Home Blog Pagina 1240

Volkswagen pronta la gigafactory per le auto elettriche

Volkswagen fa passi avanti nella sua offensiva elettrica, creando gradualmente la capacità costruttiva necessaria per costruire a livello globale più di 1 milione di auto elettriche l’anno dal 2025. Il più grande ed efficiente stabilimento produttivo di auto elettriche del Gruppo sta nascendo a Zwickau: in futuro, fino a 330.000 veicoli elettrici l’anno usciranno dalla linea di produzione, più che in qualunque altra fabbrica del Gruppo Volkswagen. Da quanto si evince la produzione dellla VW Passat, ultimamente alle prese con un calo di vendite, dovrebbe essere spostata in Repubblica Ceca presso uno stabilimento Skoda. Primo Costruttore generalista al mondo, Volkswagen sta quindi convertendo un intero stabilimento dal motore a combustione interna alla mobilità elettrica. Attualmente, a Zwickau vengono prodotte le Golf berlina e Variant. A fine 2019, tra poco più di un anno, è programmato l’avvio della produzione della I.D., il primo modello della Volkswagen basato sulla nuova piattaforma modulare elettrica MEB. A sviluppo concluso, sei modelli elettrici di tre brand del Gruppo verranno prodotti nello stabilimento a partire dal 2021.

“L’avvio di produzione della ID. tra circa un anno aprirà una nuova era per la Volkswagen, comparabile con quella del primo Maggiolino o della prima Golf”, dice Thomas Ulbrich, Membro del Consiglio d’Amministrazione della Marca Volkswagen Responsabile della Mobilità Elettrica. “Vogliamo portare la mobilità elettrica fuori dalla sua nicchia e rendere l’auto elettrica sostenibile per milioni di persone. Stabilimenti di produzione efficienti e moderni saranno la chiave. Ecco perché stiamo concentrando la produzione di auto elettriche del Gruppo a Zwickau. In un anno, questo sito diventerà il punto di partenza per la nostra offensiva elettrica globale. Come prima fabbrica MEB del Gruppo, Zwickau svolgerà il ruolo di apripista per questa tecnologia orientata al futuro”.

Lamborghini SuperTrofeo il calendario completo

Parte a febbraio da Dubai la stagione 2019 del Lamborghini Super Trofeo, il campionato monomarca che anche il prossimo anno si corre in tre diversi continenti. Molte le novità, con un format inedito per il Middle East e nuovi circuiti ad arricchire i calendari del Super Trofeo Asia, Europa e Nord America.

Due e non più tre i round in agenda nel Super Trofeo Middle East, con tre gare per ciascuna tappa da disputare su due weekend consecutivi, Dubai (14-16 febbraio) e Abu Dhabi (21-23 febbraio). Inoltre i vincitori di ciascuna classe saranno per la prima volta ammessi di diritto alle World Finals, apice della stagione sportiva di Sant’Agata Bolognese.

Importanti cambiamenti riguardano i calendari del Super Trofeo Nord America e del Super Trofeo Asia, che iniziano entrambi il 7 aprile. Negli Stati Uniti il monomarca parte per la prima volta dal Barber Motorsport Park di Birmingham (Alabama), in concomitanza con la storica tappa dell’IndyCar Series, capace di richiamare ogni anno oltre 100 mila appassionati. Cinque i round previsti sul continente americano, con il weekend del Barber Motorsport Park seguito dagli appuntamenti di Watkins Glen, Road America, VirginiaInternational Raceway e Laguna Seca.

La Corea del Sud entra per la seconda volta nella storia del Super Trofeo Asia dopo la tappa di Inje 2013. Il Korean International Circuit di Yeongam, per quattro anni teatro del Gran Premio di Corea di Formula 1, ospita il quarto round, dopo Sepang (Malesia), Suzuka (Giappone), Fuji (Giappone) e prima di Shanghai (Cina).

Infine il Super Trofeo Europa: a Silverstone (Regno Unito), Misano Adriatico (Italia), SpaFrancorchamps (Belgio) e Nürburgring (Germania) si aggiunge l’inedito round di Zandvoort (Paesi Bassi), giro di boa della stagione.

Invariato il format dei weekend di gara per Asia, Europa e Nord America, con due manche da 50 minuti precedute da due turni di qualifica (da 20 minuti ciascuno) e due sessioni di prove libere (60 minuti ognuna). Tre, invece, le gare da 50 minuti previste per ogni round del Middle East: per stabilire la griglia di partenza della terza manche verranno sommati i tempi ottenuti da ciascuna vettura durante le sessioni di qualifica Q1 e Q2. Confermate le quattro classi per gli equipaggi partecipanti: Pro, Pro-Am, Am e Lamborghini Cup.

Tappe europee

  • Round 1 :Silverstone – 11-12 maggio*
  • Round 2 :Misano – 29-30 giugno*
  • Round 3 : Zandvoort – 13-14 luglio*
  • Round 4 :Spa-Francorchamps – 26-27 luglio*
  • Round 5 :Nürburgring – 31 agosto–1° settembre*
  • Round 6: TBD

BMW porta la pista di Monza nel deserto del Sahara

Per il lancio della nuova BMW X5, BMW Italia ha realizzato un’impresa senza paragoni: portare le curve iconiche di Monza nella sabbia secolare del Sahara. Lo storico circuito di Monza ha preso forma a Merzouga, in una delle zone più desertiche del Marocco: un tracciato di 5.793 metri che si staglia tra le sabbie e le rocce del Sahara. Ogni curva, ogni rettilineo, ogni chicane è stata ricostruita fedelmente in scala 1:1, sia nei raggi di curvatura che nelle distanze.

Per due settimane, oltre 50 persone tra ingegneri, geometri, tecnici, operai e piloti hanno lavorato e contribuito alla realizzazione dell’impresa. Sono stati necessari 4 giorni di studio e di preparazione con topografi, ingegneri e architetti, con 8 postazioni per la progettazione e la simulazione topografica. Per 9 giorni, 4 ruspe e 4 camion hanno scavato 24 metri cubi alla volta per preparare il terreno e rimuovere la sabbia in eccesso; mentre 2 grader e 2 compattatori hanno steso e compattato la pista. Oltre 3500 metri cubi di terra sono stati spostati per dar vita alla pista. La nuova BMW X5, dopo aver attraversato l’Europa in una viaggio a tappe, ha raggiunto il circuito di “Monza, Sahara” nell’impervio deserto marocchino dove, tra dune di sabbia e rocce, ha sfidato uno dei terreni più ostili del pianeta e affrontato Lesmo, Ascari e Parabolica, dando prova delle sue capacità di guida in fuoristrada, grazie al nuovo pacchetto xOffroad, che fa il suo debutto proprio su questo modello. A darle in benvenuto in Marocco è stata la nuova BMW R 1250 GS, la moto da enduro per eccellenza di BMW Motorrad appena rinnovata con il nuovo motore boxer, che le ha fatto da apripista in questa impresa.

Volkswagen: 50 milioni di auto elettriche in arrivo

Una scorta da 50 milioni di batterie per veicoli elettrificati. A tanto dovrebbe essere arrivata Volkswagen per avviare le linee di produzione drlla prossima generazione di veicoli green. Si tratta comunque di scorte a cui attingere nel corso di diversi anni di produzione. Con la nomina di SK Innovation (SKI), produttore sudcoreano di celle per batterie, il Gruppo Volkswagen ha un ulteriore partner strategico per i veicoli elettrici basati sulla piattaforma modulare MEB. SKI fornirà le batterie per il Nord America e una parte di quelle per la produzione dei veicoli completamente elettrici del Gruppo Volkswagen in Europa. Sono stati così nominati i principali fornitori di celle per batterie, destinate all’equipaggiamento della flotta elettrica in rapida espansione del Gruppo nelle principali regioni mondiali.

Nell’ambito della Roadmap E, le Marche del Gruppo Volkswagen pianificano di portare sulle strade 50 nuovi modelli completamente elettrici entro il 2025. Fino a quel momento, solo per equipaggiare la propria flotta elettrica, l’Azienda necessiterà di una capacità pari a oltre 150 GWh all’anno: una quantità che corrisponde alla capacità annua di almeno quattro “Gigafabbriche” di celle per batterie. Il Gruppo Volkswagen può contare su LG Chem, Samsung e SKI come partner strategici per l’Europa; garantiranno le forniture a partire dal 2019. Inoltre SKI coprirà il fabbisogno del Gruppo sul mercato nordamericano dal 2022. CATL è stato nominato partner strategico per la Cina e fornirà batterie per la flotta elettrica del Gruppo dal 2019.

Stefan Sommer, Membro del CdA del Gruppo Volkswagen con responsabilità per Componenti e Acquisti, ha affermato: “Con SK Innovation, LG Chem, Samsung e CATL, abbiamo trovato partner forti per la fornitura a lungo termine di celle per i nostri veicoli elettrici. Insieme ai nostri fornitori ci assicureremo che la flotta elettrica del Gruppo Volkswagen, in rapida espansione, abbia a disposizione le migliori batterie possibili – in tutte le varianti necessarie per soddisfare le richieste specifiche dei Clienti e dei mercati. Ciò pone le basi per la trasformazione del Gruppo Volkswagen verso la e-mobility”.

Economia italiana: la recessione anticamera della crisi


Nuovo calo della produzione industriale in settembre. L’indice destagionalizzato dell’Istat fa registrare una contrazione dello 0,2% rispetto ad agosto e conferma lo scenario di stagnazione dell’attività manifatturiera delineatosi negli ultimi dodici mesi (come mostra il grafico qui sotto riportato). Il dato negativo di settembre è coerente con la prima stima Istat sul Pil del terzo trimestre 2018. Questa stima mette infatti in evidenza una crescita zero che interrompe la serie ininterrotta di variazioni positive del Pil trimestrale iniziata nel terzo trimestre 2014. Sull’arresto della crescita del Pil un’importanza decisiva ha certamente avuto l’andamento della produzione industriale che è in sostanziale stagnazione da circa un anno.

Il recente andamento della produzione industriale, secondo il Centro Studi Promotor, desta notevoli preoccupazioni in quanto accredita l’ipotesi che, dopo la crescita zero del Pil nel terzo trimestre, si delinei una recessione che sarebbe particolarmente grave perché il sistema economico italiano è ancora molto lontano dai livelli ante-crisi. Il Pil del terzo trimestre 2018 è infatti ancora al di sotto di quello del primo trimestre del 2008 del 4,9%.

Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, molti indicatori accreditano l’ipotesi che nel trimestre in corso del 2018 il Pil trimestrale sia in calo. Tra gli altri indicatori che accreditano questa ipotesi vanno segnalati l’andamento del clima di fiducia delle imprese che è in calo anche in ottobre e l’indicatore anticipatore del ciclo economico determinato dall’Istat che è in costante peggioramento dagli ultimi mesi del 2017.

Troppe auto e poche autostrade Italia ferma

Code e rallentamenti sull'autostrada A14 in un'immagine d'archivio. Quello in arrivo sarà il secondo weekend da bollino nero di questa estate. Si prevede traffico molto intenso, riferisce l'Anas in una nota, sull'intera rete stradale e autostradale italiana, in particolare verso i valichi di frontiera e le localita' balneari. ''Il traffico - ha affermato il presidente dell'Anas Pietro Ciucci - fino a questo momento e' rimasto in linea con l'anno scorso, ma a differenza del passato non si e' concentrato tutto nel primo sabato di agosto. Gli utenti hanno scaglionato bene le partenze, evitando le concentrazioni nel giorno del bollino nero e, per questo motivo, invitiamo chi deve ancora mettersi in viaggio a fare altrettanto''. ANSA/GIORGIO BENVENUTI

In Italia ci sono 1,8 km di autostrade ogni 10.000 autovetture in circolazione. Si tratta di una situzione che vede il nostro paese in ritardo rispetto agli altri conpetitor europei. In Spagna, ad esempio, questo rapporto si colloca a quota 6,8, in Germania al 2,8, in Francia al 3,6 e nel Regno Unito al 1,2. Questi dati sono frutto di un’elaborazione del Centro Studi Continental sulla base dei dati Istat ed Eurostat.

L’elaborazione del Centro Studi Continental fornisce anche un prospetto per le regioni italiane dei chilometri di autostrada ogni 10.000 autovetture circolanti con i dati del 2007 e del 2016 e la relativa variazione percentuale. Le regioni che si caratterizzano per un aumento della rete autostradale sono: Lombardia (+15,8%), Veneto (+13,3%), Toscana (+2,7%) e Lazio (+5,6%). Se si esclude la Liguria (in cui la situazione è invariata), in tutte le altre regioni è stato registrato un calo: si va dal -0,9% della Sicilia fino al -43% del Trentino Alto Adige.

Quest’ultimo dato è però derivato da una crescita del parco circolante particolarmente sostenuta, dovuta al fatto che le società di noleggio registrano le loro vetture in questa regione a causa delle imposte di registrazione particolarmente basse.

Mercato auto in Italia si riprende ad ottobre + 12%

Il Centro Studi e Statistiche dell’UNRAE, sulla base dei dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha elaborato una stima del mercato dei veicoli industriali con massa totale a terra superiore alle 3,5 t in crescita a ottobre del 12% rispetto allo stesso mese del 2017 (con 2.245 unità immatricolate su 2.005).

Il dato cumulato dei primi dieci mesi del 2018 conferma e stabilizza la crescita a due cifre rilevata nel mese scorso, pari a +11,7%, rispetto ai primi dieci mesi del 2017 (21.220 unità immatricolate contro 18.990).

Nel settore dei veicoli pesanti, con massa totale a terra uguale o superiore a 16 t, a ottobre si è registrato un incremento del 9% rispetto all’ottobre del 2017 (con 1.815 unità immatricolate contro 1.665). Questa rilevazione porta il cumulato dei primi dieci mesi 2018 ad un incremento del 12,7% rispetto allo stesso periodo del 2017 (17.163 unità immatricolate contro 15.233).

“Il dato decisamente positivo di ottobre arriva dopo una serie di rilevazioni mensili incerte e in alcuni casi in calo – sottolinea Franco Fenoglio, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – ad ulteriore dimostrazione, se vi fossero ancora dubbi, che il sostegno al rinnovo del parco deve essere continuo e certo, cioè strutturale, in modo da dare respiro ad un mercato in costante attesa degli strumenti necessari per poter soddisfare una domanda reale, ma schiacciata tra scarsità di risorse e incertezza programmatica.

Se il trasporto delle merci è, come noi crediamo che sia, un settore strategico delicato, soprattutto per un Paese come l’Italia, in conseguenza della sua configurazione geografica e della sua struttura produttiva, occorre che il decisore politico vi dedichi la massima attenzione, sia a livello nazionale che europeo, avendo come obiettivo primario il decongestionamento delle strade, dove un sistema spontaneo ed inefficiente di informazione conduce l’autotrasporto di merci ad un’eccessiva occupazione improduttiva di infrastrutture già insufficienti”.

Aci contro i furbi con le targhe estere

“L’Automobile Club d’Italia condivide l’intervento del Governo in materia di abuso delle targhe estere sui veicoli circolanti in Italia – dichiara il Presidente ACI, Angelo Sticchi Damiani – perché il fenomeno della cosiddetta esterovestizione, cioè l’utilizzo di targhe estere per risparmiare su bollo e assicurazione, sottraendosi di fatto alle contravvenzioni e al fisco italiano, aveva iniziato a dilagare con forte danno, non solo per l’Erario, ma per tutti gli automobilisti e i cittadini”.

L’aggiramento della norma precedente riguardava, difatti, i veicoli di lusso (per evadere il fisco) ed anche le auto provenienti da Paesi dove i controlli sulla sicurezza (ad esempio con le revisioni) e sulla copertura assicurativa sono quasi inesistenti, con pesanti ripercussioni per le vittime di incidenti stradali.

“L’azione del Governo – conclude Sticchi Damiani – ristabilisce il principio di uguaglianza e tutela dei cittadini, restituendo certezze all’intero settore, senza comunque impedire a chi ne ha diritto di circolare con auto immatricolate all’estero. I furbi non possono e non devono mai prevalere”.