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Tanti auguri Idea Ford: 30 anni di una rivoluzione

Ancora oggi ricordo una scena di un film famoso, trent’anni fa, “Puerto Escondido”, di Gabriele Salvatores: qui uno stralunato ed ancora insolito Diego Abatantuono (in ruoli meno comici del famoso “milanese cent’ ‘ppe’ cent”) tentava un maldestro atto di corruzione verso un poliziotto mostrando il suo Rolex da polso presentato da una sorta di Jingle promozionale: “Esto es un assenio circular!!!”…

Risate a parte, la “chimera” dell’”assegno circolare” nel mondo dell’auto era a tal punto diventato un “mantra” da corredare persino le trattative di acquisto tra venditore e potenziale Cliente, in tutti gli anni Ottanta. Perché comincio da questo periodo storico?

Dopo il decennio dell’attesa e del timore legato alle fluttuazioni del petrolio e segnato dal boom del Gasolio nelle auto di serie, le nuove immatricolazioni tra il 1969 ed il 1979 in Italia toccarono circa i 13 milioni di unità complessive (Dati Ministero dei Trasporti): in quel decennio il primo boom dell’auto di massa fu inceppato dalla “grana” del Kippur e dalla crisi energetica.

Anni 80: Con…tanti clienti, l’auto “a rate” non decolla

Termini come “rottamazione” oppure “finanziamento” suonavano ancora piuttosto esotici per una popolazione che mostrava un indice di rotazione e rinnovo del Parco Auto decisamente morigerato e nel quale la vita media della proprietà sfiorava davvero il decennio.

E però gli anni Ottanta avevano sdoganato il benessere, l’edonismo, la globalizzazione e soprattutto la finanza: certo non ai livelli odierni, ma le finanziarie “Casamadre” (gergalizzazione del termine canonico “Captive”) accompagnavano sempre più spesso l’acquisto di auto nuove. 

Le nuove immatricolazioni in questo decennio d’oro toccarono i 18 milioni e, badate bene, il Parco Auto ebbe rispetto a dieci anni prima l’incremento periodico maggiore di sempre (da quando esistono statistiche in questo senso) passando dai 17.700.000 milioni circa del 1980 ai quasi 27 milioni e mezzo di auto circolanti nel nostro Paese alla data del 1990. 

Per intenderci, un incremento di quasi dieci milioni avverrà solo venti anni dopo quel 1990, cioè nel 2010.

In questa escalation l’italiano medio aveva ovviamente intensificato il ricorso alla demolizione: si può stimare – dal saldo tra parco auto pre-esistente e nuove immatricolazioni – che quasi cinque milioni di vecchie auto abbiano preso la via della pressa tra il 1979 ed il 1989. 

Certo, alla somma di tutto questa sintesi storica dovremmo anche ricordare che definire con sicurezza, all’atto dell’acquisto, quale sarebbe potuta essere la svalutazione periodica dell’auto con il crescere degli anni era diventato davvero impossibile; tuttavia per preservare il valore di rivendita molti Costruttori e Dealer avevano inventato sistemi, organizzazioni e promozioni dedicate: si andava dalla percezione di solidità delle auto tedesche e svedesi, fino alle soluzioni “Sistema Usato Sicuro” con cui si proponevano al Cliente auto verificate e ripristinate di punto.

Provate a mettere insieme le coordinate determinanti del concetto di “nuovo” – in quel decennio ’80 – che erano improvvisamente esplose rispetto al precedente: Costruttori di tre Continenti a confronto (Europa, Giappone, USA), qualunque tipo di motorizzazione, alimentazione, dotazione, corpo vettura, allestimento e caratterizzazione; ora sovrapponete a tutto questo il peso rivoluzionario della pubblicità, dei Mass Media e dello Sport come elemento evocativo. 

Ora capite di che sto parlando?

La esplosione di un tale assortimento di mercato innescò una escalation di innovazioni e arricchimenti che si superavano reciprocamente ad intervalli regolari, mettendo l’una contro l’altra quasi ogni Casa automobilistica presente e modificando nel consumatore concetti quali “status” e “valore”: si diffondeva nella stampa specializzata il mantra del “Value for money” e dei listini infiniti dove ogni diversificazione corrispondeva ad un prezzo diverso.

In questo, durante la metà degli anni Ottanta pochi ricorderanno una iniziativa controcorrente di Ford che su diversi modelli unifico’ i prezzi al pubblico pur in presenza di soluzioni differenti (tre o cinque porte, per esempio, o cilindrate diverse).

La stessa Ford tuttavia, conoscendo dalla fine degli anni ’80 un boom commerciale in Italia importante grazie ad un profondo rinnovamento di Gamma, fu protagonista nel decennio successivo di una innovazione destinata a cambiare le cosiddette regole del gioco in campo commerciale.

Innovazione che prendeva le sue radici da molto lontano, da un altro mondo (nel vero senso della parola) e che tutti ricordiamo con il nome evocativo di “IdeaFord”, sistema di finanziamento inaugurato in Italia da metà anni ’90.

Una necessaria premessa: il finanziamento auto è un mondo che prende a sua volta forma – possiamo dire – dalla stessa nascita dell’auto popolare: la dimensione del “credito” è parallela al mondo dell’auto, e traccia delle date storiche importanti.

Tra breve festeggerà in Italia il suo “centesimo” la SAVA (Società Anonima Vendita Automobili), nata il 25 Aprile 1925 per il finanziamento della Fiat 509; mentre in Francia il geniale Andrà Citroen che con il classico approccio avventuroso ed insieme innovativo di fare promozione e vendita passò anche dalla prima Rete commerciale diretta organizzata sul territorio francese ( che nel 1922 contava già quasi 300 Punti), e dalla geniale intuizione della Finanziaria “SOVAC” (creata da Citroen per agevolare l’acquisto a credito delle sue auto e poi rilevata da Banca Lazard). 

In America, invece, il sistema finanziario Retail “classico” fu rivoluzionato da tal Eustace Wolfington, un commerciante di auto americano che alla fine degli anni Sessanta, per fidelizzare la propria clientela, definì un contratto in base al quale, a scadenze temporali prefissate, si sarebbe impegnato a ri-acquistare l’auto venduta al Cliente ad un prezzo minimo prestabilito, ovviamente in cambio dell’acquisto di una nuova auto.

La rivoluzione del “Valore Futuro Garantito”

Negli anni ’80 Eustace fondò la sua propria “scuola professionale”, cioè Half-a-Car, iniziando ad esportare nel Continente USA le sue teorie sul “ciclo pianificato di sostituzione” mettendole a disposizione di altri Dealer, fino all’accordo diretto con Ford Motor Company; che, visto il successo dell’idea, decise di firmare con Wolfington un contratto che lo impegna ad insegnare a tutti i concessionari americani questa nuova tipologia di acquisto; nel 1990 la filosofia operativa approda in Gran Bretagna, prima tappa europea.

E così poco dopo arriva così anche da noi il più moderno e diffuso sistema di acquisto con finanziamento, dove l’importo residuale finale corrisponde al valore futuro concordato anticipatamente in caso di riacquisto da parte del Rivenditore.

In questo senso si spiega perché il termine “Maxirata” non si sposa completamente con la filosofia “IdeaFord” dove appunto è il metodo di acquisto che determina il dispositivo.

Che, appunto, fa la sua comparsa in Italia nel 1994 in abbinamento con la campagna di lancio della nuova serie “Scorpio”, decisamente oggetto di un battage pubblicitario teso a rilanciare Ford Europa nel target più interessante del periodo, cioè le auto Premium dove iniziava la progressiva ed inesorabile cavalcata delle tedesche.

Da dove si partiva? Dalla prima importante crisi finanziaria del decennio appena iniziato, con il famoso “serpentone” SME scosso dalle tempeste valutarie su Lira e Sterlina; e dunque anche l’assetto e la forza di “Ford Bank” e della sua derivazione “Ford Credit” furono fondamentali per l’inizio dell’avventura. 

Ma si partiva anche da una organizzazione territoriale dei Dealer decisamente altalenante, con organizzazioni al “Top” ed altre che a malapena superavano ancora la dimensione familiare; questo dunque con tutte le relative conseguenze in tema di formazione, competenze e strumenti commerciali a disposizione. 

L’operazione messa in campo da Ford Italia fu dunque decisamente impegnativa, avvalendosi di una serie nutrita di “Expertise”, di Consulenze e di Specialisti dedicati, in particolare sulla formazione dedicata a Venditori poco avvezzi a concetti quali “valore futuro”, “costo di proprietà”, “fidelizzazione”. 

La formazione: arma vincente presso i Dealer Ford

Pioniera e spalla di Ford Italia in quel programma fu a sua volta “Half – a – Car” (il Team italiano, in verità) che riuscì con grande impegno a formare praticamente l’intera rete dei Dealer Ford e a spostare l’asse del fraseggio commerciale de “l’assegno Circolare” al concetto più articolato di “Valore Futuro Garantito”.

Lo Staff di formazione, in buona parte costituita da ottimi ex venditori che univano alla passione per la formazione anche l’esperienza necessaria a comprendere e superare i problemi creati dal front office commerciale, ha dunque consentito ai Dealer Ford di mettere in pratica la famosa “terna” di opzioni contrattuali (Saldo, Cambio, Restituisco) esercitabile a scadenza predefinita.

Dopo 30 anni quali sono i risultati e gli effetti di una tale rivoluzione?

Non è facile definirli in una sola risposta: dal lato commerciale il decennio di completa “maturazione” e di pieno regime del sistema di sostituzione programmato (inaugurato da Ford ma pian piano attivato in forme affini da quasi tutti gli altri Costruttori) è quello che va dal 2000 al 2009; in questo periodo le statistiche di settore segnano i due record tuttora imbattuti del mercato italiano, quello del maggior numero di immatricolazioni per decennio (23 milioni di pezzi) e quello del maggior volume di immatricolato in un anno (2007, con quasi 2 milioni e mezzo di unità, volume fin qui insuperato).

Merito esclusivamente del supporto finanziario? No, ovviamente, ma di una concatenazione di cause tutte rivolte allo stimolo alla sostituzione: dagli Ecobonus ed ecoincentivi rottamazione, ai vincoli alla circolazione, alla nuova consapevolezza in tema di costi di gestione; tutto portò una fetta importante di automobilisti ad aderire al ciclo di sostituzione bi o triennale in una fase di mercato davvero irripetibile.

Non a caso le statistiche di settore ci restituiscono il dato impressionante anche di 18 milioni di radiazioni nel decennio 2000/2009, e pur nonostante questo il “saldo” tra entrate ed uscite rappresentò nel 2009 un parco circolante arrivato a 36 milioni ed oltre di auto.

L’incubo “Subprime” e il credito andò in crisi

Allo stesso modo non si può consegnare alla ipotetica perdita di appeal del sistema retail – di sostegno alla vendita – il crollo verticale che appena dopo il “Crack Lehman” ha portato il comparto Automotive a franare per quasi un ulteriore decennio; per poi risalire un paio di anni “buoni” (2018 e 2019) e crollare di nuovo per la pandemia.

Eppure in tutto questo “contesto liquido” fatto di picchi e di crolli, di emergenze e di eccezionalità, il mondo “IdeaFord” ha continuato con difficoltà ad offrire le soluzioni di acquisto e gestione dell’auto forse più valide anche in presenza di tempi così difficili: il “Valore Futuro Garantito” si è rivelato una sorta di argine contro le fluttuazioni dei prezzi determinati dall’incertezza socio-economica.

Il Tuo Cliente migliore? Quello che hai appena conquistato….

Da non dimenticare che Ideaford ha conseguito inoltre due traguardi da non sottovalutare nel processo di trasformazione della cultura di acquisto dei Consumatori italiani: ha reso l’automobilista più consapevole e persino partecipe della nozione introdotta di “T.C.O.” cioè Total Cost of Ownership, il corollario dei costi di proprietà che passando da acquisto, manutenzione ed utilizzo terminano con il valore di Remarketing; motivo per il quale oltre che fornire un Valore Futuro Garantito al proprietario dell’auto da permutare, il sistema offriva un modello ed un pacchetto di gestione e controllo delle condizioni ottimali dell’auto a fine contratto (verifiche, stato d’uso o persino i servizi di manutenzione programmata inclusi nella rateizzazione) in grado di rassicurare l’acquirente dell’Usato.

E non a caso, infatti, in forma forse persino più alternativa dello stesso sistema di acquisto del nuovo, la Rete dei Dealer propose il piano “IdeaFord Usato”, superando un gradino ed un livello davvero mai tentato in Italia in questo settore di mercato. 

Oggi, trenta anni dopo, le sfide e le incognite proposte dal mercato Auto sono davvero tante. Chissà quali risposte saprà dare la formula di acquisto aggiornata e modulata per questa fase così difficile. 

E così prosegue l’approccio filosofico di un sistema che si può rappresentare in istantanea con una celebre frase di Eustace Wolfington:” Il Tuo miglior Cliente? E’ quello che hai già conquistato”

Nuovo BMW XM 2025: Tuning estremo AC Schnitzer

La BMW XM passa nelle mani di AC Schnitzer, un SUV sportivo d’élite con più stile e prestazioni elevatissime.

BMW non voleva perdere l’opportunità di entrare nel ristretto club dei SUV più sportivi del mercato. Il marchio bavarese aveva già la X5 M e la X6 M che svolgevano perfettamente il loro compito, ma era chiaro che voleva molto di più. Per lo meno, per eguagliare le Porsche Cayenne più cattive, che sono né più né meno, quelle con l’esclusivo badge Turbo e la più potente tecnologia ibrida plug-in per accompagnarle.

Il risultato è un SUV con cui BMW ha fissato l’asticella, in attesa dell’arrivo della Lamborghini Urus dotata di questa tecnologia a basse emissioni. La BMW XM è offerta in tre versioni, tutte dotate dello stesso gruppo propulsore PHEV ma con potenze diverse, la prima con un motore a sei cilindri in linea e le altre due con un V8: 476 CV, 650 CV e 750 CV. Quest’ultimo è al centro della scena perché passa nelle mani degli specialisti del tuning AC Schnitzer.

L’azienda di Aquisgrana ha attaccato tutte le aree coinvolte nell’immagine. Il kit esterno presenta un paraurti anteriore rivisto con barriere d’aria più profonde e aperte alle estremità. A tal punto che, se si osserva attentamente la parte anteriore, si può persino vedere parte del battistrada degli pneumatici. Il paraurti evidenzia anche le  prese d’aria inferiori, con uno spoiler pronunciato attaccato al labbro inferiore. Le minigonne laterali sono nuove, così come le alette del diffusore posteriore e lo spoiler che corona il portellone.

IL MOSTRO XM

Il tuning della BMW XM di AC Schnitzer è estremo. Anche le sospensioni sono state riviste, con molle che abbassano l’altezza da terra di 20-25 millimetri e distanziali che aumentano la larghezza dell’asse di 10 millimetri. Abbastanza per ospitare cerchi forgiati da 23 pollici e pneumatici ad alte prestazioni in 295/35 ZR 23 all’anteriore e 335/30 ZR 23 al posteriore. La finitura di questi, come al solito, è a discrezione del cliente.
AC Schnitzer offre anche dettagli per gli interni, come i pulsanti del cruscotto in alluminio, la copertura dei comandi dell’iDrive o i pedali e il poggiapiedi. Un’inezia rispetto alle elevate prestazioni offerte dal kit sviluppato per l’imponente motore V8 biturbo da 4,4 litri. Dai 650 CV si passa ai 750 CV della XM Red Label. Anche la coppia è aumentata da 800Nm a 900Nm. Il prezzo è sconosciuto, ma basta chiedere ad AC Schnitzer. La garanzia è di un anno superiore a quella del marchio, tre anni contro due.

Nuove SEAT Arona e Ibiza 2025: i Restyling

Ecco le nuove SEAT Arona e Ibiza che arriveranno nelle concessionarie nel 2025
SEAT sembra tornare in vita. L’azienda spagnola continuerà a portare avanti i suoi progetti futuri. Dopo aver confermato i facelift di Ibiza e Arona, oggi sono state diffuse le prime immagini ufficiali. Ci saranno ulteriori novità in futuro.

Negli ultimi anni ci sono state molte voci sul futuro della SEAT. L’azienda spagnola è stata a lungo sul filo del rasoio. Molti l’hanno data per morta, ma l’azienda di Barcellona non ha ancora detto la sua ultima parola.

SEAT ha una lunga strada da percorrere e niente potrebbe essere più evidente per confermare questa notizia del rinnovo dei suoi due prodotti di punta. Il prossimo anno arriveranno nelle concessionarie le nuove SEAT Ibiza e SEAT Arona. Oggi possiamo vedere come saranno.

Sono stati mesi complicati per l’azienda. Le voci andavano in due direzioni. La prima prevedeva la totale scomparsa dell’azienda o una sua profonda trasformazione. Quelle più negative puntavano a una chiusura definitiva, mentre alcune fonti scommettevano su una conversione nel settore della mobilità. L’intero Gruppo Volkswagen ha giocato a depistare con le sue dichiarazioni e non ha mai chiarito una posizione o l’altra. A metà dello scorso anno è stato confermato che Arona, Ibiza e Leon sarebbero state aggiornate. Questa notizia ha allentato la tensione e ha dato vita ai più fiduciosi.

Attualmente, la SEAT Arona è il modello più commerciale dell’azienda. Il SUV più piccolo dell’azienda ha conquistato milioni di fan in tutta Europa grazie al suo eccellente rapporto qualità-prezzo. Nel 2017 è arrovata la prima generazione, quella di cui parliamo oggi. Nel 2021 è stato applicato il primo facelift e l’anno prossimo arriverà il secondo. Secondo le prime immagini catturate dai colleghi di Coches.net, la Arona subirà un restyling completo. Il frontale presenta modifiche evidenti al paraurti e ai fari principali.

DATI TECNICI E MOTORI

Nella parte posteriore le modifiche sono più discrete, solo il paraurti sembra essere stato modificato. Inoltre, sono stati aggiunti una nuova gamma di colori e un nuovo set di ruote. La SEAT Ibiza, il modello più longevo dell’attuale gamma, affascina i giovani automobilisti da 40 anni. Abbiamo conosciuto cinque generazioni. L’ultima è stata presentata nel 2017 e l’anno prossimo subirà il secondo aggiornamento. Le modifiche sono simili a quelle della sorella, con un nuovo frontale, nuovi gruppi ottici e lievi cambiamenti facciali su tutta la carrozzeria.

In un cambio di ruoli, la Ateca sarà disponibile solo con il marchio SEAT.
In ogni caso, non stiamo parlando di una generazione completamente nuova, poiché non ci saranno modifiche alla piattaforma. L’architettura MQB continuerà a fornire supporto, anche se possiamo aspettarci innovazioni in termini di tecnologia, maggiori dotazioni e anche in termini di meccanica. Attualmente, entrambe le vetture si basano su un motore a benzina a tre cilindri con potenze comprese tra 95 e 150 CV. Non sarebbe logico aspettarsi unità elettrificate con etichetta ECO, ma fino all’annuncio ufficiale non possiamo escluderle.

L’obiettivo è che le nuove SEAT Arona e Ibiza continuino a lottare nei rispettivi segmenti almeno fino al 2028. Anche l’altra ammiraglia dell’azienda, la SEAT Leon, riceverà un pacchetto di miglioramenti quest’anno, ma non abbiamo ancora potuto vederlo. Per quanto riguarda la SEAT Ateca, anch’essa rimarrà nel libro paga dell’azienda e in questo caso si prevedono grandi cambiamenti.

La CUPRA Ateca potrebbe scomparire e lasciare il posto alla CUPRA Tavascan. In questo modo, SEAT continuerebbe ad avere unità popolari in segmenti popolari. L’azienda dovrebbe fare un annuncio poco dopo la conferma di un 2023 di successo, l’anno con gli utili più alti della sua storia, 625 milioni di euro.

Nuova Renault Zoe 2025: Anteprima Rendering

La nuova Renault Zoe è pronta per il mercato?

Mentre la Renault 5 Electric si prepara a festeggiare il pensionamento della Zoe, cosa ne sarà dell’iconica city car, ormai vecchia di una dozzina d’anni? Secondo Arnaud Belloni, direttore del marketing globale di Renault, che ci ha rilasciato un’intervista al Salone dell’Auto di Ginevra, al momento non ci sono piani per sostituirla a medio termine. Tuttavia, ha aggiunto che:

“Zoé è un marchio che intendo proteggere. Perché credo che Zoé abbia l’identità di un’icona. Ha il potenziale. È stata una pioniera. Ma Zoé non ha trovato un pubblico ovunque. D’altra parte, se ci si prende una pausa, può tornare molto, molto potente. Dobbiamo lasciarla riposare.

Riportare le microvetture in città
Allora perché Renault non dovrebbe approfittare dell’incredibile reputazione del modello per rilanciarlo come auto Kei nei prossimi anni? Luca de Meo, capo del gruppo Renault, ha appena suggerito pubblicamente la possibilità di vendere questo tipo di veicolo compatto a basso costo, il cui concept ci arriva dal Giappone. Secondo lui, “un arsenale di misure molto poco costose può invertire rapidamente la tendenza: leasing sociale, parcheggi gratuiti, prezzi di ricarica agevolati, tassi di interesse più bassi sui prestiti, incentivi per i giovani acquirenti, ecc.”

Per la cronaca, questa categoria di auto, specifica del Paese del Sol Levante, ha una lunghezza massima di 3,40 m, mentre la larghezza autorizzata è di 1,48 m e la cilindrata non supera i 660 cm3, senza contare la diffusione negli ultimi anni di modelli 100% elettrici. Queste auto di piccole dimensioni rappresenteranno quasi il 40% delle vendite di veicoli giapponesi, tutte le categorie messe insieme, nel 2020.

Rendering Auto-Moto.com

LA NUOVA ZOE

Per quanto riguarda Renault, nonostante lo scioglimento dell’Alleanza con Nissan e Mitsubishi, molti progetti di cooperazione tecnica continueranno tra i tre marchi. Per questo motivo, sarebbe un errore per Renault non fare il rebadge di una delle vetture Kei attualmente vendute dai partner giapponesi sul loro mercato nazionale. Auto-Moto ha preso l’iniziativa ribrandizzando la Nissan Sakura, un’auto elettrica Kei venduta anche con il nome eK X EV per conto di Mitsubishi.

Renault potrebbe così acquisire una nuova Zoe a costi contenuti, come suggeriscono le nostre illustrazioni esclusive. Ereditando le caratteristiche delle cugine asiatiche, la nuova arrivata vanterebbe una batteria da 20 kWh che promette circa 180 km di autonomia, oltre a un motore da 64 CV in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in 9 secondi, per un prezzo che si avvicina ai 15.000 euro.

Nuovo Volkswagen Crafter 2025: il Restyling è Dentro

Il nuovo Volkswagen Crafter 2025 aggiorna gli interni per restare al passo con i tempi.

La divisione veicoli commerciali di Volkswagen ha iniziato a presentare i suoi ultimi sviluppi. La tanto attesa nuova generazione del Transporter dovrà attendere ancora qualche mese, anche se la casa tedesca ne aveva annunciato la commercializzazione prima della fine dello scorso anno. In attesa che questo modello, sviluppato insieme a Ford, venga presentato, la prima grande novità dell’anno è il Volkswagen Crafter restyling.

Il modello commerciale più grande del marchio tedesco è stato avvistato durante i test della scorsa estate, rivelando un importante passo avanti. I miglioramenti estetici di questo grande furgone sono piuttosto discreti e non si notano affatto. Un fatto evidente che spiega perché non abbiamo visto i prototipi camuffati nelle due occasioni in cui ne abbiamo avuto la possibilità, ma li abbiamo visti nei bozzetti che la Casa di Wolfsburg ha presentato lo scorso autunno.

I fari del Volkswagen Crafter restano intatti, ma l’interno ha subito un’importante modifica che conferisce al frontale del Crafter un aspetto più moderno. Ora presenta una sottile striscia a LED sul bordo inferiore per le luci diurne e gli indicatori di direzione, mentre all’interno sono presenti nuovi proiettori a LED. Allo stesso tempo, anche il design della griglia è stato modificato, ora con lamelle più sottili, mentre il paraurti è stato rinnovato per evidenziare il sensore radar del cruise control.

INTERNI E TECNOLOGIA

Modifiche minime all’esterno, ma più evidenti all’interno. Gli interni del Volkswagen Crafter 2025 adottano un grande sistema di infotainment touchscreen da 12,9 pollici sulla console centrale. Lo stesso della nuova Tiguan e della Passat, tra gli altri modelli, che include la capacità di intelligenza artificiale di Chat-GPT nell’assistente vocale. In realtà, l’intero abitacolo è nuovo, compreso un display digitale per il quadro strumenti, un volante multifunzione di nuova concezione e il controllo del freno di stazionamento elettronico è stato riposizionato.

Per il momento Volkswagen non ha annunciato miglioramenti alla gamma di motorizzazioni del Crafter, anche se ha annunciato che il lancio commerciale in prevendita è previsto per la metà di aprile in Germania. A quel punto, la gamma disponibile e i prezzi saranno determinati con maggiore precisione, con un arrivo nelle concessionarie previsto per la fine della primavera, al massimo l’inizio dell’estate.

Nuova EVO7 2025: il SUV 7 posti sfida Dacia Bigster

Il giovane marchio EVO ha deciso di darsi una mossa e di prepararsi al futuro lancio della Dacia Bigster. La nuova EVO7 è arrivata nelle concessionarie italiane nel 2023, anno in cui sono state immatricolate in totale sette unità. Finora nel 2024 (gennaio-febbraio) questo modello, il SUV più grande mai creato da EVO, ha accumulato tre immatricolazioni.

L’EVO7 compete nel segmento altamente competitivo dei D-SUV. Una categoria in cui, in breve tempo, hanno fatto la loro comparsa modelli a prezzi accessibili. La maggior parte di questi modelli proviene dalla lontana Cina. L’EVO7 non è solo il più grande SUV di EVO, ma anche il primo SUV a sette posti dell’azienda italiana. Un marchio che, ricordiamolo, fa parte del gruppo DR Motors.

La nuova EVO7 è stata dotata per la prima volta (in Italia) di una versione bifuel a GPL.
La versione ECO della nuova EVO7 è già una realtà, per il momento in Italia.
Le opzioni di configurazione dell’EVO7 sono solo due. Si può scegliere tra una configurazione a sei posti (2+2+2) o a sette posti (2+3+2). Entrambe, tra l’altro, hanno lo stesso prezzo di vendita. È di circa 33.000 € senza alcun tipo di promozione o sconto.

DATI TECNICI E MOTORI

Sotto il cofano di ogni versione della EVO7 disponibile c’è lo stesso motore. Un quattro cilindri turbo a benzina da 1,5 litri. Un blocco che sviluppa una potenza di 174 CV e 288 Nm di coppia massima. È abbinato a un cambio automatico a doppia frizione a sei rapporti e a un sistema di trazione anteriore.

Infine, dopo una breve attesa, EVO ha deciso di ampliare la gamma EVO7 con una versione bi-fuel a GPL (gas di petrolio liquefatto). La nuova EVO7 con motore bi-fuel è già disponibile in Italia.

La versione bi-fuel della EVO7 presenta il già citato motore 1.5 turbo con il relativo adattamento per poter utilizzare il GPL come carburante oltre alla benzina. Dispone di 162 CV e 260 Nm di coppia massima. È inoltre dotato di un cambio automatico a sei rapporti e di trazione anteriore. Dichiara un consumo medio di GPL di 9,45 litri per 100 chilometri ed emissioni di CO2 di 153 g/km secondo il ciclo WLTP.

Quanto costa? La EVO7 con motore GPL è già in vendita in Italia con un prezzo di partenza di 31.300 euro. Questo prezzo esclude le spese di immatricolazione e l’IPT.

Nuovo Isuzu D-Max 2025: la versione Elettrica

Isuzu D-Max apre le prote al mondo del 100% elettrico.

Isuzu anticipa cin un concept il suo primo veicolo elettrico a batteria, che sarà presentato al pubblico al Salone Internazionale dell’Automobile di Bangkok di quest’anno alla fine del mese.

IP nuovo Isuzu D-Max BEV, il pick-up completamente elettrico è stato “sviluppato per soddisfare un’ampia gamma di esigenze di veicoli commerciali e passeggeri, pur mantenendo le prestazioni di base che ci si aspetta dai pick-up”.
La versione di produzione del concept D-Max BEV sarà lanciata in mercati europei selezionati come la Norvegia nel 2025. In seguito, il pick-up sarà lanciato nel Regno Unito, in Australia, in Tailandia e in altri Paesi, in base alle esigenze del mercato e alla maturità delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici (EV).
In termini di design, il pick-up presenta alcuni elementi stilistici unici che lo distinguono dall’equivalente a motore diesel. La griglia anteriore è in gran parte chiusa e la calandra anteriore è modificata per presentare più sezioni nere. Accenti blu si possono notare anche sull’inserto della griglia “a forma di zanna” e sui fari.

DATI TECNICI E MOTORI

Per quanto riguarda il motore, il nuovo Isuzu D-Max elettrico utilizza il pacco batterie e il sistema di gestione dell’Elf EV, con questi componenti integrati al centro del telaio. Il pacco batterie ha una capacità energetica di 66,9 kWh e alimenta due motori elettrici – uno su ciascun asse – con quello anteriore da 54 CV (40 kW) e 108 Nm di coppia.
Il motore elettrico posteriore, invece, è più potente e fornisce una potenza di 122 CV (121 cv o 90 kW) e 217 Nm; complessivamente, la potenza totale del sistema è di 177 CV (174 cv o 130 kW) e 325 Nm. Secondo Isuzu, il D-Max BEV è dotato di trazione integrale e ha una velocità massima superiore a 130 km/h. Inoltre, può trainare fino a 3,5 tonnellate ed è in grado di trasportare un carico utile massimo di 1.000 kg.
Sebbene non sia stato dichiarato nel comunicato ufficiale, Headlightmag riporta che il Isuzu D-Max BEV sarà prodotto in Thailandia il prossimo anno per essere esportato nei mercati sopra citati. Per il momento non sono disponibili ulteriori dettagli come l’autonomia, la capacità di ricarica e il prezzo.

Nuovo Peugeot 5008 2025: 7 posti elettrico e benzina

Il nuovo Peugeot 5008 è un inno allo spazio.

Il tanto atteso rinnovamento del più grande SUV di Peugeot è una realtà. La terza generazione del popolare SUV francese è arrivata sulla scena. Un modello fino a sette posti che ha fatto il suo debutto in formato 100% elettrico. La nuova Peugeot E-5008.
La nuova generazione della 5008 non si limiterà alla mobilità completamente elettrica. Come vedremo più avanti, ci saranno anche versioni con motore a combustione interna. Ha un nuovo design esterno, un nuovo design interno, nuovi equipaggiamenti e nuovi propulsori. Diamo un’occhiata più da vicino alle caratteristiche principali.
Basta un rapido sguardo alle immagini che illustrano questo articolo per capire come è cambiata la 5008. La terza generazione del SUV più grande di Peugeot si basa, ovviamente, sulla nuova filosofia di design che l’azienda sta applicando ai suoi ultimi lanci. Un linguaggio stilistico che si ritrova già, ad esempio, nella nuova Peugeot 5008.
È subito riconoscibile come un SUV con una silhouette aerodinamica. Questo è logico se si considera che si tratta di un veicolo elettrico.

Il frontale è caratterizzato da una griglia sofisticata e da fari a LED ultracompatti. A seconda del livello di allestimento, i fari sono dotati di serie della nuova tecnologia Pixel LED di Peugeot.
Nella parte posteriore, i gruppi ottici posteriori sono particolarmente evidenti. Sono orizzontali, molto sottili e leggermente avvolgenti. Anch’essi utilizzano la tecnologia LED.
Le possibilità di personalizzazione sono notevoli. La nuova 5008 è disponibile con una gamma di sei colori di carrozzeria. Inoltre, sulla versione top di gamma GT, la vernice bicolore con tetto nero lucido è di serie. Oltre ai colori disponibili, è possibile scegliere tra cerchi da 19 e 20 pollici. Queste ruote sono state progettate per massimizzare l’aerodinamica.

INTERNI E TECNOLOGIA


Lasciando da parte l’esterno, l’interno della nuova 5008 viene rapidamente avvolto da un ambiente digitale e connesso. Il design dell’abitacolo non riserva sorprese. Soprattutto se si considera l’aspetto degli interni della nuova Peugeot 3008. Come il modello precedente, è disponibile in versione cinque posti (2+3) e sette posti (2+3+2).
Tecnologici, digitali e connessi, questi sono gli interni della nuova Peugeot E-5008.
L’abitacolo è caratterizzato dal nuovo i-Cockpit panoramico. Un unico pannello ad alta definizione da 21 pollici si estende dal lato sinistro della plancia fino alla console centrale. Si tratta di uno schermo panoramico che funge da quadro strumenti digitale e da touchscreen per il sistema di infotainment. È compatibile con Android Auto e Apple CarPlay.
Sviluppata sulla piattaforma Stellantis STLA Medium, la nuova 5008 è il più grande SUV elettrico di Peugeot. Il “fratello maggiore” della Peugeot E-3008. Un modello destinato a svolgere un ruolo di primo piano nell’ambizioso processo di elettrificazione intrapreso dalla Casa francese. Sono disponibili versioni a trazione anteriore e integrale.

NON SOLO ELETTRICO

Il “cuore” della nuova Peugeot E-5008 è una batteria agli ioni di litio che può raggiungere i 98 kWh. È dotata di uno sistema elettrico a 400 volt. Sono disponibili due versioni a trazione anteriore, una con 157 kW (214 CV) e una versione superiore con 170 kW (231 CV). Entrambe erogano 345 Nm di coppia massima. Per gli automobilisti che desiderano prestazioni più elevate, è disponibile una versione a trazione integrale alimentata da due motori, uno per asse, per una potenza totale di 237 kW (322 CV). Il motore anteriore da 157 kW (214 CV) è affiancato da un motore posteriore da 80 kW (109 CV).
Non sarà un veicolo completamente elettrico. È vero che Peugeot, in linea con la tendenza dei suoi ultimi lanci, ha lanciato la nuova 5008 in formato elettrico.

Tuttavia, nella gamma ci saranno anche versioni termiche. Versioni elettrificate a basso livello. Se il modello 100% elettrico non vi soddisfa, potete sempre optare per un motore a benzina a tre cilindri PureTech da 1,2 litri.
Questo motore è elettrificato con tecnologia ibrida leggera a 48 volt (MHEV) e sviluppa una potenza di 136 CV e 230 Nm di coppia massima. La trasmissione avviene tramite un cambio automatico a doppia frizione e-DCS6 a sei rapporti e un sistema di trazione anteriore. A differenza di altri ibridi leggeri, questo modello è in grado di funzionare in modalità 100% elettrica.
Grazie alla tecnologia MHEV, è considerata un’auto ibrida e quindi porta il marchio ambientale DGT (Dirección General de Tráfico) ECO, con tutti i vantaggi di mobilità che questo comporta.
Peugeot ha confermato che la nuova 5008 elettrica sarà in vendita nell’autunno di quest’anno. La gamma sarà strutturata nei livelli di allestimento Allure e GT. Entrambi con un massimo di sette posti.