La Range Rover Sport SV è la versione più sportiva e potente del SUV britannico, ma le rivali di Porsche, Aston Martin e Lamborghini potrebbero rubare più sguardi.
Per coloro che desiderano aumentare il fattore “wow”, Mansory è intervenuto con un kit di tuning ricco di aggiornamenti stilistici progettati per far girare la testa.
L’esterno è impreziosito da elementi in fibra di carbonio, un elemento caratteristico dei modelli Mansory. Nella parte anteriore, il tuner ha aggiunto guarnizioni per le prese d’aria del paraurti, uno splitter aggressivo e prese d’aria decorative sul cofano. Questi ultimi si abbinano ai listelli laterali e alle nuove calotte degli specchietti sul profilo.
Le minigonne laterali più profonde e il diffusore posteriore contribuiscono ulteriormente all’aspetto aggressivo della Range Rover Sport. Mansory offre anche notevoli estensioni per l’alettone posteriore, che può essere combinato con un secondo spoiler sotto il vetro posteriore, e guarnizioni più sportive per le prese d’aria posteriori. Mentre le parti in carbonio fanno la differenza nel design, l’aggiornamento più notevole sulla Range Rover Sport SV di Mansory è rappresentato dai nuovi cerchi forgiati FD.15, disponibili nelle versioni da 23 e 24 pollici. Il tuner ha applicato lo stesso design dei cerchi alla Range Rover SV, insieme ad altri modelli di Cadillac, Bentley, BMW, Lamborghini, Mercedes e Rolls-Royce.
DATI TECNICI E MOTORI
Gli aggiornamenti degli interni formati da Mansory variano a seconda delle preferenze del cliente. Le opzioni includono nuovi rivestimenti in pelle, soglie laterali illuminate, tappetini in velluto o in pelle e copertura del bagagliaio, headliner illuminato a stella, pedali sportivi e numerosi emblemi Mansory in tutto l’abitacolo.
La Range Rover Sport SV monta un V8 biturbo mild-hybrid da 4,4 litri di origine BMW, che genera 626 CV (467 kW / 635 PS) e 750 Nm di coppia fin dalla fabbrica. Sebbene questo valore sia più che sufficiente per la maggior parte delle applicazioni, Mansory offre l’opzione di un incremento di potenza che porta la potenza a un valore non specificato. Infine, c’è un nuovo e più rumoroso scarico sportivo con quattro terminali trapezoidali.
Il giovane marchio EVO, grazie all’appoggio del Gruppo DR Automobiles, si è messo in moto con l’obiettivo di portare avanti un’ambiziosa offensiva di prodotto con la quale continuerà ad espandersi, soprattutto nei mercati dell’Europa meridionale.
Dopo aver consolidato la sua posizione in Italia l’azienda ha puntato sulla Spagna. E per aumentare la propria quota di mercato, non c’è modo migliore che ampliare la propria gamma di modelli.
Il Salone dell’Auto di Torino 2024 è stato l’evento scelto da EVO per svelare le novità che presto entreranno a far parte della sua gamma di prodotti. Uno dei nuovi modelli che hanno fatto la loro comparsa è l’EVO8. Un nuovo SUV a sette posti che è destinato a svolgere un ruolo di primo piano nella crescente gamma dell’azienda italiana.
Finora il ruolo di SUV a sette posti è spettato alla EVO7, un modello la cui entrata in scena nel 2023 ha segnato una svolta per EVO. Ora è il turno della EVO8 che, come suggerisce il nome, sarà un gradino superiore. Soprattutto in termini di esclusività e prestazioni. Inoltre, il marchio sottolinea che la dotazione di serie è “davvero completa“. È un’auto di medie dimensioni. La EVO8 è lunga 4,70 metri. Una lunghezza che la colloca nel segmento dei D-SUV. Le dimensioni sono molto simili a quelle della già citata EVO7. Tuttavia, a differenza dell’EVO7, l’EVO8 sarà disponibile solo con sette posti. L’EVO7 è disponibile anche con un abitacolo a sei posti.
La dotazione tecnologica di serie sarà uno dei punti di forza di EVO nella commercializzazione del suo nuovo SUV. Tra tutte le dotazioni di cui sarà dotato questo modello, il marchio sottolinea in particolare il touch screen da 14,6 pollici. Sarà il “centro nevralgico” dell’abitacolo. Un componente fondamentale per il funzionamento del sistema di infotainment compatibile con Android Auto e Apple CarPlay.
DATI TECNICI E MOTORI
Dal punto di vista meccanico, la nuova EVO8 sarà disponibile con motori a benzina.
Il motore entry-level è un 1,6 litri turbo da 185 CV. Al livello successivo si trova un motore turbo da 2,0 litri con 238 CV. Entrambi i motori sono a quattro cilindri e sono abbinati a un cambio automatico a doppia frizione DCT a sette rapporti.
Quando arriverà nelle concessionarie? La EVO8 sarà in vendita in Italia nel corso dell’anno e sarà disponibile a partire da 32.900 euro.
L’azienda italiana ErreErre Fuoriserie continua a migliorare il suo retromod basato sull’attuale berlina sportiva Alfa Romeo Giulia generazione 952: ha presentato una versione Alleggerita senza sedili posteriori e con semitelaio di sicurezza opzionale.
ErreErre Fuoriserie ha fatto irruzione nel mercato europeo delle auto esclusive due anni fa con uno spettacolare retromod basato sull’Alfa Romeo Giulia generazione 952.
Con l’aiuto di una nuova carrozzeria in fibra di carbonio, il retromod riproduce l’estetica della classica Alfa Romeo Giulia della generazione 105, prodotta dal 1962 al 1978, migliorando al contempo la dotazione tecnica. Questo tipo di tuning non è molto comune in Europa – di solito negli Stati Uniti e in Giappone le auto moderne sono accostate a quelle d’epoca, mentre gli europei amano di più i restomod, cioè le auto d’epoca modernizzate e modificate stilisticamente, ma il mercato ha accolto bene la Giulia ErreErre Fuoriserie retromod, nonostante il prezzo folle.
L’Alleggerita è la terza iterazione della Giulia ErreErre Fuoriserie, che è essenzialmente un analogo dell’Alfa Romeo Giulia GTAm della generazione 952, il modello top di gamma che è stato dismesso. Per realizzare un retromod come donatore è necessaria una normale Giulia Quadrifoglio con motore biturbo a benzina V6 da 2,9 litri e 510 cavalli, che in Germania costa ora da 93.700 euro, in Italia da 96 300 euro.
Le caratteristiche della versione Alleggerita sono il paraurti leggermente ridisegnato con condotti d’aria laterali aperti al posto delle reti, la griglia del radiatore nera al posto di quella argentata e la vernice bicolore della carrozzeria. Nell’abitacolo, al posto del divanetto posteriore, c’è un ripiano in fibra di carbonio rivestito in alcatara, con incavi per due caschi e un estintore, con una gabbia di sicurezza semitelaio opzionale che può essere verniciata in tinta con la carrozzeria.
DATI TECNICI E MOTORI
La dotazione tecnica della versione Alleggerita è la stessa della Classic retromod standard: il motore V6 passa da 510 CV e 600 Nm a 562 CV e 680 Nm, un valore addirittura superiore a quello della Giulia GTAm (540 CV e 600 Nm). La trasmissione è manuale a 6 rapporti o automatica idromeccanica ZF a 8 rapporti, le ruote motrici sono posteriori.
Le sospensioni sono dotate di un set di molle regolabili e di ammortizzatori Bilstein B16. Freni – Brembo carboceramici, diametro dei dischi anteriori – 390 mm, posteriori – 360 mm. Pneumatici – Pirelli P Zero Corsa Asimmetrico 2 nella misura 245/35 ZR 19 all’anteriore e 285/30 ZR 19 al posteriore.
La Giulia ErreErre Fuoriserie Alleggerita avrà una tiratura di 33 unità, con un prezzo di 350.000 euro più l’auto originale e le tasse. La produzione di un esemplare di retromodello richiede 6 mesi dal momento in cui l’azienda riceve l’auto donatrice.
Una delle principali novità presentate da EVO al Salone dell’Auto di Torino 2024 è un’inaspettata vettura con tre file di sedili. La nuova EVO Spazio. L’azienda italiana, a differenza della maggior parte dei suoi concorrenti, ha deciso di puntare sulle monovolume.
La Spazio è la prima monovolume di EVO. Un modello che cercherà di emulare il successo di veicoli come l’ormai defunta Dacia Lodgy.
La nuova Spazio ha dimensioni medie che la collocano nel segmento D. Secondo i primi dettagli rivelati da EVO, la nuova Spazio è lunga 4,8 metri. All’interno, i posti a sedere sono sette, con una disposizione 2+3+2. Calcolate subito il prezzo della vostra assicurazione auto Calcola il tuo prezzo online EVO sfrutterà il rapporto prezzo/equipaggiamento per posizionare Spazio come una delle monovolume più interessanti del mercato. Si tratta di un fattore chiave, vista la crescente popolarità delle versioni da turismo dei veicoli commerciali leggeri. Il marchio sottolinea una delle numerose dotazioni che il nuovo modello porterà con sé. Il grande tetto panoramico.
L’ampio tetto apribile consentirà all’intero abitacolo di essere inondato di luce naturale. Ciò migliorerà la sensazione di spazio. Inoltre, EVO sottolinea che è dotata di sospensioni anteriori indipendenti a puntone McPherson e di sospensioni posteriori indipendenti multi-link.
DATI TECNICI
Dal punto di vista meccanico, uno sguardo sotto il cofano del nuovo EVO Spazio rivela un’altra caratteristica fondamentale. Il nuovo modello EVO sarà alimentato da un motore a benzina quattro cilindri turbo da 1,5 litri.
Un motore che sviluppa 177 CV e che sarà gestito da un cambio automatico a doppia frizione a sette rapporti.
Come la maggior parte dei modelli EVO, il nuovo Spazio sarà dotato di tecnologia bifuel, in modo da poter utilizzare come carburante, oltre alla benzina, anche il GPL. Grazie alla possibilità di utilizzare il gas, potrà fregiarsi del marchio ambientale DGT (Dirección General de Tráfico) ECO, con tutti i vantaggi di mobilità che ne derivano. Nella gamma Spazio ci sarà anche una versione a benzina tradizionale.
Quando arriverà sul mercato? Il nuovo EVO Spazio sarà in vendita in Italia entro la fine dell’anno con un prezzo di partenza di circa 31.000 euro. Successivamente, probabilmente nella prima metà del 2025, arriverà in altri paesi europei.
Andate presto in Giappone? Se siete appassionati di auto, potreste fare una sosta a Yokohama, perché Nissan sta celebrando il 40° anniversario di Nissan Motorsports International, comunemente noto come Nismo.
Il reparto interno di tuning e motorsport è stato inaugurato il 17 settembre 1984 a Omori, Tokyo, e da allora è stato la forza trainante delle straordinarie attività sportive della casa automobilistica.
Forse Nismo non ha più lo spessore di un tempo, ma le sue imprese da gigante sono ben note. Gli appassionati di automobilismo di una certa epoca ricorderanno il dominio assoluto che l’azienda ha esercitato nelle gare nazionali e internazionali con la Skyline GT-R (c’è un motivo per cui quelle auto erano soprannominate “Godzilla“, dopo tutto). Negli anni ’80 e ’90 si è persino cimentata in gare di endurance di alto livello con prototipi.
Al di fuori della pista, Nismo ha sviluppato diversi modelli Nissan sintonizzati di Silvia, GT-R e Z, tra cui la ricercatissima R34 GT-R Z-Tune, costruita per celebrare il 20° anniversario dell’azienda. Purtroppo, non è stato costruito alcun modello speciale ad alte prestazioni per commemorare il traguardo di quest’anno, ma Nissan sta organizzando una mostra presso la Nissan Global Headquarters Gallery di Yokohama. I visitatori potranno ammirare un’esposizione di sei veicoli storici da corsa e da messa a punto, come l’iconica Calsonic R32 Skyline GT-R Group A del Japanese Touring Car Championship (JTCC). Sono esposte anche la R91CP vincitrice della 24 Ore di Daytona del 1992 e la R390 GT1 che ha ottenuto il podio alla 24 Ore di Le Mans del 1998.
Per quanto riguarda le auto da strada, esse comprendono le rarissime Nismo 270R su base S14 Silvia e Nismo 400R su base R33 GT-R, di cui sono stati prodotti rispettivamente solo 20 e 44 esemplari. Sarà esposta anche la Nismo Fairlady Z Type 380RS, basata sulla Z33 350Z.
Queste venerabili auto saranno accostate alle attuali macchine da corsa di Nissan, tra cui la Formula E Gen3 e la Fairlady Z GT500 (nota a me e a voi come Nissan Z) della serie Super GT. Troverete anche l’attuale gamma di auto da strada di Nismo (piuttosto scarsa): Ariya Nismo, Note Aura Nismo e Z Nismo.
I 40 ANNI
Il presidente di Nissan Motorsports & Customizing (NMC) Takao Katagiri, che è anche il capo di Nissan global motorsports, ha accennato a un futuro più luminoso per Nismo. “Il nostro obiettivo è quello di far divertire i fan sul circuito e di incorporare le conoscenze acquisite in pista nei prodotti che i clienti possono acquistare. Il nostro obiettivo a lungo termine è quello di espandere progressivamente la nostra attività a livello globale, offrendo ai clienti di tutto il mondo modelli Nismo sempre più emozionanti”, ha dichiarato.
La mostra sui 40 anni di Nismo si terrà fino al 15 ottobre; l’ingresso alla Global Headquarters Gallery è, come sempre, gratuito. Anche il Nismo Festival di quest’anno, che si terrà al Fuji International Speedway il 1° dicembre, sarà dedicato alle celebrazioni dell’anniversario dell’azienda.
Volkswagen Veicoli Commerciali ha presentato il Transporter di settima generazione (T7), basato in gran parte sul Ford Transit Custom/Tourneo nell’ambito della partnership tra le due case automobilistiche.
Al momento del lancio, il Transporter sarà offerto in tre varianti destinate alle aziende, tra cui un furgone per il trasporto di merci, un crewbus per il trasporto di passeggeri e una doppia cabina con carrozzeria a pianale e passo lungo.
C’è anche il Caravelle a nove posti, progettato per il trasporto commerciale di passeggeri, perfetto per gli hotel e le aziende per il trasporto degli ospiti. Il Caravelle è disponibile in tre livelli di allestimento, tra cui l’opzione entry-level, il Life di fascia media e lo Style di fascia alta. A seconda della configurazione, gli acquirenti possono optare per il tetto alto e il passo allungato, mentre il Transporter come furgone e il Caravelle possono essere acquistati anche nella versione PanAmericana all-terrain.
Il nuovo design del Volkswagen Transporter, che si distingue visivamente dal fratello Ford, vanta un carico utile superiore rispetto al passato. Con passo e tetto normali, il volume di stivaggio è aumentato del 10%, con 5,8 metri cubi, che salgono a nove metri cubi con passo lungo e tetto alto. Anche il carico utile massimo è aumentato di 0,13 tonnellate, passando a 1,33 tonnellate, mentre il peso massimo del rimorchio è stato aumentato di 0,3 tonnellate, passando a 2,8 tonnellate (frenato, con pendenza del 12%).
DATI TECNICI
Per quanto riguarda le dimensioni, il nuovo Volkswagen Transporter T7è lungo 5.050 mm, ovvero 146 mm in più rispetto al passato, mentre il passo è cresciuto di 97 mm fino a 3.101 mm. La versione a passo lungo ha una lunghezza complessiva di 5.450 mm e il suo passo guadagna altri 400 mm. Escludendo gli specchietti retrovisori, l’ultimo Transporter è anche più largo, con 2.032 mm, e la larghezza massima tra i passaruota, pari a 1.392 mm, è sufficiente per accogliere agevolmente gli europallet.
All’interno, il Transporter è stato modernizzato con un quadro strumenti digitale da 12 pollici e un sistema di infotainment touchscreen da 13 pollici. Il volante multifunzione è di serie, così come il freno a mano a pulsante e il pulsante di avviamento.
Altre modifiche includono una leva del cambio montata su colonna per le varianti automatiche, per risparmiare spazio e consentire un migliore accesso al vano di carico o all’abitacolo. La console centrale anteriore è dotata di ampi portabicchieri, mentre la parte superiore della plancia è dotata di ulteriori portabicchieri e pratici vani portaoggetti.
MOTORIZZAZIONI E DATI TECNICI
Per quanto riguarda le motorizzazioni, il Volkswagen Transporter sarà disponibile per la prima volta con motori diesel (TDI), ibridi plug-in (eHybrid) ed elettrici puri (e-Transporter ed e-Caravelle). I motori TDI hanno potenze di 110 CV (109 cv o 81 kW), 150 CV (148 cv o 110 kW) e 170 CV (168 cv o 125 kW) e possono essere abbinati a un cambio manuale a sei marce o a un cambio automatico a otto marce, a seconda dell’abbinamento.
La versione eHybrid ha una potenza totale di 232 CV (229 CV o 171 kW), mentre i modelli completamente elettrici hanno una batteria da 64 kWh che alimenta un motore da 136 CV (134 CV o 100 kW), 218 CV (215 CV o 160 kW) o 286 CV (282 CV o 210 kW).
Per pubblicizzare il nuovo Transporter, Volkswagen Veicoli Commerciali ha coinvolto la star di Hollywood Jason Statham, noto per la serie di film cult The Transporter. Sebbene sia noto per aver guidato BMW e Audi nei film, queste auto non saranno in grado di trasportare quanto un furgone, anche se non così velocemente.
Ci sono modi diversi e contrapposti di confrontarsi con il mondo Automotive europeo attuale, nel dibattere (ormai quasi fosse un “mantra”) delle prospettive legate all’ingresso ed alla presenza di Brand e Gruppi presenti ed operativi in Cina: c’è il tono ormai sempre più piccato e polemico di Unione e Commissione Europea tendenti sempre di più ad un approccio antagonista e difensivo nei confronti dei colossi asiatici (con l’apice della contesa dopo le decisioni in tema di Superdazi); ci sono poi però i diversi profili ed approcci dei Costruttori continentali che progressivamente stanno orientandosi in diversi casi più all’idea di sinergie industriali con i Marchi cinesi che non di contrapposizione commerciale; ci sono diversi Importatori e Dealers, anche, che vedono nel rapporto eventuale di vendita una nuova leva per vendite e margini che i mandati con i Gruppi europei diventano sempre più esigui; ed infine ci sono loro, gli automobilisti ed i consumatori. Giustamente.
Sono sempre e comunque loro, alla fine, ad avere il coltello dalla parte del manico. E sempre più saldamente gli automobilisti italiani ed europei non vedono più come una eresia orientarsi verso un modello, un Brand, un Gruppo cinese. In questo contesto, in questo scenario, tuttavia, anche sul consumatore finale “pesa” un contesto futuro decisamente più nebuloso rispetto a quanto poteva apparire solo fino ad un lustro fa, cioè fino a poco prima del Lockdown.
All’epoca il destino degli automobilisti europei non poteva contemplare altra opzione obbligata del “Full electric”, in una progressione – lenta ma costante – di volumi di immatricolato ed in una estensione di Gamma che sembrava non poter essere toccata da fattori di crisi o di ripensamento.
Flotte e Noleggiatori, insieme al mercato Consumer, programmavano nel breve e medio periodo l’epocale ricambio tra endotermico e BEV, mentre a livello territoriale il costo altalenante e l’incertezza legati all’andamento del petrolio si contrapponevano all’espansione finalmente interessante delle Reti di ricarica.
Questo specchietto, questa panoramica didascalica appare quasi anacronistica oggi che le incertezze economiche e sociali hanno stravolto programmazioni e target industriali, riportando imprevedibilmente il cosidetto motore “classico” sugli scudi, trasformando valori e funzionalità del Parco circolante usato, e soprattutto costringendo milioni di automobilisti europei a ripensare i propri piani di acquisto.
Oggi sono proprio i Consumatori, insieme ai Dealers, agli Autoriparatori, a Ricambisti ed operatori Post vendita a cercare una bussola capace di portar fuori dalle secche di un mercato dove si scontrano ormai come in una tempesta perfetta l’aumento dei costi industriali e delle risorse energetiche, il rallentamento dell’economia, il confronto UE-Cina sui super Dazi, ed infine ovviamente il destino di Endotermico ed elettrico in vista del 2035 sempre più vicino, con le incognite che ne conseguono. Attualmente i trend tornano persino a premiare le alimentazioni a Gas oltre all’Ibrido.
Su questo, a quanto pare – e con una considerazione di merito da parte nostra – diciamo che l’industria cinese dell’auto appare più come una nuova risorsa che non come un elemento di rischio per il mercato europeoConsumer: effetto, senza dubbio, della grande crescita del suo comparto automotive e della forza del classico e consolidato pragmatismo con il quale i Costruttori sono progressivamente cresciuti sino a diventare oggi Players di rilevanza mondiale in ogni segmento di mercato.
Le parole per sintetizzare tutto quanto appena descritto: Pragmatismo, classe, qualità tecnica e forza organizzativa e commerciale.
Prerogative che sono apparse palesi e consolidate nella prima presentazione che il 17 Settembre – nella sede elegantissima di “Villa Fenaroli” a Brescia ed a poca distanza dall’iconico Museo della Mille Miglia – è stata fatta alla Stampa Italiana da parte del Marchio DFSK: acronimo che distingue e sottolinea le parole “DRIVE – Drive Innovation”: “FUTURE – Future Mobility”; “SUSTAINABLE DEVELOPMENT”; “KNOWLEDGE Sharing & Customer First”, e che la stessa sigla(Dongfeng Sokon Automobile) implica l’appartenenza del Marchio ad una grande e polivalente realtà come DONGFENG ed attualmente inserito dentro ChongquinSokon Industrial Group – consociata del Gruppo SERES – detiene diversi risultati numerici di grande importanza: una esperienza ormai ventennale nel mondo Automotive, la presenza in 72 Paesi, il posizionamento tra le prime 500 Aziende in Cina, ed il raggiungimento di mezzo milione di utilizzatori e proprietari nel mondo oltre il mercato cinese che, da solo, conta quasi già due milioni e mezzo di DFSK vendute.
A questo aggiungiamo – per DFSK l’essere stata nella “Top Three” del mercato Veicoli Commerciali in Cina, ed aver già proposto in Europa – e con successo – alcuni “LCV” e Minivan di grande fruibilità come il “K01” e il poco più grande “EC 35”, che ancora oggi svolgono egregiamente il loro lavoro nelle attività di Ultimo Miglio e nella Logistica presso i Centri Urbani.
La “prima” di DFSK per l’Italia – “E5” Phev e “Glory 600” a Brescia
L’evento di Villa Fenaroli, organizzato dall’Importatore e Distributore Ufficiale CHINA CAR COMPANY alla presenza del Management della Casa Madre, è riuscito perfettamente a descrivere le strategie e gli obbiettivi del Marchio oltre a presentare i due modelli oggetto a loro volta di una utile e piacevole prova su strada svolta nello stesso giorno dell’evento.
In effetti la vera “New Entry” è stata la “E5 PHEV” ma è stato giusto prendere contatto anche con la più rappresentativa e discriminante “Dual Fuel” della Gamma, cioè la rinnovata “Glory 600” a sette posti; entrambe a loro volta inserite in una famiglia completa e diversificata che comprende anche, partendo dal livello “entry”, la “Glory 500” (Manuale ed Automatica, 1.500 cc. alimentata a Benzina ed anche GPL; tre allestimenti 5 posti per prezzi che vanno da 17.988,00 a 21.588,00 Euro); “Glory 580” (Automatica, Allestimento “Intelligent”; benzina e GPL 1.500 cc., versione 7 posti da 26.988,00 Euro. Prezzi IVA inclusa ad esclusione di IPT e messa su strada).
Dopo la “580” ovviamente troviamo la “Glory 600” e dopo di questa si posiziona un interessantissimo e suadente “Coupè SUV” denominato “F5 – IX5” (a sua volta proposto in allestimento a Cambio Automatico con un 1.500 alimentato a benzina e/o GPL da 29.988,00 Euro).
Per arrivare “infine” alla PHEV E5 a sua volta protagonista con la “Glory 600” dei Test Drive.
Gli Organizzatori hanno dunque inteso sottoporre al giudizio pratico della Stampa ospite due riferimenti Premium – tra loro complementari – di una Gamma ben articolata e completa: entrambe SUV a sette posti con – da un lato – il nuovo prodotto “E5 PHEV” Ibrido Plug-in accompagnato dall’endotermico di cilindrata ridotta ma di alta efficienza meccanica; dall’altra parte l’offerta di un prodotto più “tradizionale” sebbene molto ben dotato tecnologicamente (la “Glory 600”) in grado di accompagnare il Cliente da “endotermico puro” fornendogli l’attenzione ambientale della alimentazione a GPL ed un complesso di ricchezza e status acquistabile a cifre davvero ragionevoli.
Va sottolineato che le versioni a GPL coinvolgono – attraverso una solida partnership con DFSK – il nome prestigioso nel settore di Landi Renzo che ha predisposto Kit specifici per i modelli del Marchio; e che – attraverso una Campagna promozionale straordinaria – la Rete commerciale nazionale garantirà fino al prossimo 31 Ottobre l’iniziativa “Con o senza cambia tutto. Tranne il prezzo. L’impianto GPL Te lo regaliamo NOI su tutta la Gamma DFSK”: questo consentirà ai Clienti presso la Rete Dealer ufficiali di acquistare la Gamma “Glory500/580/600/F5” senza alcun sovrapprezzo rispetto alle corrispondenti versioni a benzina. Un bel vantaggio.
Come vedete, una filosofia ed un approccio di mercato “smart” da parte di un Marchio che, volendo fare rapido cenno alle prospettive future, vedrà anche l’arrivo nel prossimo futuro di una microvettura quadriciclo “full electric” oltre ad ovvie novità sulla Gamma esistente;
Piccoli passi, grande Organizzazione per un obbiettivo: “Customer at first”
Spesso le novità in campo automobilistico si raccontanosolo con l’occhio rivolto alle qualità intrinseche e correlate al modello proposto alla Clientela, e questo è un aspetto certamente importante, perché la “qualità percepita” di un bene di utilizzo gravoso e continuato come l’auto è un aspetto che non può essere secondario sul mercato.
Su questo, al riguardo, non trascuriamo di segnalare che il protocollo progettuale e di sviluppo di DFSK per i suoi modelli comprende anche gli accorgimenti più avanzati in termini di sicurezza attiva e passiva, come d’obbligo per un mercato esigente e maturo.
Tuttavia ci ha anche piacevolmente colpito, in Conferenza di presentazione, lo spazio di spiegazione ad analisi delle risorse e della attenzione dedicata agli aspetti del Post vendita, del Customer Care e del Service Management: una Rete capillare di circa 100 Punti Vendita e Service ed una prospettiva di crescita importante alla ricerca della migliore “Customer Care”; in questo senso ricordiamo anche i cinque anni (o 100.000 Km) di Garanzia gestiti dal Marchio per tutto l’arco di vigenza della stessa, segno di fiducia del Costruttore sui propri prodotti; e l’attenzione data al Servizio al Cliente.
Abbiamo apprezzato la ottima programmazione strategica e logistica che in tema di Distribuzione e reperibilità Ricambi verrà garantita dalla sinergia tra DFSK e SIRMEC Srl (già a sua volta Placca Logistica Distrigò Stellantis e dunque ottimamente organizzata per far fronte alle esigenze ordinarie e straordinarie della fase di Autoriparazione) e che le risorse umane delle Autofficine autorizzate ed affiliate a DSFK sonopuntualmente e doverosamente formate dai Tutor di CETOC (altra Struttura professionale in Partnership con il Brand auto): vale la pena ricordare, in tal senso, quanto la recente disavventura di “DR” (Marchio fortemente concorrente di DSFK) con AGCOM – anche a seguito di esposti dei Clienti ed inchieste sul servizio Post vendita – abbia riportato un notevole focus di attenzione su questo aspetto del servizio al Cliente.
Ne abbiamo parlato, settimane fa, proprio noi di “Autoprove” in modo completo…
“Glory 600” : la tuttofare “Intelligent” per famiglie, Professionisti e Flotte
Come anticipato prima, la Gamma scalare DFSK che “parte” da Glory 500 vede a seguire la “580” ed infine la “600”. In questo ultimo caso parliamo di un SUV davvero “Big Size”, lungo 4,72 mt., largo 1,87 ed altoquasi 1,80 mt.
Dal nostro punto di vista, in versione Bifuel può essere una risposta pratica e solida alle esigenze di Comunità, Ditte ed Operatori con esigenze di carico ma anche di famiglie che desiderano spazio a go-gò.
Particolarmente interessante per un pubblico Partita Iva destinato ad usi “massivi” è la prospettiva di ottenere, nel breve, l’omologazione come Autocarro 5 posti grazie ancora al supporto di CETOC, Partner davvero importante e prezioso per la corretta presenza sul mercato italiano: una offerta “Business” ulteriore in un mercato dove si registra una corsa al rialzo dei prezzi di offerta, mentre l’operatore Partita Iva sempre più fa i conti – davvero – per risparmiare il più possibile. Sotto questo aspetto, aggiungiamo, la facilità di carico e l’accessibilità in altezza del piano portabagagli sono “plus” pratici da non sottovalutare. Ovviamente non mancano in dotazione su questo SUV “classico” i principali sistemi di assistenza alla guida ed i supporti di connettività avanzata.
All’impatto di prima seduta al posto di guida l’impressione di dominio visivo della strada è notevole, e a differenza di altre concorrenti la plancia seppur imponente non oppone una barriera virtuale rispetto al focus ottico anteriore e laterale anche di sicurezza: l’effetto, unito alla buona ergonomia dei comandi e della strumentazione di bordo, è quello di un ottimo e riposante controllo della strada, favorito anteriormente dalla perfetta percezione di ingombri ed estremità del corpo vettura. Anche lateralmente si apprezza – caso raro – l’assenza di quella “barriera visiva” data dalla linea di cintura alta che nasconde all’occhio del guidatore le auto e gli ostacoli a filo fiancata destra.
Curiosità, la scritta “Fengon” che campeggia al centro del volante ergonomico e che rivela la sigla con cui è denominato il modello – riteniamo – su altri mercati.
Nel Test conoscitivo la DFSK Glory 600 fa centro “quasi” in pieno dal lato dinamico: la prova su strada mostra una grande Ammiraglia sicura, sincera nelle reazioni e sicuramente grintosa dai regimi medio alti, grazie al 1500 cc. Turbocompresso da 185 Cv (anche se il motore ci è sembrato un poco “vuoto” ripartendo dai bassi regimi e nello spunto da fermo); la fruibilità ed il piacere di guida derivano anche da una vetratura ottima e luminosa, da una assenza di vibrazioni e rumorosità “molesta” ed anche da un assetto che per la mole e l’altezza pone la “Glory” su un voto decisamente più alto di alcune concorrenti dirette ed indirette; percepibile una forte e sensibile morbidezza di assetto e sospensioni, da capire se sia stata una scelta tecnica dell’Organizzazione durante il Test drive o se sia una caratteristica endemica dell’auto: perché nel secondo caso a fronte di una polivalenza della “Glory” su ogni tipo di terreno è da ipotizzare un certo suggestivo “dondolio” nei curvoni autostradali oltre ad un possibile dislivello orizzontale in pieno carico sul posteriore.
Data la vocazione della “Glory” allo spazio di persone, merci e bagagli, sarebbe interessante approfondire la nostra curiosità.
Dal lato estetico ci è sembrata lodevole la ricerca del particolare visuale rivolto dalla calandra anteriore molto ricercata, dagli inserti in colore rosso vivo, dai bei cerchi ed in generale da una cura di assemblaggio e verniciatura da sottolineare: per questo “Glory 600” appare elegante ma non pacchiana, emozionale ma non esagerata.
Si sottovaluta un po’ troppo, a volte, quanto abbia ancora valore l’esperienza sensoriale tattile ed ergonomica: ma non è questo il caso della “Glory 600”, perchè sfiorare o toccare le superfici interne ed esterne del prodotto DFSK apprezzando la cura delle finiture, degli accoppiamenti, della scelta dei materiali è un elemento che per noi di “Autoprove” vale come per ogni altro modello e marchio, e per le due novità di “DFSK” dobbiamo ammettere una notevole cura costruttiva e dei particolari.
Aggiungiamo infine, su strada, una assenza di scricchiolii, sottofondi e vibrazioni eccessive persino in un tratto programmato di ruvido sterrato, il che rende la “600” ideale anche per l’utente rurale e sub-urbano.
Senza tuttavia tradire una forte affinità stradale e con velocità di crociera sostenute: il percorso svolto in questo senso su asfalto ancora bagnato da una pioggia importante fino a poco prima ci ha svelato un’auto sicura e decisamente ben piazzata a terra.
Gli interni sono decisamente di livello, se possiamo dire, anche superiore a quel che il prezzo finale lascerebbe presagire: regolabili mediante servocomandi e scorrevoli anche posteriormente i sedili (con la fila ultima dei due abbattibili per garantire massimo volume di carico), portellone elettrico e- nell’auto in prova a noi – tetto in cristallo panoramico e tanti piccoli vani di cortesia a scomparsa; unico piccolo appunto, l’assenza presso il tunnel centrale di una porzione di superficie gommata o di attrito che impedisca ad un cellulare di “volare” in tutte le direzioni sui piani lucidi, bellissimi ma tremendamente scivolosi per corpi poggiati sopra.
Layout di cruscotto e di pannello display centrale ottimi, comandi e pulsantiere istintivi per qualunque neofita e posizione di guida da “re della strada” chiudono un ottimo quadro di questa “Glory 600”.
Come detto, tutto questo ottimo articolato di tecnica, accessori, dotazioni e qualità è decisamente accessibile per diverse tasche: con 29.588,00 Euro (IVA inclusa, Impianto GPL montato incluso fino al 31/10/2024: escluse IPT e Messa su Strada) ci si assicura un mezzo accattivante, rappresentativo di un certo Status, comodo, sicuro ed ottimamente gestibile anche nei costi di esercizio.
PHEV E5: il lusso si fa rispettoso ed intelligente per tutti
Se la “Glory 600” ci aveva lasciato impressioni decisamente favorevoli accompagnandoci lungo il Test Drive con una personalità allo stesso tempo operaia ma di gran classe, le sensazioni e le impressioni che derivano dalla prova della “E5” PHEV sono in parte replica del giudizio positivo della “600” ma al di là di questo l’Ibrida Plug-in Premium di DFSK stimola ulteriori buone considerazioni tipiche di una Segmento “D” al quale la Ibrida di DFKS appartiene senza alcuna soggezione.
Stilisticamente non vogliamo influenzare con il nostro giudizio: la “E5” appare molto meno “travagliata” e nervosa – quanto a linee e gioco di superfici – rispetto alla “Glory 600”, pur avendo medesime misure di ingombro Lunghezza per Larghezza; è tuttavia più bassae questo fa risaltare il volume imponente del vano motore, massiccio ma ben lavorato ed armonizzato con il resto dell’auto.
Le “leggi quadro” di E5 PHEV sulla “E Life” (Electric, Economic, Environmental) sono ben rappresentate dalla architettura Ibrida Plug-in – motore elettrico più il 1.500 cc endotermico – che fornisce in combinato ben 180 Cv: più che sufficienti a renderla agile ed allo stesso tempo riposante e sempre disponibile al tiro dell’acceleratore ed in città.
La calandra, elemento distintivo e personalizzato della vettura, risulta allo stesso tempo “canonica” ma accattivante: a noi è piaciuta, come ovviamente sono piaciuti il grande tettuccio elettrico panoramico in cristallo, i bellissimi cerchi, gli inserti e gli accessori di carrozzeria; il cruscotto e gli interni invece non riteniamo di giudicarli, l’apprezzamento su un’aria “vintage” che ci ricorda (negli accostamenti di colori e tra la pelle ed il finto legno degli inserti) un poco la “Wagoneer Cherokee” di Jeep anni Settanta non dobbiamo darlo noi ma il pubblico che vorrà gradire questo stile.
Lo spazio interno, o per meglio dire l’opulenza e la sensazione di luminosità e spazio comodissimo si lega ai sette posti di configurazione, ai sedili in pelle ampi e soffici, ad una corona del volante multifunzione dietro cui si rivelano anche in bellezza e cura architettonica sia il cruscotto che il Display. Nel colore chiaro degli interni il tunnel centrale appare ancora più esteso e voluminoso che nella “Glory” offrendo al guidatore un inserto con tasti multifunzione, tra i quali quello della selezione del supporto di guida: si può selezionare solo l’elettrico con cui andare fino alla velocità massima della “E5” oppure in Ibrido combinato. Di certo per chi apprezza o ricerca l’appeal americaneggiante l’abitacolo spazioso ed opulento di “E5” non può che essere un vero e proprio simbolo iconico: in ogni caso nulla di quello che equipaggia la “E5” si può definire eccessivo o pacchiano, ed il concept stilistico interno ed esterno non cede il fianco ad eccessi barocchi od inutili.
Le autonomie: 80 Km. in elettrico ed oltre 1000 Km. in combinato, davvero percorrenze notevoli soprattutto per l’uso professionale, ad evitare l’ansia da ricarica e rifornimento.
Il Cambio automatico è ottimo, progressivo e spaziato, e la trasmissione fa percepire una grande motricità della “E5” in ogni condizione. Ed anche in questo caso le doti del PowerTrain sono ideali per i tratti autostradali e cittadini. In ogni caso, testando tutte e due le auto del nostro report, abbiamo percepito essere l’una complementare all’altra e dunque perfette in unassortimento di Gamma per privati ma anche Fleet e Partita Iva.
Il prezzo di DSFK E5? Iva inclusa, IPT e messa in strada escluse questa PHEV costa di base 36.888,00 Euro. Una cifra importante, certo. Ma i livelli di mercato la mettono in ottima condizione di concorrenza con modelli alternativi decisamente meno lussuosi a parità di costo, oppure molto più costosi a parità di accessori e funzionalità.
Questo non significa che DFSK abbia abbracciato la filosofia del “Low Cost…..a tutti i costi” seppure a discapito di qualità, tecnologia e sicurezza: diciamo che, invece, questo Brand si è voluto orientare sulla proposta di un prodotto dove prezzo, qualità e livello del servizio offerto raggiungono un punto di intersezione verso la soglia medio alta del mercato, con modelli che offriranno livelli qualitativi e di prestigio a prezzi interessantissimi. E dove il servizio e la Customer Care non dovranno essere solo uno slogan.
Due proposte, dunque (la “Glory 600” e la “E5 PHEV”) che sapranno incontrare favore e simpatia del pubblico italiano così come il resto di Gamma DFSK.
Drive, Future, Safety, Knowlwdge. E Customer at first. Appunto.
La Mercedes-AMG GT ha sostituito la SLS AMG coupé nel 2014. La divisione sportiva della casa tedesca ha cessato la produzione della “prima” GT alla fine del 2021. La seconda generazione di auto sportive ha debuttato alla fine dell’estate del 2023, il costruttore dell’auto entry-level GT 43 Coupé è stato dichiarato a marzo di quest’anno, e la variante top GT 63 S E Performance – ad aprile. A luglio, la famiglia si è arricchita di una versione da pista del modello, la GT 63 Pro 4Matic+. Ora Mercedes-AMG presenta una versione da collezione di questa modifica. X La tiratura della Motorsport Collectors Edition è ridotta: l’azienda ha dichiarato che sarà di soli 200 esemplari. È noto che gli sviluppatori della versione speciale si sono ispirati alla Formula 1, quindi questa versione della Mercedes-AMG GT 63 Pro 4Matic+ ha un arredamento appropriato. La carrozzeria è verniciata in colore nero ossidiana metallizzato, è stato aggiunto un motivo dipinto a mano di molte stelle a tre raggi, nonché accenti luminosi a contrasto nel colore aziendale del title sponsor Petronas.
Le vetture in edizione limitata hanno ricevuto cerchi forgiati da 21 pollici. Sono equipaggiate con pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2R Cup, e dietro di loro ci sono freni carboceramici con pinze fisse a sei pistoncini all’anteriore e pinze “flottanti” a singolo pistoncino al posteriore (per inciso, sono anche color onda marina, così come il decoro della carrozzeria). La versione più da collezione della Mercedes-AMG GT 63 Pro 4Matic+ è dotata di dodger aerodinamico, creato in fibra di carbonio, parafango fisso e anche del pacchetto AMG Night, che implica la sostituzione degli elementi cromati con quelli neri.
L’edizione limitata presenta ancora le “caratteristiche” della consueta coupé da pista: si tratta di un paraurti anteriore più aggressivo con prese d’aria allargate, deflettori d’aria aggiuntivi nella parte inferiore della carrozzeria e sistema di controllo del flusso d’aria AirPanel (che consente di ridurre il carico aerodinamico sull’asse anteriore di 30 kg).
GLI INTERNI
Gli interni della GT 63 Pro 4Matic+ Motorsport Collectors Edition sono caratterizzati da sedili sportivi AMG Performance rivestiti in pelle e microfibra. L’auto sportiva è dotata di sistema di infotainment MBUX, audio surround 3D Burmester High-End con 15 altoparlanti e sistema antifurto Guard 360°, che monitora l’abitacolo e l’ambiente circostante con l’aiuto di telecamere e vari sensori.
“L’equipaggiamento” della versione speciale limitata è lo stesso della normale due porte da pista. Sotto il cofano della Mercedes-AMG GT 63 Pro 4Matic+ c’è un motore V8 biturbo da 4,0 litri con 612 CV e una coppia massima di 850 Nm. Questa vettura sportiva accelera da un posto a cento in 3,2 secondi e da 0 a 200 km/h in 10,9 secondi. La velocità massima è pari a 317 km/h.