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Addio Tesla Model S: chi raccoglie il testimone di Ammiraglia BEV Premium?

C’è qualcosa che appartiene davvero alla dimensione esoterica di Elon Musk, già di per sé oggetto di leggende, superstizioni, dicerie e pettegolezzi che su di lui hanno superato per quantità e per esagerazioni persino il santo Graal o la genesi di Atlantide :eppure a lui riesce davvero di rendere straordinaria ogni notizia che, qualora fosse riferita ad altri Brand, finirebbe per essere persino banale e secondaria. 

Prendiamo il caso del “pensionamento” di un’auto presente sul mercato da quasi quindici anni: di solito il Marchio Costruttore proprietario non ne comunicherebbe neppure il trapasso, passibile come potrebbe essere di un coro di spontanei “Era ora!!”.

Eppure se il trapasso di fine carriera (e come affermato dal suo mentore Elon Musk:” “È arrivato il momento di portare i programmi Model S e X a una conclusione con un congedo onorevole”) riguarda una milestone del mercato auto come Tesla “Model S” non si può rubricare la notizia come si farebbe per altri modelli o Brand sul mercato. 

Era il 2009, al Salone di Francoforte. A casa dei Brand Premium tedeschi la Tesla si presentava essenzialmente con questo modello privo di qualunque benchmark con chicchessia. Perché il Benchmark, all’insaputa dell’Opinione pubblica che cercava di decifrarla, sarebbe diventato lei. 

E’ straordinario leggere, sulle recensioni dell’epoca sui siti Web che ancora ne riportano tracce, come gli articolisti ne parlassero come di una cosa sconosciuta, incommensurabile e diversa. 

2009, un secolo fa: appare la prima “Ammiraglia Premium” 100% elettrica.

Fece scalpore persino la descrizione che ne fece la stessa Tesla parlando di una Berlina “XXL” a due volumi e mezzo (in un segmento “F” di solito abitato dalle classiche e senatoriali tre volumi dell’epoca) : “Oltre ai cinque posti standard, due bambini possono sedere in una terza fila di sedili rivolti all’indietro e con un solo conducente a bordo la Model S può trasportare contemporaneamente una tavola da surf, una TV a schermo piatto da 50 pollici e una mountain bike con le ruote montate”.

Ma cos’era davvero, dunque, nella percezione collettiva quella “Model S”? Una Ammiraglia “Executive” per manager New Age, una berlina razionale per amanti dell’ambiente e delle scelte alternative, un azzardo per gente alla ricerca di una nuova dimensione della mobilità? 

Era tutto questo e molto di più: Tesla Model S nasceva per non incasellarsi né in un segmento né in uno specifico target di potenziali clienti. Era una crossover culturale, tecnologica e simbolica, nata dalla fusione mediatica tra Crack Lehman, l’effetto “junk” delle Big Three di Detroit, la spirale inflattiva del costo del Petrolio e delle materie prime. 

Fu una delle mosse geniali di Musk: Model S non si rivolgeva ad un Target specifico, delimitato e addirittura “blindato” come accadde per esempio alla sventurata GM “EV1” di quindici anni prima; Model S era come un’Arca dell’Alleanza fatta per chiunque – a partire dagli Stati Uniti – avesse 50.000 Dollari (defalcati a 37.500 per effetto degli incentivi Obamiani dedicati da subito alla mobilità ecologica) da investire contemporaneamente in un’auto, in una Azienda, ed in una dimensione di mobilità “diversamente vincenti”. 

Il resto della sua carriera folgorante lo ha determinato la prosopopea evangelica di Obama seguita dalla crociata ecologista di Bruxelles, la sfiga piovuta su tutto il comparto Auto tradizionale (decaduto al rango di vecchio arnese del Novecento) con l’aggravante finale del Dieselgate, il faro acceso nei  nuovimercati asiatici, e per diversi anni lungo tre lustri molto ha fatto anche il boom impazzito del Petrolio. Tutto questo a partire da una intuizione straordinaria: con la “nuova Tesla” di Elon Musk (che aveva facilmente scaricato i tre giovani e fricchettoni fondatori del Marchio, più desiderosi di renderlo un operatore di mobilità universale e condivisa che non un Marchio Costruttore) l’auto elettrica seppellisce definitivamente il concetto di “Commodity” che legava allo stesso modo auto, carrelli elevatori e caddie per i giocatori di golf; per approdare nel segmento “Premium” con vere e proprie auto di rappresentanza, sportive e di prestigio. 

 

E se Tesla ha l’indubbio merito di aver varcato le colonne d’Ercole dell’edonismo automobilistico, alla Model S va il ruolo storico di punto di forza di questo processo, basato sul superare il concetto della Roadster, affermare l’immagine di Tesla come di un Costruttore e non di un assemblatore, e trasmettere quello che gli automobilisti volevano poter recepire: novità dentro la solidità, eccellenza dentro un percorso di lungo periodo, meraviglia dentro una immagine di forza tecnologica. 

Se Tesla Roadster e Model S sono diventate best seller oltre che “Cult” di mercato lo si deve alla immagine vincente e solida di Tesla, e l’unico che poteva costruire ed “imporre” al mercato una immagine vincente e solida per un Marchio neonato era ElonMusk. 


Se al contrario – e faccio solo un esempio – le “500” Karabag e Micro Vett elettrificate (una dal maggior concessionario tedesco di Fiat, l’altra dalla seconda Impresa europea per anzianità nell’assemblaggio di veicoli elettrici) che pure uscirono quasi in contemporanea con la Model S non se le ricorda nessuno, è in parte per il “gap” mediatico ed evocativo che i due mini costruttori soffrivano nell’Opinione Pubblica. 

L’assortimento di strumenti mediatici, di messaggi, di creatività che Tesla ha saputo fornire a complemento della sua azione commerciale ha sfruttato l’effetto contagio che la crisi dei mutui Subprime ha trasmesso dai “classici” Marchi Auto agli altrettantoclassici “Media” di settore. 

Elon/Tesla ha esaltato il ruolo della Rete con la stessa forza con cui la Rete ha esaltato Tesla e Musk: ma questo ha significato perciò l’investimento in Forum, Social Network, la nascita persino di una scala diversa di modo di concepire, gestire, vivere l’auto. 

Elon Musk ha propagandato l’Open Source su molti suoi Brevetti, ha praticamente istituzionalizzato la teleassistenza (ovvero il controllo di funzionalità dell’Auto da Remoto) ed ha creato la sua rete territoriale non dai classici “showroom” in decadenza ma con il Direct Marketing, il “door to door”, i test drive, la verifica e la difesa del Value for Money

Con in più un forte aroma di “Bitcoin” e di finanza Green, legata all’aspettativa di tenuta di valore nel futuro mentre intorno a lei le classiche endotermiche svalutavano con percentuali bulgare nel giro di pochi anni.

Nuove Tesla Model S e Model X 2021, arriva il Restyling

Provare per credere: la filosofia del Value for Money di Tesla passa per i Test Drive

Uno dei punti di forza che noi stessi di Autoprove.it abbiamo però avuto piacere di provare personalmente è l’attenzione che Tesla dà da sempre alle occasioni di “toccare, provare, saggiare” le loro auto ed il valore tecnologico e costruttivo che offrono. Dal lato dei Test Drive, della presenza nelle occasioni pubbliche di Mostra o di collaudo, Tesla è davvero un riferimento per tutta la Categoria dei Costruttori. Il Management ha davvero una considerazione sacra della possibilità di provare con mano le loro auto, ed in effetti l’attenzione e la continuità con la quale la Rete italiana ci segue e ci offre puntualmente la possibilità di provare e recensire i diversi modelli è qualcosa che merita una menzione speciale.

Ricordo ancora quando, nell’estate del 2012, incontrai per la prima volta il “Tesla Point” di Milano: uno spazio grande quanto un negozio di Telefonia, arredato in fac simile, un totem rialzato al posto della classica scrivania ed i pochi metri quadri di spazio residuo occupati da una Roadster che faceva capolino dalle uniche due vetrine di affaccio strada. All’epoca era una eresia, oggi è la norma per tutti.

Nuove Auto, nuovi concetti, un unico Universo Tesla

In questo quadro, di cui tutti abbiamo ancora chiari gli effetti e la sensazione, il mondo Automotive cercava – almeno 15 anni fa di darsi una smossa, ma nel modo sbagliato. 

Chi ricorda le Riviste e le Agenzie Stampa di quel periodo sa bene che tra il 2010 ed il 2012 – prima che la famigerata Austerithyfranco tedesca soffocasse mezza Europa – i Costruttori facevano a gara a preannunciare in breve più di una prossima ed auspicata novità “full Electric” oppure Ibrida. 

Fatto sta che all’atto della sua presentazione, Model S nel 2009 poteva avere come lontano benchmark concorrenziale la “FiskerKarma” (che tuttavia era una Ibrida in serie ovvero una “RangeExtender” con endotermico) ed all’atto della sua commercializzazione la “Big Tesla” aveva come quasi unica concorrente elettiva la opulenta ma incomprensibile “Opel Ampera”. 

Non c’è dubbio infatti che tra promesse mancate, ritardi di industrializzazione e soprattutto irriconoscibilità dei Costruttori classici rispetto alla nuova rivoluzione elettrica, Tesla Model S si permise di segnalarsi al mondo come monopolista esclusiva – per almeno il primo suo lustro di vita commerciale – essendo palese la mancanza di benchmark concorrenziali diretti. 

Model S, l’auto che vanta “zero” tentativi di copiarla. Inutile più che impossibile

Che infine, quando arrivarono, furono comunque anacronistici per l’avvenuto consolidamento del profilo “Maxi SUV” nelle preferenze generiche dei potenziali acquirenti di Ammiraglie BEV non solo Representative ma anche “Executive”. Detto in parole povere, nel Market target “ideato” da Model S i Brand direttamente contrapposti non diedero mai vita a perfette concorrenti “sovrapponibili” della Ammiraglia ma più che altro ad intelligenti e prudenti variazioni sul tema che al massimo erano tangenti nelle preferenze del pubblico potenziale.

Uno dei motivi di questa non sovrapponibilità è senza dubbio nella linea geniale inventata da Franz Von Holzhausen, designer statunitense che è passato nella sua vita professionale dal Centro Stile della Volkswagen  in un periodo non certo facile come fu il 1992, lavorando ai progetti per il Microbus e il progetto concept New Beetle, noto come Concept One, sotto la guida del designer J Mays.

Si è poi trasferito alla General Motors nel 2000 come responsabile del design, dove ha lavorato alle roadster Saturn Sky e Pontiac Solstice.

• Dopo aver assunto il suo ruolo a Mazda il 21 febbraio 2005, von Holzhausen ha guidato i progetti della concept car Kabura che ha debuttato al North American International Auto Show del 2006 e il concept Furai del 2008 presentato a Detroit. E nel 2008 inizia la sua avventura in Tesla fino al 2023, e per Elon ha disegnato praticamente tutta la Gamma fin qui conosciuta del Marchio. Il primo proprietario di Model S arriva nel 28 Giugno del 2012 e per l’occasione fu targata TSLA S1. Rispetto al novero delle concorrenti Ammiraglie, Model S era effettivamente di un altro mondo: versatile ed affidabile, elegante e lussuosa, comoda e sportiva, classica e ben assettata con uno dei baricentri più bassi del periodo. Impossibile che, senza concorrenza elettiva, non diventasse in breve l’auto “Zero Emission” più venduta del suo segmento di mercato. E nel 2017 l’incoronazione: Model S – secondo le rilevazioni di Jato Dinamics – aveva superato nelle vendite BMW Serie 7 e Mercedes Classe S, a dimostrazione che nel segmento del lusso l’elettrico era la vera linea da seguire.

 

Tutto questo, entro circa tre mesi, diventerà un ricordo ed una menzione nell’Albo d’Oro della storia del mercato auto, dove Model S ha segnato un solco che rimarrà profondo. Immaginabile, a questo punto, un prestigioso e ricco “Run-out” delle ultime unità prodotte, che presumibilmente saranno già andate a ruba con prenotazioni ed acconti fiabeschi.

Autoprove.it 2018

Da “Costruttore” a “Tesla Engineering”? Un possibile futuro in Occidente

Ma di certo chi comprera’ gli ultimi esemplari di Model S sa già di aver messo le mani su una sorta di “Instant Classic” il cui valore sarà eccitato positivamente dalle “veline” e dai rumors che danno sempre più, in proiezione, la Tesla come Marchio che lentamente pare chiudere i conti con l’epoca del Costruttore “OEM” globale. Elon Musk è in primis un Imprenditore che segue il Business ed evidentemente oggi per Tesla il Business di produrre e vendere auto per il mercato Retail è una opzione molto meno promettente rispetto a qualche anno fa, perlomeno in Occidente. 

Restano, ovviamente, all’orizzonte il consolidamento in Cina ed Asia e lo scouting in India ed Africa. Ma se posso scommettere un euro, sarei propenso a credere che nel decadente quadrante occidentale la Tesla si trasformerà più facilmente in un produttore di sistemi e sottosistemi di mobilità avanzata da fornire ad altri Costruttori. 

Una sorta di “Tesla Engineering” insomma che implementi e qualifichi modelli e Marchi terzi. Magari persino storici.

Certo, l’uscita di scena di Model S lascia adesso uno spazietto prestigioso che racchiude persino una opportunità inimmaginabile: uscita di scena l’auto “benchmark”, la guerra dei Brand Competitor si rivolgerà verso la imposizione di una nuova predestinata “auto Benchmark” che a differenza di Tesla tuttavia potrebbe addirittura moltiplicare le opportunità della potenziale concorrenza.

Insomma, chi sarà la predestinata, allo stesso tempo, a prendere il simbolico scettro di erede di Model S e però contemporaneamente a farsi mettere il sale sulla coda da una nuova e diversa concorrenza?

Denza Z9, BYD Seal, Nio ET7 oppure XPeng P7, Zeekr 001 per le asiatiche? Magari persino Lucid (hai visto mai)?

Oppure l’uscita di scena del “Moloch” Tesla darà nuovo vigore a Stelle a Tre Punte, Eliche, Giaguari? 

Oppure, sarà finalmente un Brand italiano a lanciare il guanto di sfida? 

Presto lo scopriremo.

Riccardo Bellumori

Nuovo Volkswagen Transporter Sportline: lo stile GTI

Il nuovo Volkswagen Transporter Sportline

I prezzi del modello commerciale del marchio tedesco, che ha ricevuto un aspetto “sportivo” e una serie di innovazioni per l’abitacolo, sono già noti.

La Volkswagen Transporter di settima generazione ha debuttato nel 2024: ricordiamo che questo veicolo commerciale è stato sviluppato in collaborazione con l’azienda americana Ford. Come riportato in precedenza da Kolesa.ru, l’alleanza è stata creata nel 2020 e il parente più prossimo di questo modello è il Ford Transit Custom. Ora il furgone tedesco ha una nuova versione, dal design sportivo.
Nel Regno Unito ha debuttato il nuovo Volkswagen Transporter Sportline. Vale la pena notare che una versione simile era presente anche nelle generazioni T5 e T6. L’attuale “settimo” furgone passeggeri ha un aspetto “sportivo” in stile GTI. L’esterno della versione con l’aggiunta Sportline al nome si distingue per gli originali cerchi in lega da 19 pollici, i binari sul tetto e le minigonne laterali nere lucide.

Il Transporter Sportline ha una parte anteriore dal design più aggressivo. Il modello è dotato di una griglia del radiatore nera lucida con una sottile linea rossa che passa tra i fari, al centro della quale è posizionato il grande logo del marchio. Nella parte inferiore del paraurti anteriore si trova un elemento a forma di “osso di cane” (così lo definisce il produttore), anch’esso realizzato in plastica nera lucida, e una presa d’aria trapezoidale.

LO STILE AFFILATO

La parte posteriore della nuova versione è stata abbellita da un paraurti posteriore in rilievo, uno spoiler sportivo sdoppiato nella parte superiore del portellone e una targhetta con il nome della modifica. Il modello ha anche ricevuto molle di sospensione diverse (ribassate di 29 mm), specchietti esterni regolabili in altezza con comando elettrico e riscaldamento e ottica frontale a matrice IQ Light.

L’abitacolo del Volkswagen Transporter Sportline è dotato di sedili sportivi con rivestimenti in ecopelle con cuciture rosse e impressione del nome della versione, nonché volante rivestito in pelle con riscaldamento. Sono previsti tappetini speciali per il pavimento, illuminazione dello spazio per le gambe, parasole con illuminazione degli specchietti, telecamera posteriore, funzione di accesso senza chiave all’abitacolo, ecc.

È noto che il nuovo Volkswagen Transporter Sportline sarà offerto con tutte le opzioni standard di “allestimento”. Ricordiamo che la gamma di furgoni comprende motori turbodiesel da 110 e 150 CV, abbinati a un cambio automatico a otto rapporti. Inoltre, il modello è disponibile nella versione ibrida plug-in, con una potenza complessiva di 232 CV, e viene offerto in combinazione con un variatore. Sono disponibili anche tre versioni completamente elettriche con potenze di 136, 218 e 286 CV, con una batteria di trazione da 64 kWh.

I prezzi del Volkswagen Transporter Sportline nel Regno Unito sono già noti: per il furgone con passo standard qui chiederanno non meno di 62.752 sterline, per la versione “allungata” – 63.796 sterline. L’acquisto della versione Kombi a cinque posti costerà rispettivamente 65.128 sterline e 66.172 sterline.

Nuovo Mercedes-Benz Marco Polo: il restyling

Ecco il nuovo Mercedes-Benz Marco Polo aggiornato con il restyling di metà carriera.

Ora la conversione dei furgoni passeggeri standard della Classe V in “case su ruote” viene effettuata nello stabilimento di Ludwigsfelde (Germania).

Il camper Mercedes-Benz Marco Polo è basato sulla Classe V. Ricordiamo che l’attuale furgone passeggeri di terza generazione è apparso sul mercato nel 2014 e che il modello ha subito il primo restyling nel 2019. Nell’estate dello stesso anno, la gamma è stata ampliata con una versione completamente elettrica: l’EQV. Il secondo restyling dell’intera famiglia è avvenuto nell’estate del 2023. Attualmente il produttore si sta preparando alla presentazione dei modelli di prossima generazione.

Tuttavia, il camper appena rinnovato con l’aggiunta di Marco Polo al nome si basa sull’attuale Mercedes Classe V. L’azienda ha comunicato che la modifica ha cambiato sede: se in precedenza la conversione era affidata agli specialisti della Westfalia nella città tedesca di Gotha, ora i furgoni prodotti a Vitoria (Spagna) vengono inviati per la rifinitura allo stabilimento dell’azienda a Ludwigsfelde (Germania).

L’ufficio stampa del marchio ha comunicato che il “glamping-mobile” è stato dotato di un nuovo tetto apribile elettrico che offre uno spazio per dormire nella parte superiore del veicolo. Ha un telaio in alluminio resistente e leggero con doppio rivestimento. Questa “tenda” rimane isolata praticamente in qualsiasi condizione atmosferica, inoltre ora ha un’altezza aggiuntiva di 10 cm (quando la sezione posteriore viene sollevata alla massima altezza).

IL CAMPER PREMIUM

Nell’elenco delle novità del Mercedes-Benz Marco Polo figura anche la nuova illuminazione a LED di questa sezione del tetto. Sono previsti diversi modi di illuminazione: da tonalità fredde a tonalità calde e più accoglienti. Il nuovo tetto è inoltre dotato di un pannello scorrevole che garantisce una maggiore illuminazione naturale dell’abitacolo e un afflusso di aria fresca, mentre di notte permette di ammirare il cielo stellato.

Il camper del marchio tedesco ha ricevuto un nuovo tendalino con un meccanismo di montaggio e smontaggio rivisto. Inoltre, il Mercedes-Benz Marco Polo è stato dotato di nuovi tavolini, cassetti estraibili e un frigorifero più efficiente dal punto di vista energetico nell’abitacolo, sono previsti anche rivestimenti magnetici per i finestrini.

Marco Polo ha anche ricevuto un sistema di informazione e intrattenimento aggiornato, ora con l’aiuto del suo display principale o dell’applicazione MBAC per smartphone è possibile controllare il tetto scorrevole, l’illuminazione e il sistema acustico rivisto con otto altoparlanti e un subwoofer.

Come riferito dall’ufficio stampa dell’azienda, i modelli aggiornati Mercedes-Benz Marco Polo e Marco Polo Horizon (senza cucina integrata e frigorifero, ma con tendalino e tetto apribile) saranno presto disponibili per l’ordine. L’azienda ha inoltre sottolineato che le “case su ruote” di Mercedes-Benz apriranno un nuovo capitolo, passando a una nuova generazione e a una nuova piattaforma – VAN.EA / VAN.CA – verso la fine del decennio in corso.

Audi A2 ritorna grazie alla Volkswagen ID.3

Secondo fonti autorevoli del costruttore tedesco, il nome Audi A2 sarà ripreso per un futuro modello entry-level, come riportato da Autocar. Il nuovo modello A2, che dovrebbe adottare il suffisso e-tron tipico dei modelli elettrici del marchio, sarà presentato entro la fine dell’anno, secondo quanto riportato.

Il posizionamento entry-level della prossima A2 la vedrà avere un prezzo inferiore alla Q4 e-tron e sostituirà indirettamente la A1 e la Q2, la cui produzione terminerà alla fine di quest’anno, secondo la pubblicazione.
La prossima Audi A2 sostituirà indirettamente la A1 e la Q2
Originariamente progettata con l’architettura SSP del Gruppo Volkswagen, i ritardi con quella piattaforma hanno fatto sì che la prossima A2 sarà invece costruita sulla piattaforma MEB che sostiene la Volkswagen ID 3. Utilizzando un’architettura a 400 volt, la ID 3 basata su MEB ha batterie da 58 kWh e 77 kWh, quest’ultima offre fino a 546 km di autonomia secondo lo standard di omologazione WLTP.

Autocar ha citato fonti interne ad Audi secondo cui la prossima A2 non è considerata solo una rivale della BMW Serie 2 Active Tourer, ma anche un’auto in grado di colmare il vuoto lasciato sul mercato dalla city car BMW i3 del 2013 (da non confondere con la Neue Klasse Serie 3 EV o la berlina LWB di generazione G28 disponibile solo in Cina).

Tesla Model Y Standard PRO e CONTRO dalla prova su strada

Stai pensando di acquistare una Tesla Model Y Standard? In questo video analizziamo in modo chiaro e diretto tutti i pro e i contro della versione più accessibile del SUV elettrico di Tesla.
Autonomia reale, prestazioni, qualità costruttiva, tecnologia, costi di gestione, comfort… niente viene lasciato al caso.

Nuovo AITO M6 2026: il SUV che mancava

Nella gamma del marchio AITO cresce con M6 che occuperà una nicchia tra i modelli M5 e M7. Si prevede che il “sei” sarà offerto con un sistema ibrido o come auto elettrica. Probabilmente, la novità avrà una versione a trazione integrale.

Il marchio AITO è stato lanciato nel 2021 ed è un progetto congiunto di Huawei e Seres. Come altri marchi creati in collaborazione con il gigante IT, fa parte dell’alleanza HIMA. Oggi la gamma di modelli AITO è composta dai crossover elettrificati M5, M7, M8 e M9. Presto agli acquirenti verrà offerto un altro SUV: il modello M6. Come è facile intuire, nella linea del marchio il nuovo modello occuperà una nicchia tra la “cinque” coupé e la “sei”, che è disponibile con un abitacolo a tre file.

Il marchio stesso posiziona la M6 come un crossover per i giovani con un’enfasi sulla “sportività“, anche se i media cinesi specializzati la considerano un SUV familiare. Gli stessi accenti “sportivi” sono le ruote nere e le pinze rosse, il paraurti anteriore piuttosto aggressivo e il grande spoiler sul portellone posteriore.

LO STILE

Tra le altre caratteristiche estetiche spiccano il “muso” piatto e le maniglie delle portiere semi-nascoste (particolarmente rilevanti in vista del prossimo divieto sulle maniglie a scomparsa). I fari sono divisi in due sezioni: nella parte superiore si trovano numerosi “punti” a diodi. Anche i fanali posteriori sono stati progettati nello stesso stile. Il SUV è dotato anche di un pilota automatico Huawei con lidar sopra il parabrezza.

Le dimensioni dell’AITO M6 non sono ancora state rese note. A titolo di confronto, le dimensioni dell’AITO M5 sono: 4785/1930/1620 mm, con un passo di 2880 mm. Le dimensioni dell’AITO M7 di seconda generazione sono: 5080/1999/1780 mm, con una distanza tra gli assi di 3030 mm.

Gli interni della M6 non sono ancora stati svelati. Tuttavia, è chiaro che all’interno sono installati un cruscotto virtuale e un grande tablet multimediale. Naturalmente, anche l’elettronica è di Huawei.

I cinesi scrivono che il crossover AITO M6 sarà offerto come ibrido di tipo EREV, in cui il motore a combustione interna funziona esclusivamente in modalità generatore, e anche come auto elettrica. Tuttavia, non ci sono ancora dettagli sulla tecnologia. Allo stesso tempo, si prevede che il nuovo modello avrà una versione a trazione integrale.

Il debutto dell’AITO M6 è previsto per la primavera. Il crossover AITO M5 costa oggi 229.800 yuan, mentre il “secondo” AITO M7 costerà almeno 279.800 yuan.

Nuova Audi RS5 Avant 2027: Teaser

Secondo i dati preliminari, la nuova Audi RS5 Avant sarà dotata di un sistema PHEV basato su un motore turbo V6.

La famiglia Audi A5 comprendeva in precedenza una liftback, una coupé e una cabriolet, ma le due porte erano state ritirate dal mercato, mentre la gamma era stata ampliata con una station wagon, precedentemente venduta con l’indice A4. Le nuove cinque porte con motore a combustione interna sono state svelate a metà estate 2024, quando hanno debuttato anche le versioni “riscaldate” Audi S5 e S5 Avant, mentre nel marzo 2025 la famiglia è stata completata dalle versioni ibride plug-in della liftback e della station wagon.
Attualmente il produttore tedesco continua a sviluppare versioni “potenti”, e la prima a debuttare sarà l’Audi RS 5 Avant. Già nel 2024 i prototipi di questa imminente novità sono stati fotografati dai paparazzi durante i test su strada, ma solo ora il marchio ha condiviso il primo teaser ufficiale della “calda” station wagon.

LA WAGON CATTIVA

Io modello è apparso in diverse foto spia si ora la silhouette da station wagon, il cofano inclinato, i normali specchietti esterni, le barre sul tetto e l’antenna a “pinna di squalo” sul tetto, un piccolo spoiler nella parte superiore del portellone. Inoltre, la parte posteriore è decorata con un “monofonare”, il cui disegno luminoso, a quanto pare, è lo stesso di quello dell’Audi A5 Avant standard, con una striscia orizzontale stretta e sei file di brevi tratti (tre su ciascun lato).
C’è da aspettarsi che la “RS” avrà paraurti anteriori e posteriori, cerchi e pneumatici diversi (probabilmente di dimensioni maggiori). Non è escluso che la station wagon “carica” avrà una griglia del radiatore più grande con un disegno diverso e, naturalmente, sarà dotata di targhette e emblemi che indicano l’appartenenza alla serie sportiva Audi.

Nella foto: prototipo Audi RS 5 Avant
Secondo i dati preliminari, l’Audi RS 5 Avant sarà equipaggiata con un sistema PHEV. L’informazione è apparsa su uno degli account ufficiali del marchio sui social network ed è stata prontamente rimossa, ma, come si suol dire, “Internet ricorda tutto”, quindi la notizia si è diffusa nei media.

Come ipotizzato dall’edizione britannica di AutoExpress, alla base del sistema ibrido plug-in potrebbe esserci un motore turbo V6 che lavora in tandem con un motore elettrico, e la potenza complessiva potrebbe presumibilmente superare i 600 CV. Si prevede che la novità sarà dotata del sistema di trazione integrale quattro e delle sospensioni adattive.

Va notato che in precedenza si ipotizzava che l’Audi RS 5 Avant avrebbe preso in prestito la tecnologia dalla Porsche Panamera: si tratta di un sistema PHEV basato su un motore biturbo V6 a benzina da 2,9 litri. Si prevedeva che la potenza complessiva della station wagon sportiva avrebbe superato i 550 CV. In precedenza, i media avevano anche segnalato che l’Audi RS 5 Avant avrebbe potuto essere equipaggiata con una batteria agli ioni di litio che avrebbe consentito di percorrere circa 100 km solo con la trazione elettrica.

Il debutto della Audi RS5 Avant di serie avverrà probabilmente nelle prossime settimane, mentre la liftback “carica” apparirà presumibilmente tra circa un anno. I prezzi delle novità saranno resi noti in seguito. Da notare che sul mercato interno, in Germania, la liftback “potenziata” Audi S5 costa 80.200 euro, mentre l’acquisto della versione S5 Avant costa 81.850 euro.

Dal 2027 la Cina vieta le maniglie a scomparsa

Il Ministero dell’Industria e dell’Information Technology (MIIT) cinese ha emanato una normativa che impone alle automobili vendute nel Paese di essere dotate di un sistema di sblocco meccanico delle portiere sia all’interno che all’esterno del veicolo.

Ciò significa di fatto la fine delle maniglie nascoste, comprese quelle elettriche o quelle che fuoriescono premendo su un’estremità della maniglia. Questi modelli sono molto apprezzati dalle case automobilistiche perché migliorano l’autonomia dei veicoli elettrici creando una carrozzeria più aerodinamica.

Le norme sono molto specifiche e stabiliscono che deve esserci uno spazio incassato di almeno 6 cm per 2 cm per 2,5 cm per consentire alla mano di afferrare la maniglia, con uno spazio operativo per l’apertura della portiera non inferiore a 30 centimetri cubi; le maniglie semi-nascoste sono ancora consentite. All’interno, l’auto deve avere una segnaletica di dimensioni non inferiori a 1 cm per 0,7 cm per indicare come aprire la porta. Anche la posizione delle maniglie e dei segnali è indicata nelle norme.

LA CINA VIETA LE MANIGLIE A SCOMPARSA

Sebbene le norme riguardino per ora la Cina, potrebbero avere un impatto maggiore sull’industria automobilistica, poiché altri paesi potrebbero seguire l’esempio. Anche l’Unione Europea (UE) sta valutando l’introduzione di norme simili, mentre le porte delle auto Tesla sono già oggetto di indagini da parte delle autorità di sicurezza degli Stati Uniti.

Secondo Bloomberg e diversi media cinesi, le nuove norme sono state introdotte a seguito di diversi incidenti di grande risonanza verificatisi in Cina, in cui le porte delle auto elettriche non si sono aperte a causa di interruzioni di corrente, impedendo agli occupanti di fuggire o di essere soccorsi.

Le nuove norme cinesi sulle maniglie delle portiere entreranno in vigore il 1° gennaio 2027, anche se i veicoli già approvati per la vendita in Cina e in procinto di essere lanciati avranno tempo fino a gennaio 2029 per modificare il loro design al fine di renderlo conforme.