Addio Polestar 2 fine produzione dopo 7 anni

Sono trascorsi poco più di sei anni e mezzo da quando la Polestar 2 è entrata in produzione. La prima auto elettrica del marchio svedese ha iniziato a uscire dalle linee di montaggio dello stabilimento cinese di Luqiao il 24 marzo 2020. Le ultime sono state prodotte appena pochi giorni fa, ponendo fine a un percorso di successo, ma non privo di alti e bassi.

In questi sei anni e mezzo, il marchio sportivo svedese ha prodotto poco più di 190.000 unità della Polestar 2, introducendo importanti miglioramenti a tutti i livelli praticamente anno dopo anno. Una strategia che Polestar ha messo in atto non solo per mantenersi ai vertici, ma anche con l’obiettivo di prendere le distanze il più rapidamente possibile dall’altro marchio svedese da cui dipende: Volvo.

Infatti, il legame estetico con la casa madre scandinava era più che evidente, motivo per cui la direzione del marchio sportivo ha progressivamente modificato l’immagine, adottando uno stile più minimalista e sofisticato, ma senza stravolgimenti. Le caratteristiche chiave della Precept, che sono state gradualmente introdotte in tutti i modelli del catalogo Polestar, sono state adottate anche nella Polestar 2.

Ma l’immagine non era l’unico elemento che accomunava questa Polestar alla Volvo, da cui era nata come derivato, su una piattaforma progettata anch’essa per motori termici. Ciononostante, la Polestar 2 è riuscita a registrare il suo primo record di produzione raggiungendo le 100.000 unità a metà del 2022, vendendosi in 70 paesi del mondo.

La Polestar 2 è stata anche una delle auto elettriche più vendute tra i modelli premium del segmento D, salendo al quinto posto nella classifica delle vendite in Europa e superando un altro modello di successo come la BMW i4.

ADDIO CON LA LACRIMA

Indiscusso best-seller della gamma nel 2024 e per anni il modello più venduto del marchio, il marchio svedese-cinese ha preferito ritirare il modello senza tante cerimonie, ma sta già indirizzando i clienti di vari mercati europei verso le scorte disponibili invece di accettare ordini configurabili.

In Norvegia, dove sono state immatricolate oltre 16.000 unità, non è più possibile ordinare auto su richiesta; in Germania la versione Standard Range era già scomparsa la scorsa estate, mentre in Spagna figura già come non disponibile, con un rinvio ai «veicoli disponibili». Ovvero ciò che hanno in magazzino.

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«Ritirare la Polestar 2 prima dell’arrivo del modello sostitutivo lascia il marchio senza un modello d’ingresso nella gamma per diversi mesi, proprio nel momento in cui vuole rafforzare la propria presenza in Europa. Il modello sostitutivo deve giustificarsi dal punto di vista tecnico e, inoltre, coprire una fascia di prezzo che la Polestar 4 non riesce a colmare».

Per il momento, l’avanzata Polestar 4, che ha finito per strapparle chiaramente il posto di modello di riferimento del marchio, si è temporaneamente affermata come sostituta. Polestar ha annunciato a febbraio che la nuova Polestar 2 sarebbe arrivata all’inizio del 2027 e che non si sarebbe trattato di un semplice restyling, ma di un’auto fondamentalmente nuova.

Il marchio mantiene segreti tutti i dettagli, puntando su un crossover e anche su una berlina più bassa e sportiva, con un design ispirato alla Polestar 7, la variante SUV che si aggiungerà alla gamma nel 2028. Non c’è nulla di confermato riguardo allo stile, ma sì per quanto riguarda gli aspetti tecnici, poiché utilizzerà la piattaforma SEA di Geely, la stessa della Polestar 4, e un’architettura a 800 V in grado di ricaricarsi a circa 300 kW.

Redazione
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