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Subaru pronto il richiamo per 2,3 Milioni auto

Subaru prevede di richiamare circa 2,3 milioni di veicoli a livello globale per via di un problema della luce di stop. Per produttore di automobili sarebbe il più grande richiamo di sempre, ed è alle prese con una serie di problemi di qualità legati al desiderio di rapida espansione.
Il sesto più grande produttore di auto del Giappone ha detto a Reuters che si prepara a richiamare quasi 2 milioni dei suoi popolari modelli Impreza e Forester negli Stati Uniti, il suo più grande mercato globale, e in altri paesi. Le auto si aggiungono a circa 300.000 unità in Giappone. Subaru deve risolvere un guasto alle luci di stop che può portare a problemi in fase di accensione.
Dalla fine del 2017, Subaru è coinvolta in una serie di problemi con una prospettiva di profitto per l’intero anno che sarà la peggiore degli sei anni.

PROVA Nissan Juke Tekna 1.6 112CV un pieno di personalità

Quando si parla di crossover ci riferiamo ad un segmento decisamente affollato. Oggi sono al volante di Nissan Juke alimentata dal 1.6 benzina da 112CV abbinata al cambio manuale 5 rapporti. Nonostante abbia qualche anno sulle spalle questa vettura si conferma all’altezza delle sfide del mercato. Il design è stiloso e personale con un tetto molto spiovente ed una linea che lo rende facilmente distinguibile. I cerchi da 18″, con 4 freni a disco, fari allo xeno con luci DLRL a Led, interni in pelle ed impianto Bose Personal audio rendono davvero ricca la dotazione.

Le dimensioni sono sicuramente alla base del suo successo; lunga 4.135mm, alta 1.765mm, alta 1.565mm. Sotto il cofano dell’esemplare in prova c’è il brillante benzina 1.6 da 112CV. Si tratta di una motorizzazione omologata alla luce della normativa Euro 6D Temp e rappresenta una valida alternativa alle varianti diesel e Gpl. Silenzioso ma di carattere questo 1.6 si rivela valido anche fuori città potendo fare la voce grossa anche in autostrada. A bassi giri penalizza sicuramente l’assenza del turbo, mentre il cambio a 5 rapporti fa bene il suo lavoro (in certe situazioni la sesta sarebbe tornata utile).

A bordo Juke si conferma solida e concreta ma non manca il tocco personale con inserti che riprendono il colore dell’esterno riproposto anche nel tunnel centrale. Comodo il volante multifunzionale in pelle peccato per il tachimetro sprovvisto di uno schermo a colori. Lo schermo del sistema di infotainment, pur nelle dimensioni contenute, è facile da gestire ed offre un’interfaccia nitida che include la radio digitale. Sulla versione in prova è anche presente il sistema audio Bose Personal che, grazie ad un altoparlante integrato nel poggiatesta del driver, contribuisce a rendere l’esperienza musicale a bordo piacevole ed immersiva. Tanti i dispositivi di assistenza, abbiamo il controllo all’abbandono della corsia, il sensore dell’angolo cieco e l’Around View camera. Questo è un sistema davvero premium ed è bello sapere che Nissan propone questa tecnologia anche su di una vettura come la Juke. L’auto è dotata di 4 telecamere (anteriore, 2 laterali e una posteriore) che inquadrano l’auto sotto tutti i punti di vista rendendone una immagine 3D completa. Il risultato è una visuale a 360° decisamente comoda in fase di manovra.

Buona l’abitabilità posteriore anche se il tetto scosceso ed i montanti ampi complicano la vita per i passeggeri più alti. In chiusura uno sguardo al bagagliaio. Qui troviamo 356 litri disponibili e la possibilità di abbattere i sedili per creare una superficie di carico completamente piana.

Nissan Juke, per il mercato italiano, è disponibile in tre allestimenti (VisiaAcenta e la versione top di gamma Bose Personal Edition). Oltre al motore di questa prova ci sono a disposizione il DIG-T 1.2 benzina da 115cv solo su Acenta, il 1.6 Eco GPL da 117cv su Visia e Acenta e il1.5 dCi da 110cv su Visia, Acenta e Bose Personal Edition. Il listino parte da 18.400 euro ma ci sono all’attivo interessanti promozioni che interessano la variante Gpl.

Tesla chiude gli store e punta sulle vendite online

Tesla si sta allontanando dal suo controverso modello di vendita al dettaglio e chiuderà molti dei suoi store negli Stati Uniti. Sembra che venderà le sue auto elettriche esclusivamente online.

La casa automobilistica elettrica gestisce attualmente circa 120 negozi negli Stati Uniti, molti dei quali in centri commerciali e luoghi di primo interesse. Per anni, Tesla ha combattuto con i politici e i sostenitori delle concessionarie tradizionali al fine di espandere la sua idea di store in tutto il paese.

A margine della presentazione della Model 3 da 35.000 dollari, Tesla ha detto che la chiusura delle sue sedi fisiche consentirà di ridurre i costi dei suoi veicoli.

La casa ha fatto sapere che: “Nei prossimi mesi, avremo liquidato molti dei nostri negozi, con un piccolo numero di negozi in posizioni ad alto traffico che rimangono come gallerie, vetrine e centri di informazione Tesla”.

La classifica dei SUV usati con prezzi da 10.000 euro

Ecco la classifica dei suv usati più economici, cioè quelli acquistabili anche con meno di 10mila euro. Il portale Autouncle.it ha induviato le auto bestseller degli ultimi due mesi, che avessero venduto almeno 500 esemplari. In realtà, si tratterebbe di auto più simili al settore “fuoristrada”, ma bisogna ammettere che, soprattutto negli ultimi anni, quest’ultimo è andato sempre più fondendosi con la definizione stessa di suv.

Al primo posto (cioè per prezzo più basso) abbiamo la Fiat Sedici. L’auto, che fu realizzata in collaborazione con la Suzuki (e che poi sarà sostituita dalla Fiat 500 X), con un prezzo medio di 5mila euro di partenza, è sicuramente il suv più economico disponibile nell’usato. Disegnato da Giorgetto Giugiaro, fu prodotto dal 2005 al 2014 e anche utilizzato come vettura ufficiale dei XX Giochi Olimpici Invernali.
La palma di suv più economico, nell’usato, è contesa comunque tra la Fiat e la giapponese Daihatsu. In particolare, al secondo posto della classifica abbiamo la Daihatsu Terios. Considerato da molti uno tra i primi suv compatti, è in commercio dal 1997. Presentato nei vari mercati sotto diversi nomi, ebbe il difficile compito di sostituire la Feroza. La prima serie (fino al 2005) è stata commercializzata con diversi nomi e marchi: Toyota Cami, Dario Terios, Daihatsu Taruna, Perodua Kembara. Diversi nomi anche per la seconda serie: Daihatsu Be-go e Toyota Rush.
Con un budget leggermente più alto c’è il grande Mitsubishi Pajero. Quello che è forse il fuoristrada giapponese più famoso, è ancora valutato molto bene: un modello con 350mila km e 20 anni sulle spalle si trova, in media, a 4mila euro. Con metà dei km (170mila), in media, nell’usato il Pajero costa circa il doppio.
Altro fuoristrada (seppur ormai da molti etichettato, appunto, come suv) con anni di onorata carriera (ben 20) è il Land Rover Defender, pure molto diffuso, Italia compresa. È un’auto valutata molto bene (quelli della prima serie “viaggiano” ancora sui 10mila euro), ma molti esemplari rientrano nel nostro budget. Anche perché altri modelli della casa inglese come il Range Rover difficilmente si trovano a meno di 10mila euro. Si può restare sul Discovery o sul Defender, ma sono modelli poco diffusi.
Dando una scorsa alle altre auto non europee, nel settore, un nome storico è poi quello della Suzuki Grand Vitara, prodotta dal 1999 al 2015. Il modello 1.9 è tra quelli che hanno anche marce ridotte. Ancora una volta, ad un prezzo del genere è un vero affare.
Ancora Asia al sesto posto con la Kia Sorento, prima suv di grandi dimensioni prodotta dalla casa coreana, un gradino al di sopra della Sportage.
Coreana di origine, anche la Chevrolet Captiva, prodotta dall’ex costruttore coreano Daewoo, e commercializzata in tutto il mondo col marchio Chevrolet in seguito all’acquisizione di Daewoo da parte di General Motors dal 2006 al 2015.
Altro piccolo “spiraglio” europeo con l’Opel Antara, prodotta dal 2006 alla fine del 2015 dalla casa tedesca.
Tornando ai fuoristrada, un altro simbolo del Sol Levante sono sicuramente quelli Suzuki. È per questo che troviamo anche il piccolo Suzuki Jimny. Questo modello è prodotto sin dal lontano 1968! Le dimensioni ridotte la rendono una perfetta citycar, ma sui terreni accidentati batte molte concorrenti ben più grandi. Oggi siamo alla terza generazione, quella che ha inizialmente affiancato e poi sostituito completamente il Suzuki Samurai.
L’anno scorso ha fatto molto parlare di sé la quinta generazione del Toyota Rav4, con un design che osa di più rispetto alla versione precedente. Che continua comunque ad essere vendutissima anche nell’usato, come dimostra il decimo posto. I modelli usati sono naturalmente abbastanza vecchi (dieci anni). Anche per questo, l’auto si vende a prezzi stracciati . Ed è comunque la più venduta, per numero di esemplari, della nostra classifica.

Ferrari F8 Tributo ecco la belva da 720CV

La F8 Tributo rappresenta nella gamma la vettura con le prestazioni più elevate e allo stesso tempo più fruibili. Sostituisce la 488 GTB, aumentando le performance e fornendo sia maggior confidenza nella guida al limite, che un più alto livello di qualità di vita a bordo.

Il motore eroga 720 cv (50 cv in più del modello che sostituisce) e beneficia inoltre sia di un incremento dell’efficienza aerodinamica (+10%) sia della nuova versione del Side Slip Angle Control, ora in versione 6.1.

Senza il minimo accenno di turbo lag e con un sound unico e coinvolgente, la nuova vettura offre una facilità di guida e immediata fruibilità della elevata coppia erogata grazie all’utilizzo di avanzate soluzioni di dinamica veicolo. Tra queste, l’attivazione per la prima volta anche in posizione RACE del manettino del “Ferrari Dynamic Enhancer” (FDE+), per far avvicinare sempre un più ampio numero di driver al proprio limite e spingerli a superarlo in sicurezza, e quindi aumentare le performance alla guida. Il volante con corona di diametro ridotto contribuisce ad amplificare la sensazione di sportività, garantendo maggior maneggevolezza.

Inoltre, interventi di alleggerimento hanno permesso di ridurre il peso a secco rispetto alla 488 GTB di 40 kg, amplificando ancor di più le emozioni di guida e senza penalizzare il confort degli interni.

Lo sfruttamento della potenza dello straordinario motore è reso inoltre possibile dall’integrazione nel corpo della vettura di soluzioni aerodinamiche avanzate, derivate direttamente dall’esperienza maturata nelle competizioni come sulla 488 Pista. Da questo modello la F8 dotta diverse soluzioni mirate alla gestione della termica motore, come per esempio i radiatori anteriori inclinati verso il posteriore, e le prese dinamiche di aspirazione motore spostate dalla fiancata alla parte laterale dello spoiler.

Seat El Born: in anteprima le foto della prima elettrica

La nuova piattaforma MEB per auto elettriche del Gruppo VW non ospiterà soltanto prossimo VW Hatchback del 2020. Il nuovissimo concetto Seat, che dal logo ondulato sembra si chiamerà “El-Born. Mentre l’immagine del teaser rilasciata dalla casa sembra indicare un veicolo dal design esterno aggressivo le foto rubate ci rendono un’idea molto doversa. La nuova elettrica ha un stile MPV, proprio come con il fratello di casa VW. Si nota l’assenza di una tradizionale griglia del radiatore che indica che si tratta di una vettura green, cioè una che non richiede benzina o diesel per spostarsi. La sua forte connessione con l’ID Hatchback è molto facile da identificare, grazie non solo alla forma generale, ma anche a dettagli come il design del montante anteriore o il modo in cui il pannello posteriore disegna la fiancata.

Il concept dovrebbe essere alimentato da un motore elettrico da 170 CV montato sul retro e da un pacco batterie da 111 kWh, consentendo un’autonomia stimata di circa 550 km con una sola carica secondo gli standard WLTP. Il concept sarà al centro dell’attenzione per Seat la prossima settimana al Salone dell’Automobile di Ginevra 2019 in calendario dal 5 al 17 marzo.

Ferrari e Mercedes scaricano Netflix e la sua serie sulla Formula 1

I produttori di Drive to Survive, la prossima serie sulla Formula 1 in onda su Netflix, hanno accusato Mercedes e Ferrari di aver aver rifiutato di partecipare al programma. Il programma sarà lanciato l’8 marzo, con dei docuseries in 10 episodi che seguiranno l’intero campionato 2018 da Melbourne fino all’ultima gara ad Abu Dhabi. Otto team hanno concesso l’accesso ai loro box ai filmmaker durante tutto l’anno, ma Mercedes e Ferrari hanno rifiutato di essere coinvolti. Parlando con The Telegraph, il produttore esecutivo Paul Martin ha dichiarato che le due squadre non sarebbero state d’accordo con i termini sottoscritti dagli altri otto team di Formula 1. “Mercedes e Ferrari volevano operare in termini diversi rispetto al resto dei team, e noi, come produttori, e Netflix come piattaforma di trasmissione, non ci sentivamo a nostro agio. Sarebbe stato un tutto o niente e se quei termini sono stati abbastanza validi per gli altri otto team, così dovuto essere anche per Mercedes e Ferrari. Il mio punto di vista è che hanno reso un disservizio ai tifosi e allo sport non prendendo parte”, ha concluso il produttore di Netflix.