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Nuovo Mazda BT-80 2026: Anteprima Rendering

La scorsa settimana sono trapelate notizie sui piani di Mazda di lanciare un pick-up di nuova generazione; nel frattempo, abbiamo deciso di mostrarvi come potrebbe presentarsi il nuovo modello.

Il pick-up di medie dimensioni BT-50 è stato lanciato nel 2006; realizzato sulla piattaforma del Ford Ranger, è subentrato ai pick-up della serie B. Si tratta dell’unico modello Mazda che non viene prodotto né venduto sul mercato interno giapponese, mentre la sua principale sede di produzione è la Thailandia. Attualmente è in produzione la terza generazione del pick-up, sviluppata sulla piattaforma dell’Isuzu D-Max e lanciata nell’estate del 2020. Nel 2024 il modello è stato sottoposto a un restyling, mentre ora è in arrivo una generazione completamente nuova.

Rendering Kolesa.ru

LO STILE AFFILATO

Come le generazioni precedenti, il nuovo pick-up riprenderà la piattaforma del modello esistente. Non ci sono ancora informazioni confermate su quale sarà esattamente il modello di riferimento; tra le possibili opzioni figurano il futuro Isuzu D-Max o Changan, con cui Mazda ha già instaurato una collaborazione. Come base per i rendering abbiamo utilizzato il pick-up cinese Changan Hunter. Non ci sono ancora informazioni sull’aspetto esteriore della futura novità, ma possiamo ipotizzare che il pick-up avrà un design originale in linea con lo stile contemporaneo del marchio: cornice della griglia del radiatore a forma di U o coperchi della griglia con illuminazione a LED, luci di posizione nella parte superiore e gruppi ottici integrati nel paraurti. Anche la parte posteriore è stata rinnovata grazie a fanali originali, uniti da una striscia a LED.
L’attuale pick-up Mazda BT-50, nella versione base, è equipaggiato con un motore turbodiesel 2.2 RZ4F, che eroga 163 CV e 400Nm di coppia, abbinato a un cambio automatico a 8 rapporti o a un cambio manuale a 6 rapporti. La versione top di gamma monta sotto il cofano un motore turbodiesel 3.0 4JJ3 (190 CV, 450 Nm) abbinato a un cambio automatico a 6 marce. Per quanto riguarda il possibile modello di base per il nuovo pick-up Changan Hunter K50, si tratta di un ibrido in serie di tipo EREV: il motore a benzina da 2,0 litri (190 CV) funge da generatore per ricaricare la batteria, mentre la potenza complessiva dei due motori elettrici è di 326 CV e 529 Nm di coppia.
Il debutto del nuovo pick-up Mazda è previsto per il 2028. Nel frattempo, il crossover CX-5 è rientrato nella TOP 10 del mercato russo secondo i dati del mese scorso.

Nuova smart #2 2026: Anteprima Totale

A ventotto anni dal debutto della originale smart City-Coupé che fece scalpore al Salone di Parigi, il marchio sino-tedesco torna alle proprie origini con la nuova smart #2, presentata in anteprima mondiale proprio nello stesso evento. Un cambiamento radicale rispetto alla recente tendenza dell’azienda a lanciare SUV elettrici sempre più grandi: questa è una minuscola city car a due posti, proprio come la sua antenata (che in seguito sarebbe diventata nota come fortwo).

Rispetto al modello originale, la #2 esclusivamente elettrica è cresciuta in lunghezza di meno di 250 mm: con i suoi 2.746 mm totali rientra completamente nel passo della #1 ed è più corta di quasi 1,4 metri rispetto alla già compatta Proton eMas 5. Dove invece è aumentata sensibilmente è nella larghezza, cresciuta anch’essa di 250 mm fino a 1.760 mm, il che significa che non sarà più così semplice districarsi tra le strette vie dei centri storici.

Nonostante ciò, la #2 promette di conservare la proverbiale agilità della famiglia smart, grazie a un diametro di sterzata di appena 6,95 metri da marciapiede a marciapiede. Incredibilmente, è persino possibile equipaggiarla con una telecamera a 360 gradi, nel caso servisse ulteriore assistenza nelle manovre di parcheggio.

Basata sulla nuova piattaforma dedicata Electric Compact Architecture (ECA), la #2 mantiene la trazione posteriore. Il motore elettrico singolo sviluppa 82 CV (62 kW) e 130 Nm di coppia. Rispetto all’ultima smart elettrica a due posti, la EQ fortwo, la potenza rimane invariata ma la coppia diminuisce curiosamente di 30 Nm, rendendo lo scatto da 0 a 100 km/h leggermente più lento: 11,6 secondi, ovvero due decimi in più.

DATI TECNICI

La #2 si riscatta però sul fronte dell’autonomia. Grazie a una batteria LFP da 35,8 kWh, molto più grande rispetto a quella della EQ fortwo, l’autonomia dichiarata supera il doppio del modello precedente, con un obiettivo di fino a 290 km secondo il ciclo WLTP. Sebbene la ricarica rapida in corrente continua si fermi a 65 kW, la capacità relativamente ridotta della batteria consente comunque di passare dal 10 all’80% in meno di 20 minuti. Inoltre, sarà disponibile la ricarica in corrente alternata fino a 11 kW, riducendo i tempi di ricarica da circa cinque ore con un caricatore da 7,4 kW a sole tre ore.

Per essere un’auto così piccola, la #2 sfoggia un frontale sorprendentemente aggressivo, con fari affilati e una grande griglia caratterizzata da aperture a forma di trattino. I gruppi ottici integrano triangoli luminosi che richiamano il logo smart, un elemento stilistico ripreso anche nei fanali posteriori dalla forma tondeggiante.

Il tetto “sospeso”, piuttosto alto (1.555 mm), è visivamente separato dal resto della carrozzeria e può essere configurato in una livrea bicolore. In controtendenza rispetto alle maniglie a scomparsa utilizzate sugli altri modelli della gamma, probabilmente a causa dell’imminente divieto cinese dei sistemi di apertura elettronica, la #2 adotta maniglie tradizionali a leva. Personalmente, il fatto che non siano integrate nel design come sulle precedenti fortwo rappresenta un’occasione mancata.

La celebre cellula di sicurezza tridion non è più messa in evidenza da un colore a contrasto, ma rimane presente sotto forma della nuova Tridion Cell Evo, che garantisce un’elevata robustezza senza aumentare le dimensioni esterne della vettura.

È però nella parte posteriore che la #2 mostra il suo vero colpo di scena: il portellone sdoppiato, proprio come quello della prima smart. Dietro di esso si trova un bagagliaio sorprendentemente generoso da 305 litri. Inoltre, il tergilunotto posteriore è integrato con eleganza nello spoiler sul tetto.

L’estetica è completata da cerchi da 15 e 16 pollici dal design particolarmente ricercato. La versione speciale Couture Edition riprende alcuni degli elementi più eccentrici della Concept #2 presentata in precedenza, introducendo la vernice Atelier White Matte, un kit aerodinamico dedicato, dettagli dorati e una griglia anteriore personalizzata con “cinghie” decorative.

Anche gli interni si ispirano chiaramente alla fortwo originale, grazie alla plancia dalla caratteristica forma a S. Tuttavia, i due sedili non sono più sfalsati per massimizzare lo spazio per le spalle, bensì installati nella classica configurazione affiancata, spiegando così l’aumento della larghezza complessiva dell’auto.

In modo molto intelligente, i sedili sono collegati tra loro per creare una sorta di panca. In assenza del tunnel centrale, il passeggero sul lato opposto può semplicemente scivolare verso l’altro sedile e uscire dalla portiera più accessibile, una soluzione ideale quando l’auto è parcheggiata troppo vicino a un muro o a un’altra vettura. Il posto centrale ospita portabicchieri, vani portaoggetti estraibili e un bracciolo che può essere ripiegato per impedire ai bagagli di scivolare nell’abitacolo.

INTERNI E TECNOLOGIE

Va detto che gli interni della #2 sono molto più moderni rispetto a quelli della fortwo. Troviamo infatti una strumentazione digitale da 8,8 pollici e un display centrale touch da 10,1 pollici dedicato all’infotainment. Sotto lo schermo sono presenti i comandi degli alzacristalli e alcuni pulsanti fisici, sebbene la regolazione del climatizzatore continui a passare attraverso il touchscreen.

Tra gli altri elementi spiccano le bocchette dell’aria in stile Mercedes-Benz a turbina (del resto il design è ancora curato a Stoccarda), ampie maniglie interne circolari, caricatore wireless Qi, tetto panoramico in vetro opzionale, impianto audio Sennheiser a sette altoparlanti e persino il sedile del conducente regolabile elettricamente. Non mancano dettagli ingegnosi come supporti da 1/4 di pollice per accessori e una pratica cinghia sul sedile del passeggero per fissare le borse della spesa.

In Europa, la #2 è dotata di serie del sistema smart Pilot Assist con guida semi-autonoma di Livello 2, mentre il monitoraggio dell’angolo cieco e l’avviso di traffico trasversale posteriore sono disponibili come optional.

In Germania, il prezzo parte da 19.990 euro e arriva fino a 25.690 euro per la versione Couture Edition.

Potrebbe arrivare anche in Malesia? È una possibilità concreta, considerando che il marchio è distribuito dalla controllata Proton, Pro-Net. Tuttavia, è probabile che il mercato per una due posti relativamente costosa rimanga piuttosto limitato, senza contare che sembra molto improbabile una produzione locale per un modello così di nicchia.

Nuova BYD Atto 8: debutta in Europa con oltre 650 km di autonomia

BYD non si è lasciata sfuggire uno degli appuntamenti più importanti del calendario automobilistico europeo. Al Salone di Parigi 2026, il gigante cinese ha messo in mostra le sue tecnologie più avanzate e una serie di novità che arriveranno presto sul mercato europeo. Tra queste, la protagonista assoluta è senza dubbio la nuova BYD Atto 8, il modello destinato a diventare la nuova ammiraglia elettrica del marchio.

Questo grande SUV arriva in Europa per raccogliere il testimone della BYD Tang, anche se i due modelli continueranno a convivere per un certo periodo. Secondo la Casa, la Atto 8 rappresenta un significativo passo avanti sotto il profilo dell’abitabilità, della qualità percepita e della tecnologia di bordo. Inoltre, è il primo modello BYD destinato all’Europa a beneficiare della nuova tecnologia di ricarica ultraveloce FLASH Charging.

Design imponente per il nuovo SUV di punta

Come suggerisce il nome stesso, la Atto 8 si colloca al vertice della gamma SUV BYD. Le dimensioni sono decisamente importanti: con una lunghezza di 5,04 metri, entra a pieno titolo nel segmento degli E-SUV.

Il design segue l’evoluzione più recente del linguaggio stilistico del costruttore cinese. Il frontale è caratterizzato da luci diurne a LED molto sottili e da sofisticati fari Matrix LED. Di profilo emergono le proporzioni robuste tipiche dei SUV, con una marcata linea di cintura e passaruota posteriori particolarmente muscolosi.

La parte posteriore si distingue invece per i gruppi ottici a sviluppo orizzontale con la tipica firma luminosa “a nodo infinito”, che incornicia il logo BYD illuminato. Completa il quadro uno spoiler sul tetto che contribuisce a enfatizzarne il carattere dinamico.

Interni spaziosi e tecnologia di ultima generazione

L’abitacolo della Atto 8 è stato progettato per offrire comfort e spazio a tutti gli occupanti. Il SUV dispone di sette posti di serie e punta molto sulla versatilità degli interni.

Davanti al conducente trova posto una plancia completamente digitale che abbina un quadro strumenti da 10,25 pollici a un display centrale touchscreen da 15,6 pollici. A completare la dotazione c’è un ampio Head-Up Display panoramico da 26 pollici.

Grande attenzione è stata riservata anche al comfort. I sedili anteriori sono dotati di riscaldamento, ventilazione e funzione massaggio, caratteristiche disponibili anche per i passeggeri laterali della seconda fila. I sedili della terza fila, invece, dispongono di poggiatesta regolabili.

Fino a 775 CV e oltre 650 km di autonomia

La gamma europea sarà composta dalle versioni Design a trazione posteriore ed Excellence a trazione integrale. Entrambe utilizzano la nuova batteria Blade Battery di seconda generazione da 115 kWh.

La versione Design RWD adotta un motore elettrico da 462 CV (340 kW) e 365 Nm di coppia, permettendo di accelerare da 0 a 100 km/h in 8 secondi. L’autonomia dichiarata raggiunge i 653 km nel ciclo WLTP.

Chi cerca prestazioni superiori potrà orientarsi sulla Excellence AWD, che aggiunge un secondo motore sull’asse anteriore. La potenza complessiva sale così a 775 CV (570 kW), con una coppia massima di 775 Nm. Lo scatto da 0 a 100 km/h richiede appena 4,6 secondi, mentre l’autonomia WLTP è di 602 km.

La ricarica FLASH Charging porta BYD a un nuovo livello

Una delle principali novità tecniche della Atto 8 è l’introduzione della tecnologia FLASH Charging, che debutta per la prima volta su un modello BYD destinato al mercato europeo.

Secondo quanto dichiarato dal costruttore, il sistema permette di passare dal 10% al 70% della carica in appena 5 minuti e dal 10% al 97% in soli 9 minuti. Prestazioni particolarmente impressionanti che, sempre secondo BYD, vengono mantenute anche in condizioni climatiche estreme: con temperature fino a -30°C, la batteria può passare dal 20% al 97% in circa 12 minuti.

Parallelamente, l’azienda ha avviato la realizzazione della propria rete europea di infrastrutture FLASH Charging. L’obiettivo è raggiungere 3.000 stazioni di ricarica ultraveloce entro la fine del 2027, di cui 300 in Spagna e 50 in Portogallo.

Prezzi e arrivo sul mercato

BYD ha confermato che la commercializzazione della nuova Atto 8 in Spagna inizierà nel primo trimestre del 2027.

Per il momento i prezzi non sono stati comunicati. Tuttavia, considerando che l’attuale BYD Tang parte da circa 72.000 euro, è lecito aspettarsi che la nuova Atto 8 si posizioni su una fascia di prezzo ancora più elevata, coerentemente con il suo ruolo di nuova ammiraglia elettrica del marchio cinese.

Aito arriva in Europa nel 2027: cosa devi sapere

Aito, sostenuta da Huawei, entrerà nel mercato europeo nell’autunno del 2027, come annunciato dall’azienda al Salone dell’Auto di Parigi il 12 ottobre. L’annuncio conferma le indiscrezioni precedenti relative a un lancio in Europa previsto per il prossimo anno e fornisce una tempistica più precisa.

Il marchio, sviluppato congiuntamente da Huawei e Seres, ha avviato le procedure per l’omologazione UE del tipo di veicolo completo (WVTA), come confermato da Aito durante l’evento per la stampa di oggi, a cui ha partecipato CarNewsChina. Il processo di omologazione fa parte dei preparativi per la commercializzazione dei veicoli in Europa.
La gamma presentata da Aito a Parigi comprende quattro SUV: l’Aito 6, l’Aito 7, l’Aito 8 e l’Aito 9 – questi sono i nomi internazionali. Il modello di punta Aito 9 è conosciuto in Cina come M9, mentre l’Aito 6 è denominato M6. La loro presenza al salone non indica quali modelli saranno offerti all’avvio delle vendite in Europa, ma offre un indizio. Durante la conferenza stampa, Aito non ha specificato i mercati iniziali, i modelli di lancio né i prezzi.

Aito è stata lanciata nel dicembre 2021 ed è uno dei maggiori marchi cinesi di veicoli elettrici. Ha venduto 420.000 auto nel 2025 e prevede di raggiungere 1 milione di veicoli all’anno entro il 2030. Si concentra su veicoli elettrici a batteria (BEV) e veicoli elettrici a ricarica estesa (EREV).

LA SFIDA GLOBALE DI AITO

L’ingresso in Europa segue l’espansione di Aito in Medio Oriente. A febbraio, il marchio ha firmato un accordo di cooperazione con Performance Plus Motors, una controllata del concessionario degli Emirati Arabi Uniti Abu Dhabi Motors, che copre vendite, consegne e servizi post-vendita. I partner hanno inoltre delineato piani per centri di esperienza e assistenza. Aito aveva dichiarato all’epoca che negli Emirati Arabi Uniti erano iniziati i test drive dell’Aito 9 per i clienti.

Seres ha già esperienza nella vendita di veicoli in Europa con il proprio marchio. Nel giugno 2023 ha consegnato i primi esemplari della Seres 5 a Bergen, in Norvegia, tramite il concessionario locale Sandven AS. Tuttavia, poiché Huawei, il principale partner di Seres in Aito, deve affrontare crescenti restrizioni in Europa, l’ingresso nel mercato con il nuovo marchio potrebbe rivelarsi più difficile.
L’espansione all’estero arriva mentre Huawei e Seres rafforzano la loro collaborazione su Aito in Cina. Le aziende hanno firmato un nuovo accordo quinquennale il 30 settembre e hanno annunciato l’intenzione di costituire un team congiunto dedicato ad Aito.

Un precedente annuncio del 15 settembre indicava che Seres avrebbe guidato le operazioni relative ai prodotti, al marketing, alla vendita al dettaglio e alla rete di assistenza di Aito, con il supporto di Huawei. Aito rimane parte dell’Harmony Intelligent Mobility Alliance (HIMA), guidata da Huawei, e utilizza il sistema di guida assistita ADS e il sistema di infotainment per l’abitacolo digitale HarmonyOS di Huawei.

Nuova Hyundai Bayon 2027: dettagli e anteprima

Hyundai ha svelato la nuova generazione della Bayon, il crossover compatto che in Europa sarà disponibile, per la prima volta, anche in una versione full hybrid (HEV) accanto alle tradizionali motorizzazioni termiche. Inoltre, il modello debutterà in nuovi mercati internazionali con una gamma motori specifica per ciascuna area.

La Hyundai Bayon, basata sulla piattaforma della Hyundai i20, è stata introdotta nel 2021 e aggiornata con un restyling nel 2024. Inizialmente concepita come modello destinato al mercato europeo, è stata successivamente commercializzata anche in Paesi come Egitto e Kazakistan, senza però ottenere un successo significativo al di fuori dell’Europa. La seconda generazione, invece, nasce con un’impostazione globale.

La nuova Bayon è stata avvistata durante i test sia in India sia in Brasile, ma la sua première mondiale si è svolta al Salone di Parigi, inaugurato oggi. Contestualmente, Hyundai ha diffuso le immagini ufficiali e le principali caratteristiche della versione destinata all’India. La variante brasiliana sarà presentata successivamente.

Come il modello precedente, anche la nuova Bayon deriva dalla Hyundai i20, ma dalla nuova generazione della compatta presentata in Brasile lo scorso giugno. Il design esterno, tuttavia, è specifico e adotta il nuovo linguaggio stilistico del marchio chiamato Art of Steel, già visto sulle più recenti Hyundai Elantra/Avante, Hyundai Tucson e sulla vettura elettrica Hyundai Ioniq V.

Design più muscoloso e debutto della versione N Line

La nuova Bayon sfoggia numerose linee tese e spigolose, fiancate scolpite e robuste protezioni in plastica grezza. Le luci diurne a LED hanno una firma luminosa orizzontale che si collega a elementi inclinati anch’essi a LED, mentre i gruppi ottici principali sono collocati più in basso. Anche i fanali posteriori riprendono questo stile.

Al Salone di Parigi è stata mostrata esclusivamente la versione N Line, una novità assoluta per la Bayon. Questa variante si distingue per paraurti più aggressivi, griglia anteriore a nido d’ape, cerchi specifici da 18 pollici (contro i 16 o 17 pollici delle altre versioni), spoiler posteriore maggiorato e doppi terminali di scarico a vista.

Più grande e più spaziosa

La nuova Hyundai Bayon per il mercato europeo misura:

  • Lunghezza: 4.245 mm
  • Larghezza: 1.810 mm
  • Altezza: da 1.555 a 1.570 mm
  • Passo: 2.600 mm

Rispetto alla generazione precedente (4.180 mm di lunghezza, 1.775 mm di larghezza, 1.500 mm di altezza e passo di 2.580 mm), cresce in tutte le dimensioni.

Anche il bagagliaio aumenta la propria capacità passando da 411 a 440 litri. Le dimensioni della versione destinata all’India saranno comunicate successivamente.

Interni tecnologici

L’abitacolo ricalca quello della nuova Hyundai i20 brasiliana. La plancia è dominata da un display curvo che, nelle versioni più ricche, integra due schermi da 12,3 pollici ciascuno. Presenti inoltre bocchette verticali, un pannello di controllo anch’esso sviluppato in verticale e una base per la ricarica wireless degli smartphone.

Tra gli equipaggiamenti disponibili per il mercato europeo figurano:

  • Tetto panoramico in vetro
  • Sedili anteriori riscaldati e ventilati
  • Impianto audio Bose Premium con otto altoparlanti
  • Telecamere a 360 gradi
  • Cruise control adattivo
  • Frenata automatica d’emergenza
  • Monitoraggio dell’angolo cieco
  • Assistenza alla guida in autostrada

Per il mercato indiano è previsto anche un assistente basato sull’intelligenza artificiale, una tecnologia che per il momento non è stata annunciata per la versione europea.

Motorizzazioni: arriva il full hybrid

In Europa la nuova Bayon sarà inizialmente proposta con il motore benzina 1.0 T-GDI a tre cilindri, disponibile nelle versioni da 90 e 115 CV, abbinabile a un cambio manuale a sei rapporti oppure a un automatico a doppia frizione a sette marce.

Successivamente farà il suo debutto anche una versione HEV full hybrid, una novità assoluta per la gamma Bayon. A differenza delle precedenti varianti mild hybrid, il nuovo sistema combina:

  • Motore benzina aspirato 1.6 GDI
  • Cambio automatico a sei rapporti
  • Motore elettrico

La potenza complessiva raggiunge i 138 CV. La presenza del sistema ibrido riduce però il volume del bagagliaio a 397 litri.

Come sulla generazione precedente, la trazione resta esclusivamente anteriore.

Motori dedicati per l’India

Nel mercato indiano la Bayon adotterà una configurazione differente, con il motore benzina aspirato 1.5 MPI a quattro cilindri da 115 CV, abbinato a un cambio manuale a sei marce oppure a un variatore continuo CVT.

Secondo i media locali, è prevista anche una versione alimentata a metano/GNC (CNG) basata sullo stesso propulsore. Anche in questo caso la trazione sarà esclusivamente sulle ruote anteriori.

Produzione e lancio commerciale

Le versioni europee della nuova Hyundai Bayon saranno prodotte nello stabilimento Hyundai in Turchia, dove viene già assemblata l’attuale generazione. Per il mercato indiano, invece, sono previste vetture costruite localmente.

Le vendite in Europa inizieranno all’inizio del prossimo anno, mentre in India sono già aperti i preordini. La presentazione completa del modello per quel mercato è fissata per il 26 ottobre 2026.

GAC Hyptec S600 HT: Prova su strada

Sei a Parigi per il Salone dell’Auto e hai tra le mani uno dei modelli più ambiziosi del costruttore cinese GAC.
In questo video proviamo su strada la nuova GAC HYPTEC HT, il SUV elettrico che punta a conquistare il mercato europeo con un mix di tecnologia, comfort e prestazioni.

Con 335 CV e 430 Nm di coppia, la HYPTEC HT promette accelerazioni brillanti, una guida fluida e un livello di raffinatezza sorprendente. Durante il test drive tra le strade della capitale francese analizziamo design, qualità degli interni, spazio a bordo, dotazioni tecnologiche e sensazioni di guida, per scoprire se questa nuova proposta elettrica ha davvero tutte le carte in regola per sfidare i marchi già affermati in Europa.

Come si comporta su strada? Qual è il livello di comfort? E soprattutto, può rappresentare una valida alternativa ai SUV elettrici premium più conosciuti?

Guardate il video fino alla fine e scrivete nei commenti cosa ne pensate della GAC HYPTEC HT e dell’arrivo dei nuovi brand cinesi nel mercato europeo.

GAC porta al Salone di Parigi la sua scommessa europea

A Graz, in Austria, Magna assembla oggi la AION V e la AION UT per conto di GAC.

Il dettaglio dice più di molte dichiarazioni d’intenti, perché il costruttore cinese arriva al Salone di Parigi (Porte de Versailles, dal 12 al 18 ottobre) con un’idea precisa: smettere di “vendere auto all’Europa” e cominciare a “costruire auto per l’Europa”. La formula è di GAC. Lo stand francese servirà a capire quanto regga.

Il tema scelto per la 91ª edizione del Salone è “Engineering for Better Life“. Per il mercato europeo il marchio adotta una declinazione nuova dello slogan globale “Crafted by the Driven”: “GAC. THE ENGINEERS”.

L’azienda cinese lo sostiene con 29 anni di sviluppo veicoli e con oltre vent’anni di joint venture con Honda e Toyota. Ha appena raggiunto i 30 milioni di veicoli prodotti e venduti in totale e dichiara di voler restare in Europa a lungo, entrando nelle comunità locali e contribuendo allo sviluppo della regione.

L’ingegneria come biglietto da visita

Il capitolo dedicato alla tecnica è quello con più numeri. L’AION Intelligent Eco-Factory, riconosciuta come Lighthouse Factory e prima fabbrica a emissioni zero del gruppo, completa una vettura ogni 53 secondi. La galleria del vento di GAC è, secondo l’azienda, la prima al mondo a riunire in un solo impianto prove aerodinamiche, aeroacustiche e termodinamiche sull’auto intera. Ad agosto 2026 è diventata la prima galleria di un costruttore cinese autorizzata da TÜV SÜD a condurre prove con testimone secondo il ciclo WLTP europeo. Ogni modello viene poi collaudato in sette condizioni estreme, dal caldo al freddo, dall’altitudine alla nebbia salina, con più di 500 ingegneri coinvolti e un equivalente di oltre 13 milioni di chilometri percorsi.

Sul fronte dei motori, la famiglia ADiMOTION copre tre architetture. La PHEV abbina un motore ibrido ad alta potenza, un cambio ad alta coppia e un’unità elettrica posteriore P4 a un sistema di gestione dell’energia basato sull’intelligenza artificiale. GAC dichiara per i SUV medio-grandi uno 0-100 km/h nell’ordine dei quattro secondi e salite a bassa velocità fino al 70% di pendenza.

La HEV usa una batteria da 5,4 kWh e consuma, sempre secondo l’azienda, il 14% in meno della generazione precedente e oltre il 40% in meno di un’auto a benzina tradizionale. Con il motore spento restano disponibili climatizzatore e schermo, e c’è una presa V2L da 2,2 kW.

La REEV, cioè la versione ad autonomia estesa, produce 3,73 kWh per litro di carburante, con una potenza di generazione continua fino a 85 kW, e ha ottenuto la certificazione “Quietness Star AAA” per il comfort acustico. Sul piano elettronico, l’architettura X-SOUL 4.0 punta su un chip a 3 nm e su una rete a 10 gigabit. Gli aggiornamenti software da remoto sull’intera vettura possono richiedere appena otto minuti. A questo si somma ADiGO SPACE, la piattaforma di assistenza intelligente che attinge ai dati di oltre 3,75 milioni di veicoli connessi.

Radici europee: dal disegno all’officina

La parte che interessa di più a chi segue il mercato è la localizzazione. Il GAC Design Center di Milano è già operativo, cura il design della novità presentata a Parigi e ne firma le linee.

Un centro di ricerca e sviluppo europeo è previsto per il 2027, con un team locale di oltre cento persone entro il 2028, incaricato di definire i prodotti per i mercati locali, curare l’omologazione e sviluppare l’esperienza d’uso. Oltre alla produzione di Graz, il magazzino ricambi di Rotterdam spedisce, dichiara GAC, entro 36 ore dalla conferma dell’ordine. L’azienda opera già in 30 paesi e quest’anno vuole aprire più di 180 punti vendita e assistenza in cinque mercati chiave: Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Spagna. Le due vetture assemblate in Austria hanno ottenuto cinque stelle Euro NCAP.

A Parigi saranno presenti anche i fornitori europei che lavorano con GAC, in alcuni casi da più di vent’anni: Autoliv per gli airbag, Michelin per gli pneumatici, BASF per le vernici, Bosch per freni e sistemi di assistenza alla guida, AUMOVIO per le unità di calcolo centrali, Valeo per i sistemi di parcheggio, OPmobility per i componenti esterni, ZF per telaio, sicurezza passiva e trazione elettrica, Magna per l’assemblaggio. Il marchio punta anche sul calcio per costruire un legame emotivo con i tifosi: è Official Global Partner del Chelsea e Official Automotive Partner del Villarreal.

Lato post vendita, GAC lancia a Parigi CARE+, il suo marchio globale per l’assistenza, con il motto “Always There, Always Care”. L’assistenza stradale è gratuita per tre anni in tutta Europa, grazie all’accordo con Allianz Partners, e il servizio tecnico europeo promette una risposta alle richieste di riparazione entro 48 ore. Le garanzie sono tra i punti più forti dell’offerta: otto anni o 160.000 km sul veicolo, otto anni o 200.000 km sulla batteria di trazione, dieci anni senza limite di chilometraggio contro la corrosione e tre anni sulla vernice. Tutti i tecnici delle concessionarie hanno una certificazione ufficiale GAC. L’assistenza telefonica in lingua locale parte dalla Francia e si estenderà ad altri paesi. Completano il quadro l’app per il controllo da remoto e le dotazioni per la ricarica domestica conformi agli standard europei.

AION UT Cross e le altre novità sullo stand

La protagonista dello stand è la AION UT Cross, al debutto mondiale e sviluppata apposta per l’Europa. È una crossover compatta pensata per chi usa l’auto in città durante la settimana e la porta fuori nel fine settimana. Il disegno è del GAC Design Center di Milano e comprende un nuovo pacchetto estetico CROSS, il tetto flottante a contrasto e una firma luminosa distintiva. Il telaio è tarato sulle strade europee e monta pneumatici da 225 mm. La carrozzeria usa acciaio ad alta resistenza per il 71% della struttura e ha sette airbag, compresi i sipari laterali a V lunghi 2,1 metri, a cui si aggiunge la tecnologia di sicurezza della batteria “Magazine Battery”. Il passo di 2.750 mm e la carreggiata di 1.600 mm sono, secondo GAC, i migliori della categoria. Il bagagliaio da 440 litri diventa un piano completamente piatto abbattendo i sedili, ci sono 24 vani portaoggetti e i due sedili anteriori si reclinano fino a diventare un letto per le notti in campeggio. A bordo ci sono un chip Qualcomm 8155, due schermi da 14,6 e 8,88 pollici e CarPlay e Android Auto, anche wireless. La batteria da 60 kWh garantisce 400 km di autonomia WLTP e una ricarica rapida dal 30 all’80% in 24 minuti.

La gamma estesa

Accanto alla UT Cross, GAC mostra due modelli di fascia più alta.

La HYPTEC HT è un SUV di lusso dalla linea da coupé, con abitacolo curato e powertrain elettrico puro o ad autonomia estesa.

Grande attesa anche per la GAC GS7 PHEV un SUV di grandi dimensioni con una tecnologia, definita la prima del settore, che permette di passare fra le modalità EV, PHEV e REEV.

Per l’Italia, tra i cinque mercati chiave del brand, sarà interessante soprattutto capire come si svilupperà la rete ad oggi affidata all’importatore Atflow.

Nuova Alfa Romeo Cuorerosso 2026: ritorno di Giorgio

Alfa Romeo sta attraversando uno dei momenti più delicati della sua gamma recente, e la Cuorerosso è la sua risposta. Il suo nome significa «cuore rosso» e riunisce due simboli del marchio: il colore rosso, che rappresenta la passione, e il cuore, che allude al legame emotivo tra auto e guidatore. Il marchio la definisce come una dichiarazione d’intenti e come un manifesto di design.

Non si tratta di un modello di serie, bensì di un prototipo che racchiude i valori del marchio e anticipa il linguaggio estetico moderno e rinnovato. Questo stile caratterizzerà le future Alfa Romeo, a partire dalla Giulia, presente sul mercato da oltre undici anni, e dalla Giulietta, che il marchio ha in programma di lanciare. Alfa sta inoltre preparando un SUV del segmento C che sostituirà la Tonale.

Alfa Romeo descrive la Cuorerosso come una coupé 2+2 posti, anche se in pratica si tratta di una quattro porte con dimensioni, che potete vedere di seguito, che colpiscono perché è appena 50 millimetri più grande della Giulia attualmente in vendita.

Il marchio del Biscione ha anche annunciato il peso, cosa molto insolita quando si tratta di una concept car, indicando 1.750 chilogrammi. Una cifra così tonda non è casuale, poiché rimanda alla 1750 Berlina della fine degli anni ’60 e alla cilindrata arrotondata di vari motori del marchio, un riferimento che Alfa ha mantenuto anche con la 159.

Le dimensioni collocano la Cuorerosso nella categoria delle berline sportive del segmento D. Inoltre, la lunghezza di 4,7 metri sembra un riferimento anche per il resto dei modelli del marchio italiano, essendo la misura massima in lunghezza delle future Alfa Romeo, comprese la nuova Giulietta e la successora della Tonale.

Il frontale è dominato dallo «Scudetto», la caratteristica calandra triangolare che identifica il marchio di Arese, e da fari estremamente sottili che conferiscono allo sguardo un aspetto aggressivo. Nel profilo spicca la forma a cuneo, con cerchi dal design rotante.

LO STILE UNICO

La parte posteriore è troncata e presenta fanali rotondi dall’aspetto provocatorio, un design ispirato a quello della defunta 8C Competizione. Sopra di essa si trova un grande spoiler, mentre al centro del paraurti sono integrate due terminali di scarico disposti verticalmente. L’insieme richiama lo stile di un’auto da corsa, con richiami al passato sportivo del marchio.
Per l’abitacolo, a cui si accede tramite porte ad apertura inversa, i designer hanno attinto alla storia stessa dell’Alfa Romeo, in particolare alla 33 Stradale del 1967 e alla sua reinterpretazione moderna. Il risultato è un interno minimalista ma ricco di piccoli dettagli.

Dietro al volante si trova un grande indicatore centrale. Sembra un unico display, ma in realtà si tratta di due schermi sovrapposti che possono essere separati per mostrare uno o due quadranti, a seconda delle preferenze del conducente. In un modello di serie, questa soluzione sarebbe disponibile solo in formato digitale.

Il volante ha tre razze e un design esclusivo. Sulla razza centrale è presente il selettore «DNA» di Alfa, con cui si scelgono le modalità di guida. Un pannello con comandi rotativi, display e selettore automatico delle marce collega il cruscotto alla console centrale. Si tratta di una disposizione pensata per consentire al conducente di avere a portata di mano l’essenziale senza distogliere l’attenzione dalla guida.

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Alfa Romeo Cuorerosso Concept
Ecco come si presenta il comando del climatizzatore automatico nei sedili posteriori dell’Alfa Romeo Cuorerosso.
Il motore della Cuorerosso: l’atteso V6 ibrido

Alfa Romeo concepisce la Cuorerosso come una piattaforma in grado di ospitare diverse motorizzazioni, in modo che i motori a combustione continuino a coesistere con i sistemi elettrici. In questo prototipo, la proposta è un V6 ibrido da 2,9 litri. Si tratta di un sistema ibrido convenzionale, non ricaricabile, ma basato sul motore a sei cilindri che ha reso grandi sia la Giulia che la Stelvio Quadrifoglio.

Il prototipo, di cui non si conoscono la potenza né altre prestazioni, dispone però della trazione integrale Q4, con un albero di trasmissione in fibra di carbonio e un cambio automatico tradizionale. Si tratta di componenti in linea con il carattere sportivo che il marchio vuole sottolineare, anche se non vi è alcuna conferma che questo prototipo finisca per arrivare su un modello di serie.

Alfa Romeo ribadisce di continuare a produrre auto per chi ama guidare, modelli in cui la forma a volte prevale sulla funzione. Questa idea è riassunta nel concetto di «Bellezza Necessaria», la «bellezza necessaria».

Tale filosofia riguarderebbe sia la nuova Giulia, derivata da questo prototipo, sia il resto della futura gamma. Il marchio giunge a questa fase con un’offerta molto ridotta e con i successori della Giulia e dello Stelvio in ritardo. La Alfa Romeo Cuorerosso è il primo indizio concreto della direzione che intende prendere.