La nuova Lamborghini Fenomeno Roadster è semplicemente unica.
Sant’Agata Bolognese vanta una tradizione particolare per quanto riguarda i suoi modelli «Few-Off». Ogni pochi anni, Lamborghini lancia una serie limitata che funge da vetrina per la tecnologia e il design. È così che sono nati la Reventón nel 2007, la Veneno nel 2013, la Centenario nel 2016 e la Sián nel 2019. L’ultima arrivata è la Fenomeno Roadster, presentata ufficialmente il 9 maggio 2026 durante la seconda edizione della Lamborghini Arena, all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola.
La Fenomeno Roadster è la versione cabriolet della Fenomeno Coupé svelata nel 2025 e sarà prodotta in una serie limitata di 15 esemplari, tutti già destinati a una selezione di clienti abituali del programma Few-Off. Ogni esemplare è dotato di un sistema ibrido plug-in che combina un V12 aspirato da 6,5 litri con tre motori elettrici per raggiungere una potenza combinata di 1.080 CV, rendendola la cabriolet più potente mai prodotta da Lamborghini.
La Fenomeno Roadster continua una tradizione che il marchio stesso ha inaugurato con la Reventón Roadster nel 2009 e che si è evoluta con ogni generazione. Rispetto ai suoi predecessori, tuttavia, questo nuovo modello segna un cambiamento sostanziale: è la prima cabriolet Few-Off con sistema ibrido plug-in nella storia di Lamborghini.
Dal 2023 il marchio italiano utilizza l’acronimo HPEV (High Performance Electrified Vehicle) per denominare questo tipo di tecnologia, che ha debuttato con la Revuelto e che ora equipaggia anche la Fenomeno Roadster. Finora, le V12 Few-Off Roadster erano esclusivamente termiche. Con la Fenomeno si conferma che l’architettura a dodici cilindri ha un futuro nel marchio italiano, ma in versione ibrida.
L’approccio estetico segue le chiavi identificative del Centro Stile Lamborghini, diretto da Mitja Borkert e che quest’anno festeggia oltre due decenni come reparto di design proprio del marchio.
La carrozzeria sfoggia per la prima volta il colore Blu Cepheus, una verniciatura blu intenso pensata come omaggio alla Miura Roadster del 1968, abbinata a un accento Rosso Mars che percorre la parte inferiore del veicolo. La combinazione cromatica non è casuale: il rosso e il blu sono i colori storici della città di Bologna, dove Lamborghini ha la sua sede.

DATI TECNICI
Il cuore della Lanborghini Fenomeno Roadster è un motore V12 aspirato da 6,5 litri che eroga da solo 835 CV a 9.250 giri/min e una coppia massima di 725 Nm a 6.750 giri/min. Si tratta del V12 aspirato più potente mai montato da Lamborghini su un modello di serie, con una potenza specifica che supera i 128 CV per litro, un traguardo storico per Sant’Agata.
Questo motore termico è affiancato da tre motori elettrici: due sull’asse anteriore e uno integrato sopra il cambio automatico a doppia frizione a otto rapporti (8DCT). I tre motori garantiscono funzioni di torque vectoring, frenata rigenerativa e propulsione aggiuntiva. La batteria agli ioni di litio ha una capacità di 7 kWh, sufficiente per la modalità elettrica pura a bassa velocità.
L’insieme eroga i citati 1.080 CV di potenza combinata, che consentono di accelerare da 0 a 100 km/h in 2,4 secondi, da 0 a 200 km/h in 6,8 secondi e di raggiungere una velocità massima superiore a 340 km/h.
La frenata è affidata a un sistema CCM-R Plus in carbonio-ceramica sviluppato a partire da tecnologie derivate dalle competizioni, con dischi in fibra di carbonio lunga incorporata in una matrice di carbonio e un rivestimento specifico che ne aumenta la durata in caso di uso intensivo in pista.
Aerodinamica: la sfida della cabriolet
Trasformare una Fenomeno Coupé in una Roadster senza perdere in efficienza aerodinamica è stata la principale sfida tecnica del progetto. Lamborghini ha completamente ridisegnato la parte superiore del veicolo per mantenere valori di carico aerodinamico, stabilità ed equilibrio praticamente identici a quelli della Coupé.
La cabriolet incorpora un nuovo deflettore sopra il parabrezza che incanala l’aria sopra l’abitacolo e la dirige verso una nuova copertura del motore completamente ridisegnata. Questa soluzione compensa l’assenza del condotto S-duct che caratterizzava la Fenomeno Coupé, mantenendo un flusso d’aria fredda verso il V12 anche in condizioni estreme.

