Home Blog Pagina 1103

Nuova Ford Focus RS 2020, il render in anteprima

La nuova Ford Focus RS 2020 è una delle novità più attese dagli amanti delle compatte sportive. Ecco allora che per ingannare l’attesa circolano in rete diversi render sul nuovo modello.

Ford sta progettando una Focus RS ancora più veloce, più potente e più efficiente. La vettura utilizzerà un sistema mild hybrid a 48 V che l’azienda sta introducendo nella sua gamma globale di medie e grandi dimensioni.

Con la combinazione dei suoi motori a combustione e elettrici, la potenza della vettura dovrebbe superare i 300 kW, sfidando direttamente le vetture di prossima generazione di Mercedes-AMG e Audi.

Pur migliorando i già impressionanti tempi di accelerazione e le caratteristiche di guida della RS, le nuove funzionalità del modello dovrebbero ridurre drasticamente sia le emissioni di CO2 per soddisfare le nuove norme ambientali. Le normative europee impongono alle case automobilistiche di raggiungere una media di CO2 di 95 g / km entro il 2021. A conti fatti si tratta di poco più della metà dei 175 g / km prodotti dalla Focus RS di vecchia generazione.

La nuova RS fa parte dell’offensiva dei 40 modelli elettrificati annunciati da Ford al Salone di Detroit lo scorso gennaio. Jim Farley, uno dei principali responsabili della divisione Ford Performance ha rivelato un nuovo piano Ford per accrescere la credibilità delle future tecnologie di elettrificazione applicandole prima a modelli iconici, come la Focus RS 2020.

La nuova Ford Focus RS 2020 utilizzerà il motore benzina a quattro cilindri turbocompresso da 2,3 litri del modello uscente. Questo motore produce 276 kW e 510 Nm di coppia grazie a un nuovo kit Mountune che prevede, tra gli altri, una valvola di ricircolo turbo potenziata e modifiche alla calibrazione.

IL MOTORE DELLA FOCUS RS 2020

La potenza del nuovo motore della Focus RS sarà probabilmente aumentata da un contributo di circa 20 kW proveniente dalla unità da 48 V (ISG). Il suo contributo farà risparmiare carburante e ridurrà la CO2 consentendo periodi di spegnimento più lunghi del motore. Il sistema mild hybrdi raccoglierà in modo più efficiente l’energia rigenerata dalla frenata e migliorerà la risposta dell’acceleratore contribuendo ad una maggiore coppia.

La potenza e la coppia combinate totali – circa 298 kW e 576 Nm – dovrebbero consentire all’imminente Focus RS 2020 di eguagliare, e possibilmente battere, le principali rivali del segmento. Il nuovo motore elettrificato dovrebbe anche consentire alla Ford di ridurre i tempi nello 0-100 km / h della Focus RS passando dagli attuali 4.7sec ai 4.2sec della Mercedes-AMG A45 leader della classe.

Finora tutte le Focus RS avevano cambi manuali a sei marce, ma la quarta generazione potrebbe offrire una opzione automatica a doppia frizione.

Nuova Volkswagen Golf 8 2020 il render della R32

Il significato dell’espressione “auto tedesca” è completamente diverso rispetto a 20 anni fa. All’epoca si parlava di un mezzo pieno di ingegneria e tecnologia che probabilmente non si poteva trovare altrove.
Ecco allora che il render della Volkswagen Golf 8 R32 2020 ci ricorda l’epoca d’oro dei motori grandi e potenti. Ricordiamo tutti come all’inizio degli anni 2000 Volkswagen abbia presentato modelli superingegnerizzati come il SUV Touareg o l’ammiraglia Phaeton.

Ricordiamo tutti la mitica VW Golf 5 R con un poderoso V6 da 3,2 litri. Ancora oggi, il suono dei suoi 6 cilindri è sufficiente a radunare gruppi di appassionati attorno al suo doppio terminale di scarico centrale.

Naturalmente, Volkswagen ha in programma di lanciare la propria Golf 8 R nel corso del 2020. Sotto il cofano ci sarà un turbo da 2 litri, forse aiutato da un sistema mild hybrid e in grado produrre fino a 330 cavalli.

Insomma la nostalgia per il V6 della Golf R 32 resta forte anche in considerazione del fatto che non vedremo mai una Golf 8 in configurazione 3 porte.

Alfa Romeo e Maserati tagliano i modelli in arrivo nel 2020

Nuova Alfa Romeo Tonale, rinvio di 3 mesi per il Motore

Durante la presentazione dei bilanci 2018 Fiat Chrysler Automobiles aveva rivelato audaci piani per il rilancio di Alfa Romeo e Maserati.

Le modifiche al piano di produzione di Maserati sono minime, ma il restyling del SUV Levante è stato rinviato al 2023. GranTurismo e GranCabrio subiranno un ennesimo restyling invece di essere sostituiti dalla nuovissima Alfieri.

Per quanto riguarda i tempi, il 2020 vedrà l’introduzione di versioni restyling di Levante, Ghibli e Quattroporte. Nello stesso anno, Maserati introdurrà una “nuovissima vettura sportiva” che sarà disponibile con un propulsore elettrico.

Nel 2021, ci sarà una versione cabrio di questa sportiva e, finalmente, una nuova GranTurismo. La società presenterà anche il loro cosiddetto “D-UV”, che è un crossover che si inserirà sotto il Levante. Tutti e tre i modelli saranno offerti anche con un propulsore 100% elettrico.

Il lancio del prodotto rallenta per il 2022, ma include le nuove GranCabrio e Quattroporte. Come il resto dei nuovissimi modelli, saranno offerti con un propulsore elettrico e un sistema di guida semi-autonoma di livello 3.

I NUOVI MODELLI ALFA ROMEO

Sebbene il piano di Maserati sia in gran parte invariato lo stesso non si può dire per quello Alfa Romeo. FCA ha deciso di ridurre la spesa in conto capitale e razionalizzare il piano di prodotti Alfa Romeo per concentrarsi “sugli attuali punti di forza del mercato”.

Il piano dello scorso anno prevedeva un assortimento di nuovi modelli tra cui una Giulietta aggiornata e le nuovissime E-UV, 8C e GTV. Tutti questi 3 modelli sono stati apparentemente cancellati.

Confermati per il 2021 i restyling della Giulia e dello Stelvio nel 2021. Un SUV compatto (C-UV), anticipato dal concept Tonale, sarà lanciato nel 2021 e offerto con un propulsore ibrido plug-in. Il modello sarà affiancato da un B-UV nel 2022. Non si sa molto sul crossover più piccolo, ma sarà offerto con un propulsore 100% elettrico.

Auto Elettriche come si ricaricano, i sistemi a confronto

Per caricare un’auto elettrica, è necessario collegarla a una postazione di ricarica. Una soluzione che è oggi disponibile; a casa, sul lavoro, in luoghi pubblici e presso le “stazioni di servizio” dedicate.

La maggior parte dei conducenti di veicoli elettrici si collega a una colonnina di ricarica ogni volta che parcheggia per trovare l’auto già pronta all’uso al proprio ritorno. A seconda della situazione puoi rifornire l’auto elettrica pagando il “pieno” tramite un’app, una carta di credito contactless o una scheda RFID del gestore della stazione.

I SISTEMI DI RICARICA DELLE AUTO

La ricarica di un’auto elettrica è diversa dal rifornimento di carburante di un veicolo a benzina o diesel. Come detto molti conducenti di auto elettriche si collegano alla rete elettrica ogni volta che parcheggiano per riprendere il veicolo con una batteria più carica rispetto a quando l’hanno lasciato.

Importante allora chiedersi “dove parcheggio regolarmente?” e poi cercare di utilizzare i punti di ricarica installati nelle vicinanze. Per la maggior parte delle persone ciò significa parlare di casa e lavoro.

LA RICARICA A CASA

Finché si dispone di un parcheggio privato o di un garage è possibile caricare la propria auto elettrica a casa grazie ad un caricatore domestico dedicato. E’ possibile collegare l’auto durante la notte e, anche se non si dispone di una rete elettrica performante, sfruttare 8-9 ore per immagazzinare quanta più energia possibile. In genere le colonnine domestiche hanno una potenza di 3kW.

Un punto di ricarica domestico può avere funzionalità di sicurezza integrate e, se è abilitato, anche il Wi-Fi per il monitoraggio energetico e gli aggiornamenti sullo stato del processo. Il prezzo di una colonnina domestica varia dagli 800 ai 3.000 euro a seconda della potenza del flusso di energia in uscita.
La maggior parte dei caricabatterie domestici ha un cavo in dotazione che in genere è sufficiente collegare al veicolo per iniziare la ricarica. Molti sono compatibili anche con una presa universale di “Tipo 2” e si collegano all’auto allo stesso modo. Verifica sempre il tipo di cavo che funziona con la tua auto.
Le auto elettriche possono anche essere collegate direttamente a una presa domestica standard. Tuttavia questo processo richiede più tempo per la ricarica e le prese domestiche non hanno le caratteristiche di sicurezza proprie di un caricabatterie dedicato. Ricordati inoltre che dovrai rinunciare ad accendere in contemporanea gli elettrodomestici a maggior assorbimento energetico come, ad esempio, la lavatrice.

RICARICA DI UN’AUTO ELETTRICA A LAVORO

È molto comodo ricaricare l’auto sul posto di lavoro perché, proprio come succede a casa, la tua auto resta ferma per un periodo prolungato. Molte aziende stanno installando, per motivi di sostenibilità ambientale, stazioni di ricarica per il personale o al fine di facilitare il passaggio a una flotta aziendale completamente elettrica.

Le colonnine di ricarica aziendali, in genere, offrono le stesse prestazioni di ricarica di quelle domestiche e normalmente hanno prese universali “Tipo 2”. Questo significa che sarà necessario portare con se lo specifico cavo compatibile con il proprio veicolo.
A seconda delle situazioni la ricarica può essere avviata utilizzando una carta magnetica RFID o un’app sullo smartphone.
Raramente le aziende istallano stazioni “veloci” come quelle da 50 kW. Dato il costo importante queste sono quasi sempre dedicate ai veicoli della flotta commerciale piuttosto che alle auto dei dipendenti.

LE COLONNINE DI RICARICA PUBBLICHE

Puoi caricare la tua auto elettrica quando parcheggiata in luoghi pubblici, ad esempio al supermercato, in palestra, al cinema, nei centri commerciali o nei parcheggi del centro città.

Di solito non è necessario caricare completamente la batteria una volta a destinazione, ma frequenti ricariche possono evitare di ritrovarsi con l’auto completamente scarica.

Queste stazioni di ricarica “pubbliche” offrono in genere una potenza di 7 kW. In Europa capita spesso che i negozi offrano come incentivo brevi ricariche gratuite ai loro clienti.
Importante portare il proprio cavo e scaricare l’app dedicata per lo smartphone per iniziare la ricarica. Per le colonnine meno recenti spesso servono specifiche carte “RFID” dell’operatore di quel servizio. A semplificare le cose sono nate negli anni app che, grazie ad accordi con i vari fornitori dei servizi di ricarica, offrono un accesso semplificato a questi servizi direttamente dal proprio smartphone.

LA RICARICA RAPIDA

Se si usa un’auto elettrica per lunghi viaggi le stazioni di ricarica rapida sono una garanzia.

In questi casi è possibile utilizzare una rete di colonnine di ricarica rapida ad alta potenza, da 43 a 350kW, che sono sempre più presenti nelle stazioni di servizio autostradali o nelle immediate vicinanze.

Poiché sono costose e consumano molta elettricità le colonnine rapide sono generalmente offerte solo a pagamento. Esistono 3 tipologie di connettori per la ricarica rapida che cambiano a seconda del tipo di auto. I moderni caricabatterie rapidi offrono tutti e 3 i sistemi standard DC. Esempi di colonnine di ricarica rapida sono i Tesla Supercharger o le stazioni del consorzio Ionity.

Volkswagen, il piano per le Auto Elettriche parte dalla Cina

Volkswagen ha rilasciato ulteriori dettagli sulla sua ambiziosa offensiva all’insegna della elettrificazione. L’occasione è stata una presentazione a Guangzhou, in Cina.

Nel 2020, il marchio tedesco prevede di consegnare circa 300.000 modelli elettrificati ai clienti cinesi. Per raggiungere questo obiettivo, VW lancerà sul mercato locale 10 versioni elettrificate di modelli esistenti (PHEV e EV) fino alla fine del 2020.

Entro il 2025, le consegne di modelli ibridi plug-in e completamente elettrici dovrebbero raggiungere quota 1 milione di veicoli. Ovviamente, i veicoli elettrici avranno un ruolo importante per VW in Cina. Entro il 2023, la casa automobilistica prevede di offrire 10 veicoli elettrici a batteria basati sulla piattaforma MEB nel più grande mercato automobilistico del mondo, e il primo ad arrivare sarà il primo SUV della famiglia ID.

L’ID.4, ovvero la versione SUV dell’ID.3, raggiungerà il Nord America nella primavera del 2020. Il modello entrerà produzione in Cina alla fine del 2020, seguito dalla ID.3 che sarà realizzata da SAIC Volkswagen in un nuovo stabilimento di Anting.

Oltre all’elettrificazione della gamma, VW continuerà a lanciare modelli alimentati da motori a combustione. Due di questi sono il minivan di grandi dimensioni Viloran della SAIC Volkswagen e il nuovo SUV compatto Tacqua della Volkswagen FAW. Quest’ultima è una variante della T-Cross per la Cina.

Ecco le nuove regole della Formula 1 per il 2021

La Formula 1 ha annunciato ufficialmente le modifiche alle normative tecniche e al design dell’auto per il 2021.

Le nuove regole segnano l’inizio di una nuova era nella storia della Formula 1, apportando cambiamenti significativi al design per rendere le auto più belle e più capaci di inseguirsi senza perdere carico aerodinamico.

Il nuovo pacchetto aerodinamico consentirà un flusso d’aria più pulito dietro un’auto. Le attuali monoposto di F1 perdono circa il 40-50% della loro deportanza quando seguono la scia di un’altra auto. Le auto del 2021 cederanno dal 5 al 10% circa, rendendo non solo più facili le battaglie ravvicinate ma anche i sorpassi. Altre revisioni tecniche includono ruote da 18 pollici più grandi e pneumatici a profilo ribassato.

I funzionari della Formula 1 ritengono che questi cambiamenti porteranno a una riduzione della velocità fino a 3 secondi al giro che porterebbe le 2021 auto più vicine ai record della stagione 2016. Va detto che la Formula 1 ha chiarito che la velocità massima non è l’obiettivo principale.

Un cambiamento chiave è l’introduzione delle restrizioni di spesa, con un limite di costi fissato a 175 milioni di dollari per squadra su base annuale. Oggi, i team principali spendono regolarmente oltre 300 milioni a stagione arrivando quasi a 500 milioni di dollari. Tale restrizione si applica a tutto ciò che riguarda le prestazioni, ma esclude aree come i costi di marketing, gli stipendi dei conducenti e dei primi tre membri del team.

L’obiettivo dei limiti di spesa è quello di porre fine al crescente divario tra le migliori squadre di F1 e quelle con meno risorse. Anche gli aggiornamenti delle auto durante il weekend di gara saranno limitati, così come il numero di aggiornamenti aerodinamici che una squadra può applicare alla propria auto durante la stagione di gara.

Le limitazioni di spesa saranno supervisionate da un regolatore indipendente, con sanzioni finanziarie e sportive da applicare in caso di mancato rispetto di una squadra.

Mercato dell’Auto in profondo Rosso, la Cina fa tremare il mondo

A sales representative waits for customers in a luxury car showroom in Beijing on January 22, 2019. - China's economy grew at its slowest pace in almost three decades in 2018, losing more steam in the last quarter as it battles a massive debt pile and a US trade war, official data showed on January 21. (Photo by GREG BAKER / AFP) (Photo credit should read GREG BAKER/AFP/Getty Images)

Le vendite di auto in Cina potrebbero scendere a 26 milioni di esemplari. Un calo di circa l’8% per il più grande mercato automobilistico del mondo che si prepara per un secondo anno di contrazione legato al rallentamento della crescita economica e alle norme più rigorose sulle emissioni dei veicoli.

L’ultima previsione, di Fu Bingfeng, vice presidente esecutivo della China Association of Automobile Manufacturers, è inferiore alle previsioni precedenti che parlavano di un calo del 5%.

Tutte le principali case automobilistiche come General Motors, Ford e Peugeot hanno riportato un calo delle vendite a due cifre. Alcune aziende più piccole hanno persino iniziato a chiudere alcune fabbriche in Cina per cercare il consolidamento dei bilanci.
Nel 2018 sono state vendute in Cina circa 28 milioni di auto, in calo del 3% rispetto all’anno precedente. Va detto che nel 2018 si è registrato il primo calo delle vendite dagli anni ’90. 

Insomma siamo sempre più lontani dalle 40 milioni di unità viste un tempo come il tetto per il mercato auto in Cina.

Governo Conte, arriva la mazzata sulle Auto Aziendali

Il Governo Conte si appresta a presentare al Parlamento la bozza della legge finanziaria. Arriva lo spettro di una nuova tassa sulle auto aziendale che colpirà 2 milioni di lavoratori destinatari di una vettura in uso promiscuo. Gianfranco Martorelli, Presidente di Top Thousand, l’Osservatorio sulla mobilità aziendale composto da Fleet e Mobility Manager di grandi aziende nazionali e multinazionali attive in Italia, commenta la misura.

Esprimo una fortissima preoccupazione per una misura che rischia di penalizzare fortemente un settore come quello dell’Automotive, che invece avrebbe bisogno di un valido sostegno. Tale  norma non tiene conto delle violente ripercussioni per le aziende italiane, dato che la vettura aziendale è oggi il principale strumento di incentivazione manageriale.

Inoltre, la vettura aziendale ad uso promiscuo per molte figure professionali, viene utilizzata principalmente per l’attività lavorativa e solo in parte per il  privato, non giustificando così  una tassazione al 100% del fringe benefit. Nella situazione economica attuale le aziende non potranno farsi carico di ulteriori costi per limitare l’impatto economico sui propri dipendenti.

Si rischia  un effetto domino causato dall’eccessiva tassazione che  determinerà la restituzione delle vettura aziendale, con una richiesta di una compensazione economica che potrà avere conseguenze anche  per l’economia nazionale.

Conclude Martorelli: “Già oggi abbiamo raccolto decine di richieste di restituzione della vettura aziendale da parte dei dipendenti nel caso in cui la norma andasse in porto.”