Oltre a svelare la XC60 rinnovata, Volvo ha annunciato anche alcune modifiche per la XC90, che riceve la stessa opzione ibrida plug-in a lunga autonomia della sua sorella minore. Ciò va ad aggiungersi al secondo restyling completo a cui è stata sottoposta nel 2024.
La grande novità è la batteria molto più capiente, la cui capacità è più che raddoppiata, passando da 18,8 kWh a 41,2 kWh. Anziché essere integrata nella struttura centrale dell’auto, questa batteria è ora montata interamente sotto il pianale, il che probabilmente avrà un impatto sulla configurazione interna. Questa scelta ha, ovviamente, avuto un effetto proporzionale anche sull’autonomia in modalità puramente elettrica, che è balzata da 77 km a ben 162 km nel ciclo WLTP. L’autonomia totale è stimata fino a 1.097 km.
Il motore turbo da 2,0 litri è stato depotenziato e ora presenta la stessa taratura da 250 CV/360 Nm della B5, con una potenza complessiva del sistema pari a 461 CV e una coppia di 759 Nm.
Con il cambio automatico a otto rapporti, la T8 accelera da 0 a 100 km/h in 5,2 secondi. Resta da vedere se questa configurazione sarà offerta anche in altri mercati; in Malesia, l’attuale modello utilizza un motore da 317 PS/400 Nm e un motore elettrico da 145 CV, per una potenza combinata di 462 CV e 709 Nm.
Come per la XC60, l’unico svantaggio del mantenere il design del modello precedente è che non c’è spazio per integrare una presa di ricarica rapida in corrente continua CCS2. Di conseguenza, è possibile collegare solo una wallbox in corrente alternata da massimo 11 kW per una ricarica completa in quattro ore.
INTERNI E TECNOLOGIE
Al di là del gruppo motopropulsore rivisto, la XC90 è sostanzialmente identica al modello precedente. Stesso frontale ridisegnato, stessa calandra a traliccio, stesso posteriore (anche se con una minigonna che sembra essere stata leggermente rimodellata), stessi interni rinnovati con un touchscreen da 11,2 pollici in orientamento verticale, simile a un iPad, integrato nel cruscotto. Quel display offre ora il controllo vocale tramite l’IA generativa Google Gemini.
Dal punto di vista della sicurezza, la XC90 è dotata delle più recenti tecnologie di assistenza alla guida di Volvo, tra cui la consueta frenata di emergenza autonoma con prevenzione delle collisioni agli incroci e con veicoli in senso opposto, l’assistenza alla sterzata evasiva, la funzionalità di guida semi-autonoma Pilot Assist di livello 2 con assistenza al cambio di corsia, il monitoraggio degli angoli ciechi, l’avviso di traffico trasversale anteriore e posteriore, il riconoscimento dei segnali stradali, l’assistenza al limite di velocità e l’avviso di apertura delle portiere. Come per la XC60, la produzione inizierà nel quarto trimestre dell’anno.
AvtoVAZ continua a lanciare novità nella gamma LADA, nonostante gli anni di sanzioni internazionali che hanno isolato il marchio russo da gran parte della tecnologia occidentale. Se qualche giorno fa il protagonista era l’intramontabile Niva, che ha debuttato con il suo primo airbag e che si avvicina sempre più al traguardo dei 50 anni senza mostrare alcun segno di volersi ritirare, ora è il turno di una delle LADA più vendute del marchio.
Le ultime novità del costruttore russo riguardano la Vesta Sport, la versione più sportiva della berlina e della station wagon russe, che dal 2022 è in testa alle vendite del marchio. Il modello è stato sottoposto a un restyling che non ha modificato l’estetica, ma ha interessato gli equipaggiamenti, il telaio e il motore. Il modello acquisisce elementi di comfort e connettività che sono ormai più che normali in tutto il mondo, anche nei modelli più piccoli ed economici.
La novità più rilevante è un climatizzatore automatico che mantiene autonomamente la temperatura preimpostata nell’abitacolo, una caratteristica che nella maggior parte delle auto europee è data per scontata ormai da un decennio, ma che nelle LADA rappresenta un vero e proprio salto di qualità in termini di dotazione.
Il controllo avviene tramite manopole rotanti sulla console centrale, con le impostazioni replicate sul touchscreen verticale da 10 pollici del sistema multimediale «LADA EnjoY Vision Pro». Insieme al climatizzatore arriva «LADA Connect Start», un sistema telematico che permette di controllare a distanza, dal cellulare, il livello del carburante, la posizione dell’auto, la temperatura del motore, lo stato della batteria e se il motore è acceso o se le portiere e il bagagliaio sono chiusi.
La Vesta Sport presenta effettivamente modifiche meccaniche concrete, sviluppate con la collaborazione del reparto di ingegneria di LADA Sport, la divisione del marchio specializzata nelle competizioni.
Il motore a benzina Evo da 1,8 litri è stato potenziato per raggiungere una potenza massima di 147 CV e una coppia di 184 Nm, abbinato esclusivamente a un cambio manuale a sei marce.
Anche il telaio è stato modificato: le sospensioni sono ora più rigide con molle e ammortizzatori rivisti, le carreggiate (gli assi) sono state allargate, l’impianto frenante è nuovo e l’altezza da terra è stata ridotta di 13 millimetri, attestandosi a 158 millimetri. Con questa configurazione, la berlina Vesta Sport raggiunge una velocità massima di 195 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 9,8 secondi, prestazioni che nella versione station wagon SW si attestano rispettivamente a 192 km/h e 9,9 secondi.
Cifre che in Europa sono ben al di sotto di qualsiasi «hot hatch» attuale, ma che nel contesto russo rappresentano la parte più «sportiva» del catalogo di un modello che, secondo la stessa AvtoVAZ, mantiene una domanda stabile di circa 100 unità al mese, con l’allestimento Black come il più richiesto.
I russi saranno entusiasti di questi miglioramenti, perché non dovranno sborsare alcun extra.
Il marchio ha deciso di mantenere invariati i prezzi, pari a circa 24.080 euro per la berlina e, approssimativamente, 25.820 euro per la station wagon.
General Motors ha presentato ufficialmente due nuovi motori V8 a benzina aspirati per i pick-up full-size Chevrolet Silverado e GMC Sierra di nuova generazione: il L76 da 5,7 litri e il L78 da 6,6 litri. Questi stessi motori saranno montati in futuro anche sui grandi SUV a telaio Chevrolet Tahoe/Suburban, GMC Yukon e Cadillac Escalade.
I nuovi L76 da 5,7 litri e L78 da 6,6 litri appartengono alla sesta generazione dei motori GM Small Block. La continuità generazionale si riflette nell’architettura: si tratta ancora di motori a albero a croce, con solo due valvole per cilindro. In precedenza, nella sesta generazione dei GM Small Block era stato lanciato il V8 sportivo LS6 da 6,7 litri — montato sulla nuova Chevrolet Corvette Grand Sport, con una potenza massima di 542 CV e 705 Nm.
Il V8 LS6 da 6,7 litri è dotato di un sistema di lubrificazione a carter secco e di collettori di scarico dal design accattivante, sviluppati appositamente per la supercar a motore centrale.
MOTORE E DATI TECNICI
I motori L76 e L78 dispongono di un sistema di lubrificazione a carter umido convenzionale, ma più avanzato rispetto a quello dei motori della generazione precedente: la pompa dell’olio è dotata di regolazione continua della portata, i canali dell’olio sono stati ampliati e il radiatore dell’olio è integrato nella coppa dell’olio. Non è presente l’astina per misurare il livello dell’olio: bisognerà affidarsi alle indicazioni sul quadro strumenti. I collettori di scarico dei modelli L76 e L78 sono i più semplici, del tipo «a tronco», il che offre ai tuner ampio spazio per la creatività. Il sistema di alimentazione di tutti i motori di sesta generazione è combinato: il carburante viene iniettato nelle camere di combustione e nel collettore di aspirazione.
Tutti i motori V8 di sesta generazione hanno la stessa distanza tra i cilindri 111,76 mm mentre la differenza di cilindrata è dovuta alle differenze nel diametro dei cilindri e nella corsa dei pistoni. Nel motore LS6 da 6,7 litri e in quello L78 da 6,6 litri i diametri dei cilindri sono identici, ma il motore LS6 ha una corsa più lunga. Il rapporto di compressione dei motori L76 e L78 è pari a 12,5, mentre quello dell’LS6 è pari a 13,0. Infine, la potenza massima: per l’L76 da 5,7 litri è di 408 CV e 580 Nm, mentre per l’L78 da 6,6 litri è di 488 CV e 679 Nm.
Il nuovo Chevrolet Silverado I motori L76 e L78 saranno montati per primi sui pick-up full-size Chevrolet Silverado e GMC Sierra di nuova generazione, presentati in anteprima a giugno. Il cambio è esclusivamente un cambio automatico idromeccanico a 10 rapporti.
Il nuovo GMC Sierra Oltre ai motori V8 di sesta generazione, i nuovi Chevrolet Silverado e GMC Sierra saranno disponibili con il motore di base TurboMax a benzina da 2,7 litri a quattro cilindri turbo (355 CV 617 Nm) e con il motore turbodiesel Duramax a 6 cilindri in linea da 3,0 litri (309 CV 671 Nm).
L’intervista con Fabrizio Palpon nasce in modo semplice: due persone che vivono l’automotive ogni giorno e che hanno voglia di parlarne senza sovrastrutture. Fabrizio racconta auto perché gli piacciono, perché ci lavora, perché ci passa il tempo.
Non c’è un progetto costruito a tavolino per inseguire numeri o algoritmi, e questo si percepisce subito.
Oggi i social danno l’idea che tutto sia a portata di mano: basta aprire un profilo, pubblicare qualche video, sperare che la visibilità faccia il resto. In realtà non funziona così. Chi lavora davvero nel settore lo sa: la passione è un punto di partenza, ma non sostituisce le competenze, la continuità, le responsabilità che un mestiere richiede.
Durante la nostra chiacchierata, Fabrizio lo dice con naturalezza. I contenuti sono un modo per condividere ciò che vive ogni giorno, non un tentativo di trasformare automaticamente quella passione in un lavoro. I social possono aiutare, certo, ma non garantiscono nulla. Sono un mezzo, non una professione.
Questa distinzione è importante, soprattutto per chi guarda dall’esterno e immagina che basti “fare video sulle auto” per costruire una carriera.
Fabrizio non si nasconde dietro formule o slogan: racconta ciò che fa, ciò che conosce, ciò che ha imparato. E proprio per questo la sua voce risulta credibile.
L’intervista diventa così un’occasione per ricordare che l’automotive non è un set cinematografico, ma un settore fatto di lavoro vero.
La passione aiuta, dà energia, tiene accesa la curiosità. Il lavoro, però, è un’altra cosa. E quando le due dimensioni riescono a convivere, il risultato è più solido, più autentico, più utile anche per chi ascolta.
BYD ha lanciato ufficialmente in Cina la Yuan UP Feichi Edition 2027. La Yuan UP è commercializzata con il nome di Atto 2 in diversi mercati esteri tra cui l’Italia.
Il crossover elettrico compatto rinnovato introduce una versione con autonomia CLTC di 501 km e aggiornamenti agli interni, mantenendo un prezzo di listino di partenza di 74.800 yuan (11.154 USD).
Un incentivo per la permuta fino a 5.000 yuan (750 USD) abbassa il prezzo effettivo di ingresso a 69.800 yuan (10.410 USD) per gli acquirenti idonei, mentre i vantaggi di lancio hanno un valore massimo di 11.199 yuan (1.670 USD).
MOTORE E DATI TECNICI
La Feichi Edition utilizza un unico motore a magneti permanenti montato anteriormente su tutta la gamma, che eroga 70 kW (94 hp) e 180 N·m di coppia. Le precedenti versioni Yuan UP offrivano opzioni di motore sia da 70 kW (94 hp) che da 130 kW (174 hp). La Feichi Edition 2027 standardizza tutte e cinque le versioni con il motore da 70 kW montato anteriormente, comprese le nuove versioni da 501 km. Il veicolo continua a basarsi sulla piattaforma e-Platform 3.0 di BYD con integrazione della batteria «Cell-to-Body», sospensioni anteriori MacPherson e barra di torsione posteriore. Un nuovo pacco da 51,13 kWh offre fino a 501 km di autonomia CLTC (~370 km WLTC), in aumento rispetto al limite massimo di 401 km del modello precedente. Restano disponibili le opzioni da 301 km e 401 km con batterie da 32 kWh e 45,12 kWh, rispettivamente (~220 km e ~300 km WLTC). La ricarica rapida in corrente continua ricarica la batteria dal 30% all’80% in 30 minuti.
Ergonomia dell’abitacolo e sistemi di assistenza alla guida Con una lunghezza di 4.310 mm, una larghezza di 1.830 mm e un’altezza di 1.675 mm, oltre a un passo di 2.620 mm, la Yuan UP mantiene l’impronta esterna del modello precedente, aggiungendo però le opzioni di colore Energetic Yellow e Oxygen Blue, oltre ai cerchi in lega da 17 pollici a bassa resistenza aerodinamica sugli allestimenti superiori.
Una leva sul piantone dello sterzo sostituisce la precedente leva del cambio sulla console centrale, liberando spazio di stivaggio sotto il caricabatterie wireless da 50 W raffreddato ad aria. Ribaltando la panca posteriore divisibile 60:40, la capacità di carico aumenta a 1.320 litri. Altre dotazioni includono un volante a due razze ridisegnato, ventilazione e riscaldamento dei sedili anteriori, un tetto panoramico in vetro con tendina parasole elettrica, bocchette di ventilazione posteriori e accesso tramite chiave NFC dello smartphone. Il sistema di infotainment è gestito dall’abitacolo DiLink 100, con un touchscreen centrale orientabile da 12,8 pollici, un display per il conducente da 8,8 pollici e il riconoscimento vocale a quattro zone. I sistemi di assistenza alla guida variano a seconda dell’allestimento. Le versioni equipaggiate utilizzano la suite DiPilot C di BYD per la navigazione autostradale con pilota automatico e il parcheggio automatizzato. BYD fornisce inoltre una copertura assicurativa per i danni subiti durante le manovre di parcheggio automatizzate. La revisione dei prezzi e la nuova opzione da 501 km arrivano in un contesto di concorrenza con la Geely EX2 (Galaxy Xingyuan) e altri piccoli crossover elettrici in Cina. Recentemente abbiamo riportato che la Geely Xingyuan (Geely E2 da noi) è l’auto più venduta in Cina da inizio anno, con 266.166 unità vendute fino ad agosto.
Riuscite a credere che siano passati più di nove anni da quando la Volvo XC60 di seconda generazione ha fatto il suo debutto?
Neanch’io, ma tale è la longevità di questo SUV executive compatto svedese e la diffusione dei veicoli elettrici più lenta del previsto che all’auto è stata concessa una proroga grazie al suo terzo restyling, che le consentirà di superare abbondantemente la soglia del decennio.
È quindi un bene che la XC60 sia ancora affascinante oggi come lo era tanti anni fa, grazie anche ad alcune significative modifiche esterne. La parte anteriore presenta una calandra più ampia che ora si estende fino ai fari, imitando la XC90 già aggiornata. Le lamelle ora sono inclinate nella stessa direzione della barra cromata diagonale, anziché incrociarsi come nell’ultimo aggiornamento di appena un anno fa. Il cofano e i parafanghi anteriori sono stati rimodellati di conseguenza.
I gruppi ottici presentano una grafica semplificata delle luci diurne “Martello di Thor”, simile a quella della XC40 appena sottoposta a restyling, mentre il paraurti è stato leggermente ridisegnato per un aspetto più verticale. Nel frattempo, i fanali posteriori sono stati resi leggermente più sottili e sono dotati di guide luminose di grande impatto visivo; anche il paraurti posteriore presenta un design più pulito.
INTERNI E TECNOLOGIE
All’interno, le modifiche sono molto più lievi: gli unici ritocchi visibili sono le nuove finiture argentate sotto il touchscreen del sistema di infotainment da 11,2 pollici (aggiunto lo scorso anno e che sembra ancora un elemento aggiunto in un secondo momento che sporge dal cruscotto) e una striscia decorativa sulle portiere.
Almeno ora è disponibile (finalmente!) l’illuminazione ambientale visibile e una nuova opzione di rivestimento in pelle Nappa color Cardamom. Anche il sistema di infotainment Volvo Car UX basato su Android Automotive è stato aggiornato e ora offre il controllo vocale tramite l’intelligenza artificiale generativa Google Gemini.
La XC60 è ancora disponibile nella versione a benzina, ovvero la B5 AWD di vecchia generazione con un motore turbo a quattro cilindri da 2,0 litri che eroga 250 PS e 360 Nm di coppia (10 Nm in più rispetto a prima). È abbinato a un sistema ibrido leggero a 48 volt che aggiunge 14 PS e 40 Nm in più in termini di spinta in accelerazione (da 0 a 100 km/h in 6,9 secondi), oltre al consueto cambio automatico a otto rapporti.
MOTORE E DATI TECNICI
La grande novità della Volvo XC60 sono le motorizzazioni ibride plug-in T6 AWD e T8 AWD, che montano una batteria molto più capiente da 41,2 kWh, più del doppio rispetto ai 19 kWh dei modelli precedenti. Ciò si traduce in un corrispondente aumento dell’autonomia elettrica a 200 km e di un’autonomia totale di 1.253 km per la T6, entrambe secondo il ciclo WLTP.
In Europa, le configurazioni del gruppo motopropulsore sono state modificate lo scorso anno, con il motore elettrico montato posteriormente potenziato a 177 CV e 309 Nm di coppia. Ciò non è avvenuto in Malesia, dove la XC60 ha continuato a utilizzare un motore da 145 PS; resta da vedere se sarà così anche per l’ultimo modello.
I motori a benzina, invece, sono stati resi meno potenti per mantenere le potenze combinate sostanzialmente identiche. Nel caso della T6, il quattro cilindri eroga ora 180 PS e 280 Nm, per un totale di 357 PS e 589 Nm. Ciò consente all’auto di raggiungere i 100 km/h in 5,7 secondi.
All’IAA Transportation di Hannover il marchio Maxus (Gruppo SAIC, che detiene e distribuisce anche MG) ha promosso il suo slogan: “Maximize your business” puntando con decisione alla creazione e al potenziamento del valore per il cliente europeo; uno dei punti salienti della partecipazione alla fiera è la gamma 2027, con un’offerta rinnovata di modelli e motorizzazioni.
MAXUS propone così soluzioni pensate anche per le esigenze degli operatori di flotte, puntando su funzionalità, comfort, dotazioni moderne e ottimizzazione del costo totale di proprietà (TCO).
In ambito Trucks l’anteprima è stata per l’eDELIVER 420L, un eTruck completamente elettrico basato sull’architettura AILinkcon una batteria da 615 kWh.
Ma di sicuro interesse anche la Gamma “Light”completamente rinnovata – dai robusti pick-up ai furgoni DELIVER ed eDELIVER – e progettata per offrire maggiore funzionalità e il massimo valore, con la Premiere mondiale di eDeliver5 Chassis Cab che completano una gamma di LCV – anche per il mercato italiano che è opportuno descrivere in sintesi per la particolarità di definire una offerta simmetrica molto articolata tra architettura tipicamente Diesel o full electric.
La Gamma LCV BEV: gli eDeliver Maxus
Alla base abbiamo eDeliver 3: 2 posti, il più piccolo della gamma BEV è un light Van che misura 4,55 mt. in lunghezza, largo 1,78; alto 1,90 mt. ha un passo di 2,90 mt. per un volume di carico di 4,8 metri cubi.
E’ disponibile tuttavia anche in configurazione telaio cabinato con passo lungo (3,29 mt.) per allestimenti diversi.
Con potenza di 118 Kw, ha una autonomia WLTP in ciclo combinato di ben 227 km, il che significa (in ambito Ultimo Miglio, che eDeliver 3 percorre perfettamente visto che per misure e raggio di sterzata di solo 11,74 mt. è ideale per il Centro Urbano) poter svolgere una giornata di delivery senza problemi. di ricarica. Che però, se serve, può essere svolta rifornendo la batteria dal 5% all’80% di carica in circa tre quarti d’ora presso una stazione di ricarica rapida. Insomma, il tempo della pausa panino.
Ha 4 airbag di serie, sensori di parcheggio posteriori, struttura robusta realizzata in acciaio alluminio di alta qualità, sedili riscaldabili.
Dotato di assistenza intelligente alla guida (AEBS, LDW, ESP), ditouchscreen da 10,25” con funzioni complete e integrate, tra cui navigazione, musica, Bluetooth.
Passando alla proposta di Gamma BEV superiore troviamo eDeliver 5: un design personale e “postmoderno” che a molti piace ma che senza dubbio “griffa” in automatico l’azienda di delivery che lo utilizza; 163 cv e 240 Nm di coppia, il “5” offre due porte scorrevoli di serie, una soglia di carico bassa e un vano di carico spazioso che lo rendono il partner ideale per artigiani, servizi di consegna o logistica urbana.
Le misure sono da mezzo superiore al “3”: con 4,80 mt. di lunghezza per 1,87 di larghezza e ben 2 metri e 18 di altezza perdodici quintali di peso caricabile, eDeliver può percorrere in autostrada fino a 489 km secondo gli standard WLTP con un ciclo di ricarica completa (cosa che ne fa un mezzo da Corriere espresso massivo ed extraurbano), mentre l’autonomia nel traffico urbano, 374 chilometri, è del tutto rassicurante. Con 3 posti comodi è l’ideale anche per le Aziende di Facility Management o per le imprese commerciali itineranti a conduzione familiare. In più ad Hannover anteprima mondiale per eDeliver 5 Chassis Cab, cioè ovviamente lo chassis – autotelaio a pianale alimentato a batterie con single cab a tre posti adatto ad essere allestito.
La Gamma LCV “classica” Diesel : Deliver 7 e 9 di Maxus
La gamma endotermica fa perno sul motore 2000 cc. Turbodiesel Euro 6e Common Rail a 4 cilindri e 16 valvole che equipaggia sia Deliver 7 che 9: una unità affidabile ed efficiente da quasi 160 cavalli e 350 Nm di coppia disponibili tra 1.500 e 2.400 giri al minuto.
Con trazione anteriore e disponibile nelle due varianti L1 ed L2, il DELIVER 7 combina dimensioni compatte ed elevata funzionalità. Con una lunghezza di 5 mt. (L1) oppure 5,37 mt.(L2) ed un’altezza di quasi 2 metri, “7” garantisce un’ottima maneggevolezza offrendo al contempo uno spazio di carico notevole (fino a 7,2 metri cubi e vano di carico lungo fino a 2,91 mt.) ed una portata fino a 1200 chili con possibilità di trainarne 2500.
Apertura posteriore a due ante e porta laterale scorrevole (con luce di ben un metro di apertura che permette il carico laterale di europallet) fanno di Deliver 7 un partner perfetto per il mondodella logistica ed un compagno di viaggio comodo e classico (cambio a sei rapporti, sedili ergonomici per tre persone, climatizzazione automatica, touchscreen da 12,3 ″ con integrazione Apple CarPlay e Android Auto per una connettività senza interruzioni.
I sistemi di assistenza alla guida e sicurezza come avviso collisione, monitoraggio della corsia (LDW) e airbag multipli garantiscono un livello elevato di protezione per conducente e passeggeri.
Infine arriviamo al vero “Jumbo Jet” degli LCV Maxus, il Deliver9 a Gasolio: con combinazioni L3H2 ed L3H3 (sembrano un poco le coordinate del tecnico di radiologia che ti fa la Rx alla colonna, ma insomma….) è ottimo in città e perfetto per le trasferte extraterritoriali autostradali. Lungo quasi 6 mt. con passo di 3,76 mt., alto 2,53 mt. (L2H2) o ben 2,75 (L3H3) che comporta un vano alto internamente da un metro e ottanta fino a 2,11 mt.
Ideale insomma anche per trasformazioni Camper od ufficio/officina mobile grazie ad un pavimento di carico di 3,40 x 1,80 mt. utili. immatricolabile sia come autocarro N1 che N2 (con PTT fino a 4 ton) è disponibile con trazione anteriore o posteriore a ruota singola nell’allestimento chiuso. Cambio a sei rapporti e motore condiviso con Deliver 7, il “9” chiude l’attuale Gamma di offerta LCV ma non le novità di Maxus per l’Ultimo Miglio automatizzato e per la massima efficienza logistica.
RoboVAN: H24 e 7×7 autonomo nelle consegne di Ultimo Miglio
Qui in particolare si è fatta la conoscenza di RoboVAN, il vettore a guida autonoma con automazione di livello 4 collaudata grazie ad un progetto che si avvale della tecnologia di automazione proprietaria di SAIC (che ha già percorso oltre 10 milioni di chilometri senza inconvenienti lungo il programma di test su strada) e che promette efficienza urbana H24 7 giorni su 7.
Grazie a 3 LiDAR e 11 telecamere perimetrali RoboVAN svolge il delivery urbano in modo autonomo offrendo 6 metri cubi di volume e 1.500 chili di carico trasportabile.
Lo Smart Charging di MAXUS
La ricarica intelligente, studiata ed ottimizzata con il partner del settore Henk Meiborg è anche bidirezionale (V2X) e trasforma i veicoli in unità attive di accumulo di energia. Grazie all’integrazione della ricarica bidirezionale (Vehicle-to-Load / Vehicle-to-Building / Vehicle-to-Grid), i veicoli commerciali si trasformano in unità attive di accumulo di energia: i clienti commerciali possono così beneficiare già oggi di vantaggi economici concreti, perchè i picchi di carico operativo vengono attenuati, l’autoconsumo di energia solare viene massimizzato e i costi energetici dell’intera flotta vengono notevolmente ridotti.
N60, il Pick Up da lavoro “Trendy” di Maxus
La gamma di offerta “retail” di Maxus per l’Italia si chiude con T60, un solido ed interessante Pick Up con motore 2.0 diesel twinturbo da 216 CV, 500 Nm, cambio automatico a 8 rapporti, trazione 4WD e una dotazione completa per chi vuole sostanza, comfort e immagine.
Maxus, Rete Service sul territorio alla ricerca dell’eccellenza
Ovviamente l’offerta di Gamma richiede anche organizzazione: perciò Maxus investe nella Rete commerciale italiana con 40 Dealer, 90 Centri Assistenza sull’85% del territorio entro la fine dell’anno, una rete di Officine mobili, ed un nuovo magazzino Ricambi a Tortona che sostituisce ed integra quello originario in Polonia, garantendo al Post vendita un fill rate del 93% ed un esito di dodici/diciotto ore tra richiesta e consegna componenti.
La nuova Audi RS Q5 porterà su strada uno stile davvero affilato.
All’inizio di questa settimana sono state pubblicate online le prime foto spia della versione più potente del crossover tedesco in stile coupé, che ne rivelano alcuni dettagli estetici.
Il SUV Q5 Sportback è stato presentato per la prima volta nell’autunno del 2020 ed è basato sul crossover Q5 di seconda generazione rinnovato. La versione più potente è il modello SQ5, che ha debuttato un paio di mesi dopo. Il crossover coupé di terza generazione è stato presentato alla fine del 2024 e anche questo modello ha ricevuto una versione ad alte prestazioni con il prefisso S; tuttavia, in questa generazione farà la sua comparsa per la prima volta anche la versione top di gamma RS Q5, i cui prototipi (sebbene con carrozzeria standard) sono già stati più volte immortalati dagli obiettivi dei paparazzi automobilistici.
Nelle foto più recenti si possono notare i contorni del nuovo paraurti anteriore. Il SUV avrà un’enorme griglia del radiatore, che si estende fino alla parte inferiore del paraurti, e la sua forma quasi rettangolare appare insolita rispetto alle griglie trapezoidali degli altri modelli del marchio.
Ai bordi del paraurti saranno posizionati inserti rettangolari per le prese d’aria. Probabilmente, la versione RS avrà un design originale della parte inferiore delle portiere laterali, e abbiamo raffigurato una delle possibili varianti. Nella parte posteriore, invece, apparirà un paraurti originale con grandi terminali ovali del sistema di scarico integrati al suo interno. A differenza delle nuove RS5 e delle future RS6, qui i terminali sono posizionati in una posizione molto più tradizionale.
Rendering Kolesa.ru
MOTORE E DATI TECNICI
Si prevede che la nuova Audi RS Q5 sarà equipaggiata con lo stesso propulsore ibrido della già citata famiglia RS5. Questo comprende un motore a benzina V6 biturbo da 2,9 litri, che eroga una potenza di 510 CV e una coppia di 600 Nm. Ad affiancarlo c’è un motore elettrico da 177 CV (460 Nm), integrato nel cambio automatico a 8 rapporti. La potenza complessiva del sistema è di 639 CV e 825 Nm. A titolo di confronto, la versione SQ5 attualmente più potente è equipaggiata con un motore turbo a benzina V6 3.0 TFSI da 367 CV (550 Nm).
Il debutto delle nuove RS Q5 e RS Q5 Sportback potrebbe avvenire già nei prossimi mesi. Nel frattempo, all’inizio di questo mese è stata svelata completamente la nuova Audi A2 e-tron hatchback.