Crisi BMW in Cina: partono i licenziamenti

Secondo quanto riferito, BMW China avrebbe avviato un piano di riduzione del personale, con circa 1.800 dipendenti – pari a circa il 10% dell’organico totale di BMW Brilliance Automotive (BBA) – che saranno licenziati a partire dal 2 novembre 2026.

I licenziamenti, confermati da diversi dipendenti ad AI4Robo, riguardano sia i ruoli della linea di produzione (grado P) che quelli amministrativi (grado G), sebbene i più colpiti siano gli addetti alla produzione in prima linea presso la sede centrale dell’azienda a Shenyang, nella provincia di Liaoning.
Secondo quanto riferito dal personale, l’azienda sta offrendo un’indennità di fine rapporto calcolata secondo la formula “N+5”. La componente “N” si basa sullo stipendio mensile al lordo delle imposte, mentre la “5” si basa sullo stipendio base, esclusi i bonus legati alle prestazioni. Sebbene BMW non abbia rilasciato una dichiarazione ufficiale in merito ai licenziamenti specifici in Cina né abbia confermato se questi facciano parte di una più ampia ristrutturazione globale, la mossa fa seguito a un periodo caratterizzato da una riduzione delle assunzioni e dal mancato rinnovo dei contratti negli ultimi tre anni.

L’impatto è stato diffuso, interessando dipendenti con anzianità di servizio variabile, da coloro con 3–5 anni di anzianità a personale di lunga data, compresa la dirigenza di primo livello.
Contesto globale: una ristrutturazione più ampia
Questo sviluppo fa seguito a un’importante riduzione dell’organico presso la sede centrale globale di BMW in Germania. Secondo quanto riportato, il Gruppo BMW prevede di ridurre il proprio organico globale di circa 8.000 dipendenti – circa il 5% della sua forza lavoro, che conta 154.000 unità. A differenza delle attività in Cina, che si sono concentrate sui ruoli produttivi, la ristrutturazione tedesca ha preso di mira principalmente le posizioni amministrative, di ricerca e sviluppo e di pianificazione dei progetti.

LE SFELTE STRATEGICHE

Il programma tedesco, caratterizzato da generosi pacchetti di uscita volontaria, ha registrato un’elevata richiesta, con 5.000 posti disponibili esauriti in tre giorni, portando l’azienda a chiudere il portale delle candidature prima del previsto.
Pressioni finanziarie
I licenziamenti arrivano in un momento in cui BMW deve affrontare notevoli difficoltà finanziarie. Nella prima metà del 2026, il Gruppo BMW ha registrato un calo del 29,4% su base annua dell’utile ante imposte, con il margine EBIT del segmento automobilistico sceso al 3,6% – ben al di sotto dell’obiettivo a lungo termine dell’azienda, compreso tra l’8% e il 10%.

I dati globali sulle consegne relativi ai primi tre trimestri del 2026 mostrano un calo del 4,9%, per un totale di circa 1,71 milioni di veicoli. Il mercato cinese, tradizionalmente il più grande per BMW, si è rivelato particolarmente difficile, con le consegne di veicoli BMW e Mini in calo del 21,8% a circa 376.000 unità nello stesso periodo. Di conseguenza, la quota della Cina sulle vendite globali di BMW si è ridotta dal 32,3% nel 2023 al 25,4% nel 2025.
Brilliance BMW
BMW Brilliance Automotive Ltd. è stata fondata nel maggio 2003 come joint venture tra il Gruppo BMW e il Gruppo Brilliance. A seguito di modifiche alla struttura azionaria, BMW detiene attualmente una quota del 75%, mentre Brilliance ne detiene il 25%.
Con sede a Shenyang, nella provincia di Liaoning, l’attività dell’azienda comprende la ricerca e lo sviluppo, l’approvvigionamento, la produzione e la vendita di veicoli BMW in Cina, nonché i servizi post-vendita. Il suo stabilimento produttivo di Shenyang è il più grande del Gruppo BMW a livello mondiale.

Redazione
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