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Due fondi di investimento salvano Hertz dal fallimento

Una delle più antiche e grandi aziende di noleggio auto è in ginocchioa causa della pandemia. Nel maggio dello scorso anno l’azienda ha presentato istanza di fallimento, dopo di che è iniziata la ricerca di opzioni di ristrutturazione.

Hertz ha trovato investitori disposti a sborsare 4,2 miliardi di dollari per salvare il suo business in difficoltà.

L’azienda è stata fondata nel 1918 negli Stati Uniti e ha iniziato a noleggiare la leggendaria Ford T. Dal 1987 al 2005, Hertz ha fatto parte di Ford e ha generato circa il 10% dei suoi profitti. Nel 2012, Hertz ha assorbito il principale concorrente Dollar Thrifty ed è diventata un’enorme multinazionale, ma lo sviluppo dei moderni servizi digitali non è stata impresa facile. L’emergere dei taxi e dei servizi di carsharing hanno reso più economica la mobilità individuale. Nel 2017, Hertz ha lasciato la Russia proprio in ragione del rapido sviluppo del carsharing nelle principali città, a causa del quale la domanda di noleggio auto tradizionale è diminuita notevolmente.

Un altro colpo sono i servizi di auto in abbonamento, che sono ora offerti da quasi tutte i brand premium. Anche Hertz ha un proprio servizio per gli abbonamenti auto (Hertz My Car), ma è per lei difficile competere con i produttori di auto, poiché Hertz stessa non produce auto e deve acquistarle a prezzi di mercato e non al costo, il che significa non essere competitiva.

LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL

La pandemia di COVID-19 ha solo accelerato l’avvicinarsi della fine: la domanda di auto a noleggio è crollata. Hert ha dovuto licenziare metà del suo personale (circa 20 mila persone) e avviare la procedura di fallimento. Tuttavia, prima di presentare specifica richiesta al tribunale fallimentare degli del distretto del Delaware, Hertz non ha dimenticato di pagare più di 16 milioni di dollari in bonus al suo top management.

Hertz ha appena chiuso un accordo con i fondi di investimento Knighthead Capital Management e Certares che sborseranno fino a 4,2 miliardi di dollari, circa 3,5 miliardi di euro, per l’acquisto del 100% delle azioni della società di autonoleggio. 

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