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Nuovo motore ibrido per Volkswagen Golf e T-Roc

Volkswagen ha presentato un nuovo propulsore ibrido basato sul motore a benzina 1.5 TSI evo2, che sarà montato per primi sulla Volkswagen Golf e sul crossover gemello T-Roc.
Il motore ibrido di cui si parla qui era stato annunciato già nell’agosto dello scorso anno, in occasione del debutto della Volkswagen T-Roc di seconda generazione, ma solo questa settimana, nell’ambito del Simposio motoristico di Vienna, sono state rese note le sue caratteristiche, e i dati del comunicato stampa sono stati generosamente integrati dai nostri colleghi tedeschi della rivista Auto Motor und Sport.

In precedenza, il gruppo Volkswagen puntava sui modelli ibridi leggeri e plug-in, ma i primi sono poco efficaci dal punto di vista delle prestazioni ambientali, mentre i secondi sono troppo costosi. Attualmente in Europa sta crescendo la domanda di ibridi a pieno regime senza ricarica (indicati come HEV o full hybrid): secondo i dati ACEA, sono proprio questi ibridi a guidare le vendite, con una quota di mercato delle autovetture nuove pari al 38,6% alla fine del primo trimestre di quest’anno (nel primo trimestre del 2025 era del 35,6%), la quota delle auto a benzina è del 22,6%, quella delle auto elettriche del 19,4%, quella degli ibridi plug-in del 9,5% e quella dei diesel del 7,7%.

LA SCELTA STRATEGICA

Il nuovo propulsore ibrido è progettato esclusivamente per la trazione anteriore; il motore a benzina 1.5 TSI evo2 e il modulo di potenza ibrido sono accoppiati tra loro e disposti trasversalmente nella parte anteriore.

La batteria di trazione al litio-nichel-manganese-cobalto da 1,6 kWh con raffreddamento a liquido si trova davanti all’asse posteriore, dove solitamente viene collocato il serbatoio del carburante. In questo caso, il serbatoio si trova dietro l’asse posteriore, sotto il pavimento del bagagliaio. Probabilmente questa configurazione è stata scelta per ottenere una distribuzione ottimale del peso.

Il motore 1.5 TSI evo2 è stato convertito al ciclo Miller, con una potenza massima di 110 kW (150 CV) e 250 Nm. Il modulo ibrido comprende due motori elettrici (EM1 ed EM2 nello schema sottostante). EM1 può erogare fino a 110 kW (150 CV) e funziona in modalità generatore, ricaricando la batteria di trazione. EM2 è un motore elettrico di trazione con una potenza di picco di 125 kW (170 CV) e una coppia fino a 2500 Nm alle ruote. L’EM2 è collegato al differenziale e alla frizione idraulica, che può disaccoppiare il motore elettrico dal motore a combustione interna. Se la frizione è disinnestata, il motore a combustione interna è spento oppure aziona solo il generatore e ricarica la batteria. Con la frizione innestata, il motore a combustione interna e il motore elettrico azionano insieme le ruote.

In questo modo, il gruppo motopropulsore può funzionare sia in modalità seriale che in modalità parallela. È l’elettronica a determinare cosa e quando attivare/disattivare. Si presume che a basse velocità urbane l’auto viaggerà esclusivamente con trazione elettrica (il motore a combustione interna verrà periodicamente spento), mentre la modalità parallela è necessaria per la guida in autostrada. Da parte sua, il consumatore è libero di scegliere tra tre modalità di guida: Eco (la più “parsimoniosa” con potenza ridotta al 70%), Comfort (equilibrata) e Sport (massima potenza). La potenza massima complessiva del gruppo motopropulsore è di 100 kW (136 CV) o 125 kW (170 CV).

La Volkswagen Golf e la T-Roc con il nuovo motore ibrido saranno lanciate sul mercato nel quarto trimestre di quest’anno; le versioni corrispondenti porteranno la denominazione eHybrid. Successivamente, lo stesso propulsore sarà montato su altri modelli basati sulla piattaforma MQB, e non solo del marchio Volkswagen.

Alfa Romeo Stelvio: Focus Tech e ADAS

Nella guida di tutti i giorni, quanto funziona davvero il pacchetto tecnologico dell’Alfa Romeo Stelvio?
In questo video ci concentriamo su infotainment e sistemi di assistenza alla guida: reattività del touchscreen, integrazione con lo smartphone, qualità della navigazione e comportamento reale dei sistemi ADAS su strada — dall’autostrada al traffico urbano. Niente brochure, solo quello che conta quando sei al volante.

Piaggio e Federmetano: ecco il Porter NP6 Bifuel benzina e CNG

Non vorremmo apparire pedanti: ma in tempi non sospetti, e soprattutto da tempi non sospetti, siamo tra le poche piattaforme a non aver mai distolto lo sguardo dal tema e dalla risorsa “Biometano” che porta in sé ovviamente la dimensione – più globale – del CNG, ovvero del “Gas Naturale Compresso”. 

In verità abbiamo resistito, nel tempo, ad abbracciare diverse bordate contrarie allo sviluppo di una fonte di alimentazione ed energetica fondamentale per l’Italia e l’Europa, ma che – ad esempio in Italia – è arrivata non molti anni fa a costare per la prima volta nella storia più del Diesel a parità di volume per rendimento energetico equivalente.

E’ stato in occasione della esplosione della guerra in Ucraina e dei primi problemi di transito e distribuzione del metano proveniente dalle aree di guerra.

Prima ancora di questo, tuttavia, la prosopopea elettrofila aveva negato alla fonte energetica “Gas Naturale” ed al Metano nello specifico il diritto sacrosanto di essere classificati pienamente come alimentazioni ecologiche in virtù anche e soprattutto della prerogativa unica in natura per la quale la molecola del Gas metano fossile coincide esattamente con quella del “Biometano-Biogas” ottenuto attraverso processi di lavorazione, biodigestionee raffinazione degli scarti organici da filiera di zootecnia e di Rifiuti solidi urbani. Un tema questo che invece ci aveva appassionato per la semplice considerazione che non può esistere in concetto nessun procedimento di trasformazione più efficiente, ecologico e “furbo” di quello che comprende in se’ stesso contemporaneamente tutti questi criteri:

– Recupero della frazione di scarto derivante dagli effetti della vita sociale aggregata: scarti alimentari, di attività di allevamento, rifiuti organici;

– Autosufficienza energetica (parziale ed in qualche caso totale) legata alla trasformazione di parte della materia prima trattata in fonte di alimentazione diretta dei processi di lavorazione della frazione di scarto lavorata;

– Controllo e recupero delle emissioni naturalmente conseguenti ai processi di degrado e fermentazione grazie al processo globale di trattamento;

– Sviluppo conseguente di una coscienza del recupero, della gestione e della valorizzazione della risorsa di scarto.

Il tutto, ripeto, con la chicca di un prodotto derivato da processi industriali – il Biogas / Biometano – che può essere addizionato o sostituito al Metano fossile per identità di composizione chimica.

Metano e Biometano penalizzati dall’evangelismo elettrico?

Tutto questo, che ci ha profondamente affascinato, lo abbiamo testimoniato e recensito in diverse occasioni sulla nostra piattaforma soprattutto con il videoservizio su “Ecomondo” a Rimini (per vederlo clicca sul Link “QUI) così come con la interessante intervista al Presidente di Federmetano Dante Natali (per vederla clicca sul link QUI); e persino, tra le iniziative “Amarcord”, siamo stati tra i pochi ad aver rievocato l’impresa di trent’anni fa della Bugatti “EB110” alimentata a Metano che a Nardò conquistò diversi record internazionali di velocità (Leggi l’articolo al Link QUI) senza infine esserci negati anche una delle rare presenze su “Spotify” del tema “Metano” (provare per credere) con un Podcast dedicato (per ascoltarlo vai sul Link QUI ). 

Tutto questo per pochi essenziali motivi grazie ai quali Autoprove.it continua a crescere in visualizzazioni e iscrizioni sulle nostre principali Social: 

-1) Autoprove.it è allergica alle evangelizzazioni pagane in tema Automotive, e ad oggi è tra le poche piattaforme a poter dimostrare doti di correttezza, imparzialità e laicismo verso l’informazione da somministrare al suo pubblico; non abbiamo abbracciato l’ecologismo di facciata quando questo rendeva tantissimo in tutti i sensi a Redazioni e piattaforme facilmente e velocemente convertite alla fede Zero Emission, rimanendo coerenti (l’archivio Articoli fa fede in questo) ad una giusta difesa dell’endotermico “pulito” – che altrove era ormai oggetto di lapidazione – attribuendo anche i giusti meriti storici al maledetto Diesel;

-2) Allo stesso modo grazie ad una certa coerenza ed alla disabitudine a cadere nel ridicolo ci siamo abilmente smarcati dal “penitendum” generale di Media, Opinionisti e Costruttori che di fronte alla evoluzione omeopatica del tutto elettrico in Europa hanno pensato bene di ricordarsi che solo i cretini non cambiano idea;  se non fosse che secondo noi la cretinaggine non si esprime nel mantenere la stessa idea, ma nel perseguire l’idea sbagliata all’origine.

-3) In questo senso abbiamo sempre difeso la corretta “Biodiversita’” tecnologica che, per rimediare all’intrippamentomediatico venutosi a creare tra le due fazioni a confronto (Testimoni di GeoWATT da un lato, EndoTermoSauri dall’altro) è stata ribattezzata un po’ pomposamente “Neutralità Tecnologica” che in sintesi e sottotitoli alla pagina 777 significa “Hey, non rompete i maroni alle diverse alimentazioni “pulite” rimaste in campo una volta che il petrolio fossile sia stato arginato o addirittura chiuso in un cassetto nella mobilità privata e commerciale nella UE”.

E dunque, nella neutralità tecnologica non solo Metano / GNG – e Biometano da lavorazione di scarti – hanno pieno diritto a sedere al tavolo delle spartizioni strategiche delle quote di compresenza tra le alimentazioni a basso impatto ambientale ma direi che per rango e opportunità questa alimentazione dovrebbe essere un po’ la capofila tra le bioalimentazioni.

 

Piaggio e Federmetano insieme per la mobilità urbana a Metano

Dunque fa solo piacere sapere di un nuovo piccolo passo che vede protagonisti la Piaggio di Pontedera (con la Divisione Professional) con Federmetano: insieme promuovono un veicolo commerciale ecologico, in grado di soddisfare tutti questi parametri partendo dal suo utilizzo nei centri urbani: il Porter NP6 Benzina + metano. 

 

Una partnership per incentivare l’utilizzo di veicoli ecologici prodotti in Italia. Piaggio infatti, già da qualche tempo ha immesso sul mercato il Porter NP6 con motore 1.5 da 75 kW Euro 6 Final. 

 

Un mezzo in grado di offrire molteplici soluzioni con oltre 400 versioni disponibili, al fine di soddisfare qualsiasi profilo di missione professionale che – unitamente ai moderni allestimenti e diverse proposte con ruote singole o gemellate – garantiscono eccezionale portata e massima efficienza. 

 

Tutte caratteristiche che possono essere considerate uniche per la sua categoria, senza considerare che l’utilizzo di questo veicolo ha elevati standard di sicurezza.

 

L’autonomia dell’alimentazione CNG, con possibilità di scelta tra uno o due serbatoi da lt. 55, è affiancata daun serbatoio di benzina da lt. 45 e permette un risparmio di oltre il 50% sulle alimentazioni tradizionali di benzina e gasolio, tenendo conto che il biometano distribuito al chilo ai veicoli ha un rendimento equivalente a 1,6 litri di benzina e a 1,2 litri di gasolio.  

 

Grazie alla produzione italiana di biometano, che oggi copre l’intero fabbisogno nei trasporti al 100%, i risultati in termini di CO2 sono tali da ridurre le emissioni sotto il valore dello zero – come dimostrano anche recenti studi condotti dal CNR. Il Piaggio Porter NP6 bifuel benzina + CNG si pone così come il CITY TRUCK in Europa che rispetta tali parametri sfruttando in Italia una rete capillare di oltre 1.600 distributori, presenti in tutte le regioni, con servizi anche autostradali e self service.

Mezzi a Metano/Biometano: perché no, un bel Test Drive?

Lieti, ripeto, della occasione di poter parlare di nuovo di novità in tema di Metano e Biometano; con una attenzione rivolta a Federmetano: bene così, lo scorso anno siamo rimasti incuriositi dalla Panda a doppia alimentazione benzina-Biometano e – ci sia consentito – avremmo davvero avuto il piacere di testarla e recensirla al grande pubblico. 

Anche perché Porter è senza dubbio un mezzo da Ultimo Miglio urbano e da logistica di prossimità, dove dunque l’alimentazione a metano è perfettamente coerente con gli obbiettivi di decarbonizzazione e riduzione delle emissioni nei centri urbani. 

Ma Porter di Piaggio è anche un minivan polivalente in grado di affiancare piccole Imprese, Utilizzatori aziendali ma anche automobilisti privati e piccole comunità. Dunque, il mezzo ideale per Test Drive di largo raggio.

Con Porter siamo di nuovo qui, dunque, e di nuovo disponibili a metterci a disposizione per un test drive. Secondo noi è un mezzo ottimale e immediatamente comprensibile per trasmettere al grande pubblico le peculiarità positive di un mezzo alimentato a GNC. 

Al di fuori di questo, se permettete l’opinione, si rischia di relegare Metano e Biometano alla attenzione esclusivamente di una cerchia di amatori fidelizzati. Ma è esattamente da questo che il mondo del Metano deve fuggire prima che sia troppo tardi. 

E piattaforme come Autoprove.it ritengo siano ottimali per questo obbiettivo. Detto con estrema cortesia, in questo caso, a Piaggio ed a Federmetano.

Riccardo Bellumori

Nuova Voyah Taishan X8: Anteprima

Il marchio Voyah ha aperto le prenotazioni per il crossover Taishan X8. Il modello è disponibile sia in versione ibrida che completamente elettrica. La trazione integrale è di serie.
Nel catalogo del Ministero dell’Industria cinese questo SUV Voyah era già apparso alla fine dello scorso anno, ed era stato certificato con diversi nomi. Il marchio premium di proprietà della Dongfeng ha tenuto la sua prima presentazione a marzo, quando è emerso che il modello sarebbe stato lanciato sul mercato come Voyah Taishan X8. Ora in Cina sono state rese note tutte le caratteristiche e le configurazioni, sono stati comunicati i prezzi indicativi e sono state aperte le prenotazioni. A proposito, secondo quanto comunicato da Voyah, in meno di un’ora il SUV ha raccolto oltre 15.000 ordini.

LO STILE PREMIUM

Il Voyah Taishan X8, in sostanza, rappresenta una versione accorciata a cinque posti del Voyah Taishan – senza prefisso. Quest’ultimo è stato lanciato in Cina lo scorso anno ed è disponibile esclusivamente nella versione a tre file. La principale differenza estetica del Taishan X8 è l’assenza di abbondanti decorazioni cromate. Anche la sua imponente griglia del radiatore è realizzata in tinta con la carrozzeria.

La lunghezza della Taishan X8 è di 5200 mm, la larghezza di 2025 mm, l’altezza di 1814 mm e il passo di 3090 mm.

Le dimensioni della Voyah Taishan sono: 5230/2025/1817 mm, con un passo di 3120 mm. Il crossover più piccolo ha di serie cerchi da 21 pollici, ma con un supplemento è possibile ordinarne da 22 pollici. Tra gli optional ci sono anche i fari con proiettore integrato e le maniglie delle portiere illuminate.
Nell’abitacolo, davanti al conducente, è installato uno schermo del cruscotto da 10,25 pollici, mentre tutto il resto dello spazio del pannello frontale è occupato da un display composto da due touchscreen, ciascuno con una diagonale di 15,6 pollici (nel modello di punta è presente un unico tablet centrale). Il sistema multimediale funziona con il sistema operativo HarmonySpace di Huawei.

Nuova BMW Serie 7 2026: Anteprima

BMW definisce la nuova Serie 7 2027 come l’aggiornamento di metà carriera più esteso che abbia mai realizzato, ma ciò che vediamo qui va oltre la sua ammiraglia. Questo facelift ci mostra infatti come BMW applicherà la filosofia Neue Klasse a tutti i modelli più datati ancora in gamma, inclusa la rinnovata Serie 5.

Quella dichiarazione di “aggiornamento più esteso” potrebbe inizialmente lasciare perplessi. La nuova Serie 7 utilizza ancora la piattaforma CLAR, adattata per ospitare motori termici ed elettrici, invece dell’architettura esclusivamente elettrica Neue Klasse vista su i3 e iX3. Anche alcune modifiche estetiche sono sottili: niente frontale “visor” né reni compatti rétro-futuristici.

Ma osservandola meglio emergono cambiamenti importanti. La grande griglia illuminata è ora più stretta e con barre orizzontali. Le sottilissime DRL toccano la griglia, mentre i fari principali sono più piccoli e quasi nascosti nelle prese d’aria laterali del paraurti. BMW abbraccia un look più industriale, lasciando ampie superfici in tinta carrozzeria invece di spezzare il frontale con inserti neri.

Non è elegante, e la verniciatura Individual bicolore non convince, anche se richiede 75 ore di lavorazione. Ma la Serie 7 non manca certo di presenza scenica: sembra un blocco di alluminio massiccio scolpito e poi dotato di ruote. Dietro, il design è meno controverso: debutta il nuovo logo BMW opaco e i gruppi ottici sono più lunghi, a un passo dal diventare una barra luminosa continua.

STILE E TECNOLOGIE

All’interno, le novità sono impossibili da ignorare. Il Panoramic iDrive, visto per la prima volta su iX3 e poi su i3, e in arrivo anche su Serie 5/i5 e sulla nuova X5, debutta qui con una proiezione a tutta larghezza sul parabrezza chiamata Panoramic Vision e un display centrale sospeso da 17,9 pollici.

In questo caso c’è anche uno schermo da 14,6 pollici per il passeggero anteriore, con streaming, gaming e TV. Se il guidatore si distrae, una telecamera interna oscura automaticamente il display. Forse è solo una percezione, ma questo secondo schermo sembra un po’ posticcio. L’Hyperscreen Mercedes resta più elegante.

Lo spettacolare Theater Screen posteriore da 31,3 pollici 8K, introdotto nel 2022, non è stato trascurato. Ora è touchscreen, supporta videochiamate Zoom tramite una fotocamera integrata, offre ingresso HDMI e audio Dolby Atmos con l’impianto opzionale Bowers & Wilkins Diamond da 36 altoparlanti e 1.925 watt. Di serie c’è comunque un sistema B&W da 18 altoparlanti e 575 watt.

A gestire tutto questo è una nuova architettura elettrica derivata dai modelli Neue Klasse: 20 volte più potente, con cablaggio zonale che elimina circa 610 metri di cavi e riduce del 30% il peso dell’impianto. L’assistente vocale integra ora l’AI Alexa+ di Amazon, consentendo interazioni più naturali, controllo della smart home e streaming. BMW sostiene che si possa parlare alla Serie 7 come a una persona.

MOTORE E DATI TECNICI

Sul fronte elettrico, la novità principale è sotto il pianale: celle cilindriche di sesta generazione, più dense del 20%, e capacità utile aumentata oltre il 10% fino a 112,5 kWh. Tutte le i7 2027 adottano lo standard NACS e ricaricano fino a 250 kW (prima 195 kW).

La i7 60 xDrive da 536 CV mantiene la potenza ma passa da 500 a oltre 563 km di autonomia, con ricarica 10–80% in 28 minuti. Fa 0–100 km/h in 4,6 secondi e costa 126.250 dollari.

Scompare la eDrive50 a motore singolo, sostituita dalla i7 50 xDrive da 449 CV, proposta a 107.750 dollari. Fa lo stesso 0–100 km/h in 5,3 secondi, ma BMW non ha ancora dichiarato l’autonomia.

Per chi preferisce i pistoni, le 740 e 740 xDrive adottano un nuovo sei cilindri 3.0 da 394 CV, con la versione integrale sotto i 5 secondi nello 0–100. Prezzi da 101.350 e 104.350 dollari. Nel 2027 arriverà la 750e xDrive plug-in, con 483 CV combinati e 0–100 in 4,6 secondi, come il modello uscente.

Nessuna menzione per un’erede diretta della M70 elettrica da 650 CV o della 760i V8 da 536 CV, ma BMW conferma un modello M Performance V8 in arrivo dopo il lancio.

Ambizioni autonome ridimensionate

La guida assistita è stata riprogettata sotto il nome BMW Symbiotic Drive, un sistema di Livello 2 pensato per aiutare senza infastidire. Usa il tracciamento oculare per capire le intenzioni del guidatore, intervenendo sul mantenimento di corsia solo quando serve davvero. L’AEB ora riconosce anche gli animali selvatici.

Da notare che questa generazione abbandona silenziosamente il Livello 3, che un tempo rendeva la Serie 7 un riferimento tecnologico. Anche Mercedes ha fatto un passo indietro: entrambe sembrano aver concluso che costi, regolamentazioni e responsabilità non valgano la pena rispetto a un ottimo Livello 2.

La produzione inizierà a luglio 2026 a Dingolfing, con le i7 e le 740 in arrivo negli USA poco dopo. La 750e xDrive arriverà all’inizio del 2027, seguita dal modello M Performance V8.

Nuova Smart #2 Concept: ritorno del mito

Dopo aver cercato di aumentare la redditività producendo SUV sempre più grandi e persino una berlina, smart, specialista delle city car, è tornata alle sue origini con la Concept #2, presentata a Pechino in vista del salone Auto China che si terrà alla fine di questa settimana. Con un evidente richiamo alla storica fortwo, questa concept car preannuncia un veicolo elettrico a due posti di serie che verrà svelato nella sua versione definitiva al Salone dell’Auto di Parigi in ottobre.

La Concept #2 continua ad essere progettata da Mercedes-Benz (da un team apparentemente più concentrato e coeso rispetto a quello interno di Stoccarda), mentre l’ingegnerizzazione è affidata a Geely nell’ambito della loro joint venture al 50%. È basata su una nuovissima Electric Compact Architecture (ECA), con una lunghezza di soli 2.792 mm – si può inserire comodamente l’intera vettura all’interno del passo della #5 – e un raggio di sterzata di soli 6,95 metri.

LO STILE SMART

Chi di voi non vede l’ora di rivedere la caratteristica cellula di sicurezza tridion di smart rimarrà deluso; la Concept #2 adotta invece il linguaggio stilistico definito dalla #1, con fari triangolari, tetto flottante e fanali posteriori arrotondati. Si tratta di un design sorprendentemente aggressivo che riprende l’ultima fortwo, e quella che sarà sicuramente una griglia spalancata sul modello di serie è invece coperta da un monogramma del logo smart incorniciato da due cinturini – chiaramente ispirato a una delle iconiche borse di Louis Vuitton.

Un kit carrozzeria sportivo e ruote massicce (apparentemente tenute insieme anche da cinturini) spinte agli angoli estremi dell’auto ne accentuano l’aspetto grintoso. Il tutto è impreziosito da dettagli da show car come la sorprendente combinazione di colori bianco opaco (compresi, sì, gli pneumatici) e oro, i display a matrice di punti anteriori e posteriori e le maniglie delle portiere in pelle ispirate alle etichette di lavaggio – complete della scritta “styled by Mercedes-Benz”.

Le specifiche preliminari stimate includono un’autonomia di quasi 300 km (presumiamo che si tratti del ciclo WLTP) e una ricarica rapida in corrente continua dal 10 all’80% in meno di 20 minuti. Sarà offerta anche una funzione vehicle-to-load (V2L).

Nuova BYD Sealion 05: Anteprima

Ecco come sarà la nuova

Il lancio di nuovi modelli in Cina è incessante. Un flusso costante di novità, poiché la concorrenza è feroce tra le quasi 100 marche cinesi che sono in lotta continua in un mercato in cui non si intravedono ancora segni di cedimento da parte di alcune di esse. Tuttavia, è chiaro che non tutte possono tenere il passo e quelle che non appartengono a grandi gruppi finiranno per ridursi a nulla, fino a scomparire.

Di questo si stanno occupando quelli di BYD, che non vogliono concorrenza e vogliono invece conquistare il controllo del mercato cinese.

L’azienda continua ad ampliare il proprio catalogo con la nuova BYD Sealion 05, un modello che punta anch’esso sul formato più venduto in tutto il mondo. Un SUV che presenta un design molto armonioso e con un chiaro spirito di famiglia, sia nella parte anteriore che in quella posteriore.

La nuova BYD Sealion 05 trasuda design, con sottili fari anteriori collegati da una sottile striscia illuminabile che si inserisce in ciascun gruppo ottico.

DATI TECNICI

La nuova BYD Sealion 05 è un SUV familiare, spazioso e accattivante.
BYD Sealion 05, la sfida cinese contro la Hyundai Tucson.
La parte posteriore presenta luci posteriori con una firma luminosa sinuosa, in linea con quelle della collaudata Atto 3 Evo, ma con una grafica luminosa differenziata. Così come la forma del montante posteriore, più massiccio e che lascia un piccolo vetro di protezione a un’estremità, mentre all’estremità esterna cerca di dare la sensazione di avere un lunotto posteriore avvolgente. Le protezioni dei passaruota si fondono con le minigonne, decorate con un accattivante inserto in cromo satinato.

La nuova BYD Sealion 05 presenta dimensioni generose, ma non tanto da poter essere considerata l’erede generazionale dell’interessante Seal U. Le proporzioni equilibrate e le dimensioni che potete vedere di seguito collocano questo nuovo modello nel segmento più venduto, quello dei SUV compatti.
La grande differenza, rispetto a questa coppia di modelli coreani e a quelli che potrebbe mettere alle corde se questa BYD Sealion 05 arrivasse in Europa, è che ha un passo leggermente più lungo, il che si traduce in un maggiore spazio all’interno. L’abitacolo ha spazio per cinque posti, quelli posteriori con una maggiore distanza per le gambe, un comfort che è anche merito delle sospensioni attive «DiSus-C» .
La Sealion 05 è dotata di sistemi di assistenza alla guida basati su sensori LiDAR, con il più potente e performante posizionato al centro del bordo anteriore del tetto, a cui si aggiungono dotazioni come il touchscreen da 15,6 pollici nella console centrale. Ma ciò che attira maggiormente l’attenzione è che la leva del cambio automatico si trova sul lato destro del volante, e che quest’ultimo dispone anche di normali pulsanti multifunzione, come quelli che si stanno reintroducendo in Europa.

Forse è un segnale che, in futuro, potrebbe arrivare nel Vecchio Continente. Non mancano certo le ragioni per farlo, né tantomeno i motori, perché la gamma della cinese, che non è la stessa che in Europa: quella di un ibrido plug-in in cui il motore a combustione funziona esclusivamente come generatore, da 1,5 lit ri con 99 CV e un motore elettric o da 163 CV.

La BMW M4 che non ti aspetti: Bovensiepen Zagato

La società Bovensiepen Automobile GmbH + Co. KG ha reso noti il prezzo e il numero di esemplari prodotti del suo modello di debutto: la coupé Bovensiepen Zagato. Le consegne delle auto ordinate ai clienti inizieranno nel terzo trimestre di quest’anno.

Bovensiepen Automobile è ciò in cui si è trasformata l’originaria azienda Alpina della città bavarese di Buchloe, mentre il marchio Alpina appartiene ora al BMW Group. Come e perché ciò sia avvenuto lo abbiamo raccontato in un articolo a parte, mentre qui ci limiteremo a ricordare che il lancio della società Bovensiepen Automobile ha permesso ai fratelli Bovensiepen di mantenere a Buchloe le competenze ingegneristiche relative al tuning delle auto BMW; ci saranno novità, solo che ora non si chiameranno più Alpina, ma Bovensiepen. Il modello di debutto della nuova azienda è stata la coupé Bovensiepen Zagato, la cui anteprima si è tenuta nel maggio dello scorso anno, mentre oggi è iniziata la raccolta degli ordini ed è stato attivato il configuratore ufficiale.

Alla base della coupé Bovensiepen Zagato c’è la cabriolet BMW M4 dell’attuale generazione G83, ma gli specialisti del leggendario atelier italiano Zagato l’hanno trasformata in una coupé senza montanti centrali, con una lunghezza complessiva della carrozzeria aumentata da 4801 a 4943 mm, una larghezza cresciuta da 1887 a 1913 mm e un’altezza ridotta da 1399 a 1394 mm.

Tutti i pannelli esterni della Bovensiepen Zagato sono nuovi, realizzati in fibra di carbonio. Il tetto e il lunotto, come da tradizione, sono decorati con le caratteristiche “bolle” Zagato, mentre al posto delle tipiche prese d’aria BMW sul frontale è stata inserita una sobria griglia del radiatore a maglie fini. Il peso a pieno carico della Bovensiepen Zagato è di 1875 kg, ovvero 50 kg in meno rispetto alla BMW M4 Cabrio di serie.

DATI TECNICI E MOTORI

Gli interni sono stati rifiniti secondo le migliori tradizioni Alpina e rivestiti nuovamente con la pelle firmata Lavalina; il cruscotto a doppio schermo sul pannello anteriore è stato dotato di una visiera rivestita in pelle sopra la sezione della strumentazione. Nel configuratore è possibile scegliere diverse combinazioni di colori per le finiture. L’allestimento di serie è molto ricco; tra le poche opzioni disponibili ci sono solo il riscaldamento del volante e il rivestimento del pavimento dell’abitacolo e del bagagliaio in Alcantara.
Il motore biturbo a benzina S58 da 3,0 litri della Bovensiepen Zagato è potenziato a 611 CV e 700 Nm (nella BMW M4 Cabrio: 530 CV e 650 Nm), il nuovo collettore di scarico in titanio di Akrapovic, del peso di soli 22 kg, garantisce un sound di scarico senza pari. Il cambio automatico a 8 rapporti M Steptronic e il sistema di trazione integrale M xDrive sono gli stessi della cabriolet di base. Sulle sospensioni sono montati ammortizzatori adattivi Bilstein Damptronic. I cerchi forgiati da 20 pollici con razze traforate sono realizzati dalla stessa azienda Bovensiepen. La coupé Bovensiepen Zagato accelera da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi contro i 3,7 secondi della BMW M4 Cabrio di serie, con una velocità massima superiore a 300 km/h.

Nella struttura della Bovensiepen Zagato sono utilizzati oltre 400 nuovi componenti; la produzione di una singola vettura richiede più di 250 ore di lavoro manuale. La tiratura è di 99 esemplari.

Il prezzo in Germania parte da 369.495 euro, tasse incluse.