La Peugeot 208 di terza generazione visivamente ben piantata sulla strada, grazie a un cofano quasi orizzontale, un frontale verticale, passaruota larghi e ruote spinte ai quattro angoli. Questa silhouette generale, che richiama la 205, riappare nel concept Polygon, ricco di rimandi alla sua antenata (decorazione dei montanti posteriori, aletta del portellone…), senza però scivolare nel neo‑retrò. Tuttavia, alle tre “graffiature” verticali che costituivano la firma luminosa del primo teaser, il concept preferisce tre listelli luminosi che attraversano l’intera larghezza del frontale, interrotti solo dallo stemma del marchio. Sulle versioni d’ingresso, la parte centrale del modello di serie potrebbe rinunciare a uno o più di questi elementi. Ma questo schema dovrebbe essere ripreso in produzione e potrebbe diventare comune a tutte le future Peugeot, considerando che è stato riproposto anche sui concept 6 e 8 recentemente svelati per la Cina e per l’esportazione in diversi Paesi extra‑europei.
Le triple “graffiature” passeranno dunque in orizzontale. I fari principali, invece, potrebbero essere collocati negli angoli del paraurti, da cui nasceranno dei condotti per convogliare l’aria verso i passaruota. Sempre in tema aerodinamico, la prossima 208 di serie dovrebbe presentare angoli molto più morbidi rispetto al ben chiamato Polygon. È previsto un portellone meno inclinato per massimizzare lo spazio interno, ma la fascia luminosa posteriore con gruppi ottici quadrati alle estremità sembra destinata a restare. Vale la pena sottolineare che la prossima 208 avrà cinque porte, come l’attuale, e non tre come il concept. Maniglie a filo e spoiler avvolgente sono attesi per migliorare il flusso aerodinamico. La variante Player del concept Polygon, visibile solo nel videogioco Fortnite, offre alcuni indizi stilistici su una futura GTI. Un’altra declinazione, chiamata Explorer, interpreta il ruolo della “avventuriera” in stile 205 T16 Grand Raid e potrebbe anticipare una e‑208 rialzata.
La coda potrebbe ricordare da vicino quella della 205. Il concept Polygon Player esagera la sportività del modello, mentre la variante Explorer è pensata per affrontare ogni tipo di terreno. Resta da capire se il modello di serie avrà una versione simile.
Batterie meno performanti, ma meglio sfruttate
La prossima Peugeot 208 inaugurerà la piattaforma modulare STLA One, inizialmente sviluppata come STLA Small, un’architettura 100% elettrica dedicata alle citycar. Il cambio di nome accompagna una trasformazione multi‑energia e una maggiore adattabilità a modelli più grandi (fino al segmento D). Tuttavia, la nuova utilitaria della casa di Sochaux sarà lanciata come modello “zero emissioni” e dovrebbe quindi mantenere il nome e‑208. Utilizzerà batterie LFP a 400 V installate in configurazione cell‑to‑body, con il pianale del veicolo che funge da coperchio del pacco. Questa chimica ha una densità energetica inferiore rispetto alle NMC dell’attuale e‑208, ma la progettazione ottimizzata, l’architettura software STLA Brain sviluppata con Qualcomm e Applied Intuition, e i progressi tecnologici degli ultimi anni permetteranno di migliorare l’autonomia, avvicinandola ai 500 km WLTP nelle versioni più ricche. Inoltre, la tecnologia LFP è meno costosa e richiede meno risorse rare. Le batterie saranno prodotte da CSE (Contemporary Star Energy), joint‑venture appena fondata da Stellantis con CATL a Saragozza, vicino allo stabilimento dove sarà assemblata la vettura.
Per quanto riguarda i motori, la nuova e‑208 potrebbe inizialmente rinunciare alle unità prodotte in Francia da Emotors (Stellantis/Nidec), che equipaggiano l’attuale generazione. Secondo Les Echos, sarà prima dotata di motori cinesi JJE (Jing‑Jin Electric Technologies). Emotors subentrerà nel secondo anno di commercializzazione.
La nuova e‑208 introdurrà anche un sistema di sterzo steer‑by‑wire (completamente elettrico) sviluppato dalla divisione francese di JTEKT, filiale Toyota, le cui attività in Francia legate ai sistemi di sterzo sono in corso di acquisizione da parte della tedesca LEO III – VV25‑A. Questa tecnologia, che permette di variare liberamente demoltiplicazione e assistenza tramite software, sarà abbinata a un volante rettangolare con fori per i pollici chiamato Hypersquare. Quest’ultimo dovrebbe consentire di svolgere tutte le manovre senza mai superare il mezzo giro di volante. È atteso anche il sistema di strumentazione assistito da IA STLA SmartCockpit.

DATI TECNICI E MOTORI
Inizialmente prevista per il Mondial de Paris 2026, la nuova Peugeot 208 non parteciperà all’evento. Sarà presentata nella primavera 2027, con produzione prevista da luglio. Secondo le nostre informazioni, Peugeot non punta a un prezzo base di 25.000 € come Renault con la R5 E‑Tech o Volkswagen con la ID. Polo. Questo prezzo sarà riservato alla prossima Opel Corsa Electric, attesa nel 2028 e basata sulla STLA One. Il marchio francese, che ha compiuto una lunga scalata verso il segmento semi‑premium, farà pagare qualcosa in più per le prestazioni offerte. Il prezzo d’ingresso potrebbe comunque restare sotto i 30.000 €, da confrontare con i 28.400 € dell’attuale e‑208 da 136 CV e 50 kWh, o i 35.800 € della versione da 156 CV e 54 kWh.
L’attuale Peugeot 208 non uscirà di scena con l’arrivo della nuova e‑208, tutt’altro. L’assenza della nuova generazione al Mondial 2026 permetterà di lasciare spazio alla e‑208 GTI appena lanciata, che sarà prodotta a Saragozza insieme al nuovo modello e venduta parallelamente fino all’arrivo della futura versione sportiva. Le altre varianti elettriche della 208 II, ormai superate, saranno tolte dal listino l’anno prossimo.
La Peugeot 208 di seconda generazione nelle versioni termiche e micro‑ibride prodotte a Kénitra (Marocco) continuerà la sua carriera, permettendo a Peugeot di mantenere un’offerta più accessibile nel segmento B.
Secondo le nostre informazioni, sarà ristilizzata nel 2027 prima dell’entrata in vigore della norma Euro 7, e potrebbe restare in produzione fino al 2032 o addirittura 2033, finché ci sarà domanda. A quel punto avrà 14 anni, il doppio del ciclo commerciale abituale di un modello di grande serie.

