Quando un costruttore scala tre posizioni nella classifica delle vendite in appena un anno, la prima domanda che viene da fare non è quanto ha venduto, ma perché lo ha fatto proprio adesso.
Renault Italia chiude il primo semestre 2026 con 51.248 tra autovetture e veicoli commerciali immatricolati, il 3,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, e passa dal settimo al quarto posto nella classifica generale del mercato italiano.
Ne abbiamo parlato con Sébastien Guigues, Amministratore Delegato di Renault Italia, per capire cosa c’è dietro questi numeri e cosa aspettarsi dalla seconda parte dell’anno.
Guigues, partiamo dal dato che salta più all’occhio: il salto dal settimo al quarto posto in classifica.
È un risultato che vi aspettavate o una sorpresa anche per voi?
Chiudiamo il primo semestre con risultati solidi che confermano la validità della nostra strategia. Cresciamo nei volumi e, soprattutto, nel canale a privati, dove registriamo performance superiori al mercato,a testimonianza della forte attrattività della nostra gamma. Non è un episodio isolato, è la conseguenza di scelte precise che abbiamo fatto negli ultimi mesi sul prodotto e sul posizionamento commerciale.
Il canale privati cresce del 15,4% nelle immatricolazioni, ma è la presa ordini a colpire di più, con un +35% nel primo semestre. Come si spiega un divario così ampio tra ordini e immatricolazioni?
L’eccellente dinamica degli ordini, in particolare tra i clienti privati, ci rende fiduciosi per i prossimi mesi e riflette la capacità di Renault di intercettare le nuove esigenze di mobilità.
Quel divario racconta una cosa molto semplice: la domanda oggi corre più veloce di quanto la classifica attuale delle immatricolazioni lasci intendere. Il portafoglio ordini che ci portiamo dietro è la vera fotografia di dove sta andando il marchio nei prossimi mesi.

Nel segmento B, che resta il cuore del mercato italiano, Clio ha raccolto circa 20.000 ordini e ha riportato Renault sul podio delle hatch a canale privato. Cosa ha reso possibile questo risultato in unsegmento dove la concorrenza è durissima?
Clio è un brand più che un modello… questa sesta generazione è totalmente diversa dalla precedente, con un design completamente rinnovato, dimensioni maggiorate, tantatecnologia a bordo tra cui tutto l’universo Google e un’offerta completa di motorizzazioni, dal benzina al full hybrid al gpl appunto.
In un segmento dove il cliente privato guardacon attenzione al rapporto tra prezzo, consumi e usabilità quotidiana, avere un’offerta così ampia ci permette di intercettare profili di acquirenti molto diversi tra loro (clienti privati ma anche aziendee flotte) senza disperdere energie commerciali.
Passiamo all’elettrificazione. Renault si conferma seconda marca in Italia per le vetture full hybrid E-Tech, con immatricolazioni in crescita del 19%. Perché l’ibrido pieno sta funzionando così bene nel mercato italiano rispetto ad altre motorizzazioni elettrificate?
L’elettrificazione resta un pilastro strategico e i risultati del primo semestre premiano il nostro approccio pragmatico.
Le full hybrid E-Tech rappresentano per molti automobilisti italiani il punto di equilibrio perfetto tra efficienza dei consumi e piaceredi guida, senza richiedere un cambio radicale delle abitudini di utilizzo né dipendere dalla disponibilità di infrastrutture di ricarica. È una tecnologia che accompagna la transizione invece di imporla.

Twingo E-Tech Electric ha superato i 1.000 ordini a due mesi dal lancio. Che lettura date a questo debutto, anche alla luce delle incertezze che continuano a pesare sul mercato dell’elettrico puro in Italia?
È un segnale che conferma quanto avevamo previsto: quando un’elettrica ha un prezzo di accesso credibile e un posizionamento chiaro, il mercato italiano risponde, anche in un contesto dove l’incertezza sugliincentivi frena ancora molti acquirenti. Twingo E-Tech Electric si inserisce esattamente in quello spazio.

Infine i veicoli commerciali: il mercato italiano ha chiuso il semestre in calo del 4,4%, mentre voi siete cresciuti del 9,6%, guadagnando quasi un punto di quota e salendo al quarto posto tra i costruttori.
Come si cresce controcorrente in un mercato che si contrae?
Cresciamo perché continuiamo a investire su una gamma di veicoli da lavoro pensata sulle esigenze reali delle flotte e delle piccole imprese italiane, in un momento in cui molti operatori stanno rimandandole decisioni di acquisto. Chi decide di investire oggi lo fa perché trova in Renault un prodotto affidabile e un servizio coerente, e questo per noi vale più della singola immatricolazione.
Per chiudere: guardando alla seconda metà dell’anno, qual è la sfida più delicata da gestire?
Proseguiremo su questa traiettoria, consolidando la nostra presenza nei segmenti chiave e accelerando sull’elettrificazione, con l’obiettivo di offrire soluzioni sempre più accessibili, efficienti e in lineacon le aspettative dei nostri clienti.

