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GAC Hyptec S600 HT: Prova su strada

Sei a Parigi per il Salone dell’Auto e hai tra le mani uno dei modelli più ambiziosi del costruttore cinese GAC.
In questo video proviamo su strada la nuova GAC HYPTEC HT, il SUV elettrico che punta a conquistare il mercato europeo con un mix di tecnologia, comfort e prestazioni.

Con 335 CV e 430 Nm di coppia, la HYPTEC HT promette accelerazioni brillanti, una guida fluida e un livello di raffinatezza sorprendente. Durante il test drive tra le strade della capitale francese analizziamo design, qualità degli interni, spazio a bordo, dotazioni tecnologiche e sensazioni di guida, per scoprire se questa nuova proposta elettrica ha davvero tutte le carte in regola per sfidare i marchi già affermati in Europa.

Come si comporta su strada? Qual è il livello di comfort? E soprattutto, può rappresentare una valida alternativa ai SUV elettrici premium più conosciuti?

Guardate il video fino alla fine e scrivete nei commenti cosa ne pensate della GAC HYPTEC HT e dell’arrivo dei nuovi brand cinesi nel mercato europeo.

GAC porta al Salone di Parigi la sua scommessa europea

A Graz, in Austria, Magna assembla oggi la AION V e la AION UT per conto di GAC.

Il dettaglio dice più di molte dichiarazioni d’intenti, perché il costruttore cinese arriva al Salone di Parigi (Porte de Versailles, dal 12 al 18 ottobre) con un’idea precisa: smettere di “vendere auto all’Europa” e cominciare a “costruire auto per l’Europa”. La formula è di GAC. Lo stand francese servirà a capire quanto regga.

Il tema scelto per la 91ª edizione del Salone è “Engineering for Better Life“. Per il mercato europeo il marchio adotta una declinazione nuova dello slogan globale “Crafted by the Driven”: “GAC. THE ENGINEERS”.

L’azienda cinese lo sostiene con 29 anni di sviluppo veicoli e con oltre vent’anni di joint venture con Honda e Toyota. Ha appena raggiunto i 30 milioni di veicoli prodotti e venduti in totale e dichiara di voler restare in Europa a lungo, entrando nelle comunità locali e contribuendo allo sviluppo della regione.

L’ingegneria come biglietto da visita

Il capitolo dedicato alla tecnica è quello con più numeri. L’AION Intelligent Eco-Factory, riconosciuta come Lighthouse Factory e prima fabbrica a emissioni zero del gruppo, completa una vettura ogni 53 secondi. La galleria del vento di GAC è, secondo l’azienda, la prima al mondo a riunire in un solo impianto prove aerodinamiche, aeroacustiche e termodinamiche sull’auto intera. Ad agosto 2026 è diventata la prima galleria di un costruttore cinese autorizzata da TÜV SÜD a condurre prove con testimone secondo il ciclo WLTP europeo. Ogni modello viene poi collaudato in sette condizioni estreme, dal caldo al freddo, dall’altitudine alla nebbia salina, con più di 500 ingegneri coinvolti e un equivalente di oltre 13 milioni di chilometri percorsi.

Sul fronte dei motori, la famiglia ADiMOTION copre tre architetture. La PHEV abbina un motore ibrido ad alta potenza, un cambio ad alta coppia e un’unità elettrica posteriore P4 a un sistema di gestione dell’energia basato sull’intelligenza artificiale. GAC dichiara per i SUV medio-grandi uno 0-100 km/h nell’ordine dei quattro secondi e salite a bassa velocità fino al 70% di pendenza.

La HEV usa una batteria da 5,4 kWh e consuma, sempre secondo l’azienda, il 14% in meno della generazione precedente e oltre il 40% in meno di un’auto a benzina tradizionale. Con il motore spento restano disponibili climatizzatore e schermo, e c’è una presa V2L da 2,2 kW.

La REEV, cioè la versione ad autonomia estesa, produce 3,73 kWh per litro di carburante, con una potenza di generazione continua fino a 85 kW, e ha ottenuto la certificazione “Quietness Star AAA” per il comfort acustico. Sul piano elettronico, l’architettura X-SOUL 4.0 punta su un chip a 3 nm e su una rete a 10 gigabit. Gli aggiornamenti software da remoto sull’intera vettura possono richiedere appena otto minuti. A questo si somma ADiGO SPACE, la piattaforma di assistenza intelligente che attinge ai dati di oltre 3,75 milioni di veicoli connessi.

Radici europee: dal disegno all’officina

La parte che interessa di più a chi segue il mercato è la localizzazione. Il GAC Design Center di Milano è già operativo, cura il design della novità presentata a Parigi e ne firma le linee.

Un centro di ricerca e sviluppo europeo è previsto per il 2027, con un team locale di oltre cento persone entro il 2028, incaricato di definire i prodotti per i mercati locali, curare l’omologazione e sviluppare l’esperienza d’uso. Oltre alla produzione di Graz, il magazzino ricambi di Rotterdam spedisce, dichiara GAC, entro 36 ore dalla conferma dell’ordine. L’azienda opera già in 30 paesi e quest’anno vuole aprire più di 180 punti vendita e assistenza in cinque mercati chiave: Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Spagna. Le due vetture assemblate in Austria hanno ottenuto cinque stelle Euro NCAP.

A Parigi saranno presenti anche i fornitori europei che lavorano con GAC, in alcuni casi da più di vent’anni: Autoliv per gli airbag, Michelin per gli pneumatici, BASF per le vernici, Bosch per freni e sistemi di assistenza alla guida, AUMOVIO per le unità di calcolo centrali, Valeo per i sistemi di parcheggio, OPmobility per i componenti esterni, ZF per telaio, sicurezza passiva e trazione elettrica, Magna per l’assemblaggio. Il marchio punta anche sul calcio per costruire un legame emotivo con i tifosi: è Official Global Partner del Chelsea e Official Automotive Partner del Villarreal.

Lato post vendita, GAC lancia a Parigi CARE+, il suo marchio globale per l’assistenza, con il motto “Always There, Always Care”. L’assistenza stradale è gratuita per tre anni in tutta Europa, grazie all’accordo con Allianz Partners, e il servizio tecnico europeo promette una risposta alle richieste di riparazione entro 48 ore. Le garanzie sono tra i punti più forti dell’offerta: otto anni o 160.000 km sul veicolo, otto anni o 200.000 km sulla batteria di trazione, dieci anni senza limite di chilometraggio contro la corrosione e tre anni sulla vernice. Tutti i tecnici delle concessionarie hanno una certificazione ufficiale GAC. L’assistenza telefonica in lingua locale parte dalla Francia e si estenderà ad altri paesi. Completano il quadro l’app per il controllo da remoto e le dotazioni per la ricarica domestica conformi agli standard europei.

AION UT Cross e le altre novità sullo stand

La protagonista dello stand è la AION UT Cross, al debutto mondiale e sviluppata apposta per l’Europa. È una crossover compatta pensata per chi usa l’auto in città durante la settimana e la porta fuori nel fine settimana. Il disegno è del GAC Design Center di Milano e comprende un nuovo pacchetto estetico CROSS, il tetto flottante a contrasto e una firma luminosa distintiva. Il telaio è tarato sulle strade europee e monta pneumatici da 225 mm. La carrozzeria usa acciaio ad alta resistenza per il 71% della struttura e ha sette airbag, compresi i sipari laterali a V lunghi 2,1 metri, a cui si aggiunge la tecnologia di sicurezza della batteria “Magazine Battery”. Il passo di 2.750 mm e la carreggiata di 1.600 mm sono, secondo GAC, i migliori della categoria. Il bagagliaio da 440 litri diventa un piano completamente piatto abbattendo i sedili, ci sono 24 vani portaoggetti e i due sedili anteriori si reclinano fino a diventare un letto per le notti in campeggio. A bordo ci sono un chip Qualcomm 8155, due schermi da 14,6 e 8,88 pollici e CarPlay e Android Auto, anche wireless. La batteria da 60 kWh garantisce 400 km di autonomia WLTP e una ricarica rapida dal 30 all’80% in 24 minuti.

La gamma estesa

Accanto alla UT Cross, GAC mostra due modelli di fascia più alta.

La HYPTEC HT è un SUV di lusso dalla linea da coupé, con abitacolo curato e powertrain elettrico puro o ad autonomia estesa.

Grande attesa anche per la GAC GS7 PHEV un SUV di grandi dimensioni con una tecnologia, definita la prima del settore, che permette di passare fra le modalità EV, PHEV e REEV.

Per l’Italia, tra i cinque mercati chiave del brand, sarà interessante soprattutto capire come si svilupperà la rete ad oggi affidata all’importatore Atflow.

Nuova Alfa Romeo Cuorerosso 2026: ritorno di Giorgio

Alfa Romeo sta attraversando uno dei momenti più delicati della sua gamma recente, e la Cuorerosso è la sua risposta. Il suo nome significa «cuore rosso» e riunisce due simboli del marchio: il colore rosso, che rappresenta la passione, e il cuore, che allude al legame emotivo tra auto e guidatore. Il marchio la definisce come una dichiarazione d’intenti e come un manifesto di design.

Non si tratta di un modello di serie, bensì di un prototipo che racchiude i valori del marchio e anticipa il linguaggio estetico moderno e rinnovato. Questo stile caratterizzerà le future Alfa Romeo, a partire dalla Giulia, presente sul mercato da oltre undici anni, e dalla Giulietta, che il marchio ha in programma di lanciare. Alfa sta inoltre preparando un SUV del segmento C che sostituirà la Tonale.

Alfa Romeo descrive la Cuorerosso come una coupé 2+2 posti, anche se in pratica si tratta di una quattro porte con dimensioni, che potete vedere di seguito, che colpiscono perché è appena 50 millimetri più grande della Giulia attualmente in vendita.

Il marchio del Biscione ha anche annunciato il peso, cosa molto insolita quando si tratta di una concept car, indicando 1.750 chilogrammi. Una cifra così tonda non è casuale, poiché rimanda alla 1750 Berlina della fine degli anni ’60 e alla cilindrata arrotondata di vari motori del marchio, un riferimento che Alfa ha mantenuto anche con la 159.

Le dimensioni collocano la Cuorerosso nella categoria delle berline sportive del segmento D. Inoltre, la lunghezza di 4,7 metri sembra un riferimento anche per il resto dei modelli del marchio italiano, essendo la misura massima in lunghezza delle future Alfa Romeo, comprese la nuova Giulietta e la successora della Tonale.

Il frontale è dominato dallo «Scudetto», la caratteristica calandra triangolare che identifica il marchio di Arese, e da fari estremamente sottili che conferiscono allo sguardo un aspetto aggressivo. Nel profilo spicca la forma a cuneo, con cerchi dal design rotante.

LO STILE UNICO

La parte posteriore è troncata e presenta fanali rotondi dall’aspetto provocatorio, un design ispirato a quello della defunta 8C Competizione. Sopra di essa si trova un grande spoiler, mentre al centro del paraurti sono integrate due terminali di scarico disposti verticalmente. L’insieme richiama lo stile di un’auto da corsa, con richiami al passato sportivo del marchio.
Per l’abitacolo, a cui si accede tramite porte ad apertura inversa, i designer hanno attinto alla storia stessa dell’Alfa Romeo, in particolare alla 33 Stradale del 1967 e alla sua reinterpretazione moderna. Il risultato è un interno minimalista ma ricco di piccoli dettagli.

Dietro al volante si trova un grande indicatore centrale. Sembra un unico display, ma in realtà si tratta di due schermi sovrapposti che possono essere separati per mostrare uno o due quadranti, a seconda delle preferenze del conducente. In un modello di serie, questa soluzione sarebbe disponibile solo in formato digitale.

Il volante ha tre razze e un design esclusivo. Sulla razza centrale è presente il selettore «DNA» di Alfa, con cui si scelgono le modalità di guida. Un pannello con comandi rotativi, display e selettore automatico delle marce collega il cruscotto alla console centrale. Si tratta di una disposizione pensata per consentire al conducente di avere a portata di mano l’essenziale senza distogliere l’attenzione dalla guida.

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Alfa Romeo Cuorerosso Concept
Ecco come si presenta il comando del climatizzatore automatico nei sedili posteriori dell’Alfa Romeo Cuorerosso.
Il motore della Cuorerosso: l’atteso V6 ibrido

Alfa Romeo concepisce la Cuorerosso come una piattaforma in grado di ospitare diverse motorizzazioni, in modo che i motori a combustione continuino a coesistere con i sistemi elettrici. In questo prototipo, la proposta è un V6 ibrido da 2,9 litri. Si tratta di un sistema ibrido convenzionale, non ricaricabile, ma basato sul motore a sei cilindri che ha reso grandi sia la Giulia che la Stelvio Quadrifoglio.

Il prototipo, di cui non si conoscono la potenza né altre prestazioni, dispone però della trazione integrale Q4, con un albero di trasmissione in fibra di carbonio e un cambio automatico tradizionale. Si tratta di componenti in linea con il carattere sportivo che il marchio vuole sottolineare, anche se non vi è alcuna conferma che questo prototipo finisca per arrivare su un modello di serie.

Alfa Romeo ribadisce di continuare a produrre auto per chi ama guidare, modelli in cui la forma a volte prevale sulla funzione. Questa idea è riassunta nel concetto di «Bellezza Necessaria», la «bellezza necessaria».

Tale filosofia riguarderebbe sia la nuova Giulia, derivata da questo prototipo, sia il resto della futura gamma. Il marchio giunge a questa fase con un’offerta molto ridotta e con i successori della Giulia e dello Stelvio in ritardo. La Alfa Romeo Cuorerosso è il primo indizio concreto della direzione che intende prendere.

Record di auto dalla Cina al Salone di Parigi

Il più grande salone dell’auto d’Europa prenderà il via a Parigi, in Francia, la prossima settimana, ma se qualche appassionato di motori dovesse tornare dopo alcuni anni di assenza, è probabile che non riconosca molte delle auto o dei marchi riportati sui loro bagagliai.

Circa 60 dei 100 espositori presenti con uno stand all’edizione di quest’anno del Salone dell’Auto di Parigi, che si tiene ogni due anni, sono case automobilistiche. Ma ben 20 di essi, ovvero un terzo, provengono dalla Cina, secondo quanto riporta Reuters. Già questo dato è piuttosto sorprendente, ma ce n’è uno ancora più sbalorditivo: all’ultima edizione di Parigi, nel 2024, erano presenti solo 10 marchi cinesi. La Cina ha già avuto un impatto enorme sull’industria automobilistica europea, e tale impatto sta crescendo rapidamente.

Alcuni di questi marchi non sono sconosciuti agli acquirenti europei di auto. BYD, Geely, Chery, Jaecoo e Leapmotor stanno già conquistando una quota di mercato significativa in tutto il continente, dove le auto cinesi rappresentano ormai oltre il 10% di tutte le vendite di auto nuove.

Ma questa volta saranno affiancate da una miriade di altri marchi di cui alcuni visitatori del salone potrebbero non aver mai sentito parlare. Li Auto, Aito, Aion, 212 e molti altri stanno aprendo i battenti in Europa e utilizzano il salone di Parigi come trampolino di lancio.

Un terzo dei marchi automobilistici presenti al Salone dell’Auto di Parigi del 2026 è cinese

Non tutte le auto che questi marchi porteranno a Parigi sono veicoli elettrici. Dopo che l’UE ha applicato dazi antisovvenzioni fino al 35% sulle auto elettriche cinesi importate in Europa, l’industria automobilistica cinese ha iniziato a puntare sui modelli ibridi. Questi ultimi sono attualmente esenti dai dazi e sono soggetti solo al normale dazio all’importazione del 10%, anche se l’UE sta ora lavorando a una nuova legislazione per colmare questa scappatoia.

Le case automobilistiche europee, tuttavia, non sono ancora pronte ad arrendersi. A Parigi presenteranno diverse anteprime, tra cui i modelli di serie della nuova Audi A2 e-tron (qui sotto), della Skoda Peaq, della Dacia Striker e della Fiat Grizzly. E concept come la Renault E-Space e la Citroen 2CV lasciano intendere che nei prossimi anni ci saranno molte altre novità in arrivo.

Ma un marchio automobilistico che non vedrete lì è BMW. Nonostante avesse una nuova Serie 3, la iX4 e la X5 da presentare, ha deciso di non partecipare.

Nuova Citroen 2CV 2027: il Ritorno in Concept

La notizia è trapelata circa sei mesi fa. Dopo diversi anni di voci e speculazioni, la stessa Citroën ha annunciato il ritorno di uno dei suoi modelli classici più leggendari. La Citroen 2 CV è tornata. La casa automobilistica francese fa rinascere la “due cavalli” per dare slancio alla sua offensiva elettrica. E, purtroppo per i puristi e i veterani, la 2 CV torna come veicolo 100% elettrico.

Il Salone dell’Automobile di Parigi 2026 è stato il palcoscenico scelto da Citroën per presentare un modello concept che si posiziona come l’antipasto del veicolo che presto rivoluzionerà il nascente mercato delle auto elettriche economiche. La Citroën 2 CV Concept offre un’anteprima molto fedele di ciò che sarà la nuova 2 CV. E il marchio lancia un avvertimento alla concorrenza: si è prefissato come obiettivo un prezzo di partenza di circa 15.000 €.
Basta dare una rapida occhiata alle immagini che illustrano questo articolo per scoprire le caratteristiche distintive della nuova 2 CV Concept. Proprio come il marchio stesso aveva lasciato intendere attraverso i vari anticipi, questo modello concept è ricco di richiami al modello originale. È immediatamente riconoscibile come «una due cavalli», ma con alcuni tocchi ed elementi di design che la proiettano nell’era della mobilità sostenibile.
La parte anteriore attira fortemente l’attenzione grazie ai fari rotondi indipendenti e all’espressiva firma luminosa a LED, al cofano scolpito e alle prese d’aria integrate. Inoltre, i tergicristalli sono a vista. La silhouette è immediatamente riconoscibile. Monta cerchi in lamiera da 19 pollici ispirati a quelli del modello originale. Da segnalare anche le maniglie delle portiere. A proposito, misura 3,76 metri di lunghezza, quindi è più corta della 2 CV originale. Si colloca nel segmento B, quindi, nella gamma Citroën, si posizionerà a metà strada tra la Citroen C3 e la Citroen C4.

LO STILE UNICO

Concludendo il nostro giro all’esterno nella parte posteriore, notiamo una caratteristica linea discendente del tetto, realizzato in tela e apribile o chiudibile, valorizzata da un portellone nero che scende fino al paraurti ed è affiancato da luci posteriori a LED. Inoltre, presenta uno sbalzo molto corto. Citroën chiarisce che il punto di partenza di questo progetto non era ricreare la storica 2 CV, che vanta oltre 75 anni di storia, bensì utilizzarla come spunto per dare vita a un’auto elettrica pratica e desiderabile.
Lasciando da parte l’esterno, entrando nell’abitacolo della nuova 2 CV Concept ci si ritrova immediatamente avvolti da un’atmosfera confortevole, luminosa, calda e accogliente. L’assenza di un cruscotto convenzionale libera spazio per gli occupanti. I sedili larghi sono comodi e i pannelli delle portiere presentano vani portaoggetti per massimizzare la praticità. Inoltre, il sedile anteriore è rimovibile.

Un altro dettaglio curioso è l’assenza di una console centrale, il cui spazio è occupato da un cestino estraibile. Da segnalare anche le cinghie flessibili che fungono da maniglie delle portiere, nonché il volante multifunzione a braccio singolo. Il cuore dell’abitacolo è un touchscreen da 8 pollici, componente fondamentale per la gestione del sistema multimediale. La radio è rimovibile per fungere da altoparlante portatile.

Citroen non ha fornito dettagli sul sistema di propulsione elettrico, ma ha confermato un aspetto fondamentale e direttamente correlato all’efficienza: il veicolo è molto leggero. Pesa appena una tonnellata. E questo rende possibile, come sottolineato dal marchio stesso, optare per una batteria più piccola e, di conseguenza, più economica.

LO STILE RETRÒ

La versione di serie della Citroen 2 CV Concept sarà presentata nel 2028.
Non si tratta di una novità nella gamma Citroen. Il marchio ha dato priorità a veicoli elettrici economici con prestazioni moderate. E il successo che stanno riscuotendo sia la Citroën Ami che la Citroen ë-C3 è un chiaro esempio del fatto che il marchio aveva ragione. Ora, questa linea di veicoli elettrici economici sarà rafforzata dalla nuova 2 CV.

Quando arriverà sul mercato? Citroën ha confermato che la versione di serie della 2 CV Concept sarà svelata tra due anni e, cosa altrettanto importante, sarà prodotta in Europa. Se tutto andrà secondo i piani, diventerà realtà nel corso del 2028. Sarà conforme alla futura normativa E-Car dell’Unione Europea e, come abbiamo già sottolineato, il marchio si è posto l’obiettivo di fissarne il prezzo di partenza a circa 15.000 €, al netto di incentivi o promozioni.

BYD prepara il suo Robot umanoide

BYD ha svelato ufficialmente il design del suo primo robot umanoide sviluppato internamente, a seguito della pubblicazione, il 9 ottobre 2026, di un brevetto di design denominato “Embodied AI Robot” da parte dell’Amministrazione nazionale cinese per la proprietà intellettuale.

Il brevetto descrive un robot intelligente in grado di camminare, mantenere l’equilibrio e interagire con l’ambiente circostante, destinato all’uso in contesti di servizio, educativi e industriali.
Design e specifiche
Il design svelato presenta un’estetica elegante e antropomorfa con una combinazione di colori in bianco e nero. Il robot ha una testa arrotondata e arcuata priva di schermo, mentre il busto, le braccia e le gambe sono dotati di articolazioni multiple.

Il design ricorda da vicino “Xiao Di” (piccolo D), un robot umanoide già anticipato in precedenza da BYD; tuttavia, l’azienda non ha confermato ufficialmente se questo brevetto corrisponda al modello di produzione finale di Xiao Di.

Disegni del brevetto pubblicati
Secondo le informazioni rese note in precedenza, il modello “Xiao Di” è alto 1,61 metri e pesa 58,5 kg. È dotato di 31 gradi di libertà e di una mano agile con una precisione di posizionamento ripetibile di ±1 mm, che gli consente di eseguire attività quali la presa di oggetti, l’interazione gestuale e le spiegazioni basate sul puntamento.
L’ingresso di BYD nel campo dell’intelligenza artificiale incarnata fa parte di una strategia a lungo termine avviata nel 2022 con la costituzione di un team di ricerca dedicato. L’azienda punta a sfruttare la propria scala industriale per personalizzare l’hardware e i sistemi dei robot, concentrandosi sul potenziamento delle capacità di percezione, processo decisionale ed esecuzione.
Oltre alla ricerca e sviluppo interna, BYD sta espandendo la propria presenza nell’ecosistema della robotica.

LO SVIL

BYD ha investito in Agibot nell’agosto 2023 e ha acquisito una partecipazione in Percibot nell’aprile 2025.
Collaborazione: l’azienda ha utilizzato i propri stabilimenti come banchi di prova, ospitando in particolare il robot umanoide industriale Walker S1 di Ubtech presso il proprio stabilimento di Changsha per attività di movimentazione e identificazione dei materiali.
I dirigenti di BYD hanno già indicato in precedenza l’intenzione di impiegare questi robot nelle reti di concessionari, dove si occuperebbero di compiti standardizzati quali l’accoglienza dei clienti, la spiegazione delle caratteristiche dei veicoli e la dimostrazione dei sistemi di infotainment di bordo.

Tutte le auto dalla Cina al Salone dell’auto di Parigi

Il Salone di Parigi 2026 è ormai alle porte. Dopo mesi di preparazione e anticipazioni, molte Case automobilistiche hanno scelto di conservare le proprie novità fino a questo appuntamento. Si tratta di una manifestazione tradizionale, uno degli ultimi grandi saloni dell’auto nel senso più classico del termine, dove sarà possibile misurare concretamente la competitività dei costruttori europei e, più in generale, dei marchi storici, di fronte a un’industria cinese sempre più forte e aggressiva.

Rispetto all’edizione del 2024, la presenza dei marchi cinesi è praticamente raddoppiata. Due anni fa erano circa una decina, mentre quest’anno saranno ben venti. Se appena un anno fa i costruttori cinesi rappresentavano il 5% del mercato europeo, oggi la loro quota ha raggiunto il 10,7%, superando complessivamente quella di tutti i marchi giapponesi messi insieme, inclusi Honda, Nissan e persino Toyota.

Venti marchi cinesi protagonisti a Parigi

Nel tentativo di esportare il più possibile e mantenere operative fabbriche alle prese con significativi problemi di sovraccapacità produttiva, aggravati anche dalla recente contrazione del mercato interno cinese, l’Europa è diventata la destinazione principale delle ambizioni dei costruttori asiatici.

Le Case cinesi stanno ottenendo risultati importanti anche in America Latina, nell’area Asia-Pacifico e in Oceania. In particolare l’Australia sta mostrando una crescente apertura verso questi marchi, nonostante la tradizionale passione locale per i pick-up con motore termico, simile a quella dei consumatori statunitensi.

Gli Stati Uniti, invece, restano per motivi geopolitici un mercato sostanzialmente irraggiungibile. Proprio per questo motivo i produttori cinesi stanno concentrando gran parte dei propri investimenti e delle proprie strategie sull’Europa, sviluppando persino modelli specificamente pensati per il Vecchio Continente. È il caso della BYD Dolphin G, che riprende una strategia simile a quella adottata da Toyota oltre venticinque anni fa con la prima generazione della Yaris.

Il Salone più importante dall’epoca della pandemia

Secondo Brad Kunz, consulente di Grant Thornton Stax:

“I cinesi stanno dicendo: dobbiamo conquistare l’Europa perché negli Stati Uniti non possiamo fare nulla. Se il mercato americano fosse stato aperto ai costruttori cinesi, l’Europa non sarebbe diventata il campo di battaglia che è oggi”.

Dello stesso avviso anche Felipe Muñoz, analista di Car Industry Analysis:

“Questo salone dell’auto sarà probabilmente il più importante nella regione dalla pandemia di Covid. Gli europei stanno utilizzando questa piattaforma per dimostrare ai cinesi di essere ancora forti e pronti a combattere”.

I costruttori europei rispondono in casa

Questo è particolarmente vero per i marchi francesi. Renault arriverà a Parigi con diversi concept particolarmente interessanti, mentre Stellantis schiererà praticamente tutti i suoi brand europei.

Grande attenzione sarà rivolta al nuovo Citroen 2CV, un modello che punta a diventare per la mobilità accessibile quello che la storica 2CV rappresentò nel secolo scorso. Ma il Salone sarà anche l’occasione per marchi come Alfa Romeo e Maserati di mostrare tutta la propria forza e identità.

Non solo BYD, Chery e Geely

La sfida, però, non coinvolgerà soltanto i nomi già consolidati come BYD, Chery o Geely.

Aito, marchio premium del gruppo Seres, farà finalmente il suo debutto europeo con l’obiettivo di portare le vendite internazionali dall’attuale 1% al 20% nel giro di tre anni.

Sarà presente anche Avatr, il brand premium di Changan, che arriva al Salone forte del successo ottenuto in Spagna nel 2026 con il modello S05.

Un racconto direttamente dal Salone

Quella tra Europa e Cina si preannuncia come una delle sfide più affascinanti dell’industria automobilistica contemporanea e noi saremo presenti per raccontarla da vicino.

Attraverso articoli di approfondimento, anteprime esclusive e contenuti video realizzati direttamente dai padiglioni della manifestazione, seguiremo ogni dettaglio del Salone di Parigi 2026.

Non potrebbe essere altrimenti per uno degli eventi più attesi dell’anno nel panorama automobilistico europeo.

Le valigie di Autoprove.it sono già pronte per partire alla volta della capitale francese e raccontarvi da vicino i grandi debutti, i concept più innovativi e le persone che hanno reso possibili le vetture protagoniste degli stand.

BYD Dolphin G ibrida Plug-in: Prova su Strada

La BYD Dolphin G è una delle compatte ibride (è anche plug in) più interessanti del momento. In questa prova su strada scopriamo come si comporta nel traffico cittadino, nei percorsi extraurbani e in autostrada, analizzando comfort, prestazioni, autonomia reale e tecnologia di bordo.

Lunga poco più di 4 metri ma spaziosa come una vettura di categoria superiore, la Dolphin G punta su un design moderno, una dotazione ricca e la tecnologia Blade Battery di BYD. Ma è davvero una delle migliori auto ibride per rapporto qualità-prezzo?

Nel video vi racconto pregi, difetti, consumi rilevati durante il test, qualità degli interni, sistemi di assistenza alla guida e tutte le sensazioni al volante per capire se questa compatta con tanta autonomia in elettrica può essere la scelta giusta per chi vuole passare all’elettrico.