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Nuova Chevrolet Corvette C8, il design definitivo?

Arriva il rendering che svela come dovrebbe essere il posteriore della nuova Corvette C8. La nuova supercar verrà svelata il 18 luglio.
Il immagini al computer mostrano la Corvette con e senza uno spoiler posteriore. La fanaleria avrà un taglio a forma di ‘freccia’ tozza con al di sotto di essa delle griglie per le prese d’aria. Quattro gli scarichi quadrati di cui sarà dotata la supercar.
Il vetro che sovrasterà il motore posteriore avrà al di sopra di esso una telecamera per la visuale posteriore.
La Corvette C8 2020 dovrebbe essere dotata di un motore V8 aspirato da 6,2 litri da circa 500 CV. Sarà inoltre abbinato a un cambio automatico a doppia frizione ad 8 rapporti di serie. Dovrebbe essere prodotta anche una versione con cambio manuale durante il ciclo di produzione della C8.

Ufficiale, la Cina punta sulle Auto a Idrogeno

L’ex ministro della scienza e della tecnologia cinese, Wan Gang, chiede che il mercato automobilistico più grande del mondo scommetta sui veicoli a idrogeno nello stesso modo in cui lo ha fatto con le elettriche.

Wan è conosciuto come il padre dell’elettrico in Cina dopo aver convinto il governo del paese vent’anni fa a scommettere sull’elettrificazione dei veicoli, sostenendo che così facendo avrebbe stimolato la crescita economica e affrontato la dipendenza del paese dalle importazioni di petrolio e dai suoi crescenti livelli di inquinamento .

Durante una rara intervista con i media cinesi, Wan, che ora è vicepresidente del comitato consultivo nazionale cinese per la definizione delle politiche, ha dichiarato che il paese deve ora adottare veicoli a celle a combustibile.

“Dovremmo esaminare la creazione di una società a idrogeno. Dobbiamo andare verso le celle a combustibile “, ha detto, riferisce il South China Morning Post.

La Cina ospita circa il 50% di tutti i veicoli elettrici venduti a livello globale, e mentre intende eliminare gradualmente i suoi generosi sussidi per molti di questi veicoli, Wan dice che oidrogenora si deve guardare all’idrogeno. Attualmente, ci sono solo circa 1500 veicoli a idrogeno in Cina, ma Wan crede che in futuro le celle a combustibile potrebbero alimentare autobus e camion per i viaggi a lunga distanza, mentre il traffico all’interno delle città sarà dominato dalle auto elettriche.

Subaru green, taglia le CO2 nelle sue fabbriche

Subaru Corporation ha lanciato nuove iniziative volte a ridurre le emissioni dirette di CO2 del gruppo Subaru. Insieme agli altri sforzi già avviati, contribuiranno a ridurre le emissioni dirette di CO2 del Gruppo Subaru di circa 20.000 tonnellate di CO2 l’anno, equivalenti a circa il 3% delle emissioni annuali, entro marzo 2021.

Queste comprendono tre attività chiave in Giappone: installazione di un sistema di energia solare a consumo vincolato per le strutture di Oizumi, nella prefettura di Gunma; introduzione di idroelettricità “Aqua Premium” presso lo stabilimento principale dell’azienda a Gunma e i suoi uffici a Mitaka, nella prefettura di Tokyo; e l’utilizzo del programma di certificazione Green Power / Green Heat presso la sede centrale dell’azienda a Ebisu, Tokyo, e il Subaru Training Center a Hachioji, Tokyo.

Il sistema di energia solare a consumo vincolato per gli impianti di Oizumi sarà installato e gestito da NTT Facilities. Il completamento del sistema è previsto per il 2019 (FYE marzo 2020), con una capacità di installazione prevista di 1 MW (generazione di 1.145 MWh di elettricità all’anno). Utilizzando questa elettricità all’interno delle strutture si prevede di raggiungere una riduzione delle emissioni di CO2s timata di 330 tonnellate di CO2, pari a circa il 40% delle emissioni di CO2 degli impianti.

Subaru adotterà anche il programma “Aqua Premium” offerto da TEPCO Energy Partner, Inc., per soddisfare parte del fabbisogno energetico del suo stabilimento principale di Gunma e dei suoi uffici di Tokyo. Il programma fornisceelettricità dalla produzione di energia idroelettrica, che non produceemissioni di CO2. Questa mossa dovrebbe ridurre le emissioni di Subaru di circa 10.000 t di CO2(equivalente a 21 GWh di generazione di elettricità all’anno).

Inoltre, Subaru utilizzerà il programma di certificazione GreenPower / Green Heat per l’elettricità consumata e il riscaldamento dalla sua sede centrale a Ebisu e dal Subaru Training Center di Hachioji, con l’obiettivo di raggiungere uffici a zero emissioni di CO2.

Il piano d’azione per l’ambiente di Subaru per l’anno fiscale 2021 (FYE marzo 2022) e quelli a venire pone l’obiettivo di ridurre le emissioni dirette di CO2del Gruppo Subaru al 30% al di sotto dei livelli dell’anno fiscale 2016 (FYE marzo 2017) entro il 2030 (FYE marzo 2031) sul totale del volume delle emissioni.

Audi Q8, il SUV dalle personalizzazioni infinite

Audi ha mostrato un Q8 con interni ultra lusso. Il modello è stato esposto in uno showroom della casa dei Quattro Anelli a Neckarsum, in Germania. L’esterno dell’auto è in colore Galaxy Blue Metallic ma la particolarità è all’interno del veicolo. Il crossover è dotato di un allestimento che non risparmia l’utilizzo di materiale premium. Il pacchetto per gli interni chiamato Audi Exclusive combina l’utilizzo di legno di alta qualità, pelle Alcantara bicolore avana-nero e superfici in alluminio. A giudicare da colore e nervature il legno utilizzato per gli inserti dovrebbe essere rovere.

Sono inoltre disponibili i sedili anche con cuciture bianche a contrasto, il volante come i pannelli delle porte in Alcantara e finiture nero lucido per cruscotto e consolle centrale.

L’allestimento esterno è S Line e monta ruote bicolore da 22 pollici.

Il Q8 in foto è mosso da un motore 50 TDI da 3,0 litri turbo diesel che sprigiona 282 Cv e 600 Nm di coppia. I 0-100 vengo coperti in 6,3 secondi e raggiunge una velocità di punta di 231 km/h.

Accordo FCA – Renault anche il Giappone di traverso

Nei colloqui tra FCA e Renault ha giocato un ruolo chiave il governo giapponese. All’uscita delle prime indiscrezioni su una possibile partnership tra il gruppo italiano e quello francese, il governo del Giappone ha mostrato preoccupazione per un possibile danneggiamento di Nissan.

Il Giappone avrebbe evidenziato i sui dubbi sull’accordo al governo francese. Quest’ultimo, azionista di maggioranza di Renault, ha cercato di mettere in pausa i colloqui con il fine di convincere Nissan sulla bontà dell’operazione. FCA prefigurando un protrarsi nelle tempistiche ha ritirato l’offerta di fusione.

Nel tramonto di questa ipotesi è stato quindi fondamentale il rapporto che intercorre fra Francia e Giappone. Ma gli ultimi tempi non sono stati privi di tensioni fra i due paesi. A novembre c’era stato l’arresto di Carlos Ghosn, l’uomo chiave nella partership fra Renault e Nissan. Questo aveva portato in Giappone a non vedere di buon occhio l’andamento del gruppo Renault-Nissan-Mitsubishi visto che si è ipotizzato che il manager avesse agevolato la casa francese nella sua posizione di rilievo all’interno della compagine aziendale.

Tensioni che sono continuate a salire a seguito della pressione svolta dal nuovo presidente Renault, Jean-Dominique Senard, affinché Nissan avallasse l’accordo con FCA. Irritazione dovuta alla non volontà del gruppo giapponese di fondersi e dal proseguo del dialogo FCA-Renault senza che venisse comunicato a Nissan.

La casa giapponese non vuole che FCA possa ottenere il controllo del gruppo e appropriarsi di tecnologie chiave, in special modo nel campo della mobilità elettrica. Inoltre si aveva timore che il gruppo italiano avesse potuto sfruttare la presenza di Nissan negli Stati Uniti e in Cina.

Quello che si evince dalle ultime indiscrezioni è un quadro a tinte fosche. Nissan non si è esposta pubblicamente nel negare il proprio assenso all’accordo, ma ha usato degli intermediari governativi giapponesi che hanno dissuaso il governo francese a proseguire nei colloqui con FCA.

Volkswagen vince la causa sul design del Maggiolino

Volkswagen ha vinto la causa intentata nei suoi confronti per il design del maggiolino originale.

La figlia di Erwin Komenda, uno dei designer che ha contribuito allo stile del maggiolino, aveva richiesto un risarcimento da 5 milioni di euro. L’oggetto della denuncia era l’utilizzo di elementi di design ideati da Komenda per la costruzione delle successive 3 generazioni di Maggiolino prodotte dopo il Maggiolino originale.

Il tribunale di Brunswick, in Germania, ha esaminato i disegni di Komenda riguardanti il primo progetto del Maggiolino e ha asserito come questi fossero similari al design di altre auto di quel periodo. Inoltre la figlia di Komenda non è riuscita a dimostrare la partecipazione del padre al veicolo Kdf di Volkswagen. Questa auto, progettata nel 1938 da Ferdinand Porsche, è stato il veicolo su cui si è basato lo sviluppo del Maggiolino.

La corte ha quindi rigettato la richiesta di risarcimento negando possibili rivendicazioni sul copyright dei disegni di Komenda.

Komenda, cittadino austriaco, ha lavorato con Ferdinand Porshe prima della seconda guerra mondiale e dopo il conflitto mondiale in Porsche.

Volkswagen dal canto suo ha già annunciato come il Maggiolino, prodotto a Puebla in Messico, uscirà di produzione il prossimo mese.

Militem Hero, il lato cattivo della Jeep Renegade

MILITEM presenta la sua idea di SUV compatto vocato per i lunghi viaggi e le gite fuoriporta estive o invernali. Il tutto sulla base meccanica di un’auto che è leader di mercato nel segmento C e che vanta dimensioni ragionevoli, perfette per affrontare ila traffico e la ricerca di un parcheggio. Lo staff ingegneristico e i designer MILITEM hanno scelto la Jeep Renegade.
Rispetto agli altri modelli della gamma, è il MILITEM con le dimensioni più contenute, 4,23 metri, quindi il più pratico e maneggevole nel traffico per chi vuole comunque una vettura più glamour ed esclusiva. Con pneumatici più larghi, che permettono una migliore trazione, una maggior stabilità e una frenata fulminea, per dare più sicurezza a guidatore e passeggeri.

La calandra anteriore riprende il family feeling di tutta la gamma. Inoltre l’attenzione ricade subito sulle gomme da 20”, che contraddistinguono tutti i MILITEM, abbinati ai parafanghi allargati. Dal punto di vista estetico, la maggiore altezza da terra contribuisce a dare all’HERO un aspetto più dominante, mentre le feritoie presenti sul cofano anteriore danno maggiore sportività.

L’assetto è stato completamente rivisto, incrementandolo di 1,5”. Infatti MILITEM HERO è dotato di una innovativa sospensione MILITEM Lift kit 1,5” Extreme Performance Shocks che varia l’assetto per migliorare le prestazioni e soprattutto la sicurezza nella di guida di tutti i giorni.

Dentro un dettaglio importante, è la completa assenza di plastiche a vista, inclusa la plancia, dal momento che tutto è rivestito in pelle, per dare quell’eleganza che contraddistingue il marchio MILITEM. Inoltre è possibile avere come terza alternativa, anche interni in pelle Nappa.

Il nuovo SUV MILITEM HERO è disponibile con motori a benzina 1.3 Turbo da 180/200 CV per 270 Nm di coppia e 2.0 Turbodiesel Multijet da 170/190 CV per 350 Nm di coppia. Entrambi hanno l’omologazione Euro 6D. Il cambio è automatico a 9 marce.

Chevrolet Corvette rispolvera le sue amicizie Spaziali

Negli anni ’60 e nei primi anni ’70, la Corvette è stata la “macchina di scelta” dagli astronauti che hanno preso parte a missioni spaziali con equipaggio. Chevrolet fece uno sforzo speciale per fornire loro una di queste sportive sportive americane. E poiché le regole di conformità non consentivano l’offerta o l’accettazione gratuita delle auto, era stato concordato con gli astronauti un canone di affitto molto interessante di appena 1 dollaro all’anno. Questa cooperazione ha fornito immagini indimenticabili. Forse la foto più famosa mostra i tre astronauti della Missione Apollo 12 sulla luna, seduti sui tetti delle loro Corvette del 1969.

Mezzo secolo dopo, Corvette si affianca di nuovo a una missione spaziale. Questa settimana, DARE ha presentato il razzo Stratos IV. Questo razzo, che dovrebbe essere lanciato dalla Denel Overberg Test Range in Sud Africa nell’estate 2020. Si tratta del primo aeromobile spaziale sviluppato da studenti e dovrebbe raggiungere un’altezza di oltre 100 chilometri.