La nuova Audi Q7 arriverà nel 2025 e rivoluzionerà completamente il suo stile.
I SUV di lusso di medie dimensioni sono un’attività che fa soldi a palate e la domanda non fa che crescere. Mercedes-Benz offre la GLE, BMW ha la X5 e ora Audi è pronta a riconquistare l’interesse con una nuova Q7.
Inizialmente l’Audi Q7 che vedete qui doveva essere la “Q9“, una tre file più grande in fase di sviluppo. Tuttavia, fonti attendibili indicano che non è così, e gli scatti spia confermano che le dimensioni sono simili a quelle della vettura uscente.
Avvistata sia nella versione standard che in quella ad alte prestazioni, gli amici di Carscoops.com la immaginano nel rendering in copertina. I designer Audi l’hanno progettata in modo da rispecchiare il look della prossima Q3, con una griglia “Singleframe” simile e fari a LED a matrice sdoppiata.
La nuova carrozzeria sinuosa è completata da linee di spalla pronunciate, maniglie delle porte a filo e cofano a conchiglia. Le luci posteriori OLED a forma di boomerang sono collegate da una barra luminosa a tutta larghezza per migliorare l’estetica. Inoltre, la variante SQ7 ad alte prestazioni si arricchisce di ruote enormi, elementi di allestimento dinamici e scarichi quadrupli.
INTERNI E TECNOLOGIE
Gli interni della nuova Audi Q6 e-tron dovrebbero fornire indicazioni sulla direzione del design della prossima Q7.
All’interno, l’Audi Q7 offrirà un abitacolo dall’opulenza abbondante, aumentato da dimensioni maggiori rispetto alla Q7, per offrire ampio spazio a tutti i passeggeri e al carico. Sarà anche una festa della tecnologia. Prendendo spunto dagli ultimi modelli Audi, come la Q6 e-tron, la prossima Q7 sarà caratterizzata da un ampio quadro strumenti digitale da 11,9 pollici e da un sistema di infotainment da 14,5 pollici con Android Automotive che dominerà la plancia.
Ai passeggeri è riservato un display anteriore da 10,9 pollici con tecnologia shutter per evitare la distrazione del conducente. Tra le altre dotazioni figurano un head-up display per la realtà aumentata, un assistente per la realtà virtuale (VR) e un sistema audio premium Bang & Olufsen con 22 altoparlanti.
DATI TECNICI E MOTORI
La nuova Audi Q7 offrirà diverse opzioni di motori per soddisfare le diverse preferenze. Secondo alcune congetture, saranno disponibili unità a sei cilindri a benzina e diesel con tecnologia mild hybrid a 48 volt. Tuttavia, i dati relativi alle prestazioni di queste unità rimangono un segreto molto riservato.
È prevista anche una variante ibrida plug-in, con un’autonomia solo elettrica che dovrebbe superare le 100 km nel ciclo WLTP. Gli appassionati possono anche aspettarsi una versione SQ7 ad alte prestazioni, con il sistema di trazione integrale Quattro e le sospensioni pneumatiche tipiche di Audi, per un’esperienza di guida piacevole.
In competizione con una serie di SUV premium di medie dimensioni, tra cui la BMW X5, la Mercedes-Benz GLE, la Cadillac XT6 e la Range Rover Sport, la nuova Q7 dovrà farsi notare se vuole rafforzare la sua quota nel segmento dei SUV di lusso, fortemente conteso.
Prevediamo che l’Audi Q7 farà la sua comparsa ufficiale verso la fine di quest’anno o all’inizio del 2025.
La nuova Fiat 500 Tributo Trepiuno è una Edizione limitata in omaggio al concept del 2004 In occasione del ventesimo anniversario del concept Trepiuno, che ha preannunciato la 500 del 2007, Fiat lancia una serie limitata ad esso ispirata. Disegnata dal dipartimento Heritage del Gruppo Stellantis, la 500 Tributo Trepiuno ha un prezzo di 47.880 euro, compreso il certificato di autenticità.
La Fiat 500 a combustione, lanciata nel 2007, è in circolazione da tre anni (e ancora per qualche mese) insieme alla sua sostituta elettrica. Deve gran parte della sua longevità al suo design. Interpretazione neo-retrò del design della 500 del 1957, fu presentata con la concept car Trepiuno al Salone di Ginevra del 2004. Per celebrare il suo 20° anniversario, il dipartimento Heritage del Gruppo Stellantis ha annunciato la 500 Tributo Trepiuno, un’edizione limitata della 500 Hybrid che ne riprende alcuni spunti stilistici.
Più corta di 27 cm (3,30 m) rispetto alla 500 di serie, la Trepiuno fu progettata dallo studio di design avanzato dell’allora Gruppo Fiat. Questa divisione era guidata all’epoca da Roberto Giolito, oggi a capo di Stellantis Heritage. “La mia idea (…) era quella di ridurre al minimo gli apparati decorativi e di utilizzare il design minimalista della 500, che si traduceva principalmente in livelli sovrapposti come sulla 500 di Giacosa (l’ingegnere dietro il modello del 1957, ndr)”, racconta Giolito.
La concept si distingueva anche per il colore bianco metallizzato della carrozzeria, che accentuava la semplicità delle sue linee. La 500 Trepiuno utilizza la stessa verniciatura, denominata Bianco Trepiuno. Eredita anche il logo blu del centenario Fiat utilizzato tra il 1999 e il 2006, fino alle calotte centrali dei cerchi da 15 pollici della 500 Sport, anch’esse ispirate a quelle della concept car. Gli inserti centrali dei fari posteriori sono rossi per richiamare i gruppi ottici massicci della vettura del 2004.
DATI TECNICI E MOTORI
Come nel concept Trepiuno, gli interni in asfalto della 500 Trepiuno sono un mix di bianco e rosso scuro. Sulla plancia, l’ordine dei colori è stato invertito in modo che il colore più scuro si trovi in alto, evitando così fastidiosi riflessi durante la guida. Questo colore si trova sui rivestimenti inferiori, sui pannelli delle porte, sugli schienali dei sedili anteriori e sui sedili posteriori.
La parte centrale della plancia è bianca e presenta alcuni degli schizzi di design che hanno portato alla creazione del concept. Come opzione, può essere adornata con i disegni fatti a mano da Giolito, che differiscono da un modello all’altro. I sedili sono rivestiti in pelle e presentano il logo “Trepiuno XX” sulla parte anteriore. Il tetto panoramico è di serie.
Sotto il cofano c’è il motore a benzina 1.0 micro-ibrido da 70 CV della 500 Hybrid di serie. La Fiat 500 Tributo Trepiuno sarà venduta con un certificato di autenticità. Il numero di unità prodotte non è ancora stato annunciato. Tuttavia, conosciamo il prezzo di questa edizione: 47.880 euro IVA inclusa in Francia. Per i motivi disegnati a mano sul cruscotto, aggiungere 3.480 euro.
Sembra il “Mezzogiorno di fuoco” dei Dealer, quel temuto Regolamento Comunitario sugli accordi “verticali” che porta all’effetto di una cesura nei rapporti di classico mandato tra Costruttore e Rivenditori sul territorio.
Questo benchè la UE abbia traslato al 2028 gli effetti della 461/2010 che in verità sarebbe dovuta entrare in vigore già da alcuni mesi.
Elementi salienti del nuovo rapporto tra Rivenditore e Cliente è la spinta all’interlocuzione digitale ed alla vendita via Web, ed ovviamente il trasferimento del perno di attività dalla struttura fisica “Dealer” a quella dell’Agente. Il tutto sommato ovviamente alla fine dei residui “privilegi” di esclusiva per zona e per Mandato che, secondo il legislatore, impediscono al Cliente di esercitare la libera scelta dell’intermediario presso cui comprare.
Posto che questa in realtà è oggi più una mera metafora di rischi superati ormai da tempo (visto che il Consumatore – tipo è ormai avvezzo da una decina di anni, in quasi tutta Europa, a selezionare la sua preferenza tra Siti Web, Dealer ufficiali, Rivenditori Indipendenti e persino punti vendita diversi dal classico Showroom), la logica che guida la Commissione europea nella nuova BER è decisamente più concertata con i Costruttori di quanto lo fu il famoso Regolamento 1400/2002 che ha dato il via, fondamentalmente, al superamento dei monopoli e delle pratiche esclusive nel settore Automotive.
Vent’anni di “BER”: gli effetti sulle abitudini dei consumatori
All’epoca quel Regolamento (c.d. “Legge Monti”) fu visto come la fine di un Eldorado in quei mercati in cui l’incombenza della filiera Costruttore/Ufficiali costituiva realmente un trust vincolante per l’esercizio di profili indipendenti.
Oggi è evidente che a guidare le scelte strategiche dei Marchi – in chiave di numeri così ridotti e depressi del mercato delle compravendite, sono tre imperativi: la esigenza ineludibile della riduzione dei costi logistici – gli unici che a prescindere dalle epoche e dai trends di mercato sono progressivamente in rialzo – , insieme all’avvento del Digitale e delle transazioni on-line; ed infine l’attenzione che i Costruttori vogliono dare al settore Aftersales per ridurre il divario con il mondo IAM, in un comparto – quello dell’Autoriparazione e dell’Aftermarket – dove fatturati e margini sono in striscia positiva continuata ed anticiclica.
Cosa attende l’Automobilista italiano da qui a pochissimi anni? Semplice: la presenza territoriale di Centri Ufficiali – Dealer, Officine e Ricambisti – vedrà tagli di percentuali draconiane, ma non nel senso di chiusure o cessazioni; no, quello che accadrà sarà l’acquisizione diretta di strutture Concessionarie di grandi volumi in ogni Capoluogo o città di importanza logistica o territoriale, ma la fetta importante di “Loghi” monomandatari molto probabilmente sarà tagliata via: una volta che Filiali nazionali, Importatori e Costruttori si saranno insediati in una selezione territoriale dei “loro” Concessionari acquisendone maggioranza di controllo ovvero rilevandoli in toto, quella “coda” di Showrooms e realtà più piccola ed episodica sarà ovviamente costretta a chiudere in battenti, a meno di non avviare azioni virtuose di cooperazione.
Probabilmente i Dealer monomandatari più “piccoli” si uniranno per dar vita ai “Villaggi Autosalone”, cioè spazi generalmente extraurbani in cui più di una Ragione Sociale esporrà in qualità di Agente i Marchi rappresentati.
Vetrine reali e “virtuali”: come cambia l’esposizione auto sul territorio
Questo anche perché la prerogativa data dai “classici” Showrooms – disposti nella cinta urbana – di punto di esposizione per il pubblico è ormai del tutto marginale: chi ha più occasione, voglia o curiosità di vedere dal vivo auto preannunciate e vivisezionate in anticipo sul Web al punto da rendere interessante solo il provarle su strada (opportunità che ormai da anni è pressochè impossibile presso le Concessionarie ormai a secco di auto Prova, Demo e Corporate?
Per il resto, la Galassia di piccoli commercianti che da una decina di anni ha aperto spazi espositivi in stile francobollo diventerà terreno di coltura per sub-Agenzie: i loro clienti, acquisiti e lavorati per lo più per la rivendita delle famose “autoimmatricolazioni” sono e saranno comunque un bacino di utenza interessante.
Questo cambia qualcosa nelle dinamiche di acquisto da parte dei Consumatori? Non tanto, visto che da almeno dieci anni gli Showrooms sono deserti e che una fetta sempre crescente di preventivi e contratti scaturisce dal Web.
Al limite, sarà forse più opportuno e facile per l’Automobilista essere ricevuto e trattato dai Commercianti per la “procura a vendere” della propria auto, visto il calo di attività collegate alla vendita del nuovo, ma è una pura ipotesi: perché dal lato dei Marchi e dei Brands usuali e conosciuti in Italia potrebbe cambiare nulla.
BER: LA RIVOLUZIONE È IN OFFICINA
Ma ad essere sinceri la vera rivoluzione della New BER non sarà nella Distribuzione commerciale Auto, per almeno quattro motivi:
– Comunque evolverà il panorama normativo, il Cliente rispetto all’acquisto di Auto nuove sarà sempre e comunque legato ad una passività: l’unica auto che è libero di scegliere è e resterà solo quella che il Costruttore ha deciso di importare in quel preciso mercato, e che per questo risponde a protocolli, normative e specifiche che in un modo o nell’altro taglieranno fuori da quell’area una fetta più o meno grande di alternative;
– Comunque vada il potenziale Cliente non ha alcun modo per influire sul prezzo di acquisto predeterminato dal Costruttore;
– Il valore di Remarketing sarà sempre e solo determinato da condizioni esterne al proprietario, salvo il buon uso che lo stesso farà dell’auto per presentare il suo Usato nel migliore dei modi all’eventuale compratore;
-In ogni caso il settore della Vendita Auto è già da tempo gravato da una perdita di valore aggiunto e di Skills consulenziali: basta vedere le recensioni in maggioranza poco lusinghiere sull’operato di Dealer, Commercianti, Noleggiatori; questo è motivato in primo luogo dal progressivo disinvestimento che i Costruttori stanno facendo su Selezione e formazione delle forze di vendita.
Molto invece cambierà dal lato dei mandati dei nuovi Player asiatici: la fine dell’esclusiva di mandato si lega alla fine dell’obbligo monomandatario; questo potrà comportare la moltiplicazione di Agenzie di Marchi nuovi nelle ex Concessionarie più strutturate e nei Consorzi di ex Dealer. Ma questa è un’altra storia.
Dal lato del Service Management e del Post vendita, invece, le ricette sono molto meno “pret a portair” rispetto alla vendita: servono spazi, connettività, attrezzature, servizi di Cortesia e capacità logistica per rispettare protocolli di servizio “Just in Time”.
Quindi il territorio non può essere coperto senza la classica gerarchia scalare “Magazzino Generale/Grossista/Dettagliante/Autoriparatore”.
Da Costruttori a “Providers”, da Grossisti ad “Hub”, da Agente ad…Agente
Da questo punto di vista i Costruttori stanno trasformandosi in Providers, cioè in collettori di servizi e prodotti propri e di terzi, offrendo dunque al Grossista un benefit di gamma di offerta più vasta possibile:
– Gamma di Componentistica “Captive” ed in molti casi anche First Equipment;
– Gamma di componenti ed accessori Multi-Brand;
– Lubrificanti, Pneumatici, Cristalli, Elettronica ed Entertainment;
– Componentistica ADAS e soluzioni gestionali e di Tracking;
– Servizi tecnici (Rigenerazione e Riparazione), gestionali (ERP), logistici (rete di movimentazione territoriale) ed infine strategici (finanziari, promozionali, formativi);
A chi sono rivolti questi servizi di Networking? Voi penserete che il destinatario sia il Distributore, il Centro Logistico, oppure l’intermediario diretto ed ufficiale del Costruttore, ma invece ecco una prima profonda novità: anche il Grossista o Distributore Indipendente in base alle nuove possibilità concesse dalla nuova BER, potrà persino acquisire mandati di Distribuzione di Costruttori senza problemi, ed a sua volta il Costruttore non potrà negare agli Indipendenti l’offerta di Gamma al prezzo di Ingrosso.
Ovvio dunque che i primi due livelli distributivi così definiti non si limiteranno alla sola fornitura in modalità passiva agli Autoriparatori, in base alle esigenze estemporanee di questi ultimi; ma favoriranno il percorso evolutivo e commerciale di Agenti spinti a presidiare zone di competenza per coordinare, promuovere e preventivare la commercializzazione di componenti e servizi non solo presso Officine/Autocarrozzerie e piccoli Dettaglianti; ma anche con Flotte, Servizi Locali, privati e Comunità dove siano presenti esigenze di gestione meccanica.
Fantasia? Futurismo? No, semplice trasposizione dentro al castello fatato della Dealership secolare di prassi ed usi che settori commerciali molto meno protetti (ma in cui le Imprese vivono una situazione finanziaria ed organizzativa migliore del colabrodo che sono diventate diverse Concessionarie italiane….) adottano da anni: nessuno si sorprende nel vedere Agenti e Rappresentanti di vernici, colle, ferramenta ed utensileria muoversi con valigetta e campionario presso Rivenditori, Negozianti, Officine, etc… Perché questo dovrebbe essere un “tabù” per gli Agenti commerciali del settore Automotive?
Motivo per il quale il profilo degli “Agenti commerciali” è alla base dei nuovi contratti di affiliazione che Ford Italia sta sottoscrivendo per il nuovo programma “PartsPlus” dedicato sia al mercato Captive che a quello MultiBrand; e motivo per cui anche “Distrigo” sarà probabilmente votata a ricercare per i sui “Hub” profili di Agenti specificatamente formati sulla promozione e consulenza su componentistica e servizi di AfterSales.
Come dovrebbe essere un “Parts Specialist” secondo la dicitura che il sottoscritto –inascoltato – cerca di definire e spiegare agli operatori?
E’ in primo luogo un professionista che conosce alla base:
-Assortimento, genealogia e segmentazione di Ricambi e componenti;
-Familiarità con un DB ed un ERP di gestione Ricambi;
-Capacità di valutare, in base ad intervento e tipologia di auto, la miglior opzione tra sostituire, riparare, rigenerare;
-Modalità di interazione tra il suo Portafoglio Clienti ed il suo Mandante.
L’Aftermarket del futuro: Cambio, riparo, trasformo?
Con un parco auto che torna ad allungare il suo ciclo di invecchiamento, e con un mercato del nuovo che fatica a tornare a cicli di immatricolazione annui in grado di riaccelerare il ricambio generazionale, è logico che l’attenzione dell’Automobilista verso servizi di autoriparazione e verso la componentistica Aftermarket torna ai livelli massimi. Ed è chiaro che procedure come la rigenerazione, la rettifica, o la riparazione in luogo della sostituzione sono tornate in auge soprattutto dopo la crisi della Supplychain asiatica post Covid, con la conseguente crisi delle materie prime e delle scorte di magazzino.
Chi può supportare l’Automobilista nel valutare tutte le opzioni attuabili in tema di gestione di Officina della propria auto? E chi potrà fornire all’Autoriparatore il focus aggiornato e dettagliato delle diverse opportunità di intervento?
Proprio quell’Agente del futuro che già oggi le Case ed i Distributori stanno cercando.
Nuova BER: perdere il Concessionario è un bene od un male per il Cliente?
Dipende: dal lato fidelizzazione e Customer Care parlano i dati: il Dealer italiano ha fatto enormi buchi nell’acqua rispetto ai Partners europei.
Alzi la mano chi tra i lettori di questo pezzo ricorda esattamente il nome e la personalità dei propri venditori auto degli ultimi venti anni. Ad una ricerca simile pare – anni fa – che abbia risposto il 5% del campione.
Dal lato “sicurezza” occorre che l’Italia si dia una svecchiata legislativa: ancora oggi l’auto prima si paga e poi si ritira, e questo è un motivo di pregiudizio per tanti che consideravano almeno il vecchio mandato e lo status di “concessionaria” come una sorta di garanzia.
Infine dal lato “Servizio” e “Customer Satisfaction” le cose diciamo che stanno così: visto il livello di apprezzamento e di soddisfazione che gli automobilisti hanno sistematicamente tributato ai Dealer, cambiare sistema non porterà di certo a peggiorare la situazione…
Ecco la nuova Hyundai i30 2024. Hyundai aveva già annunciato la scomparsa delle sue versioni più sportive, quindi la i30 N non è più disponibile in questo secondo restyling che la compatta ha subito per rimanere in competizione con le rivali più dirette che, in misura maggiore o minore, hanno anch’esse subito miglioramenti. Alcune hanno subito aggiornamenti a metà ciclo e altre hanno optato per nuovi modelli.
Le previsioni sono state rispettate. Questo secondo restyling delle tre carrozzerie della compatta – i30, i30 Fastback e i30 CW – non presenta quasi nessuna novità all’esterno, quindi bisogna guardarla da vicino per apprezzarla. Il frontale della Hyundai i30 è comune a tutte e tre le carrozzerie, con la griglia del radiatore caratterizzata da un nuovo e sorprendente motivo a nido d’ape, mentre le terminazioni decorative che ospitano i fendinebbia sono state riviste.
IL RESTYLING LEGGERO
La Hyundai i30 Fastback N line 2024 rafforza la sportività con una nuova striscia in tinta con la carrozzeria nella parte posteriore. Dettagli del secondo facelift di Hyundai, l’equipaggiamento è fondamentale Nella parte posteriore, l’unico dettaglio che è cambiato è la striscia cromata che abbellisce la zona inferiore del parafango, ora più angolare.
La gamma Hyundai i30 è ora dotata di fari e fanali full LED, mentre sono stati introdotti nuovi design dei cerchi in lega e colori della carrozzeria. In particolare, sette: i colori perlati “Abyssal Black”, “Ecotronic Grey”, Meta Blue, “Cypress Green” e “Maritime Blue”, oltre ai metallizzati “Ultimate Red” e “Jupiter Orange”.
All’interno, le i30 presentano ora una finitura più lucida grazie all’applicazione di una vernice nera metallizzata sul tunnel centrale. Hyundai ha anche rivisto la gamma dei rivestimenti offrendo stoffa, pelle e un mix di entrambi i materiali per i sedili con diversi motivi di design. Sapendo che i rivali sono ben preparati in termini di tecnologia, Hyundai offre l’opzione di un quadro strumenti digitale da 10,25 pollici, che integra un sistema di aggiornamento wireless e tre nuove porte USB-C.
MOTORI E DATI TECNICI
La nuova Hyundai i30 mantiene anche l’allestimento sportivo N line, che ha beneficiato di miglioramenti. La calandra presenta un design più sportivo e aggressivo. Le prese d’aria alle estremità della griglia sono state sostituite dai fendinebbia, sono state aggiunte nuove minigonne laterali e anche il paraurti posteriore rivela nuove linee. Inoltre, i cerchi in lega da 17 e 18 pollici aggiungono un design diverso all’altezza. Per gli interni, Hyundai propone sedili in pelle e camoscio con tre sottili barre orizzontali di colore rosso.
Non è cambiata la gamma dei motori, che continua a prevedere motori a benzina a tre e quattro cilindri da 1,0 e 1,5 litri, rispettivamente da 120 e 160 CV, entrambi con tecnologia MHEV a 48 volt che aggiunge energia elettrica supplementare per l’avviamento, l’accelerazione e il recupero. Hyundai ha confermato che la produzione della nuova i30 inizierà ad aprile, quindi le prestazioni e i prezzi della nuova gamma saranno annunciati in prossimità del lancio.
L’alleanza Stellantis e la cinese Leapmotor potrebbe presto dare i suoi frutti con la prima collaborazione. Parte la produzione della city car cinese T03 nello stabilimento di Tychy, in Polonia, dove attualmente vengono prodotte le Fiat 500 Hybrid e 600 e la Jeep Avenger.
Alla fine di ottobre 2023, Stellantis ha sorpreso tutti annunciando la sua partnership con il produttore cinese di auto elettriche Leapmotor. Anche se il capo del gruppo, Carlos Tavares, era piuttosto vendicativo nei confronti dei veicoli cinesi che arrivavano in massa in Europa, sembra aver messo un po’ d’acqua nel suo vino preparandosi a produrli nelle proprie fabbriche e a venderli attraverso la rete del gruppo franco-italiano.
La partnership avrebbe dovuto iniziare con il lancio del SUV elettrico Leapmotor C10 nel 2024. Ma secondo Reuters, la prima pietra di questa collaborazione senza precedenti arriverà prima di quanto si pensasse, e in modo diverso… Reuters sostiene che Stellantis potrebbe produrre la city car T03 di Leapmotor nel suo stabilimento di Tychy, in Polonia, già nel giugno 2024.
LE AUTO ELETTRICHE DI STELLANTIS
Il sito produttivo polacco ospita già la Fiat 500 a combustione (che potrebbe presto essere dismessa e sostituita da una 500e convertita a combustione prodotta a Mirafiori) e i piccoli SUV urbani Fiat 600 e Jeep Avenger. Tuttavia, potrebbe esserci ancora spazio per la city car cinese. Secondo le prime indicazioni, non sarà prodotta da zero, ma assemblata dall’inizio alla fine. Il processo è chiamato SKD, ovvero “Semi Knocked Down“. Leapmotor realizzerà la prima parte del processo produttivo in Cina, mentre l’assemblaggio finale del veicolo “in kit” avverrà in Polonia.
La produzione in Polonia consentirebbe di evitare le tasse di importazione dalla Cina (che riguardano principalmente i veicoli completi).
La Leapmotor T03 è già importato in alcuni mercati europei, tra cui la Francia, dove viene venduto a circa 25.000 euro attraverso una rete di distribuzione indipendente. La partnership con Stellantis potrebbe consentire a Leapmotor di beneficiare della rete di distribuzione del gruppo.
La nuova Alpine A390 è pronta a svelare uno stile unico.
Il crossover sarà basato sull’architettura AmpR Medium, la versione rinominata della CMF-EV della neonata unità Ampere del Gruppo Renault. Ciò significa che condividerà le sue basi con la Megane E-Tech e la Scenic E-Tech di Renault, oltre che con la Ariya di Nissan e la Leaf di prossima generazione. Tuttavia, in quanto prodotto del marchio Alpine di fascia alta, l’A390 incorporerà componenti unici per distinguersi dai modelli più generalisti. Questi rendering di Carscoops.com ci permettono di dare uno sguardo al design definitivo dell’auto.
ILNSUV SPORTIVO ELETTRICO
Robert Bonetto, vicepresidente dei progetti di Alpine, ha confermato a L’Argus che il crossover avrà una configurazione del motore specifica di Alpine e incentrata sulle prestazioni, con capacità di torque vectoring. In un contesto simile, Gilles le Borgne, Chief Technical Officer del Gruppo Renault, ha dichiarato ad Autocar che il crossover vanterà una configurazione a trazione integrale con una “sorpresa” al posteriore.
Leggendo tra le righe, Alpine potrebbe potenzialmente combinare il motore elettrico anteriore da 215 CV (160 kW / 218 PS) della Renault Megane E-Tech con uno o due motori elettrici posteriori, offrendo capacità avanzate di torque vectoring e una potenza significativamente maggiore.
Attualmente, il modello di serie più potente basato sull’architettura CMF-EV è la Nissan Ariya Nismo B9 E-Force, che vanta 429 CV (320 kW / 435 PS) da doppi motori elettrici. Resta da vedere se l’Alpine A390 supererà questa cifra. Inoltre, secondo alcune indiscrezioni, una versione meno potente a 2 ruote motrici potrebbe entrare a far parte della gamma in un secondo momento, affiancando la variante AWD. Con il suo arrivo nel 2025, la Alpine A390 diventerà il secondo modello completamente elettrico della casa automobilistica francese, dopo il debutto della hot hatch A290 nel 2024. Si prevede un prezzo superiore a quello delle versioni high-spec dei modelli correlati dell’alleanza Renault Nissan Mitsubishi.
La produzione del crossover compatto dovrebbe avvenire nello stabilimento francese di Dieppe, dove Alpine produce attualmente la vettura sportiva A110.
Secondo la futura strategia di prodotto del.marchio, la Alpine A390 sarà disponibile in Europa. I crossover più grandi A490 e A590 GT, invece, arriveranno più tardi sui mercati globali, forse anche in Nord America.
La nuova Peugeot 5008 PSE sfiderà la Tesla Model Y Performance. La casa di Sochaux è entusiasta dei generosi 320 CV annunciati dalla nuova E-5008. Ma Peugeot ha ancora un certo margine di manovra…
Mentre la vecchia Peugeot 5008 non ha mai superato la soglia dei 180 CV, la sua sostituta offrirà solo un propulsore di potenza inferiore (E-DCS6 da 136 CV) tra i cinque blocchi annunciati in catalogo, poiché l’ibrido ricaricabile avrà 195 CV e le varianti 100% elettriche offriranno tra 210 e 320 CV, passando per 230 CV.
Questa generosa offerta evidenzia la relativa facilità con cui è possibile ottenere elevati livelli di prestazioni attraverso la fata elettrica, rispetto ai motori a combustione. Inoltre, la nuova piattaforma STLA Medium del Gruppo Stellantis, inaugurata dalla nuova Peugeot 3008, non si fermerà qui, poiché promette di “gestire” fino a circa 390 CV, che consentirebbero alla nuova E-5008 di correre sugli stessi binari di alcune versioni della Tesla Model Y.
IL SUV SPORTIVO DI PEUGEOT
Sia la Peugeot 5008 elettrica che la Tesla Model Y hanno dimensioni simili, con soli quattro centimetri che le separano in lunghezza, a vantaggio del modello di Sochaux (4,79 m) che, come la sua controparte californiana, è in grado di trasportare fino a 7 passeggeri… tranne che sul mercato europeo. Comunque sia, questo duo condivide la stessa vocazione familiare, essendo in grado di trasportare comodamente 5 persone e i loro bagagli.
Mentre la versione Performance della Model Y sembra inavvicinabile, con un tempo da 0 a 100 km/h di 3,7 secondi, Peugeot potrebbe benissimo contrapporre un’ipotetica E-5008 PSE alla variante Long Range dell’americana, che ha impiegato 5 secondi nello stesso test. Resta da vedere se l’azienda francese aumenterà le sue ambizioni per l’E-5008 fino a questo livello. Non è certo, anche se Peugeot mantiene un’immagine dinamica attraverso il suo impegno sportivo (Campionato del Mondo Endurance) e il suo catalogo (508 PSE). È più probabile che il reparto Peugeot-Sport punti sulla 3008 per raggiungere i suoi obiettivi.
Maserati dice addio alle versioni V8 di Levante, Ghibli e Quattroporte. Ecco come va nella prova su strada la Maserati Levante Ultima da 580CV: tutti i Pro e Contro dopo una settimana di prova su strada.