Stellantis ha recentemente accennato a un successore completamente elettrico della Fiat Pandina, caratterizzato da uno stile che ricorda i giocattoli e da una posizione di guida centrale. Tuttavia, al modello attuale restano ancora anni prima che esca di produzione verso la fine del decennio, e Fiat intende salutarlo con un’edizione speciale che porta un nome tratto direttamente dal passato.
Quel nome è Autobianchi, un marchio nato nel 1955 come joint venture tra Bianchi, Pirelli e Fiat. L’azienda si è costruita una reputazione grazie alle utilitarie, e la A112 ne è diventata il modello di punta. La piccola hatchback fece il suo debutto nel 1969 sulla piattaforma a trazione anteriore della Fiat 128 e ne furono prodotti oltre 1,2 milioni di esemplari prima che la produzione cessasse nel 1986. Il marchio scomparve nel 1995, anche se Stellantis ne detiene ancora i diritti.
LA SCELTA STRATEGICA
Anziché far rinascere Autobianchi come marchio autonomo, Stellantis ha scelto di applicare il marchio al modello più antico ancora in produzione nella gamma Fiat.
I fotografi della rivista Quattroruote hanno immortalato un prototipo della Pandina pesantemente camuffato che sfoggiava la scritta «Tributo Autobianchi» sulle portiere posteriori, rivelando così in anticipo il gioco.
Questo marchio inaspettato indica una nuova edizione speciale incentrata sulla nostalgia. Il modello sembra basarsi sulla robusta Pandina Cross, con una generosa quantità di rivestimenti in plastica che avvolgono la carrozzeria.
Le modifiche esterne potrebbero includere nuovi inserti sul paraurti anteriore, cerchi in lega diversi e una tonalità vintage beige-marrone che richiama la vecchia palette di colori Autobianchi. Anche l’abitacolo dovrebbe ricevere un’attenzione particolare, magari con tocchi retrò e materiali innovativi.
La Tributo Autobianchi manterrà molto probabilmente la piattaforma della Pandina standard, che si sta lentamente avvicinando alla fine del suo lungo ciclo di vita. L’auto è rimasta sostanzialmente invariata dal debutto della Panda di terza generazione nel 2011. Oggi è disponibile esclusivamente con il motore Firefly da 1,0 litri a tre cilindri mild-hybrid che eroga 69 hp (52 kW / 70 PS). La potenza viene trasmessa alle ruote anteriori tramite un cambio manuale a sei marce.
Perché rispolverare un marchio ormai defunto?
Stellantis riporta in vita un marchio scomparso da 30 anni per motivi legali
Fiat Pandina Cross
Ma perché far risorgere un marchio scomparso da oltre tre decenni su una piattaforma vecchia di 15 anni? La risposta potrebbe risiedere nella normativa italiana sui marchi. In base alle norme vigenti, una casa automobilistica che non utilizzi attivamente un marchio storico italiano su un veicolo di serie entro un periodo di cinque anni rischia di perdere completamente i diritti legali su quel nome. Lanciando una versione «Tributo Autobianchi» dell’intramontabile Pandina, Stellantis azzera di fatto il conteggio del tempo, mantenendo viva e sotto il proprio controllo una parte del proprio patrimonio storico.
Un paio di anni fa, era stato riferito che il governo italiano stesse valutando la possibilità di offrire i marchi inattivi di Stellantis, Autobianchi e Innocenti, a case automobilistiche cinesi. Con la Fiat che ha riottenuto i diritti sul nome, tale scenario sembra ora meno plausibile, a meno che Stellantis non decida di apporre quei marchi su un futuro veicolo elettrico urbano prodotto da Leapmotor.

