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Asta per un raro Mercedes Classe G 500 AMG 6.0 V8

L’8 marzo, in occasione dell’asta di RM Sotheby’s a Dubai, verrà messa all’incanto una delle prime Mercedes Classe G con motore V8, modificata dallo studio di tuning AMG. Nel 1993, il leggendario tuner ha realizzato solo 13 esemplari di Mercedes-Benz 500 GE 6.0 V8 AMG, e quello messo in vendita è in condizioni molto buone, nonostante il chilometraggio di 120.000 km.

L’anno scorso Mercedes ha presentato una G 500 Final Edition del suo iconico SUV, ma la G 500 normale è ancora in vendita e costa in Germania a partire da 130.204 euro – chi volesse acquistarla dovrebbe affrettarsi, perché quest’anno la G 500 si separerà comunque dal motore V8. L’ha acquistata nel 1993 – si trattava di un motore piuttosto antico, con indice di fabbrica M117 e due valvole per cilindro, che portava il suo pedigree dalla fine degli anni Sessanta. Equipaggiato con la modifica di “Helic” ricevette la designazione 500 GE. Il più recente V8 M119 con quattro valvole per cilindro semplicemente non si adattava al cofano del SUV.

UN MERCEDES G MOLTO SPECIALE

Nel 1993 e nel 1994, la Mercedes-Benz realizzò in totale 446 esemplari della 500 GE, che in stock produceva 241 CV, un valore estremamente elevato per un’auto originariamente utilitaria, che non pretendeva la dinamica di un’auto sportiva. Nello stesso 1993 AMG iniziò ad avvicinarsi alla Mercedes e ne divenne partner ufficiale: la Mercedes 500 GE 6.0 V8 AMG presentata nelle foto è uno dei primi risultati del lavoro congiunto, solo 13 vetture di questo tipo furono realizzate. Poi i tedeschi si presero una pausa nell’equipaggiare gli “elicotteri” con motori V8, la modifica con la denominazione a noi oggi familiare G 500 apparve nella gamma solo nel 1998, era equipaggiata con un V8 M113 da 5,0 litri.

I primi “cinquecentisti” si dispersero rapidamente in collezioni private e oggi sul mercato secondario sono costosi a causa della loro rarità. Uno dei tredici esemplari, realizzato dagli specialisti AMG per un cliente giapponese, è stimato dall’asta di RM Sotheby’s a 150.000 – 200.000 dollari. Il prezzo reale, che scopriremo domani, potrebbe essere più alto. In ogni caso, l’esemplare unico di Mercedes-Benz 300 TE 6.0 AMG station wagon, soprannominato “la palla da biliardo”, offerto all’asta di RM Sotheby’s a Miami la scorsa settimana è stato venduto a 467.000 dollari con una stima massima di 400.000 dollari.

UNA CLASSE G SPECIALE

Il motore è simile a quello della Mercedes 500 GE 6.0 V8 AMG: gli specialisti AMG hanno aumentato la cilindrata dell’M117 da 4973 a 5953 cc e gli hanno tolto 331 CV, il che ha ovviamente migliorato le prestazioni dinamiche della 500 GE standard, ma non siamo riusciti a trovare cifre specifiche in fonti pubbliche. La 500 GE di serie del 1993 scatta nei primi cento in 10,5 secondi e raggiunge la velocità massima di 175 km/h.

Tutti i 13 esemplari della Mercedes-Benz 500 GE 6.0 V8 AMG sono stati verniciati in colore blu scuro Amethyst Blue Metallic, l’equipaggiamento è “full stuffing” (pelle, legno, motori elettrici, riscaldamento, ecc.). L’esemplare all’asta è integrato con dotazioni non standard, come lo schermo multimediale Panasonic, ma può essere smontato per dare all’auto un aspetto autentico.

Euro NCAP contro i sistemi di Infotainment esagerati

La diffusione di touchscreen sulle auto moderne ha indotto gli esperti di Euro NCAP ad apportare modifiche al suo programma di test principale: il prossimo aggiornamento terrà conto della facilità di accesso alle funzioni utilizzate più di frequente (luci, tergicristalli, microclima, ecc.) e il punteggio sarà ridotto per l’uso improprio dei pulsanti a sfioramento.

Il programma europeo indipendente di collaudo delle nuove auto Euro NCAP è attivo dal 1997 e viene regolarmente migliorato; il suo scopo è quello di migliorare il livello di sicurezza delle nuove auto che entrano nel mercato automobilistico. L’ultimo importante aggiornamento del programma Euro NCAP ha avuto luogo nel 2020 e si può già affermare che i produttori si sono adattati, in quanto tutte le auto testate da Euro NCAP nel 2022 e 2023 hanno ricevuto valutazioni buone o eccellenti, ovvero quattro o cinque stelle nella valutazione finale.

Negli ultimi anni, Euro NCAP ha posto maggiore enfasi sulla sicurezza attiva rispetto a quella passiva, per cui alcuni modelli hanno ricevuto valutazioni elevate anche con punteggi di crash test mediocri. L’Istituto Americano di Assicurazione per la Sicurezza Autostradale IIHS è molto più severo in questo senso e non assegna la valutazione più alta in caso di punteggi scarsi nei crash test, ma Euro NCAP, ovviamente, ha il diritto di esprimere la propria opinione – è persino positivo che l’approccio degli esperti europei differisca da quello dei loro colleghi americani, i consumatori hanno qualcosa da confrontare.

Euro NCAP continuerà a prestare maggiore attenzione alla sicurezza attiva nell’ambito del suo programma principale e da poco tempo conduce anche test separati sugli ausili elettronici alla guida nelle autovetture e nei veicoli commerciali leggeri. La rivista britannica Auto Express, citando il direttore tecnico di Euro NCAP Richard Schram, riferisce che a partire dal 2026 il programma principale terrà conto delle caratteristiche ergonomiche dell’auto, una reazione degli esperti al fatto che le case automobilistiche hanno iniziato ad abusare di pannelli a sfioramento e touch screen.

I NUOVI STANDARD DI SICUREZZA

Abbiamo esaminato la cattiveria dei touchscreen sull’esempio della Volkswagen Golf restyling, ma in generale Tesla è considerata la principale istigatrice della rivoluzione touch: nei suoi modelli, persino il controllo dei tergicristalli, delle luci e delle modalità di alimentazione è cucito sul touchscreen della console centrale. Gli schermi tattili, che negli ultimi anni sono diventati molto più economici, stanno rapidamente sostituendo i pulsanti fisici nelle nuove auto, e gli esperti di Euro NCAP considerano giustamente questa tendenza negativa.

Le funzioni di base che il conducente utilizza regolarmente, come i tergicristalli, le luci, il riscaldamento del clima e dei sedili, le impostazioni rapide del sistema audio (controllo del volume, passaggio a un’altra traccia/stazione radio) e il pulsante di emergenza, dovrebbero essere disponibili in modalità cieca, il che significa che il conducente non dovrebbe essere distratto dalla strada quando le utilizza. Purtroppo, questo non è più possibile nella stragrande maggioranza delle auto moderne, quindi Euro NCAP vuole porvi rimedio.

Nel futuro protocollo del programma Euro NCAP, un’auto può essere multata di alcuni punti nella categoria “Guida sicura” per l’uso improprio dei sensori e questo, in teoria, dovrebbe incoraggiare i produttori a tornare ai normali pulsanti fisici. In definitiva, attendiamo il programma aggiornato e i suoi primi soggetti di prova.

I primi 10 anni di Autoprove.it: traguardi e nuove sfide

FORD MUSTANG ECOBOOST 2020 PROVA SU STRADA

Se penso ai miei ventuno anni, ed all’epoca in cui sono maturati, stento a credere persino di averli mai vissuti di fronte al mondo di oggi.

Non c’era Internet, ma questa Vi sembrerà la nozione più banale; e per cui rinforzo il concetto parlando di quel che invece c’era: non il GSM ma il TACS con i suoi improbabili “mattoni” telefonici, anche se il modo più diffuso per essere reperibile in mobilità era il “Teledrin” di quella che ancora si chiamava Telecom Italia;

c’era la TV a tubo catodico con connesso il bravo Videoregistratore e non il Modem, perché lo spettacolo che contava era tutto in “chiaro” e ben spesato dalla epidemia di “spot” eredità degli anni ‘80. Ma c’era già qualcuno che inveiva contro la tirannia della TV, senza sapere cosa sarebbe accaduto decenni dopo…

Chi amava lavorare in modo “classico” con carta, penna e calcolatrice era sbeffeggiato dai primi evangelici del PC, divisi tra chi preferiva i rigorosi “”286”/”386”/”486” dell’IBM con le prime elementari interfacce MS Windows e chi il volitivo e fantasioso Apple Macintosh; e le mail erano fogli da spedire a mezzo Fax.

Ma già poter avere in casa uno “scatolone” di metallo con schermo e tastiera denominato “PC” distanziava i “dinosauri” dagli emergenti.

Poco dopo quei miei ventuno anni la tecnologia “www”era arrivata in Italia quasi sottotraccia nel “famoso” (per i soli appassionati del settore) snodo di Agorà Telematica (ed apparati similari) ed alla fine del 1994 le porte virtuali dell’Italia con il mondo si potevano dire aperte.

Per connettersi e comunicare “all around” però non contavamo i Giga ma ancora i…..gettoni SIP, necessari per chiamare dalle tante cabine telefoniche stradali; ed ovviamente con Stradario cartaceo al posto del navigatore e tanta avventura ci muovevamo nel traffico cittadino ancora ignaro di ZTL, Strisce Blu e limiti alla circolazione.

L’unico limite accettato era stato quello alla Benzina “Rossa”, con l’arrivo di Retrofit e marmitte catalitiche. Chi avrebbe mai potuto immaginare il marasma ecologista di questi tempi?

Un’auto di dieci anni non era un’arma puntata contro l’ambiente ma era l’indice di un amore e di una fedeltà, in un tempo che ancora comprendeva Autobianchi, Innocenti, UAZ, Rover, Austin, Saab tanto per ricordare nomi ormai buoni solo per i libri di storia; ma soprattutto un tempo che stava appena per saggiare l’esplosione del fenomeno “Diesel” sdoganato ormai dal solo concetto di “stradista” e buono per tutti gli usi.

Le auto non si compravano dal “Dealer” ma dall’Autosalone, così chiamato con un certo vezzo da chi sentiva di varcare un poco la stanza dei desideri quando vi faceva visita per toccare con mano le novità del momento.

L’informazione tecnica e commerciale?

and rover discovery sport 2020 prova su strada

L’automotive, come era una volta

Idem come sopra, gli Autosaloni; oppure le tante (molte di più) Officine di vicinato dove al Sabato mattina ti presentavi con lo scontrino del caffè pagato per far “orecchiare” all’amico meccanico la regolarità della tua auto; e per i più fissati ed eroici l’appuntamento atteso ogni fine anno era l’affollatissimo treno notturno diretto a Bologna, per il Motorshow di Dicembre.

Parliamo di un’epoca in cui ancora era plausibile ed invidiabile salire sulla propria “Fiat Uno Turbo II° serie” usandola da Martedì a Venerdì per il tragitto casa-lavoro, per poi “spogliarla” e affrontarci da Gruppo N le Prove Speciali di un Rally regionale o di una Cronoscalata; tempi, insomma, ormai persi nella nebbia dei ricordi.

Poi, pochi anni dopo quei miei ventuno, nel mondo dell’auto ci ho davvero lavorato. Ricordo la nascita dei primi “Village” dove erano esposte fiumane intere di auto, con gli Uffici Marketing delle Case Madri che mettevano a disposizione contemporaneamente – per ogni modello – le “Demo” per le prove su strada, le auto per la Stampa, le Courtesy Car perchè gli investimenti “prelaunch” erano il primo segno di superiorità commerciale e strategica. Senza andare con la memoria alle mitiche crociere della Citroen per il lancio promozionale dei suoi modelli.

Di fronte a questo scenario, dovrei essere semplicemente un nostalgico; ed invece no.

Mi sento, alla luce di quel periodo, di salutare e ringraziare per il suo progetto ed il suo impegno un ragazzo che a ventuno anni, nel 2014, creò il suo primo laboratorio di passione e lavoro: “Autoprove”, una piattaforma che vive della dimensione “Internettiana” non solo perché il mondo dei magazine “fisici” e della carta stampata sarebbe oggi un suicidio per una Start Up informativa; ma anche perché il Web lancia delle sfide che quel giovane ventunenne dieci anni fa ha deciso caparbiamente di cavalcare e provare a vincere.

Quando Autoprove è nata, Antonio era già un “nativo digitale” e dunque ha avuto un indubbio “spin” nel poter dialogare con un mondo che giornalisti e professionisti molto più anziani di lui hanno approcciato più per necessità che per vocazione: per questo diverse estensioni telematiche di Riviste cartacee hanno fallito le premesse e gli obbiettivi, oppure hanno dovuto attendere anni per poter avere successo nonostante investimenti colossali.

“Autoprove” è nata invece – nonostante un progetto “Work in Progress” – con alcuni capisaldi ben chiari nella mente del giovane Antonio: garantire una informazione trasparente e partecipativa (quasi come se a sedere nel posto di guida dell’auto fossimo noi spettatori), corredata di ottima ambientazione multimediale (videoprove, commenti, interviste) e soprattutto creare il desiderio e la curiosità – nell’utente del sito – di toccare con mano e provare quella specifica auto oggetto di un servizio o di un video.

Direi di più: la stessa piattaforma è un continuo “Tutorial” dedicato ai tanti che vorrebbero, senza dilapidare fortune, costruire un proprio profilo professionale “Social”; a loro Antonio dimostra ogni giorno come, senza dover a tutti i costi apparire un “Guru”, un modo rispettoso ed essenziale di proporsi può essere una chiave di successo nel Web.

E Voi, cosa ne pensate di…?

Ecco la formula magica di Autoprove: basta con quel pomposo ed autoreferenziale “Ipse Dixit” che tende a seppellire le curiosità degli spettatori sotto il corredo di sentenze e giudizi declinati dal professore di turno alla guida di un’auto. Voi siete contenti di avere un maestrino alla guida che Vi impone il suo pensiero? Spero di no…….

Per fortuna Antonio non ragiona così: l’auto che lui in quel momento sta provando rappresenterà qualcosa di diverso per ciascuno dei diversi acquirenti ed utilizzatori, ed allora dunque perché sentirsi inutilmente e superbamente un rappresentante eletto di ciascuno? Meglio, molto meglio fare come lui ed offrire a tutti noi un “Diario di Bordo” che ogni altro automobilista potrà completare con le sue proprie sensazioni. Perché è da queste che in modo prioritario si parte per la scelta di un’auto.

Avere come Antonio la capacità di trasmettere e non di “bollare” determinate sensazioni è un modo di comunicare che le Case dovrebbero saper premiare…

Negli anni Autoprove si è esteso ad una informazione completa su anticipazioni, tendenze, temi di attualità; ma anche Sport, passione Vintage e storie di momenti importanti del mercato e dell’Industria. “Autoprove Yesterway” ne è un esempio.

Questo primo decennale di “Autoprove” si è speso nella rappresentazione di un’epoca di mercato come forse nessun’altra è stata, passando dalla eco del Crack Lehman e della crisi dei Debiti sovrani; per vivere in diretta l’esplosione della ecomobilità elettrica e le grandi tempeste sulle spalle dei “tradizionalisti” (Crisi finanziarie e default, DieselGate, crisi dei semiconduttori) coprendo anche le nuove possibili frontiere del mercato prossimo futuro (Guida Autonoma, Delivery, Smart Mobility, uso condiviso del mezzo).

In mezzo a tutto questo, occorre dirlo, è finito anche un periodo purtroppo davvero critico per gli investimenti promozionali da parte di Dealer e Case Auto. Questo significa lavorare con ridotte disponibilità di mezzi, ben pochi eventi tematici e soprattutto una forte e pregiudiziale diffidenza dei Manager verso i “giusti” investimenti in visibilità ed informazione. Non che “Autoprove” voglia autodefinirsi portatrice del Verbo; tuttavia lasciatemi dire che Antonio, alla luce della professionalità e soprattutto dei risultati di traffico e preferenza sui motori di Ricerca, fatica davvero tanto a gestire tutto questo. Ma non molla, e fa bene.

So che i traguardi non sono finiti, per un Magazine che vuole in primo luogo offrire sicurezza, obbiettività e condivisione nelle informazioni: il prossimo passaggio obbligato potrà essere l’approfondimento su temi tornati di profonda attualità, come Aftermarket, gestione dell’auto, forme alternative di utilizzo ed alimentazione.

E di sicuro il bravo Antonio non si fermerà a questo. Lieto io di poter collaborare, dove possibile, anche con un po’ di memoria storica. E grazie a tutti Voi che seguite il nostro lavoro.

Buon decennale, dunque, piccola grande Autoprove: il meglio deve ancora arrivare.

Riccardo Bellumori

Nuova Togg T10F 2024: sfida BMW Serie 5

La nuova Togg TF10 è la berlina made in Turchia che sfida BMW Seire 5.

Togg non è una casa automobilistica nota ai più, ma è il nome del primo grande produttore nazionale di veicoli elettrici (EV) in Turchia. Fondata nel 2018, l’azienda ha presentato il suo primo EV – il SUV T10X – nel 2019 e ha iniziato la produzione nel 2022. Quest’anno, Togg ha rivelato il suo secondo modello sotto forma di berlina fastback chiamata T10F, che sarà in vendita nel 2025.

Con una lunghezza di 4.830 mm, una larghezza di 1.881 mm, un’altezza di 1.560 mm e un passo di 2.890 mm, la T10F si colloca nel segmento C delle berline. Il design ricorda quello della Skoda Octavia, con elementi di spicco come la griglia chiusa, i fari sottili e le luci diurne a forma di L avvolte dai fendinebbia.

Nella parte posteriore della nuova Togg TF10 si nota un accenno alla BYD Seal con i fanali posteriori collegati da una barra luminosa, mentre la grembiulatura inferiore presenta finiture che imitano la forma dei DRL anteriori. Altri elementi degni di nota sono le telecamere laterali al posto degli specchietti tradizionali, le maniglie delle porte a filo, il tetto e i montanti neri a contrasto e l’ampio tetto in vetro.

DATI TECNICI E DOTAZIONI

All’interno la Togg T10F è un concentrato di tecnologia con ben 41,3 pollici di schermo. Davanti al guidatore c’è un display da 12,3 pollici sul quadro strumenti, a cui si aggiungono un touchscreen da 29 pollici per l’infotainment e un ulteriore touchscreen da 8 pollici davanti al passeggero anteriore. Il tutto è alimentato da un processore Snapdragon, che consente anche l’accesso a Internet mobile ad alta velocità, l’hotspot Wi-Fi e la telematica tramite l’app Trumore.

Per quanto riguarda i motori, la variante base della Togg TF10 è dotata di un motore elettrico montato posteriormente che eroga 218 CV (215 CV o 160 kW) e 350 Nm di coppia. È disponibile anche un’opzione di trazione integrale che aggiunge un secondo motore elettrico all’anteriore per la trazione integrale e una potenza totale del sistema di 435 CV (429 CV o 320 kW) e 700 Nm.

La variante base scatta da 0 a 100 km/h in 7,2 secondi, mentre l’opzione a doppio motore richiede solo 4,6 secondi. Ulteriori dettagli sono limitati, ma Togg dichiara un’autonomia classificata WLTP di 600 km con la batteria a lungo raggio, che secondo quanto riferito ha una capacità energetica di 88,5 kWh. Si dice anche che la batteria più piccola possa garantire 350 km con una capacità di 52,4 kWh.

La ricarica rapida in corrente continua a 180 kW fa parte della dotazione del T10F – che consente alla batteria di passare dal 20 all’80% dello stato di carica in 28 minuti – insieme al supporto vehicle-to-load (V2L).

La nuova Togg TF10 debutterà in Europa a fine 2024.

Nuova Audi Q6 e-tron 2025: Anteprima e Uscita

Conto alla rovescia iniziato, la nuova Audi Q6 e-tron ha ora una data per la sua anteprima mondiale dopo mesi e mesi di attesa.
L’attesa è finita. Il marchio dei quattro anelli ha già fissato la data del debutto mondiale del suo primo SUV elettrico di nuova generazione. L’Audi Q6 e-tron, che abbiamo già visto senza camuffature in un paio di occasioni, è pronta per la presentazione e non manca molto.

Negli ultimi mesi, i prototipi della nuova Audi Q6 e-tron sono usciti dal camuffamento dei test e hanno sfilato nudi all’interno di uno degli stabilimenti in Germania. Le unità pronte per la produzione in serie erano il segno che la prima mondiale era più vicina. Un momento per effettuare le convalide finali prima di un grande debutto che ha già una data.

Audi ha già fissato in calendario il suo prossimo grande appuntamento, diversi mesi dopo la prima anteprima all’ultima edizione del Salone di Monaco di Baviera, dove era prevista la presentazione ma dove abbiamo potuto vedere solo i suoi nuovi interni, oltre a un’anteprima degli esterni avvolti da un vinile speciale. L'”abito” è durato solo pochi giorni, perché è stato ri-velato nell’auto di prova, continuando con un tuning che sembrava non avere fine.

IL SUV ELETTRICO DI AUDI

L’Audi Q6 e-tron è arrivata da tempo.
Ma quasi due mesi dopo la presentazione della nuova Porsche Macan, con cui condivide la piattaforma di auto elettrica premium, l’Audi Q6 e-tron è pronta per il suo momento di gloria. La nuova Q6 e-tron sarà presentata il 18 marzo e la Casa di Ingolstadt ha svelato una prima anteprima ufficiale in cui è possibile vedere parte della sua silhouette e del volume posteriore, oltre alla luce laterale sinistra. Una vista che corrisponde chiaramente al modello più familiare delle due proposte che Audi offrirà. Per il momento, la nuova Audi Q6 e-tron sarà la protagonista principale, in attesa che il costruttore confermi la presenza della Q6 Sportback e-tron. La variante con carrozzeria più sportiva è stata vista anche senza camuffature, solo con le tipiche protezioni di fabbrica, quindi non sarebbe strana una doppia presentazione, anche se il marchio tedesco potrebbe scegliere di separarle.La nuova Audi Q5 riappare nei suoi ultimi test invernali, alleggerita nelle camuffature dopo due lunghissimi anni di sviluppo.
Poiché la presentazione è legata ai piani di Porsche, e la nuova Macan inizierà ad arrivare nelle concessionarie europee a fine primavera, la nuova Audi Q6 e-tron non dovrebbe seguire l’esempio fino a metà estate. Tra meno di due settimane saranno resi noti i dettagli tecnici relativi alle misure e alle prestazioni di questo SUV elettrico, che avrà un’autonomia di 500 chilometri con una singola carica, e saranno annunciati anche i prezzi.

La Ferrari F512 M di Bergher: ritrovata dopo 29 anni

Ricompare la Ferrari F512 M rubata a Gerhard Berger nel 1995.

Con quattordici campionati mondiali di Formula 1 tra il 1984 e il 1997 e dieci vittorie nella disciplina più importante dell’automobilismo, Gerhard Berger ha avuto una prolifica carriera in F1. Ha corso per la Ferrari per sei stagioni. Probabilmente è per questo che è stato uno dei pochi proprietari della F512 M, l’ultima evoluzione della Testarossa, di cui sono stati prodotti solo 501 esemplari tra la fine del 1994 e l’inizio del 1996. Ma il pilota austriaco ebbe appena il tempo di godersela, perché l’auto gli fu rubata a Imola durante il weekend del Gran Premio di San Marino nell’aprile 1995. Quasi ventinove anni dopo, la coupé è stata appena ritrovata. Nel frattempo, ha fatto il giro del mondo.

LA SPORTIVA FERRARI

È stata la Metropolitan Police di Greater London, con l’aiuto della National Crime Agency del Regno Unito, a recuperare la Ferrari scomparsa. La casa di Maranello li aveva contattati a gennaio dopo aver ispezionato l’auto per il suo nuovo proprietario, un americano che l’aveva appena acquistata con l’aiuto di un broker britannico. Il reparto Classiche del marchio è spesso chiamato dai clienti ad autenticare veicoli usati o da collezione adornati con il Cavallino Rampante, e sono stati i controlli effettuati su questa Ferrari F512 M rossa a stabilire che si trattava del modello rubato a Gerhard Berger.

DATI TECNICI E MOTORE

La polizia britannica, che ha condotto le indagini, è riuscita a ricostruire la storia dell’auto collaborando con i colleghi di altri Paesi. Hanno scoperto che la coupé italiana era stata spedita in Giappone poco dopo il furto e poi trasportata nel Regno Unito nel 2023. Alimentata da un V12 flat-top da 440 CV (già di per sé una rarità per la sua architettura), la F512 M ha attualmente un valore compreso tra 350.000 e 650.000 euro, a seconda delle sue condizioni e della sua storia, secondo le aste più recenti.

La Metropolitan Police ricorda che “le Ferrari di due piloti di Formula 1 sono state rubate” al GP di San Marino del 1995. La seconda era probabilmente quella del francese Jean Alesi, all’epoca compagno di squadra di Berger. Da allora non è più emerso pubblicamente.

Nuovo Ford Explorer 2025: il Rendering Mustang

Ford ha presentato il nuovo Explorer 2025 all’inizio di febbraio e, per la maggior parte, pensiamo che sia piuttosto bello. Certo, non è quello che chiameremmo sexy o affascinante, ma ha una presenza imponente e alcuni elementi di design robusto. Ma come sarebbe il nuovo Explorer se Ford si ispirasse alla Mustang di settima generazione?

L’artista digitale Kelsonik ha creato un paio di rendering che lo illustrano e, sebbene la Mustang e l’Explorer siano veicoli intrinsecamente diversi, alcuni elementi di design si integrano perfettamente con entrambi i modelli.

Il frontale del nuovo Ford Explorer 2025 si distingue dal nuovo modello grazie ai fari presi direttamente dalla Mustang. Questi fari sono più stretti e leggermente più aggressivi di quelli montati di serie sul SUV e gli conferiscono un aspetto molto più sportivo. Inoltre, sono state integrate una nuova griglia e prese d’aria rimodellate simili a quelle della Mustang. Il cofano è persino dotato di estrattori d’aria per mantenere fresco il vano motore.

IL SUV ENORME

Ci piacciono molto anche le ruote montate sulla vettura. Questi cerchi hanno un design a cinque razze con elementi neri e argento e sono avvolti da pneumatici a basso profilo.

In termini di potenza, l’attuale 2025 Explorer che potrete acquistare in concessionaria è disponibile con un quattro cilindri EcoBoost turbo da 2,3 litri con 300 CV e 310 lb-ft (420 Nm) di coppia. Chi cerca più potenza può optare per la ST con il suo EcoBoost V6 da 3,0 litri che eroga 400 CV e 563 Nm di coppia.

Purtroppo, Ford non vende l’Explorer con il V8 Coyote da 5,0 litri aspirato naturalmente della Mustang e difficilmente lo farà in futuro. Diremmo che ci sono anche zero possibilità che la Ford modifichi il suo design per assomigliare alla vettura sportiva, ma è bello sognare, no?

Nuova Dodge Charger 2025: Anteprima e Dati Tecnici

Nuova Dodge Charger ha più facce: trazione integrale, coupé e liftback, benzina ed elettrica.
Stellantis Corporation ha presentato la versione di serie della nuova Charger: ora un’intera famiglia di modelli sportivi con carrozzeria a tre e cinque porte, con propulsori a benzina ed elettrici tra cui scegliere.

Il marchio Dodge aveva annunciato la nuova Charger nell’agosto 2022 con la presentazione della concept coupé elettrica Charger Daytona SRT. Oggi si è scoperto che la nuova Charger di serie sarà molto più versatile del concept: sostituirà le vecchie Charger berlina e Challenger coupé, già ritirate dalla produzione, mentre l’elettrificazione completa non sarà – nella gamma dichiarata anche versioni a benzina. Le tre porte elettriche saranno le prime a entrare in produzione nello stabilimento di Stellantis a Windsor, Ontario, Canada, quest’estate. Le coupé e le liftback a benzina, così come le liftback elettriche, entreranno in produzione nello stesso stabilimento nel primo trimestre del 2025.

La nuova Charger è basata sulla piattaforma modulare STLA Large, ha una sospensione multi-leva completamente indipendente “all round” con ammortizzatori adattivi regolabili elettronicamente, nelle ruote ci sono potenti freni a disco Brembo. Coupé e liftback hanno lo stesso passo – 3073 mm. Le dimensioni della cinque porte liftback non sono ancora state rese note. La lunghezza complessiva della tre porte è di 5248 mm, la larghezza di 2027 mm e l’altezza di 1499 mm. I cerchi di serie sono da 20 pollici, le dimensioni dei pneumatici di punta Goodyear Eagle F1 Supercar 3 – 305/35 ZR 20 all’anteriore e 325/35 ZR 20 al posteriore.

La Dodge Charger coupé di serie, in termini di design, non è molto diversa dal modello concept del 2022: nella parte superiore della mascherina anteriore sono stati mantenuti lo spoiler integrato R-Wing e l’emblema luminoso a tre punte Fratzog, mutuato dalle maslkar Dodge del periodo 1962-1976. Il portabagagli di entrambe le carrozzerie si apre con il lunotto.

Il volume del bagagliaio principale della coupé è di 682 litri secondo il metodo SAE (con gli schienali ripiegati del sedile posteriore – 1090 litri), le versioni elettriche hanno un piccolo bagagliaio aggiuntivo davanti da 42 litri, nel quale è comodo riporre un cavo di ricarica.
Gli interni della Dodge Charger di serie sono pressoché identici a quelli della concept, con l’eccezione di una minore presenza di LED nell’arredamento e di un volante più arrotondato, ma ancora un po’ appiattito.

Lo schermo della strumentazione di serie è da 10,25 pollici, con uno schermo da 16 pollici disponibile a un costo aggiuntivo. Lo schermo multimediale centrale con sistema Uconnect 5 è da 12,3 pollici. La plancia è completata da uno schermo di proiezione sul parabrezza e, con il Track Package opzionale, l’auto riceve un videoregistratore ad alta definizione su cui è possibile registrare le gare in pista. I sedili di serie sono in tessuto e similpelle, mentre quelli superiori sono rivestiti in vera pelle. L’impianto audio Alpine di serie da 506 watt è dotato di 9 altoparlanti e un subwoofer, mentre un impianto audio dello stesso produttore da 914 watt con 18 altoparlanti e un subwoofer è disponibile a pagamento.
Le versioni elettriche hanno un’architettura a 400 volt e sono denominate Daytona; al momento del lancio ce ne saranno due: la Daytona R/T e la Daytona Scat Pack, entrambe con propulsori a doppio motore (un motore per asse) e dotate del pacchetto prestazionale di base Direct Connection Stage 1, mentre la Daytona Scat Pack è dotata anche del Direct Connection Stage 2. La Charger Daytona R/T ha una potenza massima di 503 CV e la Charger Daytona Scat Pack di 679 CV, ma la potenza massima è disponibile solo per 15 secondi quando si preme il pulsante PowerShot sul volante. La Charger Daytona Scat Pack accelera da 0 a 100km/h in 3,3 secondi.

DATI TECNICI E MOTORI

La capacità della batteria al litio-nichel-cobalto-alluminio delle versioni elettriche è di 100,5 kWh, con celle prismatiche.

La Dodge Charger Daytona R/T può percorrere con una sola carica 510 km nel ciclo EPA (si tratta di un valore stimato, non esiste ancora una certificazione), la Charger Daytona Scat Pack 418 km.

La potenza massima di ricarica della batteria è di 183 kW.
Le versioni elettriche sono dotate del sistema di “scarico” acustico brevettato Fratzonic a doppia camera esterna, che genera un suono drammatico di 126 dB durante l’accelerazione (questo sistema può essere disattivato forzatamente).

Il motore delle versioni elettriche dispone di diverse modalità di guida, tra cui la modalità ciambella (che consente di effettuare giri in sbandata su una piccola superficie), la modalità drift a tre livelli, la modalità di partenza rapida, la modalità di riscaldamento degli pneumatici e la modalità di riscaldamento del propulsore prima di un giro veloce.
Le versioni a benzina della nuova Dodge Charger 2024 sono equipaggiate con il sei biturbo in linea Hurricane da 3,0 litri, per cui sono denominate Sixpack. Sulla Charger Sixpack HO coupé questo motore produce 558 CV, sulla Charger Sixpack SO liftback – 426 CV, entrambe le versioni hanno di serie la trazione integrale, il cambio – “automatico” idromeccanico a 8 rapporti.