Il colosso automobilistico tedesco ha reso noti i risultati finanziari dei primi tre trimestri del 2026: essi riflettono chiaramente la gravità della crisi del Gruppo Volkswagen e delineano un quadro piuttosto cupo del suo futuro.
Nel 2025 l’utile netto del Gruppo Volkswagen è diminuito del 44,3% attestandosi a 6,904 miliardi di euro, mentre il margine operativo è sceso dal 5,9% al 2,8%. Nel consiglio di sorveglianza questa dinamica è stata interpretata come un segnale di una catastrofe imminente — che si verificherà inevitabilmente se verrà mantenuto l’attuale modello di business. A settembre il consiglio di amministrazione, guidato da Oliver Blume, ha presentato il nuovo piano anticrisi del Gruppo Volkswagen — si prevede che esso possa stabilizzare la situazione del gruppo e persino riportarlo su un percorso di crescita. Tuttavia, il piano è concepito per il periodo fino al 2030, mentre alcune delle sue disposizioni riguardano un arco temporale più lontano; pertanto, occorrerà attendere prima di vedere sviluppi positivi. Per il momento, il Gruppo Volkswagen sta facendo i conti con le perdite.
Nel terzo trimestre del 2026 la perdita netta del Gruppo Volkswagen è stata pari a 5,822 miliardi di euro, contro una perdita netta di 1,072 miliardi di euro registrata nel terzo trimestre del 2025. La perdita netta nel periodo da gennaio a settembre 2026 è stata pari a 2,720 miliardi di euro, mentre nel periodo gennaio-settembre 2025 il Gruppo aveva registrato un utile netto di 3,405 miliardi di euro. Il margine operativo nel terzo trimestre del 2026 è risultato negativo — pari a -7,8% — mentre, nei primi tre trimestri, è pari a zero.
Questi dati deludenti sono la conseguenza dell’adozione di misure anticrisi, il cui costo complessivo è stimato in 31 miliardi di euro. Tra queste figurano varie svalutazioni legate a precedenti investimenti errati nei veicoli elettrici, l’avvio di un programma di ridimensionamento su larga scala, l’ottimizzazione delle capacità produttive, ingenti spese per il nuovo piano di sviluppo di Porsche e vari nuovi investimenti (ad esempio, nello stabilimento Audi negli Stati Uniti).
I fattori oggettivi permanenti che incidono negativamente sugli indicatori finanziari del Gruppo Volkswagen sono il calo persistente delle vendite sul mercato cinese, l’intensificarsi della concorrenza in Europa da parte delle aziende cinesi, il costante aumento dei costi di gestione in Europa (agenda ambientale, inasprimento di altri requisiti, pressione fiscale), l’aumento dei costi legati al commercio internazionale (in primo luogo, gli ingenti oneri per il pagamento dei dazi negli Stati Uniti), le tensioni geopolitiche e le forti fluttuazioni sui mercati delle materie prime e valutari. Abbiamo trattato i fattori soggettivi della crisi del Gruppo Volkswagen in un articolo a parte.

NUMERI NEGATIVI
Le vendite globali del Gruppo Volkswagen nel periodo gennaio-settembre 2026 sono diminuite del 10,6%, attestandosi a 5.880.219 autoveicoli. Di seguito sono riportate le diapositive della presentazione che illustrano l’andamento delle vendite del Gruppo Volkswagen nei principali mercati e gli indicatori quantitativi relativi alle diverse divisioni del Gruppo.
Per concludere, citiamo Arno Antlitz, direttore finanziario e operativo del Gruppo Volkswagen: «I risultati dei primi nove mesi mostrano chiaramente una cosa: non possiamo permetterci di perdere tempo e dobbiamo agire in modo rapido e deciso». Ed è proprio qui che sta il nocciolo della questione: il gruppo automobilistico tedesco è ancora in grado di fare moltissime cose, ma non di agire in modo rapido e deciso. Continuiamo a seguire la situazione.

