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Nuova Volkswagen Golf 8, beccata di nuovo nei test

La Volkswagen Golf Mk8 di nuovo avvista nei test su strada. L’auto non è del tutto mimetizzata avendo solo del nastro adesivo a coprire i dettagli del paraurti anteriori, i fari e le luci posteriori. Le differenze fra la Golf Mk7 e la Mk8 più che all’esterno si troveranno dentro il veicolo con degli interni interamente rivoluzionati rispetto alla generazione passata. Inoltre Volkswagen vuole rendere la nuova Golf l’auto del segmento più connessa introducendo un sistema infotaiment che sarà sempre online. Questo permetterà di ricevere costantemente aggiornamenti via internet.

Come accennato la rivoluzione sarà all’interno del mezzo. Il nuovo cruscotto sarà caratterizzato da pochi elementi. Pochi pulsanti e ancor meno interruttori così da concentrare le funzioni sul sistema infotaiment. Al di sotto di quest’ultimo si troverà un pannello touchscreen con i controlli per regolare la ventilazione, il condizionamento e il riscaldamento dell’aria.

La Volkswagen Golf di ottava generazione verrà costruita su una versione della piattaforma Volkswagen MQB, la versatile piattaforma su cui il gruppo tedesco costruisce molti dei modelli presenti nei sui listini.

Alcune indiscrezioni suggeriscono che ci sarà una riduzione dei modelli offerti, con le soluzioni a 3 porte e station wagon che dovrebbero subire un taglio.

Aggiornate anche le propulsioni. I nuovi motori dovrebbero garantire più potenza unitariamente a un risparmio di carburante e a meno emissioni prodotte. Ci saranno versioni a benzina, diesel e a metano. La variante che incuriosisce maggiormente sarà quella ibrida da 48 volt plug-in. Secondo le prime stime garantirà una percorrenza solo elettrica di circa 80 km.

La nuova Volkswagen Golf Mk8 sarà presentata durante un evento dedicato nel mese di ottobre 2019 con le consegne che inizierebbero alla fine del 2019.

CUPRA cresce e arriva la nuova sede in Spagna

Dopo aver consolidato la propria struttura organizzativa con la nomina del Consiglio di amministrazione e un aumento dell’organico del 50%, CUPRA ha iniziato la costruzione della sua nuova sede.
Il nuovo edificio, situato accanto alla sede centrale di SEAT, sarà uno spazio poliedrico di 2.400 m2. La sede di CUPRA, il cui progetto evoca il paddock di un circuito, sorgerà su due piani e ospiterà i dipartimenti centrali di vendite, marketing, acquisti e finanza del marchio. Situata su un terreno di 10.500 metri quadrati, la nuova sede sarà immersa nel verde nonché arricchita da un patio e un’ampia terrazza pensati per ospitare futuri eventi all’aperto per la presentazione di nuovi modelli del marchio.
L’annuncio dell’inizio dei lavori è stato l’occasione per porre l’accento sui risultati conseguiti dal marchio dalla sua nascita, lo scorso anno. “La sede di CUPRA rappresenterà il culmine del nostro consolidamento come marchio indipendente. Il nostro obiettivo è raddoppiare le vendite nei prossimi due, quattro anni e disporre di una sede nostra ci consentirà di ampliare l’organico arrivando a oltre 100 collaboratori, così come allargare la nostra tribù di appassionati di motori in giro per il mondo” ha condiviso Wayne Griffiths.
I lavori di costruzione della nuova sede dovrebbero terminare quest’anno, per far sì che sia operativa dal 2020.

Dieselgate, il SUV Mercedes-Benz GLK nel mirino

Daimler dovrà richiamare in Germania 60.000 auto a marchio Mercedes-Benz a causa delle emissioni. Le autorità che regolamentano il settore dei trasporti hanno scoperto che i veicoli da richimare sono dotati di un software in grado di distorcere i dati sulle emissioni del mezzo.
Il modello finito nel mirino di questo nuovo dieselgate è il Mercedes-Benz GLK 220 SUV commercializzato tra il 2012 e il 2015.
Daimler farà partire il ritiro in settimana ma allo stesso tempo ha affermato che presenterà ricorso contro la decisione della autorità tedesche. Aiuterà queste ultime nel cooperare nell’intento di capire come stanno realmente le cose.
Il gruppo Daimler a seguito dello scandalo dieselgate del 2015 ha già ordinato il ritiro di 3 milioni di veicoli sempre a causa delle emissioni distorte tramite software dei suoi motori diesel.
Sembra che però le indagini non siano destinate a fermarsi. Il Ministro dei Trasporti tedesco infatti ha dichiarato che le indagini sulle emissioni si stanno allargando ad altri modelli.

La Giannini 590 Vallelunga festeggia 50 Anni

Quando, mezzo secolo fa, nel 1969, fu presentata al pubblico, la Giannini 590 Vallelunga era con i suoi 36 CV la più potente automobile costruita fino a quel momento dall’azienda romana. Espressamente concepita per un impiego agonistico sulla base della 590 GT presentata cinque anni prima e della successiva 590 GTS, utilizzava il bicilindrico raffreddato ad aria della Fiat 500 maggiorato a 586 cc e, mettendo a profitto l’esperienza acquisita in anni di partecipazione alle corse delle mezzo litro, offriva una serie di soluzioni meccaniche che di lì a breve ne avrebbero fatto una specie di asso pigliatutto nelle classe fino a 600 cc della categoria Turismo Preparato.

Per la Vallelunga i tecnici romani avevano sviluppato una speciale testata rilavorata per ottenere un rapporto di compressione di 9,8:1. Inoltre avevano rinforzato le sedi delle valvole, lavorato ed equilibrato albero motore e bielle rilavorati, montato un carburatore 34 PBIC e tutta una gamma di accessori Giannini come ruote, cruscotto e coppa olio. Come tutto questo non bastasse i clienti sportivi potevano accedere una lunga lista come ruote da 4,5” e 6,5′ per 10”, rapporti conici di una infinità di combinazioni, codolini per i passaruota e tetti rigidi dello stesso colore della carrozzeria. Per chi poi non voleva impegnarsi nelle competizioni c’era anche una versione stradale realizzata sulla base della Fiat 500 Lusso.

L’habitat della Giannini 590 furono però le competizioni come dimostrato dai titoli italiani con essa conquistati da “York” (1972), “Piero” (1973), Rolando Ciardi (1975), Giuseppe Anastasi (1977), Sauro Montani (1978), Francesco Baldasseroni (1979), Ugo Balducci (1980).

Audi SQ8 arriva il SUV ibrido da corsa da 435CV

Arriva sul mercato la versione sportiva del SUV Audi Q8. La sorella della Lamborghini Urua mostra i denti e sceglie un motore V8 diesel a doppia turbina 4.0, già utilizzato dalla SQ7. Con un totale di 435 CV e una coppia mostruosa di 900 Nm disponibile a partire da un minimo di 1000 giri / min, il nuovo SQ8 scatta nello 0-100 km/h in 4,8 secondi. Notevole anche la velocità massima limitata elettronicamente a 250 km/h.

Il propulsore del veicolo incorpora un pacco batteria agli ioni di litio da 48 volt che alimenta un compressore elettrico per eliminare virtualmente tutti vuoti di potenza legato alturbo. Si potrà guidare il SUV in modalità 100% energia elettrica a velocità fino a 22 km/h.

Insomma prestazioni e look sportivo dedicato, ma tutto ha un prezzo. Il listino in Europa del nuovo Audi SQ8 parte sopra i 100.000 euro.

Estate green, il gelataio sceglie furgone elettrico Nissan

Nissan ha sviluppato un nuovo prototipo che affronta il problema delle emissioni generate dai furgoncini convenzionali. Da oggi il gelato viaggerà a bordo di un furgone elettrico.

Nissan ha lavorato con la gelateria Mackie’s of Scotland, una azienda che ha già adottato misure per ridurre l’impatto ambientale utilizzando prodotti caseari della propria azienda agricola a conduzione familiare alimentata da energia da fonti rinnovabili, tra cui eolico e solare. Insomma dal prodotto sostenibile, al nuovo furgone a emissioni zero concepito e realizzato da Nissan.

Nissan ha preso il loro furgone leggero e-NV200 completamente elettrico. A bordo il nuovo “Energy Roam” di Nissan, un alimentatore agli ioni di litio che utilizza celle di batteria recuperate da vecchi veicoli elettrici Nissan costruiti a partire dal 2010. Questi alimentatori riadattati possono conservare circa 0,7 kWh con una potenza di 1 kW e due sono utilizzati a bordo per alimentare i frigoriferi e congelatori integrati. Gli alimentatori possono essere ricaricati da una presa di corrente principale a 230 V o tramite i pannelli solari installati sul tetto.

BMW – Sauber ecco la Formula 1 usata ma…

La possibilità di acquistare un’auto usata di Formula 1 non è qualcosa che capita tutti i giorni.

Le auto vincitrici del campionato di Formula 1 e quelle guidate da superstar come il defunto Ayrton Senna o Michael Schumacher e, naturalmente, le Ferrari sono le più ambite (e costose). Ma si possono anche mettere le mani su altre auto di F1.

Arriva in vendita una F1.07-06B del 2007 guidata da quattro piloti come il quattro volte campione del mondo di Formula 1 Sebastian Vettel, Robert Kubica e Nick Heidfeld. Non si capisce se la vettura è stata usata in gare o per lo sviluppo. Peccato che lauto non sia equipaggiata con il suo V8. Insomma una Formula 1 senza il motore.

Questa BMW-Sauber anche altri componenti originali, inclusi i freni, la trasmissione e perfino il volante originale. Si tratta di componenti che possono costare tra i $ 50.000 e i $ 100.000.

I dubbi di Toyota sul futuro delle auto elettriche

Toyota Tsusho Corp, uno dei maggiori produttori al mondo di litio, ha detto oggi che ci vorranno almeno altri due anni per valutare correttamente che direzione prenderà il mercato dei veicoli elettrici (EV) prima di decidere se espandere ulteriormente la loro offerta.

Nei prossimi 2-3 anni, le principali case automobilistiche introdurranno più auto elettriche, rendendo i veicoli elettrici di massa, ha detto a Reuters Masaharu Katayama, capo dell’unità strategica della società.

Bisognerà capire come le persone usaseranno le auto elettriche prima di valutare i prossimi investimenti. Il mercato EV è esploso negli ultimi anni, ma rappresenta ancora solo una piccola parte delle vendite totali di auto. La domanda è stata sostenuta da sussidi e da regolamenti ambientali sempre più restrittivi, in particolare in Cina e in Europa.

Tuttavia, i giganti del settore stanno aumentando questi sforzi. Volkswagen ha promesso quasi 70 nuovi modelli elettrici nel prossimo decennio, mentre la General Motors, che ha dichiarato il proprio impegno per un “futuro completamente elettrico” e intende rendere il suo marchio Cadillac di lusso solo elettrico.

Toyota Tsusho, che fa parte del Toyota Group guidato da Toyota Motor Corp, attualmente produce circa 15.000 tonnellate di carbonato di litio nel suo stabilimento in Argentina attraverso una joint venture con il produttore australiano Orocobre. Attualmente si lavora ad una espansione della produzione a 42.500 tonnellate dal 2021. Insomma investimenti al via ma occhio alla risposta del mercato.