Home Blog Pagina 5

Storia di ISUZU: compagna forte e inseparabile del lavoro su quattro ruote

Il suo nome evoca in primo luogo forza; ma non quella forza sfacciata, appariscente di altre storie, di altri protagonisti del mondo dell’Auto. Ma piuttosto una forza discreta che in vita sua non ha mai amato la ribalta; e si che altri Brand, con molta meno strada alle spalle, in confronto hanno tappezzato pagine di Riviste e riempito i palinsesti TV e Radio di pubblicità. 

Ed anche Autoprove.it, facciamo doverosa ammenda, ha finito per parlare e scrivere un po’ troppo poco di questo Top Brand del panorama mondiale Automotive. Finora, lo ammettiamo, è stato così.

Eppure la storia di ISUZU vede all’orizzonte il suo primo secolo di vita, ma espressamente dal lato di questo suo nome, derivato dal fiume sacro che attraversa il Santuario di Ise, un corso d’acqua usato per bagni purificatori e meditazioni mistiche : infatti nel 1934 esce il primo Camion (il TX) denominato ISUZU, e nel 1949 questo diventa anche il nome del Marchio Costruttore. 

Ma prima ancora di chiamarsi così, il complesso industriale originario aveva già dal 1922 realizzato la prima autovettura costruita in Giappone, la A9 (prodotta su licenza della inglese Wolseley); e nel 1936 erano già arrivati i primi motori diesel. E proprio il Diesel è stato il fiore all’occhiello che ha diffuso Isuzu nel mondo, in ben 120 Paesi e che ha visto nel 2009 un vero e proprio “picco” di produzione con oltre 21 milioni di motori a Gasolio prodotti. E però la vitalità e la flessibilità industriale di Isuzu ha permesso al marchio di eccellere anche con altre motorizzazioni e soprattutto con un assortimento di gamma che nella sua storia ha proposto auto, Off road, Camion, Pick Up edLCV. E ISUZU è anche un bel test di prova per esaminare il livello di preparazione storica degli appassionati

Isuzu: Marchio globale che ha costruito e costruisce di tutto

Chi è molto giovane conosce l’immortale “D-Max”, chi è nella mezza età non può non ricordare il mitico “Trooper” (fuoristrada duro e puro); chi ha davvero una ottima alfabetizzazione storica ripensa anche alla mitica Coupè “Piazza” disegnata da Giugiaro, alla “Gemini”, ed alla lunga serie di SUV, Pick Up, Van ed LCV nati tra Isuzu e Joint Ventures con diversi Marchi (in particolare quelli della galassia General Motors); chi ambisce proprio al bacio accademico ricorda anche che Trooper è stato uno dei primi SUV esteri venduto in America, che grazie alla Isuzu la Opel ha avuto il suo primo motore Common Rail (ma se non sbaglio anche la Honda con la Civic CDTI del 2002). 

Certamente, come tutti i grandi Costruttori di motori Diesel, anche Isuzu ha fatto un balzo in avanti con la crisi energetica dei primi anni Settanta, per poi espandersi negli anni Ottanta e specializzarsi in LCV, Van e Pick Up, Suv, Bus & Trucks per mantenere una gamma di autovetture fortemente condivise con modelli del Marchio GM, per puntare in maggior modo al rafforzamento sul mercato americano; motivo per il quale in questo decennio scompare in Europa una gamma di offerta di autovetture. 

Nel Vecchio Continente, invece, dopo la famiglia dei “Trooper” è iniziata la celebre dinastia commerciale dei PickUp ed in particolare la famiglia “D-Max”. Attualmente ISUZU è un Marchio internazionale noto ed apprezzato nella realizzazione di architetture motoristiche e di mezzi e veicoli contrassegnati da elevata qualità, ricercatezza tecnologica, rispetto dei più alti standard di sicurezza, rendimento energetico ed affidabilità. 

Know How tecnologico, rispetto per l’ambiente, innovazione amica di chi lavora con l’auto

La sua storia è il simbolo di un percorso evolutivo che gli consente oggi di dichiararsi ancora una volta leader globale nelle architetture endotermiche: Isuzu investe da sempre nella ricerca e nello sviluppo di motori sempre più rispettosi dell’ambiente e concepiti per un uso efficace dei combustibili fossili nel segno della tutela del nostro patrimonio naturale.

Questo impegno si concretizza sin dalla fase di progettazione di un nuovo veicolo dove il riciclo dei materiali da utilizzare è un punto di partenza essenziale della politica aziendale, che cerca di ridurre al massimo l’utilizzo di materiali dannosi per l’ambiente.

Oggi Isuzu vanta la tecnologia di motori diesel più sviluppata al mondo, un valore aggiunto che la qualifica rispetto ai principali Competitor

D-Max: il rappresentante più iconico del mondo ISUZU

L’offerta determinante per l’Europa in tema di mezzi per privati e piccole Flotte è il celebre ed indistruttibile Pick Up “D-Max” che inizia la sua storia come successore del “Faster” nel 2002.

Tanti gli aggiornamenti, gli Upgrade periodici o tecnologici; nel 2011 arriva la piattaforma i-Grip, arrivano le varianti (oltre al single cab biposto) di Space Cab 2+2 ed un Crew Cab a cinque posti veri, mentre la trazione integrale è di molto precedente.

Fanno capolino ABS, ESP, Air bags multipli ma anche il lusso un poco “trendy” della selleria in pelle, navigatore con schermo Touch, e la famiglia TD piano piano si completa con l’arrivo di un 1.9 a fianco del 2,5 litri classico. 

Del 2020 è la nuova generazione, la terza, denominata N60 (per celebrare i sessanta anni dall’Elfin, primo PickUp di casa Isuzu) con piattaforma Dynamic Drive che annovera motore arretrato per un migliore bilanciamento dei pesi in considerazione anche dell’aumento importante di passo. Il 1.9 Turbodiesel nel frattempo supera ormai i 160 cavalli (davvero notevoli per un PickUp) mentre si fanno strada diversi importanti supporti ADAS. Ma siete o no curiosi di conoscerlo meglio, il mitico “D-Max”, per poter elencare insieme le prerogative e le dotazioni nel Model Year più recente? Beh, anche noi: ed è per questo che ne abbiamo appena scritto, dopo aver avuto la conferma che presto, ad inizio estate, questo mitico PickUp potrà avere anche la sua firma nell’Albo dei Test Drive di Autoprove.it grazie alla disponibilità ed attenzione di ISUZU Italia – MIDI Europe Srl.

Abbiate pazienza, ancora qualche settimana.

Riccardo Bellumori

Nuova Xiaomi SU7 2026: il Restyling

L’azienda Xiaomi ha presentato oggi la versione aggiornata della berlina elettrica SU7, mettendola subito in vendita. Pur mantenendo il design esterno invariato, l’auto presenta una carrozzeria più resistente, una meccanica completamente rinnovata e alcuni ritocchi all’interno.

La Xiaomi SU7 è stata lanciata sul mercato cinese due anni fa ed è diventata subito un successo grazie al nome ben noto di Xiaomi e al buon equilibrio tra prezzo e caratteristiche di consumo. In seguito, è vero, sono emersi problemi significativi relativi alla qualità e alla sicurezza, ma questi non hanno causato un danno grave alla reputazione di Xiaomi. La produzione totale della berlina pre-rinnovamento è stata di 381.000 unità; il mese scorso la sua produzione nello stabilimento automobilistico di Xiaomi a Pechino è stata interrotta, dopodiché sono iniziati i preparativi per il lancio della SU7 aggiornata, oggi completamente svelata.

AGGIORNAMENTO DI METÀ CARRIERA

Esternamente la Xiaomi SU7 non è cambiata affatto, ma tutte le versioni ora dispongono di un lidar sopra il parabrezza per il funzionamento degli assistenti elettronici avanzati alla guida, di un nuovo radar nel paraurti anteriore e di un design aggiornato dei cerchi (19, 20 o 21 pollici). Inoltre, ora la Xiaomi SU7 ha una “carreggiata variabile” di serie: la larghezza delle ruote anteriori è di 245 mm, quella delle posteriori di 265 mm. Il cofano del bagagliaio anteriore (105 l) è dotato di azionamento elettrico. La carrozzeria è realizzata in acciaio più resistente. Gli airbag ora sono nove, anziché sette. Le maniglie delle portiere esterne e interne sono state modificate in conformità con i nuovi requisiti delle autorità della Repubblica Popolare Cinese, ovvero sono state collegate fisicamente alle serrature.

I nomi delle versioni sono rimasti gli stessi: la berlina base si chiama semplicemente Xiaomi SU7, quella di fascia media Xiaomi SU7 Pro, la più costosa Xiaomi SU7 Max. La versione sportiva SU7 Ultra di Xiaomi è considerata un modello a sé stante e verrà aggiornata in seguito separatamente.

La piattaforma Modena non è cambiata in linea di principio, ma ora tutte le versioni hanno un’architettura elettrica a 800 V (prima nella “base” c’erano 400 V), mentre le caratteristiche delle sospensioni sono state riviste per migliorare la fluidità di marcia e la manovrabilità.

La Xiaomi SU7 base ha le sospensioni a molle, mentre le versioni Pro e Max hanno le sospensioni pneumatiche regolabili in altezza. Le dimensioni principali della berlina sono rimaste invariate: lunghezza fuori tutto 4997 mm, larghezza 1963 mm, altezza 1445-1460 mm a seconda della versione, passo 3000 mm.

BMW i3 manda in pensione la i4?

Si prevede che il modello uscirà di produzione già nel 2027. Il suo posto nella gamma sarà occupato, in via indiretta, dalla nuova berlina BMW i3.

BMW ha presentato la i4 liftback nel 2021, mentre il primo restyling risale alla primavera del 2024. La versione top di gamma del modello – con l’indice i4 M60 – è entrata a far parte della gamma relativamente di recente: questa variante ha debuttato alla fine della primavera del 2025. E ora si ipotizza che la cinque porte possa uscire dalla gamma del marchio bavarese, e piuttosto presto – già l’anno prossimo.
La rivista britannica Autocar, citando fonti interne all’azienda bavarese, riferisce che nel 2027 dalla catena di montaggio dello stabilimento di Monaco (Germania) uscirà l’ultimo esemplare della berlina completamente elettrica, dopodiché ai concessionari non resterà che vendere le rimanenze della BMW i4, e a quel punto il modello verrà ufficialmente ritirato dal mercato. Attualmente il prezzo di partenza della cinque porte sul mercato interno, in Germania, è di 58.200 euro (equivalenti a circa 5,8 milioni di rubli al tasso di cambio attuale).

Non è escluso che in futuro la BMW i4 abbia un successore: in precedenza, il top manager dell’azienda Joachim Post aveva dichiarato alla rivista che la BMW Serie 4 è un modello importante per l’azienda, sottolineando che per essa «ci sarà posto nella linea BMW Neue Klasse in fase di sviluppo». Non ci sono ancora dettagli su una potenziale futura novità.

LA SCELTA STRATEGICA

Si prevede che il posto della i4 liftback nella gamma sarà indirettamente occupato dalla nuova berlina BMW i3, svelata ieri. Ricordiamo che questo modello è diventato il secondo rappresentante della famiglia «verde» Neue Klasse, il cui ruolo di capofila è stato ricoperto dal crossover iX3, debuttato all’inizio dell’autunno 2025. Per ora la quattro porte è disponibile in un’unica versione: la i3 50 xDrive.
La berlina BMW i3 presenta un’architettura elettrica a 800 volt, trazione integrale e, di conseguenza, un sistema di propulsione a due motori (un motore elettrico su ciascun asse). Come già comunicato dall’azienda, la potenza complessiva di questo sistema è pari a 469 CV, mentre la coppia massima è di 645 Nm.

La capacità della batteria di trazione della BMW i3 non è stata ancora resa nota dall’azienda (quella della consorella iX3 è di 108,7 kWh).

Mazda blocca la Ferrari Luce in Giappone?

Secondo quanto riportato da CarExpert, la Ferrari ha affermato di detenere il diritto di utilizzare il nome «Luce», che verrà impiegato per il suo primo veicolo elettrico (EV) in assoluto.

La notizia arriva dopo che Mazda ha presentato domanda di registrazione del marchio in Giappone all’inizio di marzo, appena poche settimane dopo che la Ferrari aveva annunciato il nome del suo prossimo EV.

“Ferrari detiene il diritto di utilizzare il marchio ‘Ferrari Luce’ a livello internazionale, in virtù della sua registrazione ai sensi del diritto internazionale”, ha dichiarato la sede centrale dell’azienda in un comunicato rilasciato alla testata australiana. “Come sempre, Ferrari ha effettuato ricerche preliminari, che non hanno individuato alcun diritto di terzi in conflitto con il nostro”, ha aggiunto.

Mazda ha venduto in passato una berlina chiamata Luce (nota anche come 929 nei mercati di esportazione) per decenni, tra il 1966 e il 1991. Sebbene da allora non abbia prodotto altre auto con questo nome, il marchio giapponese vi ha fatto riferimento quando ha presentato la Vision Coupe Concept nel 2017, citando specificamente la Mazda Luce Rotary (nota anche come R130) e la R360 come fonti di ispirazione.

La Ferrari afferma di possedere il diritto di utilizzare il nome “Luce” a livello globale dopo che Mazda ne ha depositato il marchio in Giappone

Autoblog ha approfondito la questione, sottolineando che la Ferrari aveva registrato il nome “Luce” presso l’Ufficio mondiale della proprietà intellettuale (WIPO) il 12 settembre 2025 per un periodo di dieci anni. Sebbene il WIPO gestisca i sistemi di registrazione internazionale per 194 paesi, sono le leggi nazionali a determinare i diritti di proprietà intellettuale definitivi, il che significa che i paesi hanno l’ultima parola.

CAMBIO DI NOME IN GIAPPONE

Negli Stati Uniti, l’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti (USPTO) non ha ricevuto richieste per il nome né da Ferrari né da Mazda. Nel frattempo, il database dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) riporta che “Ferrari Luce” è stato depositato in Italia il 9 febbraio 2026, il che consente a Ferrari di utilizzare il nome nei 27 paesi membri dell’Unione europea.

Per ora non si sa ancora come le due aziende risolveranno questa controversia, ma sembra che nessuna delle due sia disposta a rinunciare facilmente al nome “Luce”.

Il Giappone è un mercato chiave per la Ferrari e, se Mazda avrà la meglio, l’azienda potrebbe dover trovare un nome diverso per la sua auto elettrica, almeno in Giappone.

Nuove BMW Serie 7 e X5: le foto rubate

Screenshot

BMW è nel pieno di un ampio rinnovamento, che sta ridefinendo la sua gamma attorno a un linguaggio stilistico più pulito e sobrio, presentato per la prima volta sulla iX3 di seconda generazione, mentre sta anche lanciando la nuova i3 berlina svelata proprio oggi.

Il restyling della Serie 7 e la nuovissima X5 sono i prossimi modelli in programma, e una serie di immagini che sarebbero trapelate sembra mostrare ciò che ci aspetta. Sembrano convincenti, anche se in un’era di immagini generate dall’intelligenza artificiale sempre più realistiche, è difficile affermare con assoluta certezza che siano autentiche.
Se fossero autentiche, le immagini sembrano essere state scattate durante una presentazione BMW, il tipo di contesto in cui le fotocamere non sono benvenute, il che potrebbe spiegare le angolazioni un po’ strane. Ciononostante, le foto sono state condivise da diverse fonti, tra cui l’instagrammer asatur.price e gli utenti di Bimmerpost, tutte indicanti un’anteprima dei modelli ridisegnati.

LA GAMMA SI AGGIORNA

Per quel che vale, entrambe le immagini sono in linea con quanto BMW ha già anticipato per il restyling della Serie 7, così come con i prototipi camuffati dei due modelli che abbiamo avvistato separatamente in circolazione.
A partire dalla Serie 7, la prima immagine emersa era uno scatto a bassa risoluzione, seguito in seguito da una versione ripulita condivisa da un altro Instagrammer e migliorata utilizzando Gemini di Google, come dimostra il logo nell’angolo in basso a destra. La nuova berlina di lusso debutterà al Salone dell’Auto di Pechino il mese prossimo, anche se non seguirà la direzione stilistica della Neue Klasse vista su molti dei modelli BMW più recenti.

La foto suggerisce che la griglia anteriore sia grande quanto quella del modello attuale, sebbene appaia leggermente più larga e ora presenti lamelle orizzontali anziché verticali. BMW le ha anche dotato di fari divisi più affilati e aggressivi, comprese luci diurne strette che fiancheggiano la griglia illuminata. Anche la sezione inferiore del paraurti è nuova.
Possiamo quindi vedere la nuova X5 sia dalla parte anteriore che da quella posteriore. Il modello di nuova generazione è in fase di sviluppo da un po’ di tempo e ha ricevuto il trattamento completo Neue Klasse.

Come la nuova iX3, presenta fari angolari che scorrono con grazia verso le piccole griglie verticali a doppio rene. C’è poi un’ampia sezione inferiore del paraurti in nero lucido, che conferisce al SUV un aspetto piuttosto minaccioso sulla strada. Come ci si aspetterebbe, anche i pannelli laterali e le portiere sono completamente nuovi, assicurando che la nuova X5 sia al passo con le tendenze di design moderne.

LO STILE X5

Anche la parte posteriore è radicalmente diversa dall’X5 a cui siamo abituati. Presenta luci posteriori sottili con intricate e sinuose firme LED, piuttosto che essere una semplice copia delle luci della iX3. Anche il paraurti inferiore presenta un mix di elementi neri e in tinta con la carrozzeria. Questa versione sembra inoltre avere quattro terminali di scarico, il che suggerisce che si tratti di un modello dalle prestazioni di fascia alta. Purtroppo, sembra che il portellone diviso dell’attuale X5 sia stato eliminato.

In arrivo la prima e ultima Bentley elettrica

Bentley è costretta a rinunciare ai propri progetti relativi alle auto elettriche, poiché il mercato delle auto di lusso ha perso interesse per i modelli elettrici. Entrerà in produzione solo un crossover elettrico di medie dimensioni, ormai quasi pronto per la produzione, che molto probabilmente si chiamerà Barnato e verrà presentato quest’anno.

Ieri Bentley, parte del gruppo Volkswagen, ha pubblicato i risultati finanziari dettagliati relativi al 2025. Non analizzeremo questi risultati in dettaglio, poiché non contengono cifre chiave, in particolare l’utile netto (o la perdita netta), e dato che Bentley non è attualmente una società quotata in borsa, è improbabile che verremo mai a conoscenza di tali cifre.

Tuttavia, tutti gli indizi indiretti indicano che le cose per Bentley non vanno bene. Le vendite sono in calo per il terzo anno consecutivo dopo il picco del 2022, quando Bentley è riuscita a vendere 15.174 auto; il risultato del 2025 è di 10.100 auto (-4,8%). Nel comunicato stampa di ieri si afferma che l’azienda dovrà licenziare 275 dipendenti, una decisione presentata con l’eufemismo «misure per migliorare l’efficienza organizzativa».

I media britannici (ad esempio Auto Express), citando i rappresentanti di Bentley, riportano dettagli ancora più preoccupanti che non figurano nel comunicato stampa ufficiale: a quanto pare, sono stati cancellati tutti i progetti relativi ai veicoli elettrici, ad eccezione del progetto Urban SUV ispirato al concept Bentley EXP 15 dello scorso anno. L’azienda dovrà contabilizzare come perdita i costi di sviluppo di altri quattro veicoli elettrici, e ancora una volta difficilmente sapremo mai quanti soldi andranno persi.

LA GAMMA ELETTRICA

Bentley ha già modificato più volte la propria strategia di sviluppo in materia di veicoli elettrici: dal passaggio completo a questi ultimi nel 2030 fino a un abbandono di fatto totale. Il progetto Urban SUV è sopravvissuto perché è già quasi pronto per la produzione, e la dirigenza di Bentley ha deciso comunque di rischiare di lanciarlo sul mercato. Bentley, seguendo l’esempio di Lotus, non «aggiungerà» all’Urban SUV un motore a combustione interna come estensore dell’autonomia elettrica. I prossimi modelli Bentley saranno dotati di motori a combustione interna, anche se all’interno di propulsori ibridi. Nel 2028 è prevista la Bentley Bentayga ibrida di seconda generazione.

Bentley EXP 15 e Bentley Speed Six Gurney Nutting Sportsman di Wolf Barnato
Come riporta la rivista Car and Driver, il crossover elettrico Urban SUV riceverà molto probabilmente il nome commerciale Barnato, poiché la domanda di registrazione di questo nome è stata recentemente presentata negli Stati Uniti, nell’Unione Europea e nel Regno Unito.

Il nome fa riferimento a Wolf Barnato, figura chiave nella storia della Bentley negli anni ’20 e all’inizio degli anni ’30, che fu il principale investitore e presidente del consiglio di amministrazione.

World Car of the Year 2026: le finaliste

Sono stati resi noti i finalisti dei World Car Awards di quest’anno; i vincitori definitivi delle sei categorie saranno annunciati in occasione del prossimo Salone Internazionale dell’Auto di New York (NYIAS), che si terrà ad aprile.

Una giuria composta da 98 illustri giornalisti automobilistici internazionali provenienti da 33 paesi ha selezionato i primi tre finalisti per ciascuna categoria, con il premio più ambito che è quello di World Car of the Year. Quest’anno, la sfida vede protagonista la prima delle auto della Neue Klasse di BMW, la iX3, che cercherà di tenere a bada la Hyundai Palisade di seconda generazione e la Nissan Leaf, ora trasformata in crossover.

Sia la iX3 che la Leaf sono in lizza anche per il premio “World Electric Vehicle of the Year”, con la Mercedes-Benz CLA di terza generazione, vincitrice dell’European Car of the Year 2026, come terza finalista in questa categoria.

LE FINALISTE

Nella categoria “World Luxury Car”, la Cadillac Vistiq, la Lucid Gravity e la Volvo ES90 si contenderanno il favore dei giudici, mentre la categoria “World Performance Car” vedrà un altro modello BMW, la M2 CS, sfidare la Chevrolet Corvette E-Ray ibrida e la Hyundai Ioniq 6 N rinnovata.

Due auto di marchi cinesi sono state selezionate per il premio “World Urban Car of the Year”, tra cui la Baojun Yep Plus della joint venture SAIC-GM-Wuling (SGMW), esportata anche in Brasile come Chevrolet Spark EUV.

Il modello elettrico Baojun è affiancato dalla Firefly, primo modello del nuovo marchio Firefly di Nio, e da un modello sudcoreano, la Hyundai Venue di seconda generazione. Infine, nella categoria World Car Design of the Year, il furgone elettrico PV5 di Kia si scontrerà con la Volvo ES90 e un altro prodotto di origine cinese, la Mazda 6e/EZ-6.

Nuova BMW i3 2026: Anteprima e Dati Tecnici

Lo scorso anno ha segnato l’inizio della nuova e cruciale era Neue Klasse di BMW con la iX3, ma l’auto che tutti stavamo aspettando è questa – la BMW i3 NA0. La Serie 3 è sempre stata la berlina sportiva bavarese per eccellenza, e l’azienda ha reinventato con audacia il suo modello più importante per l’era elettrica.

Come la iX3, anche la i3 – da non confondere con la precedente city car – è costruita su una piattaforma completamente nuova e specifica per veicoli elettrici, con un’architettura elettrica a 800 volt che consente ricariche più rapide e prestazioni superiori. Cambia anche radicalmente direzione nel design, dentro e fuori, mentre le più recenti tecnologie di Monaco introducono un concetto di display completamente diverso.

Nonostante tutto ciò, la i3 è stata volutamente progettata come una classica berlina squadrata – e non come i profili aerodinamici e amorfi che arrivano dalla Cina in questo periodo – con una vetratura verticale che richiama i modelli BMW classici degli anni ’70, ’80 e ’90. La modernità arriva invece dai dettagli, anticipati dalle concept i Vision Dee e Vision Neue Klasse.

Come sulla iX3, la i3 sfoggia un frontale “shark nose”, con due ampi pannelli neri lucidi che si assottigliano verso l’esterno, integrando i fari LED quadrupli e le luci diurne diagonali. Al posto delle piccole narici verticali del SUV (che richiamavano le originali berline Neue Klasse), ci sono guide luminose integrate nei pannelli centrali che richiamano la classica doppia griglia a rene.

Dopo anni di design BMW eccessivamente elaborati, le superfici della i3 risultano sorprendentemente pulite, con il cofano piatto interrotto solo da una “valle” centrale che ospita il logo a elica. Di lato, i parafanghi leggermente bombati aggiungono muscolosità (siamo impazienti di vedere come sarà la versione M più estrema), mentre la linea bassa lungo le fiancate abbassa visivamente l’auto.

Ovviamente, nessuna Serie 3 è completa senza il gomito di Hofmeister, e quello della i3 è l’interpretazione più tradizionale vista da tempo. Qui, però, è realizzato in plastica nera invece che integrato nelle porte, presumibilmente per evitare che il bordo colpisca il torace delle persone quando si aprono le porte. Per la prima volta su una Serie 3, ci sono maniglie a filo con apertura elettronica.

Il posteriore rappresenta un’altra rottura con la recente tradizione BMW, con fanali sottili e larghi a forma di L e un’altra “valle” che ospita il badge, sopra la targa. La i3 può montare cerchi fino a 21 pollici (questi sono gli Style 1067 M Aerodynamic, per chi se lo chiedesse) e introduce una nuova vernice M Le Castellet Blue.

Con il cofano corto (non c’è più bisogno di ospitare un motore termico longitudinale, anche se ora c’è un vano anteriore), la i3 sembra una berlina più compatta rispetto all’attuale Serie 3 G20, anche se in realtà è il contrario. Con 4.760 mm di lunghezza, 1.865 mm di larghezza e 1.480 mm di altezza, è più lunga di 47 mm, più larga di 38 mm e più alta di 40 mm rispetto al modello a benzina, mentre il passo di 2.897 mm è più lungo di 46 mm.

INTERNI E TECNOLOGIE

Lo spazio extra dovrebbe offrire molto più comfort ai passeggeri posteriori, ma il posto migliore resta quello del guidatore. A parte i pannelli porta con design avvolgente, l’abitacolo anteriore è praticamente identico a quello della iX3, dotato dell’innovativa interfaccia Panoramic iDrive basata sul sistema operativo BMW X, derivato da Android.

Il sistema sostituisce il quadro strumenti tradizionale con il display Panoramic Vision a tutta larghezza, che si estende da montante A a montante A, insieme a un touchscreen infotainment Free Cut da 17,9 pollici con retroilluminazione a matrice. L’assenza di strumenti convenzionali significa che il volante (ancora con comandi capacitivi, purtroppo) ora ha razze anche alle ore 12 e 6, anche se è disponibile un volante M più tradizionale. Presente anche un head-up display 3D opzionale.

Il nuovo sistema operativo include l’assistente vocale “Hey BMW” con funzionalità di intelligenza artificiale generativa tramite Amazon Alexa+. E sì, come sulla iX3, anche le bocchette dell’aria si regolano tramite touchscreen come sulle Tesla, una scelta discutibile dal punto di vista ergonomico.

La i3 introduce anche un caricatore wireless Qi2, derivato dal MagSafe di Apple, con disco magnetico per il posizionamento e velocità di ricarica più elevate. In alto, un tetto panoramico in vetro opzionale con strato isolante termico, ma senza tendina elettrica – quindi non ideale per i climi molto caldi.

Sono disponibili sedili standard, multifunzione e M Sport molto avvolgenti, oltre a quattro combinazioni di rivestimenti: Essential con tessuto Econeer, Contemporary e BMW M Design World con similpelle Veganza e BMW Individual con pelle Merino.

Passiamo alla parte più importante: il nuovo powertrain Gen6 di BMW. Al lancio sarà disponibile una sola versione, la i3 50 xDrive – con lo stesso motore sincrono posteriore EESM e quello asincrono anteriore ASM della iX3 50 xDrive – per una potenza di 469 CV (345 kW) e 645 Nm.

Ancora più impressionante è l’autonomia: grazie alla forma più aerodinamica, la i3 percorre quasi 100 km in più della iX3 con una singola carica, raggiungendo un incredibile valore di 900 km WLTP. La capacità della batteria non è stata ancora dichiarata, ma probabilmente è lo stesso pacco NMC da 108,7 kWh netti (116 kWh lordi) della iX3, con celle cilindriche che offrono il 20% di densità energetica in più rispetto alle celle prismatiche Gen5.

MOTORI E DATI TECNICI

Anche la ricarica rapida DC fino a 400 kW è ripresa dalla iX3. BMW non ha ancora fornito tempi definitivi, ma afferma che la i3 può recuperare 400 km di autonomia in soli dieci minuti. A differenza di Mercedes-Benz, BMW offre di serie un convertitore DC-DC per consentire la ricarica a 400 volt, ad esempio presso i Supercharger Tesla. In AC, è disponibile un caricatore opzionale da 22 kW; presenti anche la ricarica bidirezionale e la funzione V2L fino a 3,7 kW.

La dinamica di guida, come sempre per BMW, è fondamentale. Lo sterzo, i freni e i motori sono controllati dall’Heart of Joy della piattaforma Neue Klasse – uno dei quattro computer centralizzati dell’auto – che opera dieci volte più velocemente dei sistemi precedenti, garantendo una guida più precisa e naturale.

Le sospensioni utilizzano montanti MacPherson anteriori e un asse posteriore multilink a cinque bracci, con boccole delle barre antirollio molto precaricate e ammortizzatori passivi selettivi di serie. Per la prima volta su un modello Neue Klasse, sono disponibili ammortizzatori M adattivi sulle versioni a doppio motore e trazione integrale.

La i3 dispone anche di una funzione “soft stop”, che utilizza i motori elettrici per fermare l’auto in modo fluido, senza strattoni o rumori dei freni. La frenata rigenerativa è così potente da gestire quasi tutte le decelerazioni, con i freni tradizionali usati solo nella guida sportiva o nelle emergenze.

Come tipico delle moderne BMW, la i3 offre tutti gli assistenti alla guida desiderabili, incluso il Driving Assistant Plus di livello 2 con riduzione della velocità in curva. Il sistema consente al guidatore di aggiungere input di sterzo, acceleratore e persino frenata leggera – BMW lo chiama Symbiotic Drive – senza opporsi (come fanno molte auto cinesi molto autonome) né disattivarsi (come accade con l’Autopilot Tesla).

In sintesi, questa è la nuova BMW i3, che arriverà prima della Touring e della Serie 3 G50 a combustione pesantemente aggiornata, entrambe con uno stile simile. La produzione inizierà ad agosto, con il lancio europeo previsto per la seconda metà dell’anno.