Auto in stagnazione recessione di vendite in Europa

Con 15.624.486 vetture immatricolate chiude sostanzialmente sui livelli dell’anno precedente il bilancio 2018 del mercato auto dell’area costituita dall’Unione Europea e dai tre paesi dell’Efta (Islanda, Norvegia e Svizzera).

Secondo il Centro Studi Promotor, si tratta di un risultato che può essere considerato sostanzialmente positivo dato che nell’anno che si è appena chiuso vi sono stati diversi elementi che hanno penalizzato lo sviluppo delle vendite di autovetture.
In primo luogo la congiuntura economica, pur rimanendo positiva, è gradualmente peggiorata. In secondo luogo l’introduzione dal 1° settembre del nuovo sistema di omologazione WLTP ha fatto si che diverse case avessero problemi di fornitura.
In terzo luogo ha pesato sulle vendite la demonizzazione del diesel. Per motivazioni più ideologiche che di reale tutela dell’ambiente con il risultato che molti proprietari di vetture diesel da sostituire ne hanno rinviato la sostituzione nella speranza che la campagna contro questo tipo di motorizzazione rallentasse o nella speranza di trovare una soluzione efficiente come il diesel sul piano dei costi e della possibilità di impiego.

Il risultato del 2018 può essere comunque considerato non negativo. Anche perché chiudono in crescita la maggior parte dei mercati nazionali dell’area mentre in sostanziale pareggio (-0,8%) è anche per il gruppo dei cinque maggiori mercati che complessivamente valgono il 71,7% delle immatricolazioni dell’area. All’interno della pattuglia dei primi cinque vi sono però andamenti abbastanza differenziati.
Crescono il mercato spagnolo (+7%) e quello francese (+3%). E chiude sui livelli del 2017 il mercato tedesco (-0,2%). Mentre in calo sono il mercato italiano (-3,1%) e quello del Regno Unito (-6,8%).