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Nuova Hyundai Santa Fe 2027: rendering totale

Questa settimana sono state pubblicate in rete le prime foto spia della nuova Hyundai Santa Fe restyling, che consentono già di valutare una serie di modifiche sostanziali al suo aspetto esteriore.

Questi rendering di Kolesa.ru ci permettono di dare uno sguardo definitivo al modello.

Il crossover di medie dimensioni Hyundai, che prende il nome da una delle città del sud degli Stati Uniti, ha una storia che risale al 2001, quando fu presentata la prima generazione del modello, che divenne anche il primo SUV di serie del marchio. Oggi è in produzione la quinta generazione di Santa Fe, che ha debuttato nell’estate del 2023. Il crossover ha un aspetto piuttosto insolito e in alcuni punti controverso, a quanto pare, l’azienda alla fine non lo ha ritenuto molto azzeccato, dato che i prototipi fotografati dagli spioni sono stati chiaramente sottoposti a una significativa revisione in termini di design.

Rendering Kolesa.ru

LA GAMMA MOTORI

La Hyundai Santa Fe restyling avrà una parte anteriore completamente nuova con luci di marcia verticali, mentre i blocchi dei fari saranno posizionati notevolmente più in basso nel paraurti.

La maggior parte della carrozzeria è ancora nascosta dal camuffamento, ma possiamo supporre che lungo il bordo del cofano appariranno strisce LED orizzontali, come su molti altri modelli dell’azienda. Il dettaglio più controverso dell’attuale crossover sono i fanali posizionati molto in basso, e questo verrà corretto durante il restyling: i prototipi fotografati dagli spioni hanno blocchi verticali di ottica posteriore, mentre la nicchia della targa rimane nel paraurti posteriore.
Molto probabilmente, il SUV rinnovato manterrà la gamma di motorizzazioni del modello attuale. Attualmente comprende ibridi con motore turbo a benzina 1.6T GDI Gamma III: nella versione HEV senza presa di ricarica eroga 180 CV e 265 Nm, nella versione PHEV ricaricabile 160 CV e 265 Nm. La versione più potente del crossover è equipaggiata con un motore turbo a benzina 2.5T GDI della famiglia Theta III (281 CV, 422 Nm) e un cambio DCT a 8 rapporti con doppia frizione.
Il debutto della Hyundai Santa Fe aggiornata è previsto per il prossimo anno.

Nuova Bentley Bentayga X: oltre le regole

Bentley ha portato alla gara su ghiaccio FAT Ice Race nella località sciistica austriaca di Zell am See il prototipo dell’hardcore Bentayga X, al volante ci sarà il leggendario giornalista e conduttore televisivo britannico Chris Harris, che trainare la famosa sciatrice norvegese Hedvig Wessel, che ha partecipato alle Olimpiadi invernali di Sochi nel 2014. L’attrazione con personaggi famosi dovrebbe attirare la massima attenzione sul progetto Bentley Bentayga X, perché l’azienda britannica, che sta attraversando un calo delle vendite, sta seriamente valutando la possibilità di produrre una versione di serie di questa show car.

Le vendite mondiali di Bentley sono in calo per il terzo anno consecutivo dopo il picco del 2022, quando è riuscita a vendere 15.174 auto. Nel 2025 l’azienda britannica, che fa parte del gruppo tedesco Volkswagen, ha venduto 10.100 auto, il 4,8% in meno rispetto al 2024. Il calo delle vendite significa che Bentley sta facendo qualcosa di sbagliato, perché nel complesso il mercato delle auto di lusso continua a crescere ed è lontano dalla saturazione. Per ora permangono i presupposti principali per tale crescita, ovvero l’aumento della stratificazione sociale: i poveri e la classe media si impoveriscono, mentre i ricchi si arricchiscono e vogliono consumare più beni di lusso, comprese le automobili.

La salute di Bentley è stata compromessa dall’abbandono nel 2024 del motore W12 di prestigio, combinato con un eccessivo entusiasmo per l’ibridazione e l’elettrificazione, e questo nel segmento di lusso del mercato automobilistico non è attualmente ben visto: sono tornati in auge i valori tradizionali dell’automobile: motori potenti e rombanti a più cilindri e sensazioni di guida analogiche. Bentley, ovviamente, sta cercando di reagire al cambiamento di tendenza, come dimostra la Continental GT Supersports presentata lo scorso anno con una sovrastruttura ibrida, ma questo non basta: l’azienda ha bisogno di altri prodotti di successo, uno dei quali potrebbe essere la versione hardcore del crossover Bentayga con la lettera X.

LA SFIDA ALLE PREMIUM

Audi e BMW stanno sviluppando i propri fuoristrada brutali, e anche Bentley sta valutando se entrare in questa nicchia, tanto più che Rolls-Royce difficilmente si deciderà mai a farlo, essendo troppo aristocratica per questo. Se le reazioni alla Bentley Bentayga X saranno positive, l’azienda inizierà a preparare un modello di serie nello stesso spirito.

Il prototipo della Bentley Bentayga X è stato realizzato sulla base della versione stradale top di gamma Speed con motore V8 da 650 CV e sospensioni pneumatiche, integrate da un sistema di controllo attivo del rollio. L’altezza da terra è stata aumentata di 55 mm e ora è di quasi 310 mm, mentre la profondità del guado superabile ha raggiunto i 550 mm.

Mazda CX-5 da record nella storia del marchio

Il SUV più venduto di Mazda ha appena raggiunto un traguardo importante, e lo ha fatto in tempo record. Alla fine del 2025, la CX-5 ha ufficialmente superato i 5 milioni di unità prodotte e vendute, diventando così la terza Mazda a raggiungere questo traguardo dopo la 323 e la Mazda3. Ciò che distingue la CX-5 è la rapidità con cui ha raggiunto questo risultato, in soli 14 anni.

Lanciata originariamente nel 2011 e basata sul concept Minagi, la prima generazione della CX-5 ha introdotto il linguaggio stilistico Kodo di Mazda nella sua gamma di SUV. La seconda generazione è arrivata nel 2016, seguita dalla terza nel 2025.

Nel corso della sua carriera, la CX-5 è stata commercializzata in oltre 100 paesi e regioni in tutto il mondo. Continua a dominare le classifiche di vendita di Mazda con un margine considerevole.

Questo SUV ha appena fatto qualcosa che solo altre due Mazda nella storia hanno mai fatto
Le tre generazioni della Mazda CX-5.
Nella classifica di tutti i tempi di Mazda, la longeva 323/Familia/Protegé (1963-2003) detiene ancora il primato con oltre 10 milioni di unità prodotte. Segue la Mazda3, lanciata nel 2003, che ha superato i 6 milioni di unità vendute fino ad oggi. La MX-5 Miata segue al quarto posto, con oltre 1,2 milioni di roadster vendute dal suo debutto nel 1989.

Il Nord America è stato il principale motore di crescita delle vendite della CX-5. Sul totale globale, oltre 1,9 milioni di unità sono state vendute in questa regione, rappresentando quasi il 40% di tutte le vendite. Questo nonostante il fatto che la CX-5 non sia prodotta negli Stati Uniti o in Canada.

Segue la Cina con 1 milione di unità vendute, seguita dall’Europa con 820.000. Il mercato interno di Mazda, il Giappone, rappresenta 560.000 unità, mentre l’Australia chiude la top five con 300.000.

CX-5 DA RECORD

Sebbene il CX-5 sia il modello Mazda più venduto negli Stati Uniti, è ancora indietro rispetto ai suoi principali concorrenti. Nel 2025, Mazda ha venduto 136.335 unità negli Stati Uniti, ma questo dato è ben al di sotto delle 403.768 unità della Honda CR-V e delle 479.288 della Toyota RAV4.

Tuttavia, vale la pena notare che la Mazda CX-50, di dimensioni simili, ha aggiunto altre 110.345 unità al mercato statunitense, introducendo un livello di concorrenza interna. Resta da vedere se l’arrivo della nuova CX-5 cambierà questo equilibrio. Il nuovissimo modello 2026 dovrebbe arrivare nei concessionari nelle prossime settimane.

Nuovo Suzuki Jimny 2026: Restyling in Giappone

Pochi mesi dopo aver lanciato in Giappone le versioni aggiornate della Jimny e della Jimny Sierra, Suzuki ha ora esteso gli stessi aggiornamenti alla Jimny Nomade a 5 porte.

Il modello ha già riscosso un grande successo sul mercato interno sin dal suo debutto nel 2025, e questo restyling sfrutta tale slancio con una serie di modifiche funzionali.
L’esterno della Jimny Nomade rimane pressoché invariato, anche se è stato aggiunto un nuovo sensore appena sopra la presa d’aria del paraurti anteriore. Il SUV lungo 3.890 mm introduce anche una nuova opzione di verniciatura Granite Gray Metallic, portando a sette il numero totale di colori disponibili.

All’interno, l’aggiornamento più evidente è il display infotainment opzionale da 9 pollici. Offre integrazione con lo smartphone, navigatore integrato e telecamera posteriore. A completarlo c’è un display multi-informazioni a colori da 4,2 pollici di serie, situato tra gli indicatori analogici, che fornisce i dati del veicolo a colpo d’occhio.

Suzuki ha anche apportato piccole modifiche agli interni che comunque contano. L’illuminazione interna a LED è ora di serie e il volante è dotato di comandi audio e telefono. Inoltre, è stata aggiunta una porta USB con otturatore al vassoio anteriore.
Sotto il cofano, il pacchetto meccanico rimane invariato. La Jimny Nomade continua a montare il motore a benzina aspirato da 1,5 litri a quattro cilindri, che eroga 101 CV (75 kW) e 130 Nm di coppia. Come in precedenza, la potenza viene trasmessa a tutte e quattro le ruote tramite un cambio manuale a cinque marce o un cambio automatico a quattro marce.
Il kit ADAS è stato migliorato con l’adozione del Dual Sensor Brake Support II, del supporto alla frenata a bassa velocità, della notifica e prevenzione di deviazione dalla corsia e di una funzione di riconoscimento dei segnali ampliata. Ancora più importante, i veicoli automatici sono dotati di cruise control adattivo e tutti i modelli sono equipaggiati di serie con sensori di parcheggio anteriori e posteriori.

IL LISTINO AGGIORNATO

Il Suzuki Jimny Nomade aggiornato parte da 2.926.000 yen (circa 19.000 dollari), indipendentemente dal fatto che si scelga il cambio manuale o automatico. Si tratta di un aumento di 275.000 yen (1.800 dollari) per il cambio manuale e di 176.000 yen (1.100 dollari) per quello automatico rispetto alla versione precedente.

Gli optional includono il touchscreen aggiornato a 128.700 yen (830 dollari), una verniciatura bicolore a 55.000 yen (350 dollari) e un pacchetto di accessori Craggy Style che aggiunge 404.030 yen (2.600 dollari) al prezzo totale.
A causa dell’elevata domanda, coloro che effettueranno un ordine tra il 30 gennaio e il 28 febbraio parteciperanno a una lotteria, mentre gli ordini regolari saranno aperti dal 1° marzo. L’inizio della produzione è previsto per luglio, poiché Suzuki ha bisogno di tempo per soddisfare gli ordini arretrati esistenti per il Jimny Nomade uscente.

Vale la pena notare che la Jimny Nomade a cinque porte viene importata in Giappone dallo stabilimento Suzuki di Gurugram in India. Con questo aggiornamento ora in vigore, è probabile che cambiamenti simili seguano in altri mercati, tra cui India e Australia.

Nuova Fiat Panda Fastback 206: Rendering totale

Si prevede che la nuova Fiat Panda Fastback debutterà nel giugno 2026 e sarà in vendita in autunno.

Il marchio Fiat, parte del colosso automobilistico Stellantis, ha presentato una cross-hatchback, denominata Grande Panda, nell’estate del 2024. Questo modello ha completato la gamma della “normale” hatchback Panda di terza generazione, prodotta dal 2011. Si prevede che in futuro la famiglia sarà ampliata con un crossover coupé: in precedenza, i paparazzi avevano già immortalato i relativi prototipi camuffati durante i test su strada.
Per ora l’azienda non ha rivelato il nome ufficiale della futura novità, ma i media hanno soprannominato il crossover Fiat Panda Fastback. In precedenza, il designer di Kolesa.ru Nikita Chuiko aveva presentato la sua versione dell’aspetto potenziale della futura auto. Ora i nuovi rendering sono stati preparati dall’artista dell’edizione spagnola Motor.es, sulla base delle recenti foto spia del prototipo di prova del futuro crossover.

A giudicare dalle nuove immagini, il crossover potrebbe avere un proprio aspetto, ma nello stile dell’attuale Grande Panda. Così, nel modello del rendering, i fari anteriori hanno delle sporgenze e un disegno luminoso a forma di linee orizzontali, mentre i fari sono collegati tra loro da una barra con linee luminose e la scritta illuminata del marchio.

Sotto si trova una stretta griglia del radiatore, e ancora più in basso nel paraurti anteriore è integrata una presa d’aria rettangolare con linee orizzontali argentate. Il SUV nel rendering è raffigurato con una carenatura in plastica lungo il perimetro della carrozzeria, comprese le coperture semicircolari sui passaruota. Si prevede che il nuovo modello sarà dotato di cerchi in lega leggera con diametro fino a 18 pollici.

Questo nuovo modello avrà ovviamente un tetto inclinato senza barre portatutto e, probabilmente, una coda pulita senza spoiler. A giudicare dalle immagini, il crossover coupé potrebbe avere un’antenna a pinna di squalo, tradizionali specchietti esterni con corpi di colore nero e normali maniglie delle porte (anch’esse nere). Il “monofonare” è realizzato a forma di tratteggi e al centro è diviso dalla scritta Fiat.

MOTORE E DATI TECNICI

Secondo i dati preliminari, l’abitacolo del nuovo crossover coupé Fiat sarà diverso dall’attuale crossover Grande Panda. Non è escluso che avrà display separati, che fungeranno da quadro strumenti virtuale e touchscreen del sistema di informazione e intrattenimento. Inoltre, gli interni della novità avranno probabilmente un look speciale.

Secondo i dati preliminari, la nuova vettura condividerà la tecnologia con la Fiat Grande Panda. Ciò significa che molto probabilmente sarà disponibile una versione con motore a benzina, una versione ibrida e una versione completamente elettrica.

Il crossover coupé debutterà probabilmente nel giugno 2026 e sarà in vendita in autunno.

Audi A1: addio senza eredi

Audi ha smesso di accettare ordini per il modello base A1, il che indica la sua imminente uscita dal mercato.

L’Audi A1 ha debuttato come concept car nel 2007, anche se in realtà il concept si chiamava metroproject quattro e l’indice A1 è stato assegnato alla berlina di serie, la cui produzione è iniziata nel 2010 nello stabilimento Audi di Bruxelles (chiuso lo scorso anno). Inizialmente l’Audi A1 era disponibile solo nella versione a tre porte, ma nel 2012 è stata lanciata sul mercato la versione a cinque porte Sportback.

Nella prima generazione, l’Audi A1 era più di una semplice versione premium della Volkswagen Polo. Per la berlina più piccola, Audi ha creato una carrozzeria molto elegante con una verniciatura bicolore, grazie alla quale l’A1 ha attirato in modo molto efficace gli acquirenti della Mini. Inoltre, gli ingegneri Audi hanno “avvitato” alla piattaforma PQ25 la trazione integrale quattro e hanno creato versioni “cariche” della “uno” con motore turbo a benzina da 2,0 litri e cambio manuale a 6 marce: prima è stata prodotta la “tre porte” in edizione limitata A1 quattro (256 CV), poi è apparsa la versione più popolare S1 (231 CV), disponibile sia nella versione a tre porte che a cinque porte. Le Audi A1 a trazione integrale sono oggi molto apprezzate sul mercato dell’usato.

Addio Audi A1 questa sarà l'ultima generazione

LA SCELTA STRATEGICA

La seconda generazione dell’Audi A1 sulla piattaforma MQB A0 ha debuttato nel 2018, la sua produzione è stata avviata nello stabilimento Seat di Martorell, in Spagna. Questa generazione era già una versione premium della Volkswagen Polo, mentre l’originalità della carrozzeria e la trazione integrale erano ormai un ricordo del passato. In compenso, alla gamma è stata aggiunta una versione crossover con maggiore altezza da terra e carenature protettive in plastica: inizialmente chiamata citycarver, nel 2022 è stata ribattezzata allstreet.

Purtroppo non disponiamo di dati precisi sulle vendite dell’Audi A1 nel corso degli anni, sappiamo solo che le vendite annuali della hatchback di prima generazione in Europa si avvicinavano alle centomila unità, mentre la seconda generazione ha registrato un calo delle vendite del 30-40%.

Che l’Audi A1 non avrebbe avuto una terza generazione era già noto nel 2022. All’epoca l’azienda annunciò che anche il crossover più piccolo, l’Audi Q2, non avrebbe avuto un diretto successore. Non si sa ancora per quanto tempo l’Audi Q2 rimarrà in produzione (viene prodotta anche in Cina), il configuratore sul sito tedesco Audi è ancora attivo, mentre per l’Audi A1 è finita: sono rimaste in vendita solo le auto disponibili presso i concessionari, non è più possibile ordinare una nuova “uno” non è più possibile ordinare una nuova “A1”

dal produttore, poiché il configuratore per questo modello è stato disattivato.

Nuova Bentley Continental GT S 2026

La gamma Bentley Continental GT cresce con l’aggiunta di due nuove varianti “S” ad alte prestazioni, ovvero la Continental GT S e la GT Convertible S.

Colmando il divario tra la GT entry-level e i modelli Speed più potenti, le auto “S” combinano elementi di entrambe per chi desidera una via di mezzo.

A partire dal motore, la GT S è dotata del V8 crossplane biturbo da 4,0 litri della vettura base con un sistema ibrido plug-in da 680 CV e 930 Nm. Bentley afferma che questa configurazione, abbinata a un cambio a doppia frizione a otto rapporti e a un sistema di trazione integrale, è più potente di 130 CV rispetto alla precedente generazione della GT S, consentendo un’accelerazione da 0 a 100 km/h più rapida di mezzo secondo, in 3,5 secondi, con una velocità massima di poco superiore ai 305 km/h.

L’azienda sottolinea inoltre che il propulsore “High Performance Hybrid” supera le prestazioni del motore W12 ormai fuori produzione, garantendo al contempo un’autonomia in modalità elettrica pura di ben 80 km. Come passo avanti rispetto alla GT entry-level, le auto “S” sono dotate di un sistema di scarico sportivo che migliora il sound del V8.

STILE E PRESTAZIONI

Il telaio attivo Performance di Bentley, solitamente riservato ai modelli Speed e Mulliner, è di serie sulle vetture GT S. Questo sistema offre miglioramenti alla maneggevolezza sotto forma di ammortizzatori a doppia valvola, torque vectoring (da anteriore a posteriore e tra gli assi), sistema antirollio attivo Bentley Dynamic Ride a 48 V, una nuova generazione di software di controllo ESC e, per la prima volta nella gamma GT S, un differenziale elettronico a slittamento limitato e sterzo integrale.

In termini di estetica, la specifica Blackline aggiunge numerosi componenti discreti per conferire un carattere sportivo. Questi includono lo spoiler anteriore inferiore scuro, le griglie a matrice nero lucido, le ali e le scritte Bentley nere, mentre i gruppi ottici sono tutti oscurati. I cerchi da 22 pollici a dieci razze sono di serie in argento, ma è possibile sostituirli con quelli nero lucido a pagamento.

All’interno, la tappezzeria bicolore è esclusiva di questi modelli GT S, con altri tocchi di lusso come il design scanalato dei sedili, il tessuto tecnico Dinamica e le finiture in nero pianoforte. Come ci si aspetterebbe, Bentley offre molte altre finiture, come la fibra di carbonio lucida, ed è possibile optare per la tappezzeria interamente in pelle e le finiture scure.

DR Group e OSCA: il sogno ad Anagni

La prima puntata di una vicenda che vede protagonista il Gruppo DR di Isernia nella persona del suo primo promotore e titolare ha preso corpo in tempi diversi: c’è il momento della acquisizione da parte di Massimo Di Risio di diritti su due Marchi Storici (O.S.C.A. nel 2022 ed Itala, seppure in questo secondo caso era già registrata – al 28 Giugno 2011 – una Ragione Sociale “Itala SpA” a Macchia d’Isernia); c’è il momento del tentativo di acquisizione del sito di Termini Imerese da parte di una cordata di Imprenditori di cui DR Group faceva parte; ci sono diversi preannunci da parte dell’Imprenditore molisano della volontà ed esigenza di espandere ed implementare il sito originario di Macchia d’Isernia (oggi esteso su 250.000 metri quadri circa di territorio adibito a stabilimento produttivo completo).

Ed infine c’è un evento apparentemente separato e distinto, cioè quello di una acquisizione di area produttiva ad Anagni; dico “apparentemente” perché sembrerebbe quasi slegata dal mondo Automotive se non vi fosse stata in Rete e nella dimensione mediatica dell’Informazione di settore una continua e pedissequa associazione – parebbe quasi assiomatica – tra questa acquisizione ad Anagni, il ruolo di Massimo Di Risio,la presunta “nascita” di un Polo Automotive a fianco della Città dei Papi, ed infine la possibile rinascita di uno dei due Marchi storici detenuti dal Titolare del Gruppo DR.

E’ a questo punto, per chiarire i dubbi di tanti amici che nel corso di un semestre ci hanno chiesto lumi su tutta la situazione, che ho deciso di investire notti e sonno per cercare di essere didascalico e ovviare a tante lacune informative che, a mio avviso, hanno dato luogo sui media ad assiomi e teoremi che ritengo siano tutti da dimostrare e concretizzare. 

Allora ricominciamo là da dove questa storia ha inizio. E’ Giovedì 7 Agosto del 2025, Roma è invasa da turisti di ogni sorta, ma due in particolare sono “turisti” speciali e non sono certo arrivati nella Capitale per il Giubileo.

7 Agosto 2025: l’incontro a Via Veneto

Uno in effetti è un Business man che non ha certo bisogno di presentazioni: è Massimo Di Risio, il promotore e titolare di una impresa unica nel suo genere a livello Automotive che diversi mesi fa abbiamo avuto il piacere di descrivere così in un nostro articolo: “DR Automobiles ha affrontato nel corso dei suoi primi venti anni tre tempeste (Crack Lehman, Lockdown, crisi materie prime e risorse energetiche), ha vissuto in prima persona la dimensione del nuovo mercato cinese, ha affrontato la trasformazione tecnologica e la transizione elettrica, e si è imposta come modello di resilienza e continuità sul mercato sopravvivendo – nonostante le piccole dimensioni industriali – a veri e propri “Top Player” di mercato internazionale che sono scomparsi o ridimensionati prepotentemente “. 

 

Insomma, l’impresa di Di Risio ci piace, a quanto pare. Ma non divaghiamo: il secondo “turista” speciale, visto che siamo ancora nel 2025 in pieno Giubileo, proviene proprio dalla Città dei Papi e si chiama Francesco Borgomeo

Come si può leggere dal completissimo sito “alessioporcu.it” è nato a Firenze da una famiglia che nel passato era proprietaria delle Fornaci di Formia, ed oltre ad essere un brillante Imprenditore, nel secondo Governo Prodi diventa Capo Segreteria del Ministro della Giustizia tra il 2006 ed il 2008. Nel 2009 rileva lo Stabilimento ex Marazzi Sud di Anagni e dopo un lungo percorso di riconversione fonda la “Saxa Gres”. In realtà in quell’incontro a Via Veneto il Dottor Borgomeo non è proprio digiuno di Automotive. Non solo perché fino a pochi anni prima è stato proprietario della “GKN Driveline” di Campi Bisenzio, ma perché è anche il Presidente di Unindustria Cassino-Gaeta e dunque osservatore speciale in via diretta ed ovviamente privilegiata della situazione corrente del polo Stellantis di Piedimonte San Germano. 

Ma ho parlato dello Stabilimento ex Marazzi Sud di Anagni: nel 2009 viene rilevato e nel 20215 nasce “Saxa Gres”: generatadall’impegno di Francesco Borgomeo, alla guida del Gruppo dalla sua fondazione, insieme a soci finanziatori quali due InvestmentFunds (uno inglese ed uno italiano) la “Saxa Gres” produce(va)elementi edilizi di copertura e pavimentazione attivando un processo fortemente circolare basato sul recupero di materiale di scarto e riducendo i fabbrisogni di energia ed acqua, con immediato vantaggio ecologico ed ambientale.

Ma stiamo dunque parlando di un Impianto adibito a produzione e cottura di ceramiche: quanto è adatto a produrre od assemblare automobili? A priori quasi “Zero” e Ve lo dico anche perché, con un lustro dedicato professionalmente alle SOA diversi anni fa, ne ho visitate di fornaci e di Stabilimenti di produzione di materiali cotti per edilizia, e di affinità con gli Stabilimenti di produzione auto, nisba.

Al massimo la diversa destinazione di uso di un impianto di edilizia a cottura dismesso può essere più facilmente il sito di immagazzinaggio e movimentazione auto finite per la distribuzione territoriale (snodo logistico) perché generalmente gli impianti di produzione laterizi ed elementi edilizi hanno una proporzione di spazi molto sbilanciata sulle aree scoperte; con un poco più di impegno, dal lato delle ristrutturazioni e delle autorizzazioni amministrative, si potrebbe pensare ad un sito per la gestione logistica e la distribuzione delle parti di ricambio; ma per ogni “upgrade” progressivo di costruzione od assemblaggio totale o parziale di auto gli impegni in termini di ristrutturazione e di permessi amministrativi diventa davvero più complessa ed onerosa.

L’impianto Saxa Rubra ad Anagni, alcuni chiarimenti

Ecco perché, se leggete sopra, ho inteso approfondire una serie di troppo ottimistici assiomi tra questo Stabilimento ed un ancora onirico “Polo Automotive” ad Anagni; che, a titolo di opinione personale, è uno dei centri del Frusinate meno affine all’Automotive. Nella Provincia di Frosinone ovviamente c’è l’imbarazzo della scelta: l’Impianto FCA di Cassino/Piedimonte San Germano, la “Tecnobus S.r.l” a Ferentino, la “MazzocchiaSpA” che produce allestimenti per Veicoli di Servizio ecologico a Frosinone, e sempre a Frosinone la “Bull Trail” e la “FGM” costruiscono semirimorchi per Camion. 

E ad Anagni? Se proprio li vogliamo chiamare siti di interesse Automotive territoriali, ci sono nell’interno e nei dintorni (Alatri, Ferentino e Morolo) alcuni Suppliers di Primo e secondo livello: 

Prima Sole Components Srl, Al.Scar Srl e Centro Multi Servizi Car Srl, Automotive Transition Srl, Casillo Sistemi Idraulici Srl, Roberto Cantinelli Srl, FT Autotrasformazioni Srl, Tecnoitalia ed infine VF Car Srl. 

Questo solo per la precisione. Anagni, lo possiamo capire da uno speciale che segue nella terza puntata, è un territorio produttivo con vocazione diversa dall’Automotive “diretto”. Invece l’oggetto della trattativa di accordo tra Massimo Di Risio e Francesco Borgomeo è, tra le altre cose, un sito produttivo censito, leggo testualmente dalle pagine di localizzazione sul Web, in zona Selciatella ad Anagni a Via Osteria della Fontana 69 a/b/d. Perché “tra le altre cose”? Perché l’acquisizione operata da Di Risio non può riguardare solo lo stabilimento ma deriva da una iniziativa giudiziaria precedente: 

si tratta del Ramo d’azienda che a Maggio del 2025 appare nella pubblicità dell’Istituto Vendite Giudiziali di Roma.

Formalmente il Ramo d’Azienda, a seguito di Composizione negoziata della Crisi d’Impresa, ceduto dalla “Saxa Gres” di Anagni comprende: lo Stabilimento di Via Osteria della Fontana a Selciatella di Anagni (Piano Terra e seminterrati di Stabilimento coperto da lastrico solare in parte sormontato da pannelli fotovoltaici); un’area di terreno scoperta (parte del quale era già stata compromessa in vendita alla Energia Anagni Srl e soggetto a rinegoziazione a condizioni migliorate per la Saxa Gres); 64 contratti di lavoro per altrettanti dipendenti che, esperita la procedura sindacale, in continuità occupazionale saranno riqualificati in funzione della diversa attività di Impresa, con stabilizzazione garantita per almeno 24 mesi (28 mensilità più TFR finale, aggiungo io); Passività nell’ordine dei debiti maturati nei confronti dei Dipendenti trasferiti a titolo di salari maturati e non ancora corrisposti, compensi variabili, bonus indennità di qualsiasi tipo, R.O.L., riposi compensativi, conto ore, somme maturate a titolo di Ferie, straordinari, tredicesima e quattordicesima, più T.F.R.; Gravami in ordine ad Ipoteche (3 milioni di Euro di Ipoteca di Primo Grado e 750.000 Euro in Ipoteche di Secondo Grado). L’acquisizione del Ramo di Azienda di Saxa Gres, in specifico, non viene operato direttamente da DR Group ma da una Società appositamente creata per la transazione: si tratta della “Jarama Srl” di cui abbiamo parlato alla prima parte del nostro racconto. Quale potrebbe essere uno dei motivi per cui si è pervenuti a questo tipo di transazione e perché sarebbe dovuta servire una Ragione Sociale appositamente creata per la transazione? 

Ancora una volta il Web ci viene in soccorso, tra le righe di un Sito pubblico di informazione forense, “Norme e Tributi Plus”.

L’accordo di cessione del Ramo d’Azienda

Lo Studio di Consulenza Legale “Nius Legal & HR Solution” ha assistito Di Risio con forte attenzione verso la salvaguardia dei posti di lavoro delle maestranze impiegate dalla “Saxa Gres”. In particolare, NIUS ha assistito DR AUTOMOBILES nelle negoziazioni con SAXA GRES, le Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL, UIL e UGL, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove da tempo era aperto un tavolo di crisi per SAXA GRES.

La divisione legal di NIUS, NIUSLex, ha sottoscritto per conto della Società gli accordi sindacali conclusivi sia dell’operazione straordinaria di agosto; nonché quelli in materia di ammortizzatori sociali; ha inoltre gestito tutti gli aspetti relativi all’ottenimento del beneficio della cassa integrazione per riorganizzazione aziendale, propedeutico alla realizzazione dell’importante investimento attuato dalla DR AUTOMOBILE.  

E mentre quest’ultima era assistita dallo Studio NIUS Legal, la Saxa Gres – nel contesto della composizione negoziata della crisi che l’aveva investita – era assistita dall’Avvocato Francesco Marotta. Ultima ed esaustiva tappa è stato l’avallo del Tribunale di Roma nello scorso mese di Novembre 2025 all’operazione di cessione che ha previsto un corrispettivo complessivo di sette milioni di Euro.

Bene, il dovere di precisione e di completezza di informazione è stato finora assolto, ed a questo punto mi resta il momento e forse anche il diritto di una perplessità personale. 

 

Riepiloghiamo: il giorno 7 Agosto 2025, con la firma di un accordo tra Massimo Di Risio e Francesco Borgomeo presso la sede prestigiosa del Mimit a Via Veneto, ed alla presenza delle rappresentanze delle Istituzioni locali e delle organizzazioni sindacali del settore chimico, gomma e plastica, accade che Massimo Di Risio diventa proprietario – mediante la “Jarama Srl” – ANCHE di uno Stabilimento ad Anagni che all’atto della firma è abilitato a produrre componenti in gomma e plastica ed elementi di rivestimento in ceramica cotta. Si, avete capito bene.

E per farlo – acquisendo tutto questo da un comparto industriale che con l’Automotive ha ben poco a che fare – Di Risio decide di acquistare un intero Ramo di Azienda, e a tale scopo si è sobbarcato 110 chilometri fuori da Macchia d’Isernia, superando a piè pari il Distretto Automotive più simbolico del frusinate (quello di Cassino) con tutto l’indotto di supply chain composto da almeno 40 Imprese piazzate nel raggio di 30/40 chilometri dallo Stabilimento Stellantis; trascurando serenamente le vicine e più appetibili “ZES” di Abruzzo, Campania ed Umbria; ed infine andandosi a piazzare ad una distanza identica, rispetto al fondamentale snodo portuale di Gaeta, di quella che si misura tra lo stesso porto e Macchia d’Isernia. 

Tutto questo, badate bene, fino alla data del 7 Agosto gli è costatoalmeno sette milioni di Euro salvo la novena di spese cui potrebbe essere costretto ad impegnarsi in ristrutturazioni, implementazioni, dotazioni, adeguamenti, meccanizzazione ed informatizzazione per rendere quel sito di Via Osteria della Fontana funzionale ad una attività legata al comparto Automotive; e senza per giunta contare l’impegno di tempi, risorse e soldi per tutta la procedura di autorizzazioni, permessi, concessioni amministrative necessarie per attività legate direttamente al settore Automotive che possono andare dalle più semplici alle più complesse dal lato delle formalità amministrative: dal sito logistico di movimentazione e stoccaggio di auto da distribuire per la commercializzazione, a sito di magazzinaggio e logistica Ricambi e parti, fino al vero e proprio Stabilimento di costruzione od assemblaggio totale o parziale di Auto.

Domanda conseguente e legittima: perché? Se un Imprenditore sceglie di fare un acquisto, di solito lo fa secondo convenienza. Non lo dico io ma i manuali di Management. 

Ma dove sarebbe, in tutta questa operazione, la convenienza? Ed infine: dove si può ricavare, da tutta questa cronistoria, un link razionale ed evidente tra l’impianto di Saxa Gres e la rinascita eventuale di “O.S.C.A.” o di “Itala”? 

Speriamo di capirci qualcosa di più nelle puntate a seguire. (Fine seconda Parte)

Riccardo Bellumori