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Crisi Germania, BMW taglierà 6.000 posti di lavoro

BMW taglierà fino a 6000 posti di lavoro in Germania come parte di uno sforzo per la riduzione dei costi. Questo è quanto riporta oggi AutoNews.

Il direttore della rivista tedesca Magazin afferma che la maggior parte delle posizioni sarà eliminata dalla sede centrale BMW a Monaco, in Germania.

A questo quadro si aggiungono le tensioni interne tra i membri del board aziendale. L’attuale capo della ricerca e sviluppo, Klaus Froehlich, è intenzionato a lasciare la casa automobilistica la prossima estate perché non vuole lavorare con il nuovo amministratore delegato Oliver Zipse. Tuttavia sembra che il capo del consiglio di sorveglianza della casa automobilistica, Norbert Reithofer, voglia evitare l’uscita di Froehlich. Recentemente, è stato comunicato che Markus Deusmann, esperto di acquisti e motori per BMW, lascerà la BMW per diventare il nuovo amministratore delegato di Audi. Anche l’attuale capo delle risorse umane Milagros Caina Carreiro-Andree ha recentemente rivelato che non rinnoverà il suo contratto.
Tornando ai dipendenti BMW non ha specificato in dettaglio come avranno luogo i tagli ai posti lavoro. L’azienda ha detto che continua a reclutare nelle aree della guida autonoma e della mobilità elettrica.
BMW sta cercando di aumentare l’efficienza nell’ambito di un programma di risparmio da 12 miliardi di euro che mira a compensare l’aumento della spesa per lo sviluppo e l’introduzione di nuovi 25 modelli elettrificati. Di questi veicoli, 13 saranno ibridi plug-in. BMW lancerà anche un programma pilota per testare sistemi autonomi di Livello 4 e Livello 5 all’inizio del prossimo decennio.

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