Riuscite a credere che siano passati più di nove anni da quando la Volvo XC60 di seconda generazione ha fatto il suo debutto?
Neanch’io, ma tale è la longevità di questo SUV executive compatto svedese e la diffusione dei veicoli elettrici più lenta del previsto che all’auto è stata concessa una proroga grazie al suo terzo restyling, che le consentirà di superare abbondantemente la soglia del decennio.
È quindi un bene che la XC60 sia ancora affascinante oggi come lo era tanti anni fa, grazie anche ad alcune significative modifiche esterne. La parte anteriore presenta una calandra più ampia che ora si estende fino ai fari, imitando la XC90 già aggiornata. Le lamelle ora sono inclinate nella stessa direzione della barra cromata diagonale, anziché incrociarsi come nell’ultimo aggiornamento di appena un anno fa. Il cofano e i parafanghi anteriori sono stati rimodellati di conseguenza.
I gruppi ottici presentano una grafica semplificata delle luci diurne “Martello di Thor”, simile a quella della XC40 appena sottoposta a restyling, mentre il paraurti è stato leggermente ridisegnato per un aspetto più verticale. Nel frattempo, i fanali posteriori sono stati resi leggermente più sottili e sono dotati di guide luminose di grande impatto visivo; anche il paraurti posteriore presenta un design più pulito.
INTERNI E TECNOLOGIE
All’interno, le modifiche sono molto più lievi: gli unici ritocchi visibili sono le nuove finiture argentate sotto il touchscreen del sistema di infotainment da 11,2 pollici (aggiunto lo scorso anno e che sembra ancora un elemento aggiunto in un secondo momento che sporge dal cruscotto) e una striscia decorativa sulle portiere.
Almeno ora è disponibile (finalmente!) l’illuminazione ambientale visibile e una nuova opzione di rivestimento in pelle Nappa color Cardamom. Anche il sistema di infotainment Volvo Car UX basato su Android Automotive è stato aggiornato e ora offre il controllo vocale tramite l’intelligenza artificiale generativa Google Gemini.
La XC60 è ancora disponibile nella versione a benzina, ovvero la B5 AWD di vecchia generazione con un motore turbo a quattro cilindri da 2,0 litri che eroga 250 PS e 360 Nm di coppia (10 Nm in più rispetto a prima). È abbinato a un sistema ibrido leggero a 48 volt che aggiunge 14 PS e 40 Nm in più in termini di spinta in accelerazione (da 0 a 100 km/h in 6,9 secondi), oltre al consueto cambio automatico a otto rapporti.
MOTORE E DATI TECNICI
La grande novità della Volvo XC60 sono le motorizzazioni ibride plug-in T6 AWD e T8 AWD, che montano una batteria molto più capiente da 41,2 kWh, più del doppio rispetto ai 19 kWh dei modelli precedenti. Ciò si traduce in un corrispondente aumento dell’autonomia elettrica a 200 km e di un’autonomia totale di 1.253 km per la T6, entrambe secondo il ciclo WLTP.
In Europa, le configurazioni del gruppo motopropulsore sono state modificate lo scorso anno, con il motore elettrico montato posteriormente potenziato a 177 CV e 309 Nm di coppia. Ciò non è avvenuto in Malesia, dove la XC60 ha continuato a utilizzare un motore da 145 PS; resta da vedere se sarà così anche per l’ultimo modello.
I motori a benzina, invece, sono stati resi meno potenti per mantenere le potenze combinate sostanzialmente identiche. Nel caso della T6, il quattro cilindri eroga ora 180 PS e 280 Nm, per un totale di 357 PS e 589 Nm. Ciò consente all’auto di raggiungere i 100 km/h in 5,7 secondi.
All’IAA Transportation di Hannover il marchio Maxus (Gruppo SAIC, che detiene e distribuisce anche MG) ha promosso il suo slogan: “Maximize your business” puntando con decisione alla creazione e al potenziamento del valore per il cliente europeo; uno dei punti salienti della partecipazione alla fiera è la gamma 2027, con un’offerta rinnovata di modelli e motorizzazioni.
MAXUS propone così soluzioni pensate anche per le esigenze degli operatori di flotte, puntando su funzionalità, comfort, dotazioni moderne e ottimizzazione del costo totale di proprietà (TCO).
In ambito Trucks l’anteprima è stata per l’eDELIVER 420L, un eTruck completamente elettrico basato sull’architettura AILinkcon una batteria da 615 kWh.
Ma di sicuro interesse anche la Gamma “Light”completamente rinnovata – dai robusti pick-up ai furgoni DELIVER ed eDELIVER – e progettata per offrire maggiore funzionalità e il massimo valore, con la Premiere mondiale di eDeliver5 Chassis Cab che completano una gamma di LCV – anche per il mercato italiano che è opportuno descrivere in sintesi per la particolarità di definire una offerta simmetrica molto articolata tra architettura tipicamente Diesel o full electric.
La Gamma LCV BEV: gli eDeliver Maxus
Alla base abbiamo eDeliver 3: 2 posti, il più piccolo della gamma BEV è un light Van che misura 4,55 mt. in lunghezza, largo 1,78; alto 1,90 mt. ha un passo di 2,90 mt. per un volume di carico di 4,8 metri cubi.
E’ disponibile tuttavia anche in configurazione telaio cabinato con passo lungo (3,29 mt.) per allestimenti diversi.
Con potenza di 118 Kw, ha una autonomia WLTP in ciclo combinato di ben 227 km, il che significa (in ambito Ultimo Miglio, che eDeliver 3 percorre perfettamente visto che per misure e raggio di sterzata di solo 11,74 mt. è ideale per il Centro Urbano) poter svolgere una giornata di delivery senza problemi. di ricarica. Che però, se serve, può essere svolta rifornendo la batteria dal 5% all’80% di carica in circa tre quarti d’ora presso una stazione di ricarica rapida. Insomma, il tempo della pausa panino.
Ha 4 airbag di serie, sensori di parcheggio posteriori, struttura robusta realizzata in acciaio alluminio di alta qualità, sedili riscaldabili.
Dotato di assistenza intelligente alla guida (AEBS, LDW, ESP), ditouchscreen da 10,25” con funzioni complete e integrate, tra cui navigazione, musica, Bluetooth.
Passando alla proposta di Gamma BEV superiore troviamo eDeliver 5: un design personale e “postmoderno” che a molti piace ma che senza dubbio “griffa” in automatico l’azienda di delivery che lo utilizza; 163 cv e 240 Nm di coppia, il “5” offre due porte scorrevoli di serie, una soglia di carico bassa e un vano di carico spazioso che lo rendono il partner ideale per artigiani, servizi di consegna o logistica urbana.
Le misure sono da mezzo superiore al “3”: con 4,80 mt. di lunghezza per 1,87 di larghezza e ben 2 metri e 18 di altezza perdodici quintali di peso caricabile, eDeliver può percorrere in autostrada fino a 489 km secondo gli standard WLTP con un ciclo di ricarica completa (cosa che ne fa un mezzo da Corriere espresso massivo ed extraurbano), mentre l’autonomia nel traffico urbano, 374 chilometri, è del tutto rassicurante. Con 3 posti comodi è l’ideale anche per le Aziende di Facility Management o per le imprese commerciali itineranti a conduzione familiare. In più ad Hannover anteprima mondiale per eDeliver 5 Chassis Cab, cioè ovviamente lo chassis – autotelaio a pianale alimentato a batterie con single cab a tre posti adatto ad essere allestito.
La Gamma LCV “classica” Diesel : Deliver 7 e 9 di Maxus
La gamma endotermica fa perno sul motore 2000 cc. Turbodiesel Euro 6e Common Rail a 4 cilindri e 16 valvole che equipaggia sia Deliver 7 che 9: una unità affidabile ed efficiente da quasi 160 cavalli e 350 Nm di coppia disponibili tra 1.500 e 2.400 giri al minuto.
Con trazione anteriore e disponibile nelle due varianti L1 ed L2, il DELIVER 7 combina dimensioni compatte ed elevata funzionalità. Con una lunghezza di 5 mt. (L1) oppure 5,37 mt.(L2) ed un’altezza di quasi 2 metri, “7” garantisce un’ottima maneggevolezza offrendo al contempo uno spazio di carico notevole (fino a 7,2 metri cubi e vano di carico lungo fino a 2,91 mt.) ed una portata fino a 1200 chili con possibilità di trainarne 2500.
Apertura posteriore a due ante e porta laterale scorrevole (con luce di ben un metro di apertura che permette il carico laterale di europallet) fanno di Deliver 7 un partner perfetto per il mondodella logistica ed un compagno di viaggio comodo e classico (cambio a sei rapporti, sedili ergonomici per tre persone, climatizzazione automatica, touchscreen da 12,3 ″ con integrazione Apple CarPlay e Android Auto per una connettività senza interruzioni.
I sistemi di assistenza alla guida e sicurezza come avviso collisione, monitoraggio della corsia (LDW) e airbag multipli garantiscono un livello elevato di protezione per conducente e passeggeri.
Infine arriviamo al vero “Jumbo Jet” degli LCV Maxus, il Deliver9 a Gasolio: con combinazioni L3H2 ed L3H3 (sembrano un poco le coordinate del tecnico di radiologia che ti fa la Rx alla colonna, ma insomma….) è ottimo in città e perfetto per le trasferte extraterritoriali autostradali. Lungo quasi 6 mt. con passo di 3,76 mt., alto 2,53 mt. (L2H2) o ben 2,75 (L3H3) che comporta un vano alto internamente da un metro e ottanta fino a 2,11 mt.
Ideale insomma anche per trasformazioni Camper od ufficio/officina mobile grazie ad un pavimento di carico di 3,40 x 1,80 mt. utili. immatricolabile sia come autocarro N1 che N2 (con PTT fino a 4 ton) è disponibile con trazione anteriore o posteriore a ruota singola nell’allestimento chiuso. Cambio a sei rapporti e motore condiviso con Deliver 7, il “9” chiude l’attuale Gamma di offerta LCV ma non le novità di Maxus per l’Ultimo Miglio automatizzato e per la massima efficienza logistica.
RoboVAN: H24 e 7×7 autonomo nelle consegne di Ultimo Miglio
Qui in particolare si è fatta la conoscenza di RoboVAN, il vettore a guida autonoma con automazione di livello 4 collaudata grazie ad un progetto che si avvale della tecnologia di automazione proprietaria di SAIC (che ha già percorso oltre 10 milioni di chilometri senza inconvenienti lungo il programma di test su strada) e che promette efficienza urbana H24 7 giorni su 7.
Grazie a 3 LiDAR e 11 telecamere perimetrali RoboVAN svolge il delivery urbano in modo autonomo offrendo 6 metri cubi di volume e 1.500 chili di carico trasportabile.
Lo Smart Charging di MAXUS
La ricarica intelligente, studiata ed ottimizzata con il partner del settore Henk Meiborg è anche bidirezionale (V2X) e trasforma i veicoli in unità attive di accumulo di energia. Grazie all’integrazione della ricarica bidirezionale (Vehicle-to-Load / Vehicle-to-Building / Vehicle-to-Grid), i veicoli commerciali si trasformano in unità attive di accumulo di energia: i clienti commerciali possono così beneficiare già oggi di vantaggi economici concreti, perchè i picchi di carico operativo vengono attenuati, l’autoconsumo di energia solare viene massimizzato e i costi energetici dell’intera flotta vengono notevolmente ridotti.
N60, il Pick Up da lavoro “Trendy” di Maxus
La gamma di offerta “retail” di Maxus per l’Italia si chiude con T60, un solido ed interessante Pick Up con motore 2.0 diesel twinturbo da 216 CV, 500 Nm, cambio automatico a 8 rapporti, trazione 4WD e una dotazione completa per chi vuole sostanza, comfort e immagine.
Maxus, Rete Service sul territorio alla ricerca dell’eccellenza
Ovviamente l’offerta di Gamma richiede anche organizzazione: perciò Maxus investe nella Rete commerciale italiana con 40 Dealer, 90 Centri Assistenza sull’85% del territorio entro la fine dell’anno, una rete di Officine mobili, ed un nuovo magazzino Ricambi a Tortona che sostituisce ed integra quello originario in Polonia, garantendo al Post vendita un fill rate del 93% ed un esito di dodici/diciotto ore tra richiesta e consegna componenti.
La nuova Audi RS Q5 porterà su strada uno stile davvero affilato.
All’inizio di questa settimana sono state pubblicate online le prime foto spia della versione più potente del crossover tedesco in stile coupé, che ne rivelano alcuni dettagli estetici.
Il SUV Q5 Sportback è stato presentato per la prima volta nell’autunno del 2020 ed è basato sul crossover Q5 di seconda generazione rinnovato. La versione più potente è il modello SQ5, che ha debuttato un paio di mesi dopo. Il crossover coupé di terza generazione è stato presentato alla fine del 2024 e anche questo modello ha ricevuto una versione ad alte prestazioni con il prefisso S; tuttavia, in questa generazione farà la sua comparsa per la prima volta anche la versione top di gamma RS Q5, i cui prototipi (sebbene con carrozzeria standard) sono già stati più volte immortalati dagli obiettivi dei paparazzi automobilistici.
Nelle foto più recenti si possono notare i contorni del nuovo paraurti anteriore. Il SUV avrà un’enorme griglia del radiatore, che si estende fino alla parte inferiore del paraurti, e la sua forma quasi rettangolare appare insolita rispetto alle griglie trapezoidali degli altri modelli del marchio.
Ai bordi del paraurti saranno posizionati inserti rettangolari per le prese d’aria. Probabilmente, la versione RS avrà un design originale della parte inferiore delle portiere laterali, e abbiamo raffigurato una delle possibili varianti. Nella parte posteriore, invece, apparirà un paraurti originale con grandi terminali ovali del sistema di scarico integrati al suo interno. A differenza delle nuove RS5 e delle future RS6, qui i terminali sono posizionati in una posizione molto più tradizionale.
Rendering Kolesa.ru
MOTORE E DATI TECNICI
Si prevede che la nuova Audi RS Q5 sarà equipaggiata con lo stesso propulsore ibrido della già citata famiglia RS5. Questo comprende un motore a benzina V6 biturbo da 2,9 litri, che eroga una potenza di 510 CV e una coppia di 600 Nm. Ad affiancarlo c’è un motore elettrico da 177 CV (460 Nm), integrato nel cambio automatico a 8 rapporti. La potenza complessiva del sistema è di 639 CV e 825 Nm. A titolo di confronto, la versione SQ5 attualmente più potente è equipaggiata con un motore turbo a benzina V6 3.0 TFSI da 367 CV (550 Nm).
Il debutto delle nuove RS Q5 e RS Q5 Sportback potrebbe avvenire già nei prossimi mesi. Nel frattempo, all’inizio di questo mese è stata svelata completamente la nuova Audi A2 e-tron hatchback.
La strategia di Maserati volta a rilanciare il proprio marchio attraverso una partnership con Huawei e JAC Motors sta passando dalla fase concettuale a quella di pianificazione concreta. Secondo fonti del settore citate da Future Cars Daily, la casa automobilistica italiana di lusso ha messo a punto i piani per due nuovi modelli di veicoli elettrici (EV): un SUV elettrico di dimensioni medio-grandi e una grande GT elettrica.
Questi veicoli sono stati progettati per colmare specifiche lacune di mercato: il SUV fungerà da complemento strategico all’attuale Grecale Folgore, mentre il modello GT è destinato a rafforzare l’identità fondamentale e il patrimonio sportivo del marchio, basandosi sulle fondamenta della GranTurismo Folgore. Fonti interne suggeriscono a Future Cars Daily che le discussioni interne propendono attualmente per il lancio della GT completamente elettrica come primo prodotto di questa collaborazione. Questa partnership rappresenta una riorganizzazione dei settori della tecnologia, della produzione, del branding e della distribuzione.
IL SALTO TECNOLOGICO
Huawei: fornisce la piattaforma Harmony Intelligent Mobility Alliance (HIMA), che comprende l’abitacolo intelligente, il sistema di guida autonoma Qiankun ADS e la tecnologia di trazione elettrica. JAC Motors: sfrutta la sua super fabbrica Maextro per gestire la progettazione e la produzione dei veicoli. Maserati: apporta il suo linguaggio stilistico secolare e i suoi consolidati canali di vendita globali. Nell’ambito di una strategia “a doppio marchio”, i veicoli saranno venduti con il marchio Maextro in Cina, pur mantenendo l’iconico stemma Maserati per i mercati internazionali. Per bilanciare l’efficienza dei costi con la salvaguardia della propria tradizione di lusso, Maserati prevede di utilizzare un modello di esportazione Semi Knocked Down (SKD). In base a questo accordo, le “scocche bianche” (telai non verniciati) saranno prodotte presso lo stabilimento JAC di Hefei, in Cina, prima di essere spedite in Italia per l’assemblaggio finale, che comprende l’installazione degli interni di lusso e la calibrazione del telaio.
Fonti indicano che Maserati mantiene un significativo potere decisionale in merito alla distribuzione internazionale, con Medio Oriente, Italia, Francia e Germania identificati come mercati di riferimento iniziali. Questa strategia mira anche a rivitalizzare le risorse produttive negli storici stabilimenti Maserati di Cassino e Modena. Questa collaborazione giunge in un momento critico per Maserati. Nel 2025, le consegne globali del marchio sono scese sotto le 8.000 unità – un calo dell’80% rispetto al picco del 2017 e il livello più basso in oltre un decennio. Anche i risultati finanziari sono stati altrettanto difficili, con una perdita operativa rettificata di 198 milioni di euro e un margine di profitto pari a -27,3%.
Il CEO di Stellantis, Antonio Filosa, aveva già riconosciuto in precedenza la necessità di partner industriali per garantire il futuro del marchio senza ricorrere a una vendita. Integrando la tecnologia intelligente di Huawei e le capacità produttive di JAC, Maserati punta a superare i propri attuali limiti nella ricerca e sviluppo e nella trasformazione digitale, nella speranza di ritrovare il proprio splendore nel mercato globale del lusso. JAC è una casa automobilistica con sede a Hefei, in Cina, che negli ultimi anni si è fatta conoscere per la produzione delle auto di fascia alta Maextro destinate a HIMA di Huawei.
Esploriamo insieme il sistema di infotainment della Hyundai Tucson Ibrida Plug-in, analizzando nel dettaglio la tecnologia di bordo.
Questo video offre uno sguardo ravvicinato agli interni della vettura, concentrandosi in particolare sull’usabilità del display centrale e su tutte le funzionalità multimediali offerte dal software Hyundai. È un approfondimento pensato per chi vuole conoscere meglio come interagire con l’auto e gestire al meglio le impostazioni di guida e comfort durante gli spostamenti quotidiani.
Oltre alla tecnologia, ho voluto dedicare spazio anche al tetto panoramico, un elemento che cambia radicalmente la percezione dello spazio nell’abitacolo. Analizzeremo come la qualità costruttiva si sposa con queste soluzioni digitali, offrendo una panoramica completa per chi sta valutando questo modello ibrido plug-in o ne possiede già uno e vuole sfruttare al massimo ogni funzione tecnologica disponibile.
Denza, marchio di BYD, ha lanciato ufficialmente questa sera la versione completamente elettrica del suo SUV N8L.
Questo nuovo modello sarà commercializzato insieme alla versione ibrida plug-in già esistente. Il nuovo modello viene lanciato in due varianti: il prezzo di partenza della versione standard è di 299.800 yuan (44.100 USD), mentre la versione top di gamma ha un prezzo di 329.800 yuan (48.600 USD).
È interessante notare che, pur avendo una batteria più capiente, la versione completamente elettrica dell’N8L costa 20.000 yuan (3.000 USD) in meno rispetto al prezzo di partenza di 319.800 yuan (47.100 USD) della sua controparte ibrida plug-in. La versione completamente elettrica della N8L misura 5.200 mm di lunghezza, 1.999 mm di larghezza e 1.820 mm di altezza, con un passo di 3.075 mm. Presenta una configurazione a sei posti 2+2+2, con sedili indipendenti nella seconda fila e una terza fila che supporta lo scorrimento longitudinale. L’esterno presenta un design del frontale chiuso, integra un LiDAR sul tetto e introduce tre nuovi colori esclusivi: Golden Black, Winter Green e Sunset Ink.
MOTORE E DATI TECNICI
Il cuore del veicolo è il suo avanzato sistema elettrico. La versione completamente elettrica della N8L è dotata di una Blade Battery di seconda generazione da 130,15 kWh, che garantisce un’autonomia in modalità elettrica pura di 960 km secondo il ciclo di omologazione cinese CLTC (778 km secondo il ciclo WLTP). Una batteria delle stesse dimensioni viene utilizzata anche nei modelli a trazione integrale della BYD Great Tang (Da Tang), ma l’autonomia CLTC della Da Tang è di soli 850 km (689 km WLTP).
La Denza N8, che utilizza la stessa batteria, ha un’autonomia CLTC di 1.003 km (812 km WLTP). Costruito su un’architettura ad alta tensione da 800 V, il veicolo può ricaricarsi dal 10% al 97% in circa 9 minuti. Il lancio iniziale prevede una versione a trazione posteriore con motore singolo e una potenza massima di 370 kW (496 hp).
INTERNI E TECNOLOGIE
Per l’assistenza alla guida intelligente, il nuovo veicolo è dotato del sistema “God’s Eye” 5.0. La suite hardware comprende 1 LiDAR, 5 radar a onde millimetriche, 12 radar a ultrasuoni e 12 telecamere, a supporto dell’assistenza alla navigazione ad alta velocità, dell’assistenza alla navigazione urbana e del parcheggio automatico in ogni situazione. All’interno, l’abitacolo presenta una configurazione a sei schermi collegati tra loro, tra cui un quadro strumenti, uno schermo di controllo centrale, uno schermo di intrattenimento per il passeggero anteriore, schermi di intrattenimento posteriori, un AR-HUD e uno specchietto retrovisore con funzionalità di streaming multimediale. La versione completamente elettrica della N8L introduce l’agente IA “DiClaw” di BYD, in grado di comprendere istruzioni complesse e articolate in più passaggi e che supporta funzioni quali la pianificazione dell’itinerario e il controllo della casa intelligente. Inoltre, il veicolo è dotato di un bagagliaio anteriore elettrico da 208 litri provvisto di valvola di scarico, che ne consente il lavaggio con acqua.
La tecnologia di guida autonoma ha appena superato una soglia interessante in Australia: ora è ufficialmente più conveniente assicurarla. Zurich Insurance ha annunciato che offrirà premi scontati ai conducenti che assicurano una Tesla che utilizza la modalità “Full Self-Driving (FSD) Supervised”, dopo che i primi dati esaminati dai suoi sottoscrittori hanno mostrato una minore frequenza di incidenti nei viaggi guidati dall’FSD rispetto a quelli guidati da persone, secondo quanto riporta il Sydney Morning Herald.
È la prima volta che la capacità di guida autonoma viene utilizzata come fattore di valutazione del rischio in Australia, e Zurich ritiene di essere solo la seconda compagnia assicurativa al mondo a farlo – la prima, molto probabilmente, è la divisione assicurativa della stessa Tesla negli Stati Uniti.
Per quanto riguarda l’entità del risparmio effettivo, Zurich ha rifiutato di fornire una cifra ufficiale, limitandosi a dire che gli utenti FSD saranno classificati come assicurati a basso rischio. I punti di riferimento più vicini: il programma assicurativo statunitense di Tesla limita lo sconto FSD (Supervised) al 10% su determinate coperture, ottenibile quando almeno la metà delle miglia percorse negli ultimi 30 giorni è stata effettuata con l’FSD, mentre il prodotto InsureMyTesla di Zurich – l’assicuratore che gestisce l’offerta assicurativa ufficiale di Tesla in Australia – prevede un premio medio di circa 1.644 dollari australiani. Un risparmio simile del 10% in quel caso corrisponderebbe a circa 164 dollari australiani all’anno.
«Gli esseri umani commettono errori. Si stancano. Possono distrarsi. Non è che la macchina sia perfetta, ma sembra proprio vero che, in media, considerando l’intera popolazione e nel corso del tempo, commetta meno errori rispetto agli esseri umani», ha affermato Alex Morgan, responsabile dell’assicurazione generale di Zurich, pur sottolineando i limiti di questa tecnologia: “Tuttavia, non è di grande aiuto per risolvere il problema di un ramo d’albero che cade sul tetto durante una tempesta, di un carrello della spesa spinto contro la portiera del passeggero, della grandine che frantuma il parabrezza o del furto del veicolo”.
LA GUIDA AUTONOMA TESLA
L’FSD Supervised è stato lanciato in Australia circa 12 mesi fa per le varianti più recenti di Model 3 e Model Y, al prezzo di 149 dollari australiani al mese. Il sistema utilizza le otto telecamere dell’auto che alimentano una rete neurale per sterzare, accelerare, frenare e cambiare corsia verso una destinazione prestabilita, mentre una telecamera nell’abitacolo monitora lo sguardo del conducente: se distoglie lo sguardo troppo spesso o tiene le mani occupate, l’auto emette degli avvisi prima di accostare e disattivare l’FSD per il resto del viaggio. Secondo le norme stradali australiane, è classificato come sistema di assistenza alla guida di Livello 2, quindi il conducente mantiene legalmente il controllo in ogni momento.
L’adozione è stata rapida: secondo Tesla, gli australiani hanno percorso finora oltre 132 milioni di km con l’FSD, anche se si tratta comunque di una cifra irrisoria rispetto ai 264 miliardi di km percorsi da tutti i veicoli nel Paese nel 2025. Il sistema non è nemmeno impeccabile; tra le difficoltà iniziali figuravano le rotatorie e le svolte a gancio di Melbourne, e in un recente test drive del SMH l’auto ha tentato di uscire dall’Harbour Bridge di Sydney utilizzando una corsia riservata agli autobus e non ha riconosciuto una zona scolastica con limite di velocità a 40 km/h.
La nuova Hyundai Bayon è ad un passo dal suo la ciò commerciale come ci conferma l’ultimo teaser.
Il mercato di lancio per il SUV compatto Hyundai di nuova generazione non sarà affatto l’Europa, bensì l’India. Si prevede che in questo Paese il modello sarà offerto con un motore a benzina da un litro e mezzo.
Il SUV Hyundai Bayon, basato sulla Hyundai i20 hatchback, ha debuttato nel 2021 ed è stato sottoposto a un restyling nel 2024. Il crossover era stato inizialmente presentato come modello destinato al mercato europeo, per cui la sua produzione per questa regione avviene in Turchia. Successivamente si è cercato di commercializzare la versione a cinque porte anche su altri mercati – in particolare, è stata lanciata in Egitto e in Kazakistan. Tuttavia, al di fuori del Vecchio Continente, questa compatta non è mai riuscita ad affermarsi.
Il crossover Bayon di nuova generazione, invece, è stato annunciato non in Europa, bensì in India, sebbene il modello precedente non fosse mai stato presentato in quel Paese. La filiale locale di Hyundai ha diffuso i primi bozzetti di design del crossover di nuova generazione. A proposito, nelle immagini degli interni il volante è posizionato a sinistra, mentre in India si guida a sinistra. Ciò significa che la «seconda» Hyundai Bayon non sarà comunque un’esclusiva indiana. I prototipi di prova camuffati sono stati avvistati più volte dai paparazzi automobilistici. A giudicare da quelle immagini, la Hyundai Bayon rimane imparentata con la i20, ma si tratta ormai della nuova hatchback presentata in Brasile nel giugno di quest’anno. Infatti, le vetture hanno la stessa linea sotto i finestrini. Tuttavia, il design di questo «secondo» SUV è originale: si tratta del nuovo stile angolare «Art of Steel», già adottato dalle ultime Hyundai Elantra/Avante e Hyundai Tucson, nonché dall’auto elettrica Hyundai Ioniq V. Le caratteristiche distintive degli esterni sono l’abbondanza di linee «rette» sulla carrozzeria e i fianchi muscolosi. Le luci diurne sono realizzate sotto forma di strisce orizzontali strette e sezioni smussate ad esse adiacenti, mentre i gruppi ottici dei fari principali sono posizionati più in basso.
MOTORI E DATI TECNICI
Le dimensioni della nuova Hyundai Bayon non sono ancora state rese note. La lunghezza della Hyundai i20 brasiliana è di 4130 mm, il passo è di 2580 mm. La lunghezza dell’attuale Bayon europeo è di 4.180 mm, mentre il passo rimane invariato a 2.580 mm.
Gli interni della «seconda» Hyundai Bayon sono quasi identici a quelli della i20 destinata al mercato brasiliano. All’interno è presente un cruscotto curvo, ovvero un quadro strumenti virtuale integrato con lo schermo del sistema multimediale. Le bocchette di ventilazione sono verticali, sia quelle laterali che quelle centrali. Anche il pannello di controllo del climatizzatore è verticale, mentre sotto di esso si trova una nicchia che funge da piattaforma per la ricarica wireless.