Gran Premio Storico di Caracalla: il ritorno di tanti amici leggendari

Per un po’ Roma resta al centro del mondo del motorismo storico, per tanti aneddoti e anniversari ora belli ora un poco tristi.

Quest’anno ad esempio sono già trascorsi 40 anni dalla scomparsa di Elio De Angelis, il 15 Maggio del 1986, in un anniversario che ci attraversa sempre. Ma sono anche 55 anni dalla tragedia che ha colpito Ignazio Giunti. 

Poi, si può elencare una serie di date meno drammatiche. I 120 anni pieni dalla nascita di Piero Taruffi, ad esempio, un nome che “è” la storia e il DNA del motorismo della Capitale; ma anche i sessantacinque anni dalla fine della “Giannini” storica – quella del 1920 – con i fratelli Attilio e Domenico che si separano per fondare poi ciascuno dei due la propria realtà industriale specifica: 

Attilio fonda le “Costruzioni Meccaniche Giannini S.p.A.” spostandosi sulla Via Tiburtina e arrivando a costruire un  nuovosito a Setteville di Guidonia. Ma purtroppo dopo solo 10 anni tutto questo finisce con la chiusura definitiva.

Domenico Giannini invece rimane insediato da allora nella struttura di Idrovore della Magliana con Giannini Automobili S.p.A. e da allora la sede – che recentemente ha aperto un Museo – rimane un poco un simbolo elettivo del motorismo romano. 

Ma ci sono tanti altri personaggi ed eventi, come il “Sor De Sanctis”, come la famosa Scuderia Centro Sud di Mimmo Dei, oppure la Scuderia Campidoglio; o come la ex Scuderia “Meo Patacca” nella quale si fece le ossa un amico come Giancarlo Naddeo, di cui anche – purtroppo – ricordiamo quest’anno l’anniversario di cinque anni dalla scomparsa nel 2021. 

Ma non è solo il 2026 a regalare anniversari alla Capitale in tema di motori; anzi: in questo senso la data simbolo – quasi un segno del destino – era quella dello scorso anno. Nel Febbraio del 1925 al Circuito Monte Mario si svolge la prima edizione del Gran Premio di Roma: dieci chilometri con partenza (sbandierata dalla Principessa Mafalda di Savoia, mica pizza e fichi!) da Viale delle Milizie lungo Viale Angelico, Largo Trionfale, Via della Giuliana, Via Trionfale; il percorso saliva poi per Monte Mario, Camilluccia/Cassia e scendendo verso Piazza Giuochi Delfici toccava Piazzale Ponte Milvio, poi da Piazzale Maresciallo Giardino tornava su Viale Angelico e Viale delle Milizie: il vincitore di quella edizione percorse il tracciato a medie prossime ai 100 Km/h, non poco per l’epoca.

La rievocazione storica del centenario è stata però in parte trasformata dentro un evento Lotus, e dall’altra parte la presenza del Giubileo Cristiano ha comportato un elemento di forte vincolo alla realizzazione di altri eventi simili, anche per il forte effetto emotivo dato dalla scomparsa di Papa Francesco.

I cento anni del Gran Premio di Roma

Parliamo un po’ più in specifico proprio del Gran Premio di Roma che, dopo le prime due edizioni (1925 e 1926) svolte tra Monte Mario e il Circuito di Valle Giulia e Parioli (causa lavori al condotto collettore del Tevere, per cui la zona del tracciato “Monte Mario” fu abbandonata), nel 1926 mostra un altro percorso: stavolta la partenza avviene da Valle Giulia, poi Palazzo della Belle Arti verso Via Flaminia, Lungotevere Acquacetosa, Viale Parioli, Viale Rossini, via Aldrovandi. 

Il traguardo era davanti alla attuale Galleria Nazionale di Arte Moderna, con i box situati tra l’ippodromo di Villa Glori ed il vecchio Stadio nazionale.

Nel 1927 il tragitto fu fatto passare tra Viale Pilsudski, Parco della Rimembranza e Piazza Ankara, per concludere su Viale Tiziano nella edizione che salutò la vittoria di Tazio Nuvolari.

La gara del 1928 passa nella zona di Via Ostiense ma senzal’urbanistica di oggi: i riferimenti “Eur”, “Mostacciano”, “Torrino”, “Decima” sono ancora nei sogni degli Architetti. Ma per non confondervi con le vecchie Mappe dell’Agro Romano parlandoVi di Cava di Pozzolana, Casale Valchetta Rocchi ed altro diciamo che il perimetro dell’epoca (in piena ed aperta campagna) si tenne nel perimetro delle odierne Via Ostiense, Via delle Tre Fontane, Via Laurentina, Via di Decima……Protagonista insolita di quella edizione del Gran Premio fu invece la “Ferrovia Roma / Lido dell’epoca con le fermate “Roma Porta San Paolo”, “Magliana Ostiense ai Mercati Generali”, “Torrino” e “Risario” pronte a convogliare ben 60.000 curiosi giunti da Centro e Litorale di Roma.

Poi arriva il circuito del “Littorio” costruito dentro l’area dell’Aeroporto dell’Urbe-Salaria, ma devo rimandare tutti ai libri di Architettura che descrivono meglio un tracciato straordinario e trascurato, e che rimane più noto per essere stato il secondo tracciato di Pista su strade chiuse, dopo Monza, nella storia d’Italia.

La prima volta di Caracalla, 1947

Per cui diciamo solo che dopo le edizioni del 1931 e del 1932 corse al Littorio si torna nell’Urbe vera e propria, dietro ed intorno all’area tra Circo Massimo e Terme di Caracalla dove si festeggia un evento storico: la prima Vittoria di sempre di Enzo Ferrari Costruttore in proprio con la “125 S”. E’ il 25 Maggio del 1947, ed il Gran Premio per la prima volta si corre sotto l’ombra della futura residenza di Albertone Sordi, tagliando il traguardo di Piazza Numa Pompilio dopo aver percorso Porta Capena, sfiorato la Chiesa dei Santi Nereo ed Achilleo, accelerato su via Antoniniana e Via Baccelli, frenato per curvare su Largo Enzo Fioritto e girato per le Mura Ardeatine lungo quasi tre chilometri e mezzo di percorso.

Franco Cortese vince con la Ferrari 125 S compiendo i 40 Giri alla media di 88,5 chilometri orari battendo Guido Barbieri su Maserati e Guido Scagliarini sulla Stanguellini. In verità su quella edizione l’albo d’Oro riporta più vincitori, ma per una questione di separazione di classi.

Il 25 Maggio del 1947 Sesto Leonardi vinse la Categoria Sportcarsentro 750 cc.; Franco Cortese la Classe Regina fino a 1.500 cc.; l’8 Giugno del 1947 Piero Taruffi con la Cisitalia invece vince nella categoria “Voiturettes” ed infine il 2 Giugno dell’anno dopo Luigi Villoresi vince la Formula Due con la Maserati.

Il prossimo 2027 saranno ottanta anni pieni da quella prima vittoria di sempre per la Ferrari e 80 anni dalla prima Caracalla. 

Nel frattempo domenica 24 Maggio una ottima e ben riuscita iniziativa sostenuta da UIGA, Comune di Roma, Automobil Club di Roma, ASI, FIVA, Città dei Motori e Fondazione Nicola Bulgari ha fatto da sostegno ad una rievocazione storica a cura del Circolo “La Manovella”, Scuderia dell’Automobile e Giolitti Autoricambi. Dalla mattina presto fino alla metà pomeriggio la perimetrazione di un tratto importante tra i Viali delle Terme, Via Guido Baccelli e la Cristoforo Colombo. 

In quel tratto strategico dove – e occorre ringraziare davvero per questo – il Comune ha consentito una chiusura in molti tratti totale della viabilità pubblica con auto pur nella traiettoria ideale dei villeggianti verso il mare o verso lo Shopping extraurbano, tutti i romani appassionati hanno ammirato e sentito in moto Ferrari, Osca, Alfa Romeo, Lancia, Cisitalia, Bizzarrini, Austin, BMW, e tante altre primedonne del passato. Una gioia per gli occhi e per i palati fini. E soprattutto la dimostrazione che Roma può tornare piazza elettiva per gli eventi motoristici di rango alto.

I meravigliosi incontri ravvicinati di Autoprove.it a Caracalla

Anche per noi di Autoprove.it è stata l’occasione di incontrare persone e storie che spesso abbiamo riportato nel nostro sito.  

Abbiamo avuto piacere di incontrare i simpaticissimi e davvero appassionati fratelli Ferri con una bellissima Bizzarrini 1900 GT Europa, nell’anno proprio del centenario di Giotto. 

Poi una meravigliosa OSCA 1000 che, i più affezionati seguaci di Autoprove ricordano, abbiamo salutato alla Vernasca dello scorso anno e che è sempre tra le nostre predilette. Altri amici li avevamo già incontrati, salutati e recensiti anche alla recente edizione di Anantara Concorso.

Ma due vere e proprie “Chicche” le vogliamo condividere in anteprima. La prima, che finalmente dopo anni di discreto e non violento “stalking” durato anni in cui ho cercato in tutti i modi di poter entrare in contatto diretto con Lui, ho avuto l’onore di parlare di persona e salutare uno dei miei miti da adolescente: Adriano Gatto e la straordinaria avventura della Puma. E poi abbiamo conosciuto per la prima volta la specialissima “ASR U1”, pezzo unico portato a Caracalla dal Marchese Guglielmo Guglielmi, cortesissimo nel darci informazioni e dettagli.

Ebbene, Vi prometto che su questi quattro incontri ravvicinati descritti appena sopra Autoprove.it, compatibilmente con l’occasione che si verrà eventualmente a creare prossimamente, cercherà di raccontarVi vere e proprie pillole di magia, e storie così straordinarie da faticare a ritenerle avvenute davvero. Magia dell’auto, quella che è fatta con passione.

Riccardo Bellumori

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