Home Blog Pagina 3

Nuova Tesla Model 3: aggiornamento in Cina

La Tesla Model 3 ha ricevuto una serie di aggiornamenti in Cina. Tutte le varianti della berlina in vendita nel Paese – Rear-Wheel Drive, Long Range Rear-Wheel Drive, Long Range All-Wheel Drive e Performance – sono ora dotate di un touchscreen centrale da 16 pollici, già presente sulla Model Y, rispetto ai precedenti 15,4 pollici. Tesla afferma che il nuovo schermo offre una risoluzione migliorata e una frequenza di aggiornamento più elevata per la navigazione e l’intrattenimento.

Un’altra novità è rappresentata dall’opzione di interni premium in grigio chiaro, che sostituisce la precedente versione bianca, abbinata a un rivestimento del tetto in tessuto nero al posto di quello grigio chiaro.

Tesla Model 3 2026 aggiornata in Cina: schermo da 16 pollici, interni grigio chiaro con rivestimento del tetto nero, V2L da 2,2 kW

Anche i cerchi in lega da 19 pollici sono ora disponibili in una tonalità più scura, al posto del colore argento con cui l’auto aveva fatto il suo debutto.

Con una modifica che riguarda sia la Model 3 che la Model Y in Cina, le auto possono ora fornire alimentazione CA esterna V2L fino a 2,2 kW (220 V, 10 A), anche se sarà necessario acquistare separatamente l’adattatore di alimentazione CA esterno, al prezzo di 599 yuan, pari a circa 365 RM al momento della pubblicazione.

Tesla Model 3 2026 aggiornata in Cina: schermo da 16 pollici, interni grigio chiaro con rivestimento del tetto nero, V2L da 2,2 kW

IL MODELLO BESTSELLER

Dal punto di vista meccanico non è cambiato nulla, così come i prezzi: la Model 3 continua ad avere un prezzo di partenza di 235.500 yuan (circa 142.000 RM) per la versione a trazione posteriore (RWD), seguita dalla Long Range RWD a 259.500 yuan (157.000 RM), la Long Range AWD a 285.500 yuan (172.000 RM) e la Performance a 339.500 yuan.

Arriverà in Italia?
Le nostre Model 3 provengono dalla Giga Shanghai, e la Model Y ha seguito esattamente questo percorso all’inizio dell’anno: ha ottenuto lo schermo da 16 pollici e il rivestimento del tetto nero in Cina all’inizio di gennaio, e la versione aggiornata è stata messa in vendita in Malesia appena 10 giorni dopo.

Toyota Hilux non si ferma e torna a Top Gear

I fan più accaniti di Top Gear ricorderanno che nel 2003 Jeremy Clarkson tentò di distruggere una vecchia Toyota Hilux sottoponendola a prove sempre più estreme, senza però riuscirci, come è noto. Ventitré anni dopo, Toyota UK ha reso omaggio a una di quelle acrobazie aggiornandola, sostituendo la piccola Hilux rossa di quarta generazione con un nuovissimo modello elettrico di nona generazione per metterne in mostra la robustezza.

L’azienda ha deciso di consultare Reddit per scegliere quale prova ricreare: colpire ripetutamente il pick-up con una palla da demolizione da una tonnellata o far cadere una roulotte sopra di esso. Afferma di aver ricevuto centinaia di risposte che hanno scelto in modo schiacciante la seconda opzione.

Una volta deciso, l’Hilux è stato portato all’aerodromo di Bentwaters nel Suffolk, dove una roulotte è stata sollevata con una gru a nove metri di altezza e fatta cadere direttamente sopra di esso.

Il pick-up ha riportato solo un parabrezza incrinato, un tetto ammaccato e un pianale deformato; una volta che gli ingegneri si sono assicurati che fosse sicuro, si è avviato immediatamente e si è allontanato senza alcun problema.

Va bene, la roulotte non avrebbe toccato nessuna delle parti meccaniche (soprattutto considerando che la batteria è nascosta sotto il pianale), ma è comunque impressionante vedere la struttura della carrozzeria reggere così bene. Toyota sostiene che la batteria avrebbe resistito bene anche a un impatto del genere, essendo stata sottoposta a test di guida in acque profonde, a urti su terreni accidentati e a immersione totale in acqua durante la fase di sviluppo.

IL RITORNO ELETTRICO

Per quel che vale, la batteria NMC da 59,2 kWh è racchiusa nel proprio alloggiamento protettivo “Diamond Shield” ed è in grado di resistere allo stesso guado di 700 mm dei modelli Hilux con motore a combustione. Meno male che l’EV è praticamente indistruttibile, perché non è proprio il massimo come, beh, veicolo elettrico, con un’autonomia di soli 257 km nel ciclo WLTP.

E la prova con la roulotte era solo l’inizio: Toyota UK afferma di aver consegnato le chiavi al canale YouTube di Top Gear Magazine (che, tra l’altro, è anch’esso di proprietà della BBC), e ci viene detto di tenere d’occhio questo spazio.

La prossima prova sarà forse un’immersione in mare?

Lynk&Co 08: prova su strada del SUV plug-in che sembra elettrico

Ho guidato Lynk&co 08 il SUV più ambizioso del marchio sino-svedese per capire se il record di autonomia elettrica dichiarato regge il peso delle aspettative.

C’è un numero che da solo basta a far voltare la testa agli appassionati di ibride plug-in: 200 chilometri di autonomia a zero emissioni, un primato che nessun’altra PHEV venduta in Europa può ancora vantare.

Dietro quel numero c’è la Lynk&Co 08, il SUV più grande e lussuoso del marchio nato dalla costola di Geely e cresciuto a stretto contatto con Volvo.

Ho guidato l’allestimento More, quello che aggiunge sedili ventilati e massaggianti a un pacchetto già di per sé generoso, per capire se la promessa sulla carta si traduce in un’esperienza di guida altrettanto convincente.

Dettagli estetici

La Lynk&co 08 non passa inosservata: 482 centimetri di lunghezza, quasi 192 di larghezza e un passo di 285 centimetri la collocano tra i SUV di taglia generosa, con proporzioni che richiamano più un D-SUV europeo che la tipica produzione cinese destinata all’export.

Le linee sono pulite ed essenziali, con superfici tese e pochi fronzoli, mentre l’allestimento More aggiunge cerchi in lega da 21 pollici, vetri acustici di serie e un tetto panoramico che alleggerisce visivamente l’abitacolo.

All’interno, la qualità dei materiali è uno degli elementi che più sorprende: i sedili, rivestiti in pelle morbida con cuciture decorative nelle varianti cromatiche Black Ocean o Sahara Dune, offrono sulla More anche funzioni di ventilazione, massaggio e riscaldamento, volante incluso. La plancia è minimalista e punta tutto sull’effetto scenico del grande schermo centrale, con un bagagliaio che va da 540 a 1.254 litri, generoso per la categoria, mentre la massa in ordine di marcia supera i 2.100 kg, un dato che tradisce la mole della batteria imbarcata.

Motore e prova su strada

Il powertrain EM-P abbina un 1.5 turbo benzina da 139 CV (102 kW) a un’unità elettrica da 211 CV (155 kW), per una potenza massima di sistema di 349 CV (257 kW) e una coppia di 615 Nm, scaricata sulle sole ruote anteriori tramite un cambio automatico. Numeri da SUV sportivo, che si traducono in uno 0-100 km/h coperto in 6,8 secondi, con velocità massima di 185 km/h: prestazioni che su strada si avvertono soprattutto in ripresa, dove il contributo elettrico rende la spinta pronta e continua.

Il vero protagonista della 08 resta però la batteria da quasi 40 kWh, una capacità fuori scala per una plug-in hybrid, che garantisce fino a 200 km di autonomia in modalità esclusivamente elettrica secondo il ciclo WLTP: un valore che consente di coprire la grande maggioranza degli spostamenti quotidiani senza mai coinvolgere il motore termico, il quale si “risveglia” solo quando la richiesta di coppia si fa più decisa o la batteria scende sotto una certa soglia. L’autonomia complessiva, sommando le due fonti di energia, supera i 1.000 km. Su strada il comportamento dinamico non nasconde il peso importante del veicolo: il rollio è contenuto ma percepibile nei cambi di direzione più rapidi, e l’assetto, pur confortevole, “saltella” leggermente sulle asperità più marcate. La ricarica rapida in corrente continua arriva a 85 kW, sufficiente per passare dal 10 all’80% in circa 33 minuti, mentre in corrente alternata la potenza si ferma a 11 kW.

Tecnologie interne e ADAS

L’abitacolo della Lynk&co 08 è dominato dal grande schermo centrale da 15,4 pollici, affiancato dalla strumentazione digitale da 12,3 pollici: la grafica è nitida, la connettività comprende il 5G di bordo, hotspot Wi-Fi e la ricarica wireless per lo smartphone, con Apple CarPlay e Android Auto disponibili in modalità wireless. L’interfaccia, ricca di funzioni e reattiva, ricorda più un tablet di ultima generazione che un tradizionale sistema di infotainment. Interessante anche la tecnologia Vehicle-to-Load, capace di erogare fino a 3,3 kW per alimentare dispositivi esterni.

Sul fronte della sicurezza attiva, la Lynk&Co 08 integra un pacchetto ADAS completo, con 21 funzioni di sicurezza attiva e passiva tra cui cruise control adattivo, mantenimento di corsia, frenata automatica d’emergenza e telecamera a 360 gradi per le manovre. Il risultato si traduce nelle cinque stelle ottenute nei test Euro NCAP, un riconoscimento che conferma la maturità raggiunta dal marchio anche sul fronte della sicurezza, non più un elemento secondario rispetto a tecnologia e design.

Scheda in breve — Lynk&Co 08 More
– Motore: 1.5 turbo benzina 139 CV + motore elettrico 211 CV (EM-P plug-in hybrid)
– Potenza massima di sistema: 349 CV (257 kW)
– Coppia massima: 615 Nm
Trazione: anteriore, cambio automatico
– 0-100 km/h: 6,8 secondi
– Velocità massima: 185 km/h
– Batteria: circa 39,6 kWh
– Autonomia elettrica WLTP: fino a 200 km
– Bagagliaio: 540-1.254 litri
Prezzo di listino: da 56.995 euro (allestimento More)

Pro e contro

Pro

  • Autonomia elettrica da record, 140 km circa reali
  • Potenza di sistema brillante, 349 CV complessivi con risposta pronta
  • Qualità percepita e materiali superiori alla media dei SUV cinesi in Europa
  • Pacchetto ADAS completo e cinque stelle Euro NCAP
  • Sedili ventilati, riscaldati e massaggianti di serie sulla More

Contro

  • Assetto che “saltella” sulle asperità più marcate, peso importante avvertibile
  • Massa superiore ai 2.100 kg, inevitabile conseguenza della batteria generosa
  • Visibilità posteriore estremamente limitata
  • La gestione di molte funzioni importanti come il climatizzatore è affidata al touch

La Lynk&Co 08 More dimostra che una plug-in hybrid può davvero avvicinarsi all’esperienza di un’elettrica pura nell’uso quotidiano, senza rinunciare alla libertà dei lunghi viaggi. Il record di autonomia elettrica non è solo un numero da comunicato stampa, ma si traduce in un utilizzo reale del motore termico molto più raro del previsto. Resta da capire se il mercato italiano, ancora diffidente verso i marchi cinesi di fascia alta, sia pronto a riconoscerle il valore che offre. Voi la considerereste come alternativa concreta a un’elettrica pura, o il motore termico resta comunque una rete di sicurezza indispensabile?

Nuova BYD Dolphin Surf: Anteprima Interni

La BYD Dolphin Surf elettrica di seconda generazione, ha svelato, in vista dell’inizio delle vendite, i suoi nuovi interni che includono un sedile del conducente regolabile, illuminazione d’ambiente e tante altre dotazioni. Entrerà a breve sul mercato come auto a trazione posteriore, in concorrenza con la Geely EX2.

L’abitacolo della BYD Dolphin Surf o Seagull in Cina di seconda generazione è dotato di un ampio monitor flottante con un design diviso in proporzione 3/7. La parte sinistra funge da quadro strumenti, mostrando informazioni relative alla velocità, alla marcia inserita, all’autonomia, al consumo energetico, alle modalità di guida, ecc. La parte destra del display è dedicata ad altre funzioni di infotainment come la navigazione e la musica.
La nuova Seagull è dotata di sedili anteriori regolabili elettricamente. Il sedile del conducente è dotato di funzione massaggio. Un altro punto di forza è l’illuminazione ambientale multicolore. Sotto i sedili della seconda fila sono presenti due vani portaoggetti. I passeggeri posteriori possono usufruire di una bocchetta di ventilazione posteriore regolabile.

INTERNI TUTTI NUOVI

La BYD Seagull di seconda generazione monta un motore elettrico sull’asse posteriore. Di conseguenza, dispone di un vano portaoggetti da 94 litri sotto il cofano. Il bagagliaio dell’auto offre fino a 1.380 litri con i sedili posteriori ribaltati.

La nuova BYD Seagull
Le dimensioni della hatchback BYD di seconda generazione sono 4.205/1.810/1.570 mm, con un passo di 2.650 mm. È dotata di un motore elettrico da 95 kW (127 hp) e di due opzioni di batteria da 30 e 39,2 kWh. L’autonomia CLTC è compresa tra 320 e 420 km in condizioni CLTC (262 – 344 km WLTP). Si prevede che la nuova Seagull adotti la funzione di ricarica rapida, in grado di ricaricare dal 10% al 97% in nove minuti. È disponibile anche un LiDAR opzionale montato sul tetto, che fa parte del sistema ADAS DiPilot 300 (“God’s Eye B”).

Come accennato, la Seagull di seconda generazione farà concorrenza all’attuale modello più venduto in Cina, la Geely EX2. CarNewsChina prevede che il nuovo modello costerà meno di 100.000 yuan (14.920 USD). L’attuale BYD Seagull ha registrato 74.087 unità consegnate da gennaio ad agosto 2026, con un calo del 66,5%, secondo China EV DataTracker. La sua fascia di prezzo va da 69.900 a 85.900 yuan (da 10.430 a 12.815 USD).

Nuova Volkswagen ID. Tiguan 2027: Rendering Totale

Dopo l’addio alla Volkswagen ID.4 ecco pronto il debutto della ID. Tiguan.

L’altro ieri sono state pubblicate le foto del prototipo del nuovo crossover tedesco, grazie alle quali possiamo farci un’idea praticamente completa del suo aspetto esteriore.

Il modello Tiguan è entrato a far parte della gamma della casa automobilistica tedesca nel 2007; oggi, invece, è già in produzione la terza generazione del crossover, che ha debuttato nell’autunno del 2023. Molto presto la gamma si arricchirà di un altro SUV dal nome familiare, che però non ha praticamente nulla in comune con il modello attuale.

Rendering Kolesa.ru

MOTORE E DATI TECNICI

La nuova Volkswagen ID. Tiguan sarà prodotta in parallelo alla Tiguan tradizionale e sostituirà contemporaneamente due crossover elettrici dell’azienda: l’ID.4 e l’ID.5. Anche esternamente si distingue notevolmente dai modelli tradizionali del marchio: la novità presenta un ampio inserto a contrasto nella parte anteriore, in cui sono integrati i luci di posizione sotto forma di una striscia LED che si estende per tutta la larghezza, mentre sotto di essa sono posizionati i gruppi ottici dei fari principali. I fianchi hanno linee leggermente più austere rispetto alla Tiguan standard; le maniglie delle portiere sono quelle tradizionali, mentre un dettaglio originale è rappresentato dalla modanatura nella parte inferiore delle portiere, che visivamente si estende parzialmente fino al paraurti anteriore. Anche nella parte posteriore è presente un inserto a contrasto con luci integrate, queste ultime realizzate nello stile di un’altra novità elettrica dell’azienda: la hatchback ID. Polo.
Non ci sono ancora informazioni confermate sulle caratteristiche tecniche del nuovo crossover, tuttavia si prevede che la ID. Tiguan sarà costruita sulla piattaforma VW MEB+ e sarà dotata di batterie con maggiore capacità rispetto ai modelli precedenti.

A titolo di riferimento, la VW ID.4 standard che esce dalla linea di produzione è dotata di una batteria da 77 kWh e di un unico motore elettrico sull’asse posteriore, che eroga 286 CV e 545 Nm di coppia. È disponibile anche una potente versione bimotore GTX da 340 Nm.

Nuova BMW i3 M60 2027: Anteprima

Oltre alla BMW Serie 3 a benzina c’è in arrivo anche la i3 M60 EV, il primo modello M Performance realizzato sulla specifica architettura elettrica Neue Klasse.

Insieme alla M350, quest’ultima alimentata da un sonoro sei cilindri in linea, costituirà un doppio attacco al mercato delle berline sportive.

Alcune foto che accompagnano il lancio della Serie 3 mostrano l’auto con un kit carrozzeria M Sport (ovviamente), insieme a un design unico del paraurti anteriore con linee più spigolose che richiamano la forma della tradizionale griglia a doppio rene.

Anche la i3 M60, come la M350, è dotata dei M Yellow Lights, in precedenza esclusivi dei modelli CS più estremi. Le luci di posizione diagonali diventano gialle in modalità luci di posizione e bianche in modalità luci diurne per soddisfare le normative globali (a meno che non si viva negli Stati Uniti, nel qual caso è il contrario).
Altri elementi distintivi includono gli esclusivi specchietti retrovisori tricolori con alette (che non presentano più il caratteristico design a doppio braccio della linea M) e uno spoiler diviso sul bordo del portellone. Non si possono ricavare molte informazioni sugli interni, se non per il cruscotto ripreso dal modello precedente, i display Panoramic iDrive e il volante M Sport con razze inferiori. Ci si aspetta che anche i sedili M Sport con imbottitura rigida siano montati di serie, proprio come sulla M350.

Per ora sono stati resi noti pochi dettagli, con BMW che si è limitata a confermare che la M60 entrerà a far parte della gamma il prossimo anno. Tuttavia, dovrebbe essere decisamente più potente dell’attuale i3 50 top di gamma, che eroga già 469 PS (345 kW) e 645 Nm di coppia e passa da zero a 100 km/h in 4,7 secondi.

Ci si può aspettare ben oltre 500 PS e uno sprint da zero a 100 km/h intorno ai tre secondi, che eguaglierebbe la F82 M4 CS (3,4 secondi) nonostante il peso senza dubbio molto maggiore. L’autonomia sarà quasi certamente inferiore, tuttavia, ben al di sotto dei 912 km WLTP della i3 50.

LO STILE AFFILATO

A Monaco sono stati presentati anche i componenti M Performance per la i3 e la nuova Serie 3, qui montati sulla i3 M60 e sulla M350. Tra i componenti in fibra di carbonio, pensati per conferire un aspetto più aggressivo, figurano uno spoiler anteriore sporgente, estensioni delle minigonne laterali, calotte degli specchietti retrovisori, inserti per il diffusore posteriore e uno spoiler posteriore.

La nuova BMW i3 M60 che vediamo qui è dotata anche di un alettone posteriore molto aggressivo (anch’esso con design a due parti), mentre la M350 sfoggia un gancio di traino in tessuto. Le soglie laterali in carbonio con la scritta M Performance completano un look che senza dubbio soddisferebbe anche il più accanito degli appassionati di BMW.

L’azienda ha quindi svelato le caratteristiche della versione base, rappresentata dalla BMW i3 40 xDrive. Questa versione è dotata di un sistema di propulsione a due motori, con una potenza complessiva di 374 CV e una coppia di 520 Nm.

La capacità della batteria di trazione è di 82,8 kWh, mentre l’autonomia massima con una singola ricarica è di 710 km (secondo il ciclo WLTP). Questa versione accelera da 0 a 100 km/h in 5,4 secondi, con una velocità massima di 200 km/h.

Il marchio ha annunciato l’imminente versione «verde» di punta, la BMW i3 M60 xDrive M Performance; i dettagli su questa novità saranno resi noti in seguito. Secondo i piani dell’azienda, tale versione sarà lanciata sul mercato nel 2027.

FAWCAR: se a decidere l’auto è il caro carburante

I conti sono purtroppo facili: in Italia, il consumo annuo pro capite di benzina calcolato sulla popolazione degli automobilisti che guidano vetture ovviamente alimentate benzina, arriva in media a circa 800 – 850 litri annui a testa. Lo afferma uno studio realizzato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e da Unem (Unione Energie per la Mobilità).

Ovvio ricordare che già oggi, alla soglia ormai prossima dei 2 euro e 30, un automobilista ha accumulato in dieci anni una spesa extra complessiva di almeno 7.000,00 rispetto al prezzo per litro del 2016, aumentata dai maggiori costi indirettamente portati dalla fase logistica integrata su componentistica e servizi, senza contare i maggiori costi fiscali e di assicurazioni. 

 

Ci sono forti timori che a tale “buco” se ne sommi uno ulteriore da adesso ai prossimi anni, posto che la situazione di default di un costo al litro di benzina inferiore ai due euro è una visione puramente illusoria. 

Ciò vuol dire che anche se, per ipotesi accademica, un automobilista avesse comprato, seguitando a comprare per un intervallo di 20 anni, una ripetizione parametrica di una stessa auto (per segmento, motorizzazione, tecnologia, status) la scelta gli costerebbe alla fine circa 15.000 in più solo di maggiori spese di gestione. Sapete cosa significa, in termini di budgeting? 

Che a sbagliare auto si rischia grosso, per prima cosa; che sceglierla in base al primato dei valori residui sulla somma delle altre voci identificative dell’auto (come ad esempio il costo di gestione in officina dato dalla complicazione delle architetture o dal rango del Marchio Costruttore) significa trascinarsi per un lungo periodo un mezzo con tutti i suoi aspetti negativi. Il senso di una premessa di tale portata? 

L’entry level sta diventando, parlando di Italia, non più una scelta di riflesso ma una strategia di mobilità, una soluzione protettiva dei flussi di cassa aziendale, ed infine una garanzia di operatività a lungo termine.

Ci sono strade alternative e di ottimo spessore commerciale, valide allo stesso livello delle opzioni più patinate e gettonate, per perseguire un obbiettivo di mobilità affidabile, tecnologicamente adeguata al mercato e godibilissima anche senza bussare necessariamente alla porta dei soliti Marchi definiti entry level da bolla papale. 

Entry Level, non LOW Cost. Una bella differenza

In particolare, la mission di China Car Company in Italia è votata efficacemente alla proposta di modelli e Marchi il cui rapporto Value for Money si pone in un coefficiente di vantaggio e di forte razionalità attraverso due linee commerciali e strategiche al momento così strutturate: da un lato la fiducia a modelli endotermici puri che ovviamente arrivano forti della possibilità di trasformazione a Gas grazie alla partnership con la firma di un Installatore di primo livello; dall’altro lato sono presenti in gamma commerciale, dai marchi distribuiti da China Car Company, anche modelli Ibridi; e tutto ciò in configurazione SUV – ovviamente – di taglio “cross” tra Segmenti C/D, D, e superiori.

Parlando di China Car Company (i lettori più affezionati di Autoprove lo ricordano) nel caso delle Ibride, abbiamo già fatto la conoscenza di DFSK “e5”, mentre nel novero delle endotermiche pure sempre DFSK aveva lanciato la serie “Glory” anche in implementazione GPL. 

Da oggi la scelta si allarga al nuovo Marchio FAWCAR importato e distribuito in Italia da China Car Company e membro UNRAE, che dopo la partecipazione al Salone Auto Torino 2026 entra nei listini di scelta commerciale sul mercato italiano per privati ma anche per utenti Business. 

Fondato nel 1953 per volontà del Governo cinese, FAW (First Automotive Works) è il primo costruttore automobilistico nato nella Repubblica Popolare Cinese e uno dei più importanti gruppi industriali del Paese. 

Il Gruppo FAW ha in atto varie partnership strategiche e produttive con alcuni tra i più importanti costruttori, come VW, Audi e Toyota. 

Nel corso di oltre settant’anni di storia, l’azienda ha svolto un ruolo determinante nello sviluppo automobilistico, contribuendo alla motorizzazione del Paese e all’evoluzione tecnologica dell’intero settore. 

Come ha dichiarato Fulvio Marchetto, General Manager di China Car Company : “Essere stati scelti da FAWCAR per rappresentare il marchio in Italia costituisce un importante riconoscimento della nostra esperienza nel settore automotive e della nostra capacità di sviluppare progetti industriali di lungo periodo; la partecipazione al Salone rappresenta una delle prime tappe significative del nuovo percorso di FAWCAR sul mercato italiano. Stiamo attuando un piano di sviluppo che prevede la progressiva espansione della rete distributiva su tutto il territorio nazionale, insieme al potenziamento dei servizi di assistenza, ricambi e post-vendita. 

FAW non è semplicemente uno dei protagonisti dell’industria automobilistica cinese: è il costruttore che ha dato origine alla storia dell’automobile in Cina. Un Gruppo che oggi investe con decisione nelle tecnologie che stanno ridisegnando il futuro della mobilità”.

FAWCAR sta rafforzando la propria presenza in Europa con una gamma di veicoli tecnologicamente avanzati, che saranno disponibili nel corso dell’ultimo trimestre dell’anno in corso.

La gamma 2026 comprende i SUV a motorizzazione termica FAWCAR-BESTUNE T77, T90 e B70S, oltre al modello JOYEE S08 PHEV Super Hybrid capace di garantire oltre 150 km di autonomia in modalità completamente elettrica. 

Nel 2027 arriverà sul mercato anche JOYEE S04 BEV Full Electric, pensata per un uso prevalente in ambito urbano. 

Ora diamo una rapida occhiata ai diversi modelli:

FAWCAR – BESTUNE T77 1.5T DCT PREMIUM SUV

SUV compatto dal design moderno e dinamico, FAWCAR-BESTUNE T77 abbina un abitacolo curato a una dotazione tecnologica evoluta. 

Lungo 4.505 mm, largo 1.840 mm e alto 1.615 mm, presenta unpasso di 2.680 mm. 

La linea affusolata e grintosa ne sottolinea il carattere sportivo, evidenziato anche dal disegno della calandra. Il motore 1.5 turbo benzina a iniezione diretta, quattro cilindri, eroga 160 CV (118 kW) e una coppia massima di 258 Nm. La velocità massima è di 181 km/h. Il propulsore è abbinato a un cambio automatico a doppia frizione a 7 rapporti (DCT), con trazione anteriore. Il consumo dichiarato nel ciclo WLTC è di 7,1 l/100 km. L’abitacolo offre una dotazione completa, con un display da 8 pollici dedicato alla strumentazione digitale affiancato da uno schermo da 12,3 pollici per il sistema multimediale.

FAWCAR – BESTUNE B70S

Si distingue per un design originale, caratterizzato da linee che richiamano quelle di una coupé sportiva. La silhouette combina infatti il profilo affusolato di una fastback con le proporzioni e la versatilità tipiche di un SUV. L’impostazione dinamica degli esterni trova continuità nell’abitacolo a cinque posti, caratterizzato da un design hi-tech e da soluzioni orientate alla tecnologia e alla sportività. Il modello è equipaggiato con un motore 1.5T e dispone di sistemi di guida assistita di Livello 2. China Car Company offre una garanzia di 5 anni o 150.000 km sui nuovi modelli FAWCAR acquistati presso la rete dei concessionari ufficiali, presenti sul territorio nazionale con punti vendita e centri di assistenza; La gamma sarà proposta con un listino a partire da 26.900 euro, al netto di eventuali campagne promozionali e iniziative commerciali dedicate al lancio.

FAWCAR – BESTUNE T77 1.5T DCT PREMIUM SUV

SUV 5 porte 5 posti FAWCAR-BESTUNE T90 Premium misura 4,72 mt. x 1,88 x 1,71 con un vano bagagli da 568 fino a 1.365 litri. Motore 1.5 litri turbo, 118 cv. e coppia di 258 Nm a soli 1500 giri con trazione anteriore.

La versione Premium è ovviamente la più prestigiosa, abbina un abitacolo curato a una dotazione tecnologica evoluta. 

JOYEE S08 PHEV

L’offerta si completa con JOYEE S08 PHEV, SUV Super Hybridin grado di offrire oltre 150 km di autonomia in modalità completamente elettrica, con una potenza di 168 kW. La powerunit elettrica è abbinata a un motore a benzina 1.5T. Gli altri modelli che completano la gamma 2026: FAWCAR-BESTUNE T90 SUV di grandi dimensioni, FAWCAR-BESTUNE T90 offre un abitacolo spazioso e luminoso, anche grazie all’ampia superficie vetrata. 

Realizzato su una piattaforma moderna e tecnologicamente evoluta, si distingue per una completa dotazione di sistemi ADAS. Il modello punta su solidità, comfort e praticità, con un abitacolo caratterizzato da un’elevata modularità degli spazi. Design e qualità costruttiva si abbinano a tecnologie di ultima generazione dedicate alla guida assistita. La gamma prevede motorizzazioni 1.5 Turbo.

Nel 2027 è prevista la commercializzazione della vettura completamente elettrica Joy EE04.

FAWCAR dà Gas alle sue proposte

Come per DFSK, China Car Company prevede anche per il marchio Bestune di FAW Group la possibilità di installare o acquistare modelli con alimentazione a bifuel Benzina/GPL, La gamma sarà commercializzata predisponendo presso la Reteufficiale delle Concessionarie i Kit di impianto GPL di tecnologia italiana, ottimizzato per l’iniezione diretta dei motori del Marchio attraverso l’accordo di fornitura di un Installatoreprimario nazionale e internazionale.

Riccardo Bellumori

Nuova Dacia Spring 2027: il kit tuning estremo

Il distributore e preparatore tedesco Carpoint propone un kit carrozzeria estremo per la nuova Dacia Spring, sulla scia delle sue creazioni per Duster e Bigster.

Carpoint è un distributore automobilistico tedesco specializzato nei marchi cinesi ma anche in Dacia, di cui ha fatto il fulcro delle proprie attività. Parallelamente alla vendita di veicoli, l’azienda offre servizi e articoli di tuning dedicati al costruttore rumeno del gruppo Renault sotto il marchio Redust, tra cui kit carrozzeria particolarmente aggressivi che contrastano con la natura sobria dei modelli dell’azienda. Dopo la Duster e la Bigter, Carpoint intende dedicarsi alla nuova Spring e svela in immagini, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, come potrebbe apparire il risultato.

La piccola city car elettrica derivata dalla Renault Twingo E-Tech riceve un kit aerodinamico degno di una potentissima auto da rally. È dotata di un insieme di minigonne e deflettori anteriori a due livelli, di fari antinebbia integrati nel paraurti, di minigonne laterali prominenti che collegano i parafanghi allargati, di deflettori laterali sia anteriori che posteriori, di un ampio alettone sul tetto e di un imponente diffusore, il tutto con un design dalle linee nette e decise. I cerchi neri di generose dimensioni ospitano pinze dei freni rosse. L’altezza da terra è stata ridotta.

LO SPECIALISTA DEL TUNING

Il look dell’auto è a dir poco muscoloso, dando l’impressione di una potenza travolgente. Eppure questa modesta city car «a emissioni zero» eroga solo 80 CV dal suo motore e impiega ufficialmente 12,1 s per passare da 0 a 100 km/h. Non proprio un bolide, quindi. Carpoint propone lievi aumenti di potenza sulle sue altre preparazioni Dacia a combustione interna, ma il tuning dei veicoli elettrici è tutta un’altra disciplina. Inoltre, la batteria LFP da 27,5 kWh della Spring limita notevolmente le possibilità di aumento delle prestazioni. Ma chi lo sa? Forse il preparatore registrerà una domanda inaspettata che lo spingerà a mettere in produzione questo kit.