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Nuova Toyota GR Yaris: il kit Aero Performance

Per chi desidera una carrozzeria più aggressiva per la Toyota GR Yaris rinnovata, il produttore giapponese ha lanciato un pacchetto aerodinamico per la berlina a tre porte ad alte prestazioni ispirata alle auto da rally.

Il pacchetto è composto da sei elementi, a partire dal cofano anteriore in alluminio con prese d’aria, modellato sul cofano della GRMN Yaris e che, secondo Toyota, è stato sviluppato utilizzando il componente utilizzato nel campionato giapponese di rally, con l’obiettivo di migliorare le prestazioni di raffreddamento attraverso lo scarico del calore dal vano motore.

Naturalmente è stato lavorato anche sul carico aerodinamico, e lo spoiler anteriore mira a migliorare l’equilibrio aerodinamico complessivo della GR Yaris sopprimendo la portanza nella parte anteriore dell’auto. Secondo Toyota, lo spoiler anteriore è stato aggiunto sulla base del feedback del pilota professionista Oshima.
Dietro alle ruote anteriori, il pacchetto include condotti sui parafanghi anteriori che rilasciano l’aria accumulata nei passaruota anteriori, migliorando la sensazione di sterzata quando la parte anteriore dell’auto si abbassa in caso di frenata brusca e favorendo la stabilità di guida in ingresso di curva.

Passando alla parte inferiore dell’auto, una serie di coperture inferiori del serbatoio del carburante ottimizza il flusso d’aria lungo il sottoscocca dell’auto, ispirandosi alla forma piatta del serbatoio di un’auto da corsa, afferma il produttore.

LO STILE SPORTIVO

Nella parte posteriore, il pacchetto prevede condotti nel paraurti posteriore per ridurre l’effetto paracadute del paraurti e abbassare il coefficiente di resistenza aerodinamica. Questo è stato sviluppato per far fronte alle condizioni estreme degli sport motoristici, afferma Toyota. Alla parte posteriore del tetto dell’auto è stato aggiunto un alettone posteriore regolabile.

Trattandosi di un pacchetto aerodinamico per la GR Yaris, non vi sono modifiche al gruppo motopropulsore o alle componenti delle sospensioni dell’auto.
La potenza del motore rimane quindi invariata rispetto alle specifiche di lancio dell’auto, ovvero 304 CV a 6.500 giri/min e 400 Nm da 3.250 giri/min a 4.600 giri/min, e le opzioni di trasmissione continuano ad essere un cambio manuale a sei marce (iMT) con auto-blip o un cambio automatico a otto marce Gazoo Racing, entrambi con trazione integrale GR-Four con frizione multidisco e LSD Torsen anteriore e posteriore.

Allo stesso modo, le sospensioni continuano ad essere MacPherson all’anteriore e a doppio braccio oscillante al posteriore, con pneumatici Michelin Pilot Sport 4S 225/40R18 su cerchi in alluminio forgiato BBS da 8J. Questi ospitano dischi ventilati con pinze a quattro pistoncini all’anteriore e pinze a due pistoncini al posteriore.

Il prezzo della Toyota GR Yaris rinnovata con il pacchetto Aero performance in Giappone parte da 4.055.000 yen (115.744 RM) per la variante RC con cambio manuale a sei marce, o 4.405.000 yen (125.734 RM) per quella con cambio automatico a otto marce. L’allestimento RZ di fascia alta con pacchetto Aero performance costa 5.475.000 yen (156.275 RM), mentre la versione 8AT della RZ costa 5.825.000 yen (166.266 RM).

Come diventare un Buyer Usato in Concessionaria o in Officina?

Se le piccole “dispense” tipo “consigli per gli acquisti” Vi sono state fino ad oggi utili per poter valutare quale percorso professionale intraprendere nel mondo Auto anche in parallelo alla classica occupazione di Venditore di Salone o di Noleggio, non potevamo oggi evitare di descrivere e presentare a livello di Skill una delle figure commerciali più determinanti per il successo e per la salute operativa delle Concessionarie: la figura del “Buyer” ovvero del Responsabile degli “ingressi” di auto Usate dentro la gamma di offerta dei Dealer. Io Ve ne parlo alla luce del contesto di attualità ma rievocando come e con quale effetto il lavoro del Buyer incideva nei professionisti di Salone tra i quali ho lavorato per anni.

Professione Buyer vantaggi per i venditori, skills per il Service Management

In verità il Buyer è oggettivamente un commerciale al contrario perché guadagna e fa guadagnare Concessionaria e Venditori non in base al prezzo maggiore che si fa saldare dal Cliente ma dalla somma dei minimi costi possibili di acquisto e di ripristini per ogni Auto usata che il Buyer stesso fa entrare in Azienda. Ed ovviamente nel suo ciclo di influenza professionale il Buyer “vende” al sistema dell’autoriparazione, alla logistica Ricambi ed al sistema delle Garanzie aggiuntive tutta la necessaria capacità professionale di mediare sui costi e sulle modalità di ripristino.

Se questo è il ruolo universale e mai cambiato nella fisionomia professionale del “Buyer”, è anche vero che il tempo attuale sta decisamente favorendo modifiche ed implementazioni necessarie nel profilo di operatività e negli Skills del “Buyer” perché:

-Con la riduzione degli addetti “backOffice” nelle Concessionarie, il Buyer deve molto spesso oggi assumere parte delle funzioni e competenze che impegnavano fino a poco tempo fa i cosiddetti “Responsabili Usato” nel ruolo anche di supervisore delle Car list di auto usate con cui assortire il Parco vendite; nonché di referente per i rapporti con il mondo dell’Autoriparazione per quel che riguarda gli interventi di ripristino. 

Non è assolutamente fuori luogo da parte mia (riferendo alla mia diretta esperienza di Salone presso quello che si poteva chiamare un “Leader Dealer” di quasi vent’anni fa) ritenere che il disastro del settore Usato dentro il mondo delle Concessionarie e la fuga delle compravendite e delle transazioni tra privati fuori dell’azione diretta delle Concessionarie parte proprio dalla pessima azione e configurazione professionale di questi due soggetti, gli unici a non avere spesso neppure un interfaccia presso la Casa Mandante: il “Responsabile Usato” ed il “Buyer”.

Negli anni in cui sono stato direttamente impegnato presso la vendita in Concessionaria, ho purtroppo dovuto prendere atto che il Responsabile Usato dell’epoca nella mia organizzazione era un totale deficiente, posto laddove era solo per motivi che sfuggono al raziocinio ed alla strategia.

A sua volta i diversi “Buyer” che facevano capo – ahimè – al puro deficiente erano semplici Agenti commerciali che basavano le diverse valutazioni su base empirica e molto spesso fideistica: della serie, mi sento di dire che un’auto in ingresso può essere pagata così. 

Tenete conto, certo, che all’epoca supporti e sistemi per valutazioni condivise, on line, con interazione Just in time da remoto erano del tutto inesistenti: vero. 

Ma quel che limitava parecchio l’operatività era soprattutto l’asservimento passivo monolitico e poco razionalizzato alla Bibbia di sistema, cioè l’Eurotax. Non che questo fosse un supporto fondamentale ed utilissimo, ci mancherebbe: ma andava saputo maneggiare da menti fertili e non da improvvisati capitani di ventura applicati al settore operativo in esame.

Ed è in fondo questa la essenza del Post sul “Buyer”: essere attualmente una figura “Ponte” tra l’ingresso di un’auto usata, il suo ripristino e la messa in commercio per generare margini e fidelizzazione con il Cliente è una esigenza che gli stessi Dealer – per loro incapacità manifesta – stanno soffocando. 

Se fino al cosiddetto “Crack Lehman” l’acquisto di auto usate da parte di un “Buyer” si divideva in due fasce di selezione (auto derivanti da cicli di sostituzione programmata beneficiarie di soluzioni di Loyalty e di pricing predeterminato; o all’opposto auto usate fuori protocollo da destinare ai cosiddetti commercianti); da quel momento in poi il canale usato è stato “corrotto” da due correnti di operatività: nel primo lustro seguente al Crack Lehman e fino al Dieselgate  gli stock di giacenza usato sono stati veicolati nella dimensione delle aste all’ingrosso e delle cessioni alle organizzazioni ed ai portali che acquistavano lotti interi a prezzo di ingrosso; ma così facendo i Dealers risparmiavano sul costo immobilizzato di centinaia di auto usate ferme sui piazzali e di conseguenza potevano accentuare i valori di trade in necessari per facilitare le vendite di nuove auto. Dunque in questa fase commerciale i Buyer hanno dovuto mettere in ombra la pura capacità di trattativa ed analisi delle auto in ingresso ed estremizzare la capacità di mediazione e di realizzo con i grandi operatori all’ingrosso nella cessione dei lotti di auto usate in uscita da Concessionarie ed Autonoleggi.

Dal Dieselgate fino al Lockdown del 2020 si è assistito sostanzialmente ad un nuovo cambio di paradigma: la demonizzazione del motore a Gasolio e la caduta conseguente di preferenze ed ordini ha costretto molti Buyer a modificare sistemi di trattativa e soggetti destinatari degli usati in uscita, mentre le nuove leve governative dell’incentivo rottamazione e dell’iperammortamento hanno ridotto gli Stock di auto potenzialmente da vendere dirottandole verso gli autodemolitori, ed hanno fornito un rimpiazzo attraverso l’esplosione delle autoimmatricolazioni “Km Zero”, che sono state per la maggior parte smistate nell’ambito dei commercianti indipendenti di territorio.

Dal Lockdown una leva insperata per l’Usato: ed il Buyer ritorna tale.

Covid, post Covid, esplosione del fenomeno “Hybrid”, gelata su Turbodiesel ed alimentazione a Gas, crisi dei semiconduttori e riduzione dell’offerta disponibile sul nuovo. Chi l’avrebbe detto? Dalla fine del 2021 il settore Usato ha iniziato a vivere una seconda Primavera, facendo tornare il Buyer una figura ponte determinante per la redditività aziendale. Quotare bene e valutare lo stato d’uso ed i necessari ripristini di nuove architetture tecniche, valutare il successo commerciale futuro di modelli e Marchi “new entry” sul mercato italiano; selezionare con capacità e fiuto i lotti ormai direi obbligatori nella agenda di acquisto del Dealer sta riportando il caro vecchio Buyer alla tradizionale offerta di servizio, competenza e sensibilità tecnica tradizionale. Ma con un pizzico di tecnologia e di “Just in time” legato alla disponibilità di tecnologie, supporti, apps, sistemi on line in grado di velocizzare analisi, comparazioni, esiti e quotazioni. 

Da qui riparte in nuovo vecchio Buyer di Concessionaria.

Riccardo Bellumori

Nuova Hyundai Tucson 2026: Anteprima Rendering

La nuova Hyundai Tucson potrebbe rompere i ponti con il passato.

I coreani sanno bene che la distinzione e il design rivoluzionario dei loro modelli sono fondamentali per il successo. Lo dimostrano da anni, un principio che hanno trasferito anche alle loro auto elettriche. La tecnologia integrata e il prezzo fanno il resto, ed è ciò che accadrà tra pochi mesi con la nuova generazione di una delle Hyundai più importanti.

I coreani stanno già lavorando sui prototipi di una nuova Hyundai Tucson, un SUV che abbiamo visto recentemente in alcune foto spia, completamente camuffato ma che lascia intravedere alcuni dettagli interessanti. Li abbiamo riportati in questa anteprima che, secondo le nostre informazioni, riproduce fedelmente il design che questa nuova Hyundai Tucson sfoggerà alla fine del prossimo anno.

Render Hyundai Tucson 2027
Ecco come sarà la futura Hyundai Tucson 2027, la nuova generazione del SUV compatto coreano.
Svelata la futura Hyundai Tucson 2027

Come si può vedere, l’influenza della KONA è più che evidente, con una lunga barra che attraversa trasversalmente il frontale e due appendici separate, tutte dedicate alle luci diurne. I fari principali sono stati spostati in una posizione più bassa, conferendo un aspetto più simile ai gruppi ottici della KIA Niro.

Rendering Motor.es

STILE NUOVO

Questi rendering di Motor.es mostrano una silhouette molto diversa da quella dell’attuale Tucson, grazie alle caratteristiche che sono state viste nei prototipi di prova. Ad esempio, i montanti del parabrezza sono molto inclinati, il profilo del tetto è praticamente orizzontale – scende minimamente nella parte posteriore – e il terzo vetro presenta ora una forma più angolare. Hyundai ha anche conservato una delle caratteristiche distintive dei suoi SUV, i passaruota squadrati.

Le foto spia suggeriscono che il design della parte posteriore sarà molto simile a quello della parte anteriore di questa nuova Hyundai Tucson. Saranno presenti le appendici con angolo di 45°, così come la barra trasversale. Le altre funzioni saranno suddivise tra la parte inferiore del paraurti e la minigonna.

INTERNI E TECNOLOGIE

Per ora non è stato possibile dare un’occhiata agli interni della nuova Hyundai Tucson, ma abbiamo visto che il cruscotto è coperto da un’estremità all’altra, il che è un chiaro indizio che sarà dotato di un grande schermo panoramico. Una piattaforma multimediale basata sul nuovo sistema operativo Pleos, che promette velocità, un’ampia varietà di applicazioni e un’esperienza di bordo più intelligente con una grafica molto nitida.

Hyundai punterà sugli assistenti di guida avanzati di livello 2.5, alcuni dei quali consentiranno di togliere le mani dal volante o di effettuare sorpassi autonomi. Uno dei dettagli più interessanti di questa nuova Hyundai Tucson, che sarà presentata dopo l’estate del 2026 e arriverà nel 2027, solo con motori a benzina MHEV, HEV e PHEV, questi ultimi con 100 chilometri di autonomia, in una gamma senza motori diesel.

Nuova Toyota Corolla 2026: Restyling in Anteprima

Il restyling della Toyota Corolla venduta in Cina preannuncia l’evoluzione del look della compatta ibrida in Europa, su questa generazione (E210) o sulla successiva. La rivale della Honda Civic è sul nostro mercato dal 2018.
Il restyling della Toyota Corolla viene svelato in anticipo in Cina
Lanciata nel 2018 in Europa, la Toyota Corolla di dodicesima generazione (tipo E210) sta logicamente giungendo al termine della sua carriera. Tuttavia, mentre non è ancora trapelato nulla sulla sua sostituta, una versione restylizzata del modello attuale viene svelata attraverso le foto del suo fascicolo di omologazione in Cina, dove l’auto è commercializzata anche con il nome di Levin e proposta in versione berlina a tre volumi.
La maggior parte delle evoluzioni estetiche della Toyota Corolla ibrida cinese riguarda il frontale, che cambia radicalmente. Più liscio rispetto a oggi, abbandona il muso appuntito con logo prominente e i fari a forma di falce, e presenta una presa d’aria inferiore notevolmente ridotta. Riprende lo “sguardo” dell’ultima Prius con blocchi ottici a pinze di granchio collegati alla base da una sottile fascia nera, come sui recenti C-HR, C-HR+, Urban Cruiser e RAV4.

CAMBIAMENTI GIUSTI

La parte posteriore dell’auto è cambiata meno. Per richiamare quella anteriore, il paraurti ridisegnato abbandona il grande diffusore nero fittizio. Anche la disposizione interna dei fanali è stata rivista, ma questi rimangono collegati.
La versione cinese dell’attuale Toyota Corolla è sul mercato dal 2019 e utilizza la stessa piattaforma TNGA-C della sua controparte europea. Tuttavia, l’applicazione dello stesso restyling alla cinque porte e alla station wagon commercializzate nel Vecchio Continente rimane soggetta a cautela. In ogni caso, questo restyling preannuncia i cambiamenti di stile in arrivo per la best-seller giapponese, sia per questa generazione che per la prossima.

Nuovo Toyota Land Cruiser: la Rally Raid

Il Land Cruiser GR Sport è già un SUV dalle elevate prestazioni, ma Toyota Auto Body, la consociata dell’azienda nota per lo sviluppo di SUV, furgoni e veicoli speciali, ha appena fatto un ulteriore passo avanti.

Il Rally Raid è un’edizione ultra limitata creata per celebrare la dodicesima vittoria consecutiva del Team Land Cruiser nella categoria veicoli di serie del Rally Dakar.

Sebbene Toyota avrebbe potuto semplicemente applicare una serie di adesivi al SUV e chiuderla lì, il Rally Raid presenta alcuni interessanti aggiornamenti. Monta cerchi in lega Enkei PDT1 da 18 pollici avvolti da robusti pneumatici Toyo Open Country all-terrain. Le pinze dei freni rosse e i ganci di traino aggiungono un tocco di sportività, mentre i paraspruzzi e le grafiche TLC completano i dettagli esterni.

Ancora più importante, il Toyota Land Cruiser Rally Raid adotta nuove sospensioni e supporti della cabina, aggiornando la configurazione GR Sport. Infine, l’interno è stato rinnovato con sedili speciali rivestiti in pelle e ultra suede, insieme a una targhetta Rally Raid sulla console centrale.

Gli stessi aggiornamenti sono disponibili anche come pacchetto accessori per i proprietari esistenti, sebbene siano compatibili esclusivamente con il Land Cruiser GR Sport alimentato a diesel. Inoltre, alcuni dei componenti saranno disponibili singolarmente presso i concessionari Toyota in Giappone.

DATI TECNICI

Toyota non ha apportato modifiche al propulsore, con il motore diesel V6 biturbo da 3,3 litri di serie che eroga 304 CV (227 kW / 309 PS) e 700 Nm (516 lb-ft) di coppia. La potenza viene trasferita a tutte e quattro le ruote tramite un cambio automatico a 10 rapporti con l’aiuto di differenziali elettronici anteriori e posteriori.

L’azienda produrrà solo 12 unità del Land Cruiser Rally Raid e offrirà altri 12 pacchetti di conversione per i proprietari esistenti. L’edizione speciale ha un prezzo di 9.380.800 yen (63.500 dollari), mentre il pacchetto completo di accessori costa 1.511.400 yen (10.200 dollari). Si noti che il Land Cruiser 300 GR Sport standard ha un prezzo a partire da 8.136.700 yen (55.100 dollari) in Giappone.

Acquistarne uno non sarà semplice. Gli acquirenti dovranno partecipare a una lotteria presso i concessionari Toyota tra l’11 e il 28 settembre. I vincitori saranno informati dopo il 17 ottobre e le prime consegne sono previste per dicembre.

La Cina pronta a vietare le maniglie a scomparsa

Secondo quanto riportato da Car News China, le autorità cinesi starebbero valutando la possibilità di vietare le maniglie delle portiere completamente a scomparsa, citando rischi per la sicurezza e problemi funzionali.

Citando il personale delle case automobilistiche che ha parlato con il sito di notizie Mingjing Pro, sono in corso discussioni per nuove normative che vietino le maniglie delle portiere completamente retrattili. Le maniglie tradizionali e semi-retrattili sarebbero ancora consentite, ma dovrebbero incorporare una funzione meccanica ridondante per garantire l’affidabilità, secondo quanto riportato dall’articolo.

Secondo la pubblicazione, il progetto di regolamento per gli standard obbligatori relativi alle maniglie delle portiere dovrebbe essere finalizzato questo mese e la proposta suggerisce il divieto delle maniglie completamente retrattili con un periodo di transizione di un anno.

SICUREZZA AL CENTRO

L’applicazione della normativa è prevista a partire dal luglio 2027, pertanto i nuovi veicoli venduti in Cina non potranno più essere dotati di tali maniglie dopo tale data. Le discussioni in merito hanno riguardato anche i meccanismi di sblocco automatico in situazioni quali incidenti, aggiunge il rapporto.

Sebbene le maniglie delle portiere a filo e completamente retrattili offrano vantaggi aerodinamici percepibili e quindi miglioramenti in termini di efficienza energetica, secondo il rapporto i vantaggi ottenuti e i compromessi in termini di sicurezza che ne derivano sono stati messi in discussione.

Car News China ha citato i calcoli degli ingegneri secondo cui queste maniglie offrono una riduzione del coefficiente di resistenza aerodinamica di 0,01 Cd, che si traduce in un risparmio energetico di circa 0,6 kWh ogni 100 km, con un risparmio trascurabile nella ricarica domestica, secondo quanto riportato dal rapporto.

Nel frattempo, l’aumento di peso di 7-8 kg dovuto ai motori e ai meccanismi necessari per il funzionamento delle maniglie delle portiere a scomparsa potrebbe anche annullare i vantaggi ottenuti dai miglioramenti aerodinamici.

Il rapporto cita anche problemi di sicurezza in caso di interruzione di corrente o incendio, che rendono le maniglie delle portiere inutilizzabili e impediscono l’apertura delle portiere del veicolo. I crash test effettuati dal China Insurance Automotive Safety Index (C-IASI) hanno dimostrato che le maniglie delle portiere azionate elettricamente hanno raggiunto un tasso di successo del 67% nell’apertura delle portiere in caso di collisioni laterali, rispetto al 98% delle maniglie meccaniche.

Il National Accident In-depth Investigation System (NAIS) ha segnalato un aumento del 47% degli incidenti causati da guasti alle maniglie delle portiere nel 2024, di cui l’82% è stato causato da maniglie nascoste, aggiunge il rapporto. Nel frattempo, l’Associazione dei consumatori in Cina ha registrato un aumento del 132% dei reclami relativi a incidenti di schiacciamento delle dita causati da maniglie nascoste lo scorso anno, con casi più gravi che hanno provocato fratture ossee.

In autostrada a 130 km/h con Hyundai Ioniq 5 N Line

In questo video vi accompagno alla scoperta della Hyundai Ioniq 5 N Line su strada, dove lo stile futuristico e le superfici pulite si uniscono a un’esperienza di guida sorprendentemente coinvolgente. Partendo dal design esterno, esplorerò le linee nette, i dettagli N Line e l’illuminazione a pixel che conferiscono alla vettura un carattere unico. A bordo, valuteremo l’abitabilità e la qualità dei materiali, passando dalla plancia minimalista ai sedili ergonomici, per capire se il comfort di bordo è all’altezza delle promesse.

Durante la prova dinamica entreremo nel vivo delle prestazioni: vi mostrerò come la potenza della trazione elettrica risponde istantaneamente al pedale, gestendo coppia e accelerazioni in curva e in rettilineo. Non mancherò di misurare l’autonomia reale in condizioni miste e i tempi di ricarica rapida nelle stazioni da 350 kW, per capire quanto si avvicinano ai valori dichiarati.

Infine metterò alla prova i sistemi di assistenza alla guida di livello 2, valutando come l’Active Cruise Control e il mantenimento di corsia si comportano nel traffico urbano e autostradale. Scoprirete quali sono i punti di forza di questa elettrica – dall’innovazione tecnologica alla vivacità nelle risalite di regime – ma anche i piccoli compromessi da considerare, come la rigidità sulle pavimentazioni sconnesse o la visibilità posteriore ridotta. Al termine della guida, tirerò le somme e vi darò un parere sincero su chi dovrebbe scegliere la Ioniq 5 N Line e in quali scenari si esprime al meglio.

CATL presenta la batteria da record

È uno dei fornitori più rinomati al mondo tra i produttori di auto elettriche. Quelli di CATL vantano una lunga esperienza nello sviluppo di batterie per modelli a emissioni zero, in grado di smontare il sogno di coloro che hanno riposto tutte le loro speranze nelle batterie allo stato solido.

Uno specialista che non solo non ha voluto perdersi questo grande appuntamento del Salone dell’Automobile di Monaco, ma ne ha approfittato per presentare la sua ultima novità. Si tratta della batteria “Shenxing Pro Battery”, che secondo quanto affermato è destinata a diventare uno dei punti di riferimento nel continente europeo per le sue elevate prestazioni. Le caratteristiche tecniche relative alle sue prestazioni sono tra le migliori attualmente conosciute, ma non è tutto.

La nuova batteria cinese si basa su una composizione chimica economica come il litio ferro fosfato (LFP), offrendo un’enorme capacità di carica e anche di accumulo di energia, oltre ad essere una delle più sicure tra le auto elettriche. L’azienda ha assicurato che questa batteria può fornire energia per coprire autonomie massime fino a 759 chilometri, secondo il ciclo WLTP, il che attira enormemente l’attenzione.

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Perché, normalmente, le cifre vengono fornite secondo lo standard di omologazione cinese, il CLTC, che presenta differenze significative rispetto a quello europeo. Tra gli altri dettagli, la nuova batteria non solo offre un’autonomia molto lunga con una sola ricarica, ma anche una durata fino a 12 anni o un milione di chilometri. Tuttavia, il fornitore sottolinea che può perdere capacità nei primi 200.000 chilometri, circa il 9%.

NUMERI DA RECORD

Un’altra novità di questa batteria è la sua imponente potenza di carica. Il gigante cinese ha installato un sistema che consente di ricaricare fino a 478 chilometri in dieci minuti. Una bestialità, anche a temperature estremamente basse, uno dei gravi problemi delle batterie. Infatti, secondo i test sviluppati da CATL, questa batteria può ricaricare energia per coprire 410 chilometri in 20 minuti a -20 °C.

L’azienda, che ha confermato la produzione in Europa di questa batteria, è anche dotata di una tecnologia contro il surriscaldamento. Ciò significa, né più né meno, che è in grado di fornire energia per un’ora, anche in caso di surriscaldamento che provochi un incendio. Prestazioni rese possibili grazie al design strutturale delle celle a forma di onda, che consente un maggiore raffreddamento. Ora resta da sapere quale marchio utilizzerà questa batteria.