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Goodyear prepara le gomme per le auto a guida autonoma

Goodyear continua ad espandere il suo impegno sui veicoli a guida autonoma ed è stata scelta come fornitore esclusivo di pneumatici di uno dei più famosi modelli di shuttle a guida autonoma per trasporto passeggeri.

Goodyear ha stretto una partnership con Local Motors, con sede in Arizona, per equipaggiare in esclusiva i veicoli Olli, un minibus senza autista per il trasporto di 8 passeggeri. Questo accordo permetterà a Goodyear di effettuare dei test specifici su prodotti da destinare a veicoli a guida autonoma.

Goodyear porta Olli al Salone Internazionale dell’Auto di Ginevra e lo equipaggia con speciali pneumatici non-pneumatici con tecnologia Goodyear DuraWebTM.

Questo veicolo si va quindi ad inserire nell’ambito della flotta con cui Goodyear testa le soluzioni di mobilità avanzata. Questi esperimenti hanno luogo in diverse location, tra cui la struttura di test di Mcity dell’Università del Michigan, un centro di ricerca e sviluppo frutto di una partnership tra pubblico e privato, che si sviluppa su 5 ettari volti a ricreare strade e infrastrutture.

Il nostro lavoro sui progetti di veicoli a guida autonoma come Olli è uno dei pilastri del nostro programma di sviluppo di soluzioni al servizio della mobilità del futuro. Attraverso programmi pilota in partnership con le principali startup, raccogliamo importanti dati sui veicoli e sulle dinamiche di sharing e li utilizziamo per migliorare le performance operative di questi veicoli a vantaggio dei clienti,” dichiara Chris Helsel, Chief Technology Officer di Goodyear.

In aggiunta a questa partnership, in Lussemburgo dove ha sede uno dei suoi due centri di innovazione globale, Goodyear equipaggia 3 shuttle a guida autonoma gestiti dalla società di autobus Sales-Lentz. Questi veicoli sono in grado di trasportare fino a 14 passeggeri per volta ed effettuano corse lungo diverse tipologie di strade locali. I pneumatici Goodyear che equipaggiano queste 3 navette sono dotati di sensori per raccogliere dati in condizioni di utilizzo reali, che gli ingegneri e i data scientist di Goodyear possono utilizzare per pianificare una manutenzione preventiva e migliorare le prestazioni.

Auto elettriche: crolla il prezzo di Litio e Cobalto

Il cobalto oggi vale meno di un terzo rispetto ai 100 mila dollari per tonnellata raggiunti ad aprile 2018. In quel caso al London Metal Exchange si era raggiunti i massimi decennali. Dallo scorso novembre, quando si è avvertita la prima flessione, il ribasso è stato di oltre il 40%. Nel frattempo il valore del litio è sceso ai minimi da tre anni, secondo l’indice globale di Benchmark Mineral Intelligence.

Eppure le auto a batteria e ibride non hanno certo perso appeal, anzi. Con la domanda data in ascesa verticale gli speculatori si sono avventati sulle materie prime.
Le nuove miniete stanno ricevendo beneficio per l’analista l’offerta crescerà oltre le attese. Stime prendendo parlano di 110.000 esercizi aggiungendo carbonati di litio a un’emissione del 2019, un fronte di una crescita dei consumi di 33mila tonnellate. Quanto al cobalto, il suo scenario base è che l’offerta cresca di 36.000 tonnellate a fronte di una domanda ferma ad appena 11.000.

Opel Omega Lotus 30 anni fa la rivoluzione sportiva

Ormai 30 anni fa, nella Primavera 1989, vide per la prima volta la Opel Omega Lotus (Vauxhall Carlton Lotus sul mercato britannico) esposta in anteprima al Salone di Ginevra. In effetti questa specialissima interpretazione dell’ammiraglia della gamma Opel era una sorta di sofisticata operazione di tuning applicato ad una berlina alto-di-gamma. Appendici aerodinamiche di ogni genere e un poderoso 3.600-V6 biturbo bialbero a 24 valvole da 377 CV le permettevano di raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo in meno di 5.4 secondi. Niente male davvero per una grande berlina a 4 porte!

Per questa super-Omega, prodotta in un limitato numero di esemplari con la collaborazione della Lotus (che da tre anni apparteneva allo stesso gruppo industriale cui faceva capo anche Opel), furono utilizzate molte parti della Omega 3.000 (come, ad esempio, la scocca ed elementi delle sospensioni), ma anche componenti esclusive come la testata in alluminio con 24 valvole, i due turbocompressori Garrett e i due intercooler che riducevano la temperatura e, così facendo, incrementavano la massa d’aria d’aria per la combustione aumentando il rendimento e conseguentemente la potenza. Il sistema di accensione disponeva invece di tre bobine ciascuna delle quali operava su due candele. Questo sistema aumentava le prestazioni dell’accensione soprattutto agli alti regimi di rotazione. Due convertitori catalitici a circuito chiuso realizzati in materiale metallico ininfiammabile e impermeabile permettevano infine di ridurre le emissioni.

Cambio a 6 marce e frizione rinforzata

La Opel Omega Lotus era equipaggiata con un cambio manuale a 6 marce (una rarità all’epoca) che le consentiva di sfruttare completamente la coppia e la potenza del motore biturbo. I rapporti delle prime cinque marce erano di tipo sportivo e piuttosto ravvicinati, mentre quello della sesta marcia era tarato in modo da ridurre il regime di rotazione del motore alle alte velocità.

Per resistere alle sollecitazioni della enorme coppia erogata dal motore, la Lotus Omega era stata equipaggiata con una frizione da 9.5″ completamente nuova. La molla a diaframma della frizione non lavorava a compressione come di norma, ma a trazione in modo da aumentare la pressione di contatto sullo spingidisco con un conseguente sforzo del pedale ridotto al minimo.

La sospensione posteriore della Lotus Omega rappresentava un’ulteriore evoluzione di quella a bracci semioscillanti della Opel Omega. Le nuove sospensioni, dotate di due puntoni aggiuntivi, assicuravano un’eccellente stabilità direzionale che migliorava la risposta alle reazioni trasversali e di conseguenza la tenuta di strada del veicolo.

Il passo era stato allungato di 18 mm rispetto a quello della Omega 3.000. I cerchi da 17″ montavano pneumatici anteriori da 235/45 e posteriori da 265/40 alloggiando freni a disco ventilati di diametro maggiorato a 320 mm.

Tesla arriva la ricarica ultraveloce 3V

Questa mattina, in California, Tesla ha presentato il nuovo V3 Supercharging e altri miglioramenti per la sua esperienza di ricarica. V3 è una nuova architettura completa per la sovralimentazione degli impianti di ricarica che mira a tagliare i tempi di rifornimento.

La nuova stazione ha una potenza da 1MW e supporta picchi di velocità fino a 250kW per le auto elettriche. A questo ritmo, una Model 3 ricarica in 5 minuti 120km di autonomia e a velocità raggiunge fino a 1.600 di autonomia all’ora. La sovralimentazione ridurrà in definitiva la quantità di tempo trascorso dai clienti a una media del 50%.

A partire da oggi il primo sito beta è aperto al pubblico nella Bay Area, in California. Il brand sta lanciando V3 Supercharging per Model 3, ma l’impegno del brand è quello di aumentare la velocità di ricarica anche di Model S e X tramite aggiornamenti software nei prossimi mesi.

La nostra non beta site V3 Supercharger sarà svelata il prossimo mese, con i siti nordamericani e dopo arrivrà in Europa e Asia.

Con il nuovo aggiornamento il veicolo scalderà in modo intelligente la batteria per assicurare ai clienti di arrivare alla temperatura ottimale presso la stazione di ricarica.

La Suzuki Samurai esce di produzione in India

Tre decadi e mezzo dopo essere stato introdotto in India, Maruti Suzuki ha interrotto la produzione dell’iconico 4X4. In una comunicazione ufficiale ai suoi concessionari, la società ha reso noto che non accetterà ulteriori prenotazioni per il 4X4 noto in Europa come Samurai.

Lanciato in India nel 1985, Gypsy è stato il terzo veicolo ad essere introdotto nel paese dall’azienda dopo l’800 (SS80) e Omni. Nella sua forma attuale, il SUV non superava più i crash test e le norme sulle emissioni inquinanti.

Maruti Suzuki Gypsy è stato uno dei preferiti tra gli appassionati di fuoristrada in India. Un’elevata altezza da terra (210 mm) e l’opzione a quattro ruote motrici garantiscono una migliore maneggevolezza e maggiore potenza. Il SUV è stato ampiamente utilizzato anche dalle forze armate indiane.

Inizialmente, la società aveva un motore di 1.0 litri in Gypsy. Ora ha un quattro cilindri, 1.3 litri 16 valvole a benzina che produce 80 CV a 6.000 giri / min e 103 Nm a 4.500 giri / min. Il gruppo propulsore è abbinato a un cambio manuale a cinque marce.

Italdesign DaVinci a Ginevra 2019 omaggio a Leonardo

Nell’anno del cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo, Italdesign dedica al genio italiano l’ultima showcar nata a Moncalieri: la Italdesign DaVinci.

DaVinci è un design concept per una vettura GranTurismo a trazione e alimentazione puramente elettriche, dall’anima sportiva ma caratterizzata da un’eleganza raffinata, sia per le linee esterne sia per quanto riguarda l’interno dell’abitacolo, che la posiziona decisamente all’interno del segmento premium.

Lunga 4981mm e larga 2124mm, è in grado di ospitare comodamente quattro passeggeri; l’ampio passo da 2900mm e le dimensioni ridotte degli sbalzi ne confermano, anche a livello estetico, il carattere sportivo, enfatizzato da un’altezza da terra di appena 119mm.

Come da tradizione, il centro stile Italdesign, guidato da Filippo Perini, ha impostato lo studio per questa concept in modo che, con pochi accorgimenti, sia facilmente adattabile ad una produzione di serie ed in linea con il family feeling di diversi marchi. Le poche concessioni “esotiche”, tipiche di una showcar, sono concentrate nelle ampie portiere che si sollevano ad ali di gabbiano, consentendo l’accesso in vettura contemporaneamente ai passeggeri della fila anteriore e posteriore, ai gruppi ottici posteriori e alle pinne aerodinamiche laterali, solidali alle portiere.

«Abbiamo voluto omaggiare il genio di Leonardo dedicandogli idealmente questa vettura – ha dichiarato Filippo Perini, Head of Innovation Design – Leonardo è stato un ingegnere ante-litteram, un personaggio eclettico che si è occupato, tra le altre cose, di pittura, scultura, architettura, rappresentazioni grafiche, sperimentazioni, il suo eclettismo è una costante forma di ispirazione per il nostro lavoro quotidiano».

«Ogni showcar che produciamo è una sorta di manifesto di quelle che sono le nostre attività e competenze: sono il risultato di un lavoro di squadra, una squadra formata da più di mille persone – prosegue il CEO Jörg Astalosch. Ogni dipartimento è direttamente chiamato in causa: Stile, Ingegneria e naturalmente Costruzione Prototipi, dove tecnologia e artigianalità si incontrano per produrre un veicolo unico al mondo».

Italdesign DaVinci è stata ideata, disegnata, progettata e costruita interamente negli stabilimenti di Moncalieri, in Italia.

Mille Miglia 2019 la presentazione ufficiale a Ginevra

Si alza il sipario sull’edizione 2019 della 1000 Miglia, la corsa si dipanerà da mercoledì 15 a sabato 18 maggio che quest’anno taglia il traguardo della sua trentasettesima rievocazione.

Le 430 vetture selezionate dagli organizzatori percorreranno l’Italia da Brescia a Roma e ritorno, in una sfilata unica di preziosi e inimitabili gioielli su quatto ruote che faranno innamorare e appassionare ancora una volta gli spettatori.

Come da tradizione, la 1000 Miglia sceglie Ginevra per presentarsi alla platea dei media internazionali.

Molte le novità di quest’anno a partire dalla riduzione del numero delle auto partecipanti alla corsa: per rafforzare gli aspetti legati alla sicurezza si è infatti reso necessario ridurre il numero delle vetture in gara; saranno quindi 430 e non 450 le vetture al via.

La 1000 Miglia per tradizione si fonde con l’arte, la bellezza, il design e la storia coinvolgendo le città, i borghi, le vie, le piazze e le strade italiane attraversate dalla corsa, uno spettacolo nello spettacolo in un territorio unico e amato nel mondo.

Le 430 vetture d’epoca dallo straordinario valore storico, tecnico e sportivo, appartenenti a ben 71 case costruttrici percorreranno le quattro tappe che si snoderanno da Brescia a Cervia- Milano Marittima, da Cervia-Milano Marittima a Roma, da Roma a Bologna e quindi da Bologna a Brescia.

Per il sesto anno consecutivo, saranno presenti 5 vetture appartenenti alla categoria Militare, condotte da rappresentanti delle Forze Armate Italiane.

Anche quest’anno, alla 1000 Miglia non mancheranno gli eventi collaterali riservati a circa 130 vetture moderne: il Ferrari Tribute to 1000 Miglia e il Mercedes Benz 1000 Miglia Challenge.

I 425 equipaggi accettati alla gara provengono da 32 Paesidistribuiti in tutti i 5 continenti.

Di molti equipaggi partecipanti non è possibile, al momento, determinare la nazionalità di appartenenza: si tratta, in alcuni casi, di automobili iscritte dalle Case automobilistiche che rendono noti i nomi degli occupanti a ridosso della partenza; in altri casi la nazionalità rimane sconosciuta per ragioni di sicurezza o privacy, con i nomi coperti da una “X” anche durante la gara.

Le vetture che hanno partecipato ad almeno una delle ventiquattro edizioni della 1000 Miglia di velocità disputatasi dal 1927 al 1957 sono 98 e gli equipaggi in lista d’attesa, pronti a sostituire eventuali defezioni, sono 108.

Il Paese più rappresentato continua ad essere l’Italia con il 36% di partecipanti ammessi. I Paesi Bassi si trovano al secondo posto, con il 15% degli accettati, seguiti da Germania (10%) e Regno Unito (9%).

A Sergio Marchionne il premio postumo World Car Person of the Year

Più di 80 giurati provenienti da 24 paesi, riuniti per eleggere l’auto dell’anno 2019, hanno deciso collettivamente, a scrutinio segreto, di premiare Sergio Marchionne. Il manager, tragicamente scomparso nell’estate del 2018 è il vincitore del prestigioso World Car Person of the Year presentato oggi al Salone di Ginevra.

Marchionne era CEO du FCA, Presidente di CNH Industrial e Presidente e CEO di Ferrari.

Stamattina allo stand della FCA allo show svizzero, Mike Manley, presidente e amministratore delegato, recentemente nominato dalla FCA, ha ricevuto il trofeo a nome a nome di Marchionne. “E ‘un onore per me ricevere questo riconoscimento da giuria del World Car Awards’, realizzato postumo a Sergio Marchionne. Accetto questo premio con questo spirito e grazie. “