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Negli Usa un uomo sequestra un’auto del Carsharing: “Ora pagatemi”

This undated photo provided by KOMO News shows a car-share vehicle parked at a Seattle duplex. Dan Smith took exception to the car2go Mercedes that has been parked there since May 17, 2019. He says he doesn't know who parked the car there, but it wasn't one of the tenants. By the next day he had erected the barricade, preventing other customers from using the vehicle. He wants Share Now, which operates car2go, to pay storage fees. The company says it won't tolerate having its vehicle held for ransom. (KOMO News via AP)

Un uomo di Seattle ha dichiarato guerra ai un veicoli condivisi. Qualcuno ha lasciato una Mercedes-Benz CLA di Car2go nel suo parcheggio senza il suo permesso. Così ha costruito un recinto attorno ad essa.

Dan Smith ha detto a KIRO-TV che non sa chi abbia parcheggiato a casa sua la Mercedes di Car2go. Lo scorso 17 maggio l’uomo ha contattato Share Now, la società che gestisce Car2go, e ha dato loro due ore di tempo per spostare il veicolo. Poche ore dopo, ha eretto la barricata, impedendo ad altri clienti di usare l’auto.

Il sequestratore vuole che la società paghi 65 dollari al giorno in spese di deposito, 300 dolalri per la recinzione e fino a 500$ per il suo disturbo.

In una dichiarazione scritta, Share Now ha suggerito che potrebbe trattarsi di estorsione. Il portavoce Tim Krebs ha dichiarato alla Associated Press che la compagnia ha chiesto aiuto alla polizia.

La società ha detto che non è stata in grado di rimuovere la berlina a causa della recinzione. È noto che i clienti del servizio che parcheggiano le auto in aree non autorizzate devono pagare una multa e le spese di rimorchio; i recidivi sono banditi dal servizio.

Smith si è giustificato dicendo di aver agito a difesa della proprietà privata e perché era preoccupato se un cliente del carsharing si fosse fatto male nel suo posto auto. L’uomo ha detto di aver inizialmente cercato di far rimuovere l’auto, ma tre compagnie diverse hanno rifiutato la sua richiesta.

Targhe Estere in Italia, Salvini vuole il limite di utilizzo ad 1 Anno

Una nuova norma del decreto sicurezza introduce il divieto alla circolazione per i mezzi immatricolati all’estero utilizzati da chi ha la residenza in Italia da più di 60 giorni.

Dalla sua introduzione molte sono state le polemiche sollevate sopratutto da coloro che non intendono eludere gli obblighi ma ad esempio utilizzano mezzi con targa estera per lavoro o sono transfrontalieri.

A tutela di questi soggetti si è schierato in un question time alla Camera il il Ministro degli Interni Salvini. Il Ministro ha riferito di come si stia lavorando a una soluzione per escludere dal divieto coloro che sono residenti all’estero e chi circola sul territorio italiano con targa estera per massimo 1 anno. La norma introdotta, ha sottolineato Salvini, non vuole colpire gli autisti della Croce Bianca o gli addetti di alberghi di confine ma chi mette in atto fenomeni di esterovestizione. L’esterovestizione è quella azione messa in atto da soggetti circolanti con targa estera sul suolo nazionale al solo fine di aggirare gli obblighi assicurativi e fiscali o sottrarsi alle pene del codice della strada. Riferendosi a quest’ultimo caso Salvini ha evidenziato come la pratica riguardasse migliaia di casi e quindi dovesse essere arginata. La normazione quindi pur essendo legittima non dovrebbe andare a colpire “Le poche ma evidenti situazioni meritevoli di specifico trattamento derogatorio, fermo restando l’obiettivo di colpire le migliaia di condotte elusive degli obblighi di legge” ha affermato il Ministro degli Interni.

Luci e ombre della fusione tra Fca e Renault

Fiat Chryler Automobiles e Renault stimano un grande risparmio dato dalla probabile fusione. Gli esperti di settore però mettono in guardia dall’essere così certi che si avranno i benefici preventivati. Questa incertezza è dovuta ai lunghi cicli di produzione del settore automobilistico e dal successo reale che può avere un progetto commerciale simile. Guardando operazioni di questa tipologia vengono in mente le fusioni di BMW e Rover nel 1994 e Daimler – Chryler del 1998. In entrambi i casi le partership furono impraticabili. La stessa Renault nella fusione con Nissan datata 1999, non ha avuto nella realtà i risvolti preventivati. Inizialmente Renault e Nissan si erano poste come obiettivo di condividere il 70% delle piattaforme su cui costruire veicoli. Secondo Morgan Stanley, le vetture realmente costruite con pianali condivisi fra le due aziende rappresentano solo il 35% del totale delle vetture prodotte dal duo franco-nipponico.

Fiat- Renault hanno alzato ulteriormente l’asticella prefigurando non solo la condivisone delle piattaforme ma una fusione senza chiusure degli impianti. Cuni dovrebbe essere un risparmio di 5 miliardi annui grazie anche ad acquisti comuni e investimenti in ricerca condivisi. Per arrivare a risultati concreti la strada è ancora lunga. Il consiglio di amministrazione di Renault sembra essere vicino ad accettare la proposta FCA, ma anche se la partership avesse esito positivo, nell’immediato si avrebbe solamente un atto di intesa con il quale prefissare i piani operativi e i dettagli finanziari.

Per avere invece un accordo finale con annessa determinazione della varie componenti societarie si avrà bisogno di mesi se si arriverà in fondo alla fusione. Uno dei principali motivi per cui FCA e Renault voglio unirsi è la questione ambientale. Entrambe stanno investendo nello sviluppo di motori elettrici/ibridi, con la casa francese in netto vantaggio su Fiat per soluzione proposte sul mercato. Da qui la volontà FCA di acquisire tecnologie innovative e la possibilità per entrambe di tagliare i costi di ricerca e sviluppo. Inoltre le auto dei due marchi potranno essere vendute nei rispettivi concessionari. Entrambi i marchi vogliono puntare sul nuovo trend elettrico ma questa tipologia di veicoli è per le aziende una fonte di perdite dati gli alti costi di produzione. Questa è la grande sfida per i marchi che vogliono vendere city-car in Europa senza perderci: non solo costruire auto elettrico, ma sopratutto farlo non in perdita. Come detto in precedenza la fusione e la condivisione di piattaforme potrebbe richiedere molto tempo. Secondo Carl-Peter Forster, ex Volvo, BMW e Opel, i risultati positivi potrebbero richiedere anni. L’ex AD per fare un esempio ha citato la partership Fiat-Opel per sviluppare la Punto e la Corsa. Il risultato fu quello di avere un’eccellente cooperazione che però necessitò di 3-4 anni per avere i suoi frutti.

Altra necessità per Fiat, oltre quella di acquisire tecnologie è quella Fiat di abbassare le proprie soglie medie di emissione della sua gamma per rispettare le regole dell’Unione Europea che impongono i 93g/km. La flotta Fiat ha come media quella di 124g/km mentre quella Renault di 113 grammi per chilometro. La nuova fusione andrebbe anche nella direzione di abbassare la propria media di emissioni della flotta di veicoli prodotti così da avvinarsi alla soglia richiesta dalle istituzioni europee.
In definitiva, i risultati ottenibili da una fusione FCA-Reanult sarebbe notevoli ma rimane la questione di chi sarà poi effettivamente a guidare il nuovo gruppo. Secondo Thomas Stallkamp, ex dirigente Chryler Corp, un grande problema sarà quello relativo all’integrazione manageriale dei due gruppi e di chi avrarà il controllo del capitale azionario. Se nella fusione si dovessero aggiungere Nissan e Mitsubishi il compito sarebbe ancora più difficile. Nessuno sano di mente proverebbe a mettere insieme le cinque case Renault- Fiat – Chryler – Nissan e Mitsubishi, ha concluso.

Tesla Model S a settembre si aggiorna in stile Model 3

Tesla sta pianificando un secondo aggiornamento per la Model S. Fonti interne all’azienda hanno riferito alla CNBC che la Model S avrà un interno dall’aspetto minimalista, simile alla Model 3.

Il lancio dell’aggiornamento è previsto a settembre di quest’anno. Tesla dovrebbe fornire alla S una batteria a lungo raggio. L’autonomia reale potrebbe superare i 500km.

Sicuramente il touchscreen al centro del cruscotto può sembrare bello, ma rischia di peggiorare l’usabilità. Sulla Model 3 manca completamente il tachimetro. Insomma vedremo se il restyling annullerà la personalità dellammiraglia Tesla o meno. Sono passati quasi sette anni dall’uscita dell’attuale Model S il e alcuni si aspettano una riprogettazione totale della vettura. Staremo a vedere.

Jaguar XJ crollano le vendite, stop alla produzione

Jaguar è in procinto di staccare la spina alla sua ammiraglia XJ. La notizia non è stara ufficialmente confermata, ma Autocar riferisce che il modello uscirà dalle linee di assemblaggio dello stabilimento di Solihull il 5 luglio.

La Jaguar XJ è rivale della Mercedes-Benz Classe S, della BMW 7-Series e dell’Audi A8, ed è prodotta dal 2010. Questo la rende una delle più vecchie auto ancora in produzione nel Regno Unito. Un paio di anni fa un nuovo sistema di infotainment e minori aggiustamenti estetici.

L’erede della Jaguar XJ è in fase di sviluppo e dovrebbe essere 100% elettrica. Ci si aspetta quattro motori elettrici, ciascuno con potenza nominale fino a 200 cavalli, alimentato da un pacco batterie da 90 kWh o 100 kWh. Questa powetrain le permetterà di sfidare vetture del calibro di Tesla Model S e Porsche Taycan.

Come riporta CarSalesBase, le vendite della XJ sono notevolmente diminuite negli ultimi anni. Nel 2018, sono state vendute soltanto 1.099 unità in Europa, mentre negli Stati Uniti 1.579, in netto calo rispetto ai 2.721 del 2017.

Volvo sviluppa l’auto del futuro con la realtà aumentata

Volvo, insieme alla società tecnologica finlandese Varjo, produttore di sistemi di realtà aumentata ha svelato la prima applicazione al mondo di questi sistemi allo sviluppo dell’auto.

Le due società hanno deciso di testare con l’aiuto della realtà aumentata le nuove tecnologie pronte ad arrivare in auto. Con Varjo XR-1, Volvo risparmierà in ricerca e sviluppo potendo testare le sue tecnologie su strada.

“Con questo approccio misto, possiamo iniziare a valutare progetti e tecnologie mentre sono letteralmente ancora sul tavolo da disegno”, ha affermato il CTO di Volvo, Henrik Green. “Invece del solito modo statico di valutare nuovi prodotti e idee, possiamo testare immediatamente i prototipi sulla strada. Questo approccio offre considerevoli risparmi sui costi potenziali identificando le priorità e eliminando i problemi molto prima nel processo di progettazione e sviluppo. ”

L’XR-1 vanta inoltre una tecnologia di tracciamento degli occhi estremamente precisa, che consente di valutare facilmente se i conducenti sono distratti o meno dalle nuove funzionalità.

“Sin dall’inizio, la nostra visione è stata quella di creare un prodotto che potesse unire perfettamente il reale e il virtuale insieme”, ha affermato Niko Eiden, fondatore e CEO di Varjo. “I modi incredibilmente avanzati in cui Volvo Cars utilizza XR-1 dimostrano che la tecnologia di Varjo consente cose che prima erano impossibili. Insieme a Volvo abbiamo iniziato una nuova era nella realtà mista professionale “.

Ferrari SF90 Stradale supercar ibrida da 1000CV che omaggia la Formula1

Arriva la nuova Ferrari SF90 Stradale la supercar di serie che celebra il 90 ° anniversario della Scuderia Ferrari e il forte legame tra la strada e le auto da pista.

Certamente, la grande novità è la powertrain che presenta un motore V8 turbo da 4,0 litri che produce 769 CV (574 kW) e 800 Nm di coppia. È abbinato a un sistema ibrido che presenta tre motori elettrici. Uno dei motori è inserito tra il V8 e una nuova trasmissione a doppia frizione a otto velocità, mentre gli altri due si trovano sull’asse anteriore.

I motori elettrici sono alimentati da una batteria agli ioni di litio da 7,9 kWh e producono una potenza combinata di 217 CV. Ciò conferisce alla trazione integrale SF90 Stradale una potenza complessiva di 986 CV.

In termini di prestazioni, la nuova Ferrari SF90 Stradale può accelerare nello 0-100 km / h in 2,5 secondi e da 0-200 km / h in 6,7 secondi. La velocità massima è di 340 km / h. Inoltre, il modello può viaggiare fino a 25 km (si sono pochini) nella sola elettricità.

La ibridi plug-in pesa 1.570 kg. Ciò conferisce al modello un “rapporto peso / potenza da record” di 1,57 kg / Cv.

La Ferrari ha riconosciuto che mantenere il peso basso era una “sfida” dato che il sistema ibrido aggiungeva ben 270 kg al veicolo. Tuttavia, sono riusciti a ridurre il peso grazie ad un corpo e un telaio multi-materiale. Questi componenti sono costruiti con un numero di materiali leggeri tra cui fibra di carbonio e nuove leghe di alluminio.

Hyundai presenta il primo autobus elettrico a 2 Piani ma…

Hyundai ha svelato in Corea il suo primo autobus a due piani completamente elettrico. Il progetto nasce come parte degli sforzi dell’azienda per aiutare a ridurre l’inquinamento atmosferico e il traffico.

Il primo autobus elettrico a due piani di Hyundai è dotato di un pacco batteria a polimeri da 384kWh raffreddato ad acqua, che consente di viaggiare fino a 300 km con una singola carica. La ricarica completa può essere completata in 72 minuti. Insomma l’autonomia della batteria rischia di essere il suo punto debole.

Il grande pacco batterie alimenta un motore elettrico da 321 CV (240 kW) mentre il bus è dotato di sospensioni indipendenti per una guida più confortevole e un asse posteriore sterzante per renderlo più maneggevole.

ByoungWoo Hwang, responsabile del team di ingegneri commerciali avanzati di Hyundai Motor. “Questo non solo migliorerà in definitiva la qualità dell’aria, ma contribuirà anche notevolmente ad alleggerire la congestione del traffico di notte, accogliendo più passeggeri”.

Il nuovo autobus coreano a emissioni zero può ospitare fino a 70 passeggeri, con 11 posti al primo piano e 59 posti al piano superiore. Sono inoltre presenti caratteristiche di sicurezza avanzate come un sistema di prevenzione di collisione anteriore e l’assistente di mantenimento della corsia.

Il primo autobus elettrico a due piani di Hyundai è in mostra alla fiera “Land, Infrastructure and Transport Technology Fair” in Corea.