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Amazon spia i dipendenti, proteste negli Usa

Un certo numero di driver Amazon ha espresso preoccupazioni per le telecamere installate nei loro furgoni di consegna.

La Thomson Reuters Foundation segue la storia di un autista di Amazon di nome Vic che ha lavorato per il gigante della vendita al dettaglio a Denver, Colorado. Usava l’applicazione Amazon ‘Mentor’ durante la guida, che monitorava la sua guida, l’uso del telefono e la posizione. Amazon ha poi iniziato a far pubblicare ai suoi autisti dei selfie prima di ogni turno sull’app ‘Flex’. Vic ha deciso che era abbastanza quando le sono addirittura arrivata delle telecamere AI a bordo dei furgoni.

LE TELECAMERE SUL LAVORO

Amazon ha collaborato con Netradyne per lanciare telecamere avanzate a quattro lenti che registrano e analizzano il volto e il corpo degli autisti durante tutto il loro turno. Secondo Vic, “era sia una violazione della privacy, che una violazione della fiducia, e non avevo intenzione di sopportarlo”.

Vic ha deciso di andarsene prima della scadenza del 23 marzo concessa ai lavoratori della sua sede di Denver per firmare le liberatorie che concedono ad Amazon il permesso di filmarli e di raccogliere e conservare i loro dati biometrici.

Le telecamere sono così avanzate che possono dire se un conducente sbadiglia, non indossa la cintura di sicurezza o sembra essere distratto. Se questi comportamenti vengono rilevati, la telecamera invia il filmato all’appaltatore di Amazon che gestisce l’hub di consegna di Denver.

“Siamo tutti là fuori per fare un lavoro. E se non si fidano di noi per fare il lavoro, se pensano di doverci controllare 24 ore su 24, perché ci hanno assunto? Perché siamo sul libro paga?”.

Il 3 marzo, cinque senatori democratici hanno sollevato domande sulle implicazioni della privacy delle telecamere in una lettera ad Amazon.

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