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Nuova BMW i3 2026: Anteprima e Dati Tecnici

Lo scorso anno ha segnato l’inizio della nuova e cruciale era Neue Klasse di BMW con la iX3, ma l’auto che tutti stavamo aspettando è questa – la BMW i3 NA0. La Serie 3 è sempre stata la berlina sportiva bavarese per eccellenza, e l’azienda ha reinventato con audacia il suo modello più importante per l’era elettrica.

Come la iX3, anche la i3 – da non confondere con la precedente city car – è costruita su una piattaforma completamente nuova e specifica per veicoli elettrici, con un’architettura elettrica a 800 volt che consente ricariche più rapide e prestazioni superiori. Cambia anche radicalmente direzione nel design, dentro e fuori, mentre le più recenti tecnologie di Monaco introducono un concetto di display completamente diverso.

Nonostante tutto ciò, la i3 è stata volutamente progettata come una classica berlina squadrata – e non come i profili aerodinamici e amorfi che arrivano dalla Cina in questo periodo – con una vetratura verticale che richiama i modelli BMW classici degli anni ’70, ’80 e ’90. La modernità arriva invece dai dettagli, anticipati dalle concept i Vision Dee e Vision Neue Klasse.

Come sulla iX3, la i3 sfoggia un frontale “shark nose”, con due ampi pannelli neri lucidi che si assottigliano verso l’esterno, integrando i fari LED quadrupli e le luci diurne diagonali. Al posto delle piccole narici verticali del SUV (che richiamavano le originali berline Neue Klasse), ci sono guide luminose integrate nei pannelli centrali che richiamano la classica doppia griglia a rene.

Dopo anni di design BMW eccessivamente elaborati, le superfici della i3 risultano sorprendentemente pulite, con il cofano piatto interrotto solo da una “valle” centrale che ospita il logo a elica. Di lato, i parafanghi leggermente bombati aggiungono muscolosità (siamo impazienti di vedere come sarà la versione M più estrema), mentre la linea bassa lungo le fiancate abbassa visivamente l’auto.

Ovviamente, nessuna Serie 3 è completa senza il gomito di Hofmeister, e quello della i3 è l’interpretazione più tradizionale vista da tempo. Qui, però, è realizzato in plastica nera invece che integrato nelle porte, presumibilmente per evitare che il bordo colpisca il torace delle persone quando si aprono le porte. Per la prima volta su una Serie 3, ci sono maniglie a filo con apertura elettronica.

Il posteriore rappresenta un’altra rottura con la recente tradizione BMW, con fanali sottili e larghi a forma di L e un’altra “valle” che ospita il badge, sopra la targa. La i3 può montare cerchi fino a 21 pollici (questi sono gli Style 1067 M Aerodynamic, per chi se lo chiedesse) e introduce una nuova vernice M Le Castellet Blue.

Con il cofano corto (non c’è più bisogno di ospitare un motore termico longitudinale, anche se ora c’è un vano anteriore), la i3 sembra una berlina più compatta rispetto all’attuale Serie 3 G20, anche se in realtà è il contrario. Con 4.760 mm di lunghezza, 1.865 mm di larghezza e 1.480 mm di altezza, è più lunga di 47 mm, più larga di 38 mm e più alta di 40 mm rispetto al modello a benzina, mentre il passo di 2.897 mm è più lungo di 46 mm.

INTERNI E TECNOLOGIE

Lo spazio extra dovrebbe offrire molto più comfort ai passeggeri posteriori, ma il posto migliore resta quello del guidatore. A parte i pannelli porta con design avvolgente, l’abitacolo anteriore è praticamente identico a quello della iX3, dotato dell’innovativa interfaccia Panoramic iDrive basata sul sistema operativo BMW X, derivato da Android.

Il sistema sostituisce il quadro strumenti tradizionale con il display Panoramic Vision a tutta larghezza, che si estende da montante A a montante A, insieme a un touchscreen infotainment Free Cut da 17,9 pollici con retroilluminazione a matrice. L’assenza di strumenti convenzionali significa che il volante (ancora con comandi capacitivi, purtroppo) ora ha razze anche alle ore 12 e 6, anche se è disponibile un volante M più tradizionale. Presente anche un head-up display 3D opzionale.

Il nuovo sistema operativo include l’assistente vocale “Hey BMW” con funzionalità di intelligenza artificiale generativa tramite Amazon Alexa+. E sì, come sulla iX3, anche le bocchette dell’aria si regolano tramite touchscreen come sulle Tesla, una scelta discutibile dal punto di vista ergonomico.

La i3 introduce anche un caricatore wireless Qi2, derivato dal MagSafe di Apple, con disco magnetico per il posizionamento e velocità di ricarica più elevate. In alto, un tetto panoramico in vetro opzionale con strato isolante termico, ma senza tendina elettrica – quindi non ideale per i climi molto caldi.

Sono disponibili sedili standard, multifunzione e M Sport molto avvolgenti, oltre a quattro combinazioni di rivestimenti: Essential con tessuto Econeer, Contemporary e BMW M Design World con similpelle Veganza e BMW Individual con pelle Merino.

Passiamo alla parte più importante: il nuovo powertrain Gen6 di BMW. Al lancio sarà disponibile una sola versione, la i3 50 xDrive – con lo stesso motore sincrono posteriore EESM e quello asincrono anteriore ASM della iX3 50 xDrive – per una potenza di 469 CV (345 kW) e 645 Nm.

Ancora più impressionante è l’autonomia: grazie alla forma più aerodinamica, la i3 percorre quasi 100 km in più della iX3 con una singola carica, raggiungendo un incredibile valore di 900 km WLTP. La capacità della batteria non è stata ancora dichiarata, ma probabilmente è lo stesso pacco NMC da 108,7 kWh netti (116 kWh lordi) della iX3, con celle cilindriche che offrono il 20% di densità energetica in più rispetto alle celle prismatiche Gen5.

MOTORI E DATI TECNICI

Anche la ricarica rapida DC fino a 400 kW è ripresa dalla iX3. BMW non ha ancora fornito tempi definitivi, ma afferma che la i3 può recuperare 400 km di autonomia in soli dieci minuti. A differenza di Mercedes-Benz, BMW offre di serie un convertitore DC-DC per consentire la ricarica a 400 volt, ad esempio presso i Supercharger Tesla. In AC, è disponibile un caricatore opzionale da 22 kW; presenti anche la ricarica bidirezionale e la funzione V2L fino a 3,7 kW.

La dinamica di guida, come sempre per BMW, è fondamentale. Lo sterzo, i freni e i motori sono controllati dall’Heart of Joy della piattaforma Neue Klasse – uno dei quattro computer centralizzati dell’auto – che opera dieci volte più velocemente dei sistemi precedenti, garantendo una guida più precisa e naturale.

Le sospensioni utilizzano montanti MacPherson anteriori e un asse posteriore multilink a cinque bracci, con boccole delle barre antirollio molto precaricate e ammortizzatori passivi selettivi di serie. Per la prima volta su un modello Neue Klasse, sono disponibili ammortizzatori M adattivi sulle versioni a doppio motore e trazione integrale.

La i3 dispone anche di una funzione “soft stop”, che utilizza i motori elettrici per fermare l’auto in modo fluido, senza strattoni o rumori dei freni. La frenata rigenerativa è così potente da gestire quasi tutte le decelerazioni, con i freni tradizionali usati solo nella guida sportiva o nelle emergenze.

Come tipico delle moderne BMW, la i3 offre tutti gli assistenti alla guida desiderabili, incluso il Driving Assistant Plus di livello 2 con riduzione della velocità in curva. Il sistema consente al guidatore di aggiungere input di sterzo, acceleratore e persino frenata leggera – BMW lo chiama Symbiotic Drive – senza opporsi (come fanno molte auto cinesi molto autonome) né disattivarsi (come accade con l’Autopilot Tesla).

In sintesi, questa è la nuova BMW i3, che arriverà prima della Touring e della Serie 3 G50 a combustione pesantemente aggiornata, entrambe con uno stile simile. La produzione inizierà ad agosto, con il lancio europeo previsto per la seconda metà dell’anno.

Anantara Concorso Roma 2026: stavolta è davvero buona la prima

Lo scorso anno sarebbe dovuto essere il primo atto, nell’anno del Giubileo della Chiesa Cristiana e Romana; ma anche nel centenario del primo Gran Premio di Roma: in questa cornice la prima edizione di sempre di un Concorso di Eleganza per automobili italiane da sogno avrebbe aperto il suo sipario da un palcoscenico di eccezione, tra Piazza della Repubblica (su cui affaccia Palazzo Naiadi, l’Hotel di prestigio ed eccellenza del network Anantara) e il Parco cittadino del Pincio dentro Villa Borghese.

L’evento purtroppo allo stesso tempo drammatico e straordinario che ha colpito l’emozione e l’attenzione del mondo intero – la scomparsa improvvisa di Papa Francesco, a pochissimi giorni dall’apertura del calendario ufficiale – ha persuaso – responsabilmente – gli organizzatori a cassare direttamente la kermesse, per atto di rispetto e di comprensione della gravità di quanto accaduto: eppure, questa decisione è costata, in tutti i sensi, moltissimo. Ma era la cosa più giusta da fare.

Ed allora, il primissimo motivo per seguire, apprezzare ed esserci – tutti – alla vera “Prima” di Anantara Concorso di Eleganza a Roma ( organizzato da Anantara Hotels & Resorts – tra il 16 ed il 19 Aprile prossimi – e presentato da UBS) è il motivo del “fare del bene”; 

lo scorso anno, infatti, la finalità benefica e la devoluzione del contributo previsto – anche in assenza dell’evento calendarizzato – è stato un punto fermo ed un impegno mantenuto dagli Organizzatori nei confronti dell’obbiettivo predefinito: donare alle Acli di Roma un furgone refrigerato per raccogliere e distribuire generi alimentari in eccedenza alla parte di popolazione più bisognosa. 

E quest’anno la raccolta fondi punta a costruire la Dispensa Solidale di Acli Roma, con l’acquisto di una cella frigo e l’allestimento di un’area di stoccaggio e distribuzione. Fare del bene, dentro un contesto in cui la bellezza della Città Eterna diventa lo sfondo nel quale tutta l’organizzazione prestigiosa del Concorso di Eleganza traduce in tutela e attenzione per i più deboli la forza prorompente di 70 bellissime e rarissime auto storiche 100% italiane, selezionare tra Marche e modelli che hanno fatto la leggenda del mondo dell’auto. 

Il “Made in Italy” esaltato nello stesso contesto del Concorso per auto dal patrimonio del food tricolore e dalla cornice delle città e del territorio dello Stivale.

Ci saranno modelli e prototipi unici e iconici di automobili storiche: Ferrari, Bizzarrini, Maserati, Bugatti, Cisitalia, Alfa Romeo, Lancia, Lamborghini, Pagani; ed altro, anche gioielli passati tra le sapienti mani dei Carrozzieri della tradizione stilistica italiana migliore, come Bertone e Pininfarina.

Tra le protagoniste della gara spiccano tre Ferrari che hanno scritto pagine fondamentali del motorsport a Le Mans: la 250 LM del 1961, la 275P del 1963 e la 499P; ognuna di esse testimonia il successo internazionale del marchio del Cavallino Rampante nelle competizioni automobilistiche, nonché l’evoluzione della tecnologia motoristica; e le tre protagoniste sopra dette sono dentro una tra le sedici classi di concorso e di votazione sottoposte al giudizio competente ed attento di una Giuria internazionale di eccezione selezionata da Adolfo Orsi Jr.

Venerdì 17 aprile, al mattino, le vetture prenderanno parte al Giro d’Anantara, con partenza da Piazza della Repubblica. Riservato ai collezionisti e ai partecipanti al concorso, il percorso attraverserà alcune delle strade più iconiche della capitale, offrendo a chiunque uno spettacolo raro: vedere alcune delle più belle automobili italiane sfilare tra i monumenti e gli scorci più suggestivi di Roma. 

Il pubblico potrà invece ammirare le vetture da vicino nelle giornate di sabato 18 e domenica 19 aprile, quando le vetture saranno riunite tra Casina Valadier e Piazza Bucarest, abbracciando i giardini di Villa Borghese. Un’occasione speciale per cittadini e visitatori di vivere da vicino una celebrazione dell’eccellenza italiana – dalle automobili al design, dalla cucina al saper fare che rende unico il nostro Paese. Anantara Concorso Roma è infatti aperto sia ai collezionisti e proprietari di auto provenienti da tutto il mondo, che agli appassionati: questi ultimi potranno assistere a uno o più momenti della kermesse utilizzando dei pass giornalieri a pagamento.

Sono disponibili i biglietti giornalieri per sabato o domenica al prezzo di 95 euro, oltre ai pass per il weekend. Per ulteriori informazioni, contattare: guest-relations@anantaraconcorsoroma.com.

Per rimanere aggiornati, ci si può iscrivere alla newsletter di Anantara Concorso Roma, o seguire l’evento su Instagram all’indirizzo @anantaraconcorsoroma; oppure visitare il sito www.anantaraconcorsoroma.com.

E saremo presenti anche noi, il 18 ed il 19, con i microfoni e le videocamere di Autoprove.it; ma se nel frattempo volete rileggere tutti i precedenti articoli dedicati dalla nostra piattaforma, potete cercare sulla Rubrica del Blog digitando la parola chiave“Anantara”. 

Noi ci saremo, appunto: e Voi? Rischiereste di perdere questa occasione storica?

Riccardo Bellumori

Nuova Mercedes-Benz Classe C elettrica: Rendering in stile CLA

La Mercedes-Benz Classe C elettrica è pronta ad arrivare sul mercato.

Recentemente, alcuni paparazzi automobilistici hanno avvistato la nuova Classe C in versione elettrica, consentendoci così di osservarne più da vicino le caratteristiche estetiche.

Il modello Classe C è entrato a far parte della gamma della casa automobilistica tedesca nel 1993, sostituendo la berlina Mercedes-Benz 190. Oggi è in produzione già la quinta generazione dell’auto con l’indice di fabbrica W206, la cui anteprima ha avuto luogo all’inizio del 2021. La versione restylizzata sta ancora subendo i test e più di un anno fa abbiamo condiviso la nostra visione del suo aspetto. Oltre a questa, la gamma si appresta ad essere ampliata anche da un modello elettrico, che avrà una carrozzeria originale e, probabilmente, si chiamerà Classe C con tecnologia EQ, analogamente al crossover GLC a trazione elettrica.

Rendering Kolesa.ru

DATI TECNICI E

Innanzitutto, la nuova Mercedes-Benz Classe C elettrica si distinguerà per le proporzioni: qui non ci sarà la distanza tra il passaruota anteriore e la portiera, così ampia come quella tipica delle berline a trazione posteriore del marchio, mentre lo sbalzo anteriore diventerà notevolmente più lungo. In secondo luogo, dietro le portiere posteriori appariranno finestrini aggiuntivi e il lunotto diventerà più inclinato, il che potrebbe essere un indizio di un nuovo tipo di carrozzeria: la liftback. Come nella maggior parte degli ultimi modelli dell’azienda, qui le maniglie delle portiere sono a scomparsa. Nella parte anteriore si intravedono per ora solo i contorni generali dei fari, ma sono già visibili le nuove luci di marcia di marca a forma di logo stilizzato dell’azienda. Situazione analoga nella parte posteriore, dove si nota già la nicchia della targa spostata sul paraurti.
La novità sarà costruita sulla piattaforma MB.EA, destinata alle auto elettriche dell’azienda. Si prevede che la prima versione in vendita sarà quella a trazione integrale con due motori elettrici per una potenza complessiva di circa 489 CV e un’autonomia di circa 800 km; in seguito arriverà anche una versione più accessibile con un unico motore elettrico. Inoltre, l’azienda tedesca sta già testando la versione AMG più potente, che potrebbe essere dotata di tre motori elettrici e raggiungere gli 800 CV.
Il debutto della nuova Mercedes Classe C elettrica è previsto per luglio di quest’anno.

Nuova Audi A2 2027: Rendering totale

La nuova Audi A2 potrebbe cambiare le regole del gioco nel segmento delle auto elettriche.

La novità del marchio tedesco, che nella gamma Audi occuperà il posto di modello elettrico d’ingresso, debutterà nell’autunno del 2026.

Il marchio Audi, parte del gruppo tedesco Volkswagen, sta attualmente continuando a lavorare allo sviluppo di una novità che sostituirà contemporaneamente sia la hatchback A1 (i concessionari hanno smesso di accettare ordini per la “piccola” già nel gennaio 2026) sia il SUV Q2. Oggi il produttore ha annunciato ufficialmente la novità in questione e ha confermato che sarà commercializzata con il nome di Audi A2 e-tron.

Rendering dell’Audi A2 e-tron
L’azienda ha spiegato che il nome del nuovo modello è «un chiaro riferimento all’Audi A2», ovvero al modello che, secondo i rappresentanti di Audi, «oltre 25 anni fa è stato un pioniere nel campo dell’efficienza e della mobilità urbana». Ricordiamo che quell’auto non è rimasta a lungo in produzione: è stata prodotta in una sola generazione nel periodo dal 1999 al 2005.

L’ufficio stampa del marchio ha accompagnato l’annuncio della novità con un primo teaser. A giudicare dall’immagine oscurata, l’auto elettrica con l’indice A2 avrà una linea del tetto inclinata, che termina con uno spoiler installato nella parte superiore del portellone. Allo stesso tempo, il modello presenta una parte posteriore praticamente piatta e verticale, sbalzi corti, oltre a gruppi ottici anteriori essenziali con motivo a pixel e fanali posteriori di forma stretta.

Rendering Kolesa.ru

IL RITORNO DI AUDI A2

Lo scorso autunno, il designer di Kolesa.ru Nikita Chuiko ha ipotizzato in rendering quale potrebbe essere l’aspetto della Audi A2 e-tron. Si prevede che la novità avrà un gruppo ottico “a due piani” con luci di posizione strette nella parte superiore e blocchi rettangolari per la luce principale integrati nel paraurti. Inoltre, l’artista ha previsto per l’auto elettrica delle modanature sui passaruota e un “monofaro” nella parte posteriore. Non ci sono ancora informazioni sugli interni della futura compatta.

L’amministratore delegato di Audi, Gernot Dellner, ha dichiarato che la produzione in serie dell’A2 e-tron sarà avviata nello stabilimento di Ingolstadt (Germania). L’azienda ha inoltre comunicato che la prima mondiale della nuova auto elettrica entry-level avrà luogo nell’autunno del 2026; la data esatta del debutto sarà resa nota in seguito.
Non ci sono ancora informazioni ufficiali sulle specifiche tecniche dell’Audi A2 e-tron.

Il Nissan Murano per il Giappone arriva dagli USA

Nissan ha annunciato che inizierà a commercializzare in Giappone la Murano prodotta negli Stati Uniti a partire dall’inizio del 2027.

Come già fatto da Honda e Toyota, Nissan si avvale del nuovo sistema di certificazione per le autovetture di produzione statunitense istituito dal Ministero giapponese dei terreni, delle infrastrutture, dei trasporti e del turismo nel febbraio 2026.

Il nuovo sistema consente alle auto che sono state certificate dalle autorità di regolamentazione statunitensi di essere importate in Giappone e vendute senza ulteriori test di sicurezza locali. Ciò fa parte di un accordo raggiunto nel corso dei negoziati tariffari tra Stati Uniti e Giappone lo scorso anno.

SCELTA STRATEGICA

Attualmente, la Nissan Murano di quarta generazione viene costruita nello stabilimento dell’azienda a Smyrna, nel Tennessee, insieme alla Pathfinder di quinta generazione; secondo quanto riferito, questa mossa è volta ad assorbire la capacità in eccesso dello stabilimento sottoutilizzato. La Murano non è attualmente in vendita in Giappone.

“Sono entusiasta di annunciarvi che la Murano sta tornando in Giappone. La Murano ha ottenuto grandi elogi dai clienti del mercato statunitense per il suo design elegante e il comfort eccezionale. È stata nominata il SUV di medie dimensioni più affidabile nello studio JD Power 2026 US Vehicle Dependability Study (VDS) per il secondo anno consecutivo. Con l’introduzione di questo modello, Nissan punta a rafforzare ulteriormente la propria gamma di prodotti in Giappone e a soddisfare le diverse esigenze dei clienti giapponesi”, ha dichiarato Ivan Espinosa, presidente e CEO di Nissan.

BMW M3 Touring 24H: il sogno in pista

Quella che era nata come un’edizione ispirata alla BMW M3 Touring della storica serie di scherzi del pesce d’aprile del costruttore tedesco si è ora concretizzata in una vettura reale che quest’anno prenderà parte a diverse competizioni.

Ecco la BMW M3 Touring 24H, il cui suffisso fa riferimento alla sua vocazione per le gare di endurance, la station wagon con le ali più generose è pronta a debuttare in gara nella Nürburgring Langstrecken-Serie (NLS) sul Nürburgring Nordschleife il prossimo fine settimana, seguita dalle qualifiche della 24 Ore del Nürburgring il mese prossimo e dalla gara di 24 ore che si terrà in quella sede il 16 e 17 maggio.
BMW cita la risposta del pubblico sui social media come forza trainante, e i “piani precedentemente concepiti per realizzare una versione da gara della BMW M3 Touring si sono concretizzati” a metà del 2025. La M3 Touring 24H che ne è risultata è stata completata in otto mesi, secondo il costruttore.

Condividendo la base tecnica con la M4 GT3 Evo che BMW ha già iscritto alle competizioni, la M3 Touring 24H presenta specifiche tecniche identiche a quelle della coupé da corsa.

Il propulsore è il motore da competizione P58 a sei cilindri in linea turbo da 2.993 cc, che eroga fino a 590 CV e 700 Nm. Questo aziona le ruote posteriori tramite un cambio sequenziale a sei marce con frizione elettroidraulica.

IL SOGNO M3 TOURING

Per quanto riguarda le dimensioni esterne principali, la BMW M3 Touring 24H misura 200 mm in più rispetto alla M4 GT3 Evo e 32 mm in più rispetto alla coupé, compreso l’alettone posteriore della station wagon. Le modifiche includono una nuova scocca dai montanti anteriori in poi, le portiere anteriori e posteriori (queste ultime ora fungono da pannelli di rivestimento sulla 24H e non hanno più la funzione di porte).

Sono nuovi anche i pannelli laterali posteriori, il tetto, il portellone, l’estensione delle portiere anteriori, il rivestimento del vano bagagli, il paraurti posteriore, i finestrini e il supporto dell’alettone posteriore, mentre modifiche minori riguardano i pannelli laterali anteriori, i sottoporta e il pannello del cofano.

La BMW M3 Touring 24H sarà schierata nella NLS dalla Schubert Motorsport, che iscriverà l’auto nella categoria SPX su invito e quindi non sarà in diretta competizione con le tre auto da corsa M4 GT3 Evo nella categoria superiore SP9. Al volante della M3 Touring 24H ci saranno quattro piloti ufficiali BMW: Jens Klingmann, Ugo de Wilde, Connor De Phillippi e Neil Verhagen.

Dacia Bigster 140CV GPL Prova su Strada

In questo video mettiamo alla prova la Dacia Bigster GPL equipaggiata con il nuovo motore 1.2 TCe ECO‑G da 140 CV e 240 Nm, un tre cilindri turbo di ultima generazione progettato per offrire più coppia ai bassi regimi, maggiore efficienza e prestazioni superiori rispetto alle precedenti unità.

Il motore è abbinato al cambio manuale a 6 rapporti e alla doppia alimentazione benzina/GPL con serbatoio dedicato da circa 50 litri effettivi. Durante la prova analizziamo accelerazione, ripresa, comportamento dinamico e consumi reali nelle diverse condizioni di guida, valutando anche la risposta del turbo, la progressione del motore e la gestione della commutazione tra benzina e GPL. Approfondiamo abitabilità, qualità degli interni, capacità del bagagliaio superiore ai 500 litri e dotazione tecnologica con display da 10 pollici, connettività completa e pacchetto ADAS aggiornato. Esaminiamo rumorosità, comfort delle sospensioni, stabilità alle alte velocità e comportamento su fondi misti per capire quanto la Bigster sia adatta a viaggi, famiglia e utilizzo quotidiano. Concludiamo con un’analisi del rapporto qualità prezzo, evidenziando punti di forza e aspetti migliorabili del nuovo SUV Dacia.

Cosa rischia l’Automotive europeo in questa nuova Guerra lampo?

Ci risiamo: se Gennaio ha aperto il 2026 con l’attacco americatosul Venezuela, condizione di crisi di cui in effetti non si è più saputo nulla da giorni, un altro dei siti determinanti per l’oro nero sale alla ribalta per l’attacco unito tra Israele ed USA avviato contro l’Iran. Condizione che ad oggi si è già estesa a Dubai, Kuwait, e che prevedibilmente è piombata anche sull’Europa visto che un drone iraniano ha colpito una base inglese a Cipro.

Se dovessimo provare ad azzardare un finale, o un calendario degli eventi, saremmo tristemente smentiti e dunque limitiamoci a constatare la realtà.

Ma cosa significa, in volumi e voci merceologiche aggregate, all’inizio del 2026, questo conflitto? 

Proviamo a ragionare con la testa di Autoprove.it, che magari ci azzecchiamo.

Da cosa partiamo? Da due riflessioni; la prima è che sulle sorti industriali ed economiche d’Europa grava ancora il peso della guerra ucraina: l’upgrade di costi energetici non è ancora tornato ai livelli pre-crisi così come non si è ancora risollevata la produttività industriale ed il PIL dell’Unione. Insomma, è come un terreno coltivato che dopo una grandinata feroce stia per subire una bufera di vento e sabbia…

Dunque la nuova azione bellica in Iran si “allunga” con le sue ombre su una Unione politica che non vive la sua stagione migliore; e però siamo anche di fronte ad un Continente europeo che attraverso la sua Presidentessa a Bruxelles aveva promesso o prospettato quattro anni fa progetti faraonici in tema di nuovo stimolo alla estrazione mineraria, in tema di accumulo energetico e GigaFactory, di stimolo all’autosufficienza in termini di Idrogeno green, di Biogas, persino di recupero di terre rare e metalli nobili.

Senza dimenticare che l’economia europea dipende di anno in anno sempre di più dalla importazione di commodities e materie prime dai confini extra continentali, con un fabbrisogno di energia acquistata da fuori che pesa su inflazione e consumi.

Dunque, ogni scossone internazionale, ogni crisi comporta una goccia in più che corrode i pilastri sempre più sottili dell’Unione e che si abbatte non solo – ovviamente – sull’Automotive ma che su questo comparto industriale genera effetti pandemici che si diffondono dall’industria all’aftersales, alla subofornitura ed alla Autoriparazione.

Ma in questo senso cosa significa, per l’industria dell’Auto europea, una fase indefinita di crisi e di “blocco” dell’area medioorientale?

La guerra nel Quadrilatero del Lusso: si rischia un blocco degli ordini delle auto di elìte?

Intanto, una riflessione sul “peso” del mercato del lusso, da quelle parti: Dubai, Doha (Qatar), Kuwait, Abu Dhabi, Emirati e Cipro sono collettori importanti ed in forte crescita di auto di lusso, ed ovviamente il lusso fa ancora capo per la maggioranza dei Marchi globali all’Europa: Ferrari, Lamborghini, Bugatti, Aston Martin, Rolls Royce, Bentley, Porsche, Audi, JLR, Pagani, Maserati sono insediati in Europa o per le Sedi legali o per gli Impianti di produzione. 

Insieme a loro si muove ovviamente una Supply che non è solo quella della componentistica ma anche quella della manifattura specializzata in personalizzazioni, elaborazioni, tailor made, ed ovviamente a questo si unisce il valore dei servizi postvendita milionari. 

Non vi è dubbio che un evento bellico, un coinvolgimento diretto od indiretto e soprattutto l’effetto di blocchi aerei e di contingentamento nel transito di beni e servizi avrà un peso anche contabile e non solo politico o mediatico. 

Il problema è sapere quanto questa guerra e questi blocchi saranno estesi nel tempo, perché i valori ed i fatturati macinati dal settore del lusso in Europa servono come il pane visto che l’Industria europea ha voluto rinunciare ai volumi da mass market e che, dunque, la surroga della “quantità” rispetto ai margini del mercato di prestigio è oggettivamente un piano “B” di difficile esecuzione. 

Ma poi, le auto che si producono e si vendono anche in Europa vanno alimentate: va fornita energia agli impianti, al sistema logistico, ai distretti di subfornitura. Cioè occorre, al di là dei bei concetti su fotovoltaico e rigenerabile, approvvigionarsi di petrolio fossile e di gas.

L’Europa che dipende dalle energie, e l’Europa “green” che ha reso incombente il Petrolio

Proprio le commodities che stanno cominciando a schizzare nelle quotazioni insieme a rame, platino, oro, alluminio, ed infine silicio che è notoriamente un prodotto industriale energivoro. Dunque, il rischio di una impennata dei costi di energia, materie prime e dei sistemi logistici compone il secondo asse di problema per l’industria europea e per il comparto anche della logistica per i vettori aerei e navali. E questo è un minimo comune multiplo di ogni guerra da almeno mezzo secolo ad oggi.

Un altro problema pesante dell’industria europea dell’auto è senza dubbio la fine della “biodiversità” tecnologica e della varietà di assortimento con cui ci siamo fino a ieri difesi rispetto ad un aumento dei costi di benzina e gasolio: da un lato la maggiore parsimonia dei motori a gasolio rispetto a quelli a benzina; da un altro lato la varietà di alimentazioni alternative (GNL e GPL) ed infine la prerogativa elettiva e storica dei motori europei fino a quando la stessa è stata rispettata: il consumo ridotto delle piccole cilindrate.

Ebbene, l’offerta di mercato attuale disattende sia la prima prerogativa (la parsimonia del Diesel rispetto al benzina) data la tagliola scientifica attuata sul mercato del Gasolio da dieci anni a questa parte; la seconda prerogativa (la variante GNL-GPL) pende oggi verso la seconda opzione, visto che Metano e Biometanosono attualmente lettera morta nell’offerta di nuovo in Europa e visto che per effetto della esplosione dei costi alla pompa del GNL negli anni scorsi anche il settore del postvendita per installazione e revisione degli impianti si è arenato. 

Eppure il Biometano sta tornando in auge nella produzione europea ma, visti gli effetti della guerra, potrebbe essere prodotto più per immissione in reti domestiche ed industriali che non per l’autotrazione. 

 

Dunque il terzo pilastro di problematiche potenziali (l’approvvigionamento e il consumo energetico) potrebbe subire effetti pesanti dalla guerra in corso.

L’Aftersales e la struttura logistica di supporto: da qui i rischi maggiori di crisi?

Se l’industria dell’auto “OEM” in Europa è in fase critica, per la prima volta – annullando un percorso persino anticiclico del comparto rispetto ai trend di immatricolazione del nuovo – il settore dell’Aftersales ed il mondo della componentistica, della Supply Chain e della rete di servizi associati alla produzione di auto nuove è ad un passo dall’abisso. Sotto traccia, da almeno un lustro dopo il Lockdown, lo stress test che altri comparti industriali hanno dimostrato di saper reggere non è più stato superato da un comparto in continuo logoramento e disgregazione: cessioni, M&A e soprattutto transizione elettrica hanno segnato la salute di tanti piccoli e grandi player del comparto. Risultato? Aumento dei costi produttivi e di listini, riduzione della disponibilità di Stock e scorte, riduzione del ventaglio di operatori industriali e professionali, perdita di diritti industriali, Brevetti, Copyright; e non ultimo un processo di recupero e gestione del fine vita nel quale ancora né gli OEM né gli operatori in Rete riescono ad essere a pieno regime. Insomma, se dopo la crisi ucraina e le conseguenze precedenti del Lockdown sulla Supply Chain cinese verso l’Europa, dovesse materializzarsi anche un rischio di blocco e deterioramento del flusso logistico dal Medio Oriente (Hormuz, blocco aereo, etc.) si rischierà davvero – per la prima volta nella storia – un cortocircuito del comparto aftersaleseuropeo di fronte ad una probabile tempesta perfetta.

 

Staremo a vedere, mentre cercheremo di capire e proporre soluzioni, possibili e speriamo opportune, da suggerire. Perché a Bruxelles, ora come non mai, hanno davvero bisogno di consigli.

Riccardo Bellumori

 

 

 

Intanto, una riflessione sul “peso” del mercato del lusso, da quelle parti: Dubai, Doha (Qatar), Kuwait, Abu Dhabi, Emirati e Cipro sono collettori importanti ed in forte crescita di auto di lusso, ed ovviamente il lusso fa ancora capo per la maggioranza dei Marchi globali all’Europa: Ferrari, Lamborghini, Bugatti, Aston Martin, Rolls Royce, Bentley, Porsche, Audi, JLR, Pagani, Maserati sono insediati in Europa o per le Sedi legali o per gli Impianti di produzione. 

 

Insieme a loro si muove ovviamente unaSupply che non è solo quella della componentistica ma anche quella della manifattura specializzata in personalizzazioni, elaborazioni, tailor made, ed ovviamente a questo si unisce il valore dei servizi postvendita milionari. 

 

Ma poi, le auto che si producono e si vendono anche in Europa vanno alimentate: va fornita energia agli impianti, al sistema logistico, ai distretti di subfornitura. Cioè occorre, al di là dei bei concetti su fotovoltaico e rigenerabile, approvvigionarsi di petrolio fossile e di gas.

Proprio le commodities che stanno cominciando a schizzare nelle quotazioni insieme a rame, platino, oro, alluminio, ed infine silicio che è notoriamente un prodotto industriale energivoro. Dunque, il rischio di una impennata dei costi di energia, materie prime e dei sistemi logistici compone il secondo asse di problema per l’industria europea e per il comparto anche della logistica per i vettori aerei e navali. E questo è un minimo comune multiplo di ogni guerra da almeno mezzo secolo ad oggi.

Riccardo Bellumori