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Negli USA fuori Volkswagen ID.4 e dentro Atlas

Il crossover completamente elettrico tornerà sul mercato americano, ma solo dopo un restyling e con il nome di ID. Tiguan.

Il marchio Volkswagen ha presentato nel 2020 il crossover «ecologico» ID.4, basato sulla piattaforma modulare MEB. La produzione del modello è stata avviata negli stabilimenti di Emden e Zwickau (Germania), negli stabilimenti SAIC-VW e FAW-VW in Cina, nonché nello stabilimento di Chattanooga (Tennessee, USA). Da notare che, secondo i calcoli dell’azienda, le vendite del SUV sul mercato americano sono aumentate in modo significativo: nel 2025 i concessionari ne hanno venduti 22.373 esemplari, il 31,4% in più rispetto al 2024.

Ciononostante, il produttore ha deciso di abbandonare a breve la produzione dell’attuale Volkswagen ID.4 nello stabilimento del Tennessee. Secondo un comunicato ufficiale della sede americana di VW, l’azienda intende aumentare i volumi di produzione dei modelli più richiesti. Per questo motivo, interromperà la produzione della Volkswagen ID.4 a Chattanooga a partire dalla metà di aprile 2026. La capacità produttiva liberata sarà utilizzata per «modelli più popolari».
L’ufficio stampa ufficiale VW ha sottolineato che il ruolo centrale nella nuova strategia produttiva sarà assegnato al crossover Atlas di seconda generazione, presentato la scorsa settimana. La produzione di questa novità nello stabilimento del Tennessee inizierà nell’estate del 2026, mentre i primi esemplari arriveranno presso i concessionari in autunno. Da notare che le vendite del modello precedente – il «primo» Atlas – nel 2025 sono state pari a 71.044 unità (il 5,9% in meno rispetto all’anno precedente).

LA SCELTA STRATEGICA

Le Volkswagen ID.4 2026 continueranno ad essere disponibili per i clienti negli Stati Uniti ai prezzi attuali. Secondo il sito ufficiale del marchio, la versione base del SUV sul mercato americano costa attualmente non meno di 45.095 dollari (equivalenti a circa 3,48 milioni di rubli al tasso di cambio attuale), mentre l’acquisto della versione top di gamma costerà 57.655 dollari.

L’azienda ha aggiunto che «al momento è in programma il lancio di una nuova versione dell’ID.4 per il mercato nordamericano; i dettagli saranno resi noti in seguito». A quanto pare, se il crossover elettrico tornerà sulla linea di produzione dello stabilimento negli Stati Uniti, sarà già dopo il prossimo restyling e, molto probabilmente, con un altro nome. Come riportato in precedenza da Kolesa.ru, il SUV aggiornato arriverà nello stabilimento di Emden, in Germania, nel novembre 2026, con il nome di Volkswagen ID. Tiguan.
Alla base del SUV «verde» rinnovato ci sarà la piattaforma MEB+ migliorata. Si prevede che l’estetica del modello subirà una revisione significativa, poiché il marchio intende abbandonare il design “a forma di pesce” delle prime auto elettriche della famiglia ID a favore di forme più tradizionali. All’interno, ovviamente, ci saranno più pulsanti fisici e la qualità dei materiali di rivestimento sarà migliorata.

Hyundai Ioniq 9 Calligraphy prova su strada

Ciao a tutti amici di Autoprove.it! Benvenuti a questa prova su strada della Hyundai Ioniq 9, un SUV XXL davvero premium che offre spazio e comfort per 7 persone.
Seguiteci nel mio test drive vi porto a scoprire ogni dettaglio di questo modello a partire dalle caratteristiche innovative dell’allestimento top di gamma Calligraphy.

Nuova Peugeot 2008 2026: Anteprima Restyling

Come molti modelli contemporanei, l’attuale Peugeot 2008 a benzina rimarrà in produzione per affiancare la sua controparte completamente elettrica.
Se tutto fosse andato per il meglio in casa Stellantis, il restyling delle Peugeot 208 e 2008 – lanciate insieme nel 2019 – avrebbe dovuto essere in corso quest’anno, in linea con i cicli di vita medi dei prodotti tipici del settore automobilistico. Purtroppo, gli errori strategici della precedente dirigenza, guidata da un certo Carlos Tavares, hanno ritardato in modo significativo questi due progetti, così come la futura Opel Corsa, che dovrebbe anch’essa basarsi sulla stessa piattaforma tecnica. La nuovissima piattaforma STLA Small era stata inizialmente promessa come multi-energia, prima che i suoi creatori optassero per l’esclusività di un propulsore 100% elettrico.
Di conseguenza, la nuovissima Peugeot E-2008, prevista per il 2028, condividerà probabilmente la gamma con una versione rivista del modello precedente, poiché il mercato non è ancora pronto. Nonostante l’ascesa dei veicoli elettrici, la domanda di motori alimentati a combustibili fossili rimarrà maggioritaria per molti anni a venire. Dopo il restyling del 2023, un secondo restyling della 2008 sarà quindi introdotto tra due anni, quando il modello sarà sul mercato da nove anni.

Rendering Auto-moto.com

LO STILE AFFILATO

Mentre ci si possono aspettare modifiche minori agli interni, lo stile esterno è destinato a subire un’evoluzione significativa in linea con i temi di design introdotti dalla concept car Polygon lo scorso autunno. Come suggerisce la nostra illustrazione esclusiva, la futura Peugeot 2008 sarà caratterizzata da tre strisce luminose nella parte anteriore, sotto i fari principali, mentre il paraurti presenterà linee trapezoidali intersecanti, tra le pieghe della carrozzeria e i contorni della griglia. E per la prima volta, un leone retroilluminato troneggerà con orgoglio all’estremità del cofano. Per il resto, le modifiche al profilo si concentreranno principalmente sull’introduzione di nuovi cerchi in lega, mentre la parte posteriore modificherà sicuramente la sua striscia luminosa per conformarsi al linguaggio stilistico introdotto dalla Polygon, compresa la scritta Peugeot illuminata in rosso.
Sotto il cofano, la Peugeot 2008 restylizzata dovrebbe abbandonare i motori 100% elettrici che l’hanno animata fino ad ora, lasciando così spazio alla nuova generazione, meglio ottimizzata sotto questo aspetto. Sarà quindi dotata esclusivamente di propulsori ibridi, mantenendo in particolare le unità elettrificate a 48 V, che erogano 110 CV e 145 CV. Ma l’attenzione principale sarà rivolta all’introduzione del nuovissimo propulsore ibrido completo, basato su un principio di funzionamento simile a quello di Renault, Toyota o, più recentemente, Mercedes.

DENZA: arriva in Europa il Brand diversamente Premium di BYD

Denza arriva nel Vecchio Continente: Germania, Francia, Italia, Spagna e Regno Unito saranno i  mercati di Start up per poi sbarcare in altri paesi in un secondo approccio. 

Il motto “Technology drives Elegance” è esplicativo della missiondel Brand asiatico appartenente alla galassia BYD: offrire livelli altissimi di tecnologia facilmente fruibile dagli utenti e integrata nella vita e nel traffico di tutti i giorni, garantendo tuttavia fruibilità e qualità della vita a bordo davvero speciale. E’ questa la mission di “Shenzen BYD New Energy”, il brand nato nel 2010 dentro il Gruppo e che appunto all’inizio si chiamava così.

La sua storia?

Nasce nel 2010 e fin dall’inizio punta al posizionamento delle auto di lusso a energia pulita, intelligenti e sicure capaci di crearevalore anche sensoriale per il target potenziale.

Alla base c’è la Joint Venture tra BYD (90% di quota di controllo) e Mercedes Benz (10%) – Shenzen BYD Daimler New Technology Co. Ltd. – avviata da un protocollo d’intesa per la progettazione e lo sviluppo congiunto di auto elettriche di rango e classe elevati: da questa deriva la creazione del Brand DENZA nel 2012 e due anni dopo avviene la presentazione del primo prototipo full electric del nuovo Marchio. Tutto questo mentre in Europa una ex Partner Mercedes, cioè Tesla, si avviava a diventare una icònadella nuova mobilità elettrica di stampo Premium.

Tornando alla prima della nuova Denza a Pechino, era evidente l’influenza formale di Stoccarda in una quasi monovolume ispirata alla Classe B dell’epoca che sfoggiava tuttavia l’apertura delle portiere posteriori “a vento” evitando totalmente il montante centrale. 

Interni in pelle e radica, sistema multimediale e navigatore con in più la possibilità di un impianto audio Harman Kardon facevano da cornice al cuore tecnico: motore elettrico da 115 cv, alimentato da batterie al litio-ferro-fosfato sviluppate da BYD integrate nel pianale secondo criteri di sicurezza al top del periodo.

Altre pietre miliari, che perfezionano sempre di più Denza verso la propria mission sono state Denza 500 e Denza “X” che di fatto è il primo Premium Suv di grandi dimensioni del Brand. 

Ovviamente interessata dal Lockdown sanitario nel 2020, Denzaarriva alla fine del 2021 con una grande trasformazione aziendale: Mercedes Benz cede la sua quota di Joint Venture ed esce dalla partnership, in parte per una sorta di incompatibilità di Denza con gli obbiettivi commerciali cinesi e internazionali di Mercedes (presenza nel settore “Top Premium” dove piano piano anche Denza ha deciso di posizionarsi); dall’altra il distacco era maturato dentro la volontà di Mercedes di concentrarsi sul rafforzamento dentro il mercato cinese che dopo il Lockdownaveva mostrato segni di debolezza per l’offerta di prestigio europea.

Poco male, il Know How e la caratterizzazione di BYD come Tech Company supplisce egregiamente alla fine del rapporto pur prestigioso con Mercedes, e coincide tutto questo con una vera e propria esplosione di Denza nelle vendite e nei volumi: D9, il Monovolume portabandiera del Marchio, vende ben 200.000 esemplari in poco tempo mentre si prepara l’arrivo sul mercato di Z9 GT, la spaziosa Shooting Brake 5 porte che qualifica ancora di più Denza sul mercato Premium.

Storia di Denza, il Brand Premium di BYD: o “diversamente Premium”?

Mercato dove, secondo noi, Denza non si presenta come concorrente elettiva di Tesla (tanto, di riffa o di raffa, il frontismo tra il Gruppo cinese e la creatura di Elon Musk rispunta sempre fuori da qualche media o da qualche opinionista di ventura) o dei principali Premium brand di matrice occidentale. No, secondo noi l’essere Premium (categoria che va persino stretta, in certi ambiti) di Denza mette il brand in diretto confronto con la matrice tipicamente asiatica ed orientale del comparto: dunque concorrenti elettive e dirette di Denza sono ovviamente – a livello internazionale – Lexus e Acura, Infiniti e – dentro una dimensione territoriale abbastanza diversa dal Giappone – anche Genesis; oltre ovviamente ai Brand asiatici assortiti che – secondo gli schemi di valutazione che noi occidentali adottiamo verso il comparto Premium, abitano o abiteranno questa dimensione. 

Nella quale tuttavia la cultura asiatica di trend recente inserisce e valorizza, oltre ai canoni ed ai paradigmi occidentali, diverse sfumature che – al contrario – i Costruttori europei talvolta trascurano: ecco dunque la cura dei particolari di vivibilità e socialità interna, la sonorità e la superficie vetrata, ecco tutti quei piccoli particolari che – tra l’altro – anni fa qualificavano l’eccellenza artigianale dei distretti europei (la pelle dei sedili, la radica ed il legno pregiato, l’acustica studiata alla perfezione, etc.); tutte peculiarità che – inspiegabilmente – si sono perse per strada nel corso degli ultimi anni dentro al Vecchio Continente.

E sono soprattutto i particolari il regno delle meraviglie di Denzache – nonostante la Gamma molto ridotta con cui approccia per la prima volta al mercato europeo – offre al Vecchio Continente non tanto due modelli (D9 Monovolume e Z9 GT Shooting Brakeberlina) tra loro complementari; ma quanto due veri e propri paradigmi commerciali e identitari della mission e della potenza tecnologica e commerciale di Denza: da un lato la espressione del multispazio di elite (D9) dove professare un nuovo concetto di convivialità legata all’uso dell’auto; e dall’altra una ShootingBrake che nonostante dimensioni e prestazioni “XXL” proietta peculiarità tecniche ed ergonomiche che ne fanno un mezzo ottimo per qualunque tipo di utilizzo in qualunque ambiente. 

E, tanto per continuare ad essere anticonvenzionali anche noi di Autoprove.it, cominciamo a parlare del Monovolume taglia gigante e fascia Premium “D9”. Chi ci segue con più assiduità sa perché: il segmento dei Monovolume, praticamente ormai disertato dai Costruttori continentali, meriterebbe più attenzione anche in Europa.

DENZA D9: non portate la Vostra casa in viaggio, è Lei che Vi fa viaggiare come dentro casa

Proiettate l’impronta a terra di questo rettangolo: 5,25 metri di lunghezza per 1,95 metri di larghezza, praticamente il balconcino di un appartamento residenziale; divertitevi a passeggiarvi all’interno e, insomma, di certo non soffocherete per lo spazio angusto. 

Ora sollevate idealmente superfici verticali alte 1 metro e 92. Avete appena ricostruito il parallelepipedo elettivo di uno dei più colossali e lussuosi Monovolume che abbiano mai percorso strade europee: Denza D9, presentato al salone di Ginevra del 2024 e monovolume più venduto in Cina nel 2025 con quasi 118 mila unità.

Una monovolume che può davvero scrivere pagine nuove sul concetto di “vivibilità” di spazi dentro un mezzo a quattro ruote, soprattutto in tema di percezioni e di sensazioni restituite agli ospiti di questa big sized Monovolume che, anche per effetto di un super-passo da 3,11 metri promette per i sette ospiti a bordo (e/o per i fino a 2.310 litri di volume per i bagagli) spazi da sala ricevimenti, silenziosità da biblioteca e comfort di bordo da SPA; porte scorrevoli, abitacolo con spazio per tutti e sette i passeggeri, compresi quelli della terza fila, disposti secondo la sequenza 2/2/3: 4 o 7 posti in funzione del bagaglio, 4 poltrone singole nelle prime due file (totalmente regolabili e ripiegabili) e divano di terza fila con relative regolazioni, ogni seduta offre funzione di ventilazione e massaggio.

E per accedere all’interno, porte scorrevoli laterali dietro alle classiche portiere anteriori ed un portellone “totale” posteriore incernierato sul tetto.

Tecnologia? Touchscreen da 15,6 pollici, più un quadro strumenti digitale da 10,25 pollici e da un display passeggero della stessa dimensione nel “Dashboard anteriore; due schermi LCD nei braccioli della seconda fila anche per il controllo individuale delle funzioni, e ulteriori display da 12,8 pollici integrati negli schienali della prima fila di sedili. Prese USB e piastre wireless “of course”;

come sono lontani i tempi in cui Ford intese stupire il mondo installando in plancia la Radio CD con caricatore automatico oltre a Playstation e minischermo LCD 7” dietro agli schienali delle prime due poltrone anteriori per rendere spaziale il Galaxy Ghia TDI 1.9 del 2001……

Ovviamente notevole e assortito il pacchetto di funzioni e servizi dedicati alla sicurezza: fino a nove airbag disposti nell’abitacolo, ma anche telecamere panoramiche, cruise control adattivo, avvisi, frenata attiva, e per alcune versioni in Cina è disponibile la funzione di parcheggio automatico e di parcheggio remoto. Tutto il resto della dotazione, degli allestimenti e dei listini in vigore lo sapremo in via specifica e definitiva in base alle informazioni più dettagliate sulle versioni di D9 per Europa ed Italia. 

Ma è di già sicuro che la tecnica di funzionamento del D9, almeno nella offerta Ibrida – e dunque con il motore 1.5 litri benzina 4 cilindri Turbo – sarà basata sul protocollo DM-i (ovvero Dual Mode Intelligent, ne abbiamo parlato in specifico per la ATTO 2 Hybrid Plugin testata a Milano a metà dello scorso mese di Marzo): dunque l’endotermico sarà associato nel funzionamento a due motori elettrici (uno per ogni asse) alimentati in fase “Full electric Zero Emission” – a motore endotermico in stand by – da una batteria da 58,5 kWh: si parla di una potenza combinata di 353 cavalli e di una autonomia di 210 km in solo elettrico e di 950 chilometri complessiva (batteria + endotermico come generatore).

Z9 GT, la Shooting Brake che sorprende

Come accennato sopra, la Gamma di approccio di Denza con il mercato europeo comprende la monovolume D9 e la ShootingBrake “Z9 GT”: quest’ultima è una berlina due volumi con il classico disegno posteriore agile e arrotondato che include un pratico portellone totale a corollario delle quattro portiere. In realtà secondo le anticipazioni programmatiche sarà lei, “Z9 GT” ad arrivare per prima sui mercati per poi dare spazio alla “D9”.

Z9 GT ha indubbiamente già fatto parlare di se’, all’atto della divulgazione delle prime info e dei repertori fotografici, per una apparente ispirazione stilistica alla versione “Shooting Brake” della Porsche Panamera, ma su questo ci sembra inutile proseguire con il fraseggio di opinioni a confronto; secondo noi il fatto che in Europa il profilo Shooting Brake sia raro e commentato sempre come eccezione alla regola fa diventare di per sé la Panameracome una sorta di benchmark elettivo in un confronto tuttavia che ha poco senso: la sportiva di Stoccarda nel suo Shooting Brakeaumenta le capacità volumetriche della versione coupè fastback 5 porte, mentre basta incedere con lo sguardo sul volume posteriore e verificare le misure di Denza Z9 GT per capire che all’esatto opposto la Shooting asiatica nasce proprio per offrire il massimo di spazio e comfort dentro un concetto sportivo ed executive: lunga quasi 5,20 metri la Z9 – contro i “soli” 5,05 metri di Panamera – per larghezze rispettive di 1,99 metri contro 1,94 metri, nella Denza è l’altezza a fare la vera differenza con ben sette centimetri in più a disposizione della Z9 rispetto alla Panamera. 

Ma se per leggere le interessanti specifiche potete cliccare al Link QUI, non perdeteVi anche la spiegazione sulla modalità di servizio “Flash Charging” BYD che ovviamente è uno dei pilastri complementari alla dimensione di acquisto ed utilizzo di Denza. Potete trovare la spiegazione cliccando su questo Link.

Come anticipato Denza inizia in Europa nei principali mercati continentali dell’auto o per volumi di immatricolato (Germania, Francia, Gran Bretagna) o secondo prestigio e valore culturale (Italia) oppure secondo posizione logistica strategica anche in riferimento al Nord Africa (Spagna); ma l’obiettivo del marchio cinese è entrare in maniera globale nel Vecchio Continente, arrivando ad almeno 30 Paesi entro la fine del 2026

Ovviamente, nell’esprimere anche noi la doverosa formula di “Benvenuti” rimaniamo in attenta attesa ed osservazione per capire skills, peculiarità e vantaggi della proposta commerciale di Denza, tenendoci comunque molto lontani da un certo pregiudizio preconcetto legato alla dimensione asiatica di Denza ed alla sua appartenenza al Gruppo BYD cui certo i Media europei non lesinano spazio quanto a servizi e commenti.

No, la cosa più logica e ragionevole che vogliamo pensare, a preludio di questa nuova avventura europea di Denza, è che in fondo per presentarsi al nuovo pubblico ha lanciato due architetture e concetti di auto non proprio banali o prevedibili (Shooting e maxi monovolume) e questo non ha sortito grandi riflessioni in merito; mentre probabilmente se avessimo recensito una eventuale start up europea od occidentale di nuovo Brand Premium, forse avremmo dovuto impegnare intere pagine nella descrizione dell’ennesimo maxi SUV di pregio sul mercato, e probabilmente nessuno avrebbe avuto coerenza e decenza di obbiettare nulla al riguardo…Eccezion fatta, forse, solo per Autoprove.

Riccardo Bellumori

Nuova Volkswagen T-Cross: Restyling in arrivo?

La Volkswagen T-Cross avrà presto un restyling in stile Taigun?

La quarta generazione del Tiguan ha segnato un vero punto di svolta nel design di Volkswagen. Si tratta di uno dei modelli più importanti del marchio, sfoggiando uno stile che farà da base per l’intera gamma, pur mantenendo differenze che gli permettono di conservare una personalità propria. Basta dare un’occhiata alla moderna seconda generazione del T‑Roc, che abbiamo già provato, e che si distingue perfettamente dal fratello maggiore.

Tuttavia, il più piccolo dell’offerta del costruttore subirà dei cambiamenti nei prossimi mesi. Anche se il nuovo Volkswagen ID. Cross verrà presentato come suo successore, a Wolfsburg hanno comunque in programma un secondo restyling per il T‑Cross, che gli permetterà di restare sul mercato ancora per qualche anno, evitando di sviluppare una generazione completamente nuova.

LO STILE AFFLATO

Un restyling come quello ricevuto dal Taigun. Questo è il nome con cui il Volkswagen T‑Cross è venduto in India, e lo abbiamo avvistato camuffato la scorsa estate. Allora, quelle foto spia evidenziavano miglioramenti più importanti davanti che dietro, e così è stato.

Il frontale di questo Taigun 2026 è molto più vicino a quello dei Tiguan e Tayron, come si nota chiaramente dalla forma dei nuovi fari LED, ora dotati di una luce diurna che corre in una striscia continua lungo il bordo superiore e che si estende attraverso la sottile griglia fino al faro opposto, collegandoli. Anche il logo del marchio è illuminato, mentre il paraurti presenta un nuovo design con più linee orizzontali che enfatizzano la larghezza.

Di lato non ci sono cambiamenti, a parte i nuovi cerchi in lega da 17 pollici, ma le novità arrivano al posteriore. I fari mantengono la forma originale, ma ancora una volta cambia la grafica luminosa delle funzioni. Tutti utilizzano tecnologia LED, il logo Volkswagen può illuminarsi e gli indicatori di direzione possono essere dinamici. Anche il paraurti posteriore è stato ridisegnato.

INTERNI E TECNOLOGIE

All’interno, ci sono ulteriori aggiornamenti. Il quadro strumenti digitale ora misura 10,25 pollici, mentre lo schermo touch della console centrale cresce fino a 10,1 pollici, con un software aggiornato che offre maggiore rapidità, grafica più moderna e funzioni aggiuntive, incluso un sistema di comandi vocali migliorato con intelligenza artificiale.

Come di consueto in questi aggiornamenti, il marchio ha migliorato la qualità dei materiali del cruscotto e dei pannelli porta, ampliando anche le opzioni di rivestimento per offrire un aspetto più ricercato all’abitacolo. Il Taigun introduce inoltre dotazioni speciali come il tetto panoramico, i sedili anteriori elettrici e ventilati, la ricarica wireless per smartphone e una nuova illuminazione ambientale.

Debutta anche un allestimento GT più caratteristico, con badge rossi sulle porte e sul frontale, rivestimenti grigi con cuciture e profili neri oppure neri con cuciture e profili rossi. Un allestimento più sportivo che, salvo sorprese, non sarà disponibile sul nuovo Volkswagen T‑Cross 2027.

In Europa, Volkswagen ha eliminato il motore benzina tre cilindri, quindi non sarà presente nel futuro restyling del T‑Cross. Tuttavia, nel Taigun 2026 questo propulsore rimane con gli stessi 115 CV, così come il 1.5 TSI con cambio DSG a sette rapporti.

Entrambi sono disponibili con cambio manuale a sei marce e anche con trasmissione automatica, anche se nel caso del 1.0 TSI quella a sei rapporti è stata sostituita da una nuova unità a otto rapporti. La DSG a sette marce del 1.5 TSI rimane invariata.

Naturalmente, questo restyling renderà il Taigun leggermente più costoso in India, così come aumenteranno di qualche centinaio di euro i prezzi del T‑Cross quando adotterà queste modifiche. Volkswagen prevede di introdurle nel corso del 2026, ma al momento non è nota la data precisa. La seconda metà dell’anno, o addirittura l’inizio del 2027, sembrano le ipotesi più probabili, così da non togliere visibilità al lancio dell’ID. Cross.

Milano Design Week 2026 e 10 anni di Saloni Auto all’aperto

L’occasione della Milano Design Week coinciderà anche con la Mostra multimediale “10 anni di Saloni dell’Auto all’aperto”; la giusta celebrazione di un format ideato da Andrea Levy, che lungo 10 anni ha ridato slancio, rinnovato e reinterpretato il modo di vivere gli eventi motoristici più importanti (come proprio i Motor Show) portando le automobili fuori dai padiglioni e dentro le città, tra piazze storiche e location iconiche (P.S.: noi di Autoprove.it abbiamo già avuto parole di elogio, a Settembre scorso, per la edizione del Salone di Torino 2025, nell’articolo che puoi trovare a questo Link ).

La mostra sarà inaugurata Lunedì 20 Aprile 2026 alle 9,30 a Via Tortona 35, proprio nel quadrilatero della Design Week (altro piccolo ricordo: a due passi, proprio, dal bellissimo “RD-Research & Design Center di G.A.C.” che abbiamo visitato con grande piacere due anni fa e di cui puoi trovare l’articolo cliccando al Link QUI ).

 

L’installazione di Via Tortona 35 racconterà con immagini e video la partecipazione all’aperto di oltre 70 Case Automobilistiche attraverso un maxi “Video Wall” di oltre 50 metri che ricorderà i protagonisti di ben dieci anni attraverso una selezione di dieci auto iconiche della collezione “777” di Andrea Levy.

Lui, ricordiamolo, oggi è un imprenditore di successo in ambito comunicazione ed organizzazione eventi; ma è anche un appassionato collezionista di auto sportive e supercar di diverse epoche; la sua passione è probabilmente anche figlia del luogo in cui Andrea è cresciuto (perché, al contrario, Andrea Levy è nato ad Ancona): Moncalieri, che insieme a tutto il perimetro della città di Torino ha arricchito con la sua tradizione motoristica e stilistica la passione per l’aristocrazia automobilistica.

Da lui anche l’ispirazione per il format del ritrovato Salone al Parco del Valentino prima e di “MIMO- Milano Monza Open Air Motorshow” di cui Levy è presidente.

 

A seguire, la conferenza stampa di presentazione delle edizioni 2026 di MIMO Milano Monza Motor Show, Salone Auto Torino e TADA, e alle ore 11.00 il Focus sul mercato delle auto elettriche in Italia, in Europa e nel Mondo, by Red Travel per TADA.

La mostra sarà aperta gratuitamente al pubblico dal 20 al 26 aprile 2026, per tutta la durata della Milano Design Week.

E dunque tutti dal 20 Aprile alla Milano Design Week per inaugurare insieme la mostra dedicata ai 10 anni di Saloni dell’Auto all’aperto

Riccardo Bellumori

BYD lancia la ricarica ultra rapida con il Flash Charging

Poco dopo aver annunciato in Cina la sua tecnologia di ricarica rapida da megawatt, BYD ha confermato che avrebbe portato la sua innovazione sul mercato globale. Autocar ci ha ora fornito i primi dettagli sulla rete, che punta a superare i Supercharger di Tesla in termini di velocità e ambizione.

Per rinfrescarvi la memoria, queste stazioni CC – dotate di portali a forma di T che ricordano le stazioni di servizio e consentono la ricarica su entrambi i lati dell’auto – permetteranno ai veicoli elettrici BYD e Denza compatibili di assorbire fino a 1.500 kW. In questo modo, possono ricaricare dal 10 al 70% (pronti a partire, sostiene l’azienda) in soli cinque minuti e dal 10 al 97% (praticamente una ricarica completa) in nove minuti. Questa promessa si estende anche ai PHEV dei marchi, anche se ovviamente quei veicoli si ricaricheranno a velocità inferiori.

Innanzitutto, ciò che BYD ha già dichiarato: introdurrà 6.000 di queste stazioni al di fuori della Cina nei prossimi 12 mesi, di cui 3.000 in Europa. Questo si aggiunge alle 5.000 già installate nel Regno di Mezzo, che dovrebbero espandersi fino a raggiungere ben 20.000 stazioni entro la fine dell’anno.

BYD descrive in dettaglio la rete globale di ricarica rapida da 1.500 kW: 6.000 stazioni al di fuori della Cina entro il 2027.

LA SFIDA A TESLA

BYD ha ancora una lunga strada da percorrere per raggiungere la base installata di Supercharger di Tesla, che ha superato gli 80.000 a livello globale. Un vantaggio che l’azienda ha dalla sua parte è che non ha bisogno di costruire caricatori negli Stati Uniti, dato che per le case automobilistiche cinesi non è ancora fattibile vendere auto in quel Paese.

Inoltre, la testata britannica riferisce che i caricatori saranno accessibili anche ai proprietari di veicoli elettrici non BYD e, almeno al di fuori della Cina, utilizzeranno la presa standard europea CCS2, già diffusa in Malesia. Secondo Diego Pareschi, direttore europeo per la ricarica di BYD, l’azienda collaborerà con partner terzi per installare stazioni Flash Charging in sedi già esistenti.

“Stiamo entrando in un mercato maturo [in Europa]. Non ha senso creare le proprie [sedi]. Le persone vogliono un’esperienza senza soluzione di continuità e con questo la otterranno”, ha affermato, aggiungendo che le stazioni porteranno il marchio Flash invece di BYD, poiché l’azienda vuole che la tecnologia “sia come l’USB: una cosa a sé stante”.

Per alleviare le preoccupazioni relative al fatto che un caricatore così potente possa causare un sovraccarico delle reti elettriche ovunque, le stazioni Flash Charging sono state configurate per consentire l’uso di sistemi di accumulo di energia in batterie (BESS) invece di attingere direttamente dalla rete. Le batterie possono essere ricaricate lentamente quando le stazioni non sono in uso, anche tramite energia solare. Tuttavia, proprio come con le stazioni BESS qui, ci si deve aspettare che le velocità di ricarica rallentino significativamente una volta che le batterie si esauriranno.

Sebbene le stazioni Flash Charging saranno aperte a tutti i veicoli elettrici, BYD vuole assicurarsi che le auto che supportano effettivamente la tecnologia possano entrare e uscire rapidamente senza essere rallentate da quelle che ricaricano più lentamente, e potrebbe introdurre una “tassa di congestione” in stile Tesla. “Stiamo ancora cercando un modo per disincentivare le persone che ricaricano a 50 kW. Dipenderà dal mercato, ma potremmo introdurre limiti di tempo con delle penali.”

Il primo modello a supportare la ricarica Flash potrebbe arrivare in Malesia molto presto: la Denza Z9GT, confermata per il nostro mercato, è stata appena lanciata in Europa con questa tecnologia inclusa. Vi piacerebbe vedere la ricarica ultraveloce anche da noi? Fatecelo sapere nei commenti.

Denza porta in Europa la Z9GT

Ci è voluto un po’ perché Denza arrivasse in Europa, ma finalmente è successo – e con intenzioni molto serie.

Il primo modello del marchio premium nel Vecchio Continente è l’ammiraglia Z9GT, una shooting brake elettrica e plug‑in hybrid dotata delle nuove batterie BYD Blade LFP di seconda generazione.

Lo specialista cinese delle auto elettriche ha introdotto rapidamente questa nuova tecnologia, che aumenta la densità energetica delle batterie del cinque per cento. Rispetto al precedente modello destinato al mercato cinese, il pacco batterie è passato da 100 kWh a 122,49 kWh, ottenendo un’autonomia WLTP di 600 km – più o meno in linea con i 630 km del modello precedente, misurati però con il ciclo CLTC, molto più permissivo.

Questo nonostante la Z9GT sia ora più potente. Mantiene uno schema a tre motori e trazione integrale, con il motore anteriore che eroga gli stessi 313 CV (230 kW) e 430 Nm. Tuttavia, i due motori posteriori ora producono ciascuno 422 CV (310 kW) e 400 Nm, per una potenza complessiva superiore di 191 CV (140 kW) e 100 Nm, raggiungendo l’incredibile cifra di 1.156 CV (850 kW) e 1.210 Nm.

Con questa configurazione, la Z9GT migliora di sette decimi lo 0‑100 km/h, completandolo in soli 2,7 secondi, con una velocità massima di 269 km/h. A fine anno arriverà anche una versione a trazione posteriore, con un’autonomia fino a 805 km.

Le prestazioni impressionanti si estendono anche alla ricarica, dato che l’auto debutta con la tecnologia BYD Flash Charging. Questa permette alla Z9GT di assorbire fino a 1.500 kW (!) da un caricatore rapido DC dedicato, consentendo una ricarica dal 10 al 70% (pronta per partire, dice BYD) in soli 5 minuti, e dal 10 al 97% (praticamente piena) in appena 9 minuti.

LO STILE UNICO

Questi risultati sono stati ottenuti grazie al sistema di trasporto ionico “FlashPass”, basato su tre innovazioni principali: una catodo a struttura multilivello ingegnerizzato direzionalmente (Flash‑Release), un elettrolita ottimizzato tramite AI per alta conducibilità ionica e mobilità rapida (Flash‑Flow), e una struttura multidimensionale dei siti di inserimento del litio per l’anodo (Flash‑Intercalate). Secondo BYD, queste tecnologie riducono significativamente la resistenza interna e quindi il calore, e sono il frutto di sei anni di ricerca e sviluppo.

Per ricaricare a queste potenze è necessario utilizzare le stazioni BYD Flash Charging – una rete proprietaria simile ai Supercharger di Tesla. Dopo averne costruite 5.000 in Cina, l’azienda punta a realizzarne 6.000 nel mondo nei prossimi 12 mesi, di cui 3.000 in Europa. Ogni acquisto include un anno di ricariche Flash gratuite, con sei mesi aggiuntivi per gli ordini effettuati prima di settembre.

Oltre alla versione elettrica, la Z9GT sarà proposta anche in variante Dual Mode (DM) plug‑in hybrid. Questa utilizza un motore benzina 2.0 turbo da 173 CV/320 Nm e tre motori elettrici meno potenti, per una potenza totale di 776 CV (570 kW) e 1.035 Nm. Lo 0‑100 km/h richiede 3,6 secondi, l’autonomia elettrica è di 203 km grazie alla batteria da 63,82 kWh, mentre l’autonomia complessiva è di 805 km. Anche questa versione supporta la ricarica Flash con gli stessi tempi, sebbene quasi certamente a potenze inferiori.

In linea con il suo ruolo di punta dell’offerta globale BYD, la Z9GT offre un ricchissimo pacchetto tecnologico: sterzo posteriore capace di far “camminare di lato” l’auto e ruotarla per parcheggi stretti, sospensioni pneumatiche DiSus‑A, freni carboceramici e uno spoiler posteriore attivo.

LUSSO TOTALE

All’interno troviamo pelle di alta qualità, inserti in legno leggermente fumé, sedili anteriori elettrici, riscaldati, ventilati e massaggianti con supporti laterali attivi che utilizzano la stessa aria delle sospensioni – un primato mondiale dichiarato. I sedili posteriori sono altrettanto ricchi di funzioni e includono poggiagambe estesi. Presenti anche un frigorifero integrato, tetto panoramico e climatizzazione quadrizona.

Il sistema infotainment da 17,3 pollici è affiancato da due display da 13,2 pollici per guidatore e passeggero, un head‑up display AR da 50 pollici e specchietti digitali opzionali. Non mancano Google Maps integrato, tre caricabatterie wireless Qi da 50 W (due davanti, uno dietro) e un impianto audio Devialet da 20 altoparlanti e 1.150 watt con Dolby Atmos. Le versioni elettriche offrono un bagagliaio da 495 litri (478 litri per la PHEV) e un vano anteriore da 53 litri.