I primi 10 anni di Autoprove.it: traguardi e nuove sfide

Se penso ai miei ventuno anni, ed all’epoca in cui sono maturati, stento a credere persino di averli mai vissuti di fronte al mondo di oggi.

Non c’era Internet, ma questa Vi sembrerà la nozione più banale; e per cui rinforzo il concetto parlando di quel che invece c’era: non il GSM ma il TACS con i suoi improbabili “mattoni” telefonici, anche se il modo più diffuso per essere reperibile in mobilità era il “Teledrin” di quella che ancora si chiamava Telecom Italia;

c’era la TV a tubo catodico con connesso il bravo Videoregistratore e non il Modem, perché lo spettacolo che contava era tutto in “chiaro” e ben spesato dalla epidemia di “spot” eredità degli anni ‘80. Ma c’era già qualcuno che inveiva contro la tirannia della TV, senza sapere cosa sarebbe accaduto decenni dopo…

Chi amava lavorare in modo “classico” con carta, penna e calcolatrice era sbeffeggiato dai primi evangelici del PC, divisi tra chi preferiva i rigorosi “”286”/”386”/”486” dell’IBM con le prime elementari interfacce MS Windows e chi il volitivo e fantasioso Apple Macintosh; e le mail erano fogli da spedire a mezzo Fax.

Ma già poter avere in casa uno “scatolone” di metallo con schermo e tastiera denominato “PC” distanziava i “dinosauri” dagli emergenti.

Poco dopo quei miei ventuno anni la tecnologia “www”era arrivata in Italia quasi sottotraccia nel “famoso” (per i soli appassionati del settore) snodo di Agorà Telematica (ed apparati similari) ed alla fine del 1994 le porte virtuali dell’Italia con il mondo si potevano dire aperte.

Per connettersi e comunicare “all around” però non contavamo i Giga ma ancora i…..gettoni SIP, necessari per chiamare dalle tante cabine telefoniche stradali; ed ovviamente con Stradario cartaceo al posto del navigatore e tanta avventura ci muovevamo nel traffico cittadino ancora ignaro di ZTL, Strisce Blu e limiti alla circolazione.

L’unico limite accettato era stato quello alla Benzina “Rossa”, con l’arrivo di Retrofit e marmitte catalitiche. Chi avrebbe mai potuto immaginare il marasma ecologista di questi tempi?

Un’auto di dieci anni non era un’arma puntata contro l’ambiente ma era l’indice di un amore e di una fedeltà, in un tempo che ancora comprendeva Autobianchi, Innocenti, UAZ, Rover, Austin, Saab tanto per ricordare nomi ormai buoni solo per i libri di storia; ma soprattutto un tempo che stava appena per saggiare l’esplosione del fenomeno “Diesel” sdoganato ormai dal solo concetto di “stradista” e buono per tutti gli usi.

Le auto non si compravano dal “Dealer” ma dall’Autosalone, così chiamato con un certo vezzo da chi sentiva di varcare un poco la stanza dei desideri quando vi faceva visita per toccare con mano le novità del momento.

L’informazione tecnica e commerciale?

and rover discovery sport 2020 prova su strada

L’automotive, come era una volta

Idem come sopra, gli Autosaloni; oppure le tante (molte di più) Officine di vicinato dove al Sabato mattina ti presentavi con lo scontrino del caffè pagato per far “orecchiare” all’amico meccanico la regolarità della tua auto; e per i più fissati ed eroici l’appuntamento atteso ogni fine anno era l’affollatissimo treno notturno diretto a Bologna, per il Motorshow di Dicembre.

Parliamo di un’epoca in cui ancora era plausibile ed invidiabile salire sulla propria “Fiat Uno Turbo II° serie” usandola da Martedì a Venerdì per il tragitto casa-lavoro, per poi “spogliarla” e affrontarci da Gruppo N le Prove Speciali di un Rally regionale o di una Cronoscalata; tempi, insomma, ormai persi nella nebbia dei ricordi.

Poi, pochi anni dopo quei miei ventuno, nel mondo dell’auto ci ho davvero lavorato. Ricordo la nascita dei primi “Village” dove erano esposte fiumane intere di auto, con gli Uffici Marketing delle Case Madri che mettevano a disposizione contemporaneamente – per ogni modello – le “Demo” per le prove su strada, le auto per la Stampa, le Courtesy Car perchè gli investimenti “prelaunch” erano il primo segno di superiorità commerciale e strategica. Senza andare con la memoria alle mitiche crociere della Citroen per il lancio promozionale dei suoi modelli.

Di fronte a questo scenario, dovrei essere semplicemente un nostalgico; ed invece no.

Mi sento, alla luce di quel periodo, di salutare e ringraziare per il suo progetto ed il suo impegno un ragazzo che a ventuno anni, nel 2014, creò il suo primo laboratorio di passione e lavoro: “Autoprove”, una piattaforma che vive della dimensione “Internettiana” non solo perché il mondo dei magazine “fisici” e della carta stampata sarebbe oggi un suicidio per una Start Up informativa; ma anche perché il Web lancia delle sfide che quel giovane ventunenne dieci anni fa ha deciso caparbiamente di cavalcare e provare a vincere.

Quando Autoprove è nata, Antonio era già un “nativo digitale” e dunque ha avuto un indubbio “spin” nel poter dialogare con un mondo che giornalisti e professionisti molto più anziani di lui hanno approcciato più per necessità che per vocazione: per questo diverse estensioni telematiche di Riviste cartacee hanno fallito le premesse e gli obbiettivi, oppure hanno dovuto attendere anni per poter avere successo nonostante investimenti colossali.

“Autoprove” è nata invece – nonostante un progetto “Work in Progress” – con alcuni capisaldi ben chiari nella mente del giovane Antonio: garantire una informazione trasparente e partecipativa (quasi come se a sedere nel posto di guida dell’auto fossimo noi spettatori), corredata di ottima ambientazione multimediale (videoprove, commenti, interviste) e soprattutto creare il desiderio e la curiosità – nell’utente del sito – di toccare con mano e provare quella specifica auto oggetto di un servizio o di un video.

Direi di più: la stessa piattaforma è un continuo “Tutorial” dedicato ai tanti che vorrebbero, senza dilapidare fortune, costruire un proprio profilo professionale “Social”; a loro Antonio dimostra ogni giorno come, senza dover a tutti i costi apparire un “Guru”, un modo rispettoso ed essenziale di proporsi può essere una chiave di successo nel Web.

E Voi, cosa ne pensate di…?

Ecco la formula magica di Autoprove: basta con quel pomposo ed autoreferenziale “Ipse Dixit” che tende a seppellire le curiosità degli spettatori sotto il corredo di sentenze e giudizi declinati dal professore di turno alla guida di un’auto. Voi siete contenti di avere un maestrino alla guida che Vi impone il suo pensiero? Spero di no…….

Per fortuna Antonio non ragiona così: l’auto che lui in quel momento sta provando rappresenterà qualcosa di diverso per ciascuno dei diversi acquirenti ed utilizzatori, ed allora dunque perché sentirsi inutilmente e superbamente un rappresentante eletto di ciascuno? Meglio, molto meglio fare come lui ed offrire a tutti noi un “Diario di Bordo” che ogni altro automobilista potrà completare con le sue proprie sensazioni. Perché è da queste che in modo prioritario si parte per la scelta di un’auto.

Avere come Antonio la capacità di trasmettere e non di “bollare” determinate sensazioni è un modo di comunicare che le Case dovrebbero saper premiare…

Negli anni Autoprove si è esteso ad una informazione completa su anticipazioni, tendenze, temi di attualità; ma anche Sport, passione Vintage e storie di momenti importanti del mercato e dell’Industria. “Autoprove Yesterway” ne è un esempio.

Questo primo decennale di “Autoprove” si è speso nella rappresentazione di un’epoca di mercato come forse nessun’altra è stata, passando dalla eco del Crack Lehman e della crisi dei Debiti sovrani; per vivere in diretta l’esplosione della ecomobilità elettrica e le grandi tempeste sulle spalle dei “tradizionalisti” (Crisi finanziarie e default, DieselGate, crisi dei semiconduttori) coprendo anche le nuove possibili frontiere del mercato prossimo futuro (Guida Autonoma, Delivery, Smart Mobility, uso condiviso del mezzo).

In mezzo a tutto questo, occorre dirlo, è finito anche un periodo purtroppo davvero critico per gli investimenti promozionali da parte di Dealer e Case Auto. Questo significa lavorare con ridotte disponibilità di mezzi, ben pochi eventi tematici e soprattutto una forte e pregiudiziale diffidenza dei Manager verso i “giusti” investimenti in visibilità ed informazione. Non che “Autoprove” voglia autodefinirsi portatrice del Verbo; tuttavia lasciatemi dire che Antonio, alla luce della professionalità e soprattutto dei risultati di traffico e preferenza sui motori di Ricerca, fatica davvero tanto a gestire tutto questo. Ma non molla, e fa bene.

So che i traguardi non sono finiti, per un Magazine che vuole in primo luogo offrire sicurezza, obbiettività e condivisione nelle informazioni: il prossimo passaggio obbligato potrà essere l’approfondimento su temi tornati di profonda attualità, come Aftermarket, gestione dell’auto, forme alternative di utilizzo ed alimentazione.

E di sicuro il bravo Antonio non si fermerà a questo. Lieto io di poter collaborare, dove possibile, anche con un po’ di memoria storica. E grazie a tutti Voi che seguite il nostro lavoro.

Buon decennale, dunque, piccola grande Autoprove: il meglio deve ancora arrivare.

Riccardo Bellumori

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