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Nuova Skoda Elroq 2025: ultimo Teaser

Skoda continua la campagna teaser per il prossimo SUV elettrico Elroq, mostrandoci frammenti di un modello scoperto, dopo le gallerie con i bozzetti ufficiali e le foto dei prototipi camuffati.

L’azienda ha confermato che la Elroq sarà presentata in anteprima il 1° ottobre, durante un evento speciale a Praga in Repubblica Ceca.

La Skoda Elroq adotta il linguaggio stilistico Modern Solid della casa automobilistica, introducendo caratteristiche che probabilmente saranno utilizzate in altri futuri modelli di produzione. Una di queste è la “Tech-Deck Face”, che è il modo in cui Skoda descrive la nuova griglia completamente coperta dell’EV.
La nuova Skoda Elroq ha fari sdoppiati con tecnologia Matrix LED e prese d’aria sottili sul paraurti. Il profilo è simile a quello della più grande Enyaq e presenta cerchi in lega da 19 o 20 pollici. Il posteriore ha richiami alle wagon, con un ampio portellone e i familiari fanali posteriori.

Come sempre, i bozzetti sono piuttosto fantasiosi, lasciando che sia la vita reale a rivelare le vere proporzioni del SUV. La casa automobilistica ha dichiarato che la Elroq introdurrà una nuova tonalità di verde Timiano, abbinata ad accenti esterni Unique Dark Chrome.

DATI TECNICI E MOTORI

Le anticipazioni precedenti si concentravano sugli interni della nuova Skoda Elroq, che saranno caratterizzati da materiali sostenibili, tra cui indumenti riciclati post-consumo, Recytitan (realizzato con il 78% di PET riciclato) e Technofil (poliestere e filati Econyl riciclati). I clienti potranno scegliere tra quattro temi di interni: Loft, Lodge, Suite e Studio. Inoltre, l’Elroq sarà dotato di un moderno cockpit digitale e delle più recenti tecnologie del Gruppo VW. Infine, offrirà molta praticità con uno spazioso abitacolo a cinque posti e 470 litri di spazio di carico.

Skoda ha già fornito dettagli sulle opzioni di propulsione e batteria. Il modello basato su MEB sarà disponibile con batterie da 55 kWh, 63 kWh e 82 kWh, con un’autonomia WLTP fino a 560 km. La potenza sarà fornita da motori elettrici singoli (montati sul retro) o doppi.

Le Skoda Elroq RWD produrranno 168 CV (125 kW) o 282 CV (210 kW), mentre la versione AWD genererà una potenza combinata di 299 CV (220 kW).

Sapremo tutto sulla Skoda Elroq 2025 tra qualche settimana. Fino ad allora, date un’occhiata ai bozzetti, ai video teaser e alle foto ufficiali del prototipo leggermente camuffato.

Nuova Leapmotor B10 2025: Anteprima Teaser

La nuova Leapmotor B10 sarà l’alternativa low cost alla Renault Scenic.

Il 14 ottobre, Leapmotor presenterà la sua nuova B10 al Salone dell’Auto di Parigi. Per il momento, questo SUV compatto (segmento C), che è ancora sotto segreto, non svela tutti i suoi segreti tecnici. Quando sarà lanciato nel 2025, sarà in grado di competere con la Renault Scénic E-Tech e la Peugeot e-3008.
Leapmotor sta intensificando la sua espansione in Europa. Ancora poco conosciuto, il marchio cinese sta approfittando della sua coalizione con il gruppo Stellantis per imporsi sul nostro mercato. Oltre alla city car elettrica T03, si prepara a lanciare due nuovi SUV a zero emissioni: C10 e B10. Quest’ultimo, entro il 2025, si imporrà nel competitivo segmento C.

Il nuovo modello dovrebbe rappresentare una minaccia per la Renault Scénic E-Tech, la Peugeot e-3008, la Ford Explorer e altri. Tanto più che la politica dei prezzi del nuovo costruttore cinese è tutt’altro che amichevole.
Il Leapmotor B10 sarà presentato per la prima volta al Salone di Parigi, dal 14 al 20 ottobre. Il costruttore non ha rivelato alcun dettaglio tecnico sul suo futuro modello, a parte il fatto che utilizzerà una piattaforma B e l’architettura software Leap 3.5 di ultima generazione. Questo SUV si posizionerà nella gamma al di sotto del SUV della famiglia C10.

DATI TECNICI E MOTORI

La Leapmotor B10 quindi essere lunga circa 4,50 metri e, secondo alcuni media cinesi, avere un passo di oltre 2,80 metri. Dal punto di vista tecnico, sulla base delle caratteristiche del C10, questo futuro B10 potrebbe offrire un motore da oltre 200 CV e un’autonomia di circa 450 km secondo il ciclo WLTP. Queste informazioni devono essere trattate con una certa cautela in attesa di annunci ufficiali da parte del costruttore.
Come tutti sappiamo, il punto di forza dei marchi cinesi non è certo la performance o lo stile. Lo dimostrano le foto della B10 camuffata pubblicate dal marchio sul social network Weibo. No, la loro carta vincente è più che altro finanziaria, con prezzi ultra-aggressivi.

Questo nuovo SUV compatto non farà eccezione alla regola, con un prezzo di partenza inferiore a 30.000 euro. Si tratta di un prezzo notevolmente inferiore a quello della Renault Scénic E-Tech, che è già competitivo, con un prezzo di ingresso di 39.990 euro.

In altre parole, con questo modello Leapmotor metterà in ombra i marchi europei. La concorrenza interna con i prodotti Stellantis si preannuncia dura.

Dopo 40 anni Volkswagen Polo dice addio alla Spagna

Volkswagen ha terminato la produzione della Polo in Europa dopo 40 anni, in quanto l’azienda si concentra sui veicoli elettrici (EV). Come riportato da Automotive News Europe, la Polo è stata costruita nello stabilimento della casa automobilistica di Pamplona, in Spagna, dal 1984, ma l’impianto sarà rivisto per assemblare due nuovi piccoli EV basati sulla piattaforma MEB a partire dal 2026.

La Polo non è destinata a scomparire: è ancora un modello importante per il marchio, con poco più di 90.000 unità vendute nei primi otto mesi dell’anno, diventando l’ottava auto più venduta in Europa. Il Sudafrica diventerà invece l’unico Paese a produrre la Polo nello stabilimento Volkswagen di Kariega.

ADDIO POLO

Negli ultimi 40 anni, oltre 8,4 milioni di esemplari della Polo sono stati costruiti in Spagna. Sebbene trovi ancora oggi la sua giusta quota di acquirenti, le vendite del modello sono state superate da piccoli crossover come il T-Roc. Nonostante l’arrivo di nuovi veicoli elettrici nelle catene di montaggio del sito di Pamplona, Volkswagen continuerà a costruire la T-Cross e la Taigo nello stabilimento.

Per quanto riguarda gli EV basati sulla MEB che debutteranno in futuro, il rapporto indica che uno sarà un modello a marchio Skoda chiamato Epiq, mentre l’altro sarà denominato ID.2all (presentato in anteprima come concept lo scorso marzo) – entrambi utilizzeranno una versione a trazione anteriore della piattaforma.

Motori Capitale 2024: all’auto storica diamo più valore non solo prezzi

Se questo fosse un articolo solo per romani, sarebbe scritto in un fraseggio dialettale dove risalterebbe da subito il sentimento del suo autore. 

Ma Autoprove è per suo merito una piattaforma seguita da un pubblico più vasto, e dunque sarò portato a rendere ben più articolata ed algida la mia panoramica sull’evento “Motori Capitale” svolto alla Nuova (ci tengo sempre a precisare l’aggettivo per onorare il ricordo della vecchia e gloriosa struttura un tempo operativa tra il quartiere Tre Fontane, la Colombo e Garbatella dalla parte opposta) Fiera di Roma sulla Portuense il 21 e 22 Settembre scorsi. 

Un Weekend discriminante per determinare, in fine dei conti, un positivo riscontro di pubblico e dunque la vittoria della “scommessa” professionale degli organizzatori (tra i quali Eugenio Bernardi, che ci ha cortesemente rilasciato una intervista che presenteremo nel contributo video nei prossimi giorni): in effetti la presenza dello Staff di “Autoprove” nella sola giornata di Sabato ha restituito l’immagine di partecipazione massiccia di visitatori in un giorno parzialmente lavorativo ma, soprattutto, ancora vacanziero o profumato di mare e di scampagnata per chi aveva a disposizione l’ultimo Weekend “ufficiale” di fine vacanze prima dell’inevitabile “breakdown” del calendario lavorativo.

Dunque l’interesse e la disponibilità dei Romani a visitare gli Stand della Fiera in questo contesto è il segnale che di motori e di belle auto si è disposti ancora a parlare e sentire parlare.

Le diatribe ecologiste, il fronte di guerra “elettrofili/endotermici” e soprattutto i venti di crisi che soffiano in lontananza sono stati esorcizzati per questa volta da un evento che ha offerto a tutti la bellezza di decine di auto classiche, antiche, “Youngtimer” ed “Instant Classic” tra le quali, ancora una volta, da romano in un evento capitolino “vintage” segnalo l’assenza sempre più pesante della Giannini e delle sue realizzazioni d’epoca; a parte questo si sono visti modelli davvero “cult” ed in molti casi sconosciuti al grande pubblico. 

Motori Capitale, Atto Primo: la scommessa “affluenza” è stata vinta

Le realizzazioni speciali di Zagato, Vignale, Pininfarina e delle altre firme di stile; le bellissime di ogni tempo, ed ovviamente nel contesto le nostre Fiat, Autobianchi, Lancia, Alfa Romeo, Ferrari, Cisitalia, Lamborghini, Maserati oltre ad alcune sportive artigianali di derivazione sportiva e Mille Miglia; senza dimenticare le due ruote di Ducati, Laverda, Vespa, Aermacchi, Benelli, Moto Morini. Ed una ricca presenza di belle realizzazioni dall’estero.

 

C’era la storia del miglior mondo motoristico tricolore che faceva gli onori di casa – in particolare -incorniciando uno dei protagonisti di eccellenza della storia nobile e leggendaria del motorsport : il “Bisiluro” Tarf motorizzato Gilera 350 del mitico Piero Taruffi, nella prima versione (a sua volta destinato ad ospitare diverse motorizzazioni motociclistiche di evoluzione e collaudo) che fu seguita dalla seconda con il motore Maserati a Compressore Volumetrico; un concetto ed una architettura tecnica, quello del “Bisiluro” che ha visto nel tempo e nel resto d’Europa diversi tentativi di altri Costruttori di realizzare modelli da record di velocità, ma che fa del “Tarf” l’unico in questa tipologia ad aver conseguito record ufficiali. Ed è stato un gesto azzeccatissimo fare del “Tarf” un poco la mascotte dell’evento romano: perché romano è il progetto di origine e persino le lavorazioni del prototipo svolte dal geniale Piero nel Garage dell’abitazione di Via Crescenzio; romano è il sottofondo di quella straordinaria Gilera “Rondine” e vicino a Roma c’è quella emblematica “Fettuccia di Terracina” scelta da Taruffi per alcuni tentativi di Record riusciti alla perfezione.

Il “Bisiluro” Tarf: la magia di Piero Taruffi, il racconto straordinario di Prisca

Un vanto in più per il nostro Pilota, Ingegnere, Sportivo ed imprenditore Piero Taruffi capace – con le sue conoscenze aerodinamiche, meccaniche e strutturali uniche al mondo – di concepire un mezzo vincente ed efficace.

Il “Tarf” presentato da Prisca, la figlia di Piero Taruffi che ha partecipato ad uno dei diversi “Talk” dello spazio conferenze in Fiera, ci ha davvero colpito per la perfetta semplicità ed essenzialità disegnata secondo forme aerodinamiche e proporzioni indovinate; con un peso di circa 350 Kg mostra in ogni caso una solidità strutturale merito anche dei due elementi trasversali aerodinamici di collegamento conformati ad ala rovesciata per fornire aderenza e direzionalità oltre a razionalizzare i flussi d’aria che attraversano al centro il “Bisiluro”.

Non è stato però solo il “Tarf” l’unico momento di emozione e di stupore della nostra visita. 

Siamo stati colpiti da altre “chicche” che hanno emozionato noi ed il resto del pubblico: la “Ferrari 308 GT4” di Marcello Gandini ottiene finalmente, mezzo secolo dopo, quella giustizia del tempo galantuomo che all’epoca della crisi energetica, dei falsi pudori e delle sacre ottusità congenite del “Drake” (perennemente scettico sul legame tra Marchio del Cavallino e sportive sotto una certa soglia di cubatura e cavalleria salvo dotare la GT4 in corso di vita del più piccolo V8 al mondo sotto i due litri); e soprattutto della critica banale dei Clienti più tradizionali del Cavallino; tutto questocolpì negli anni Settanta – immeritatamente – un modello rivoluzionario ed intelligentissimo che alla distanza ritengo abbia vinto la sua simbolica battaglia con Pininfarina – a mio personale avviso – costituendo a confronto della “Mondial” di poco successiva alla “GT4” un benchmark didascalico del concetto “2+2” di Maranello: la “Mondial” è e rimane infatti un ottimo prodotto ma tipicamente anni ’80. La “GT4” potrebbe essere rimessa in produzione in qualunque tempo, per la sua linea ed il suo canone al di là del tempo e delle mode. 

Ma come per tutte le opere del Maestro Gandini, il futuro che lui anticipava di decenni è stato compreso dalle persone comuni quando tempo dopo è diventato attualità corrente.

Ferrari “308 GT4” ed Alfa Romeo “RZ” : quando il tempo è galantuomo

Ci ha colpito anche la presenza di un’altra beniamina di “Autoprove”, cioè l’Alfa Romeo “RZ” del 1993, nel suo canonico rosso vivo; la versione Cabrio, dunque, della celebre ed ineguagliata “SZ”. Una prova di orgoglio e di appartenenza offerta da un manipolo di avventurosi ed appassionati Manager e Responsabili tecnici del Biscione che alla fine degli anni ’80 ha voluto lasciare alla storia uno degli ultimi “emblemi” del DNA vero di Arese, quasi un monito alla nuova proprietà: una sfida tra galantuomini e fuoriclasse dal sapore romantico, dove la “SZ” deriva dal confronto di idee e concetti a partire dal progetto “ES30” e dallo chassis derivato dalla “75” per il quale – poco prima di lasciare Corso Marconi – il vulcanico Vittorio Ghidella diede vita ad una “singolar tenzone” di sapore cavalleresco tra due Staff contrapposti tutti interni ad Alfa Romeo e Gruppo Fiat. Da un lato il Team di Arese guidato da Walter Da Silva, dall’altro il Centro Stile Fiat guidato all’epoca da Mario Maioli che come supervisore esterno chiamò addirittura l’erede naturale di Flaminio Bertoni: Robert Opron, che dopo il boom in Citroen ed il passaggio alla Renault aveva avviato un suo ruolo di Consulente libero professionista. “RZ” è appunto l’evoluzione Cabriolet della “SZ”, con cui condivide il fascino inimitabile.

Ci hanno colpito anche le davvero tante e scenografiche americane: Buick, Corvette, FordPackard monumentali e cromate.

Notevole la presenza di alcuni Gruppi di appassionati e di proprietari grazie ai quali si è potuta vedere una serie e non un modello solo di “Lancia Montecarlo”, di “A.R. Giulia (e Vi confesso l’emozione di averne rivista una che diversi anni fa appartenne alla mia famiglia….); ma anche di Porsche, di Mazda ed altre protagoniste del mondo del Collezionismo.

Motori Capitale: ottima iniziativa, ma noi giudichiamo da appassionati

Un primo ed affettuoso appunto. 

Ma non all’Organizzazione quanto ai proprietari ed intermediari delle auto in expo: trasmettiamo ai visitatori – per favore – non solo prezzi (tra l’altro in crescita esponenziale, e non è detto sia un bene da tutti i punti di vista) ma anche “Valori”: a farlo, caso raro nella Kermesse capitolina, uno stand che abbiamo visitato e che merita il pieno affetto e riconoscimento emotivo ma anche “culturale” di Autoprove e di tutti gli appassionati.

Abbiamo piacevolmente visitato lo Stand della Associazione “A.ST.OR.” guidata da Christian Apreda: da loro è arrivata una lezione “alternativa” di una visione possibile in cui ecologia e motorismo d’epoca (dai più ritenuto il male dell’ambiente) possono trovare un punto di incontro allo stesso tempo concreto ed encomibiabile attraverso azioni semplici: come quella del 27 Settembre, nella “Notte dei Ricercatori”, di piantare alberi nell’area di Montelibretti insieme ad altre Associazioni. 

Un modo per ricordare che l’inquinamento si combatte più popolando l’ambiente naturale che non tagliando le auto, e per riconciliare un mondo che l’esaltazione dei “Testimoni di GEOWatt” ha messo troppo violentemente dietro la sbarra degli imputati, ed un motivo in più per ripensare il rapporto tra automobilisti ed auto endotermiche, anziché prevedere funerali mai ancora avvenuti nella realtà.

Astor, l’ecologia sposa il Vintage; e che bello parlare con i giovani appassionati

Un fatto significativo per noi è stato dare decine di informazioni a ragazzi disinformati ma curiosi che ci incontravano nel fare il corredo immagini alle auto esposte, il segno promettente e consolatorio di una passione giovanile che chimere social ed eccesso tecnologico non hanno spazzato via: molti giovani stentavano a credere che auto di oltre mezzo secolo potessero essere tanto belle, tecnologiche ma “accoglienti” più di quanto lo siano i modelli attuali. 

Così come, senza alcuna gelosia professionale, siamo stati contenti e disponibili anche con tanti giovani “Blogger” che con Smartphone e microfono hanno svolto le loro recensioni dando libero sfogo anche alla passione che li animava.

 

E se da una parte ci ha colpito la voglia di maggior informazione storica e dettagliata dei visitatori dall’altro lato la configurazione, la spaziatura e l’allestimento dei diversi quadranti di allocazione di auto e moto ha trascurato totalmente un criterio espositivo strutturato secondo un elemento discriminante (epoche, stili, target commerciali, tipologia modelli, o ogni qualunque altra caratteristica parametrica in grado di organizzare la percezione del visitatore secondo classi qualitative specifiche). 

Allo stesso modo ci ha colpito una “disattenzione” didattica che si incontra in ogni Mostra o Fiera alla quale abbiamo finora assistito e la cui messa in opera costerebbe davvero poco: un ambiente ristretto ma accessibile dove con pannelli o supporti multimediali fosse estrinsecata e rappresentata in sintesi la storia industriale automotive del Paese, in un momento in cui l’Italia rischia davvero la desertificazione.

Fiere “Vintage”: non solo auto, diamo più spazio al mondo dei servizi

Altro piccolo aspetto da non sottovalutare: come mai Fiere del genere sono accompagnate esclusivamente, oltre le auto e le moto ed i settori più rappresentativi, da Stand di orologi, di accessori di fashion o moda? Una attitudine costante che ci permettiamo per la prima volta di stigmatizzare: è davvero così oneroso od inutile per Rettificatori e Rigeneratori, Componentisti, Fornitori di attrezzature speciali; ma anche per Scuole ed Enti che impartiscono Corsi professionali per operatori e tecnici, partecipare ad una Fiera di questa portata? Vero è che “Autoprove.it” era presente Sabato e non Domenica, tuttavia non ci è parso che l’indomani si sarebbero appalesati tutti i ruoli e le figure professionali, e le arti, che ci sembrerebbe inevitabile ed opportuno vedere in uno spazio espositivo di auto d’epoca.

E qui segnaliamo anche quanto la nostra eccellenza in termini di Restauri, Rigenerazione Ricambi, Perizie e Consulenze, attività di ricerca e ricostruzione documentale/tecnica/giuridica, meriterebbe persino il riportare in auge quelli che sparsi sul territorio sono ancora oggi esperti di questo o quel modello e Marchio, raggruppando tutto questo prezioso ecosistema in una sorta di “Albo di Qualificazione e Certificazione” (un poco come avviene in Edilizia con le “SOA”) in modo da non esporre l’appassionato neofita o poco attento al rischio di affidamento lavorazioni ed incarichi a profili professionali non proprio idonei. Insomma, a quando un “Annuario Vintage” garantito dalle massime autorità nazionali in tema di Auto d’Epoca? E ci perdoni l’Organizzazione dell’evento, ma il “Talk” Tavola Rotonda del Sabato (Carta dei Principi) non è totalmente esplicativo rispetto al nostro richiamo. 

Ed infine arriviamo alle note davvero “dolenti”: “Piatto ricco, mi ci ficco” ovvero: Signori, la mia auto “es un aseniocircular”!!!

“Puerto Escondido”, 1992, Gabriele Salvatores: uno scombinato ed impacciato Diego Abatantuono cerca di corrompere la polizia locale del Paese sperduto in cui si trova proponendogli il suo Rolex “assegno circolare” come voce di scambio per evitare grane giudiziarie… Da allora, ogni volta che il nascente fronte degli “Audisti”, “Mercedisti”, “Vaggari“ e “Bavaresi” contrapponeva sempre più spesso all’interlocutore le virtù taumaturgiche delle loro auto in fase di permuta e di valore usato, il buon Diego mi tornava in mente. 

 

Peccato che quello fosse un film mentre l’idiozia endemica di chi raccontava il suo onorevole pezzo di ferro su ruote come nemmeno un Van Gogh o un vaso cerimoniale minoico era tremendamente reale. Nessuna auto “corrente” e di produzione di serie è a lungo un “Assegno circolare”. Allo stesso modo un’auto storica non è la pietra filosofale che si vuole raccontare.

Di fronte a questo ho poco gradito le parole di entusiasmo quasi evangelico di uno Speaker della Fiera che Sabato, nel preannunciare il calendario dell’indomani, gongolava nel declinare le magnifiche e progressive sorti del mercato auto “storiche” ed il trend delle quotazioni medie. 

Allo stesso modo non so se la Domenica 22 Settembre sarebbero stati in programma, ma avrei voluto assistere a “Talk” con gli uomini di Eurotax per capire come nascono le quotazioni, un “Vademecum” per l’acquisto in sicurezza, un check informativo su trattamenti fiscali e soprattutto uno specchietto informativo sui temi più di attualità logistica: se alimento un motore d’epoca con “E85”? Con GPL o Metano? E se la converto full electric con i Kit? E gli “e-fuel”? 

Perché no, un “Valore Futuro Garantito” per Finanziamenti auto “vintage”??

La danza dei milioni: si chiama così un film bellissimo degli anni ’40 e che spero Vi capiterà di vedere. Ma che “lavoro”sceglierebbe oggi Gustavo Wiesinger (il protagonista del film) se fosse nato ai giorni e si fosse dovuto, come nel film, inventare un mestiere? Io ne sono certo, avrebbe lanciato una linea di finanziamenti per auto storiche; ma non di quelli “canonici”. No, il suo piano finanziario avrebbe avuto certamente la “Maxi rata”. 

O meglio, traduciamo tutto in dati pratici e reali: perché un settore finanziario Automotive in fase di “ristrutturazione” (dopo aver rischiato perlomeno in due occasioni, tra il 2005 ed il 2018, il default pieno) per la riduzione del volume di credito sospeso ed erogato, per la crescita dei contratti Noleggio e Flotte e per la contemporanea risalita temporanea del valore medio del comparto usato che dà il suo aiuto ai bilanci di Dealer e Servizi Postvendita dei Costruttori.

Eppure di strumenti finanziati dedicati e proposti al Cliente potenziale se ne dovrebbero poter trovare, se le previsioni commerciali sono fondate ed hanno un senso: perché non è disponibile ordinariamente, per una storica certificata di 40.000,00 Euro (ipotesi) un supporto finanziario che ne permetta l’acquisto da un qualunque privato con un anticipo “umano” (10.000,00 Euro, ad esempio) e con un piano rateale di neppure 200,00 Euro mensili per ritrovare un Valore residuo che, alla luce delle proiezioni commerciali odierne, possa essere facilmente gestito dal prezzo di rivendita potenziale a tre anni? Non dimentichiamo che una “storica” diventerebbe per un proprietario un secondo o terzo mezzo e dunque un ausilio finanziario e commerciale allo stesso tempo sarebbe una mano santa. E non parliamo dei sogni legislativi nel cassetto, come agevolazioni fiscali e strumenti giuridici ad Hoc per la multiproprietà di auto storiche, oppure i Gruppi di Acquisto, oppure gli strumenti di investimento “linkati” ai trends di valore delle auto storiche (anche se il programma Dibattiti aveva uno spazio dedicato al tema dell’investimento su auto storiche).

Tutto quel che per ora sembra seppellire ogni questione “accessoria” sembra proprio essere il miraggio dell’esplosione delle valutazioni. Speriamo che non finisca tutto in una bolla.

Ecco perché il nostro giudizio alla fine di “Motori Capitale” è : Bene, un segno di stima e di supporto da noi di Autoproveper cameratismo e passione. 

Ma un bell’auspicio e in contemporanea un impegno: sappiamo che si può e si deve arrivare ad un “Layout” di Fiera il prossimo anno ancora migliore. 

Lo chiede il Giubileo Capitale, lo chiede il centenario del primo Gran Premio di Roma nel 2025; lo chiede soprattutto il pubblico più autentico ed appassionato di motori, quello che preferibilmente legge anche la nostra piattaforma. 

 

E che aspetta un rilancio vero e strutturale del mondo che amiamo, non solo di leggere quotazioni e “borsini”. 

Alla fine, sono proprio quelli che – sostituendosi interamente al simbolo dell’Auto come valore e piacere – hanno distrutto in dieci anni un intero comparto industriale auto che dal Dopoguerra aveva superato benissimo perlomeno altre due crisi pesantissime (l’austerità energetica e petrolifera e le contestazioni sociali ed operaie) fino ai giorni nostri. 

Riccardo Bellumori

Trofeo Italia Storico Classico e Prototipi: la quarta gara al Circuito di Magione

Il 28 settembre, il Circuito di Magione sarà il palcoscenico della quarta gara del Trofeo Italia Storico Classico e Prototipi, un evento imperdibile organizzato dal Circolo Auto Storiche Paolo Piantini dei Fratelli Bartoli. Questa manifestazione celebra la passione per le auto storiche e i prototipi, portando in pista alcuni dei volti più noti e talentuosi del motorsport.

Tra i partecipanti spicca Gianluca Bardelli, pilota romano che, dopo venti anni di assenza dalle gare, tornerà a correre con una Morris Cooper S del 1964, un’auto iconica che ha segnato la storia dei campionati italiani degli anni ’80.

IL TEAM BARDELLI

Per il suo ritorno, Bardelli ha formato un team di altissimo livello. Ad assisterlo ci sarà Angelo Fiorucci, storico preparatore della Classic Auto di Roma, con una decennale esperienza nella preparazione delle velocissime vetture inglesi. La supervisione del team sarà affidata a Enzo Coloni, ex protagonista della Formula 1, la cui presenza aggiunge ulteriore prestigio all’evento.

La partecipazione dei piloti romani sarà arricchita dalla presenza del leggendario Claudio Francisci, icona del motorsport internazionale, che gareggerà con un prototipo Lucchini, portando la sua esperienza e il suo carisma sulla pista di Magione.

Nuova Citroen C4 2025: il Rendering

La Citroen C4 si prepara all’atteso appuntamento con il restyling di metà carriera.

La Citroen C4 è stata introdotta per la prima volta nel 2004 come hatchback a tre o cinque porte. Nella seconda generazione, che ha debuttato nel 2010, è stata aggiunta anche una berlina. Oggi è in linea di montaggio la terza generazione della vettura, che debutterà nell’estate del 2020.

Inizialmente è stata offerta sotto forma di cross-hatchback, ma tre anni dopo l’azienda gli ha affiancato una cross-sedan con il prefisso X. Ora Citroen sta preparando un restyling del modello e i prototipi della cross-hatchback sono già stati avvistati dai fotografi.

A giudicare dalle foto disponibili, la Citroen C4 cambierà in modo piuttosto significativo all’esterno. Innanzitutto, avrà un frontale completamente nuovo, realizzato secondo il nuovo stile più spigoloso dell’azienda, già sperimentato sulla più giovane hatchback C3. Gli esemplari di prova camuffati presentano nuovi fari dalla configurazione insolita, con due strisce orizzontali di LED più vicine al centro e strisce singole appena sotto e sui bordi del paraurti. L’auto avrà sicuramente un nuovo logo ovale dell’azienda, come sulla stessa C3.

Anche la parte posteriore sarà interessata dal restyling, sono già visibili le caratteristiche dei nuovi gruppi ottici, che assumeranno una forma più rigorosa e saranno privati degli spettacolari “trattini” che arrivano fino allo spoiler del portellone dei bagagli. Inoltre, la Cross-Hatchback in versione aggiornata presenta un paraurti posteriore ammodernato.

Questi rendering di Kolesa.ru ci permettono di dare uno sguardo al design definitivo del modello.

Rendering Kolesa.ru

DATI TECNICI E MOTORI

La Citroen C4 di terza generazione è costruita sulla piattaforma modulare CMP del Groupe PSA (Peugeot Société Anonyme). La stessa piattaforma è utilizzata, ad esempio, dal crossover Opel Mokka della scorsa generazione. In termini di dimensioni, la C4 (lunghezza 4360 mm, passo 2670 mm) è molto vicina alla cross-hatchback Kia XCeed (lunghezza 4395 mm, passo 2650 mm) precedentemente venduta ufficialmente sul mercato russo.

Per quanto riguarda la parte tecnica, molto probabilmente non cambierà in modo significativo. La Citroen C4 può essere equipaggiata sia con i tradizionali motori a combustione interna sia con propulsori completamente elettrici (sono stati ammodernati lo scorso anno). Una peculiarità della piattaforma SMR è la trazione esclusivamente anteriore.
L’anteprima della Citroen C4 aggiornata potrebbe avvenire il mese prossimo al Salone dell’Auto di Parigi.

Biden contro il Made in Cina e Russia

L’amministrazione Biden continua a prendere di mira le case automobilistiche e le aziende tecnologiche cinesi e la sua ultima azione si concentra sulle auto connesse. Come ha spiegato la Casa Bianca, “le case automobilistiche cinesi stanno cercando di dominare le tecnologie dei veicoli connessi negli Stati Uniti e a livello globale, ponendo nuove minacce alla nostra sicurezza nazionale, anche attraverso le nostre catene di approvvigionamento”.

Per far fronte a questa minaccia, il Dipartimento del Commercio ha proposto una nuova norma che “proibirebbe la vendita o l’importazione di veicoli connessi che incorporano determinate tecnologie e l’importazione di particolari componenti da paesi che destano preoccupazione, in particolare dalla Repubblica Popolare Cinese e dalla Russia”. La Cina è l’obiettivo principale e il governo è preoccupato per i potenziali rischi per la sicurezza in quanto i veicoli connessi “raccolgono dati sensibili del conducente e dei passeggeri” e sono dotati di telecamere e sensori che “registrano informazioni dettagliate sulle infrastrutture americane”.

USA CONTRO CINA E RUSSIA

La Casa Bianca guidata da Biden ha poi aggiunto che le informazioni raccolte dalle auto connesse potrebbero essere utilizzate da soggetti malintenzionati per distruggere le infrastrutture o i veicoli stessi.

Il governo ha aggiunto di aver già identificato diverse tecnologie nei veicoli connessi provenienti da Cina e Russia che rappresentano “minacce particolarmente acute”.
La norma proposta negli USA riguarda i sistemi di veicoli connessi progettati, sviluppati, prodotti o forniti da entità con un “nesso sufficiente” con la Cina o la Russia. Si concentra inoltre sulla connettività – compresi Bluetooth, cellulari, satelliti e Wi-Fi – e sui sistemi di guida automatizzata.
La norma prevede “restrizioni alle importazioni o alle vendite di veicoli connessi che utilizzano software VCS [sistemi di connettività dei veicoli] e ADS [sistemi di guida automatizzata], nonché alle importazioni di attrezzature hardware VCS”. Tuttavia, la proposta prevede anche esenzioni per le piccole case automobilistiche su “base eccezionale”.

Se la norma verrà attuata come previsto, i divieti sul software entreranno in vigore a partire dal 2027, mentre i divieti sull’hardware si applicheranno a partire dall’anno modello 2030 o dal 1° gennaio 2029 per le unità senza anno modello.

Sebbene le specifiche esatte siano ancora in fase di definizione, il governo ha dichiarato che il Dipartimento del Commercio lavorerà a stretto contatto con “l’industria, gli alleati e i partner statunitensi e le altre parti interessate durante l’intero processo normativo per garantire che qualsiasi azione protegga al massimo la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, riducendo al minimo le conseguenze indesiderate o le interruzioni”.

Nuova BMW X5 2026: il Rendering

Ispirandosi alla Vision Neue Klasse X Concept di BMW, la X5 incarna la nuova e audace direzione del design della casa automobilistica bavarese, caratterizzata da superfici più nitide e da un sottile richiamo alla sobria modernità dei suoi iconici modelli degli anni Settanta e Ottanta.

Nel frontale, la griglia a doppio rene reinterpretata è affiancata da gruppi ottici allungati e da DRL orizzontali che reclamano attenzione. Il cofano sagomato con una rientranza centrale conferisce una posizione decisa, mentre i parafanghi muscolosi lungo la fiancata – presi in prestito dalla nuova X3 – ospitano una porta di ricarica per le varianti ibride ed elettriche plug-in, lasciando intendere cosa c’è sotto il cofano.

Il rendering in copertina di Carscoops.com ci permette di dare uno sguardo alla nuova BMW X5.

Le maniglie delle porte a filo, che ricordano quelle utilizzate sulla Mustang Mach-E di Ford, sono integrate perfettamente nel rivestimento dei finestrini, conferendo un aspetto elegante e minimalista. E non preoccupatevi, l’iconica curva Hofmeister è ancora intatta.

Il design aggiornato presenta anche un rapporto asse-cruscotto più arretrato, che conferisce all’X5 una posizione più arretrata rispetto alla cabina. Nella parte posteriore, il veicolo presenta un aspetto più monolitico e squadrato, con un notevole distacco dai suoi predecessori.

LE TECNOLOGIE

L’abitacolo rispecchierà l’ambiente raffinato dell’ultima Serie 5, con un pannello curvo che ospita un quadro strumenti digitale da 12,3 pollici e un touchscreen da 14,9 pollici per l’infotainment, con l’ultima interfaccia iDrive 8.5 di BMW. È tutto molto futuristico, ma non dimenticate di usarlo per guidare.

Naturalmente, nessun SUV di lusso moderno sarebbe completo senza Apple CarPlay, Android Auto, ricarica wireless e hotspot Wi-Fi a bordo. L’impianto stereo Harman/Kardon rende i vostri viaggi in auto come un concerto, mentre gli aggiornamenti over-the-air mantengono la vostra tecnologia fresca come il giorno in cui l’avete acquistata. Volete ancora di più? Tocchi premium come i comandi interni in vetro, le configurazioni a 7 posti e l’Highway Assistant a mani libere di BMW saranno tutti disponibili per migliorare il vostro gioco.
La prossima BMW X5 dovrebbe rimanere sulla piattaforma CLAR di BMW, piuttosto che adottare l’architettura Neue Klasse. La flessibilità di CLAR, tuttavia, le consente di gestire sia motori a combustione sia propulsori elettrici.

Pertanto, sotto il cofano (o meglio, sotto vari cofani) la X5 offrirà opzioni ibride, ibride plug-in e, forse, completamente elettriche, con quest’ultima che prenderà il nome di iX5. I dettagli non sono ancora stati resi noti, ma se seguirà l’esempio dell’ultima Serie 5, ci si aspetta una gamma di motori turbo a quattro cilindri e sei cilindri in linea. Purtroppo, questa volta non ci sono V8 ruggenti nella linea standard della X5, anche se chi ne ha voglia può ancora aspettarsi il modello M – ma di questo parleremo tra poco.

I MOTORI

Tra le numerose opzioni disponibili, è probabile trovare un sei cilindri in linea turbocompresso da 375 CV con un sistema ibrido a 48 volt, un ibrido plug-in da 483 cavalli e una versione completamente elettrica che eroga fino a 593 CV. Sì, sono molti cavalli, ma si tratta di BMW, quindi non è esattamente una sorpresa. L’ibrido plug-in utilizzerà probabilmente una batteria da 19,4 kWh, per un’autonomia di oltre 40 miglia in modalità esclusivamente elettrica.
Se si sceglie l’alimentazione completamente elettrica, la batteria da 84,3 kWh della i5 dovrebbe garantire un’autonomia di circa 475 km per carica, a patto di non guidare come un pazzo. Ricarica rapida in corrente continua? Sì, vi porterà dal 10 all’80% in soli 30 minuti, quindi niente scuse per lunghe soste ai box.

La trazione posteriore sarà di serie sulle varianti della X5 di minore potenza, mentre la trazione integrale xDrive sarà riservata ai modelli più potenti, anche se la disponibilità potrà variare a seconda del mercato.

Più avanti, verrà introdotta la variante top di gamma BMW X5 M, che probabilmente sarà l’unico modello V8 della gamma. Dovrebbe montare lo stesso V8 biturbo da 4,4 litri della nuova M5, coadiuvato da un motore elettrico integrato nel cambio automatico a otto rapporti, in grado di erogare 717 cavalli e 738 lb-ft di coppia.

E sì, considerando che l’attuale X5 M pesa già 2.474 kg e la nuova M5 2.445 kg, con ben 400 kg attribuiti al sistema ibrido, abbiamo quasi paura a chiederci quanto peso si porterà dietro la nuova X5 M.

La nuova BMW X5 arriverà nelle concessionarie italiane a fine 2026.