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Nuovo Tesla Semi 2026: il Restyling

Il Tesla Semi è pronto per la produzione in serie ma ci sarà un restyling.

L’assemblea annuale degli azionisti di Tesla è stata ricca di novità. Oltre il 75% degli azionisti della società ha votato a favore del piano di compensazione da mille miliardi di dollari di Elon Musk, suddiviso in 12 tranche di azioni che saranno sbloccate solo se Tesla raggiungerà una serie di traguardi nel prossimo decennio. Musk ha anche confermato che la produzione in serie del tanto atteso CyberCab inizierà nell’aprile del prossimo anno.

La demo della Roadster 2 è ora prevista per lo stesso mese e, nel classico stile di Musk, la tempistica non è priva di ironia. Egli afferma che avverrà il primo aprile, in parte perché “offre una certa negabilità”. Se la demo dovesse slittare, ha scherzato, “potrei dire che stavo solo scherzando”.

E poi c’è il Semi, che sta per essere riprogettato e prodotto su larga scala il prossimo anno, dopo la sua presentazione nel lontano 2017. Il camion di classe 8 riprogettato ottiene significativi miglioramenti in termini di efficienza, una maggiore capacità di carico utile e un pacchetto chiaramente progettato intorno alle ambizioni di autonomia di Tesla.

Mentre il Semi originale è entrato in produzione limitata nel 2022, questo è un aggiornamento su larga scala con grandi aspirazioni e cambiamenti.

IL RESTYLING DI SOSTANZA

L’efficienza è la novità più importante. Tesla sostiene che il consumo energetico scende a 1,7 kWh per miglio, con un miglioramento del 15% rispetto all’attuale Semi. Insieme a un’autonomia di 500 miglia, l’aggiornamento rende il nuovo camion più competitivo rispetto ai rivali di Daimler e Volvo.

La potenza motrice rimane a 800 kW, ma Tesla afferma che i miglioramenti interni, come il raffreddamento, il software e il routing termico, garantiscono prestazioni più costanti sotto carico.

Un altro importante aggiornamento riguarda la ricarica. Il nuovo Semi supporta una potenza massima di 1,2 MW (1.200 kW). Ciò supera l’attuale potenza del Megacharger e consente soste di ricarica ad alto volume significativamente più brevi se abbinato a un’infrastruttura compatibile. Anche la capacità di carico utile aumenta, anche se Tesla non ha rivelato di quanto.

Visivamente, il camion Tesla ora assomiglia molto di più al resto della famiglia. Ha una nuova barra luminosa anteriore in stile Model Y, una carrozzeria più pulita e un tetto rimodellato per migliorare il flusso aerodinamico. Il pannello laterale in vetro nero è più stretto, il paraurti è stato rielaborato e questo continua fino ai passaruota.

Tesla presenta tutto questo come base per una futura piattaforma di trasporto merci autonoma. Sorprendentemente, il marchio e il suo CEO hanno evitato di confermare qualsiasi tempistica specifica per la guida autonoma di livello 5.

Il Semi di Tesla sta subendo un restyling per la produzione in serie
Quanto velocemente può costruire il Cybercab?

Elon Musk non si è limitato a stuzzicare la curiosità sul Cybercab stesso, ma ha anche vantato il modo in cui sarebbe stato costruito. Secondo lui, la linea di produzione dedicata funzionerà con un tempo di ciclo sorprendente inferiore ai 10 secondi, rispetto al ritmo di circa un minuto attualmente necessario per assemblare un Model Y.

Se questo obiettivo verrà raggiunto, ha suggerito Musk, ciò potrebbe tradursi in una produzione annuale fino a cinque milioni di Cybercab, una cifra che eclisserebbe il ritmo di produzione di quasi tutti i veicoli attualmente in circolazione. Tuttavia, come per la maggior parte delle previsioni di Musk, è bene prendere tutto ciò che dice con le pinze.

In ogni caso, sarà un anno frenetico per Tesla. Dall’aumento della produzione del Semi al lancio del Cybercab e alla potenziale demo della Roadster, ci sono molte aspettative da soddisfare e molte cose che potrebbero andare storte.

Nuovo Renault Trafic Escapade: arriva il Camper

L’anteprima mondiale del nuovo Renault Trafic Escapade avrà luogo il prossimo fine settimana a Bordeaux (Francia). Questa novità sarà in vendita in Europa all’inizio del 2026, i prezzi saranno resi noti in seguito.

Il marchio francese ha iniziato a produrre il Renault Trafic nel 1980, mentre l’attuale terza generazione è apparsa nel 2014. Nella primavera del 2025, l’azienda ha presentato il nuovo furgone Trafic, dotato di un “equipaggiamento” completamente elettrico.

Alla base c’è la piattaforma SDV (Software Defined Vehicle), sviluppata dalla divisione Ampere, che fa parte di Renault. La produzione del nuovo furgone inizierà nell’estate del 2026 nello stabilimento di Sandouville (Francia).
L’azienda ha dichiarato di aver preparato un camper basato sul Renault Trafic, anche se in realtà si tratta di un furgone di terza generazione. La presentazione dal vivo del Trafic Escapade avverrà l’8-9 novembre 2025 nell’ambito della fiera Van Life Expo a Bordeaux (Francia). È noto che questo camper sarà lanciato sul mercato europeo all’inizio del 2026.

Si prevede che in Europa la novità del marchio francese competerà per i clienti con Volkswagen California e Ford Transit Custom Nugget. L’abitacolo del Renault Trafic Escapade è progettato per sette passeggeri (quelli dei concorrenti ne ospitano 4-5). Inoltre, il camper Renault ha spazio anche per un modulo cucina, che però è integrato nel bagagliaio. Il modello è dotato di fornello a gas incorporato, serbatoio da cinque litri per l’acqua pulita, lavello pieghevole e tubo flessibile con ugello spruzzatore.
Una delle principali differenze rispetto alla concorrenza è l’assenza nel Trafic Escapade di un letto aggiuntivo integrato nel tetto del furgone. Infatti, nei camper VW e Ford la parte superiore, dotata di tendalino, si ribalta verso l’alto creando una sorta di “tenda” per dormire e riposare all’aperto. Renault ha previsto per il suo furgone “avventuroso” solo un letto matrimoniale pieghevole nell’abitacolo. Inoltre, i sedili della seconda fila possono essere ruotati e nella versione top di gamma è presente anche un tavolino pieghevole.

SPAZIO E TECNOLOGIA

Renault Trafic Escapade è dotato del sistema di infotainment e intrattenimento Easy Link con display touchscreen da 8 pollici e connessione wireless allo smartphone. L’abitacolo è dotato di un cassetto estraibile aggiuntivo per riporre gli oggetti e di climatizzatore automatico; il modello è inoltre dotato di una serie di moderni sistemi di assistenza alla guida.

Il camper sarà disponibile in due allestimenti: Evolution e Iconic. L’elenco degli optional per la versione top di gamma comprende cerchi in lega da 17 pollici, un dispositivo per la ricarica wireless degli smartphone e una telecamera posteriore.

La gamma di motori Renault Trafic Escapade è composta da due diesel Blue dCi da 2,0 litri: la potenza del “più piccolo” è di 150 CV, mentre quella del “più grande” è di 170 CV.

Nuova BMW iX4 2026: Anteprima

La nuova BMW iX4 è ad un passo dal lancio commerciale.

Questa settimana, i fotografi spia hanno avvistato per la prima volta i prototipi del nuovo crossover BMW camuffati, grazie ai quali abbiamo la possibilità di farci una prima idea del suo aspetto esteriore attraverso questi rendering di Kolesa.ru.

Il mese scorso è stata annunciata la fine della produzione di diversi modelli BMW, tra cui il crossover coupé X4. Quest’ultimo è apparso nella gamma della casa automobilistica bavarese nel 2014, mentre nel 2018 ha debuttato la seconda generazione. Nell’estate del 2021 il SUV ha ricevuto un aggiornamento e, una volta terminata la produzione, non avrà un erede diretto. In parte sarà sostituito dalla BMW X2 di seconda generazione, più grande, e presto si aggiungerà anche una versione elettrica chiamata iX4.

La novità sarà una versione coupé del SUV completamente elettrico iX3, presentato all’inizio dell’autunno. La parte anteriore, molto probabilmente, non subirà modifiche sostanziali e anche i fanali rimarranno gli stessi. La differenza principale sarà la forma della carrozzeria: a giudicare dalle foto spia, il tetto sarà più basso e la sua forma sarà simile a quella di altri modelli analoghi dell’azienda, tra cui la già citata X2 e la più grande X6.

Rendering Kolesa.ru

LO STILE COUPÉ

La nuova BMW iX4 avrà l’indice di fabbrica NA7 e condividerà la parte tecnica con il nuovo crossover iX3 (NA5).

Si prevede che saranno lanciati sul mercato i modelli 40 xDrive, 50 xDrive, M60 xDrive, mentre in futuro al vertice della gamma potrebbe posizionarsi un modello con sportivo M (come sappiamo, per la sorella iX3 è già in preparazione una versione top di gamma simile).

Honda S2000 BP25: tuning al SEMA

Ecco l’incredibile Honda S2000 BP25 presentata al Sema.

L’atelier americano di tuning Bulletproof Automotive di Los Angeles ha presentato al salone SEMA di Las Vegas uno dei progetti più impressionanti mai realizzati sulla base della Honda S2000 roadster: trasformata in una coupé con carrozzeria notevolmente allargata, aerodinamica avanzata e motore 2,0 litri potenziato con steroidi, che eroga 588 CV.

L’atelier Bulletproof Automotive festeggia quest’anno il suo venticinquesimo anniversario. il suo fondatore Ben Schaffer è un predicatore del tuning JDM negli Stati Uniti, realizza progetti propri in stile JDM per fiere e clienti, offre una vasta gamma di componenti provenienti dal Giappone e ne produce di propri, come ad esempio i lussuosi cerchi forgiati BP-RW Evolution montati sulla Honda S2000 BP25.

A sua volta, l’originale roadster Honda S2000 ha già compiuto 26 anni dal suo debutto nel 1999, la produzione è terminata nel 2009 e da allora circolano regolarmente voci secondo cui Honda starebbe preparando una nuova generazione di S2000, ma nessuna di queste voci è stata ancora confermata: continuiamo ad aspettare e sperare. Sul mercato dell’usato non è facile trovare una Honda S2000 originale in buone condizioni, poiché molti esemplari prodotti sono stati sottoposti a un tuning spietato e hanno perso la loro autenticità. La Honda S2000 BP25 è proprio uno di questi casi estremi.

Il nuovo look molto aggressivo della Honda S2000 BP25 è dato da componenti accuratamente selezionati di diversi produttori, tra cui il kit carrozzeria widebody in fibra di carbonio Varis Dark Panther, il tetto rigido Bulletproof modificato da Spoon e i fanali a LED personalizzati. Sul cofano posteriore è installato un enorme alettone fisso, mentre il paraurti posteriore è dotato di lame sporgenti del diffusore.

LO STILE UNICO

Foto degli interni dell’atelier Bulletproof non sono disponibili, ma dalle specifiche sul sito web dell’atelier si vede che anche questi sono stati seriamente modificati: sono stati installati sedili Recaro e un nuovo volante, con finiture in carbonio.

Nella sospensione sono stati installati ammortizzatori sportivi Aragosta TS Spec con serbatoi esterni e una serie di nuovi componenti di J’s Racing, Roberuta, Spoon ed EVS. Le ruote sono equipaggiate con pneumatici Toyo Proxes R888R semi-slick di dimensioni 295/30Z R19. Una frenata affidabile è garantita dai potenti freni a disco Brembo Pista con pinze a 6 pistoncini sull’asse anteriore e a 4 pistoncini su quello posteriore.

Inizialmente, gli specialisti di Bulletproof hanno equipaggiato il motore aspirato Honda S2000 da 2,0 litri con un compressore Vortech V2-Si Trim Supercharger, iniettori ad alte prestazioni Injector Dynamics, condotti del carburante Radium,

Furto della marmitta Smart: cronaca di un incubo a Roma

Il protagonista reale e didascalico di questa storia, avrebbe preferito di sicuro rimanere anonimo cittadino di Roma e felice utilizzatore della sua Smart ForTwo Coupè 1.0 71 Cv – Euro 4 – del 2008. 

Ma la sorte contraria lo ha comunque voluto insignire in qualche modo di una missione: alleviare altri sfortunati come Lui delle pene e delle sofferenze di quel che il nostro povero “Tony” (il giovane protagonista della tragedia) ha passato come ignaro ed impreparato protagonista del furto della marmitta della sua Smart, a Roma. 

Questione che appare sempre più come una emergenza sociale che colpisce migliaia di povere Smart Fortwo della serie “451” come quella di Tony, una 1.0 aspirata a benzina Coupè del 2008. Un tipo si Smart davvero diffuso in una Capitale dove tra parcheggi inesistenti e traffico a livello formicaio le piccole dimensioni e l’agilità della piccola Mercedes MCC (ex, ad oggi, dopo l’accordo tra Stoccarda e la Geely che ha dato vita alla nuova forma societaria che propone la serie elettrica #1,#3,#5) che resta comunque in pieno carico – come la serie 450 la famiglia Smart Fortwo e FourFour nata come ultima generazione nel 2014 – alla Rete ufficiale di Assistenza e Distribuzione Ricambi della Stella a tre punte. 

Ma proprio per evitare di……”pungersi” con preventivi e tariffari oggettivamente ostici della Rete ufficiale, il povero “Tony” inizia da una mattina di fine Ottobre (il mitico Ottobre romano, mai troppo caldo ma neppure troppo freddo, che invita a ben altri stati d’animo rispetto a quelli che ora Vi descrivo) quando ignaro esce dal portone di casa e si avvia alla sua Smart che lo attende parcheggiata filo marciapiede in una strada dell’Urbe. Qualcosa si accende nella sensazione di Tony, un “qualcosa” che sembra essere accaduto ma che lui non sa definire. 

Ore 08:00 – L’amara Sorpresa

L’auto è parcheggiata dove doveva essere, la carrozzeria intonsa, serrature perfette, vetri sani, ruote al loro posto. E allora? Allora la sensazione suggestiva di Tony diventa una tragica realtà quando inserita la chiave nel blocchetto posto al centro del tunnel centrale dell’abitacolo, accende il motore. E dopo un attimo inspiegabile e lunghissimo di incertezza e borbottii……il finimondo: un rumore rauco e incontrollato, una sorta di urlo sordo e scombinato che viene da dietro. Due o tre passanti che a quell’ora di mattina passano accanto alla Smart…mittata auto di Tony si scansano improvvisamente, una mamma con bimbo al seguito lo fissa con aria schifata. Stop, spento immediatamente il motore ed uscito dall’abitacolo, il nostro eroe deve mettersi ginocchioni e nuca a terra con occhi a spiare la fessura data dal fascione paracolpi posteriore, tra il bordo inferiore e l’asfalto, in quella fessura dove sbirciando si capisce che manca qualcosa. 

E al povero Tony è capitato, piccola fortuna, un manipolo (difficile fosse uno solo) di ladri molto abili e “a regola”: nessun danno o spacco alle parti plastiche del posteriore, o deformazione alcuna. 

E’ bastato evidentemente sollevare il retro della Smart, tirare verso il dietro la parte inferiore del fascione paracolpi per consentire a mani esperte di andare a memoria, svitare i bulloni della flangia di attacco, tagliare i cavi delle sonde, sganciare i sostegni elastici di attacco della marmitta alla parte inferiore della scocca. 

In piena zona centrale di Roma, abitatissima e nello spazio tra dopo la mezzanotte e l’alba: così per Tony come per altri migliaia di casi funziona così. Antifurto perimetrale e volumetrico? Si, forse sarebbe stato meglio, ma in fondo con i bulloni antifurto sulle ruote uno pensa di aver risolto la pratica. E invece no, con la Smart.

Ore 09:00 – La reazione

Certo, non è facile recuperare serenità e modi lucidi per gestire una situazione in cui, per prima cosa, chiami il meccanico che per primo ti viene in mente, e nel caso di Tony è un classico e diffusissimo “Lasciame le chiavi, che ce penso io a portalla in Officina, stai tranquillo. Mo’ cercamo i pezzi e te faccio sapè”. Eh, si. Capitano ancora. 

Nel frattempo, davanti alla Smart che resta muta per evitare che qualcuno tiri una secchiata d’acqua dal balcone per contestare il rumore diabolico di una Smart senza marmitta, Tony rivoluziona la sua giornata, perché questo furto è il primo di alcuni effetti collaterali poco simpatici: avvisare il lavoro di un inevitabile ritardo, recuperare e recuperare e recuperare. Perché da questo momento la regola aurea di Tony è: INSEGUIRE.

Il meccanico “#PensoatuttoioTenuntepreoccupàTirasolofuorilacconto” arriva verso le ore 9,00, ed è anche un grande favore vista l’ora. La sua officina è didascalimente ed immancabilmente dall’altro capo del trafficatissimo Quartiere. Portare l’auto in moto? 

Ma siamo matti? Con quel rumore indescrivibile la prima pattuglia ti inchioda e senza farsi sormontare dalla comprensione pietosa magari ti appioppa pure la multa. “No, dai retta a me” – spara il meccanico – “chiamo mio cugino con il carro attrezzi”: Alle ore 09:01 la vicenda ancora non è iniziata ma rischia di costare a priori un bel centone e mezzo a nero per il trasporto preventivo dell’auto in Officina. 

Alle ore 09:10 Tony ha già pensieri omicidi e l’occhio iniettato di sangue. Ha preso per sé la mezza mattina al lavoro, saluta il meccanico con un laconico “Dai, Ti richiamo, la Smart la porto io, corro il rischio”.

Ore 10:00 – La cruda verità, quanto fa male

Telefonata all’amico esperto, Tony cerca conforto. E lo trova, in un suo collega che gli detta i passaggi chiave con cui districarsi da questo dedalo che rischia di strozzare il giovane. Primo passaggio: Censire le parti rubate, danneggiate, manomesse a causa del furto: nella Smart mancano, in successione: 

​-La Marmitta originaria e specifica per il modello Serie 451 della Coupè 1.0 i del 2008;

​-La coppia di Sonde i cui cavi sono stati tagliati dai ladri;

​-La coppia di sostegni elastici che “tengono” la marmitta sospesa ed ammortizzata alla scocca inferiore;

-Last but not least, il corredo di “ferramenta” (i bulloni di fissaggio) e la guarnizione anulare per l’attacco della flangia marmitta al collettore.

Senza tanti indugi, il “nuovo” Tony (quello opportunamente ri-evangelizzato dall’amico esperto) decide di colpo tre cose in rapida successione:

capire esattamente “cosa” comprare e quanto pagare per componenti originali Smart in un Centro ricambi ufficiale.

La visita lascia nella testa e nella psiche del povero Tony un effetto che faticherà nel tempo a smaltire: la visita al Centro Ricambi Mercedes gli lascia da un lato la sensazione di un ricordo positivo per la cortesia dell’addetto al Front Office al Bancone Ricambi; tuttavia per tutto il corso di questa esperienza il giovane avrà un imprinting che non dimenticherà più e che fa lo stesso effetto a tutti coloro che non bazzicano abitualmente i ricambisti. Nel dialogo pare quasi che vi sia una sorta di transfert mediatico tra addetto e schermo del PC davanti a Lui e RIGOROSAMENTE celato agli occhi del cliente. 

Cioè, Tu parli con l’addetto al Banco ma lui parla con lo schermo, e ti fissa solo quando Ti spara il prezzo finale come fosse una punizione di Roberto Carlos calciata verso il centro della tua pancia. Eppure l’addetto, cercato il Kit di componenti da assortire, quasi sapendo le risposte inesorabili di Tony gli suggerisce per prima cosa di selezionare nel canale “indipendente” le sonde e la ferramenta necessaria inclusi i sostegni elastici. E come mai? Perché rivela il costo della sola marmitta priva di accessori, il prezzo del pezzo originale e perfettamente idoneo alla Coupè 1.0i che non è ne’ la Turbo, né la Turbodiesel e pwer giunta è una iniezione a benzina senza Start & Stop (domanda di risulta imprevista) e guardando libretto e targa del modello presentati da Tony seleziona un pezzo il cui costo…equivale ad un quinto del valore commerciale dell’auto. 

Avete capito? Si, anche senza approfondire o dare cifre. 

E tutta l’artiglieria “originale” di corredo tocca un valore con cui il nostro Tony avrebbe faticato persino ad acquistare una coppia di sedili nuovi da installare, figurarsi una manciata di pezzi che possono stare comodamente in una tasca. 

Tony implora almeno per conoscere i codici originali delle componenti, ma nisba; è un segreto di Stato, al quale l’addetto al Bancone deroga solo su un particolare: stampa la copia del disegno tecnico con l’esploso delle componenti tecniche da collegare (sonde, sostegni e ferramenti). Beh, piuttosto che niente meglio piuttosto. 

Ore 11:00 – Inizia la reazione costruttiva

Con le indicazioni sommarie ed una stampa tecnica di una marmitta, quella giusta per la sua Smart 451 nel frattempo ancora ferma al parcheggio, Tony impiega la parte di mattina che ancora il lavoro gli permette di usare per motivi personali per fare una sorta di furba processione. 

Inizia a visitare “a freddo” quattro Ricambisti di zona, quelli raggiungibili a piedi più agevolmente, e ciascuno con la stessa scaletta di domande:

​-“Salve, hanno rubato la marmitta alla mia Smart Coupè 1.0 Fortwo Coupè 451 del 2008”

R: “Eccone n’arrtro…”

​-“Si, guardi: ecco qui il Libretto per targa e Telaio e la raffigurazione che la Mercedes mi ha dato per la marmitta più idonea”.

Ecco, a questa frase l’attenzione di tutti i Ricambisti si fa improvvisa, e tutti alzano lo sguardo dal totem dello Schermo PC, scrutano il foglio con il disegno di Tony e le risposte in successione di ciascuno di loro è:

A) “Non la trattiamo, ne vendiamo una che è compatibile”

B) “Questa ce l’abbiamo anche commerciale, ma costa un botto”

C) “Guarda, anche quella compatibile, che è un po’ diversa, funziona benissimo e costa meno”

D) “Chi te l’ha dato ‘sto disegno????”

Ottenuta la sua doverosa rassicurazione su una tipologia di marmitta che Tony si rende conto essere l’unica alternativa possibile ad un bagno di sangue economico (senza entrare nel dettaglio Vi dico che due marche indipendenti produttrici della stessa tipologia ed identico modello di marmitta originale Smart costano tra il 55% ed il 70% del costo del pezzo originale al netto delle componenti aggiuntive) Tony diventa più disinvolto e inizia a “circuire” gli addetti al bancone: capisce come funziona il gioco, insomma.

“Ascolta”, fa a ciascuno di loro, “non voglio proprio sapere il codice articolo della marmitta, ci mancherebbe: dovessi venire a scoprire quanto poco sconto mi fai, ma almeno dimmi una cosa in cambio; dammi il codice articolo delle sonde o anche solo degli attacchi  elastici al telaio”.

Così facendo, Tony evita la trattativa su un prodotto che si trova recensito anche sul Web e con costi quasi standard (più o meno, sempre senza componenti aggiuntive, un costo finale pari ad meno di un terzo di una marmitta originale Mercedes, due terzi di una analoga e corrispondente fatta da Costruttori indipendenti, e persino meno costosa di una rigenerata con garanzia di un anno. 

Chiaro che l’unica alternativa rimarrebbe una marmitta usata proveniente dal canale rottamazione, ma con tante incognite in più che neppure è il caso di elencare. 

Ma se Tony si sente quasi condannato ad un ricambio e ad un prezzo quasi imposti dal giro dei ricambisti, il giovane si toglie le sue soddisfazioni con sonde ed attacchi: su una manciata di Marchi costruttori indipendenti o primo equipaggiamento seppure non originali alla fine tra sonde e sistemi di fissaggio spunta tra il prezzo peggiore e quello migliore una riduzione di quasi il 15% (niente male, no?).

Ore 12,00 – Mezzogiorno di fuoco: si tirano le fila di tutto il percorso di ricerca

Arrivati all’ora di pranzo, pervenuta quasi impercettibile dopo una girandola di attività, di ricerca, di richiesta di informazioni e di confronti lungo un quartiere percorso a piedi in lungo ed in largo, Tony sa alla fine che:

– Per sostituire e ripristinare tutto quello che è stato rubato o manomesso parzialmente dai ladri, per la marmitta della sua smart, il giovane sa di dover acquistare merce per importi che vanno da più di un quinto del valore commerciale della sua auto, fino al prezzo più basso che corrisponde a quasi un decimo: questo è il divario di esborso misurato direttamente tra pezzi originali, corrispondenti, rigenerati, o compatibili aftermarket. Una bella differenza, che Vi invito a tenere bene in considerazione;

– Acquistare tutto quel che occorre e che abbiamo elencato sopra è una facoltà anche di un privato cittadino corredato di Targa e Telaio (meglio ancora di tutto il libretto) purchè – come si è capito – ben coordinato, evangelizzato e pronto a confrontare dati diversi;

– Per prenotare tutto quel che occorre Tony sceglie a questo punto un solo Ricambista, procede ad un acconto pari al 20% del prezzo pattuito ma chiede di vedere scritta nella ricevuta dell’acconto almeno la tipologia e la targa dell’auto. Ovviamente Tony quest’ultima cortesia se la può scordare, ma almeno avendo acquistato ha il diritto lapidario di sapere che ….zzo di codici e di Marchio costruttore si è trovato ad acquistare. Saputo il tutto, dal biglietto da visita dell’Autoricambi Tony registra il cellulare Whatsapp e scrive molto educatamente al destinatario questo innocente messaggio.

“Egregio Titolare della Ditta …Autoricambi srl, Via…Roma: in giornata odierna ho versato a titolo di acconto Euro…per la seguente componentistica (………) relativa al modello…………..Targa ————e Telaio —————– come da Voi richiesto per la ricerca esatta dei componenti idonei. 

Procedo al saldo in data concordata……………ritirando la merce suddetta solo dopo averla controllata; e con riserva di poter esercitare ogni atto di resa o sostituizione in caso le componenti da Voi riservatemi non siano compatibili o perfettamente funzionali al ripristino della corretta funzionalità della mia auto”.Fatto, impacchettato e spedito via Whatsapp, che ha pure valore legale.

Ore 13:00 – Tutto risolto….o quasi: manca di nuovo il meccanico

Con tutte le difficoltà del caso, e soprattutto di supervisionare una attività che mai aveva gestito fino ad allora, il nostro giovane protagonista è riuscito a venire a capo del problema in tempi record senza buttare soldi al vento, e soprattutto senza cedere alla iniziale sirena ammaliatrice del suo primo meccanico, ricordate? 

“Lasciame le chiavi, che ce penso io a portalla in Officina, stai tranquillo. Mo’ cercamo i pezzi e te faccio sapè”.

 

“No grazie”, ha risposto Tony “faccio da me”. E così cercando un poco in giro finalmente il ragazzo trova un altro meccanico disponibile a lavorare su materiale reperito dal proprietario dell’auto, riesce a portargliela in moto fino all’officina con tutto il pacco delle componenti stipato nell’abitacolo. 

E siamo alle ore 15:00 della stessa giornata: alle 19,30 Tony passerà a ritirare la sua Smart ripristinata ed esente dall’unico vero ultimo rischio di tutta l’operazione. Il rischio di dover intervenire sulla diagnostica. Un occhio alle spie (rimaste inerti e spente per fortuna scongiurando eventuali anomalie) e dopo una giornata molto travagliata, se non altro Tony è tornato ad usare la sua Smart.

Riccardo Bellumori

Nuovo RAM Rampage 2026: Anteprima

Il fatto che i pick-up non siano così popolari in Europa come negli Stati Uniti, in tutta l’Oceania o in altre parti del mondo non significa che i marchi non scommettano su di essi anche qui, e ora Stellantis sfodera la sua arma per affrontare i marchi più affermati. E lo fa con una strategia a dir poco interessante.

In primo luogo, spicca il fatto che si tratta di un modello che, nonostante sia di un marchio americano e sia un pick-up, sarà disponibile prima sul mercato europeo che su quello statunitense. Per quanto incredibile possa sembrare, lo ha confermato Stellantis a Torino, in vista del Fieracavalli 2025 che si terrà dal 6 al 9 novembre.

Il modello in questione è la RAM Rampage, un modello che in un certo senso già conoscevamo in parte. Si tratta del modello che il marchio produce in Brasile dal giugno 2023, essendo stato progettato anche lì, e che è notevolmente più compatto rispetto al modello di punta del marchio, la RAM 1500.

Nello specifico, si tratta di un pick-up lungo 5.028 mm, che si colloca a metà strada tra un SUV del segmento C e un’auto di medie dimensioni. Ciò è prevedibile, considerando la piattaforma su cui si basa questo RAM Rampage, ben nota in Europa.

Condivide la piattaforma con l’Alfa Romeo Tonale e la Jeep Compass

La base è la piattaforma STLA Small Wide 4×4. La stessa utilizzata, tra gli altri, dalla Jeep Compass, dalla Jeep Commander, dall’Alfa Romeo Tonale o dalla Dodge Hornet, venduta sul mercato nordamericano come “gemella” della Tonale. Tuttavia, l’auto con cui la RAM Rampage ha più affinità è la FIAT Toro, venduta proprio in mercati come Brasile, Argentina o Uruguay.
Stellantis parla di potenza, capacità, tecnologia e dettagli premium quando si riferisce alla Rampage. Tuttavia, non sono ancora stati specificati dettagli di alcun tipo per quanto riguarda i livelli di equipaggiamento, gli elementi che la differenziano dalla Tonale o dalla Compass, né la motorizzazione che avrà sotto il cofano.

LO STILE RAM

Ciò che è stato sottolineato è che le immagini utilizzate per illustrare l’arrivo della Rampage in Europa sono le stesse utilizzate per il lancio del modello in Brasile, quindi potrebbe arrivare senza troppi cambiamenti per cercare di contenere i costi e competere sul prezzo con le sue rivali pick-up. Si prevede che tra pochi giorni, una volta terminata la Fieracavalli 2025, Stellantis fornirà maggiori dettagli su questo pick-up che arriverà prima in Europa che negli Stati Uniti.
E a cosa è dovuto questo? Il RAM Rampage era destinato agli Stati Uniti, come è logico, per competere con modelli come il Ford Rampage o il Hyundai Santa Cruz. Tuttavia, essendo prodotto in Brasile, l’aumento delle tariffe doganali fino al 15% altera la fattibilità economica di questa idea, preferendo portarlo in Europa piuttosto che subire il colpo, sia assorbendo il sovraccosto che aumentando il prezzo finale del prodotto.

A titolo di riferimento, tra i parenti del Rampage, l’attuale Jeep Compass è offerta in Italia nella sua variante ibrida MHEV da 145 CV con il 1.2 a tre cilindri supportato da un sistema a 48 V o nella versione elettrica da 213 CV. Nel caso dell’Alfa Romeo Tonale, ora è disponibile la variante PHEV 1.3 4×4 da 270 CV, così come la 1.5 HEV da 175 CV e la diesel 1.6 da 130 CV.

In Brasile, il RAM Rampage è offerto con un 2.2 TDI da 200 CV e 450 Nm di coppia nelle finiture Big Horn, Rebel e Laramie. La versione R/T monta invece il motore Hurricane 4 Turbo 2.0 che in questo caso eroga 272 CV e 400 Nm di coppia, con una meccanica simile al Toro. Bisognerà attendere la conferma della meccanica con cui Stellantis intende attaccare Ford, Toyota o Isuzu nel mercato dei pick-up.

Nuova BMW M5 Mansory: estrema

Mansory ha preso una pausa dalla revisione delle Rolls-Royce e delle Mercedes-Benz Classe Ge ora sta rivolgendo la sua attenzione alla nuova BMW M5.

Spesso criticata per essere troppo pesante, ma ampiamente apprezzata una volta guidata, la G90 M5 ha dimostrato di essere una vera super berlina, che ora sembra ancora più selvaggia e vanta ancora più potenza grazie al tocco di Mansory.

Per quanto riguarda i progetti di Mansory, la sua interpretazione della BMW M5 non è così estrema come ci aspettavamo. Questo non significa che passi inosservata. Come sempre, il tuner ha puntato molto sulle parti in fibra di carbonio a vista, installando una nuova cornice della griglia inferiore e uno splitter anteriore pronunciato per aggiungere un tocco di aggressività al frontale.

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Il cambiamento più evidente riguarda il cofano. Per qualche motivo, Mansory ha sentito il bisogno di aggiungere delle prese d’aria in fibra di carbonio al centro, mantenendo il resto in tinta con la carrozzeria. Naturalmente, le modifiche non finiscono qui.

Si aggiungono alla lista i coprispecchi in fibra di carbonio, le nuove minigonne laterali e ulteriori dettagli in carbonio attorno al caratteristico Hofmeister kink di BMW. Un nuovo set di cerchi da 22 pollici completa le modifiche esterne, riempiendo i passaruota e suggerendo la potenza extra che si nasconde sotto.

LO STILE UNICO

Arriviamo quindi a quello che è forse l’elemento più controverso dell’aggiornamento: gli scarichi. I designer di Mansory hanno chiaramente dedicato molto tempo a studiare la Honda Civic Type R e hanno montato tre terminali di scarico al centro del paraurti.

Sebbene preferiamo di gran lunga la posizione dei quattro scarichi originali, la soluzione del tuner è sicuramente migliore del bizzarro scarico M Performance disponibile per la M3 e la M4.

Nessun progetto Mansory sarebbe completo senza alcune modifiche approfondite agli interni. Il tuner ha aggiunto pelle blu brillante ai sedili e ad alcune parti dei pannelli delle portiere, in contrasto con ampie fasce di pelle nera. È tutt’altro che discreto, ma ancora una volta, per gli standard Mansory, è piuttosto sobrio.

Anche i dati relativi alla potenza sono aumentati. Nella versione standard, il motore ibrido V8 biturbo da 4,4 litri della G90 M5 eroga 717 CV e 1.000 Nm di coppia. La versione di Mansory porta questi numeri a 838 CV e 1.150 Nm.

Per un’auto che non è mai stata a corto di velocità, la potenza extra è perfettamente in linea con il marchio, perché, come tutti sappiamo, la potenza non è mai troppa.

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