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Record BYD: 16 milioni di veicoli NEV

L’acronimo NEV sta per New Energy Vehicle e comprende veicoli elettrici, ibridi plug-in e veicoli a idrogeno. L’azienda BYD ha lanciato la sua prima auto elettrica nel 2008 e, dal 2022, produce solo auto elettriche e ibride plug-in.

Il 16 milionesimo veicolo del segmento NEV prodotto da BYD è stato il minivan Denza D9.

L’azienda BYD sta attualmente attraversando un drastico calo delle vendite nel proprio paese d’origine, come abbiamo spiegato in dettaglio la scorsa settimana, ma ora disponiamo di dati aggiornati sulle vendite forniti dalla CAAM (Associazione cinese dei costruttori di automobili). Nel primo trimestre di quest’anno le vendite di BYD come marchio sono crollate in Cina del 52,1% a 308.476 veicoli, posizionandosi al quarto posto nella classifica dei marchi più popolari. Il primo posto spetta a Geely con 406.949 auto vendute (-19,5%), il secondo a Volkswagen con 386.262 (-15,4%) e il terzo a Toyota con 326.489 (-5%).

I NUMERI NEV IN CINA

Va notato che molti marchi automobilistici cinesi stanno attualmente registrando un calo della domanda a causa della riduzione, all’inizio dell’anno, degli sgravi fiscali in Cina per l’acquisto di modelli NEV; tuttavia, ci sono aziende le cui vendite stanno crescendo nonostante questo fattore, ad esempio Nio, Zeekr, Xiaomi e l’alleanza HIMA, controllata da Huawei.

BYD possiede tre marchi controllati: Denza, FangChengBao e Yangwang. Le vendite di Denza nel primo trimestre in Cina sono diminuite del 46,9% a 17.562 unità, quelle di FangChengBao sono aumentate del 188,1% a 55.346 unità, mentre quelle di Yangwang sono aumentate del 96,6% a 945 unità.

Per ironia della sorte (o per calcolo dei PR di BYD), la 16 milionesima auto del segmento NEV di BYD è stata prodotta proprio dal marchio problematico Denza, e a festeggiare l’anniversario è stato il minivan Denza D9 appena rinnovato. È curioso che BYD abbia superato il traguardo del milione nel segmento NEV solo nel maggio 2021, ma poi abbia accelerato bruscamente, raggiungendo i 15 milioni nel dicembre 2025.

Asta da urlo per Mercedes CLK DTM Cabriolet

Tra le cabrio più leggendarie di sempre annoveriamo la Mercedes CLK DTM Cabriolet.

L’AMG si è forse ammorbidita? Man mano che la divisione ad alte prestazioni di Mercedes-Benz ha ampliato la propria gamma di modelli alla ricerca di maggiori vendite e profitti, molti sostengono che abbia perso parte di quella vena di follia che la caratterizzava nei suoi primi anni.

Tra tutte le auto folli costruite da AMG, compresa la leggendaria SL65 AMG Black Series, la CLK DTM Cabriolet spicca come una delle più spettacolari. Costruita tra il 2006 e il 2007, solo 80 esemplari sono stati immessi sul mercato, a seguito delle 100 Coupé costruite per celebrare la vittoria di Mercedes-Benz nel campionato DTM del 2003.

UN MODELLO LEGGENDARIO

Considerando il numero esiguo di CLK DTM Cabriolet costruite, è molto raro che ne venga messa in vendita una. Tuttavia, RM Sotheby’s ne metterà all’asta una alla sua asta sul Lago Tagernsee in Germania a luglio, e potrebbe essere venduta per ben 650.000 dollari.

Questa vettura è stata consegnata nell’agosto del 2006 ed è verniciata in Bright Silver Metallic con interni in antracite nera. Recentemente è stata sottoposta a una revisione da quasi 10.000 euro in preparazione a questa vendita e ha solo 1.997 km sul contachilometri. Questo la rende probabilmente una delle CLK DTM con il chilometraggio più basso al mondo.
A spingere l’AMG è un V8 sovralimentato da 5,4 litri con 582 CV e 800 Nm di coppia, cifre impressionanti se si considera che una BMW M4 Competition di dimensioni simili oggi ha una potenza nominale di 523 CV e 479 lb-ft (649 Nm). L’AMG trasmette la potenza esclusivamente alle ruote posteriori e accelera fino a 300 km/h.

Il design della cabriolet è senza dubbio il più appariscente che AMG abbia mai realizzato, con passaruota anteriori e posteriori allargati e un alettone posteriore fisso. Anche l’abitacolo è piuttosto speciale, con sedili avvolgenti leggeri nella parte anteriore e sedili posteriori fissati direttamente alla paratia in fibra di carbonio.

Sebbene ci sia qualche speranza che AMG stia ritrovando il suo smalto abbandonando la controversa C 63 ibrida a quattro cilindri e tornando potenzialmente a un V8, dubitiamo che tornerà mai ai livelli della CLK DTM. Date un’occhiata all’annuncio qui e scoprite come si presenta mezzo milione di dollari di follia senza compromessi.

Nuova Audi RS Q5 2027: Rendering

Mentre le prime due generazioni si sono limitate alle versioni SQ5, al vertice della gamma, la terza generazione avrà effettivamente diritto a una versione RS Q5.
Se negli ultimi vent’anni le berline Audi hanno invariabilmente declinato la loro sportività nelle versioni S e RS, ad eccezione della limousine A8 proposta esclusivamente in versione S8, la gamma dei SUV è stata chiamata a scegliere da che parte stare. È così che la Q3, animata da una fiducia incrollabile, ha sistematicamente snobbato il marchio S a favore di un’unica versione RS Q3, mentre i suoi fratelli maggiori Q5 e Q7, meno presuntuosi, hanno limitato le loro ambizioni al primo livello.
Va detto che ultimamente le linee si stanno gradualmente modificando in casa Audi Sport. Seguendo l’esempio di BMW, che ha deciso di offrire una versione station wagon alle sue mitiche M3 e M5, la casa di Ingolstadt sta procedendo da poco in senso inverso. Dopo aver mantenuto una lunga tradizione di modelli RS, quest’ultimo compare finalmente sul bagagliaio della più esplosiva delle berline A5, erede delle iconiche RS 4. E non è finita qui, come ha appena dimostrato un prototipo recentemente immortalato dai nostri colleghi americani di Carscoops. Se il modello in questione, un SUV, riprende gran parte dell’allestimento della SQ5, alcuni dettagli non lasciano – praticamente – alcun dubbio sullo sviluppo di una variante RS Q5, come i parafanghi sporgenti e gli pneumatici di grandi dimensioni.
Per raggiungere il suo obiettivo, la futura RS Q5 riprenderà sicuramente le specifiche tecniche della RS 5, alimentata da 639 CV ibridi ricaricabili.
Quasi. Perché questa informazione potrebbe andare in fumo se questo “prototipo” finisse per servire allo sviluppo… di una futura Porsche.

LO STILE AFFILATO

Infatti, scottata dagli scarsi risultati commerciali della nuova Macan 100% elettrica, la casa di Zuffenhausen sta valutando il ritorno di una variante termica basata sull’attuale Audi Q5. Questo potrebbe spiegare la cosa.

Tuttavia, se Carscoops non precisa affatto la localizzazione delle foto pubblicate, il veicolo potrebbe essere stato sorpreso nei pressi dei siti di sviluppo tedeschi di Ingolstadt o Heilbronn, particolarmente dedicati al marchio dei quattro anelli, all’interno del gruppo Volkswagen.
Il suo cruscotto si avvicinerà agli standard della RS 5.
Se l’arrivo della primissima Audi RS Q5 dovesse confermarsi, questa affiderebbe sicuramente la propria propulsione alla catena di trazione ibrida ricaricabile della recente RS 5, che sviluppa 639 CV e 825 Nm sulla base di un V6 biturbo da 2,9 litri, raddoppiando approssimativamente il livello di potenza della SQ5 (367 CV). Questa architettura del motore le consentirebbe di abbassare drasticamente le emissioni medie di CO2, avvicinandosi agli 80 km WLTP di autonomia 100% elettrica, a rischio di appesantirne notevolmente la massa, come dimostrano i 450 kg in più della RS 5 rispetto alla precedente RS 4. Di conseguenza, la sfida risiederà principalmente nella capacità dei sistemi elettronici di controllo a trasformare questo colosso in una ballerina, una volta al volante.
La futura RS Q5 dovrebbe inoltre ispirarsi agli interni della berlina e della station wagon RS 5.
Prezzo della futura Audi RS Q5
Considerato lo stadio di sviluppo del prototipo Audi RS Q5, ancora privo della carrozzeria definitiva, è inutile sperare in un suo lancio sul mercato prima del 2027.

Per quanto riguarda il prezzo, potrebbe aggirarsi intorno ai 118.000 € richiesti per il modello base della berlina RS 5.

Dacia Bigster 2026: perché scegliere il GPL

Eccomi dopo due settimane di prova su strada e 1000km a raccontarvi PRO e CONTRO di Dacia Bigster a GPL.

La Dacia Bigster a GPL arriva su strada con l’obiettivo di portare nel segmento dei SUV compatti un’alternativa concreta, economica e sorprendentemente versatile. In questo video raccontiamo la nostra prova su strada completa, analizzando in modo chiaro e diretto i suoi punti di forza e i suoi limiti, per capire davvero cosa offre questo nuovo modello a doppia alimentazione.

Alla guida la Bigster GPL si dimostra un’auto sincera, pensata per chi cerca consumi ridotti e costi di gestione bassi senza rinunciare allo spazio e alla praticità. Durante il test abbiamo valutato accelerazione, comportamento su asfalto sconnesso, comfort di marcia e risposta del motore in modalità GPL, mettendo in luce come si comporta nell’uso quotidiano e nei tragitti più lunghi.

Non mancano i pro, come l’abitabilità generosa, la sensazione di solidità e la convenienza del GPL, ma emergono anche alcuni contro legati alle prestazioni, alla rumorosità e a qualche scelta di finitura. Nel video approfondiamo ogni aspetto per offrire un quadro completo e utile a chi sta valutando l’acquisto.

Se vuoi capire davvero com’è la Dacia Bigster GPL su strada, quali sono i suoi vantaggi reali e quali compromessi richiede, questa prova dettagliata fa per te.

Full Electric a confronto: il primo Dowsizing UE sarà a quota Quattro e Trenta

Longitudine: 4,30. Ma non sono gradi: sono metri, e rappresentano le coordinate dimensionali più caratteristiche (la lunghezza) con cui non solo si misurano le auto ma con cui si costruiscono e delimitano i segmenti commerciali di appartenenza. 

E il Segmento “B” e “B-Suv” è in effetti quello canonico a circoscrivere appunto questa lunghezza come “punto medio” di riferimento per la categoria: abitato da cosiddette “ancora” Berline a Due Volumi (sebbene con volumetrie ed altezze degne del segmento più canonicamente “Suv”), più modelli definibili “Crossover” ed infine “Suv” a tutti gli effetti, non scarseggia certo quanto ad assortimento e proposte al Cliente finale.

E con l’arrivo di “GAC AION UT” (presentata in prima europea a Milano il 13 Aprile scorso, in una occasione in cui ovviamente Autoprove.it non poteva mancare) direi che la panoramica diquesta rappresentanza del Segmento “B” – con solo 100% elettrici da poter mettere “a singolar tenzone” gli uni contro gli altri armati- è una panoramica di tutto rispetto. 

Anzi, dico la verità: da “osservatori” di lunga data quali siamo noi di Autoprove.it sulla organizzazione di GAC (solo a titolo esemplificativo Vi ricordo il nostro Video sul Design Center ma anche il Video del Test Drive estivo in anteprima di AION UT) l’arrivo del colosso asiatico in Europa con questa loro “Full Electric” ci ha acceso un po’ il faro su questa evoluzione del Segmento “B”: pur avendo status e dimensione industriale da multinazionale (come le sue principali concorrenti di casa BYD, Geely, Chery) GAC ha scelto per l’Europa un percorso di penetrazione commerciale un poco diversa e meno “canonica” rispetto a tanti suoi concorrenti casalinghi ed orientali (Corea, Giappone) rispetto al mercato europeo: 

cioè, invece che presenziare in modo ortodosso quanti più segmenti possibili (dal vecchio “SubB” oggi curiosamente ridefinito “A” fino al comparto Ammiraglie e Maxi Suv) sul mercato, GAC parrebbe al momento voler offrire un pacchetto di Gamma rivolto ai segmenti europei più strategici, ritenendo dunque tra questi il Segmento “B” e “B-Suv”.

Ed ecco la mia curiosità: Perché????? Ed è da qui che parte l’idea di questo Titolo del pezzo: perché, a cercare nella mia memoria tutte le occasioni e le circostanze storiche nelle quali un Segmento “popolare” si è progressivamente arricchito di nuove protagoniste (allargando di parecchio lo spettro dell’offerta commerciale), quasi sempre nel durante o poco dopo si sono manifestate ondate di “Downsizing” nel processo commerciale, contrassegnate dalla massiccia azione di “sell-out” e di sostituzione da parte di una larga parte degli automobilisti di modelli di fascia (ed oneri) di taglia superiore per passare a nuove auto di taglia e rango decisamente più “ a misura d’uomo”. 

Accadeva così negli anni Ottanta quando si correva a comprare la Due Volumi da città “Uno”, “Supercinque”, “Corsa” cedendo vagonate di vecchie berline medie a tre volumi anni ‘70. Accadde negli anni Novanta quando le medie Station Wagon di Segmento “C” furono prese d’assalto da tanti proprietari delle precedenti familiari ammiraglie; e tra anni Novanta e primi anni del nuovo millennio accadde verso i Monovolume, con tanti che abbandonarono le vecchie e opulente “Ammiraglie” Sedan e Wagon.

Potrebbe apparire questo come il compendio e il teorema di questo mio articolo, ma invece ne è la giusta premessa, per riprendere più avanti questo concetto. Vorrei cioè provare a capire: l’Europa si sta preparando ad una cospicua azione di Downsizing sostituendo modelli “Big Size” con taglie medie? Se si, questo può coinvolgere più pesantemente le nuove “BEV” di Segmento “B”? E se si, in quali altri Segmenti potrebbe manifestarsi quel processo di “sostituzione con riduzione”?

E se anche questa ipotesi fosse confermata, la causa di un possibile Dowsizing di massa sarebbe dovuto, per gli automobilisti, da una ricerca di opportunità o da una condizione di “crisi”? Partiamo dunque da questo benedetto Segmento “B”.

Segmento “B” e “B-SUV” come nuovo incubatore per un futuro “Downsizing” collettivo?

Anche perché la peculiarità di molti dei modelli in questa mia rassegna, tutti selezionati in architettura full electric, è di avere anche a loro fianco in Gamma anche le rispettive cugine Hybrid – chi in versione Mild e chi in versione Plugin – dotate di motore endotermico: e questa peculiarità non è patrimonio comune a tanti altri Segmenti commerciali; e di certo non manca in questo particolare raggruppamento di mercato la maggior densità di presenza e concorrenza diretta da parte dei principali Gruppi e Brand. Insomma, la prima soglia di offerta scalare, sul mercato, di un segmento in cui il potenziale consumatore può davvero sbizzarrirsi nella scelta diremmo che è quello definito da questa misura limite di lunghezza. 

Ovviamente, perché il nostro “Panel” avesse un minimo senso, non abbiamo ragionato in termini dell’attuale composizione del Segmento B molto più abitato rispetto alla nostra selezione: ma ci siamo orientati verso modelli che rispettassero due requisiti perentori: alimentazione full electric e lunghezza massima compresa tra 4 metri e 15 e 4 metri e 30 ovviamente Berline, Suv, Crossover.

Con le AVVERTENZE, che in un ambiente mediatico abbastanza suscettibile e puritano (spesso solo per copertura allegorica) come quello nazionale, devono essere per forza preannunciate: non si tratta di un “Benchmark” costruito sulla concorrenza elettiva o perfetta tra diversi modelli. 

No, meglio fare chiarezza: questo Post è un “espositore” nel quale, come nello scaffale lineare di un Supermercato, ho deciso di mettere una a fianco all’altro i modelli di “B-Suv” che il potenziale acquirente italiano potrebbe scorgere in panoramica di gruppo non per confrontare tra loro le diverse caratteristiche ma per prendere atto delle diverse opzioni di possibile scelta dentro a questo Segmento di mercato. Che a mio avviso a breve sarà il primo livello “di accesso” per le auto di taglia “popolare” ancora annoverabili in Classe Omologazione “M1”.

Dunque nessuna concessione finale al possibile giudizio su cosa sia meglio o meno opzionare, ma solo una griglia quantitativa di dati fisici di riferimento che mi hanno consentito di “avvicinare” tra loro i modelli in elenco. 

Fatta chiarezza sugli obbiettivi “equivocabili” di questo articolo, rispondo ora alla domanda che sicuramente vorreste pormi: 

Perché una analisi di Segmento “B” sulle Full electric?

Non siamo proprio simpaticissimi alla schiera degli “EV” angelici, cioè di coloro che con maggiore ortodossia e passione fideistica hanno sperato da tempo che l’Europa volesse darci un taglio deciso alla circolazione e costruzione di nuove auto endotermiche. Di fatto noi non abbiamo mai negato – nell’ambito di una percentuale ragionevole di auto elettriche nel parco circolante usato europeo – che l’architettura “BEV” abbia i suoi bravi e legittimi punti di eccellenza e di vantaggio nella mobilità moderna; ci siamo però sempre dichiarati indisponibili a credere alla favola del totalitarismo. 

100% e subito di BEV in circolazione in Europa è un miraggio che neppure alla ennesima tirata di naso di sostanze stupefacenti un essere umano “razionale” potrebbe declinare: il che vale a pensare che una buona fetta di ossessionati dalla rivoluzione elettrica non sia poi completamente padrona del proprio equilibrio psichico.

E però gli effetti della crisi di Hormuz, le continue azioni di “guastamento” alla produzione industriale endotermica ed infine la crescente presenza in Europa di nuovi Player asiatici certamente porterà effetti nell’immatricolato di nuove auto nel Vecchio Continente. 

Ed in più noi abbiamo il vizio di proiettare e di costruire scenari ed ipotesi: io credo che la somma degli effetti (negativi) di modificazione generale su principi, abitudini e scelte dei consumatori derivante dalla serie ormai non casuale di “Stress test” all’ordine globale conosciuto (Finanza, salute, libera circolazione di merci e persone, energia, sicurezza civile, terrorismo, guerra) eserciterà un taglio strutturale all’eccesso di diversificazione e segmentazione merceologica che il consumatore occidentale ha conosciuto dal Dopoguerra. Ed oggi noi nel mercato Automotive europeo non osserviamo la classica e periodica “traslazione” settoriale che nel corso del tempo ha portato – insieme alla crescita dell’ingombro caratteristico delle carrozzerie ed alla moltiplicazione delle opzioni motoristiche – a vedere dentro uno stesso Segmento auto sempre più grandi di anno in anno. 

 

No, non è più solo questo: il mercato auto europeo si va scremando – a livello di offerta primaria da parte degli OEM – di una moltitudine di variazioni sul tema ed estensioni di offerta basate molto spesso su differenze minime di prodotto tra un allestimento o una versione e le altre.

La messa in comune, sempre più diffusa, di piattaforme tecnologiche e contemporaneamente il trend di M&A/accorpamenti/chiusura di marchi, etc porterà nel breve termine a restringere parecchio il ventaglio di scelta oggi apparentemente più variegato: probabilmente a livello di mercato Auto (intesa come categoria di omologazione “M1”) l’attuale Segmento “B” diventerà il segmento Entry Level di fatto, per chi vorrà o “potrà” permettersi un’auto. 

Sotto il Segmento “B Cars” inesorabilmente “questa” Bruxelles ci condannerà – perché ce lo chiedono i Green Bond ???- a vedere omologata una Categoria di veicoli che solo il più povero e tragico Dopoguerra tedesco ed Inglese aveva già visto prima d’ora: la categoria delle “K-Cars” (in questo caso elettriche) che – a caro prezzo rispetto al livello qualitativo del prodotto – porteranno una larga fetta di automobilisti europei verso mezzi un tempo riconosciuti molto prossimi alla Categoria “Quadricicli L7e”. Chi Ve lo avrebbe detto, vero? Passare dalla Ammiraglia al Quadriciclo…

Ed è credo la prima volta su una piattaforma di news motoristiche che trovate qualcuno che invece che raccontare menate Vi sbatte in faccia la realtà tecnica vera, fatta di Categorie di omologazione.

Molto semplice, quindi, secondo noi: la crescita del Segmento “B” avverrà a discapito della soglia di accesso del Segmento “C” che a sua volta crescerà a dimensioni minime tra almeno 4,60 e 4,80 di lunghezza; sotto e sopra questa soglia dimensionale il “Link” di collegamento sarà con prodotti monovolume o con prodotti “Premium”, sia tra nuovo Segmento “B” e “C” sia tra questo ed il Segmento “D” che ovviamente si avvicinerà alla soglia minima dei cinque metri di lunghezza. Oltre a questa soglia, ad eccezione di LCV e mezzi professionali il futuro ci riporterà alla dimensione antica del “Tailor Made” per ricchi e facoltosi Clienti: nulla di avvicinabile per il popolino…

E, ribadisco, vedo nel nuovo e prossimo Segmento “B” centrato sulla dimensione topica di lunghezza intorno ai “Quattro e trenta” il primo importante raccoglitore di permute legate sia al rinnovamento di vecchie architetture BEV e PHEV (se non di vere e proprie rottamazioni endotermiche pure) ma anche come bacino di convergenza di una buona fetta di probabile Dowsizing di molti automobilisti.

Spero con questi accenni di averVi illustrato il mio punto di vista – opinabilissimo, ci mancherebbe – solo per spiegare meglio il motivo per il quale ritengo che a breve il Segmento “B” sarà il terreno di battaglie campali tra marchi sempre più agguerriti. Avremo modo in un’altra occasione di chiarire ovviamente che non intendo sottintendere che a proliferare sarà il puro elettrico ma che la dimensione endotermica a sua volta sarà stravolta.

Ma questo “focus” acceso sulle “BEV” serve anche, a futura memoria, per provare a tracciare l’effetto eventuale di questa continuata crisi e minaccia alla disponibilità di risorse energetiche “classiche” e “fossili” sulle abitudini e sulle scelte dei consumatori. Cioè: crescita dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa, ed eventuale riduzione delle scorte, porterà ad aumentare l’acquisto di “BEV”? Se si, è evidente che l’attuale Segmento B offre il punto di equilibrio ottimale tra soddisfazione del campo più vasto di esigenze e le disponibilità economiche dei potenziali acquirenti.

La nostra ipotesi è che molto del nuovo immatricolato BEV in Europa apparterrà al Segmento “B” e “B-Suv” attraverso azioni di sostituzione con queste ultime di gran parte del Parco Usato vecchio, endotermico ed elettrico, appartenente a Segmenti superiori. Ai posteri la verifica sulla eventualità che ci abbiamo già ora azzeccato. Perché il trend sin da subito sembrerebbe darci ragione. Su cosa? Su una ricerca di poco tempo fa che molti di Voi avranno scordato. Voi. Noi no.

Solo tre anni fa il Segmento “B” era il brutto anatroccolo delle vendite BEV in Europa

Una vecchia ricerca di “Transport & Environment (T&E) “ di due anni e mezzo fa aveva evidenziato una curiosa dinamica commerciale in Europa: praticamente i Costruttori spingevano le vendite di Full electric sui Segmenti più grandi e costosi, trascurando in conseguenza le quote nei segmenti più popolari; di fatto dunque solo il 17 % delle “EV” vendute in Europa nel 2023 proveniva dal Segmento “B” mentre il 72% proveniva dai Segmenti “C” e “D”. Bene: tre anni dopo la situazione è sempre la stessa?

Probabilmente no, visto che alla nostra “conta” il Segmento ci ha fornito venti modelli tra Marchi già presenti o previsti in arrivo nel Vecchio Continente; e a mia memoria non sono tantissimi gli attuali segmenti di mercato nei quali è presente un assortimento BEV così numeroso e soprattutto composto da modelli di auto che pur nella rispettiva identità e personalità possono essere racchiuse tutte in un metaforico “Basket” di valutazione ed analisi da un medesimo potenziale Cliente:

 

Alfa Romeo Junior,  BYD ATTO 2, Cupra Born, Fiat 600e, Ford Puma Gen-E, GAC Aion UT, Kia e-Soul, Hyundai Kona Electric, MG4, Opel Mokka, Peugeot e-2008, Renault Megane E-Tech Electric, Smart #1, Volkswagen ID.3: queste sono le “elette” in pieno rispetto delle uniche due regole auree che ho impostato per costruire il “Basket” di modelli citati in questo articolo (limiti minimi e massimi di lunghezza ed architettura BEV); a quanto sopra però permettetemi di aggiungere quattro “extra classifica” come Citroen e-C4, nuova “DS3 E-Tense”, Hyundai Kona Electric e “Nissan Leaf”; entrambe fuori categoria per limiti minimi e massimi rispetto alle soglie prestabilite; ed infine vorrei anche aggiungere almeno tre prossime “New Entry” se, come probabile, queste dovessero arrivare in Europa: Toyota Urban Cruiser, Tata Curvv EV (simpatica Suv Coupè dalle forme molto curiose) e Mahindra XUV400.

Per un totale, tra reali e papabili, di ben venti protagoniste nel nostro Panel.

Ma siccome Voi siete ancora legati al vecchio sistema di suddivisione del mercato, riepilogherei secondo “scaglioni” quella che è l’offerta attuale del mio panel: Modelli “Classici” a metà tra Berline e Crossover (Alfa Romeo Junior , Citroen e-C4 , Cupra Born, Fiat 600e, Ford Puma Gen-E, GAC Aion UT, MG4, Nissan Leaf, Renault Megane E-Tech Electric, Smart #1, Toyota Urban Cruiser, Volkswagen ID.3); ed infine Suv propriamente detti (BYD ATTO 2, “DS3 E-Tense”, Kia e-Soul, Hyundai Kona Electric, Opel Mokka, Peugeot e-2008, Tata Curvv EV, Mahindra XUV400), lasciando per un attimo l’ulteriore suddivisione in prodotto “retail” e prodotto “Premium”.

Domanda: quale è il target potenziale di Clientela interessata ad acquistare/utilizzare questo panel di BEV di Segmento “B”? 

Segmento “B” XXL: queste “BEV” surrogano auto molto più grandi e pure endotermiche.

Proviamo a rispondere: per le misure medie (come detto, si va da 4,12×1,79 mt. – lunga x larga – fino a 4,35/4,36×1,80/1,82; ma il “quadrilatero aureo” ideale in questa selezione è di poco più di 4,20 x poco più di 1,77 di larghezza specchietti esclusi ) è un pubblico di pertinenza urbana e suburbana dedicato a vita privata ma anche utilizzo familiare e professionale, grazie anche al fatto che l’abitabilità interna tocca ormai i livelli delle “Segmento C” di pochi anni fa ma l’altezza disponibile “fuori tutto” va da almeno 150 cm, a 168 cm; per il volume di carico minimo (da almeno 250 ma in media di 380/400 litri con capacità persino di triplicare a sedili posteriori abbattuti) ribadirei il concetto di uso professionale (in stile “minivan” insomma); per l’autonomia mediamente dichiarata (mediamente intorno ai 400 chilometri) rientra anche il pubblico pendolare di cinta periferica/provinciale entro i 70 Km. di raggio dalla residenza o dal luogo professionale di interesse; ma entrano anche Agenti/Rappresentanti, professionisti, Corrieri di Delivery leggero nell’Ultimo Miglio, e persino piccoli artigiani dedicati alla lavorazione o manutenzione/assistenza che possono percorrere anche distanze di “picco massimo” di centinaia di chilometri in un giorno.

Loro (tutto questo pubblico potenziale) si “ridurranno” con favore ad un possibile “Downsizing” da modelli più grandi? Come sempre, l’aggiornamento tecnologico ed industriale vede la “miniaturizzazione” non come una diminutio ma come la possibilità di avere in spazi più gestibili tutto quello che era possibile in ambiti più grandi. Ma c’è di più: la digitalizzazione (per vivibilità, gestione e sicurezza dell’auto) e l’interfacciamento con servizi di connettività e multimedialità possibili oggi su queste Segmento “B” raggiungono livelli sconosciuti a molte protagoniste di Segmento “C” o superiore vecchie anche solo di sei o sette anni.

Impossibile oggi per molti muoversi nella cinta urbana o suburbana, magari anche per lavoro, senza i supporti di connettività, telemetria, assistenza satellitare che diventano fruibili attraverso gli alert di sicurezza, il rilevamento di corpi in movimento intorno o nella semplice navigazione e comunicazione dall’abitacolo. E molto di questo è oggi nella dotazione persino di serie di tanti dei modelli indicati nel nostro Panel. Dunque, è possibile dislocare oggi dentro una di queste Segmento “B” cose e persone che prima entravano dentro una “Segmento C” o superiore? Si, è sempre stato così. Queste Segmento B offrono livelli di comfort, agibilità, fruibilità e prestazioni da segmento superiore di qualche anno fa? Si, identica risposta. E sul versante tecnologia molto spesso offrono persino di più.

L’elemento chiave, invece, della architettura elettrica lascia sempre in sospeso l’altra metà dell’equazione: la potenzialità delle risorse territoriali e della rete di ricarica: perché se da un lato l’autonomia mediamente dichiarata di queste “Segmento B” si può ritenere più che sufficiente per qualunque impegno quotidiano privato o professionale, il problema è sempre lo stesso: in un utilizzo continuativo con il classico spazio notturno o di pausa prolungata nel giorno di lavoro quale è la percentuale di successo pieno in una ricarica “convenzionale” affidabile o in una ricarica veloce effettivamente fruibile e disponibile facilmente? Bene, torneremo a parlarne, ma quello che ci incuriosisce sapere è: quanto ci abbiamo già azzeccato mesi fa, quando nel presentare BYD ATTO 2, abbiamo prefigurato questo Segmento B come uno dei luoghi elettivi di “smistamento” di un possibile e massiccio “Downsizing” per sostituzione ??

Riccardo Bellumori

Nuova Bentley Barnato 2026: Anteprima Render

La nuova Bentley Barnato porterà su strada uno stile unico e personale.

Recentemente sono state pubblicate online alcune nuove foto spia dei prototipi del nuovo SUV Bentley, il che ci ha spinto a immaginare quale sarà il suo aspetto.

Attualmente, la gamma Bentley comprende un unico SUV, il Bentayga, presentato per la prima volta nel 2015. Nell’estate del 2020 il SUV di medie dimensioni ha ricevuto un restyling programmato, mentre due anni dopo la gamma è stata ampliata con la versione a passo lungo EWB. È ormai giunto il momento di un cambio generazionale, ma invece di questo la casa automobilistica britannica sta preparando un modello completamente nuovo, che si posizionerà un gradino sotto il Bentayga.

Si prevede che la novità prenderà il nome di Barnato (in onore del pilota automobilistico britannico e uno dei proprietari di Bentley, Wolf Barnato) e diventerà il primo modello di serie completamente elettrico dell’azienda. Nel complesso, in termini di proporzioni, i prototipi assomigliano all’attuale crossover Bentayga, ma la novità sarà chiaramente più compatta nelle dimensioni. Per ora la carrozzeria è ancora piuttosto camuffata, ma si può già notare che il crossover avrà una parte anteriore completamente nuova e verticale. I fari saranno piuttosto grandi, mentre la griglia del radiatore potrebbe essere realizzata nello stile del recente concept EXP 15. Di lato si notano le tradizionali maniglie delle portiere a vista, i normali specchietti su steli e le porte senza telaio. La parte posteriore del SUV è quella più camuffata, qui si intravedono solo i fanali orizzontali stretti e l’alloggiamento della targa, situato nel paraurti posteriore.

Rendering Kolesa.ru

MOTORI E DATI TECNICI

La nuova Bentley Bernato sarà costruita sulla piattaforma Premium Platform Electric (PPE) del gruppo VW, utilizzata anche dalla nuova Porsche Cayenne Electric. Anche i propulsori potrebbero essere presi in prestito dal crossover Porsche, il più potente dei quali ha una potenza di 1156 CV e una coppia di 1500 Nm.
Il debutto della novità è previsto entro la fine di quest’anno. Nel frattempo, il mese scorso è emerso che la prima auto elettrica Bentley potrebbe essere anche l’ultima, poiché gli altri modelli elettrici sono stati cancellati.

Ford Mustang GTD: record al Ring con la Competition

La divisione sportiva Ford Racing ha annunciato una versione aggiornata della Ford Mustang GTD, che ora porta il suffisso “Competition” nel nome.

La versione Competition è omologata per la circolazione su strada, ma il suo vero elemento naturale è la pista da corsa. La Mustang GTD Competition, guidata dall’esperto pilota Dirk Müller, ha già stabilito un nuovo record al Nürburgring tra le auto sportive da strada: ha percorso il circuito nord in 6 minuti e 40,835 secondi.
Negli ultimi due mesi i media americani hanno scritto che Ford sta preparando una nuova versione della Mustang GTD, più potente e più veloce, e oggi c’è stato un annuncio ufficiale e molto clamoroso. A quanto pare, già il 24 marzo Dirk Müller ha stabilito un nuovo record al Nürburgring con la Ford Mustang GTD Competition, ma l’hanno annunciato solo ora.

Al momento la Ford Mustang GTD Competition è inserita nella classifica ufficiale dei record del Nürburgring nella categoria dei prototipi e delle auto pre-serie, poiché il suo debutto è ancora in programma e la produzione non è ancora iniziata. Tuttavia è chiaro che la Mustang GTD Competition sarà un’auto di serie, e se la trasferiamo mentalmente nella classe delle auto sportive, ecco il nuovo leader: finalmente è stato battuto il record di cinque anni fa della Porsche 991 GT2 RS Manthey Performance Kit (6 min 43,300 s)!

IL RECORD DI FORD

Ricordiamo che la Ford Mustang GTD ha debuttato nel 2023, ma è stata lanciata sul mercato solo nel 2025, quindi il modello è ancora molto giovane e, come si vede, il potenziale del telaio e del motore non è ancora stato esaurito. La Mustang GTD ha già affrontato due volte il circuito nord del Nürburgring, entrambe le volte con Dirk Müller al volante. Il secondo tentativo è avvenuto il 9 aprile dello scorso anno, quando l’auto sportiva ha tagliato il traguardo dopo 6 minuti e 52,072 secondi.

La differenza tra il nuovo record e quello dello scorso anno è davvero impressionante: si tratta di una vera e propria svolta, soprattutto considerando che la Mustang GTD è un’auto a trazione posteriore con motore anteriore. Tra le auto da strada, solo la Mercedes-AMG One ibrida a trazione integrale con motore centrale (6 minuti e 29,090 secondi) ha percorso il Nordschleife più velocemente, ma essa rientra giustamente nella categoria delle supercar.

Nel comunicato stampa Ford si legge che anche l’ingegnere della Ford Racing Steve Thompson ha percorso il Nordschleife del Nürburgring al volante della Ford Mustang GTD Competition; non è un pilota professionista e il suo totale di giri sul Nordschleife è inferiore a 40, ma il tempo sul giro è comunque molto rispettabile : 6 min 49,337 s.

Il riferimento alla corsa dell’ingegnere è stato fatto, evidentemente, tenendo conto del tempo sul giro della Chevrolet Corvette ZR1X, che l’anno scorso è stata guidata sul Nordschleife dal collaudatore della GM Drew Cattell, cioè anche lui un pilota non professionista, il cui tempo — 6 min 49,275 s, il che significa che Steve Thompson sulla Ford Mustang GTD Competition l’ha quasi raggiunto. In questo modo Ford risponde in anticipo alle potenziali critiche degli scettici sul fatto che la Mustang GTD Competition abbia stabilito il suo record grazie a un pilota professionista, mentre la Corvette ZR1X è veloce anche nelle mani di un dilettante.

A cosa si deve questo drastico aumento di velocità della Mustang GTD? Ford non ha ancora svelato tutte le caratteristiche della versione Competition, ma comunica che l’auto sportiva è diventata ancora più potente (cioè il V8 sovralimentato da 5,2 litri ora eroga oltre 826 CV) e ancora più leggera (prima la versione più leggera era la Liquid Carbon), mentre i nuovi cerchi in lega di magnesio montano pneumatici più aderenti. Inoltre, l’aerodinamica è stata perfezionata: la forma dell’alettone posteriore è stata modificata, le ruote posteriori sono dotate di copriruota in carbonio e sul paraurti anteriore sono comparsi dei canard laterali. Per gli interni sono previsti nuovi sedili alleggeriti.

La data di debutto della Ford Mustang GTD Competition non è ancora stata annunciata. Anche il prezzo è ancora sconosciuto, ma riteniamo che la versione Competition sarà notevolmente più costosa della Mustang GTD base, per la quale l’azienda chiederà negli Stati Uniti almeno 325.000 dollari.

In precedenza, ad aprile, Ford aveva annunciato che la supercar da pista a motore centrale Ford GT Mk IV era diventata l’auto americana più veloce al Nürburgring, con un tempo sul giro di 6 minuti e 15,977 secondi.

Nuova Mercedes Classe C elettrica: interni in Anteprima

Mercedes-Benz si prepara a sfidare la nuova BMW i3 con la propria Classe C elettrica, la cui presentazione ufficiale è prevista per il 20 aprile in Corea. Per stuzzicare la nostra curiosità, la casa di Stoccarda ci offre un primo assaggio degli interni della sua nuova berlina compatta di lusso, che riprende in gran parte il design della sorella GLC EV.

Il cruscotto è stato ripreso integralmente dal SUV, il che significa che si presenta come un pannello di vetro completamente piatto che ospita una serie di schermi. Se la GLC è indicativa, ci si può aspettare la scelta tra un MBUX Superscreen con display della strumentazione da 10,3 pollici e due touchscreen di infotainment da 14 pollici per il conducente e il passeggero anteriore, oltre all’enorme e ininterrotto MBUX Hyperscreen da 39,1 pollici che vedete qui. Quest’ultimo si estende da un montante all’altro e presenta una retroilluminazione a matrice per un maggiore contrasto, simile a quella della i3.

A fiancheggiare questo enorme display ci sono bocchette di ventilazione arrotondate agli angoli, mentre il bordo inferiore è delineato da luci d’ambiente e bocchette centrali rettangolari. Due caricatori wireless Qi, una manciata di pulsanti fisici e due portabicchieri disposti in avanti e indietro completano una console centrale alta e inclinata – anch’essa ripresa dalla GLC.

LE TECNOLOGIE

Mercedes sostiene che l’architettura elettrica dedicata offra più spazio che mai, con i passeggeri anteriori seduti su sedili “di fascia alta” opzionali dotati di impostazioni di memoria, regolazione lombare a quattro vie, ventilazione, massaggio dello schienale e persino una funzione “4D” di vibrazione sincronizzata con l’impianto audio. A proposito, le griglie degli altoparlanti – realizzate in acciaio inossidabile quando si seleziona l’impianto audio surround 3D Burmester – presentano un nuovo design lineare con un “rilievo tridimensionale”.

Ci sono altri materiali di alta qualità da trovare altrove, poiché l’azienda cerca di ristabilire la propria reputazione di qualità dopo alcuni modelli recenti discutibili. Anche i modelli base presentano rivestimenti in pelle “Softtorino”, mentre la pelle Nappa con perforazione “Twisted Diamond” e una versione AMG Line con cuciture laterali in stile mocassino sono disponibili come optional. È inoltre possibile scegliere tra una serie di opzioni per i rivestimenti interni, come le finiture in fibra naturale a poro aperto e in legno di betulla, e persino la fibra di carbonio.

D’altra parte, la Classe C EV si unisce alla GLC EV come secondo veicolo a presentare interni vegani certificati dalla Vegan Society. Il Vegan Package, come è noto, offre superfici morbide al tatto non di origine animale per i rivestimenti dei sedili, il rivestimento del tetto, i montanti, i pannelli delle portiere e la moquette.

MOTORE E DATI TECNICI

Inoltre, la Classe C EV è disponibile con un tetto panoramico in vetro Sky Control dotato di una funzione di oscuramento elettrocromico segmentato e 162 stelle illuminate come parte dell’illuminazione d’ambiente. Sono presenti anche numerose caratteristiche di insonorizzazione, come i finestrini anteriori a doppio vetro di serie, un’ampio isolamento acustico, supporti delle sospensioni in elastomero disaccoppiati, motori più silenziosi e un’unità di climatizzazione rivista.

La Mercedes Classe C elettrica sarà dotata della stessa architettura elettrica a 800 volt della GLC EV, consentendo una ricarica rapida in corrente continua fino a 330 kW. Si prevede che venga ripreso anche il propulsore a doppio motore da 489 CV (360 kW) della GLC400, così come una batteria NMC da 94 kWh. Mercedes dichiara un’autonomia WLTP di 800 km, significativamente superiore ai 713 km della GLC, anche se non all’altezza della i3, che vanta 900 km grazie al suo pacco batterie più capiente da 108,7 kWh.