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Nuovo Volkswagen Transporter: rinasce Ford Transit

Volkswagen Veicoli Commerciali ha presentato il Transporter di settima generazione (T7), basato in gran parte sul Ford Transit Custom/Tourneo nell’ambito della partnership tra le due case automobilistiche.

Al momento del lancio, il Transporter sarà offerto in tre varianti destinate alle aziende, tra cui un furgone per il trasporto di merci, un crewbus per il trasporto di passeggeri e una doppia cabina con carrozzeria a pianale e passo lungo.

C’è anche il Caravelle a nove posti, progettato per il trasporto commerciale di passeggeri, perfetto per gli hotel e le aziende per il trasporto degli ospiti. Il Caravelle è disponibile in tre livelli di allestimento, tra cui l’opzione entry-level, il Life di fascia media e lo Style di fascia alta. A seconda della configurazione, gli acquirenti possono optare per il tetto alto e il passo allungato, mentre il Transporter come furgone e il Caravelle possono essere acquistati anche nella versione PanAmericana all-terrain.

Il nuovo design del Volkswagen Transporter, che si distingue visivamente dal fratello Ford, vanta un carico utile superiore rispetto al passato. Con passo e tetto normali, il volume di stivaggio è aumentato del 10%, con 5,8 metri cubi, che salgono a nove metri cubi con passo lungo e tetto alto. Anche il carico utile massimo è aumentato di 0,13 tonnellate, passando a 1,33 tonnellate, mentre il peso massimo del rimorchio è stato aumentato di 0,3 tonnellate, passando a 2,8 tonnellate (frenato, con pendenza del 12%).

DATI TECNICI

Per quanto riguarda le dimensioni, il nuovo Volkswagen Transporter T7è lungo 5.050 mm, ovvero 146 mm in più rispetto al passato, mentre il passo è cresciuto di 97 mm fino a 3.101 mm. La versione a passo lungo ha una lunghezza complessiva di 5.450 mm e il suo passo guadagna altri 400 mm. Escludendo gli specchietti retrovisori, l’ultimo Transporter è anche più largo, con 2.032 mm, e la larghezza massima tra i passaruota, pari a 1.392 mm, è sufficiente per accogliere agevolmente gli europallet.

All’interno, il Transporter è stato modernizzato con un quadro strumenti digitale da 12 pollici e un sistema di infotainment touchscreen da 13 pollici. Il volante multifunzione è di serie, così come il freno a mano a pulsante e il pulsante di avviamento.

Altre modifiche includono una leva del cambio montata su colonna per le varianti automatiche, per risparmiare spazio e consentire un migliore accesso al vano di carico o all’abitacolo. La console centrale anteriore è dotata di ampi portabicchieri, mentre la parte superiore della plancia è dotata di ulteriori portabicchieri e pratici vani portaoggetti.

MOTORIZZAZIONI E DATI TECNICI

Per quanto riguarda le motorizzazioni, il Volkswagen Transporter sarà disponibile per la prima volta con motori diesel (TDI), ibridi plug-in (eHybrid) ed elettrici puri (e-Transporter ed e-Caravelle). I motori TDI hanno potenze di 110 CV (109 cv o 81 kW), 150 CV (148 cv o 110 kW) e 170 CV (168 cv o 125 kW) e possono essere abbinati a un cambio manuale a sei marce o a un cambio automatico a otto marce, a seconda dell’abbinamento.

La versione eHybrid ha una potenza totale di 232 CV (229 CV o 171 kW), mentre i modelli completamente elettrici hanno una batteria da 64 kWh che alimenta un motore da 136 CV (134 CV o 100 kW), 218 CV (215 CV o 160 kW) o 286 CV (282 CV o 210 kW).

Per pubblicizzare il nuovo Transporter, Volkswagen Veicoli Commerciali ha coinvolto la star di Hollywood Jason Statham, noto per la serie di film cult The Transporter. Sebbene sia noto per aver guidato BMW e Audi nei film, queste auto non saranno in grado di trasportare quanto un furgone, anche se non così velocemente.

DFSK Glory 600 e E5 PHEV: il lusso intelligente sbarca in Italia

Ci sono modi diversi e contrapposti di confrontarsi con il mondo Automotive europeo attuale, nel dibattere (ormai quasi fosse un “mantra”) delle prospettive legate all’ingresso ed alla presenza di Brand e Gruppi presenti ed operativi in Cina: c’è il tono ormai sempre più piccato e polemico di Unione e Commissione Europea tendenti sempre di più ad un approccio antagonista e difensivo nei confronti dei colossi asiatici (con l’apice della contesa dopo le decisioni in tema di Superdazi); ci sono poi però i diversi profili ed approcci dei Costruttori continentali che progressivamente stanno orientandosi in diversi casi più all’idea di sinergie industriali con i Marchi cinesi che non di contrapposizione commerciale; ci sono diversi Importatori e Dealers, anche, che vedono nel rapporto eventuale di vendita una nuova leva per vendite e margini che i mandati con i Gruppi europei diventano sempre più esigui; ed infine ci sono loro, gli automobilisti ed i consumatori. Giustamente.

Sono sempre e comunque loro, alla fine, ad avere il coltello dalla parte del manico. E sempre più saldamente gli automobilisti italiani ed europei non vedono più come una eresia orientarsi verso un modello, un Brand, un Gruppo cinese. In questo contesto, in questo scenario, tuttavia, anche sul consumatore finale “pesa” un contesto futuro decisamente più nebuloso rispetto a quanto poteva apparire solo fino ad un lustro fa, cioè fino a poco prima del Lockdown.

All’epoca il destino degli automobilisti europei non  poteva contemplare altra opzione obbligata del “Full electric”, in una progressione – lenta ma costante – di volumi di immatricolato ed in una estensione di Gamma che sembrava non poter essere toccata da fattori di crisi o di ripensamento. 

Flotte e Noleggiatori, insieme al mercato Consumer, programmavano nel breve e medio periodo l’epocale ricambio tra endotermico e BEV, mentre a livello territoriale il costo altalenante e l’incertezza legati all’andamento del petrolio si contrapponevano all’espansione finalmente interessante delle Reti di ricarica. 

Questo specchietto, questa panoramica didascalica appare quasi anacronistica oggi che le incertezze economiche e sociali hanno stravolto programmazioni e target industriali, riportando imprevedibilmente il cosidetto motore “classico” sugli scudi, trasformando valori e funzionalità del Parco circolante usato, e soprattutto costringendo milioni di automobilisti europei a ripensare i propri piani di acquisto.

Oggi sono proprio i Consumatori, insieme ai Dealers, agli Autoriparatori, a Ricambisti ed operatori Post vendita a cercare una bussola capace di portar fuori dalle secche di un mercato dove si scontrano ormai come in una tempesta perfetta l’aumento dei costi industriali e delle risorse energetiche, il rallentamento dell’economia, il confronto UE-Cina sui super Dazi, ed infine ovviamente il destino di Endotermico ed elettrico in vista del 2035 sempre più vicino, con le incognite che ne conseguono. Attualmente i trend tornano persino a premiare le alimentazioni a Gas oltre all’Ibrido.

Su questo, a quanto pare – e con una considerazione di merito da parte nostra – diciamo che l’industria cinese dell’auto appare più come una nuova risorsa che non come un elemento di rischio per il mercato europeoConsumer: effetto, senza dubbio, della grande crescita del suo comparto automotive e della forza del classico e consolidato pragmatismo con il quale i Costruttori sono progressivamente cresciuti sino a diventare oggi Players di rilevanza mondiale in ogni segmento di mercato.

Le parole per sintetizzare tutto quanto appena descritto: Pragmatismo, classe, qualità tecnica e forza organizzativa e commerciale. 

DFSK: Drive Innovation, Futuro, Sostenibilità, Knowledge Sharing

Prerogative che sono apparse palesi e consolidate nella prima presentazione che il 17 Settembre – nella sede elegantissima di “Villa Fenaroli” a Brescia ed a poca distanza dall’iconico Museo della Mille Miglia – è stata fatta alla Stampa Italiana da parte del Marchio DFSK: acronimo che distingue e sottolinea le parole “DRIVE – Drive Innovation”: “FUTURE – Future Mobility”; “SUSTAINABLE DEVELOPMENT”; “KNOWLEDGE Sharing & Customer First”, e che la stessa sigla(Dongfeng Sokon Automobile) implica l’appartenenza del Marchio ad una grande e polivalente  realtà come DONGFENG ed attualmente inserito dentro ChongquinSokon Industrial Group – consociata del Gruppo SERES – detiene diversi risultati numerici di grande importanza: una esperienza ormai ventennale nel mondo Automotive, la presenza in 72 Paesi, il posizionamento tra le prime 500 Aziende in Cina, ed il raggiungimento di mezzo milione di utilizzatori e proprietari nel mondo oltre il mercato cinese che, da solo, conta quasi già due milioni e mezzo di DFSK vendute.

A questo aggiungiamo – per DFSK l’essere stata nella “Top Three” del mercato Veicoli Commerciali in Cina, ed aver già proposto in Europa – e con successo – alcuni “LCV” e Minivan di grande fruibilità come il “K01” e il poco più grande “EC 35”, che ancora oggi svolgono egregiamente il loro lavoro nelle attività di Ultimo Miglio e nella Logistica presso i Centri Urbani. 

La “prima” di DFSK per l’Italia – “E5” Phev e “Glory 600” a Brescia

L’evento di Villa Fenaroli, organizzato dall’Importatore e Distributore Ufficiale CHINA CAR COMPANY alla presenza del Management della Casa Madre, è riuscito perfettamente a descrivere le strategie e gli obbiettivi del Marchio oltre a presentare i due modelli oggetto a loro volta di una utile e piacevole prova su strada svolta nello stesso giorno dell’evento.

In effetti la vera “New Entry” è stata la “E5 PHEV” ma è stato giusto prendere contatto anche con la più rappresentativa e discriminante “Dual Fuel” della Gamma, cioè la rinnovata “Glory 600” a sette posti; entrambe a loro volta inserite in una famiglia completa e diversificata che comprende anche, partendo dal livello “entry”, la “Glory 500” (Manuale ed Automatica, 1.500 cc. alimentata a Benzina ed anche GPL; tre allestimenti 5 posti per prezzi che vanno da 17.988,00 a 21.588,00 Euro); “Glory 580” (Automatica, Allestimento “Intelligent”; benzina e GPL 1.500 cc., versione 7 posti da 26.988,00 Euro. Prezzi IVA inclusa ad esclusione di IPT e messa su strada).

Dopo la “580” ovviamente troviamo la “Glory 600” e dopo di questa si posiziona un interessantissimo e suadente “Coupè SUV” denominato “F5 – IX5” (a sua volta proposto in allestimento a Cambio Automatico con un 1.500 alimentato a benzina e/o GPL da 29.988,00 Euro).

Per arrivare “infine” alla PHEV E5 a sua volta protagonista con la “Glory 600” dei Test Drive.

Gli Organizzatori hanno dunque inteso sottoporre al giudizio pratico della Stampa ospite due riferimenti Premium – tra loro complementari – di una Gamma ben articolata e completa: entrambe SUV a sette posti con – da un lato – il nuovo prodotto “E5 PHEV” Ibrido Plug-in accompagnato dall’endotermico di cilindrata ridotta ma di alta efficienza meccanica; dall’altra parte l’offerta di un prodotto più “tradizionale” sebbene molto ben dotato tecnologicamente (la “Glory 600”) in grado di accompagnare il Cliente da “endotermico puro” fornendogli l’attenzione ambientale della alimentazione a GPL ed un complesso di ricchezza e status acquistabile a cifre davvero ragionevoli.

Va sottolineato che le versioni a GPL coinvolgono – attraverso una solida partnership con DFSK – il nome prestigioso nel settore di Landi Renzo che ha predisposto Kit specifici per i modelli del Marchio; e che – attraverso una Campagna promozionale straordinaria – la Rete commerciale nazionale garantirà fino al prossimo 31 Ottobre l’iniziativa “Con o senza cambia tutto. Tranne il prezzo. L’impianto GPL Te lo regaliamo NOI su tutta la Gamma DFSK”: questo consentirà ai Clienti presso la Rete Dealer ufficiali di acquistare la Gamma “Glory500/580/600/F5” senza alcun sovrapprezzo rispetto alle corrispondenti versioni a benzina. Un bel vantaggio.

Come vedete, una filosofia ed un approccio di mercato “smart” da parte di un Marchio che, volendo fare rapido cenno alle prospettive future, vedrà anche l’arrivo nel prossimo futuro di una microvettura quadriciclo “full electric” oltre ad ovvie novità sulla Gamma esistente; 

Piccoli passi, grande Organizzazione per un obbiettivo: “Customer at first”

Spesso le novità in campo automobilistico si raccontanosolo con l’occhio rivolto alle qualità intrinseche e correlate al modello proposto alla Clientela, e questo è un aspetto certamente importante, perché la “qualità percepita” di un bene di utilizzo gravoso e continuato come l’auto è un aspetto che non può essere secondario sul mercato. 

Su questo, al riguardo, non trascuriamo di segnalare che il protocollo progettuale e di sviluppo di DFSK per i suoi modelli comprende anche gli accorgimenti più avanzati in termini di sicurezza attiva e passiva, come d’obbligo per un mercato esigente e maturo.

Tuttavia ci ha anche piacevolmente colpito, in Conferenza di presentazione, lo spazio di spiegazione ad analisi delle risorse e della attenzione dedicata agli aspetti del Post vendita, del Customer Care e del Service Management: una Rete capillare di circa 100 Punti Vendita e Service ed una prospettiva di crescita importante alla ricerca della migliore “Customer Care”; in questo senso ricordiamo anche i cinque anni (o 100.000 Km) di Garanzia gestiti dal Marchio per tutto l’arco di vigenza della stessa, segno di fiducia del Costruttore sui propri prodotti; e l’attenzione data al Servizio al Cliente.

Abbiamo apprezzato la ottima programmazione strategica e logistica che in tema di Distribuzione e reperibilità Ricambi verrà garantita dalla sinergia tra DFSK e SIRMEC Srl (già a sua volta Placca Logistica Distrigò Stellantis e dunque ottimamente organizzata per far fronte alle esigenze ordinarie e straordinarie della fase di Autoriparazione) e che le risorse umane delle Autofficine autorizzate ed affiliate a DSFK sonopuntualmente e doverosamente formate dai Tutor di CETOC (altra Struttura professionale in Partnership con il Brand auto): vale la pena ricordare, in tal senso, quanto la recente disavventura di “DR” (Marchio fortemente concorrente di DSFK) con AGCOM – anche a seguito di esposti dei Clienti ed inchieste sul servizio Post vendita – abbia riportato un notevole focus di attenzione su questo aspetto del servizio al Cliente.

Ne abbiamo parlato, settimane fa, proprio noi di “Autoprove” in modo completo…

“Glory 600” : la tuttofare “Intelligent” per famiglie, Professionisti e Flotte 

Come anticipato prima, la Gamma scalare DFSK che “parte” da Glory 500 vede a seguire la “580” ed infine la “600”. In questo ultimo caso parliamo di un SUV davvero “Big Size”, lungo 4,72 mt., largo 1,87 ed altoquasi 1,80 mt. 

Dal nostro punto di vista, in versione Bifuel può essere una risposta pratica e solida alle esigenze di Comunità, Ditte ed Operatori con esigenze di carico ma anche di famiglie che desiderano spazio a go-gò. 

Particolarmente interessante per un pubblico Partita Iva destinato ad usi “massivi” è la prospettiva di ottenere, nel breve, l’omologazione come Autocarro 5 posti grazie ancora al supporto di CETOC, Partner davvero importante e prezioso per la corretta presenza sul mercato italiano: una offerta “Business” ulteriore in un mercato dove si registra una corsa al rialzo dei prezzi di offerta, mentre l’operatore Partita Iva sempre più fa i conti – davvero – per risparmiare il più possibile. Sotto questo aspetto, aggiungiamo, la facilità di carico e l’accessibilità in altezza del piano portabagagli sono “plus” pratici da non sottovalutare. Ovviamente non mancano in dotazione su questo SUV “classico” i principali sistemi di assistenza alla guida ed i supporti di connettività avanzata.

All’impatto di prima seduta al posto di guida l’impressione di dominio visivo della strada è notevole, e a differenza di altre concorrenti la plancia seppur imponente non oppone una barriera virtuale rispetto al focus ottico anteriore e laterale anche di sicurezza: l’effetto, unito alla buona ergonomia dei comandi e della strumentazione di bordo, è quello di un ottimo e riposante controllo della strada, favorito anteriormente dalla perfetta percezione di ingombri ed estremità del corpo vettura. Anche lateralmente si apprezza – caso raro – l’assenza di quella “barriera visiva” data dalla linea di cintura alta che nasconde all’occhio del guidatore le auto e gli ostacoli a filo fiancata destra.

Curiosità, la scritta “Fengon” che campeggia al centro del volante ergonomico e che rivela la sigla con cui è denominato il modello – riteniamo – su altri mercati.

Nel Test conoscitivo la DFSK Glory 600 fa centro “quasi” in pieno dal lato dinamico: la prova su strada mostra una grande Ammiraglia sicura, sincera nelle reazioni e sicuramente grintosa dai regimi medio alti, grazie al 1500 cc. Turbocompresso da 185 Cv (anche se il motore ci è sembrato un poco “vuoto” ripartendo dai bassi regimi e nello spunto da fermo); la fruibilità ed il piacere di guida derivano anche da una vetratura ottima e luminosa, da una assenza di vibrazioni e rumorosità “molesta” ed anche da un assetto che per la mole e l’altezza pone la “Glory” su un voto decisamente più alto di alcune concorrenti dirette ed indirette; percepibile una forte e sensibile morbidezza di assetto e sospensioni, da capire se sia stata una scelta tecnica dell’Organizzazione durante il Test drive o se sia una caratteristica endemica dell’auto: perché nel secondo caso a fronte di una polivalenza della “Glory” su ogni tipo di terreno è da ipotizzare un certo suggestivo “dondolio” nei curvoni autostradali oltre ad un possibile dislivello orizzontale in pieno carico sul posteriore. 

Data la vocazione della “Glory” allo spazio di persone, merci e bagagli, sarebbe interessante approfondire la nostra curiosità.

Dal lato estetico ci è sembrata lodevole la ricerca del particolare visuale rivolto dalla calandra anteriore molto ricercata, dagli inserti in colore rosso vivo, dai bei cerchi ed in generale da una cura di assemblaggio e verniciatura da sottolineare: per questo “Glory 600” appare elegante ma non pacchiana, emozionale ma non esagerata.

Si sottovaluta un po’ troppo, a volte, quanto abbia ancora valore l’esperienza sensoriale tattile ed ergonomica: ma non è questo il caso della “Glory 600”, perchè sfiorare o toccare le superfici interne ed esterne del prodotto DFSK apprezzando la cura delle finiture, degli accoppiamenti, della scelta dei materiali è un elemento che per noi di “Autoprove” vale come per ogni altro modello e marchio, e per le due novità di “DFSK” dobbiamo ammettere una notevole cura costruttiva e dei particolari.

Aggiungiamo infine, su strada, una assenza di scricchiolii, sottofondi e vibrazioni eccessive persino in un tratto programmato di ruvido sterrato, il che rende la “600” ideale anche per l’utente rurale e sub-urbano.

Senza tuttavia tradire una forte affinità stradale e con velocità di crociera sostenute: il percorso svolto in questo senso su asfalto ancora bagnato da una pioggia importante fino a poco prima ci ha svelato un’auto sicura e decisamente ben piazzata a terra.

Gli interni sono decisamente di livello, se possiamo dire, anche superiore a quel che il prezzo finale lascerebbe presagire: regolabili mediante servocomandi e scorrevoli anche posteriormente i sedili (con la fila ultima dei due abbattibili per garantire massimo volume di carico), portellone elettrico e- nell’auto in prova a noi – tetto in cristallo panoramico e tanti piccoli vani di cortesia a scomparsa; unico piccolo appunto, l’assenza presso il tunnel centrale di una porzione di superficie gommata o di attrito che impedisca ad un cellulare di “volare” in tutte le direzioni sui piani lucidi, bellissimi ma tremendamente scivolosi per corpi poggiati sopra. 

Layout di cruscotto e di pannello display centrale ottimi, comandi e pulsantiere istintivi per qualunque neofita e posizione di guida da “re della strada” chiudono un ottimo quadro di questa “Glory 600”.

Come detto, tutto questo ottimo articolato di tecnica, accessori, dotazioni e qualità è decisamente accessibile per diverse tasche: con 29.588,00 Euro (IVA inclusa, Impianto GPL montato incluso fino al 31/10/2024: escluse IPT e Messa su Strada) ci si assicura un mezzo accattivante, rappresentativo di un certo Status, comodo, sicuro ed ottimamente gestibile anche nei costi di esercizio.

PHEV E5: il lusso si fa rispettoso ed intelligente per tutti

Se la “Glory 600” ci aveva lasciato impressioni decisamente favorevoli accompagnandoci lungo il Test Drive con una personalità allo stesso tempo operaia ma di gran classe, le sensazioni e le impressioni che derivano dalla prova della “E5” PHEV sono in parte replica del giudizio positivo della “600” ma al di là di questo l’Ibrida Plug-in Premium di DFSK stimola ulteriori buone considerazioni tipiche di una Segmento “D” al quale la Ibrida di DFKS appartiene senza alcuna soggezione.

Stilisticamente non vogliamo influenzare con il nostro giudizio: la “E5” appare molto meno “travagliata” e nervosa – quanto a linee e gioco di superfici – rispetto alla “Glory 600”, pur avendo medesime misure di ingombro Lunghezza per Larghezza; è tuttavia più bassae questo fa risaltare il volume imponente del vano motore, massiccio ma ben lavorato ed armonizzato con il resto dell’auto. 

Le “leggi quadro” di E5 PHEV sulla “E Life” (Electric, Economic, Environmental) sono ben rappresentate dalla architettura Ibrida Plug-in – motore elettrico più il 1.500 cc endotermico – che fornisce in combinato ben 180 Cv: più che sufficienti a renderla agile ed allo stesso tempo riposante e sempre disponibile al tiro dell’acceleratore ed in città.

La calandra, elemento distintivo e personalizzato della vettura, risulta allo stesso tempo “canonica” ma accattivante: a noi è piaciuta, come ovviamente sono piaciuti il grande tettuccio elettrico panoramico in cristallo, i bellissimi cerchi, gli inserti e gli accessori di carrozzeria; il cruscotto e gli interni invece non riteniamo di giudicarli, l’apprezzamento su un’aria “vintage” che ci ricorda (negli accostamenti di colori e tra la pelle ed il finto legno degli inserti) un poco la “Wagoneer Cherokee” di Jeep anni Settanta non dobbiamo darlo noi ma il pubblico che vorrà gradire questo stile.

Lo spazio interno, o per meglio dire l’opulenza e la sensazione di luminosità e spazio comodissimo si lega ai sette posti di configurazione, ai sedili in pelle ampi e soffici, ad una corona del volante multifunzione dietro cui si rivelano anche in bellezza e cura architettonica sia il cruscotto che il Display. Nel colore chiaro degli interni il tunnel centrale appare ancora più esteso e voluminoso che nella “Glory” offrendo al guidatore un inserto con tasti multifunzione, tra i quali quello della selezione del supporto di guida: si può selezionare solo l’elettrico con cui andare fino alla velocità massima della “E5” oppure in Ibrido combinato. Di certo per chi apprezza o ricerca l’appeal americaneggiante l’abitacolo spazioso ed opulento di “E5” non può che essere un vero e proprio simbolo iconico: in ogni caso nulla di quello che equipaggia la “E5” si può definire eccessivo o pacchiano, ed il concept stilistico interno ed esterno non cede il fianco ad eccessi barocchi od inutili.

Le autonomie: 80 Km. in elettrico ed oltre 1000 Km. in combinato, davvero percorrenze notevoli soprattutto per l’uso professionale, ad evitare l’ansia da ricarica e rifornimento.

Il Cambio automatico è ottimo, progressivo e spaziato, e la trasmissione fa percepire una grande motricità della “E5” in ogni condizione. Ed anche in questo caso le doti del PowerTrain sono ideali per i tratti autostradali e cittadini. In ogni caso, testando tutte e due le auto del nostro report, abbiamo percepito essere l’una complementare all’altra e dunque perfette in unassortimento di Gamma per privati ma anche Fleet e Partita Iva.

Il prezzo di DSFK E5? Iva inclusa, IPT e messa in strada escluse questa PHEV costa di base 36.888,00 Euro. Una cifra importante, certo. Ma i livelli di mercato la mettono in ottima condizione di concorrenza con modelli alternativi decisamente meno lussuosi a parità di costo, oppure molto più costosi a parità di accessori e funzionalità. 

Questo non significa che DFSK abbia abbracciato la filosofia del “Low Cost…..a tutti i costi” seppure a discapito di qualità, tecnologia e sicurezza: diciamo che, invece, questo Brand si è voluto orientare sulla proposta di un prodotto dove prezzo, qualità e livello del servizio offerto raggiungono un punto di intersezione verso la soglia medio alta del mercato, con modelli che offriranno livelli qualitativi e di prestigio a prezzi interessantissimi. E dove il servizio e la Customer Care non dovranno essere solo uno slogan.

Due proposte, dunque (la “Glory 600” e la “E5 PHEV”) che sapranno incontrare favore e simpatia del pubblico italiano così come il resto di Gamma DFSK. 

Drive, Future, Safety, Knowlwdge. E Customer at first. Appunto.

Nuova Mercedes-AMG GT 63 Pro 4Matic+: Anteprima

La Mercedes-AMG GT ha sostituito la SLS AMG coupé nel 2014. La divisione sportiva della casa tedesca ha cessato la produzione della “prima” GT alla fine del 2021. La seconda generazione di auto sportive ha debuttato alla fine dell’estate del 2023, il costruttore dell’auto entry-level GT 43 Coupé è stato dichiarato a marzo di quest’anno, e la variante top GT 63 S E Performance – ad aprile. A luglio, la famiglia si è arricchita di una versione da pista del modello, la GT 63 Pro 4Matic+. Ora Mercedes-AMG presenta una versione da collezione di questa modifica.
X La tiratura della Motorsport Collectors Edition è ridotta: l’azienda ha dichiarato che sarà di soli 200 esemplari. È noto che gli sviluppatori della versione speciale si sono ispirati alla Formula 1, quindi questa versione della Mercedes-AMG GT 63 Pro 4Matic+ ha un arredamento appropriato. La carrozzeria è verniciata in colore nero ossidiana metallizzato, è stato aggiunto un motivo dipinto a mano di molte stelle a tre raggi, nonché accenti luminosi a contrasto nel colore aziendale del title sponsor Petronas.

Le vetture in edizione limitata hanno ricevuto cerchi forgiati da 21 pollici. Sono equipaggiate con pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2R Cup, e dietro di loro ci sono freni carboceramici con pinze fisse a sei pistoncini all’anteriore e pinze “flottanti” a singolo pistoncino al posteriore (per inciso, sono anche color onda marina, così come il decoro della carrozzeria). La versione più da collezione della Mercedes-AMG GT 63 Pro 4Matic+ è dotata di dodger aerodinamico, creato in fibra di carbonio, parafango fisso e anche del pacchetto AMG Night, che implica la sostituzione degli elementi cromati con quelli neri.

L’edizione limitata presenta ancora le “caratteristiche” della consueta coupé da pista: si tratta di un paraurti anteriore più aggressivo con prese d’aria allargate, deflettori d’aria aggiuntivi nella parte inferiore della carrozzeria e sistema di controllo del flusso d’aria AirPanel (che consente di ridurre il carico aerodinamico sull’asse anteriore di 30 kg).

GLI INTERNI

Gli interni della GT 63 Pro 4Matic+ Motorsport Collectors Edition sono caratterizzati da sedili sportivi AMG Performance rivestiti in pelle e microfibra. L’auto sportiva è dotata di sistema di infotainment MBUX, audio surround 3D Burmester High-End con 15 altoparlanti e sistema antifurto Guard 360°, che monitora l’abitacolo e l’ambiente circostante con l’aiuto di telecamere e vari sensori.

“L’equipaggiamento” della versione speciale limitata è lo stesso della normale due porte da pista. Sotto il cofano della Mercedes-AMG GT 63 Pro 4Matic+ c’è un motore V8 biturbo da 4,0 litri con 612 CV e una coppia massima di 850 Nm. Questa vettura sportiva accelera da un posto a cento in 3,2 secondi e da 0 a 200 km/h in 10,9 secondi. La velocità massima è pari a 317 km/h.

Ricordiamo che ora la casa tedesca è impegnata nello sviluppo della Mercedes-AMG GT di nuova generazione: i prototipi della futura novità sono già finiti negli obiettivi dei fotografi.

Nuovo Iveco eMoovy 2025: Hyundai Staria sei tu?

Iveco eMoovy reinventa la Hyundai Staria.

Un’altra interessante anteprima alla fiera dei trasporti IAA in corso ad Hannover, in Germania, è il camion elettrico Iveco eMoovy, che è un clone del sudcoreano Hyundai ST1. L’operazione di badge-engineering è stata realizzata nell’ambito della partnership tra Hyundai e Iveco, iniziata nel 2022.

La partnership tra Hyundai e Iveco è stata concepita per sviluppare e produrre congiuntamente veicoli commerciali ecologici, i cui frutti includono già l’Iveco eDaily e l’autobus a idrogeno Iveco E-Way, e questa settimana ha visto l’introduzione dell’Iveco eMoovy elettrico.

L’originale Hyundai ST1 è arrivato sul mercato la scorsa estate: non è un derivato del minivan Hyundai Staria, la piattaforma e l’equipaggiamento tecnico del camion sono propri, ma la carrozzeria anteriore, gli interni e molti componenti elettronici sono presi in prestito dal minivan. Hyundai ST1 è stato sviluppato come un telaio con cabina, su cui sono installate le sovrastrutture necessarie; in fabbrica è un furgone, un furgone refrigerato e un pianale, mentre Iveco ha le proprie sovrastrutture.

DATI TECNICI E MOTORI

La lunghezza complessiva dell’Iveco eDaily è di 5320 o 5800 mm a seconda delle modifiche, la larghezza di 1995 o 2015 mm, l’altezza di 2005 o 2600 mm. La capacità massima del furgone è di 10 metri cubi, il carico utile massimo di 1530 kg, il peso lordo massimo consentito di 3,5 tonnellate.
L’Iveco eMoovy, come l’originale Hyundai ST1, ha un’architettura elettrica a 800 volt, che gli conferisce una capacità massima di carica della batteria di 350 kW. La capacità della batteria è di 63 o 76,1 kWh e l’autonomia massima con una singola carica è rispettivamente di 265 e 320 chilometri nel ciclo WLTP. L’unico motore elettrico del camion è installato nella parte anteriore e fa ruotare le ruote anteriori; la sua potenza massima è di 160 kW (217,5 CV) e 350 Nm.

Gli interni, dell’Iveco eMoovy con sedili in pelle all’autocarro commerciale, sono lussuosi e conservano lo schermo intelligente della strumentazione da 12,3 pollici e lo schermo multimediale da 10,25 pollici sulla console centrale. Tra i sedili del conducente e del passeggero è presente una presa di corrente completa da 230 volt con una potenza di 3,5 kW. La dotazione di serie comprende numerosi sistemi elettronici di assistenza alla guida, tra cui il pilota automatico in caso di ingorgo.

Nuovo Ford Ranger PHEV: ibrido ricaricabile

Il Ford Ranger si arricchisce di una variante elettrificata con il Ranger PHEV, che ha fatto il suo debutto mondiale in Germania.

La variante PHEV del Ford Ranger abbina un motore a benzina EcoBoost turbo a quattro cilindri da 2,3 litri con un motore elettrico da 75 kW (102 PS) situato tra il motore a combustione e il cambio automatico a 10 rapporti.

La trazione elettrica è alimentata da un pacco batterie da 11,8 kWh posizionato tra i longheroni del telaio, che offre un’autonomia EV fino a 45 km secondo lo standard di prova WLTP. La porta di ricarica si trova davanti allo sportello di rifornimento del carburante sul lato sinistro del pianale di carico e la porta di tipo 2 indica la possibilità di ricarica in corrente alternata.

DATI TECNICI E MOTORE

I dati relativi alla potenza e alla coppia di questo propulsore a benzina elettrificato saranno resi disponibili prima del lancio sul mercato nel 2025, afferma Ford, anche se in precedenza il produttore aveva dichiarato che il Ranger PHEV erogherà una coppia superiore a quella di qualsiasi altro Ranger; prendendo come riferimento il Ranger Raptor che si trova in cima alla gamma in Malesia, questa dovrebbe essere superiore ai 583 Nm del modello V6.

In altre applicazioni, l’unità di combustione EcoBoost turbo benzina da 2,3 litri dell’Everest commercializzato in Cina eroga 275 CV a 5.500 giri/min e 455 Nm di coppia a 2.500 giri/min, mentre la Mustang di settima generazione raggiunge 315 CV e 475 Nm.
Ford sostiene che il Ranger PHEV offrirà le stesse prestazioni di carico delle altre varianti di Ranger a benzina e diesel, con una capacità di traino dichiarata di 3.500 kg, mentre la capacità off-road è rafforzata dal sistema Advanced 4WD del modello con un transfer case a doppia gamma e un differenziale posteriore bloccabile. Secondo Ford, la profondità dell’acqua per il Ranger PHEV è di 800 mm.

Il conducente ha a disposizione quattro modalità per scegliere come conservare o utilizzare l’elettricità nel Ranger PHEV. Auto PHEV offre un equilibrio ottimale tra prestazioni ed efficienza, EV Now offre una propulsione completamente elettrica, EV Later conserva una parte della carica della batteria per un uso successivo, mentre EV Charge dà priorità alla ricarica della batteria di propulsione durante la guida.

L’elettricità può essere erogata dal Ranger PHEV per l’alimentazione di dispositivi esterni, con il sistema Pro Power Onboard che fornisce fino a 6,9 kW in totale da una presa di corrente in cabina da 2,3 kW e due prese nel pianale di carico che forniscono fino a 3,45 kW ciascuna.

Il sito web di Ford per il mercato australiano indica che il Ranger PHEV sarà offerto in quattro varianti di allestimento: PHEV XLT, PHEV Sport, PHEV Wildtrak e la variante top PHEV Stormtrak.

La variante Stormtrak del Ford Ranger PHEV è dotata di cerchi in lega da 18 pollici, griglia a nido d’ape, prese d’aria sui parafanghi e un set di decalcomanie esterne, mentre l’equipaggiamento comprende i fari a LED a matrice, il sistema Flexible Rack, il Pro Trailer Backup Assist e la telecamera a 360 gradi di serie. Lo Stormtrak riceve anche un’esclusiva variante di colore esterno Chill Grey, oltre all’Agate Black.

Il Ford Ranger PHEV viene prodotto a Silverton, in Sudafrica, e le consegne ai clienti del pick-up elettrificato dovrebbero iniziare il prossimo anno.

Mercedes dice addio a BYD: stop accordo

I tempi stanno cambiando e stanno cambiando più velocemente di quanto alcuni vorrebbero. All’inizio degli anni 2010, la Cina ha iniziato a diventare il grande centro di produzione che è oggi. Molti marchi europei videro il potenziale per ridurre i costi e avvicinarsi a un mercato di miliardi di potenziali clienti. A tal fine, nel 2011, Mercedes ha firmato un accordo di partnership con un’azienda cinese allora sconosciuta, BYD. Quell’accordo è stato ora interrotto.

Denza è stato il marchio nato da questa joint venture tedesco-cinese. L’idea originale era quella di produrre auto economiche per il mercato cinese. Va ricordato che il governo cinese richiedeva che ogni produttore straniero firmasse una partnership con un’azienda locale per poter operare nel Paese. Di conseguenza, all’inizio del secolo, e ancor più negli anni 2010, sono nati accordi mai visti prima. Volkswagen ha fatto lo stesso con SAIC Motor e FAW, uno dei tanti costruttori controllati dal governo nel Paese.

Nel corso degli anni BYD è cresciuta da piccolo produttore a colosso globale. L’azienda di Shenzhen ha visto nell’auto elettrica il cavallo di Troia ideale per raggiungere nuovi mercati e orizzonti. L’Europa è stata proposta come il principale campo di battaglia. Inizialmente BYD ha puntato sulle auto elettriche, ma durante l’ultimo Salone dell’Auto di Ginevra i cinesi hanno fornito dettagli molto più concreti sulla loro strategia. Sono in arrivo modelli ibridi plug-in e nuovi marchi, tra cui Denza.
Questo non è più un marchio di veicoli a prezzi ragionevoli. BYD lo ha trasformato in uno dei suoi marchi premium, un rivale diretto della Mercedes in Cina e, d’ora in poi, in Europa. Mercedes afferma di volersi concentrare sulla propria azienda e quindi abbandona l’accordo di 13 anni fa. In realtà, negli ultimi anni, la Casa di Stoccarda aveva già ridotto la sua partecipazione nell’azienda dall’iniziale 50% al 10%. Non c’è dubbio che i tedeschi abbiano esaurito la pazienza. Tra il 2011 e il 2021, Denza ha venduto solo 23.000 auto in tutto il mondo.

ADDIO BYD

Sebbene i dati supportino la mossa, molti temono che si tratti di una decisione affrettata nel bel mezzo di un’epoca di cambiamenti. BYD è decollata e, nella sua ascesa, intende far sì che gli altri marchi sfruttino la scia. Denza è già presente in Europa con un primo modello. Si chiama Denza D9 e si propone come rivale della Mercedes Classe V e della Mercedes EQV, essendo disponibile sia in versione ibrida plug-in che 100% elettrica. Al momento non sono stati resi noti i prezzi di vendita, ma le immagini e le specifiche tecniche assicurano un alto livello di finitura e prestazioni eccellenti.

La Denza D9 è il primo tentativo dell’azienda di colonizzare l’Europa, ma non sarà l’unico. Recentemente è stato presentato il Denza Z9. Si tratta di una grande berlina, lunga 5,18 metri e con un passo di 3,12 metri, che può essere considerata una rivale della Mercedes Classe S o della Mercedes EQS. Seguendo la stessa strategia multi-energia, i cinesi la offriranno in versione PHEV o EV con un’autonomia approvata dal ciclo WLTP fino a 560 chilometri. I prezzi sono ancora sconosciuti, ma BYD è molto chiara su quale specchio guardare. Vediamo se Mercedes non si pentirà di aver abbandonato la nave troppo in fretta.

Nuova Lotus Theory 1 2025: supercar elettrica

La nuova Lotus Theory 1 apre le porte alla prima supercar elettrica del marchio.

Lotus si sta trasformando in un nuovo marchio, dotato di tecnologia all’avanguardia e in cui il veicolo elettrico è al centro della scena. Dopo Eletre ed Emeya, la Casa britannica ha ancora del lavoro da fare per portare sul mercato i successori elettrici di Emira ed Elise.

La nuova Lotus Theory 1 non è solo un’anteprima di alcune caratteristiche di queste ultime due e di altre auto sportive elettriche che il marchio potrebbe presentare nei prossimi anni.

Questo prototipo è una dimostrazione tecnologica senza precedenti, una concept car al massimo che incorpora una serie di sistemi e progressi tecnologici assolutamente sbalorditivi.
“Si tratta di un prototipo che funge da tela per i nostri programmi di ricerca e sviluppo del design e per la tecnologia e l’innovazione che stiamo esplorando per la futura implementazione in tutta la nostra gamma di prodotti, comprese le auto elettriche lifestyle e sportive”, afferma il marchio britannico.

DATI TECNICI

Iniziamo con la parte più semplice, ovvero le sue caratteristiche tecniche di base.

La Lotus Theroy 1 è una spettacolare supercar elettrica: è lunga 4,49 metri, larga 2 metri e alta appena 1,14 metri. Come una buona Lotus, si è lavorato sulla leggerezza, anche se questo prototipo dichiara di essere sotto i 1.600 kg.

La sua meccanica è composta da due motori elettrici con una potenza combinata di 1.000 CV per spingere la vettura da 0 a 100 km/h in meno di 2,5 secondi e fino a 320 km/h di velocità massima. La batteria ha una capacità di 70 kWh, sufficiente a coprire un’autonomia di 402 chilometri secondo il ciclo misto WLTP.

Questo prototipo è un esercizio di tecnologia ai massimi livelli. Lotus lo definisce un precursore dei “veicoli intelligenti ad alte prestazioni”. In sostanza, le sue tecnologie all’avanguardia sono orientate ad adattarsi alle esigenze del conducente e degli altri occupanti.
Tutto ruota attorno a quello che il marchio chiama “LOTUSWEAR”, un sistema di guida intuitivo e coinvolgente brevettato che offre un’esperienza personalizzata per ogni occupante. Il tutto in un abitacolo articolato su tre sedili: il posto di guida al centro e gli occupanti ai lati.

Questo sistema è composto da un leggero materiale tessile robotico che consente al veicolo di comunicare con gli occupanti attraverso i sedili e il volante. Ad esempio, facendo pulsare il lato sinistro del volante, il conducente viene avvisato di effettuare una svolta, grazie alla tecnologia sviluppata con la startup MotorSkins.

Le sue cinque modalità di guida le consentiranno inoltre di adattarsi meglio all’ambiente circostante, mentre le capsule gonfiabili reagiranno in tempo reale per offrire maggiore supporto al conducente.

Nei poggiatesta sono presenti elementi più interessanti, come un sistema audio binaurale, che consente di personalizzare l’esperienza sonora con suoni di velocità, sistema di cancellazione del rumore, suono surround, ecc.

LA SPORTIVA TECH

La Lotus Theory 1 è dotata di una tecnologia di guida autonoma di livello 4, alimentata da una piattaforma di elaborazione ad alte prestazioni NVIDIA DRIVE. Gli interni sono altrettanto ricchi di componenti tecnologici all’avanguardia, tra cui proiezioni, display e tattili, oltre ad altri elementi interattivi analogici.

È dotata di un sistema di illuminazione ambientale intelligente, riflessi sul parabrezza per comunicare informazioni, luci RGB che avvisano della necessità di frenare o accelerare, grafica immersiva 2D e 3D, notifiche tramite il materiale tessile gonfiabile adattivo….

Inoltre, la costruzione dell’auto utilizza un numero limitato di materiali ad alte prestazioni, leggeri e resistenti: fibra di vetro a base di cellulosa, fibra di carbonio riciclata sminuzzata, titanio, poliestere e gomma riciclata, policarbonato trasparente
All’esterno non poteva mancare l’aerodinamica attiva e passiva, con un diffusore e deflettori d’aria sul muso stesso e altri elementi di alto livello. Come i pneumatici, firmati Pirelli e ad altissime prestazioni, da 20 e 21 pollici davanti e dietro, e un impianto frenante AP Racing ad alte prestazioni.

Nuovo BYD E-Vali 2025: il furgone del Futuro

La cinese BYD ha presentato l’E-Vali, un furgone elettrico progettato specificamente per il mercato europeo, alla fiera dei veicoli commerciali IAA Transportation di Hannover, in Germania.

Il nuovo BYD E-Vali può trasportare fino a 17,9 metri cubi di carico e può percorrere fino a 250 km con una sola carica nel ciclo WLTP.

IL FURGONE DEL FUTURO

BYD si è presentata in grande stile ad Hannover, con nuovi autocarri elettrici e trattori portuali specializzati, e il pezzo forte del suo stand è stato l’inedito furgone elettrico di grandi dimensioni, l’E-Vali. Tenendo conto dell’aumento dei dazi sui veicoli elettrici di produzione cinese introdotto la scorsa estate in Europa, le prospettive del BYD E-Vali non sono molto chiare: il comunicato stampa non dice quando la novità sarà in vendita e dove sarà prodotta.

BYD ha un impianto di autobus operativo nella città ungherese di Komarom (avviato nel 2017), e nella città di Szeged (anch’essa ungherese) è attualmente in costruzione un impianto per la produzione di autovetture elettriche, quindi in linea di principio ci sono siti per la localizzazione del BYD E-Vali, ma a quanto pare non sono ancora state prese decisioni specifiche su questo modello.

Nel frattempo, BYD E-Vali sembra un prodotto abbastanza finito, ha un profilo a volume unico, un design piuttosto intricato del frontale, passaruota visivamente squadrati e porte a battente convenzionali nella parte posteriore, ma non la moda nel segmento delle tende avvolgibili per la consegna dell’ultimo miglio. La lunghezza complessiva di BYD E-Vali è di 5995 o 6995 mm, il passo di 3865 o 4550 mm, la larghezza di 2096 mm e l’altezza di 2780 mm. Il volume utile della carrozzeria della versione a passo corto è di 13,9 metri cubi, mentre quella a passo lungo è di 17,9 metri cubi. Carico utile: 700-1450 kg a seconda delle modifiche. Il peso lordo ammesso è di 3500 o 4250 kg.

Per BYD E-Vali sono stati dichiarati motori singoli (trazione posteriore) e doppi (trazione integrale), ma le loro caratteristiche non sono ancora state rese note. La velocità massima è di 90 o 120 km/h.

La capacità della batteria BYD al litio-ferro-fosfato è di 80,64 kWh, l’autonomia con una singola carica è di 220-250 km secondo il ciclo WLTP. La batteria ha una capacità di carica massima di 188 kW e può essere ricaricata dal 10% all’80% in 30 minuti.

DATI TECNICI E MOTORI

A titolo di confronto, il Renault Master elettrico di nuova generazione con batteria da 87 kWh può percorrere fino a 410 chilometri con una sola carica, mentre il Fiat Ducato e i suoi cloni con batteria da 110 kWh possono percorrere fino a 420 chilometri. Tuttavia, per i servizi di consegna urbana 220-250 chilometri al giorno sono sufficienti; il successo in questo caso è determinato dal costo del furgone stesso e dai costi di gestione.

BYD E-Vali ha una spaziosa cabina a tre posti, separata da una parete divisoria dal vano di carico. Due schermi – cruscotto e multimediale – sono avvitati al pannello frontale senza pretese con vassoi stampati nel piano superiore. Lo schermo multimediale può funzionare in modalità multitasking, sono previsti aggiornamenti software “via etere” e servizi cloud per la gestione online della flotta.

La dotazione comprende anche un tavolino pieghevole, un frigorifero, cassetti nascosti e un ripiano con ricarica wireless per smartphone. L’equipaggiamento dell’assistente elettronico del conducente sarà tra i migliori della categoria.

Non si sa ancora se il BYD E-Vali farà la sua comparsa in Cina e in altri mercati extraeuropei: molti media cinesi hanno ignorato l’anteprima dell’E-Vali.