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Nuovo Alfa Romeo Autotutto 2026: ritorno alle origini

Il nuovo Alfa Romeo Autotutto potrebbe rompere gli schemi. Il rendering in copertina di auto-moto.com ci permette di dare uno sguardo al design del furgone firmato Alfa.

Non ci si sognerebbe mai che Audi, BMW o Lexus, i marchi premium, entrassero nel mercato dei veicoli commerciali. Tanto meno l’Alfa Romeo, perché l’immagine del costruttore trasmette la passione automobilistica in tutto il suo splendore. Non si sognerebbe mai che questo quartetto elitario marchiasse le griglie dei “volgari” furgoni con cerchioni in lamiera. Ma questo significa dimenticare che il loro principale concorrente lo fa da molto tempo.

Mercedes è un caso da manuale.
Stiamo parlando di Mercedes, il peso massimo del lusso automobilistico dietro a pezzi da novanta come la leggendaria 300 SL con le sue porte ad ali di gabbiano e la lunga serie di limousine della Classe S, alcune delle quali con il nome Maybach. Nel corso degli anni i tedeschi hanno saputo ritagliarsi una fetta importante di vendite con i loro veicoli commerciali Vito e Sprinter.

Allora perché l’Alfa Romeo, come l’Audi o la BMW, dovrebbe rifuggire da questo segmento particolarmente redditizio?

IL RITORNO DEL FURGONE ALFA

Il Biscione ha da tempo in catalogo questo tipo di veicoli, dall’Autotutto T.10 Romeo apparso nel 1954 all’AR6, l’ultimo esemplare venduto tra il 1985 e il 1989 sulla base tecnica di Peugeot J5, Citroën C25 e Fiat Ducato, senza dimenticare il Talbot Express d’oltremanica.

Il Gruppo Stellantis, proprietario dell’Alfa Romeo, potrebbe facilmente partecipare a un gioco a premi basato sui numerosi veicoli commerciali attualmente disponibili con i marchi Peugeot, Citroën, Fiat e Opel, nonché Toyota. Auto-Moto si è infatti premurata di illustrarlo adattando i codici stilistici del Quadrifoglio all’Opel Vivaro.

Va detto che un furgone Alfa Romeo sarebbe sufficiente a ravvivare le conversazioni nei cantieri.

Nuova Tesla Model Y 2025: Rendering Totale

La nuova Tesla Model Y è ad un passo dal debutto ufficiale.

La scorsa settimana sono state pubblicate le prime foto spia del crossover elettrico restyling, grazie alle quali si può notare che può ottenere un aspetto notevolmente ridisegnato.

Il crossover Model Y è stato presentato per la prima volta nel marzo 2019 e la sua produzione e vendita sono iniziate nel 2020. In appena un paio d’anni, è riuscito a diventare l’auto elettrica più popolare al mondo: alla fine del 2022, il crossover ha venduto una tiratura di 771.300 mila esemplari, precedendo un altro modello dell’azienda americana – la berlina Model 3. Ora, come si può vedere dalle foto dei prototipi di prova pubblicate di recente, Tesla sta preparando un aggiornamento per il suo modello più venduto.

Questi rendering di Kolesa.ru ci permettono di dare uno sguardo complessivo al modello.

A giudicare da queste foto, i maggiori cambiamenti potrebbero arrivare nella parte anteriore: per la prima volta per il marchio, il modello potrebbe avere un’ottica anteriore separata. Al solito posto sono visibili le strette strisce orizzontali a LED delle luci diurne, mentre appena sotto il paraurti sono integrati i blocchi di fari principali.

Il loro design è ancora nascosto sotto uno spesso strato di camuffamento, quindi abbiamo raffigurato una delle possibili varianti nello stile attuale dei modelli di autovetture dell’azienda. Anche nella parte posteriore le modifiche potrebbero diventare piuttosto evidenti: molto probabilmente, ci sarà una stretta striscia di LED su tutta la larghezza del cofano del bagagliaio, che unirà le luci. Il design delle luci stesse, tuttavia, è stato realizzato nello stile di una berlina Model 3 aggiornata relativamente di recente.

Rendering Kolesa.ru

DATI TECNICI E MOTORI

La Tesla Model Y è un crossover di medie dimensioni con una terza fila di sedili opzionale che può ospitare fino a 7 persone. La lunghezza è di 4751 mm, la larghezza di 1921 mm, l’altezza di 1624 mm e il passo di 2890 mm.

Il modello è disponibile con diverse opzioni di propulsione: il modello base Long Range è dotato di un singolo motore elettrico sull’asse posteriore e, di conseguenza, di trazione posteriore (0-100 km/h in 6,5 secondi). Esiste anche una versione a trazione integrale della Long Range con due motori elettrici (0-100 km/h in 4,8 secondi), mentre la versione top è denominata Performance e consente di accelerare a 100 km/h in 3,5 secondi.

Il Tesla Model Y rinnovato dovrebbe essere presentato in anteprima nei prossimi mesi.

Sony e Honda presentano Afeela 1 al CES 2025

Sony Honda Mobility (SHM), una joint venture tra Sony e Honda, ha presentato il suo primo veicolo elettrico (EV) chiamato Afeela 1 al Consumer Electronics Show (CES) di quest’anno. Precedentemente presentato in forma di prototipo, l’Afeela 1 sarà ufficialmente in vendita negli Stati Uniti (prima in California) nel 2025, con consegne previste a partire dalla metà del 2026, anche in Giappone. La produzione dell’EV avverrà negli Stati Uniti in uno “stabilimento esistente e all’avanguardia in Ohio”.

Ai potenziali acquirenti disposti a versare il costo di prenotazione di 200 dollari (circa 900 RM) vengono offerti due livelli di allestimento, tra cui il Signature, il cui prezzo parte da 102.900 dollari (463 mila RM). È prevista anche un’opzione più economica, denominata Origin, a partire da 89.900 dollari (circa RM404k), le cui consegne inizieranno però solo nel 2027.

Secondo il sito ufficiale di Afeela, la 1 misura 4.915 mm di lunghezza, 1.900 mm di larghezza, 1.461 mm di altezza e ha un passo di 3.000 mm. La berlina a cinque posti ha anche un’altezza minima da terra di 137 mm e il volume di carico posteriore è di 765 litri (27 piedi cubi).

Per quanto riguarda la motorizzazione, la Afeela 1 è dotata di una configurazione a doppio motore per la trazione integrale, con ciascun motore elettrico che eroga 245 CV (241 CV o 180 kW) per una potenza combinata di 489 CV (483 CV o 360 kW).

DATI TECNICI

Questi motori sono alimentati da una batteria agli ioni di litio con una capacità energetica di 91 kWh, che consente un’autonomia stimata dall’EPA fino a 483 km. L’EV supporta la ricarica in corrente alternata con una capacità di picco di 11 kW, mentre la ricarica rapida in corrente continua arriva a 150 kW. Quest’ultima è conforme al North American Charging Standard (NACS), che consente all’Afeela 1 di collegarsi alla rete di Supercharger di Tesla.

Entrambi gli allestiment mai sono dotati di questa configurazione, oltre che di sospensioni anteriori a doppio braccio e posteriori multi-link. Le differenze tra le due versioni riguardano le dimensioni dei cerchi (19 pollici per la Origin e 21 pollici per la Signature), le opzioni per i colori esterni (Calm White, Tidal Grey, Core Black per la Signature; solo Core Black per la Origin), gli schermi di intrattenimento posteriori (solo per la Signature) e lo specchietto retrovisore con telecamera (solo per la Signature).

INTRNI E TECNOLOGIE

Per quanto riguarda le caratteristiche comuni, l’Afeela 1 è dotato di serie di un sistema di gestione del movimento che integra il controllo del motore, dei freni e delle sospensioni per offrire un comfort di guida ottimale e una maneggevolezza precisa su diverse superfici stradali. Le funzioni di riduzione del rumore e delle vibrazioni consentono inoltre agli occupanti di concentrarsi sull’intrattenimento in auto.
Tra gli altri elementi figurano un display informativo esterno (denominato Media Bar) posizionato tra i fari, porte a comando automatico, volante a giogo, supporto per la chiave digitale con companion app, prese di corrente per i sedili posteriori, spoiler posteriore attivo, telecamere laterali e tessuti interni sostenibili.

Non manca nemmeno la tecnologia, con la plancia che ospita una serie di schermi che Sony chiama “schermo panoramico”. Le funzioni del sistema di infotainment includono mappe 3D immersive, un’ampia selezione di opzioni di intrattenimento, temi personalizzabili, aggiornamenti over-the-air (OTA), un assistente digitale (Afeela Personal Agent) e connettività 5G. Sono inclusi anche i sistemi di cancellazione attiva del rumore e di audio spaziale sviluppati da Sony, nonché il supporto per il gioco in remoto con la PlayStation 5.

L’ADAS proprietario di SHM si chiama Afeela Intelligent Drive e utilizza 40 sensori (telecamere, lidar, radar e radar a ultrasuoni) per rilevare e raccogliere dati dall’ambiente circostante. Questi vengono inviati a un’unità di controllo elettronica con una potenza di calcolo fino a 800 TOPS e tecnologia AI per fornire funzioni di guida autonoma.

Xpeng e Volkswagen installano 20.000 colonnine in Cina

Xpeng e Volkswagen stanno approfondendo i loro legami in Cina con la costruzione di una grande rete di ricarica superveloce in tutto il Paese. La rete comprenderà più di 20.000 stazioni di ricarica in 420 città e, in futuro, potrebbe crescere fino a includere stazioni di ricarica a marchio congiunto.

Le due case automobilistiche hanno firmato un memorandum d’intesa per la partnership, ma non hanno comunicato quando le nuove stazioni verranno installate. Le stazioni di ricarica saranno “superveloci ad alta potenza con raffreddamento a liquido” e saranno accessibili ai proprietari di modelli cinesi sia di Xpeng che di VW.

In un comunicato, il vicepresidente esecutivo di Volkswagen Group China, Olaf Korzinovski, ha dichiarato: “Grazie alla nostra collaborazione strategica con XPENG, formeremo una delle più grandi reti di ricarica superveloce in Cina, consentendo alle persone di integrare senza problemi la mobilità elettrica nella loro vita quotidiana non solo nelle metropoli ma anche nelle città più remote”.

ALLEANZA PER L’AUTO ELETTRICA

Volkswagen e Xpeng stanno lavorando a stretto contatto per espandere la loro presenza in Cina. A metà del 2023, il marchio tedesco ha acquistato una partecipazione del 4,99% in Xpeng per 700 milioni di dollari.

Le due aziende hanno annunciato di essere al lavoro su una nuova architettura elettrica ed elettronica (E&E) che sarà alla base di tutti i futuri veicoli elettrici prodotti da VW in Cina. Le società creeranno due case di progetto che permetteranno agli ingegneri di VW e Xpeng di lavorare insieme sui nuovi sistemi.

Xpeng e VW costruiranno 20.000 caricatori EV in tutta la Cina
I primi modelli di produzione che verranno lanciati grazie alla partnership saranno una coppia di veicoli di fascia media di VW, che dovrebbero essere lanciati nel 2026, e il primo sarà un SUV. Un vantaggio fondamentale della nuova architettura è che riduce del 30% il numero di centraline necessarie. Inoltre, consentirà una più rapida implementazione delle funzioni avanzate di guida automatizzata e supporterà gli aggiornamenti over-the-air.

VW sta anche sviluppando una nuova China Main Platform (CMP) insieme alle sue joint venture con SAIC e FAW. Questa architettura sarà utilizzata da modelli più accessibili, tra cui almeno quattro veicoli VW.

Sorpresa: prima e dopo la Crisi le auto costano sempre lo stesso

“…Ehhhh Fabbbbrì?????”…“Dimmi, Giò!!!…”

Il convenzionale codice di comunicazione amichevole e consueta tra il distinto anziano avventore e il simpatico e sempre professionale giovane colonna del Bar più iconico di Via Oderisi da Gubbio a Roma in quella occasione fu inaugurato da una esclamazione non ripetibile del buon Giorgio, romano DOC

Lui che davvero ne aveva viste di tutti i colori era assorto sulle pagine di un quotidiano quando fu preda di un vero sbotto di furiosa sorpresa: “Ma dico io, hanno rovinato tutto!!! ‘Sti barattoli che gireno pe’ strada……Trentamila Euro!!! !Ma se seguitamo così…….” 

Ed era così bello sentir parlare con il “romanesco” perfetto tipico di chi è nato nel perimetro più vicino a Trastevere, che non potevamo spoetizzarlo con l’italiano didattico.

Fabrizio si era avvicinato, per cogliere i presupposti a lui sconosciuti di quella esclamazione, incrociandosi con un altro avventore che nell’uscire dal Bar aveva rinforzato la suggestiva reazione di Giorgio: “Eh, st’auto elettrica, compratevela….E’tutta ‘na truffa !!!” 

Il nostro buon uomo, quest’ultimo, era solito dipingere un po’ tutti i fenomeni sociali con la sua forte capacità analitica ed intellettiva, e dunque anche sul tema dell’auto elettrica si era espresso in questo modo solenne benchè nella vita lui fosse un rinomato esperto di Astronomia ed iperspazio. Ma, si sa, le auto in fondo le hanno portate gli alieni da un mondo lontano.

Ma cosa aveva sollevato lo sdegno del buon Giorgio? Era un articolo di un quotidiano finanziario di inizio Gennaio che raccontava i trends del mercato auto italiano nell’anno appena concluso. 

E la notizia che il prezzo medio di contratto per le auto nuove si era portato alla soglia monstre dei 30.000,00 Euro lo aveva scandalizzato togliendogli persino la voglia di leggere tutto l’articolo. Ripostocon finta calma il quotidiano perfettamente piegato e formato (Giorgio odiava il disordine, in ogni cosa)il nostro anziano ed elegante amico aveva cominciato a borbottare tra se: “Sto mondo auto è morto. Tutti a comprasse ‘e Mercedesse”……

Fabrizio, incuriosito dalla tematica e sempre attento a capirne di più, aveva davanti a sé una famosa giornalista che il ragazzo non osò disturbare poiché impegnata – come usualmente – in importanti telefonate professionali. Tuttavia da qualche tempo aveva preso a frequentare quel Bar un tipo strano, dimesso e dall’età incerta.  

Costui stazionava beato e nullafacente nel Bar quasi ogni giorno, e conoscendone Fabrizio una millantata dimestichezza con il mondo auto, il giovane pose il quesito allo strano personaggio, corrompendolo con un caffè magistrale ed un dolcetto offerti ovviamente dalla Casa. Vi trasferiamo le spiegazioni approssimative e il tono del davvero strano cliente

Il mercato auto spiegato da un complottista

1.558.704 Immatricolazioni nel 2024: il mondo delle stats ufficiali ed istituzionali ha sentenziato così l’anno trascorso del mercato auto italiano. 

Ah beh, ah si, quando si vendettero duemilioniemmmmmezzzo dico duemilioniemmmmmezzzo di pezzi…… Era il 2007, e per i successivi dieci abbiamo letto le lamentele degli operatori: Dio mio, domani la Concessionaria chiude, i venditori che faranno? E tutti i Dealer, anche quelli con un solo Punto vendita esteso come uno sgabuzzino lanciarono il loro grido di allarme per dover lasciare senza pane almeno duecento famiglie di impiegati. Non c’era un Dealer, all’epoca, che non desse da mangiare a 200 famiglie di impiegati: sebbene gli impiegati fossero decisamente anonimi, visto il trend da oltre un quarto di secolo in cui gli Showrooms sono stati monopolio di agenti di commercio a Partita Iva che perennemente seduti su turni preimpostati dentro il Salone svolgevano regolarmente il servizio anche di custodia e portineria ambienti, vettori postali e pulizie dei bagni.

I Concessionari italiani in dieci anni da prima a dopo il Crack Lehman sono serenamente dimezzati. Per fortuna, penso io. 

Senza dubbio, a conti fatti, non sono mai stati e continuano a non essere l’ago della bilancia del successo o dell’insuccesso del mercato. 

Diverso tempo fa erano un poco il dopolavoro della malversazione e delle pratiche scorrette, a quanto si dice le abitudini dovrebbero essere un poco cambiate; e ad oggi anche i dati di vendita non sono più dominio del Trust delle Concessionarie Ufficiali; il contributo quanto a numeri di mezzi acquistati per l’indirizzamenti al servizio della ritrovata e generosa P.A. o del mercato Flotte vede i Noleggiatori ormai come antagonisti seri della Rete dei Dealer tradizionali, e persino la famosa ed onorata Consip – la commissionaria statale per gli acquisti della P.A. – produce numeri di convenzioni e di acquisti in campo Auto che nel momento dei bassi volumi di vendita sul mercato sono percentualmente rilevanti.

Ora, un mediocre venditorello di Salone come me che ha conosciuto il mercato auto – ritengo – peggiore, perché è stato quello avvelenato dagli incentivi statali sulle rottamazioni, dai Valori Futuri Garantiti, dal “Vuole un’auto? Se ne compri la metà!” e fregnacce simili delle quali chiedo umilmente scusa per averle a mia volta propagandate al pubblico, cosa può pensare quando vede statistiche che gli sembrano incomprensibili? Mi spiego: se Vi presentassero la mitica Venere Nera, Naomi, dicendovi che la sua misura è “170”, in quanto derivante dalla somma delle circonferenze topiche divise per tre più il peso forma a digiuno e l’altezza senza tacchi, cosa rispondereste?? 

Ecco, la domanda che mi pongo è: cosa significano “unmilionecinquecentocinquantottomilaclientichecompranoinmediaatrentamilaeurocadaunoefatturanoquarantasettemiliardidieuro” ????? Risposta ovvia: che una popolazione pari a mezza città di Roma circolante si è messa in fila nel 2024 davanti alla Concessionarie e ha staccato un milione e seicentomila assegni da 30.000,00 Euro. Se Trilussa fosse vivo, gli chiederei la licenza del famigerato pollo delle statistiche e persino io, stupido come sono, direi che il concetto parallelo contabilmente è quello di quasi 3.200.000 persone che acquistano un identico numero di auto da 15.000,00 Euro. 

Apperò!!! Molto molto meglio di quel 2007 avvolto dalla magia degli incentivi del Dealer sulle rottamazioni. Poi, svegliandomi, capirei che la statistica così non ha senso. Nel 2007 se non ricordo male il valore medio del venduto toccava quota 14.500,00 euro per modello venduto. 

Ma su cosa erano conteggiate questi valori, nel pieno della pioggia creditizia (oltre il 60% dei contratti di acquisto era finanziato) e degli extrasconti Loyalty e Rottamazione? Io ancora per un po’ c’ero. 

E vi assicuro che un listino “pieno” poteva essere abbattuto persino del 20% in termini di sconto, e che però il Taeg di un prestito poteva caricare su quel contratto scontato fino al 30% di costi finanziari dopo 24 o 36 mesi, ed oltre.

Dunque, siamo ad un bivio: su quale valore era calcolato quel prezzo medio di “Acquisito” e non di “offerto”? 

Ah, si badi: a sua volta il computo era decisamente artificioso in riferimento alla piattaforma contrattuale più diffusa dal livello finanziario, che sui modelli dal rango e dal target più impegnativo era pressochè monopolista: tu entravi in un Autosalone per restituire la tua “mezza auto” acquistata tre anni prima e quella fungeva da anticipo per acquistarne un’altra sempre a metà e sempre a valore di permuta predefinito due o tre anni dopo. Un po’ più complesso, vero, definire quale fosse l’impegno di spesa in quel frangente da parte dell’Automobilista? Arriviamo ad oggi, sempre nella spiegazione che il buon Fabrizio sta ascoltando al Bar di Via Oderisi dallo strano e decadente avventore pseudo esperto di auto.

Un miliardo di Ecobonus: ma in Italia non si sconta proprio nulla?

Già: il concetto di “sconto” pervade ormai i tavoli della politica. Si Ecobonizza tutto, persino la carta igienica riciclata. 

E a casa mia un miliardo di Euro concessi in Ecobonus seppure con il Click Daycorrisponderebbe sempre secondo media a quasi mille euro per ciascuno di quei gioielli venduti a medie di prezzo folli. 

Risultato??? Ognuno del 1.558.000 Paperoni in grado di spendere quelle cifre in realtà ha speso effettivamente 29.000,00. E vai, cominciamo a tagliare i listini…Sempre che – ma a me non lo ha detto nessuno – nei famosi 30.000,00 non sia già compreso il taglio da Ecobonus.

Rottamazione? Ma sei matto? Con quello che vale l’Usato????

Il buon Fabrizio, nel servizio tra un Cliente e l’altro, non distoglie l’attenzione su quel suo amico Cliente; e appena si tocca la questione permute ed usato, il giovane di servizio nel Bar ha una stizza di rabbia: innamorato della Opel Agila, che non era riuscito a reperire al prezzo desiderato, aveva dovuto ripiegare su una bella e davvero ben tenuta Ford Fiesta 1.4 TDCI di quasi 19 anni

Acquistata con un amico davvero esperto di auto, l’aveva pagata probabilmente il 20% di quello che una pari condizioni sarebbe costata solo poco prima del Lockdown e/o un anno dopo. 

Venti anni fa la parola “rottamazione” detta da un venditore auto ad un cliente avrebbe generato fenomeni di autoerotismo; dieci anni fa sarebbe stata accolta con un certo favore, ma non entusiastico, ma oggi provocherebbe gesti di ira da parte del Cliente. 

Oggi persino una Fiat Palio del 2005 vale oltre un millino, mentre solo cinque anni fa ti avrebbero pagato per portarla via. 

Bene, quanti Clienti si sono presentati da un Concessionario con una permuta a fronte dell’acquisto di un nuovo? Beh, questa domanda la pongo agli espertoni delle “Stats”: mi dicano loro come mai tra i 2.885.000 passaggi di proprietà circa il 60% corrisponde a minivolture di operatori commerciali; al netto (vado anch’io alle statistiche ufficiali ANFIA ma del 2023, facendo finta che corrispondano a quelle del 2024) di un 13,5% di minipassaggi di rientri da NLT e Short term, oltre alle Km Zero cedute a Rivenditori indipendenti, un residuo 46% di quei 2.885.000 usati è un minipassaggio. Posso fare il tamarro e dire dunque che, a colpi d’ascia logica, almeno 1.300.000 Paperoni ha reso indietro al Concessionario un’auto in permuta e che questa è valsa una riduzione del prezzo di vendita? Si, lo voglio dire; e siccome ci stiamo esaltando nel conoscere le elucubrazioni che il Bar con il Teschio di Via Oderisi sta stimolando nel bislacco avventore a colloquio con Fabrizio, diciamo che la media di permuta, in un mercato Usato che da prima a dopo il Lockdown è cresciuto del 15%, è pari ad un valore medio di 10.000,00 Euro. E’ una cifra ad Cacchium, avrebbe detto qualcuno? No, se facciamo attenzione a quel che dice Anfia nelle sue stats 2023: le permute con più di 10 anni sono il 39% delle minivolture, ma il 34% investe modelli da quattro a sei anni. E pensate che il 22% delle minivolture sono ancora quelle da uno a quattro anni, dunque presumibilmente le aziendali con contratti a termine. Sono tanti bei soldi, non trovate?

Insomma, a casa nostra quel quasi milione e seicentomila paperoni avrebbe pagato effettivamente l’auto nuova, in media, 19.000,00 Euro grazie ad Ecobonus e permute.

Ma siamo sicuri che possiamo far sorseggiare l’ennesimo caffè all’interlocutore di Fabrizio per mandarlo via a svernare altrove? No, non direi.

Perché per scucire un nuovo biscotto alla gestione del Bar, il nostro pseudo esperto Ti lancia la bomba: Dove sono tracciati, in quei 47 miliardi di valore del fatturato auto 2024 i Noleggi, la Consip e la P.A., ed infine le autoimmatricolazioni?

Il Noleggio nel 2024 vale il 20% delle immatricolazioni. Dunque circa 315.000 di quelle superauto da 30.000,00 Euro cadauna di media non le ha comprate un Paperone ma una Società di Noleggio che poi le ha poste in locazione rateale, anche alla stessa Consip che certo non acquista ai listini Retail. E allora, come la mettiamo? Il nostro avventore, colto da eccesso glicemico dentro il Bar, comincia ad evocare scenari biblici: quel 20% di mezzi per il settore del Rent include un fetta di listini “lunari” superiori di gran lunga a quella media di 30.000,00 Euro a pezzo venduto. 

E dove le mettiamo le centinaia di migliaia di autoimmatricolazioni targate dai Dealer e rivendute a prezzi da usato? 

Ma siccome il Bar del Teschio non ha regole, anche Fabrizio si è ormai lasciato irretire dalle farneticazioni del suo amico avventore: ingolla una pizzetta, si esalta e spara:” Dai, allora la media di interesse per la Statistica la possiamo abbattere a 17.000,00 Euro per ogni auto effettivamente comprata da un privato?” Ma si, Fabrizio, abbattiamola. Tanto in Italia sono farlocche anche le cifre delle Dichiarazioni dei Redditi e le statistiche sui dati elettorali, chi vuoi che controlli la congruità delle proiezioni del mercato Auto sparate da un Bar di Via Oderisi da Gubbio a Roma? 

Ma a questo punto il decadente avventore senza età apparente, ricorda di essere stato anche lui un venditore di quando il valore medio dell’acquistato e non del venduto era pari a circa 14.000/15.000,00 Euro. Era tanti anni fa, vero, ma si vendevano circa 500.000 auto in più all’anno. E dunque, se avesse ragione il Centro Studi nel Bar di Via Oderisi? 

Il grande scandalo del milione e seicentomila auto vendute ciascuna a 30.000,00 Euro di media nasconderebbe un altro scandalo: che venti anni fa l’acquisto dell’auto pesava sui Clienti la stessa soglia di “venduto netto” post incentivi e permuta; ma che da venti anni ad oggi abbiamo perso il 50% di Dealer inutili, ma un milione di Clienti utili all’anno. La crisi non è questa: è avere Osservatori che non ci arrivano. 

E nel 2025 addio Ecobonus. Il Cliente catastrofista, dall’età incerta e incerto l’equilibrio mentale, si alza e saluta Fabrizio, come sempre senza pagare. 

Alla prossima storia, nel Bar del Teschio.

Riccardo Bellumori

Nuova Genesis GV60 2025: schermo da 27 Pollici

È difficile credere che la Genesis GV60 elettrica abbia già tre anni, ma ecco il facelift che sarà in vendita in Corea del Sud questo trimestre.

Il restyling della Genesis GV60 EV del 2025 presenta un paraurti anteriore un po’ più “accigliato” che “sorridente”, ma basta battere le palpebre per non accorgersene. I rivestimenti dei passaruota, la mentoniera anteriore, le minigonne laterali e lo skid plate posteriore sono ora in tinta con la carrozzeria per un look più “urbano”.

I fari, pur mantenendo il caratteristico design a due linee, sono ora dotati di tecnologia Micro Lens Array. Il modello precedente al lifting aveva 10 LED per lato; ora ne ha 14 per lato. Nuovi anche i cerchi da 21 pollici.

INTERNI E TECNOLOGIA

All’interno è ancora presente la sfera di cristallo, che ruota all’avvio per rivelare un selettore di marcia rotante, ma c’è un nuovo sistema di infotainment Connected Car Integrated Cockpit (ccIC) da 27 pollici: niente più cornice tra il quadro strumenti e l’infotainment.

Nuovo anche il volante, con tre razze invece delle due precedenti e nuovi comandi, ora neri. Il padiglione del volante non è più circolare, e il volante stesso ha una forma leggermente a D.

DATI TECNICI

Genesis non ha ancora annunciato i dettagli tecnici, ma la vettura dovrebbe avere la stessa batteria da 84 kWh delle ultime Hyundai Ioniq 5 e Kia EV6.

L’attuale Genesis GV60 ha una batteria da 77,4 kWh e può avere un motore posteriore da 229 PS (514 km WLTP), un motore anteriore da 100 PS + posteriore da 218 PS (467 km WLTP) o due motori da 244 PS (462 km WLTP).

Nuova Skoda Enyaq 2025: Anteprima Restyling

La nuova Skoda Enyaq è pronta al debutto ufficiale sul mercato.

Skoda ha concluso uno degli anni più importanti della sua storia in termini di innovazioni e intende iniziare questo nuovo 2025 nello stesso modo. Solo pochi giorni fa, l’azienda ceca ha annunciato l’arrivo della rinnovata Enyaq, un aggiornamento per il quale ha speso soldi veri per fare ciò che il costruttore non aveva fatto prima, ma che ha saputo sfruttare al meglio.

La Skoda Enyaq è stata una delle auto elettriche più vendute fin dal suo lancio, con il design ereditato dai modelli a combustione. Tuttavia, l’arrivo della nuova Elroq, con una filosofia denominata “Modern Solid”, è stata una rivoluzione, in quanto il suo volto è stato ripreso dai primi due SUV a zero emissioni arrivati nella gamma meno di quattro anni fa.

La decisione deve essere stata presa nel giro di pochi mesi, perché lo stile più moderno nascosto sotto la tela di questa anteprima non corrisponde affatto alle foto spia della Skoda Enyaq avvistata sulle Alpi la scorsa primavera. Allora, ciò che era perfettamente visibile in quelle immagini era la solita strategia del costruttore ceco di ritoccare i fari, la griglia e i paraurti.
Ma è chiaro che non è questo il caso, passando da un modesto aggiornamento a un superbo restyling che arriva anche sulla Enyaq Coupé.

IL CAMBIO DI PASSO DI SKODA

Il sistema di illuminazione anteriore è stato sdoppiato con le luci diurne estese trasversalmente, più potenti alle estremità che nella parte centrale, dove l’emblema del produttore è stato duplicato con il nome del marchio: al centro del bordo del cofano e integrato nel pannello anteriore. Le luci anabbaglianti e abbaglianti sono, come di consueto, più basse e integrate.

Queste sono le novità esterne, ma ce ne saranno anche all’interno, con materiali di qualità superiore nell’abitacolo, modifiche alla strumentazione digitale, un grande schermo touch screen per il sistema di infotainment nella console centrale e nuovi equipaggiamenti di comfort e sicurezza.

Skoda non ha ancora fissato una data per il debutto dell’Enyaq, affermando che “tra pochi giorni potremo godere di un’importante novità”, ma ciò che è chiaro è che non ci vorrà molto prima del suo debutto.

Il Salone dell’Auto di Bruxelles è la prima grande novità automobilistica dell’anno in Europa, quindi non possiamo escludere la sua presentazione a questo primo grande evento del 2025. Ciò che Skoda ha evidenziato è l’estensione dell’autonomia.

Nuovo Leapmotor C16 2025: la batteria cambia tutto

In Cina arriva il nuovo Leapmotor C16 2025 con una batteria al litio più potente.

Stellantis e Leapmotor hanno annunciato ufficialmente una collaborazione a lungo termine nell’autunno del 2023. Di conseguenza, è stata creata la joint venture Leapmotor International, il cui compito è organizzare le vendite delle auto elettriche cinesi al di fuori del mercato nazionale. Va notato che ora la gamma europea del marchio conta un paio di modelli: la hatchback T03 e la parklet C10. In Cina, invece, sono disponibili anche la liftback C01 e i crossover B10, C11 e C16.
Leapmotor C16 è stato messo in vendita sul mercato cinese la scorsa estate. Inizialmente, questo modello è stato offerto con due varianti di “imbottitura”. Nel primo caso, si tratta di un’unità ibrida con un motore a tre cilindri da 1,5 litri da 95 cavalli, una batteria di trazione da 28,4 kWh e un motore elettrico da 231 cavalli montato sull’asse posteriore (coppia massima – 320 Nm). Questa versione impiega 8,5 secondi per accelerare da fermo a cento. Quando si guida solo con la trazione elettrica, l’autonomia è di 200 km, mentre l’indicatore totale è di 1095 km (calcolato sul ciclo CLTC).

DATI TECNICI

La versione base del Leapmotor C16 è dotata di un singolo motore elettrico situato sull’asse posteriore. La sua potenza è pari a 292 CV e la coppia massima a 360 Nm. Questo parketnik impiega 6,4 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h. La sua “dotazione” comprende anche una batteria di trazione al litio-ferro-fosfato con una capacità di 67,7 kWh. Il Leapmotor C16 ha un’autonomia di 520 chilometri (CLTC) con una singola carica.

Ora una nuova versione di questo crossover sta arrivando sul mercato cinese. Il motore elettrico di questa modifica è lo stesso (con le stesse caratteristiche), ma si differenzia per una batteria al litio-ferro-fosfato più capiente. La sua capacità è quindi pari a 74,9 kWh. L’autonomia massima di questa variante (calcolata sullo stesso ciclo) è di 580 chilometri.

L’equipaggiamento della nuova versione a long range comprende tendine di sicurezza, funzioni di avviso di cambio di corsia, di apertura delle porte, di possibilità di collisione frontale e di urto posteriore, nonché di autoparcheggio e altro. Il pannello anteriore presenta un quadro strumenti virtuale da 10,25 pollici e un sistema di infotainment con touchscreen da 14,6 pollici. L’elenco delle dotazioni comprende anche la ricarica wireless degli smartphone, il volante riscaldato e il riscaldamento e la ventilazione della prima e della seconda fila di sedili.

Leapmotor C16 è disponibile in due pacchetti: 580 Exclusive Edition e 580 Intelligent Driving Edition. Il costo della prima versione è di 172.800 yuan (equivalenti a circa 2,56 milioni di rubli al tasso di cambio attuale), mentre la seconda è di 189.800 yuan (circa 2,81 milioni di rubli). Per fare un confronto, il prezzo base del parketnik ibrido è pari a 150.800 yuan, e per la versione “verde” con una batteria meno capiente in Cina chiedono da 156.800 yuan.

Ricordiamo che alla fine dello scorso anno, il crossover Leapmotor C10 presentato in Europa ha ricevuto una nuova modifica. Si tratta della versione ibrida plug-in del tipo range extender. L’anteprima dal vivo di questa novità avverrà nell’ambito del Salone dell’Auto di Bruxelles, che inizierà alla fine di questa settimana.