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Nuova Renault Captur 2027: Anteprima Rendering

Nonostante i suoi sette anni di carriera, la Renault Captur non è ancora pronta a cedere il testimone a una nuova generazione. Perché questa lunga attesa?

Cinque mesi: questo è stato, nel 2019, l’intervallo che ha separato la presentazione della quinta generazione di Clio dal lancio della seconda generazione di Captur. Due modelli tecnicamente simili, che condividono in gran parte gli elementi del cruscotto. Sei anni dopo, se la Clio è stata effettivamente sostituita da un modello completamente nuovo, svelato nel settembre 2025 prima di iniziare la commercializzazione alle prime luci del 2026, il successore della Captur non sembra ancora all’ordine del giorno. In ogni caso, nessun prototipo camuffato che possa far presagire il suo arrivo nei prossimi mesi è stato, per il momento, immortalato dai cacciatori di scoop automobilistici.
Sorprendentemente, il rinnovo della Renault Captur non sembra rientrare tra le priorità del marchio del rombo, nonostante il suo secondo posto nella classifica dei modelli più venduti dal marchio in Europa, dietro all’imbattibile Clio, nel corso del 2025. Come spiegare un tale attendismo mentre la concorrenza si intensifica sempre più in uno dei segmenti più promettenti? La risposta tiene probabilmente conto dell’arrivo di un modello inaspettato, nel corso del 2024, nel catalogo dell’ex Régie. Un certo Symbioz che il Captur si porta dietro, in un certo senso, come un peso.

Rendering Auto-moto.com

LO STILE AFFILATO

Con soli due anni di vita, Renault Symbioz risente tuttavia del peso degli anni del Captur (2019) con cui condivide l’essenziale della sua struttura.
Un Symbioz “ingombrante”
Ricordiamo, per completezza, che il Symbioz non è altro che una variante del Renault Captur allungata di circa 18 cm, destinata, tra l’altro, a colmare lo spazio lasciato vacante dalla scomparsa della Mégane termica. Sebbene abbia beneficiato delle evoluzioni stilistiche apportate alla Captur in occasione del restyling di quest’ultima nel 2024, appare un po’ datata, sotto certi aspetti, a soli due anni dal suo lancio. Ne è prova, in particolare, il design del cruscotto, se confrontato con il resto della gamma, a volte più datata, paradossalmente (Mégane E-Tech, Austral, Espace, ecc.).
Non prima del 2027
Per il momento, la Captur sembra legata al destino di una Symbioz che Renault probabilmente non intende mandare al macero dopo soli due anni di carriera. Tuttavia, è difficile immaginare che questo fratello maggiore compia un ciclo di vita classico. Scommettiamo che non gli verrà applicato alcun restyling e che morirà di morte naturale più o meno al momento del rinnovo della Captur, intorno al 2027 o 2028. Una nuova generazione di Captur che, di conseguenza, immaginiamo seguita a breve da una Symbioz completamente nuova.
Un’altra ipotesi potrebbe spiegare questo ritardo di avvio accusato dalla Captur: le profonde evoluzioni strategiche del gruppo in ambito tecnologico.

Renault ha testimoniato, il mese scorso, il proprio interesse per le motorizzazioni elettriche accoppiate a un prolungatore di autonomia, caratterizzato da un blocco termico compatto che alimenta la batteria in caso di necessità. Se la Clio 6 non ha avuto il tempo di applicare questi principi, la prossima Captur potrebbe avvalersene.

Ma questo rimane nel regno delle supposizioni. Bisognerà aspettare fino al 2027, a priori, per saperlo con certezza.

Hyundai Boulder Concept: lo stile OffRoad

Al Salone Internazionale dell’Auto di New York (NYIAS) di quest’anno, Hyundai ha sorpreso tutti presentando il Boulder Concept. Questo studio di design con struttura body-on-frame non serve solo a celebrare il 40° anniversario del marchio negli Stati Uniti, ma anche a dare un’anteprima del primo SUV fuoristrada della casa automobilistica.

Sebbene Hyundai proponga varianti XRT delle sue principali auto di serie, queste non sono affatto fuoristrada dedicati. Pertanto, l’azienda sta cercando di farsi strada in un mondo dominato da Ford Bronco, Jeep Wrangler e Toyota 4Runner con un veicolo che abbia l’aspetto giusto.

Il Boulder Concept è il primo passo verso un modello di questo tipo, anche se una versione di serie è prevista solo per il 2030.

La filosofia di design applicata al concept è denominata “Art of Steel” e prevede un design squadrato abbinato a linee slanciate. Hyundai sa chiaramente cosa vogliono gli americani, dato che il SUV ha un aspetto decisamente robusto e massiccio con il suo assetto eretto, i parafanghi sporgenti e gli enormi pneumatici da fuoristrada da 37 pollici. Per citare direttamente l’azienda, “questo è un concept di design costruito sui valori americani e sulla vita americana, fatto su misura per chi cerca di aprirsi con sicurezza nuove strade con sicurezza e determinazione”.

Nella parte anteriore del Boulder Concept spicca un’ampia griglia incorniciata da fari sovrapposti, mentre il paraurti sfoggia una piastra di protezione. C’è anche un cofano scanalato, insieme a grandi specchietti laterali e una barra luminosa fissata alle barre sul tetto.

Hyundai Boulder Concept debutto al NYIAS 2026-5 Hyundai Boulder Concept debutto al NYIAS 2026-8
La parte posteriore riprende l’aspetto generale della parte anteriore, con fanali verticali su entrambi i lati del portellone piuttosto innovativo, dotato di doppia cerniera e che sfoggia una ruota di scorta a grandezza naturale montata, oltre a un finestrino elettrico. Si dice che le prominenti piastre di protezione e i longheroni laterali consentano angoli di attacco, di uscita e di superamento “aggressivi”.

LO STILE BOXY

Anche la visibilità è un punto di forza, grazie ai doppi finestrini superiori in stile safari e ai finestrini posteriori che avvolgono i montanti più arretrati. Sono presenti persino porte incernierate posteriormente per la seconda fila, per facilitare il carico dell’attrezzatura da avventura nell’abitacolo.

Il tema della “robustezza” prosegue all’interno con grandi maniglie di sostegno accompagnate da manopole e pulsanti fisici altrettanto massicci. Si notano superfici rialzate su molti punti di contatto, compreso quello che sembra essere il selettore del cambio, con il suo collegamento a vista. Trattandosi di un concept, è probabile che non tutto ciò che vedete qui sarà mantenuto, come l’head-up display a tutta larghezza e i quattro schermi individuali che mostrano varie informazioni.

Hyundai afferma che è ancora presto per lo sviluppo della sua piattaforma body-on-frame, ma ha stabilito importanti regole di base per i veicoli che alla fine arriveranno nelle concessionarie. Si dice che il Boulder Concept darà vita a modelli progettati, sviluppati e costruiti negli Stati Uniti utilizzando acciaio prodotto da Hyundai. Non è la prima volta che Hyundai gioca con l’idea di un fuoristrada dedicato, dato che lo scorso novembre è stato presentato il Crater Concept, un SUV fuoristrada compatto.

Dacia Bigster 2026: focus Infotainment e ADAS

Ciao a tutti amici di Autoprove.it!

In questo video, vi propongo un focus approfondito sulla Dacia Bigster 2026, un modello che promette molto. Vedremo nel dettaglio tutte le tecnologie proposte dal sistema di infotainment e dagli ADAS di bordo.

Nuova Mercedes EQS restyling: anteprima

Mercedes aggiornerà la EQS e avrà un abitacolo rinnovato con un volante al posto del piantone tradizionale.
Il secondo restyling della cinque porte «verde» di punta interesserà anche gli esterni. Attualmente i prototipi della futura novità sono in fase di collaudo su strada.

Mercedes-Benz ha presentato la grande EQS con “interni” completamente digitali nel 2021; il modello ha subito il primo aggiornamento nell’aprile del 2024. Ora il produttore tedesco sta preparando il modello di punta della sua gamma “verde” per il secondo restyling, anche se non ci sono ancora informazioni ufficiali su quando questa novità verrà svelata completamente.
Attualmente i prototipi della Mercedes EQS rinnovata sono in fase di test su strada: l’ufficio stampa del produttore ha pubblicato le relative foto “spia” ufficiali. I dettagli esterni delle auto di prova sono, ovviamente, nascosti da una pellicola di camuffamento, ma è comunque possibile trarre alcune conclusioni da queste immagini.

A quanto pare, la Mercedes EQS avrà un gruppo ottico anteriore diverso con il già noto disegno luminoso a forma di stelle a tre raggi (recentemente questa tecnologia di illuminazione è stata adottata dalla Mercedes-Benz GLS rinnovata e dalla famiglia GLE), un tappo diverso al posto della griglia del radiatore, nonché paraurti anteriori e posteriori modificati.

INTERNI E TECNOLOGIE

È noto che anche gli interni subiranno delle modifiche. Allo stesso tempo, sul cruscotto si può ancora vedere un enorme pannello che riunisce tre display: il quadro strumenti virtuale, il touchscreen centrale del sistema di infotainment e lo schermo tattile per il passeggero anteriore. La Mercedes EQS rinnovata avrà ancora finiture di lusso e varie funzioni che garantiscono il comfort.
La principale novità negli interni della rinnovata ammiraglia liftback del marchio tedesco sarà il volante al posto del tradizionale volante, anche se l’azienda ha sottolineato che questa opzione sarà disponibile come optional, mentre le versioni standard continueranno ad avere il volante tradizionale.

Il volante è dotato di sistema steer-by-wire (sterzo a comando elettrico), con un angolo di sterzata massimo di 170 gradi. Mercedes-Benz ritiene che l’uso di questo volante richieda meno sforzo alle basse velocità, elimini la necessità di afferrare il cerchio e garantisca inoltre una migliore visibilità e più spazio per le gambe.

L’ufficio stampa Mercedes ha sottolineato che i prototipi EQS con volante e sistema steer-by-wire hanno già percorso oltre un milione di chilometri durante i test. È noto che è stato sviluppato un airbag unico appositamente per le versioni con volante.

Dacia Sandrider Experience Tour: la Dakar incontra il gaming nelle concessionarie

La Dakar scende in pista nei centri città italiani. Dacia ha inaugurato ufficialmente il Sandrider Experience Tour, un progetto concepito e realizzato interamente in Italia che punta a costruire un ponte inedito tra il mondo del motorsport off-road e la cultura del gaming. Una scommessa di comunicazione ambiziosa, con un obiettivo preciso: raggiungere un pubblico più giovane e digitale senza tradire l’identità di un brand cresciuto sul mito della robustezza e della sfida.
L’evento inaugurale si è svolto il 2 aprile presso le Officine Farneto, location simbolo dell’innovazione culturale capitolina.

All’evento di lancio erano presenti anche i piloti Sébastien Loeb ed Édouard Boulanger, vincitori del Rallye di Portogallo 2026 , a rafforzare il legame diretto tra la narrazione sportiva e l’esperienza interattiva proposta al pubblico. A raccontare l’evento erano presenti anche due creator tra i più seguiti nel panorama motorsport e gaming italiano, Giampytek e Naska, pronti ad amplificare il racconto attraverso le proprie community social.
Materia, luce e tecnologia hanno trasformato gli spazi industriali in un ambiente capace di evocare il deserto in chiave contemporanea, secondo un concept che il brand definisce phygital: dal reale al digitale, dal fuori strada alla fusione di fisico e virtuale.
Il simulatore Sandrider 1:1: al volante della vincitrice della Dakar
Elemento cardine dell’intera iniziativa è il simulatore Sandrider in scala 1:1, progettato per replicare con precisione la vettura che ha dominato l’ultima edizione della Dakar. Non un semplice simulatore da arcade, ma una postazione di guida immersiva basata su Assetto Corsa, con un tracciato da 5 minuti pensato per evocare l’esperienza del deserto e tutta l’adrenalina di una sfida off-road. I partecipanti si mettono al volante e registrano il proprio miglior tempo di gara, competendo in una classifica nazionale.

31 tappe in tutta Italia, da aprile a dicembre 2026

Il tour attraverserà l’Italia da aprile a dicembre 2026 in 31 tappe presso altrettante concessionarie, ciascuna della durata di tre giorni, con partecipazione gratuita e posti limitati. Un format che trasforma le sedi di vendita in veri e propri spazi di esperienza, ridefinendo il ruolo della concessionaria nel funnel di comunicazione del brand.
Il premio: un viaggio ai The Game Awards di Los Angeles
Chi registra il miglior tempo complessivo entra nel concorso nazionale. In palio c’è un viaggio a Los Angeles per due persone con accesso esclusivo ai The Game Awards, uno degli eventi internazionali più importanti dedicati al gaming e all’innovazione tecnologica. Un premio coerente con l’intera operazione: non un weekend in pista, ma un lasciapassare nel cuore della cultura digitale globale.
La strategia: parlare ai gamer senza smettere di essere Dacia
Rosa Sangiovanni, Direttore Marketing di Dacia Italia ha così spiegato l’iniziativa: “Sandrider Experience nasce per portare lo spirito della Dakar nel territorio dell’esperienza e del gaming, dove emozione e sfida diventano centrali. È il nostro modo di avvicinare Dacia a una nuova audience di gamer, creando una connessione autentica con chi sceglie i brand che sanno coinvolgere, sorprendere e parlare il loro linguaggio.”
Una strategia che non punta alla reach generalista, ma alla rilevanza culturale: Dacia entra nell’universo gaming non come sponsor esterno, ma costruendo un’esperienza originale, radicata nei valori sportivi del brand — vittoria, resistenza, competizione — e tradotta nel linguaggio della simulazione e della sfida digitale.
La roadmap completa delle 31 tappe è disponibile sul sito ufficiale dell’iniziativa: sandriderexperiencetour.dacia.it

Gruppo Eurocar: con “ONE” per un Cliente soddisfatto al 100%

Non ci fa imbarazzo dirlo: Eurocar ha dentro di sé il talento e la forza dell’organizzazione e Ve lo dico forte di anni passati, quando ero un giovane Consulente Commerciale di Showroom, a vivere a 360° la vitalità ed il Workflow dentro un Autosalone. 

Il fatto che le mie esperienze datino fino ad una ventina di anni fa non fa testo: oggi, rispetto a ieri, la maggior parte dei Dealer o dei Network organizzati come Sistema Rete di vendita (ed Eurocar è un eccellente esempio della seconda categoria) a differenza di quest’ultima non ci provano nemmeno più a creare gli eventi “fisici” dove richiamare decine di Giornalisti ed Opinion Makersdentro la realtà di Salone. Sapete perché? Perché nelle due occasioni in cui il Gruppo ha convocato Autoprove.it a presenziare a Conferenze Stampa o alla inaugurazione di una nuova forma organizzativa per un Dealer territoriale, nel corso di diverse ore di evento la vita a contatto con il pubblico non solo non ha subito alcun inceppo organizzativo, ma ha permesso a tutti i Media invitati di verificare i punti di eccellenza relazionale e gestionale dello Staff di front office e di customer care in diretto contatto con il Cliente o con il Visitatore.

E così abbiamo potuto “sbirciare” apprezzando la cortesia ed il sorriso rassicurante dei commerciali, la pazienza e la premurosità delle persone al telefono, e la grande attenzione e disponibilità di ascolto di meccanici, accettatori, addetti al magazzino Ricambi. Tutto questo mentre il Management Staff, in ogni occasione, svolgeva con i Media l’opera di informazione e comunicazione circa novità organizzative, gestionali, commerciali di Rete

Non è una gratuita sviolinata. Vi basti, se siete anche Voi abituali frequentatori di Saloni Vendita presso Dealer di varia parte dell’Italia, soffermarVi con le orecchie tese per qualche mezz’ora e state certi che il sacramentare di un Cliente deluso o peggio leso da problemi di disorganizzazione estemporanea; e dall’altro lato la serie di “falli di reazione” scomposti ed a volte molto poco socievoli della Forza Vendita o di Front Office non mancherà di regalarVi siparietti davvero didascalici.

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Come detto, la naturalezza e semplicità con la quale ho osservato personalmente la dose di attenzione e cortesia offerta persino al visitatore estemporaneo – in cerca esclusivamente di informazioni generiche sul prodotto auto – mi ha sorpreso sul più bello quando ho visto, dalla reception del Centro Porsche Eurocar di Bergamo, provenire persino un caffè offerto al visitatore sopra detto. Devo forse fornire maggiori scorsi e impressioni per spiegarVi come mai io sia stato davvero sopraffatto da tanta qualità della relazione dentro un Centro Eurocar?

Ma visto che siamo Autoprove.it e non “Gambero Rosso” ci concentriamo sul “core” dell’evento organizzato da Eurocar con la Conferenza Stampa e il dibattito con i Media organizzato presso il Destination Porsche di Bergamo, dentro un’area Dealer dedicata anche a Volkswagen in un edifico distaccato nella stessa Sede di Via 5° Alpini. Qui è stata presentata ufficialmente la nuova identità di Eurocar che, con il progetto “One Eurocar”, avvia una fase evolutiva volta a rafforzare l’integrazione del gruppo, migliorare l’esperienza del cliente e consolidare il proprio ruolo nel panorama della distribuzione automotive italiana. 

UNA RETE UNICA SEMPRE PIU’ VICINA AI CLIENTI

Integrazione, innovazione digitale e continuità con i territori per essere sempre più in grado di assistere il Cliente nella vendita e nel Post vendita.

A raccontare visione e obiettivi del progetto sono stati Matthias Moser, CEO di Eurocar, e Claudia Rossi, CFO, che hanno illustrato il percorso di trasformazione intrapreso dal gruppo. 

Eurocar rappresenta la più grande realtà italiana nella distribuzione e assistenza dei marchi del Gruppo Volkswagen (Volkswagen, Audi, SEAT, CUPRA, Skoda, Volkswagen Veicoli Commerciali, Lamborghini e Porsche), con una presenza capillare nel Nord e Centro Italia, più di 1900 collaboratori e una rete di sedi che garantisce un presidio diretto dei principali territori automotive del Paese. Un sistema costruito nel tempo attraverso l’integrazione di concessionarie storiche e fortemente radicate nelle comunità locali.  

Il progetto One Eurocar rappresenta l’evoluzione naturale di questo percorso: il passaggio da una struttura articolata in distretti territoriali a un’organizzazione sempre più connessa, capace di condividere processi, visione e standard, mantenendo al tempo stesso il valore delle identità locali. 

Questa integrazione si traduce anche in vantaggi concreti per i clienti. La rete vendita sempre più capillare consente infatti di accedere a uno stock di più di 5000 vetture, sia nuove sia usate, ampliando le possibilità di scelta e riducendo i tempi di ricerca del modello desiderato. Allo stesso tempo la presenza di oltre 80 officine sul territorio garantisce un servizio di assistenza diffuso, tempestivo e in grado di accompagnare il cliente durante tutto il ciclo di vita della vettura. 

All’interno di un sistema sempre più connesso e coordinato, la condivisione delle informazioni tra le diverse sedi del gruppo permette inoltre di ricostruire con maggiore facilità la storia delle vetture e semplificare i passaggi tra vendita, assistenza e gestione del cliente. Questo si traduce in procedure più rapide, servizi più efficienti e un percorso automobilistico più fluido e intelligente, nel quale comunicazione, consulenza e assistenza dialogano in modo continuo. 

L’obiettivo è offrire un’esperienza sempre più coerente e riconoscibile in tutta la rete Eurocar, con gli stessi standard di qualità in ogni sede. 

Matthias Moser, CEO di Eurocar: “One Eurocar nasce dalla volontà di dare una forma chiara e riconoscibile a ciò che siamo già oggi: un gruppo solido che condivide una visione comune. La continuità è il nostro punto di partenza: restano le persone, le competenze e la relazione costruita con i clienti nel tempo. L’evoluzione riguarda gli strumenti e l’organizzazione, per offrire un’esperienza sempre più semplice, coerente e di qualità”. 

Il percorso di evoluzione si accompagna inoltre a un importante progetto di Rebranding e di definizione della nuova Corporate Identity del gruppo e dalla creazione di un nuovo sito web unico www.eurocar.it, che rappresentano la formalizzazione visiva e strategica di una trasformazione già avviata negli ultimi 3 anni. L’obiettivo è rafforzare la riconoscibilità di Eurocar come un’unica realtà organizzativa, capace di esprimere una visione che guarda al futuro, senza dimenticare le radici ed i valori dei territori che la compongono.

Il nuovo posizionamento nasce da un percorso partecipato che ha coinvolto direttamente i collaboratori di Eurocar, protagonisti attivi anche nella scelta del nuovo logo attraverso una votazione interna. Un processo che riflette la filosofia alla base del progetto One Eurocar: valorizzare le persone e il patrimonio di competenze costruito nel tempo, rafforzandolo attraverso strumenti, processi e una visione sempre più integrata, facendo della parola ‘insieme’ non solo un motto, ma il motore portante di questo progetto.

 

Proprio i collaboratori saranno infatti i protagonisti della campagna di lancio della nuova identità. I loro volti e le loro storie raccontano il senso più profondo della trasformazione del gruppo, sintetizzato nel messaggio “Sempre noi, con una marcia in più”: la continuità di valori, relazioni e professionalità che hanno sempre contraddistinto Eurocar, oggi sostenuta da una struttura organizzativa più forte e coordinata.  

Parallelamente il gruppo ha avviato un processo di armonizzazione dei principali punti di contatto con il pubblico. Insegne, comunicazione, strumenti digitali ed experienceprinciples vengono progressivamente uniformati per garantire un’esperienza coerente e riconoscibile in tutte le sedi, rafforzando la qualità del servizio offerto ai clienti. 

Un percorso di evoluzione organizzativa che ha visto un ruolo centrale anche nella governance del gruppo. 

Claudia Rossi, CFO di Eurocar: “Il nostro obiettivo è stato rendere il sistema più efficiente e integrato, creando processi condivisi e una struttura capace di sostenere la crescita futura. Abbiamo lavorato per rendere omogenee le diverse realtà del gruppo, preservandone allo stesso tempo le peculiarità locali, che rappresentano uno dei veri punti di forza di Eurocar”. 

In questo scenario Eurocar rafforza il proprio ruolo di compagno di viaggio per i clienti: un partner capace di affiancare nelle scelte, offrire orientamento nei momenti più complessi del percorso automobilistico e contribuire a rendere l’esperienza della mobilità più semplice e accessibile. 

Il progetto One Eurocar segna così l’inizio di una nuova fase nella storia del gruppo: una realtà sempre più unita e strutturata, pronta ad affrontare le trasformazioni che stanno ridefinendo il settore automotive, dall’elettrificazione alla digitalizzazione fino ai nuovi modelli di mobilità. 

Riccardo Bellumori

Nuova BMW i3 Touring: ultimo Rendering

Come sarà la nuova BMW i3 Touring?

Il modello i3 è entrato a far parte della gamma BMW nel 2013. Inizialmente era una berlina a portellone, che è diventata anche il primo veicolo elettrico di serie del marchio.

Nel 2022, il modello ha subito un cambiamento radicale, diventando una versione elettrica della berlina Serie 3 basata sulla piattaforma G20 (le è stata assegnata la denominazione G28), destinata al mercato cinese. E due settimane fa ha fatto il suo debutto ufficiale la nuovissima berlina i3, che sarà un modello globale.

I bavaresi non si limiteranno a una sola berlina, poiché alla presentazione della nuova i3 è stato annunciato che è in cantiere una versione station wagon. Ciò non sorprende, data la particolare predilezione del marchio per questo tipo di carrozzeria: recentemente, una variante di questo tipo è apparsa sui modelli M3 e M5, e lo scorso anno il responsabile di BMW M non ha escluso la possibilità di una nuova M3 Touring completamente elettrica.

Rendering Kolesa.ru

LO STILE AFFILATO

Non sono ancora emerse foto spia dei prototipi della BMW i3 Touring, ma possiamo aspettarci che il design segua lo stile tradizionale delle station wagon del marchio, pur mantenendo gli elementi chiave della parte posteriore della berlina.

Render della nuova BMW i3 Touring
Come la berlina, la station wagon sarà costruita su una nuova piattaforma modulare con architettura elettrica a 800 volt. Attualmente, il modello è disponibile in un’unica versione, la BMW i3 50 xDrive, dotata di due motori elettrici (uno su ciascun asse) con una potenza combinata di 469 CV e una coppia massima di 645 Nm. L’autonomia dichiarata con una singola ricarica è di circa 900 km (calcolata secondo il ciclo WLTP).

I 25 anni di Aston Martin Vanquish

Svelata il 1° marzo 2001 al Salone di Ginevra, l’Aston Martin Vanquish festeggia il suo quarto di secolo quest’anno. Elegante, raffinata e performante, ha conosciuto tre generazioni, tutte animate da un grosso V12 dal suono incantevole. Ritorno sulla carriera di questa supercar diventata iconica.
L’Aston Martin Vanquish, inizialmente chiamata V12 Vanquish, è venuta a sostituire le Virage e V8 Vantage al vertice della gamma del costruttore britannico nel 2001. Con le sue linee moderne particolarmente fluide e il suo generoso V12, assomigliava più a una super GT che a una vera e propria auto sportiva. Le due iterazioni del modello che sono seguite nel 2012 e nel 2024 hanno capitalizzato su queste qualità guadagnando in sportività. Questa evoluzione esemplare fa oggi della Vanquish una delle rare supercar a essere ancora fedeli al motore V12 privo di elettrificazione. 

Aston Martin V12 Vanquish (2001-2007)

Nata nel 2001, l’Aston Martin V12 Vanquish succede allora alle Virage e V8 Vantage al vertice della gamma del costruttore britannico.
Nata nel 2001, l’Aston Martin V12 Vanquish succede allora alle Virage e V8 Vantage al vertice della gamma del costruttore britannico.

Con il suo stile tanto raffinato quanto elegante e il suo V12 5.0 da 460 CV, il modello assomiglia più a una super GT che a una sportiva pura.
Con il suo stile tanto raffinato quanto elegante e il suo V12 5.0 da 460 CV, il modello somiglia più a una super GT che a una sportiva pura.
DR
La prima Aston Martin Vanquish è l’ultimo modello del marchio britannico a essere costruito nella storica sede di Aston Martin, a Newport Pagnell. Disegnata da Ian Callum, a cui si deve anche la DB7 lanciata nel 1993, la V12 Vanquish si ispira nettamente allo stile di quest’ultima. Molto slanciato, il nuovo fiore all’occhiello della gamma riprende la prua con un lungo cofano che si tuffa su una grande griglia con la fisionomia tipica del marchio dalla DB Mark III del 1957. I suoi proiettori sotto bolla, integrati alle estremità delle ali anteriori dotate di aperture laterali, sovrastano un paraurti dal design pulito. La sua silhouette si distingue per una linea di padiglione sfuggente e delle ali posteriori sensibilmente allargate che le conferiscono più muscoli rispetto alla DB7. La Vanquish si emancipa inoltre da quest’ultima a livello della poppa, più massiccia, con un paraurti forato nella parte inferiore e fari più grandi collegati da un spesso profilo cromato.

Ambiente raffinato e sportivo a bordo. Il cambio robotizzato a 6 rapporti ispirato alla F1 è comandato da palette al volante.
Ambiente raffinato e sportivo a bordo. Il cambio robotizzato a sei rapporti ispirato alla F1 è comandato da palette al volante.
DR
Il suo V12 5.9 da 460 CV e 542 Nm è il frutto dell’unione di due V6 Ford Mondeo. È associato a un cambio robotizzato a sei rapporti ispirato alla F1 e comandato da palette al volante. La Vanquish è dotata di un telaio tubolare in alluminio e fibra di carbonio, nonché di pannelli della carrozzeria in alluminio. Specifiche che garantiscono rigidità e leggerezza. Purtroppo, nonostante l’uso di questi materiali compositi, la bella inglese di 4,67 m di lunghezza pesa 1.835 kg sulla bilancia. Un peso elevato che si spiega con l’equipaggiamento plethorico di questa lussuosa GT che non potrà mai competere con la Ferrari Maranello in termini di dinamismo. Tuttavia, dal 2005 al 2007, fine della sua produzione, la Vanquish S offre più prestazioni grazie al suo V12 spinto a 528 CV e 577 Nm. Un surplus di potenza che le consente di accelerare da 0 a 100 km/h in 4,8 s e di diventare l’Aston Martin più veloce della storia con una velocità massima di 322 km/h.

Aston Martin Vanquish II (2012-2018)

Dal punto di vista dello stile, la seconda generazione si ispira sia alla DBS che all’hypercar One-77 prodotta in 77 esemplari tra il 2009 e il 2012.
Dal punto di vista dello stile, la seconda generazione si ispira sia alla DBS che all’hypercar One-77 prodotta in 77 esemplari tra il 2009 e il 2012.
Sotto il cofano, troviamo il V12 5.9 la cui potenza è stata portata a 573 CV e 620 Nm grazie a miglioramenti significativi.
Sotto il cofano, troviamo il V12 5.9, la cui potenza è stata portata a 573 CV e 620 Nm grazie a miglioramenti significativi.
DRt al suo lancio l’Aston Martin di serie più veloce mai prodotta.