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Mercato Auto in crisi concessionarie e fabbriche ferme

I Governi di tutto il mondo si stanno muovendo verso la chiusura delle attività non essenziali e la limitazione dei movimenti dei cittadini. La pandemia di coronavirus ferma anche i concessionari di auto in Europa che hanno iniziato a chiudere i loro showroom al pubblico.

Secondo Autonews Europe, nella maggior parte dei casi, le operazioni di manutenzione e riparazione, nonché le vendite di parti saranno autorizzate a continuare, poiché questi servizi sono considerati essenziali per la sicurezza pubblica.

“Le chiusure avrebbero un grande impatto sulla redditività dei nostri membri, ma prima devono rispettare le azioni e le misure igieniche dei loro governi. È una grande sfida per noi, perché rappresentiamo piccole aziende indipendenti.”, ha affermato Bernard Lycke, direttore dell’associazione europea dei rivenditori (CECRA).

Insomma l’automotive è pesantemente colpito dalla crisi sanitaria del Covid-19 e potrebbe pagare il prezzo più alto.

IL MERCATO AUTO IN ITALIA

La domanda di nuove auto ha già iniziato a precipitare in Italia. Nelle prime due settimane di questo mese, le immatricolazioni sono diminuite di un terzo. Parliamo di 27.000 unità in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Inoltre, la seconda settimana di marzo ha registrato un calo vicino al 50%. Venerdì 13 marzo sono state immatricolate meno di 500 nuove autovetture, con un forte calo del 90% rispetto a venerdì 14 febbraio.

Se le normali attività delle concessionarie non riprenderanno, le immatricolazioni complessive in Italia per il mese di marzo potrebbero diminuire dell’85%. Un crollo che sarebbe anche superiore al -80% registrato in Cina lo scorso febbraio.

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