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Tesla con lo sconto, il sito web in tilt

Tesla Model 3 ha salvato il marchio dal Fallimento

Se vuoi il prezzo migliore sulla tua Tesla, compra prima della mezzanotte mercoledì 20 marzo. Dev’essere stato questo il messaggio che ha bussato alla porta dei clienti americani del brand. Peccato che lunedì sera il sito web Tesla è stato mandato in tilt dai consumatori che cercavano di sfruttare la ghiotta l’opportunità.

I prezzi di Tesla sono stati di recente al centro di un vero e proprio tira e molla. Quando la società californiana ha di recente annunciato l’arrivo (finalmente) della tanto attesa versione da 35.000 $ della Model 3, ha anche abbassato il prezzo dell’intera gamma. Per realizzare questa impresa, si dice che i suoi store siano prossimi alla chiusura. Insomma un modello di business più leggero che taglia costi e prezzi e punta sul web come canale principale di vendita. Basteranno a dominare il mercato?.

Auto a guida autonoma come funziona e quando arriva

Gli interrogativi sulle auto a guida autonoma si fanno ogni giorno più incalzanti e vanno al di là dei soli risvolti tecnici o economici per lasciare spazio alla prospettiva etica e morale.

Interessante lo spunto di riflessione che viene suggerito da un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature.
Dopo aver analizzato i comportamenti alla guida di milioni di automobilisti provenienti da 233 paesi di tutto il mondo, i ricercatori hanno sottolineato quanto gli autisti abbiano comportamenti così diversi tra loro al volante. Ecco allora che l’auto a guida autonoma rischierebbe di creare a tavolino delle regole per lo più universali senza tenere di conto delle specificità di ciascuno.
Se l’aspetto morale indubbiamente ci fa interrogare sulla valenza della guida autonoma, va anche detto che ci sono alcuni dati di fatto da analizzare. Parlando di guida autonoma, è infatti comune prefigurarsi chissà quali scenari futuristici.

La strada per l’auto a guida autonoma è ancora molto lunga. In realtà i prototipi più avanzati, quelli per i quali l’auto circola senza la supervisione dell’uomo, restano ancora modelli unici e sperimentali, certamente funzionanti. Il livello 5 è ben lontano, ad oggi, da una reale commercializzazione di massa.

Interessante a tal proposito l’infografica realizzata dal portale online Noicompriamoauto.it. Come possiamo vedere, escludendo lo 0, sono 5 i livelli di autonomia al volante.

Quello delle auto autonome è, dunque, un terreno in continuo sviluppo e se alcune innovazioni sono già presenti nelle nostre vetture, fra cui il cambio automatico, le telecamere di bordo o il parcheggio assistito, tante altre sono in fase di studio e progettazione, o ancora i vari sistemi ADAS.
Per evitare confusione è quindi bene fare una certa distinzione fra i diversi livelli di automazione delle vetture. Per ogni livello è previsto un ruolo diverso da parte del conducente, la cui azione manuale andrà via via riducendosi con la complessità dei livelli.
Secondo il report della Commissione Europea, On the road to automated mobility: An EU strategy for mobility of the future, pubblicato nel maggio del 2018, i veicoli a guida autonoma sono già presenti sul mercato europeo nei livelli 1 e 2, mentre i gradi di automazione più avanzati (3 e 4) sono in fase di testing e dovrebbero essere disponibili a partire dal 2020.

I veicoli a guida autonoma sono in grado di analizzare lo spazio intorno a sè e decidere di conseguenza quale sia l’azione migliore da fare. Dotate di una vera e propria Intelligenza Artificiale, esse elaborano risposte sulla base delle informazioni provenienti dall’esterno.
Le informazioni giungono alla macchina da una serie di sensori, telecamere e scanner laser talmente sofisticati da fotografare l’ambiente esterno, assimilandolo a figure geometriche semplici e riportare l’informazione al “cervello” della macchina.
Ma è proprio qui che entra in gioco un altro fattore determinante dal cui sviluppo derivano ricadute su tutto il settore della guida autonoma: la connettività. Grazie a reti sempre più veloci, basti pensare all’avvento del 5G, il veicolo può essere connesso e scambiare dati con altre auto simili o con infrastrutture come i semafori smart. Una circolazione di informazioni sempre più veloce, che, come è facile immaginare, apre la strada al probldella privacy.

Ma le auto a guida autonoma captano tutte le infornazioni dal mondo che le circonda o possono essere “distratte”?. Interessante la risposta del Prof. Sebastian Thurn (Università di Stanford): L’unico modo per gestire eventi di questo tipo, è di intercettarli in tempo reale e generare risposte con l’ausilio di algoritmi di Machine Learning potenti.

Per questo la ricerca sul settore costituisce un punto centrale tanto da essere incoraggiata non solo dalle case automobilistiche private quanto dagli stessi organi pubblici, come nel caso dell’Unione Europea. Quest’ultima ne parla chiaramente nell’ambito del programma Horizon 2020 ha già stanziato una cifra complessiva di 300 milioni di euro a sostegno degli studi sull’automazione.

Mercato Auto: Italia ancora giù – 2,4% a febbraio 2019

Dealer New Cars Stock

A fronte di un inizio anno che ha segnato una marcata flessione delle vendite di auto nuove (-4,6%), il mese di febbraio torna a registrare livelli di vendita più in linea con lo scorso anno, nonostante il risultato riporti un segno negativo. Secondo i dati diffusi oggi dall’ACEA, l’Associazione dei Costruttori Europei, le vendite di autovetture nuove nell’Europa dei 28 Stati EFTA cala dello 0,9% rispetto allo scorso anno, con 1.148.775 immatricolazioni contro le 1.159.114 del febbraio 2018. Registra una contrazione delle vendite, quindi, anche il primo bimestre 2019 con 2.374.963 unità contro le 2.445.206 dello stesso periodo del 2018 (-2,9%).
Oltre la metà dei Paesi rilevati si posiziona in territorio negativo e a questi appartengono anche 2 dei 5 Major Markets: Italia (-2,4%) e Spagna (-8,8%). Leggeri incrementi realizzano, invece, il Regno Unito (+1,4%), la Francia (+2,1%) e la Germania (+2,7%), dopo 5 mesi consecutivi di flessione.
Dopo quattro anni di incrementi e la stabilità del 2018, secondo l’ACEA, l’Europa nel 2019 dovrebbe mantenersi in linea con l’anno precedente, con un aumento non superiore all’1,0%. Non andranno, infatti, sottovalutate le sfide che il mondo dell’auto dovrà affrontare, come la Brexit, le tariffe statunitensi sulle importazioni di auto dall’Europa e le norme stringenti sulle emissioni. “Le contromisure prese dall’Italia – afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case Automobilistiche estere – sono inefficaci perché, penalizzando vetture di nuova generazione, non agiscono sulla riduzione dell’inquinamento. Ciò su cui si deve lavorare è lo svecchiamento del parco circolante, che in Italia conta quasi 13 milioni di vetture ante Euro 4”.
In Germania rimbalzo del mercato a febbraio (+2,7%): miglior risultato nel 1º bimestre dal 1999.

Mercedes-Maybach arriva il SUV Premium made in Usa

Vision Mercedes-Maybach Ultimate Luxury, Auto China 2018

Mercedes-Benz assembla già negli Usa a Tuscaloosa il SUV full sieze 7 posti GLS. In arrivo una versione ultra-lusso della GLS, rifinita Maybach che sarà costruita in Alabama. Le scadenze più recenti segnano il rivelano in produzione o quasi la produzione forma in Cina, con vendite per iniziare l’anno prossimo.

La nuova generazione della GLS sarà in vendita entro la fine dell’anno. Lo scorso anno ispirandosi al suo SUV più grande, Mercedes ne ha realizzato una variante “berlina” dalle finiture super premium.

Conti alla mano la Cina è il primo mercato per Maybach con circa il 75% delle vendite della berlina Maybach S-Class. Questo suggerisce che il GLS griffato potrebbe aver grande successo anche in Asia. Il prezzo ipotizzato è di circa 200.000 dollari. Si tratta di un listino che metterebbe il SUV perfettamente in linea con la Lamborghini Urus e la Bentley Bentayga.

Local Motors il Crash Test del pod a guida autonoma

Il van a guida autonoma Olli, è prodotto dalla start up Local Motors, con sede in Arizona. Local Motors è uno dei principali produttori al mondo di pod autonomi a bassa velocità. La stampa 3D dei suoi veicoli la rende unica al mondo ma ha deciso di investire anche sulla sicurezza. Come riporta The Verge la Local Motors ha rilasciato il filmato di due crash test con protagonista il pod Olli.

Se i consumatori sono già nervosi all’idea di salire su una navetta autonoma, potrebbero anche diventarlo amcora di più quando scoprirebbero che è stampata in 3D. .”

I filmati mostrano il crash test a 40 km all’ora. Il mezzo se la cava abbastanza bene ma la superficie vetrata va completamente in pezzi. Mancano i dati ma per l’azienda il pro.o crash test autonomo è un successo.

Local Motors ha lavorato su veicoli con stampa 3D per circa cinque anni. L’azienda ha testato oltre 2.000 combinazioni di materiali di stampa e additivi rinforzanti e può stampare tutto il veicolo in circa 10 ore (rispetto alle 44 ore del 2014).

In Germania Automotive al collasso per colpa delle auto elettriche

La rivista The Verge riporta un dettagliato report della situazione politico-economica della Germania sul tema auto elettrica. Alcune case automobilistiche sostengono in pieno i veicoli elettrici, ma molti cittadini esprimono la loro frustrazione per il blocco dei diesel attraverso le proteste di piazza.

Con l’aumentare della popolarità dei veicoli elettrici, il Diesel ha ancora un nutrito gruppo di sostenitori in Germania.

Durante una manifestazione a Monaco di Baviera molto cittadini sono scesi in campo contro il blocco delle auto diesel Euro 5. Dall’inizio di quest’anno sono diversi i sit in di questo tipo. La prima protesta si è svolta a Stoccarda e da allora, centinaia di manifestanti che indossano giubbotti gialli si riunuscono ogni fine settimana per protestare contro i divieti di guida imposti dai tribunali per le vecchie auto diesel. Si tratta di divieti che sono stati messi in atto in risposta all’eccessivo inquinamento atmosferico.

Michael Haberland ha organizzato la protesta a Monaco. Haberland è il presidente di Mobil in Germania, un club automobilistico. Non è troppo contento dei limiti di emissione europei per l’inquinamento atmosferico. “Stiamo andando a guidare veicoli elettrici ora?” Chiede “Semplicemente non funzionano. Il motore diesel, d’altra parte, è stato una storia di successo per più di 125 anni. “

Jörg Wellnitz, professore alla Ingolstadt University of Technology, un college tecnico nella città natale di Audi, è perentorio: “Queste sono solo dichiarazioni per alleviare la pressione politica … Gli investimenti sono completamente inutili. ” Un rapido passaggio ai veicoli elettrici sarebbe “il suicidio dell’industria automobilistica tedesca”. Le recenti dichiarazioni di Wellnitz sono diventate virali perché la sua è una valutazione a tutto campo; le auto elettriche sono troppo costose e le batterie sono troppo difficili da produrre in massa. Quindi afferma che l’infrastruttura di ricarica è inadeguata e che la rete per caricarli è inadatta.

Gli Usa accusano Volkswagen di truffa agli investitori

Le autorità americane hanno accusato Volkswagen e l’ex Ceo Martin Winterkorn di aver ingannato gli investitori sullo scandalo delle emissioni diesel.

La SEC, che vigila sulle operazioni finanziarie negli Usa, ha affermato che tra l’aprile 2014 e il maggio 2015, Volkswagen ha emesso più di 13 miliardi di dollari in obbligazioni e titoli garantiti da attività. Ma i dirigenti di alto livello VW sapevano che oltre 500.000 veicoli nel paese superavano i limiti di emissione dei veicoli diesel.

Volkswagen ha rilasciato una dichiarazione in merito alla qualità dei rendiconti finanziari della società, che le ha fornito le sue dichiarazioni finanziarie.

“Volkswagen ha nascosto le sue emissioni mentre vendeva miliardi di dollari di proprie obbligazioni agli investitori a prezzi gonfiati” ha detto Stephanie Avakian, co-direttore della SEC.

Il Ceo Volkswagen di allora Winterkorn si dimise dicendo e si assumeva la responsabilità della frode.

Porsche 911 vende tanto e caccia di casa la 718 Cayman

La domanda per la nuova 911 ha dimostrato di essere superiore al previsto al punto che il costruttore tedesco deve trasferire la produzione della 718 Cayman, al fine di liberare la capacità per il suo modello principale.

Porsche, che ha rivisto al rialzo le aspettative di vendita della 911, vuole ora spostare la produzione della Cayman dal suo stabilimento a Stoccarda a quello del Gruppo VW a Osnabrueck.

“Attualmente stiamo pensando di spostare il grosso della produzione Cayman nel corso di quest’anno a Osnabrueck al fine di soddisfare la crescente domanda per la 911” ha commentato August Achleitner, capo delle linee di produzione delle auto sportive di Porsche.