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Parte il car sharing di Renault 5 all’Università Luiss

Inaugurata la nuova flotta composta da 12 Renault 5 destinata al Car Sharing elettrico, a disposizione di studenti, docenti e staff dell’Università Luiss di Roma.

Renault 5, city-car di riferimento della transizione elettrica in Europa, è stata scelta per questo servizio di E-mobility per il suo design moderno che conquista i giovani, le personalizzazioni, la connettività e la sicurezza. Ai giovani di oggi, nativi digitali, la piccola elettrica di Casa Renault mette, infatti, a disposizione, tramite Google Play, numerose app che consentono di ascoltare musica, tenersi aggiornati su sport e attualità, divertirsi o guardare film durante la sosta o la ricarica.

Su strada, la piccola compatta elettrica si distingue per un’esperienza di guida innovativa, un’autonomia fino a 410 km secondo il ciclo WLTP e un livello di sicurezza ai vertici della categoria, garantito da 26 dispositivi di assistenza alla guida.

La gestione dei servizi digitali e la ricarica saranno disponibili 24 ore su 24, direttamente tramite l’App Luiss, grazie all’integrazione con la piattaforma ICT basata sulla tecnologia B.O.M.T.S. (Banking Operations Maintenance Telematics and Security) sviluppata da a.Quantum – Gruppo Acea.

Per il “taglio del nastro”, nel Campus Luiss di viale Romania, erano presenti i vertici dell’Università e delle aziende partner del progetto: Rita Carisano, Direttore Generale della Luiss, Sébastien Guigues, CEO Renault Italia, Fabrizio Palermo, Amministratore Delegato di Acea ed Enrico Resmini, AD di a.Quantum

LUISS GREEN MOBILITY

Le università hanno un ruolo centrale nella transizione verso una società più sostenibile. La nostra missione non è solo formare giovani pronti ad affrontare il mondo del lavoro, ma anche prepararli a diventare leader consapevoli delle sfide globali che li attendono. In questa visione si inseriscono iniziative come il progetto Green Mobility, che rendono i nostri campus un modello di sostenibilità per studentesse e studenti, ispirandoli a ridurre l’impatto ambientale in ogni aspetto della propria vita.

Ha dichiarato Rita Carisano, Direttore Generale della Luiss

Siamo entusiasti che Renault 5 E-tech Electric diventi il cuore pulsante di questo progetto di mobilità sostenibile promosso dalla Luiss. R5 è molto più di un’auto: è un’icona che si reinventa, capace di unire emozione, tecnologia e responsabilità ambientale. Con il suo design immediatamente riconoscibile, l’anima pop e lo spirito innovativo, parla la stessa lingua delle nuove generazioni, attente all’ambiente ma desiderose di libertà e connessione. Crediamo che R5 E-tech Electric sappia offrire un’esperienza unica e stimolante, rispondendo con concretezza e passione alle grandi sfide della mobilità di oggi e di domani.

Ha affermato Sébastien Guigues, CEO Renault Italia

Nell’ultimo biennio, con l’attuazione del Piano Industriale, Acea ha consolidato il suo ruolo di operatore infrastrutturale, di leader del settore idrico e di main player dei settori energetico e ambientale. La grande expertise del nostro Gruppo ci qualifica in modo trasversale come punto di riferimento a livello nazionale nella progettazione, realizzazione e gestione di sistemi infrastrutturali. Tutto ciò è possibile grazie a una rinnovata attenzione strategica all’innovazione tecnologica che caratterizza e contraddistingue anche il progetto Luiss Green Mobility.

Ha sottolineato Fabrizio Palermo, Amministratore Delegato Acea

Aver supportato Luiss nella progettazione e nel lancio di un progetto così importante ha consentito ad a.Quantum di rendere tangibile una mission sfidante. Il nostro obiettivo, infatti, è quello di progettare e realizzare sistemi infrastrutturali sicuri e resilienti. a.Quantum nasce con l’intento di valorizzare le competenze del Gruppo Acea e di metterle a disposizione dell’Industria e del Paese, attraverso un approccio integrato che pone al centro le esigenze dei clienti per sviluppare soluzioni customizzate.

Ha aggiunto Enrico Resmini, Amministratore Delegato di a.Quantum

Accanto al Car Sharing elettrico, l’Università offre già un servizio di shuttle con navette elettriche e a gas, che collega gratuitamente le sedi di via Parenzo e viale Romania, e infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici all’interno dei Campus con il 100% dell’energia elettrica utilizzata proveniente da fonti rinnovabili.

Ma non solo. Quest’anno, il progetto Green Mobility si arricchisce di due ulteriori iniziative grazie alla partnership con Acea: uno studio per l’ottimizzazione dei consumi energetici e l’avvio della flessibilità energetica nelle sedi dell’Ateneo, che rafforza il suo posizionamento come laboratorio di innovazione sostenibile.

Il progetto, lanciato proprio in occasione della Settimana Europea della Mobilità, è quindi un ulteriore tassello del più ampio impegno dell’Ateneo nello sviluppo di attività ad alto impatto in termini di tutela ambientale e dimostra come l’incontro tra università e imprese possa generare valore non solo per chi vive i Campus ogni giorno, ma anche per la qualificazione urbana del territorio

Tesla Cybertruck: il Crash Test negli Usa

La sicurezza è da tempo un elemento centrale dell’identità di Tesla e il marchio si trova spesso a dover difendere questa reputazione. Anche se potrebbero rimanere alcune domande aperte riguardo all’Autopilot e alla guida completamente autonoma (supervisionata) per gli anni a venire, ciò che sembra ormai assodato è il modo in cui queste auto elettriche proteggono i passeggeri.

Nonostante le numerose preoccupazioni sul fatto che il Cybertruck avrebbe faticato a mantenere l’eccellente valutazione di Tesla nei crash test, ha superato a pieni voti i crash test dell’IIHS. Allo stesso tempo, c’è margine di miglioramento in termini di fari e promemoria delle cinture di sicurezza.

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Solide credenziali nei crash test

Nel complesso, l’IIHS ha assegnato al Cybertruck una valutazione “Buono” nel test aggiornato di urto frontale con sovrapposizione moderata. La valutazione si applica ai modelli costruiti dopo aprile 2025, quando Tesla ha aggiornato la struttura del sottoscocca anteriore. Il manichino del conducente ha mostrato un basso rischio di lesioni alla testa, al torace e alle gambe. Il passeggero posteriore ha subito solo un rischio moderato di lesioni al torace. Questi risultati sono in linea con la valutazione a cinque stelle ottenuta dal Cybertruck nei crash test della NHTSA.

Il Cybertruck ha anche superato i test di prevenzione delle collisioni, evitando ogni tipo di impatto. Ciò include collisioni a 12 e 25 mph durante il giorno e la notte. Sono inclusi anche test notturni a 25 mph e 37 mph, in cui il potenziale ostacolo viaggia parallelamente al Cybertruck. Si tratta di ottimi risultati, considerando quanta preoccupazione ci fosse in passato sul modo in cui questa auto avrebbe potuto interagire con i pedoni.

Il principale ostacolo che impedisce al Cybertruck di ottenere il premio Top Safety Pick sono i suoi fari. L’IIHS afferma che “i sistemi che creano livelli eccessivi di abbagliamento su specifici tratti stradali non ricevono il massimo punteggio per la visibilità in tale scenario”.
Come previsto, le luci del Tesla Cybertruck hanno creato quel bagliore e hanno avuto difficoltà anche in altri ambiti. L’illuminazione è risultata carente sul lato sinistro della strada e nelle svolte a sinistra, lasciando delle lacune nella copertura. Al contrario, il lato destro ha soddisfatto comodamente quasi tutti i parametri di riferimento, creando una prestazione complessivamente irregolare.

Detto questo, si tratta solo di un altro punto a favore dei veicoli elettrici in termini di sicurezza. Il Rivian R1T ottiene un punteggio ancora più alto del Cybertruck e ha ottenuto il premio IIHS Top Safety Pick+ nel 2024. L’anno scorso, nonostante l’inasprimento degli standard, ha comunque ottenuto il premio Top Safety Pick. L’unico camion con motore a combustione interna ad aver ottenuto un punteggio simile è il Toyota Tundra. Se il Cybertruck vuole ottenere un premio, dovrà migliorare la situazione dei fari e l’IIHS dovrà sottoporlo a test di collisione laterale e con piccola sovrapposizione.

Il Tesla Cybertruck non è stato l’unico a trovarsi sotto i riflettori in quest’ultima serie di test di sicurezza dell’IIHS. Altri sei modelli elettrici sono stati sottoposti allo stesso test di collisione frontale con sovrapposizione moderata e la maggior parte ha ottenuto buoni risultati. La BMW i4, la Chevrolet Blazer EV e la Volkswagen ID.Buzz hanno ottenuto tutte buone valutazioni, mentre la Tesla Model 3 è stata giudicata “accettabile” a causa del maggiore rischio di lesioni al torace per i passeggeri posteriori.

IL CRASH TEST AMERICANO

Oltre alla protezione in caso di incidente, anche la prevenzione degli incidenti con i pedoni e le prestazioni dei fari hanno giocato un ruolo significativo nei risultati. La i4, la F-150 Lightning e la Model 3 hanno tutte ottenuto buoni voti per la prevenzione degli incidenti con i pedoni, mentre la ID.Buzz è stata valutata come accettabile e la Blazer ha mantenuto lo stesso punteggio dei test precedenti.

I fari, tuttavia, si sono rivelati un punto debole comune a tutti i modelli. Cinque dei sette modelli elettrici hanno ottenuto un punteggio accettabile, mentre la i4 e la Cybertruck hanno ricevuto un punteggio inferiore a causa dell’abbagliamento e della scarsa illuminazione degli abbaglianti. A causa di questi problemi e dei requisiti più severi per l’assegnazione del premio, nessuno dei sette veicoli elettrici testati questa volta si è qualificato per il Top Safety Pick o il Top Safety Pick+.

Il furgone che non ti aspetti: Flynt sfida Fiat Ducato

Ecco in anteprima mondiale al IAA Mobility 2025 di Monaco di Baviera il nuovo Flynt: il furgone elettrico che rivoluziona il trasporto commerciale con un design dalle linee fluide e superfici squadrare.
Carrozzeria modulare disponibile in passo corto o lungo, motore da 150 kW capace di erogare 310 Nm di coppia istantanea e garantire fino a 350 km di autonomia WLTP, ricarica rapida 0→80% in 30 minuti su colonnine da 150 kW e pacco batterie garantito fino a 200.000 km.
Guarda il video completo per scoprire ogni dettaglio e iscriviti al canale per non perdere le prossime anteprime.

Nuovo KGM Musso 2026: Anteprima Rendering

Il nuovo KGM Musso potrebbe sfidare i rivali del segmento pick-up.

I pick-up di medie dimensioni stanno vivendo un boom in tutto il mondo e le case automobilistiche fanno la fila per sfidare modelli di successo come il Ford Ranger e il Toyota Hilux.

La Corea ha già Kia in lizza con il Tasman presentato di recente, e ora anche KG Mobility (ex SsangYong) sta entrando in gioco. L’azienda intende trasformare il nome Musso in un marchio secondario per camion elettrici, ibridi e a combustione.

All’indomani del debutto del Musso EV, KGM ha anticipato un altro pick-up di medie dimensioni dal look più robusto e aggressivo. Il nuovo modello, nome in codice Q300, dovrebbe sostituire il Rexton Sports, venduto a livello internazionale come Musso. Presentato per la prima volta in alcuni schizzi all’inizio di quest’anno, è ora apparso in un video teaser.

Altro: Kia Tasman non è ancora finita e grandi cambiamenti sono già in atto

Nella parte anteriore, i fari a LED si ispirano al Ford F-150 e al BYD Shark, mentre la griglia a cinque slot in stile Jeep è dotata di lamelle illuminate per un effetto ancora più scenografico. Un paraurti massiccio con un’ampia presa d’aria contribuisce al look robusto.

LO STILE SOLIDO

Lungo i lati, il pick-up KGM riprende il rivestimento con indicatori di direzione ambra integrati, simile al KGM Musso EV, ma il pianale più lungo suggerisce uno sbalzo posteriore allungato. Il tetto, i montanti e le barre sul tetto sembrano invariati rispetto all’attuale Rexton Sports. Nella parte posteriore, sottili LED verticali incorniciano un portellone scolpito con la scritta KGM.
L’attuale generazione del KGM Rexton Sports / Musso è stata introdotta nel 2018, con un restyling nel 2023. Monta la stessa architettura a telaio a longheroni del SUV Rexton ed è alimentato da propulsori a benzina e diesel non elettrificati. La prossima versione potrebbe utilizzare una versione aggiornata della stessa base, introducendo però un’opzione di propulsione ibrida.

Sulla base del teaser, la presentazione completa potrebbe arrivare entro pochi mesi, con un lancio sul mercato previsto per il 2026. Oltre alla Corea, il camion potrebbe raggiungere anche l’Europa, il Regno Unito e l’Australia, sfidando rivali come Ford Ranger, Toyota Hilux, Mitsubishi L200, Nissan Navara, Isuzu D-Max, Mazda BT-50, VW Amarok, Kia Tasman, GWM Cannon e Maxus/LDV T60.

Perché la crisi di Volkswagen nasce a Wolfsburg ed è solo all’inizio

Volkswagen continua a sprofondare nella crisi: il piano anticrisi presentato alla fine dello scorso anno non può essere realizzato nei tempi previsti, poiché lo stabilimento principale di Wolfsburg è periodicamente inattivo a causa di errori tecnici e guasti, e non ci sono fondi sufficienti per prepararlo alla produzione di nuovi modelli.

La crisi di Volkswagen è causata da una serie di fattori, i principali dei quali sono il basso livello di gestione dei progetti, la lentezza nel processo decisionale, la pressione dell’agenda ecologica in Europa, l’alto costo di gestione delle attività in Europa (soprattutto in Germania, dove si trovano gli stabilimenti principali) e i problemi di design ed ergonomia degli ultimi modelli.

Alla fine dello scorso anno, dopo massicci scioperi dei lavoratori in Germania e difficili negoziati con i sindacati, la direzione di Volkswagen ha presentato un piano anticrisi denominato Zukunft Volkswagen (tradotto dal tedesco al russo come “il futuro di Volkswagen”). Il piano prevede, in particolare, la riduzione di 35.000 posti di lavoro entro il 2030 in Germania, compreso lo stabilimento principale di Wolfsburg. Il piano prevede anche il trasferimento della produzione dell’attuale Volkswagen Golf di ottava generazione da Wolfsburg alla città messicana di Puebla, che avrebbe dovuto essere completato entro il 2027. Nel 2029 lo stabilimento di Wolfsburg avrebbe dovuto avviare la produzione della nuova Golf completamente elettrica sulla piattaforma SSP, che molto probabilmente prenderà il nome di ID. Golf.

LA CRISI IMPORTANTE

Secondo i dati di Bloomberg, ottenuti da fonti interne, il processo di trasferimento della produzione dell’ottava Golf in Messico e la preparazione dello stabilimento di Wolfsburg alla produzione della ID. Golf sono stati bloccati “a causa di restrizioni di bilancio”, ovvero, nei tempi previsti, questi due importanti eventi non avranno luogo: la vecchia Golf nel 2027, molto probabilmente, non inizierà a uscire dalla catena di montaggio in Messico, mentre l’ID. Golf, probabilmente, dovrà attendere almeno fino al 2030.
Il piano anticrisi prevede che delle attuali quattro linee di assemblaggio a Wolfsburg ne rimangano solo due. Nel corso della lenta ristrutturazione dello stabilimento, si sono verificati numerosi casi di errori tecnici e interruzioni della catena di montaggio, a causa dei quali i lavoratori, per rispettare il piano di produzione, sono costretti a lavorare di notte e nei giorni festivi. Il calendario “irregolare” peggiora i rapporti già tesi tra i lavoratori e la direzione della Volkswagen. Il regime di pause alternate a turni di lavoro intensivo potrebbe rimanere in vigore a Wolfsburg fino alla fine dell’anno.

Produzione della Volkswagen Golf nello stabilimento di Wolfsburg
Ricordiamo che Volkswagen intende vendere l’ottava Golf in Europa fino al 2035, quando nell’Unione Europea dovrebbe entrare in vigore il divieto di vendita di auto nuove con motori a combustione interna alimentati da combustibili fossili. Con l’avvicinarsi del 2035, aumenta la probabilità che questo divieto venga revocato, poiché l’industria automobilistica europea non sarà in grado di sopportarlo e, come ha giustamente affermato il direttore generale di Mercedes-Benz Ola Källenius, “si schianterà contro un muro a tutta velocità”.

Nuova Toyota Land Cruiser Mini: Anteprima

L’idea di vedere una Toyota Land Cruiser compatta nelle concessionarie non è nuova.

Da anni si ipotizza la possibilità di un mini 4×4 con il marchio Toyota. Un fuoristrada dalle dimensioni più modeste. Recentemente, le voci e le speculazioni sull’ipotetica mini Land Cruiser si sono intensificate. Dal lontano Giappone sono emerse nuove informazioni che indicano una vera e propria “bomba” nel mondo del fuoristrada. Un piccolo Land Cruiser a benzina a un prezzo imbattibile.

Toyota ha accennato in più di un’occasione che immagina un futuro elettrico per il Land Cruiser. E anche se resta da vedere cosa succederà con le prossime generazioni di questo leggendario 4×4, la verità è che il piano di Toyota di realizzare il suo “fratellino” sta cominciando a concretizzarsi. Soprattutto se consideriamo le ultime notizie che sono venute alla luce.

Secondo le informazioni ottenute in esclusiva dal media francese L’argus, il piano di Toyota per il mini Land Cruiser è chiarissimo. Almeno per quanto riguarda il mercato europeo. Non sarà alimentato a combustione, né erediterà la meccanica del modello attualmente disponibile nelle concessionarie. Il piccolo Toyota Land Cruiser Mini sarà 100% elettrico.

LA NUOVA IDEA DI LA D CRUISER

Sono passati alcuni anni da quando è stata presentata la Toyota Compact Cruiser EV. Un modello concept che ha gettato le basi per un ipotetico Land Cruiser compatto con propulsione elettrica. Questa concept car avrà finalmente una versione di produzione. Il Land Cruiser compatto diventerà realtà. Ma, sfortunatamente per i puristi, non avrà motori a combustione.

Questo futuro membro della famiglia Land Cruiser porterà il marchio “Made in Europe”. Sarà prodotto in Europa, precisamente nello stabilimento Toyota di Kolin, nella Repubblica Ceca. Questo stabilimento produce già modelli come la Toyota Aygo X Cross e la Toyota Yaris.

A livello tecnico, non sono previste grandi sorprese. Le notizie attuali indicano chiaramente che sarà basato sulla piattaforma e-TNGA. Sarà quindi simile ad altri veicoli elettrici attualmente disponibili nella gamma Toyota. In termini di dimensioni, misurerà circa 4,4 metri di lunghezza, collocandosi a metà strada tra la Toyota Urban Cruiser e la Toyota C-HR+.

Tutti gli occhi saranno puntati sul propulsore elettrico. Sarà dotato di una nuova generazione di batterie, con opzioni LFP e NMC disponibili nella gamma. Nella migliore delle ipotesi, il Land Cruiser elettrico avrà un’autonomia di 600 chilometri. Resta da vedere il livello di effettiva capacità 4×4 che avrà.

Quando arriverà sul mercato? La produzione del Land Cruiser compatto dovrebbe iniziare nel 2028. Toyota assemblerà anche le batterie per il Land Cruiser elettrico nel suddetto stabilimento ceco. A tal fine, sarà effettuato un investimento significativo per migliorare e ampliare gli impianti.

Chi è e cosa fa un Agente del Noleggio a lungo termine

Scena numero Uno, un Bar di una Stazione ferroviaria di Roma, pochi giorni fa. 

Il sottoscritto ad un tavolo, sorseggiando il caffè e davanti al proprio PC – con Wi fi gentilmente offerto dalla Casa – in attesa della coincidenza Treno su cui salire. Al tavolo a fianco si accomoda un Signore, apparentemente coetaneo, che a sua volta ha il caffè in una mano ed il PC a portata dell’altra. Dal fraseggio telefonico di una chiamata ricevuta capisco che è un Agente di Noleggio a Lungo Termine che opera per conto (o diretto, non ho approfondito) di una Company nazionale. Si ferma su un concetto per me vecchio di decenni con una domanda:”Mi scusi, la Vostra Società ha almeno due annualità in  Bilanci costituiti e presentati?”. Chiudendo la telefonata, l’Agente mi trova pronto a chiedergli se davvero, venti anni dopo, sia rimasto ancora in piedi un cavillo dinosaurico come quello dei due Bilanci preliminari esistenti per poter accedere alla Istruttoria di approvazione.(assurdo, davvero, ai tempi nostri: ma non basterebbe una minigaranzia di CDP sui contratti di Noleggio sottoscritti dalle Start Up che hanno bisogno come il pane di non immobilizzare capitali? Chiuso l’inciso)

Da questo, nasce un piccolo e piacevole dialogo sul quasi quarto di secolo che separa il mio esordio nel mondo del Noleggio “ante litteram” presso un Dealer nazionale, a quello che attualmente è addiruttura quasi prevalente nei risultati operativi del mercato auto nazionale. E da qui parte la :

Scena numero Due, un altro treno – locale – per raggiungere una Piccola Impresa Cooperativa di trasporti: 2001, sempre il sottoscritto, molto più giovane, impegnato nel programma neonato di Ford “Business Partner”, ovvero l’attività di Noleggio “captive” incentrata sull’ambiente degli Showroom capaci di associare, alla natura “immateriale” del rapporto del Noleggio ancora sconosciuto in Italia la forza promozionale ed emotiva delle auto esposte e da toccare con mano. 

Una intuizione decisamente elementare quale unico supporto alla promozione commerciale di un gruppetto di matti che come me stavano all’epoca semplicemente esplorando un mondo nuovo. 

A distanza di un quarto di secolo da quella attività sperimentale in Concessionaria ad oggi è simile solo l’apparenza: un PC davanti, molta mobilità per andare a trovare i Clienti e telefono perennemente all’orecchio. 

Cambia però davvero tanto sotto la facciata: ai miei tempi il PC era caricato con un programma non connesso che riportava quotazioni e modelli da offrire  e che si aggiornava tramite Floppy Disk fatti girare nei Saloni di Vendita; ed il telefono, ai miei tempi, non riceveva una chiamata neppure per miracolo ed erano i commerciali come me a consumare elenchi e liste cartacee di Imprese e Partite Iva da chiamare.

In quel Bar, pochi giorni fa, quell’ex Direttore del Personale di una PMI che avevo incontrato si connetteva on line con il preventivatore, ed avrebbe potuto aprire in simultanea schede Google sui modelli di auto in offerta, siti di visura camerale, persino Website proprietari del potenziale Cliente in contatto telefonico riuscendo in un attimo ad impacchettare e spedire via Mail o Whatsapp i PDF di preventivo. Notare bene, tutte telefonate in Imbound, cioè del richiedente verso di lui. Un lusso che ai miei tempi accadeva solo da chi doveva protestare o lanciare parolacce al povero funzionario spesso incolpevole di ritardi e disservizi.

Se mi sono anticipato nella presentazione del Venditore del Noleggio con questo siparietto è per iniziare con la caratteristica chiave di questa figura commerciale: avendo tutte le risorse per non rimanere fermo davanti ad una Scrivania, a meno che il suo contratto non lo ponga a presiedere un negozio fisico deve essere perennemente mobile. 

Perché è nella mobilità che nasce il suo Business: sono infatti le Imprese di Logistica e di Commercio, gli Agenti ed i Rappresentanti, i Professionisti individuali e le organizzazioni temporanee di Imprese come Cantieri e Società appaltatrici il cuore del mondo del Noleggio, ancora oggi. 

Un attimo dopo arrivano tutti coloro che – con Partita Iva – valutano vantaggi fiscali e contabili con un piano di Noleggio ed al terzo posto (attualmente, dopo un piccolo fuoco di interesse fino a prima del Lockdown) arrivano eventualmente i sempre pochi privati che scelgono il Noleggio in alternativa alla Proprietà. Noleggio di cosa?

Noleggiare tutto, dalle due alle quattro ruote ai servizi associati.

Un mondo a 360 gradi

Noleggio a Lungo o a Breve Termine, o persino giornaliero ed il Car, Bike e Van sharing;

dunque il Noleggio di auto, moto, scooter, bici elettriche, Furgoni, mezzi speciali (Escavatori, trattori, macchine da Cantiere e da Giardino) per finire con i mezzi di micromobilità;

Contatto con Cliente potenziale da Liste Camerali, Elenchi commerciali ma anche da Associazioni di Categoria, Gruppi di Acquisto, Consorzi, Nertwork di servizi, Cooperative, e mondo dell’Autoriparazione; feedback ed approccio da pagine Social, Forum, Siti on line di richiesta preventivi e quotazioni, persino da Gruppi Whatsapp e senza dimenticare il personal Branding di un proprio Blog o di un sito personale per promuoversi.

Rapporto professionale da Agente mono o plurimandatario? Non trascurare di inserire in un portafoglio non concorrenziale non solo le Auto ma anche Van, mezzi per agricoltura e Cantiere, o mezzi a due ruote. E persino soluzioni di Tracking e Fleet Management e servizi di Customer care.

Contratto di collaborazione subordinata? Beh, con maggiori limitazioni sul novero dei mandanti possibili, anche un dipendente di Noleggio può ottimizzare le sue giornate svolgendo accountingpresso Officine, visitando Hub aeroportuali e scali ferroviari, estendendo o promuovendo convenzioni e personal brandingverso Agenzie di Viaggio, mondo della accoglienza turistica e della ristorazione, parlando con Associazioni legate al turismo congressuale e artistico culturale.

Tutto parte dalla auto promozione per estendere il proprio raggio di azione e dal supporto della telematica e di Internet.

Su tutto, un unico requisito di base: se la credibilità personale ed il branding ha un peso “n” nella vendita di auto, è pari ad “N” elevato alla ennesima potenza per il venditore di Noleggio che, se vuole emergere, non deve vendere un’auto ma un intero mondo di servizi

Dunque deve in primis scegliere bene con chi lavorare: cercare recensioni e reputazione on line, confrontare e contattare più offerte. Ecco il segreto di partenza: un venditore di Noleggio non può purtroppo ripartire un disservizio od un pregiudizio distribuendolo su Dealer, Marchio e servizio post vendita. L’unica insegna agli occhi dell’Utilizzatore è il Professionista commerciale e la Compagnia di Noleggio. Non scordatelo mai.

Come nasce un ottimo professionista del Noleggio? Se siete nella necessità di rimpiazzare un fatturato in crollo, una attività persa o un cambio professionale imposto dalla crisi, un solo consiglio: buttatevi a Capo chino sull’accounting. Qualcosa in mano Vi ritorna. Se invece siete giovani e potete valutare e scegliere, avendone tempo, ecco un piccolo Vademecum di Start Up:

– Scegliete possibilmente la libera professione a Partita Iva piuttosto che un rapporto subordinato; nel lungo termine avrete la maggiore possibilità di ammortizzare i periodi di flessione commerciale “switchando” su altri settori o linee di Business;

– Acquisite Skill e formazione su temi tecnici (Postvendita e Service Management, Fermo tecnico, Garanzie, modalità di intervento tecnico sulle nuove piattaforme) e fiscali di base;

– Valutate sempre prima di accettare un rapporto “MONOmandatario” l’estensione della zona commerciale e le reali opportunità di crescita. In caso di perplessità o dubbi, il sottoscritto ha sempre suggerito rapporti che non escludessero il plurimandato;

– Fate di Officine, Distributori Ricambi, Agenzie Pratiche Auto, Network di vendita materiale Edile, e di Concessionarie e Venditori indipendenti il Vostro Ufficio vendite, per acquisire Clienti potenziali;

– Alimentate sempre al fine settimana la Vostra presenza sul Web con articoletti, Preventivi- civetta, partecipazione a Forum e Webinar, dopo una settimana passata a girare la Vostra area di interesse. 

Ed andando sul pratico: una volta acquisito un Portafoglio Clienti, ricordate che prendere ulteriori nuovi Clienti da un certo momento sarà sempre più dfficile. A quel punto non dimenticate da tempo prima di fidelizzare con i Vostri Clienti (messaggi periodici, memo su Tagliandi e scadenze, etc..) perché da loro deriva il passa parola e la continuità del Vostro lavoro.

Sono questi alcuni dei suggerimenti sul campo che, dopo esserci passato direttamente, mi sento di condividere per darVi il primo ed immediato focus sul venditore di Noleggio, figura chiave delle moderne organizzazioni commerciali.

Riccardo Bellumori

Nuovo Mercedes VLE 2026: Anteprima Rendering

Mercedes-Benz si appresta a sostituire il suo vecchio MPV EQV con una coppia di nuovi modelli elettrici: il VLE e una variante ancora più lussuosa chiamata “VLS” (pensate a quest’ultima come alla Classe S dei minivan).

Entrambi fanno parte della campagna VAN.EA (Van Electric Architecture) del marchio, con una piattaforma EV completamente nuova progettata esclusivamente per la futura gamma di furgoni della casa automobilistica tedesca.

Numerosi prototipi del VLE sono già stati avvistati durante i test al Circolo Polare Artico con solo una leggera camuffatura. Tenendo questo a mente, diamo un’occhiata più da vicino a ciò che questi modelli hanno da offrire prima del loro debutto ufficiale.

Anticipato dal concept Vision V di Mercedes, molto controverso e che ha diviso l’opinione pubblica, il VLE riduce lo shock e lo stupore, ma conserva alcuni dettagli chiave. La parte anteriore è ancora dominata da un pannello della griglia dall’aspetto increspato, incorniciato da fari tri-DRL, con accenti cromati inferiori e un paraurti scolpito.
Di profilo, presenta un profilo dinamico con il finestrino posteriore che scende a cascata in modo simile a quello della quasi dimenticata Mercedes Classe R. Più in basso, la linea di spalla è volutamente pronunciata sopra le aree delle ruote anteriori e posteriori per ridurre l’aspetto squadrato che affligge molti altri MPV.
Nella parte posteriore, il gruppo ottico posteriore in stile alone del concept è stato quasi completamente trasferito nella produzione, mentre i bordi del portellone sono smussati per conferire un aspetto più scolpito e tridimensionale.

INTERNI E MOTORI

All’interno, la Mercedes VLE erediterà molti elementi di design dal Vision V Concept e dalla EQS di serie, tra cui un MBUX Hyperscreen verticale da montante a montante che esegue l’ultima versione del sistema operativo Mercedes-Benz (MB.OS).

Aspettatevi materiali di lusso sostenibili, tra cui pelli riciclate e impiallacciature in legno naturale. La disposizione dei sedili dovrebbe variare, con il VLE che si rivolge a gruppi più numerosi con configurazioni flessibili a tre file. Il VLS, invece, si rivolge a clienti con autista privato, con sedili singoli tipo capitano, sedute in stile lounge e superfici di lavoro integrate.

Le principali caratteristiche tecnologiche includono l’assistenza alla guida autonoma di livello 2+ (con il livello 3 in arrivo), la navigazione in realtà aumentata, l’illuminazione ambientale intelligente e schermi di intrattenimento posteriori 4k con integrazione dello streaming. Pad di ricarica wireless, un avanzato sistema audio Burmester e aggiornamenti software over-the-air completano il pacchetto.
Un prototipo camuffato ci ha offerto un’anteprima della prossima VLE.

Sebbene le specifiche definitive siano ancora in fase di definizione, la gamma includerà configurazioni sia a motore singolo che a doppio motore. Ci si aspetta un motore posteriore che produce circa 268 CV (200 kW) nei modelli entry-level, mentre il doppio motore con trazione integrale 4MATIC avrà una potenza più vicina ai 470 CV (350 kW).

La capacità delle batterie partirà probabilmente da circa 90 kWh e supererà i 116 kWh per le versioni a lungo raggio, consentendo un’autonomia WLTP di oltre 311 miglia (500 km). Grazie a un sistema elettrico da 800 volt, entrambi i modelli offriranno un caricatore CA da 22 kW, oltre a una ricarica CC ultraveloce fino a 350 kW. Anche la ricarica bidirezionale e vehicle-to-grid dovrebbero far parte del pacchetto.

Il segmento dei furgoni di lusso non è esattamente ricco di offerte, ma la concorrenza si sta facendo sempre più agguerrita. Nei mercati al di fuori del Nord America, il VLE dovrà affrontare rivali come l’ibrido Lexus LM, il Volvo EM90 e il suo omologo cinese, lo Zeekr 009. Negli Stati Uniti, dove la concorrenza è limitata alla fascia più giocosa della scala, anche l’ID. Buzz LWB di Volkswagen potrebbe potenzialmente competere con il VLE.

La presentazione ufficiale sia della Mercedes VLE che della VLS è prevista per la fine dell’anno, con il lancio previsto per il Nord America, l’Europa e la Cina all’inizio del 2026.