L’Italia è tra i Paesi al centro delle cronache e dell’emergenza COVID-19. Ma non può pemettersi di trascurare le azioni da porre in essere per uscire dalla crisi e dare un nuovo impulso al comparto Automotive, puntando sulle proprie eccellenze.

Allerta CoronaVirus, l’Italia ed il mondo si fermano. La Cina rimane tuttora, anche se progressivamente si delinea un percorso di virtuale riduzione dell’allarme, una Nazione isolata almeno commercialmente da un resto del Mondo che comincia – Paese per Paese – a registrare una certa espansione dei contagi.

Di cose sicure ce ne sono solo quattro, in questa tragica situazione :

-Che nessuno sa definire con buona probabilità quando e come ci potremo tutti dichiarare fuori dall’emergenza;

– Che questa emergenza sanitaria colpisce certamente l’economia mondiale ma, picchiando duro soprattutto su mobilità, condivisione, approvvigionamenti e programmazione degli investimenti futuri, impatta in modo drammatico sull’universo dell’Automotive;

– Che da questa emergenza ne usciremo, comunque, un po’ tutti cambiati ed un po’ più poveri;

– Che, infine, il Coronavirus colpisce il settore Automotive dopo che – a sua volta – lo stesso settore ha vissuto e vive diverse ulteriori criticità: dagli strascichi finanziari del “Crack Lehman” alla grave immagine legata al “DieselGate”; dai rischi legati alla globalizzazione del mercato (con appunto l’attenzione allo sviluppo in Cina) alle incognite ed ai gravi rischi legati all’evoluzione autodeterminata dai Costruttori da almeno un decennio : dalla Guida Autonoma (minata dal rischio Cybersecurity), alla connettività totale (accompagnata a sua volta dal rischio di violazione della Privacy), per finire con la mobilità elettrica e condivisa.

Un mare di “Automotive Start Up” Made in Italy

Mentre continua a piangere dei sui atavici mali e della perdita di centralità nel mondo, l’Automotive italiano “sotto pelle” continua a coltivare eccellenze e storie di Imprese ad altissimo valore aggiunto.

In un comparto industriale dove la manifattura meccanica e la fase industriale “pesante” si è vista superare in quantità e valore dalla infrastruttura elettronica e telematica di supporto, non dimentichiamoci – come al solito – di tante Software House, PMI e Start Up dedicate allo sviluppo e distribuzione di soluzioni ICT, Apps ed apparecchiature Hardware in grado di assistere Flotte ed Automobilisti nella gestione ed ottimizzazione dell’uso dei mezzi, della logistica di magazzino Ricambi e della fase di Autoriparazione.

Io stesso, e lo dico con orgoglio, alcuni anni fa ho conosciuto ed affiancato una giovane Start Up torinese, Veicoli Srl, oggi divenuta una validissima Player del mercato ICT.

Compito di Costruttori, Distributori, Dealers e Rete del Service Management – anche nel breve periodo – dovrebbe essere quello di interagire con più apertura ed impegno con le Imprese piccole e grandi dedicate a questo settore, e sostenerne la ricerca.

Usato : il tesoro che c’è ma non si vede

Usato : per i Governanti è un peccato originale, per i Costruttori è un ostacolo alle vendite del nuovo, per i Dealers nuovamente in crisi è invece una emergenza di giacenze da vendere sui piazzali delle Concessionarie. Allo stesso modo fa parte del patrimonio dell’Usato anche una buona fetta di modelli del passato dall’innegabile fascino e prestigio e che, per effetto dell’incertezza contingente, assumono anche un discreto valore commerciale.

Ma nello stesso tempo appartengono all’usato anche delle attività di valore che ancora troviamo nella catena dei servizi dedicati al comparto Auto: il restauro, la filiera dell’Impiantistica e della “retrofittazione” elettrica, nonchè della produzione di componenti rigenerati, rettifiche e le elaborazioni speciali.

Impegno del Governo, di concerto con le istituzioni ed associazioni del settore Auto e trasporti, dovrebbe essere finalmente l’estensione di incentivi e sgravi anche per il ciclo di sostituzione Usato “vecchio” contro Usato “recente” e per il montaggio in assistenza di ricambi rigenerati. Allo stesso modo, con piani di contributi per la formazione e con politiche di sostegno, si dovrebbe stimolare l’imprenditorialità nel settore delle rettifiche e della rigenerazione ricambi.

Senza dimenticarsi della possibilità di includere in un eventuale nuovo “Iperammortamento” anche le Società del tipo “Second Life Rent”, cioè quelle che propongono il Noleggio di autovetture e mezzi Usati.

Tuning, Conversione a Gas ed elettrica dell’Usato: dove l’Italia è Leader

Con un Decreto Ministeriale del 2015 si è promossa anche in Italia la conversione elettrica delle auto usate attraverso il “Kit Retrofit”. Questa innovazione si è aggiunta alla classica attività, dove già l’Italia enumera Imprese di valore internazionale, di conversione a Gas (metano e GPL) attraverso impianti di prima fornitura e di Post vendita. La “svolta elettrica” che ha infervorato Costruttori e Governanti negli ultimi anni ha in parte oscurato la qualità ed il Know How dell’industria della conversione che tuttavia, anche nei periodi di flessione, non ha smesso di offrire servizio di livello e un programma di R&D mai interrotto sinora.

Allo stesso modo, mettendo insieme Design, industria ed artigianato, ha ripreso forza il settore delle elaborazioni, del Tuning e degli allestimenti speciali, un settore dove si confrontano firme di prestigio dello Stile, strutture industriali di livello, ed una artigianalità che si credeva scomparsa.

Sarebbe il caso che le Istituzioni locali ed il Governo ripristinassero anche un piano di contributi per la trasformazione ecologica “low Cost” delle auto usate, dato che dall’uscita di questa emergenza sanitaria gli automobilisti perverranno con le tasche ancora più vuote……