo delle moto

Quando, in occasione di EICMA 2024, Autoprove.it ha recensito il Salone con due Video e Storytelling su Spotify, fummo investiti da una mitragliata di critiche e commenti sfavorevoli: secondo le libere opinioni dei nostri visitatori, eravamo “off toopic”, decontestualizzati dal nostro Core, e perfino inadeguati a parlare del sacro mondo delle due ruote senza poter sfoggiare il pedigree di aver consumato le pedane nelle curve di montagna o nei week end in Pista. 

La cosa colpì profondamente me più che Antonio, visto che la prima volta che salii su un ciclomotore, nel lontano 1981 a solo 11 anni, fui tra i primi ad adottare il casco protettivo non per sicurezza ma per scongiurare il rischio che la Stradale, scorgendo il mio viso da bambino pur “mascherato” da un metro ed ottanta di dimensione adolescenziale, mi fermasse e sequestrasse il mezzo. 

Da allora di strada sulle moto ne ho fatta, anche se non ho mai avuto paparino e mammina pronti con l’assegno per acquistare la motorella nuova di zecca in Salone.

Lo scorso anno, per la prima volta, ho fatto visita al Salone del Ciclo e Motociclo – EICMA a Milano non solo come visitatore appassionato di moto ma come vero e proprio “inviato” di Autoprove.it. 

Per questo ho ricavato una sessione di riprese che ha dato vita a diverso materiale multimediale tra Video, Articoli e Talk su Spotify. 

La motivazione era piuttosto didascalica: nella analisi delle statistiche e sui dati ufficiali degli espositori, nelle ultime tre edizioni almeno avevamo notato una crescita davvero importante di marchi produttori di mezzi molto differenti per struttura e filosofia di uso dalle canoniche motociclette.

“Essere Motociclista” : un fatto di “razza” o di esigenza di mobilità?

Era per noi un segnale, non un fatto incidentale: qualcosa stava cambiando sia nel rapporto dei Riders “puristi”con il mondo delle due ruote, sia con il concetto stesso di mobilità attraverso il supporto del mondo motociclistico.

Detto in soldoni l’esplosione del Delivery urbano e del trasporto merci di piccolo taglio, unito al vantaggio economico e fiscale del detenere sia moto che tri e quadricicli sia per l’uso privato che professionale, aveva sin dal seguito del drammatico Lockdownimpresso una accelerazione nelle vendite di motocicli alternativi che finivano per andare oltre il semplice versante degli Scooter. 

Ma di certo dalla fine del 2019 iniziava a contrarsi anche la domanda di “crossover” a due ruote, cioè della soluzione più moderna e versatile con cui i motociclisti – rinunciando un poco alle prestazioni ed al fascino delle “Pure sport” o delle parenti strette delle Superbike – si erano rivolti tuttavia ad un mercato interessante per garantire allo stesso tempo piacere di guida motociclistica e funzionalità estrema anche nell’uso professionale. 

Il “boom” dei Marchi dedicati a questo tipo di produzione ha confermato questo trend al quale ovviamente si è accompagnato un certo progresso nella modalità di utilizzo attraverso Sharing o Noleggio, nel contesto di un crescente uso “aziendale” che per effetto della fiscalità (Fringe Benefit). 

Dunque, la dimensione sempre più in contrazione dei puristi (coloro che già agli albori schermivano gli utilizzatori di Scooterscome “non motociclisti”, badate bene) ancora affezionati, e giustamente, alla “due ruote” classica e prestazionale, aveva trovato pane per i suoi denti: non solo i cosiddetti “scooteristi” trovavano in commercio un ventaglio sempre più vasto di offerta spaziando dai 125 cc fino agli 800 dei cosiddetti “Maxi”; ma a questa categoria si affiancava un mondo di utilizzatori “Commodity” che grazie alla elettrificazione ed ai sistemi di Renting e Sharing iniziava a riversare sul mezzo a due/tre/quattro ruote anche il proprio mondo professionale e lavorativo.

Tutto questo accompagnato dall’arrivo preponderante dei nuovi player asiatici ed indiani che ci hanno serenamente avvertito, con lo slogan di Sergio Leone, “Giù la testa”.

Perché se Cina e Taiwan sono – messe insieme – l’area continentale leader insuperabile della produzione di motocicli e quadricicli, l’India è di fatto il mercato leader per numero di mezzi a due ruote in circolazione.

E se ancora, giusto per autocompiacimento un poco antiquato, vogliamo ancora celebrare il grande pedigree e la storia nobile del motociclismo europeo, faremmo bene sia a considerare e contare quanti Marchi europei sono oggi nel pieno controllo di Gruppi asiatici ed indiani; ed ancora faremmo bene a provare a spiegarci il continuo ed irrefrenabile boom globale di un Marchio che sta davvero facendo faville: l’indiana “Royal Enfield”, nata davvero decenni fa in India, pervenuta in Europa da metà anni Ottanta con motocicli praticamente da lavoro (presente, tra l’altro, con una delle poche due ruote Diesel in India, motorizzata Lombardini) ed oggi regina di preferenze e vendite.

Viva i “puristi” delle due ruote. Ma il mercato crolla: Perché?

Ma solo l’arrivo in Europa di asiatici ed indiani non basta a spiegare l’effetto che, se prendiamo a riferimento il solo mercato italiano, sta colpendo negativamente il settore commerciale dei motocicli “duri e puri” che risentono in questi ultimi semestri di una flessione. Ed anche questo è quel che vorremmo monitorare noi di Autoprove.it al prossimo EICMA a Milano. Perché la moto classica è entrata nel trend “rosso”? 

Ad Agosto 2025 le statistiche ufficiali di settore hanno registrato un contraccolpo negativo; e fatta salva una quota che non possiamo trascurare legata alle rinunce all’acquisto od alla sostituzione per cause generate dal calo del potere di acquisto, della precarietà, dell’incertezza anche normativa che limita la previsione di piena utilizzabilità delle moto nei centri urbani, rimane una flessione pesante che deve per forza inquadrare altre concause. 

E noi di Autoprove.it, meno inclini alle leggende metropolitane del mondo moto e sempre in cerca di risposte plausibili, cerchiamo di dare alcuni spunti di riflessione. Alla faccia dei puristi.

Confusione e norme vessatorie: l’ambiente è il primo killer delle due ruote

Il primo è proprio nella questione ambientale e delle autorizzazioni alla circolazione nei centri Urbani: ormai da almeno un decennio si è completata definitivamente in Italia la conversione del parco moto circolanti. Senza chiamare in causa motivazioni farlocche come quella dell’anzianità del parco moto circolante (al momento tenuta su solo dai maxi scooter), il ciclo di vita naturalmente ridotto delle moto porta a vedere in giro moto molto più giovani della media degli undici anni registrata per le auto.

Inoltre il canale “Heritage” e collezionismo sta rendendo le moto più vecchie di dieci anni di già delle “Instant Classic” difficili da trovare in mezzo al traffico.

Per contro, il ciclo di sostituzione forzato, che si è completato da qualche semestre con le iniziative commerciali straordinarie per le quali il mercato si è reso protagonista di veri e propri boom da un lustro a questa parte, ha diviso il mercato delle moto in due tronconi: da un lato coloro che hanno compiuto il proprio ciclo di sostituzione avvalendosi di mezzi che terranno negli anni a venire, “sacrificando” per questo la vecchia permuta; dall’altro coloro che hanno moto ancora in diritto di circolare, il cui futuro è ovviamente incerto ma che tengono sia perché le normative non diradano dubbi ed incognite sul futuro, sia perché il mercato dell’Usato – con quotazioni fondamentalmente in calo – non agevola la dismissione della vecchia moto.

Ed il valore dell’Usato, insieme ai trend di intermediazione e di passaggi di proprietà, sta diventando una nuova “buca” nel cammino del mercato a due ruote: perché con l’ingresso a pioggia di nuove moto “low Cost” di provenienza asiatica, ovviamente facilitate dalla grande diffusione di meccaniche mono/bicilindriche economicissime provenienti soprattutto da Cina e Taiwan, e grazie a telai e componenti abbastanza di qualità; il comparto delle moto “entry level” cresce abbattendo nello stesso tempo il valore di trattativa degli usati in offerta su cui pesa il terzo grande problema atavico nel mondo moto. 

E’ il costo dei ripristini e del service management, che rimane ancora oggi davvero alto e in alcuni casi – per moto più vecchie o poco diffuse – è davvero proibitivo. 

Il terzo motivo? E’ nella dabbenaggine dei Media di settore che hanno benedetto la vendita delle e-Bike sempre più performanti da dieci anni a questa parte come palliativo per i cali di margini nel mondo moto, e che ora si strappano i pochi capelli piangendo al capezzale dei famigerati “cinquantini” ormai finiti nella palude dei numeri negativi. Ovvio che tra slogan ecologisti e prestazioni in aumento per le eBike, il mondo di ciclomotori e miniscooter e minimoto è ovviamente finito nel limbo.

Questione ambientale: moto in stallo, Delivery in piena risalita

A fronte del calo (così da noi motivabile, salvo che da parte dei nostri lettori non pervengano suggerimenti) del mondo moto “tradizionale”, si deve però registrare il grande salto in avanti della produzione “commodity” legata ai quadricicli da lavoro ed uso professionale.

Il Video di Autoprove.it fatto lo scorso anno è stato per questo un vero e proprio segnale: senza la presenza di Importatori e Costruttori di mezzi per Delivery, minicargo, trasporto merci e professionale nei Centri Urbani, mezzi per Ultimo Miglio e mezzi per lo sharing motociclistico l’EICMA 2024 sarebbe stato deserto per quasi metà degli spazi espositivi senza dimenticare che la presenza delle componenti e dell’Aftermarket ha occupato a sua volta diverse aree dentro Rho Fiera Milano.

Dunque, chiaro che anch’io, da appassionato delle due ruote, vorrei il ritorno di un vecchio Eldorado fatto di Superbike e moto emozionali e non solo di “Commodity”. 

Ma la realtà parla di mondo moto per l’uso professionale e lavorativo: un settore in crescita (dove, a nostro avviso, anche i Quad ed i mezzi balneari iniziano ad avvicinarsi al mondo dell’agricoltura e della tutela forestale e non più ad essere mezzi ludici) che mira a sposare la praticità funzionale di una quattro ruote con i vantaggi economici del mondo dei motocicli e dei quadricicli. 

In ogni caso, visto che in primis Autoprove.it è una piattaforma di appassionati della “bella meccanica”, non mancherà la finestra doverosa verso le bellezze a due ruote (Superbike, Cruiser, Custom, Enduro, etc…) che già immaginiamo di ammirare al Salone.

Come sarà, su questo punto di vista, la prossima edizione di EICMA 2025? Noi ci saremo, per recensirla per Voi. Anche per quelli che, come sempre, avranno pronta in canna una qualche critica per aver noi “sconfinato”. Chissa’ da dove, poi.

Riccardo Bellumori

Nuova BMW M3 2025: Rendering Totale

La nuova BMW M3 romperà i ponti con il passato proponendo uno stile tutto nuovo.

Non molto tempo fa abbiamo realizzato i rendering della berlina sportiva completamente elettrica M3, mentre nei giorni scorsi sono apparse in rete le prime foto spia dei prototipi del modello tradizionale con motore a combustione interna. Come sarà? Questi rendering degli amici di Kolesa.ru ci permettono di dare uno sguardo in anteprima al modello.

Il modello M3 ha una storia che risale al 1986, quando fu presentata la prima generazione dell’auto con l’indice di fabbrica E30. Inizialmente la M3 era disponibile solo con due porte, ma a partire dalla seconda generazione con carrozzeria E36 la gamma si è ampliata con l’aggiunta della versione a quattro porte. Oggi è già in produzione la sesta generazione della “M”, la cui anteprima ha avuto luogo nell’autunno del 2020, mentre nella primavera del 2024 la famiglia M3/M4 è stata sottoposta a un restyling. La casa bavarese sta preparando un modello completamente nuovo, che sarà offerto in due versioni.

La prima ad essere avvistata sulle strade pubbliche è stata la versione completamente elettrica della berlina, con proporzioni insolite per il modello. Qualche giorno fa, invece, i paparazzi hanno immortalato una berlina con le classiche proporzioni a trazione posteriore e un allestimento più tradizionale. A parte la differenza nelle proporzioni, il design di entrambe le versioni sarà simile, realizzato nel nuovo stile dell’azienda chiamato Neue Klasse. Esso include “narici” allungate orizzontalmente, visivamente unite ai fari, plastica più semplice sui fianchi con maniglie delle porte a scomparsa, luci orizzontali dalla forma originale e una nicchia per la targa situata nella parte inferiore del cofano posteriore (una soluzione simile è stata utilizzata sulla berlina pre-restyling Serie 2 Gran Coupé). Tra le caratteristiche della versione più potente della terza serie vi sono i passaruota notevolmente allargati e i quattro tubi di scarico più distanziati rispetto all’attuale BMW M3.

Rendering Kolesa.ru

LA SPORTIVA TOTALE

Si prevede che la nuova berlina sportiva sarà dotata di un motore ibrido leggero con un motore a 6 cilindri in linea da 3,0 litri, simile al modello attuale. L’aggiunta di una batteria e di un motore elettrico integrato nella trasmissione dovrebbe consentire alla nuova M3 di dimostrare prestazioni più elevate rispetto all’attuale modello, che nella versione top di gamma CS raggiunge i 550 CV.
Il debutto della novità è previsto per il 2028, anno in cui è previsto anche l’avvio della produzione (la M3 elettrica sarà presentata un anno prima).

Mercedes Classe A ritorna nel 2030

Mercedes cambia idea e prevede finalmente di sostituire la Classe A.
In occasione dell’annuncio della sua “piccola” piattaforma multi-energia MMA nel 2020, Mercedes aveva dichiarato di voler ridurre la sua gamma di modelli compatti passando da sette a cinque referenze in questo segmento, contando sull’introduzione della futura “mini Classe G”. In particolare, la Classe A sarebbe dovuta scomparire nel 2026 senza un sostituto diretto, mentre la nuova CLA avrebbe dovuto garantire l’offerta di accesso al marchio nell’ambito di un rilancio della gamma. La Classe A di quarta generazione non sarà infine classificata senza seguito.
Proroga e poi sostituzione
Mentre recentemente si è appreso che l’attuale Mercedes Classe A sarebbe stata prorogata fino al 2028, oggi sembra che la compatta sarà effettivamente sostituita. «Ci sarà un punto di ingresso nel mondo Mercedes-Benz (sotto la CLA, NDLR) a lungo termine», ha rivelato Mathias Geisen, direttore vendite e marketing del marchio. Questo modello sarà probabilmente proposto in versione elettrica e micro-ibrida, come la CLA.

LA SCELTA STRATEGICA

I modelli compatti rappresentano oggi poco più di un quarto delle vendite di auto nuove di Mercedes. La Classe A, che ha i prezzi più bassi, attira la clientela più giovane. «Molti dei nostri clienti si affezionano al marchio fin da subito grazie alla Classe A», afferma Mathias Geisen. Inoltre, il rinvio e l’allentamento della norma Euro 7, ora prevista per la fine del 2027 (un anno prima per i nuovi modelli), offre una tregua alle auto termiche del segmento C fino al passaggio al tutto elettrico sul mercato delle auto nuove previsto per il 2035 nell’UE, primo modello delle compatte con portellone posteriore. Tuttavia, il fatto che Geisen non nomini il futuro modello entry-level lascia immaginare che potrebbe non trattarsi di una nuova Classe A, ma di un’auto leggermente diversa, forse un crossover che dovrebbe rivelarsi più accessibile della prossima GLA.

La monovolume compatta Classe B, invece, sembra destinata a scomparire nel 2026.

Nuova Ferrari Elettrica 2026: Anteprima

La Ferrari Elettrica sarà dotata di quattro ruote motrici e sterzanti come la Purosangue. Ogni asse sarà azionato da due motori elettrici sincroni a magneti permanenti (ognuno dedicato a una ruota), con ogni coppia di motori che condivide un inverter. I loro rotori montati in rete Halbach canalizzano il campo magnetico verso lo statore per ottimizzare il rendimento energetico, che secondo l’azienda raggiunge il 93%. L’asse posteriore elettrificato sviluppa 843 CV e fino a 8.000 Nm alle ruote. Il treno anteriore riceve 286 CV e 3.500 Nm alle ruote.

Su comando o automaticamente, a seconda della modalità di guida scelta, l’auto può diventare a trazione posteriore pura. Oltre al Manettino sul lato destro del volante, che continua a gestire i sistemi di controllo della dinamica del veicolo (escluse le sospensioni, vedi più avanti), un eManettino posto simmetricamente a sinistra permette di determinare il tipo di trasmissione desiderata e di selezionare una modalità di funzionamento del gruppo propulsore tra le tre proposte (Range, Tour, Performance). Dietro al volante si trovano due palette che possono essere utilizzate come quelle di un cambio grazie a un processo software non artificiale, attivabile su richiesta. Quella di destra serve a regolare il livello di coppia disponibile su cinque livelli, consentendo ad esempio di aumentarla progressivamente durante l’accelerazione. Al contrario, quella di sinistra permette di incrementare l’intensità del recupero di energia in decelerazione per simulare un freno motore sempre più potente in fase di frenata.

Ferrari ha inoltre progettato la firma sonora dell’Elettrica nello stesso spirito, senza ricorrere a un finto rumore di motore termico come avviene altrove (Hyundai Ioniq 5 N, per esempio). Sul retrotreno, un sensore registra le vibrazioni generate dai motori elettrici attraverso il metallo; il segnale viene convertito elettricamente in suono, poi amplificato e diffuso da altoparlanti interni ed esterni. Ciò che si sente dipende quindi direttamente da ciò che accade a livello del motore. Gli ingegneri hanno però isolato l’abitacolo dalle vibrazioni indesiderate utilizzando, per la prima volta nella storia del marchio, un sottotelaio posteriore indipendente collegato al telaio tramite silent block. «Senza il rumore e le vibrazioni di un motore termico a mascherare le altre fonti di NVH (rumore e vibrazioni), queste sarebbero state più percepibili», spiegano.

TELAIO E BATTERIA

I motori saranno alimentati da una massiccia batteria agli ioni di litio da 122 kWh, con una tensione di circa 800 V e una densità energetica record per un elettrolita liquido: 280 Wh/kg. Dovrebbe garantire 530 km di autonomia WLTP. Il pacco, composto da 210 celle suddivise in 15 moduli, è progettato come elemento strutturale che contribuisce alla rigidità del telaio. È posizionato piatto sotto il pianale, ma presenta un gradino nella parte posteriore (sotto i sedili posteriori molto inclinati) che ne riduce la lunghezza. La distribuzione delle masse risulta quasi ideale: 47% all’anteriore e 53% al posteriore. Questa architettura consente inoltre di abbassare il baricentro di 8 cm rispetto a un modello termico equivalente, secondo Ferrari. Un aspetto importante, considerando il peso del veicolo: 2.300 kg ufficiali! Le sospensioni attive a 48 V, di terza generazione per Ferrari, saranno fondamentali per controllare questa massa e disporranno di un pulsante di regolazione dedicato.

La batteria da 122 kWh deve assicurare 530 km di autonomia.

Tra le misure di sicurezza, le celle della batteria sono sospese al pianale e la piastra che ospita il circuito di raffreddamento a liquido si trova sotto, creando una zona di protezione e assorbimento in caso di urto dal basso. «Nonostante l’alto grado di integrazione tra tutti i componenti, non è stata fatta alcuna concessione in termini di accessibilità per la manutenzione (…) La batteria è stata progettata per essere smontabile e riparabile se necessario», assicura il costruttore. Enrico Galliera, direttore marketing, aggiunge: «Tutti i componenti saranno disponibili come ricambi in futuro».

L’Elettrica è dotata di una nuova evoluzione della terza generazione di sospensioni attive 48V di Ferrari.

Ferrari sottolinea che la costruzione dell’Elettrica integra il 75% di alluminio riciclato. Sono stati depositati oltre 60 brevetti per la sua progettazione. «Il progetto è ormai pronto a entrare in produzione», annuncia la casa. Gli elementi tecnologici e gli interni saranno presentati all’inizio del 2026, mentre l’aspetto esterno sarà svelato entro la fine del primo semestre. Le prime consegne sono previste per ottobre 2026.

Ferrari punta su componenti chiave progettati internamente per mantenere la propria unicità rispetto alla concorrenza.

Come altri marchi, Ferrari ha però rivisto al ribasso le proprie ambizioni di elettrificazione a causa del rallentamento della domanda. Nel piano presentato nel 2021, aveva dichiarato di voler raggiungere il 40% delle vendite annuali con auto «a zero emissioni» entro il 2030, con il 20% di ibride e il 20% di termiche pure. Oggi prevede solo il 20% di elettriche a quella data, con il 40% di ibride e altrettante termiche. Continuerà a sviluppare i motori a combustione almeno fino a quella scadenza. Il secondo modello elettrico, un tempo previsto entro la fine del decennio, non è più in programma. Tuttavia, la casa si dice pronta a rivedere la propria strategia in base all’evoluzione del mercato, grazie al suo approccio multi-energia. «È meglio avere più modelli con piccoli volumi che pochi modelli ad alto volume», afferma Benedetto Vigna, amministratore delegato di Ferrari.

Resta ora da scoprire come sarà la Ferrari Elettrica… ancora un po’ di pazienza!

Nuova Cupra Formentor VZ5: il 2.5 Audi

Dopo una pausa di due anni, il crossover coupé Cupra Formentor è tornato con la versione top di gamma VZ5 con motore turbo a benzina EA855 evo da 2,5 litri e 5 cilindri sviluppato da Audi. La Cupra Formentor VZ5 aggiornata sarà in vendita nel primo trimestre del 2026, ma ne saranno prodotti soli 4000 esemplari.

Il crossover compatto coupé Cupra Formentor sulla piattaforma MQB Evo ha debuttato nel 2019, mentre la versione top di gamma VZ5 è apparsa per la prima volta nel 2021: all’epoca si pensava che fosse il canto del cigno del marchio Cupra nel segmento delle auto sportive “a combustibile fossile” e che in futuro ci sarebbero state solo auto elettriche. Quattro anni dopo, i piani del gruppo Volkswagen per i marchi Seat e Cupra sono cambiati radicalmente: Seat ora non parla più di “auto elettriche”, mentre Cupra, pur continuando a seguire la linea “verde”, intende continuare a offrire auto a combustibile insieme alle auto elettriche ancora per molto tempo.

La tiratura della Cupra Formentor VZ5 del 2021 è stata di 7000 esemplari, che sono stati tutti venduti all’inizio del 2024, dopodiché la versione VZ5 è scomparsa dalla vendita. Nella primavera del 2024 la Cupra Formentor è stata sottoposta a un restyling e ieri l’ufficio stampa di Seat, che continua a servire il marchio Cupra (ricordiamo che il marchio Cupra si è separato da Seat nel 2018), ha annunciato l’imminente ritorno sul mercato della versione VZ5, ovviamente con la carrozzeria rinnovata.

Con il nuovo design della parte anteriore, la Formentor VZ5 appare più aggressiva rispetto alla versione omonima del 2021, la parte posteriore è stata dotata di nuovi fanali e sporgenze con catarifrangenti sotto di essi, mentre il diffusore e il “quattro tubi” di scarico color rame sono rimasti gli stessi, così come il design dei cerchi da 20 pollici. L’abitacolo della Formentor VZ5 rinnovata non è ancora stato svelato, si sa solo che ci saranno sedili sportivi CUPBucket con un supporto laterale sviluppato.

DATI TECNICI E MOTORI

Per quanto riguarda la tecnologia, non sono state annunciate novità, e questo è probabilmente un bene: il motore turbo a 5 cilindri eroga i precedenti 390 CV e 480 Nm, è abbinato a un cambio automatico DSG a 7 rapporti con doppia frizione, la trazione è solo integrale, con frizione automatica di ripartizione della potenza sull’asse posteriore. L’altezza da terra della Formentor VZ5 è stata ridotta di 10 mm rispetto alle altre versioni del crossover, mentre nella parte anteriore sono stati installati freni Akebono più potenti con pinze a 6 pistoncini. Le caratteristiche dinamiche della Formentor VZ5 aggiornata non sono state rivelate, ma a titolo indicativo diciamo che il crossover del 2021 raggiunge i 100 km/h in 4,2 secondi, con una velocità massima limitata a 250 km/h.

Il prezzo della Cupra Formentor VZ5 aggiornata non è stato ancora annunciato, ma nel 2021 questo crossover sportivo costava in Germania a partire da 61.650 euro e nel 2026 sarà sicuramente più costoso.

Nuova Aston Martin DB12 S: Anteprima

L’Aston Martin DB12 S ha fatto il suo debutto come versione ad alte prestazioni della DB12, presentata due anni fa come primo modello della nuova generazione del marchio. La DB12 S è l’ultima arrivata nella linea dei modelli con badge S, che si aggiunge alla Vantage S e alla DBX S presentate quest’anno.

A garantire queste prestazioni elevate è il propulsore potenziato, un motore V8 biturbo da 4,0 litri che ora eroga 700 CV a 6.000 giri/min e la stessa coppia di 800 Nm da 3.000 a 6.000 giri/min, con una potenza massima superiore di 20 CV rispetto alla DB12.

L’accelerazione da 0 a 100 km/h viene completata in 3,4 secondi, con un miglioramento di 0,1 secondi rispetto alla DB12, mentre la velocità massima rimane invariata a 323 km/h.
A contribuire al leggero miglioramento dell’accelerazione è un sistema di scarico opzionale in titanio che riduce il peso di 11,2 kg rispetto al sistema standard in acciaio inossidabile, mentre le modifiche alla calibrazione del sistema di controllo del lancio riducono i tempi di cambio marcia del 50%. Al di là dei numeri, Aston Martin ha ricalibrato l’acceleratore per una sensazione più progressiva del pedale con una nuova mappatura specifica per la DB12 S.

Con prestazioni migliori, la DB12 S offre una maggiore concentrazione al guidatore, grazie alle revisioni software degli ammortizzatori Bilstein DTX, alla barra antirollio posteriore più rigida e alle impostazioni riviste di camber, convergenza e angolo di caster, che migliorano la sicurezza dell’avantreno e l’agilità complessiva, afferma Aston Martin.

Sono state riviste anche le impostazioni dello sterzo e del differenziale posteriore elettronico per una sensazione più naturale, afferma la casa automobilistica. Gli aggiornamenti della DB12 S rispetto alla DB12 sono l’installazione ora di serie di freni in carbonio-ceramica, che misurano 410 mm nella parte anteriore e 360 mm nella parte posteriore. Questi consentono un risparmio di 27 kg di peso non sospeso rispetto alle specifiche dei freni in acciaio.

DESIGN E TECNOLOGIE

Una novità della DB12 S è il sistema di controllo della frenata in curva (CBC) di nuova generazione, che unisce le funzioni dei moduli Brake Slip Control e Integrated Vehicle Control. La funzione predittiva del CBC è in grado di utilizzare maggiormente il freno posteriore per aiutare l’auto a mantenere una traiettoria più stretta in frenata in curva, applicando essenzialmente una maggiore pressione sui freni posteriori. Per il conducente, ciò consente una frenata più tardiva e una maggiore stabilità.

Le modifiche esterne che contraddistinguono la DB12 S includono uno splitter anteriore rivisto che ora ha due elementi per generare deportanza e stabilizzare il flusso d’aria all’interno e intorno ai passaruota anteriori, mentre il cofano è dotato di feritoie per favorire l’estrazione dell’aria calda dal vano motore.

Lungo i lati, le estensioni dei sottoporta in nero lucido continuano la linea visiva del nuovo splitter anteriore, mentre sotto ogni listello laterale è presente il badge “S”. La parte posteriore della DB12 S è dotata di uno spoiler fisso, accompagnato nella parte inferiore da un nuovo diffusore posteriore che contribuisce a ridurre la portanza e a fare spazio ai terminali di scarico sovrapposti su questo modello (la DB12 ha un unico terminale su ciascun lato).

LO STILE UNICO

All’interno, la Aston Martin DB12 S è dotata di un controller rotativo con finitura anodizzata rossa per sottolineare ulteriormente le prestazioni di questa variante. Per l’abitacolo della DB12 S sono disponibili tre pacchetti di rivestimenti interni: Accelerate in pelle e Alcantara, Inspire S in pelle semi-anilina e Alcantara e Inspire S interamente in pelle semi-anilina.

La Aston Martin DB12 S è dotata di serie di sedili anteriori elettrici Sport Plus a 16 regolazioni e offre come optional i sedili Carbon Fibre Performance. Sebbene qui raffigurata come coupé con tetto fisso, la DB12 S è disponibile anche nella versione Volante con tetto apribile. Gli ordini per entrambe le versioni sono già aperti e le consegne inizieranno nel primo trimestre del prossimo anno.

Nuova Mitsubishi Colt 2026: Rendering da Renault Clio

La nuova Mitsubishi Colt sta per arrivare e sarà basata ancora sulla Renault Clio.

Quella che era nata come una grintosa hatchback giapponese è stata ora ridotta a poco più di una Renault Clio con un badge diverso. Ora, con l’uscita della Clio di sesta generazione, l’artista digitale Theophilus Chin è intervenuto per immaginare una versione della Colt che sembri davvero appartenere alla Mitsubishi.

I suoi rendering cercano di ripristinare un po’ del carattere perduto, conferendo alla hatchback con marchio diverso un tocco di individualità in più rispetto all’attuale modello poco ispirato.

L’attuale Colt, introdotta nel giugno 2023, condivide la base con la Clio di precedente generazione sottoposta a restyling. Notizie provenienti dalla Francia suggeriscono che la Colt di prossima generazione arriverà nel 2027 come hatchback completamente elettrica basata sulle piattaforme Renault R5 E-Tech e Nissan Micra. La visione di Theottle, tuttavia, esplora un approccio ibrido che segue la traiettoria della sua sorella francese.

La strategia europea di Mitsubishi continua a basarsi sulla partnership con Renault, offrendo un’intera gamma di veicoli elettrificati rimarchiati. Questi includono la Colt (Clio), l’ASX (Captur), la Grandis (Symbioz) e l’Eclipse Cross (Scenic E-Tech). I precedenti tentativi di badge engineering hanno apportato modifiche sottili, con poco più che nuove griglie e badge, ma gli ultimi modelli mostrano una maggiore individualità. Ora presentano paraurti, luci e stilemi distintivi che si allineano più strettamente al linguaggio stilistico di Mitsubishi.

In questo spirito, Theophilus Chin ha dato un restyling più esteso alla hatchback. Nella parte anteriore, ha preso in prestito i fari a LED, la griglia, il mento pronunciato e il cofano scolpito dalla nuova Eclipse Cross. Il look si integra sorprendentemente bene con la carrozzeria della hatchback, e alcuni potrebbero persino trovarlo più attraente dei paraurti sovradimensionati e dei dettagli complessi di Renault.

Il profilo è stato riportato senza alcuna modifica sulla carrozzeria, ma in realtà Mitsubishi potrebbe almeno aggiungere un nuovo set di cerchi in lega per differenziarsi. Nella parte posteriore, il designer propone un investimento più consistente con un paraurti, un portellone e luci posteriori a LED esclusivi.

LA RINASCITA DELLA COLT

L’ingombro della Mitsubishi Colt sarebbe leggermente superiore a quello del modello precedente, rispecchiando la nuova Clio che si estende per 4.116 mm di lunghezza. La nuova generazione della Clio monta una versione aggiornata dell’architettura CMF-B ed è disponibile con propulsori elettrificati. Le opzioni includono il TCe 1,2 litri mild-hybrid da 113 cavalli e il più potente E-Tech 1,8 litri full-hybrid da 158 cavalli.

Poiché l’attuale Mitsubishi Colt è ancora relativamente nuova, Mitsubishi potrebbe decidere di mantenerla negli showroom per qualche altro anno prima di lanciare una versione di nuova generazione più vicina al 2027. Resta da vedere se la futura Colt si ispirerà alla Renault Clio ridisegnata o alla R5 E-Tech completamente elettrica.