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Come cambia la Ferrari da Formula1

Ferrari si presenta al Gran Premio del Giappone con una vettura aggiornata. La monoposto si arricchisce di un nuovo sponsor senza rinunciare al suo rosso. Sono stati aggiunti nuovi loghi bianchi che fanno riferimento al nuovo progetto “Mission Winnow” di Philip Morris International. Philip Morris già da tempo è sponsor Ferrari ma il blocco degli sponsor legati al tabacco le aveva impedito di figurare sulle monoposto in pista.
I loghi sono stati aggiunti alla copertura del motore, ala posteriore, fiancate, musetto, specchietti esterni, protezione del casco e persino sulle divise e sopra i caschi indossati da Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen. I cambiamenti sono facilmente individuabili guardando una foto.

Poiché la sponsorizzazione del tabacco non è consentita in Formula 1, Philip Morris non è stata in grado di pubblicizzare i suoi marchi o prodotti sulle auto Ferrari per anni. Tuttavia, la società sta ora esaminando tecnologie senza fumo e ha già esteso la sponsorizzazione della Ferrari fino al 2021 come riferisce Autosport.

Allora, cos’è Mission Winnow? Apparentemente è un’iniziativa dedicata alla scienza, alla tecnologia e all’innovazione e un tentativo di costruire un futuro migliore.
“Vorrei ringraziare Philip Morris perché ha il diritto di marcare tutta l’auto dall’inizio della stagione “, ha dichiarato il team principal della Ferrari, Maurizio Arrivabene. “Sono stati rispettosi del rosso della macchina, hanno lasciato la macchina assolutamente rossa”.

Mission Winnow prende il nome dalla pratica del vagliatura del grano, da cui proviene l’espressione “separare il grano dalla paglia”.

Nel frattempo, Philip Morris ha dichiarato che la loro nuova iniziativa “non è legata a nessun prodotto del tabacco” e che riguarda la trasformazione della loro azienda. “È molto importante essere con la Ferrari perché la Ferrari ha esemplificato la passione e questo costante miglioramento che è la base per il nostro futuro”.

Tesla vuole ridurre il traffico in città: ecco come

Che la mobilità urbana sia arrivata, almeno in molte città, al punto di non ritorno lo si capisce facilmente. Ecco allora che Elon Musk già padre di Tesla e della compagnia aerospaziale Space X, lancia la sua proposta firmata Boring Company. Una arteria stradale sotterranea capace di spostare pod che trasportano singole vetture o capsule da 8 a 16 passeggeri. Collegata alla superficie tramite un ascensore la viabilità sotterranea sarà controllata da un software a guida autonoma; niente file ed ingorghi e velocità fino a 240km/h.

Il comune di Hawthorme in California ha da poco autorizzato la Boring Company di proprietà di Elon Musk, già fondatore di Tesla, a passare alla fase due del suo piano per la mobilità sotterranea. Il progetto prevede la creazione di un ascensore capace di mettere in comunicazione un garage privato con la sezione sperimentale del tunnel Hyperloop. Il sito permetterà di sperimentare il sistema di elevazione che fungerà da “porta di accesso” per il tunnel. Dal progetto si vede l’auto salire su di una piattaforma che la poi la trasporta nel sottosuolo. Lo scopo è anche quello di dimostrare come la realizzazione degli “ascensori” non comprometta la statica degli edifici vicini e possa avvenire in piena sicurezza.

L’ambizioso progetto di Musk si chiama Hyperloop. L’idea è quella di realizzare una serie tunnel sotterranei connessi tra loro e con la superficie. Sembra accantonato il veicolo Tesla a metà strada tra elicottero ed aereo ed ora si punta sulla mobilità sotterranea per decongestionare il traffico urbano. Come dichiara la stessa Boring Company: “A differenza delle macchine volanti, le gallerie sono resistenti alle intemperie, non si vedono e non cadono sulla tua testa” . L’arteria sotterranea è pernata per ospitare pod che trasportano singole vetture o capsule per gruppi di persone. L’intero sistema sfrutterà i vantaggi della guida automona e dell’elettrico e permetterà ai pod di raggingere la velocità massima di 240km/h. I problemi che l’ambizioso progetto deve affrontare sono davvero molti. In testa ci sono i costi e tempi di costruzione. La fase di sperimentazione mira proprio a verificare quali strategie possano essere usate per concretizzare il progetto

Mentre Elon Musk punta sui tunnel sotterranei i colossi dell’auto non rimangono certo alla finestra. La mobilità del futuro scommette su elettrico e connettività. Si guarda però anche ai cieli. Emblematica la partership tra Audi ed Airbus ma anche lo sviluppo del Volocopter da parte di Daimler. Si tratta di tecnologie futuristiche che necessitano ancora di sviluppi importanti. Se la mobilità elettrica a quattro ruote trova nella autonomia delle batterie un serio ostacolo figurarsi un drone capace di trasportare passeggeri. E’ importante però specificare che tutte queste tecnologie vedono un apporto marginale del conducente. Droni e auto saranno, quindi, a guida autonoma con l’obiettivo di azzerare incidenti dovuti al “fattore umano”. Allora solo quando le tecnologie potranno fare a meno di noi questo futuro potrà concretizzarsi.

Auto elettrica aumentano le infrastrutture ma manca il coraggio

Se per molti analisti la lenta diffusione delle vetture elettriche è causata dalla scarsa diffusione dei punti di ricarica il rapporto di Transport&Environment evidenzia il contrario. Nell’Europa occidentale e del nord le infrastrutture pubbliche ci sono ma solo il 5% degli automobilisti le utilizza. La stragrande maggioranza continua a ricaricare l’auto a casa o sul posto di lavoro. La vera problematica è il divario tra il nord e sud-est Europa nel passaggio dalle tradizionali auto a combustione alle auto elettriche. Eppure case automobilistiche e Governi nazionali si sono da tempo alleati promuovendo, anche a livello locale, progetti e modelli di incentivo all’acquisto.

Il rapporto della rete di associazioni Transport&Environment evidenzia come nel nord Europa il mercato delle elettriche sia maturo, mentre il resto del continente rimanga ancora timido. In una settimana politica rovente nella quale la Commissione ambiente del Parlamento europeo sembra pronta a varare un inaspriemento dei limiti alle CO2 il rapporto appare come un campanello di allarme. Gli analisti stiamano che le vendite di auto elettriche arriveranno a rappresentare una quota tra il 5 ed il 7% del totale entro il 2021. Allo stato attuale è nei Paesi dell’Europa settentrionale e occidentale che si concentra il 90% delle auto elettriche immatricolate. Questo significa che in Europa tre auto elettriche su quattro sono acquistate nello stesso contesto geografico. Non si tratta di un caso perché si contano due stazioni di ricarica ogni 60km nelle arterie principali e si registrano corposi incentivi pubblici all’acquisto. Eppure, prosegue il rapporto, in 10 paesi dell’Unione tra cui Ungheria, Grecia, Romania. Bulgaria si registra anche una cronica mancanza di infrastrutture. E’ presente meno di unaz stazione di ricarica ogni 60km.

Mercato auto crollo delle vendite; -25,4% male il diesel

Dopo l’impatto positivo sul mese di agosto, l’entrata in vigore dal 1° settembre delle nuove norme di omologazione dei veicoli e il conseguente anticipo degli acquisti sul mese precedente, ha generato un riflesso negativo sulle vendite di settembre che, anche a causa di un’indisponibilità di tali nuovi prodotti da parte di qualche marchio e di un giorno lavorativo in meno, hanno segnato una sostanziosa flessione a doppia cifra.

Le vetture immatricolate lo scorso mese, secondo i dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sono state 124.976, 42.500 unità in meno delle 167.469 dello scorso anno. Nei primi 9 mesi le 1.491.261 auto immatricolate si confrontano con le 1.534.349 del gennaio-settembre 2017, segnando una diminuzione del 2,8%.

Il trimestre luglio-settembre chiude in calo del 6,9%, accentuando la persistente incertezza dei clienti verso la scelta dei prodotti e per lo scenario economico che si sta prospettando.

Negli 8 mesi di questo anno, nel comune di Milano la flessione delle immatricolazioni di auto diesel a privati è del 28,6%, a Roma del 22,3% e sale al 37,4% a Torino, a fronte di incrementi delle altre motorizzazioni. Nel totale Italia il calo delle vetture diesel tra i privati è del 15,8%.

“I blocchi della circolazione per le vetture più anziane e, quindi, più inquinanti e meno sicure sono un segnale positivo nell’ottica del rinnovo del parco più volte auspicato e sollecitato dall’UNRAE – afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere. In tal senso l’Associazione plaude all’introduzione di questa tipologia di misure, che però andrebbero accompagnate con messaggi chiari e concreti, in questa fase di transizione verso motorizzazioni a impatto zero, ispirati al principio della neutralità tecnologica e, quindi, riferiti alla possibilità di sostituire detti veicoli anziani con mezzi più moderni e innovativi, compresi i diesel Euro 6, considerati i virtuosi livelli di emissione raggiunti”.

Passando all’analisi della struttura del mercato, le motorizzazioni diesel nel mese di settembre hanno perso il 38,3% dei volumi, scendendo di 10 punti per fermarsi al 47,9% del totale mercato. Nel cumulato dei primi 9 mesi la quota è del 53,3% (-3,5 p.p.). In flessione molto più contenuta la benzina (-6,3% e una rappresentatività che sale al 38,7%), mentre calano del 24,2% le vetture a Gpl e del 62,7% quelle a metano, che si fermano all’1% di quota. Da sottolineare la performance delle auto ibride che, grazie a un aumento delle vendite del 28,2%, in settembre hanno superato le immatricolazioni di auto a Gpl, raggiungendo nel mese una quota del 6,1% (+ 2,5 p.p.), mentre nel cumulato rappresentano il 4,3% del totale. Forte crescita per le vetture elettriche (+168,7%) che si portano allo 0,4% di quota.

In flessione tutti i canali di vendita con le immatricolazioni ai privati che si riducono del 16,3% nel mese e del 4,8% nel cumulato (rispettivamente al 59,9% e 54,8% di quota). Molto forte il calo delle società: -34,5% nel mese che porta il periodo gennaio-settembre in diminuzione del 4%. Chiude il noleggio che, nonostante la peggiore performance fra i canali in settembre (-38% in volume, determinata sia dal breve sia dal lungo termine), si mantiene in territorio positivo nel cumulato dei 9 mesi (+3,2%, con una quota che sale al 24,3%).

Calo generalizzato per tutti i segmenti e le carrozzerie che compongono il mercato italiano dell’auto, ma nel cumulato rimangono in attivo i segmenti C delle medie e F dell’alto di gamma e sul fronte delle carrozzerie i crossover, i fuoristrada e le vetture coupé.

A chiusura, il mercato delle vetture usate in settembre ha segnato anch’esso una flessione del 7,9% con 339.354 vetture trasferite al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome di un operatore in attesa della rivendita a cliente) rispetto alle 368.634 del settembre 2017. Nei 9 mesi il calo è del 3,5% con 3.291.928 trasferimenti di proprietà (3.410.245 nel gennaio-settembre dello scorso anno).

Musk lascia Tesla e si becca una multa

Brutto finale per la carriera di Elon Musk come Ceo di Tesla. Dopo l’indagine della commissione americana per la sicurezza della borsa (Sec) è corretto alle dimissioni.

La SEC ha detto che Tesla non aveva “processi sufficienti per verifire che i tweet di Musk fossero accurati o completi”. Questo è importante in quanto la causa della SEC contro Musk affermava di aver fatto una serie di “dichiarazioni materialmente false e fuorvianti”.

Tesla ha accettato di risolvere il reclamo con la SEC e nominerà due nuovi consiglieri indipendenti nel suo consiglio. Alla compagnia verrà inoltre richiesto di “istituire un nuovo comitato di direttori indipendenti e di mettere in atto controlli e procedure aggiuntivi per sorvegliare le comunicazioni di Musk”. Questo probabilmente significa la fine dei suoi tweet “in libertà” (compreso quello di agosto sul delisting Tesla che ha dato il via alle indagini a suo carico).

Come parte dell’accordo di Tesla con la SEC, la compagnia pagherà una multa di $ 20 (17,2 milioni di euro). Tali fondi saranno utilizzati per compensare gli investitori.

In una dichiarazione, il codirettore della Divisione Enforcement della SEC, Steven Peikin, ha dichiarato: “Come risultato dell’accordo, Elon Musk non sarà più il presidente di Tesla, il consiglio di amministrazione di Tesla adotterà importanti riforme – incluso l’obbligo di sorvegliare le comunicazioni di Musk con gli investitori – ed entrambi pagheranno sanzioni finanziarie”. Ha continuato dicendo” La risoluzione è intesa a prevenire ulteriori perturbazioni del mercato e danni agli azionisti di Tesla “. Gli accordi non richiedono né a Musk né a Tesla di ammettere responabilità esplicite.

Volkswagen arriva il Buzz: ecco il van elettrico

La scorsa settimana ad Hannover, in Germania, Volkswagen ha presentato l’I.D. Buzz Cargo Concept durante il salone biennale dei veicoli commerciali IAA.

Lo studio è realizzato sulla piattaforma modulare MEB per veicoli elettrici ed è basato sull’I.D. Buzz, con un taglio leggermente più grande e con differenze stilistiche che lo rendono più adatto per il trasporto di carichi.

Il suo design futuristico e il fatto di essere dotato di guida autonoma di livello 4 potrebbe indurre a pensare che sia solo un prototipo che potrebbe rimanere tale. Incvece, non è così, perché l’I.D. Buzz Cargo Concept è in realtà vicino a raggiungere la catena di montaggio, come riportato da AutoNews.

Nell’annuncio iniziale, Volkswagen ha detto che potrebbe raggiungere il mercato già nel 2021, precedendo l’uscita del modello passeggeri di un anno. Si inserirà nella gamma di veicoli commerciali del marchio sotto il Crafter e al di sopra il Caddy e il Caravelle che sono leggermente più piccoli.

Volkswagen deve ancora annunciare se la versione di produzione manterrà lo stesso powertrain del concept. Quest’ultimo utilizza un motore elettrico 204 CV (201 CV / 150 kW) che guida l’asse posteriore e una batteria agli ioni di litio da 48 kWh. È in grado di raggiungere una velocità massima limitata elettronicamente a 160 km / h e può essere guidato fino a 550 km nel nuovo ciclo WLTP.

Musk accusato di frode Tesla crolla in borsa

Elon Musk terzo uomo più ricco del Mondo con Tesla da S&P 500

La autorità americana per i mercati finanziari ha aperto una indagine a carico di Elon Musk. Il fondatore e Ceo di Tesla aveva fatto parlare di se lo scorso agosto. In un tweet si era espresso sul possibile ritiro delle azio i Tesla dal mercato. La Sec accusa oggi formalmente Elon Musk e Tesla di frode. E il titolo affonda in borsa arrivando a perdere lo 10,56%. L’accusa e la causa prendono le mosse dal tweet di agosto quando annunciò in 140 caratteri la sua volontà di procedere con il delisting di Tesla offrendo agli investitori 420 dollari per azione. Musk aveva assicurato che i fondi per l’operazione erano disponibili. La notizia della indagine m viene riportata dalla stampa americana, citando l’azione legale depositata dalla Consob americana presso un tribunale di New York.