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Nuova MG ZS 2024: la sportiva in Cina

La MG ZS è la grande rivelazione di quest’anno. Il più piccolo SUV di MG è diventato un inaspettato successo commerciale. Un modello che ha saputo ribaltare il competitivo mercato italiano delle auto economiche. Consolidato in cima alla classifica delle auto più vendute mette in crisi le tante rivali tra cui Dacia Sandero e SEAT Arona.

Anche lontano dai nostri confini, nella lontana Cina, il SUV economico di MG sta ottenendo buoni risultati. Con un’offerta adattata agli interessi e alle richieste del pubblico locale, la gamma ZS disponibile in Cina si differenzia notevolmente da quella del Vecchio Continente. Ed è proprio nel Paese asiatico che si registra un’importante novità per questo SUV.

Ecco la nuova MG ZS in versione sportiva più precisamente, una versione dal design sportivo che mette in risalto il carattere nascosto di questo modello. Le caratteristiche più distintive sono concentrate nella parte anteriore e posteriore. Il frontale presenta un nuovo paraurti e una griglia con un nuovo motivo più simile a quello delle auto sportive. Anch’esso presenta un paraurti dal design speciale. Come se non bastasse, lo spoiler sul tetto è stato sostituito da uno più grande. Inoltre, è dotata di cerchi speciali da 17 pollici. I componenti esterni sono rifiniti in arancione per creare un contrasto netto con il colore della carrozzeria.

LA VERSIONE SPORTIVA

Sotto il cofano della MG ZS più sportiva c’è un motore a benzina da 1,5 con 120 CV e 150 Nm di coppia massima. Il motore è abbinato a un cambio automatico CVT e a un sistema di trazione anteriore.Il ruolo della MG ZS in Cina, il mercato principale per Morris GarageLa Cina è la patria di SAIC, il conglomerato automobilistico di cui MG fa parte. È il mercato principale per Morris Garage. Un luogo in cui raccoglie gran parte delle immatricolazioni globali del marchio. Nella gamma cinese di MG, la ZS svolge un ruolo molto importante. È il SUV più accessibile commercializzato da Morris Garage in Cina. È anche uno dei modelli MG più venduti in assoluto.

Nel 2022, la ZS è stata il secondo modello MG più venduto in Cina. Le sue immatricolazioni hanno sfiorato le 25.000 unità. È stata seconda solo alla MG5, che ha raggiunto quasi 87.000 unità. Ha quindi battuto il suo “fratello maggiore”, la MG HS, che ha chiuso l’anno con circa 14.000 unità.

Nel 2022 MG è stato il 25° marchio automobilistico più venduto in Cina. Ha raggiunto un totale di 170.236 unità, battendo marchi come KIA, Mazda, FAW e Baojun. L’aggiunta di questa nuova versione sportiva contribuirà ad aumentare le vendite della ZS nel suo Paese.

Rottamazioni ed iperfinanziamento: il Virus dell’auto in Europa

Rottamazioni ed iperfinanziamento: il Virus dell’auto in Europa

Quando è che l’Auto è entrata in crisi? O meglio, qual è il primo segnale, come si è manifestato e quando si è manifestato? Una controanalisi per spiegare come mai c’era bisogno dell’elettrico, e come mai non avremo mai un mondo “in elettrico”.

Quando è che l’Auto è entrata in crisi?

Sicuramente Voi risponderete che è stato nel 2008, quando con la crisi dei Mutui Subprime si è appalesata persino l’ipotesi di una bancarotta di almeno due delle “Big Three” di Detroit.

Decisamente si, sembrerebbe quello il momento in cui la parola “default” non toccò solo il settore immobiliare ma rischiò di includere nella “bolla” anche la ormai evidente sproporzione tra valore simbolico e “nominale” dei Marchi Auto rispetto al loro reale valore patrimoniale e di Know How. A conferma di questo bastò la rapida ascesa di un piccolo Costruttore, la “Tesla”, che con pochi pezzi di produzione annua iniziale ma con Know How e “Branding” mirato alla innovazione e tecnologia.

Eppure la vera crisi del mercato auto europeo dovete cercarla “nel fasciatoio” della neonata Unione Europea di Maastricht dal 1992, quando con decisioni discutibili:

  • La caduta del protezionismo esteso nel Vecchio Continente ha aperto solchi pericolosi, di fronte alla fine dei blocchi prima di tutto verso i giganti Giapponesi;
  • La esigenza di dover fronteggiare la frenata interna con un aumento delle esportazioni finì per pesare in termini di costi ed immagine all’estero di diversi Marchi;
  • La normalizzazione e la unificazione a tappe forzate di diverse culture industriali nazionali ha finito per imporre un modello dominante (quello tedesco) a discapito della preziosa “biodiversità” tecnologica esistente in Europa fino a fine ’80;
  • La mancanza di sistemi di armonizzazione e parificazione fiscale, contributiva e remunerativa ha desertificato industrialmente una fetta del Vecchio Continente a vantaggio di altre specifiche aree Comunitarie, mentre al contrario quasi nulla si è visto in termini di attrazione imprenditoriale da fuori dei confini della UE (a livello Auto);

Primo peccato originale: Ex U.R.S.S., da potenziale pattumiera ad avversaria

Sembrava tutto predefinito in quel fine 1989: ogni mattone caduto giù dal Muro tintinnava, per molti Dealer e Costruttori, come il suono di mazzi di chiavi consegnati a felici, ignari ed ipnotizzati compratori dell’Ex Europa dell’Est che pensavamo non vedessero l’ora di sedere su uno dei milioni di vecchie auto destinate ad essere smaltite dall’Occidente. Sembra una diceria od una barzelletta, ma chi ha l’età per ricordare i “Piani di distribuzione” commerciale nati negli uffici Logistici e di Marketing di diversi Marchi Auto sa di cosa parlo. La densità di usato in Europa sembrava la miglior risposta ad una diffusione di una auto ogni 45 abitanti in media nell’Ex area Socialista.

Peccato solo che questa “vocazione” all’acquisto di rottami non abbia rappresentato se non una forma marginale di acquisto di massa proveniente da quelle aree, mentre al contrario l’attrattiva fiscale e logistica dell’area Est europea verso i Costruttori gettava le basi per una “guerra intestina” tra Paesi Membri sempre più oggetto di migrazione imprenditoriale nella ex oltrecortina, solo parzialmente frenata dalle tensioni nella cosidetta “polveriera balcanica”.

Nel frattempo qui ad Ovest cominciava per l’Auto una serie di “stonature” dagli effetti drammatici.

Rottame per forza”: il triplo danno del Catalizzatore obbligatorio

Che sia stato un beneficio per l’aria che respiriamo, lo assumiamo un po’ come verità incontestabile, un po’ come speranza cui attaccarsi, in Europa, nella ipotesi che Vi sia almeno qualcosa da salvare ed incorniciare in senso positivo nel quadro della politica molto rivedibile della UE sull’auto. Sto parlando del famoso “Catalizzatore e Lambda”.

Negli USA le continue e spesso improvvise modifiche del Congresso alle normative antiemissione avevano spinto negli anni Sessanta Mister Soichiro Honda ad affermare che mentre il suo Marchio investiva i profitti annui in assunzioni di nuovi Ingegneri, General Motors investiva in sempre nuovi Avvocati: ma negli USA non di rado la complessità normativa era usata dai Politici per impantanare l’ingresso di importazioni dall’Estero, nel momento in cui i costi per adeguare di continuo i modelli da vendere oltreatlantico potevano di certo implicare una operazione commerciale senza senso.

Qui in Europa, in effetti, il varo di una scala progressiva e cadenzata di Steps cronologici sempre più stringenti – in termini di emissioni – ha avuto una serie aggiuntiva di effetti correlati forse non correttamente previsti:

  • La tentazione di porre surrettiziamente un limite alla importazione, limite tuttavia superato senza problemi sia dai Costruttori giapponesi che dalla filiera asiatica in genere rifornita dalla Supply Chain del Sol Levante;
  • La volontà di “forzare” un ciclo di sostituzione che soprattutto sul territorio euromediterraneo sfiorava quasi il decennio, con un ricambio talmente lento da rendere il Parco circolante di alcuni Paesi il più vecchio in Occidente;
  • La prospettiva così di aumentare “artificialmente” la produzione industriale in vista di una domanda forzatamente aumentata anche e soprattutto dagli effetti repressivi delle norme di circolazione per le auto meno aggiornate.

Risultato? Gli acquisti di auto nuove sono stati anno per anno, fin dai primi periodi del decennio 1990, piuttosto sostenuti: tuttavia hanno generato la prima grande “voragine” svalutativa non solo del Parco Auto circolante più vecchio (improvvisamente relegato alla infungibilità per carenza di requisiti ecologici) ma anche del mondo aftermarket connesso, con i primi cali di fatturato del comparto autoriparazione.

Parola d’Ordine: Fidelizzare, ma da “Wolfington “ a “Wolfsburg”

Chiaro che un ciclo “accelerato” e tutto sommato “imposto” di sostituzione andava in qualche modo supportato finanziariamente.

Le quote di vendita finanziata di auto in Europa ad inizio anni ’90 era pari al 16% di media nei Dodici Stati dell’Unione con una escursione da percentuali massime in Gran Bretagna ed Europa del Nord fino a soglie minime dell’area mediterranea: occorreva un “booster” che guarda caso proveniva direttamente dagli USA, il sistema ideato nel 1968 da Eustace Wolfington ed adottato nel Vecchio Continente dalla Ford.

24/36 mesi, poi saldo/restituisco/cambio: le famose tre opzioni che da “IdeaFord” contagiarono tutte le architetture di finanziamento auto in Europa aggiunte ovviamente ai sistemi Leasing e Noleggio; un universo di offerte e soprattutto di crediti basati su un unico paradigma del “Valore Futuro Garantito”.

Quanto tutto questo credito fosse garantito da un effettivo “sottostante” costituito da un valore reale del Parco Usato circolante ce ne siamo resi conto quasi da subito: l’effetto “dumping” generato dalle campagne istituzionali di “rottamazione” attivate in diversi Paesi europei con contributi ed incentivi pubblici avrebbe meritato l’autoapertura – da parte UE contro sé stessa – di un procedimento di infrazione legato agli effetti distorsivi che queste campagne hanno creato sul valore dell’Usato circolante ma anche sul valore successivo di rivendita delle stesse auto acquistate con contributi rottamazione.

Risultato, nel giro di pochi anni tra 1990 e 2000 lo squilibrio tra valore reale del Parco Auto circolante e volume del debito finanziario per acquistarlo era già diventato considerevole. Occorreva solo uno scossone finanziario su tassi e cambi per renderlo pericoloso.

Gli effetti li abbiamo subiti gradualmente, insieme ad un fenomeno a sua volta forse non previsto e poco gestibile: il Benchmark tedesco su Qualità, Branding e Mercato dell’Usato. Una selezione della specie “innaturale” in suolo europeo resa più feroce dalla disparità eccezionale della forza valutaria tra Germania ed altri Paesi produttori UE : in pochi anni i tedeschi hanno acquisito quasi tutto il comparto auto inglese “residuo” ed hanno iniziato un confronto a distanza con i soli giapponesi spazzando via dal settore del lusso Italia e Francia, mentre nei target “popolari” i Marchi generalisti europei (rimasti solo in questi due ultimi Paesi) dovevano subire l’attacco coreano ed esteuropeo. E siamo a questo punto della storia ad inizio anni 2000: il mercato auto europeo è dominato dai tedeschi e Volkswagen diventa un vero e proprio colosso mondiale in termini di volumi produttivi e di posizionamento su Toyota.

Si completa un giro di trasformazioni industriali a base di M&A in tutto il mondo: Ford/GM/DaimlerChrysler (durata poco), ma anche appunto VW o Renault/Nissan in Francia creano i propri raggruppamenti ed i castelletti finanziari legati alle rispettive Banche Captive. Nel frattempo si intravede, dietro alle quattro ruote, l’ascesa di altri “Imperi” industriali alle porte: sono l’Asia e l’India con la produzione moto e Scooters.

Guerra del Petrolio, Tassi, Crisi di Borsa, aiuti pubblici: l’Auto inizia a franare in silenzio

“Desert Storm” e la guerra in Medio Oriente con i suoi inevitabili terremoti su Petrolio e materie prime non fa solo diventare l’Hummer un prodotto di culto: genera sussulti anche su Borse e Valute. I Grandi Gruppi diventati ancora più grandi soffrono di esposizioni e fluttuazioni borsistiche degne delle Montagne Russe.

La necessità di aiuti pubblici all’auto si manifesta in quattro forme: con il salvataggio “silenzioso” negli anni ’90 della Volkswagen grazie ai contributi decisi dalla SPD di Schroeder; con i diversi fallimenti e le eutanasie di una buona decina di Marchi europei tra anni ’90 e 2000 ad iniziare dalla Matra in Francia e finendo con MG Rover nel 2005 in Gran Bretagna; con la politica degli “ecoincentivi” che alimenta dal basso un ciclo di sostituzione altrimenti innaturale; ed infine con la sovraesposizione finanziaria per gli acquisti, sostenuta dalla emissione di una cascata di “Derivati”. Sta per arrivare la tempesta finanziaria con la famosa “Bolla” del 2007. Prima ancora, la fragilità del neonato “Euro” si rivela nella esplosione di finanziamenti ed erogazioni facili……..Nel frattempo si moltiplicano le proposte e le ipotesi di nuovi raggruppamenti e organizzazioni industriali tra Marchi: un certo Sergio Marchionne, arrivato in Fiat, prefigura un mondo Auto rappresentato entro pochi anni da solo CINQUE raggruppamenti mondiali in luogo dei dodici presenti a metà anni 2000.

Le onde degli Tsunami (Lehman, Fukushima ed EPA Dieselgate) si infrangono solo a Bruxelles!!!

Quanto valeva un’auto nel 2005? Il mercato vendite europeo raggiunse il picco più alto del decennio, pari al 120% dei volumi annui attuali di vendite in Europa. Ma quanto valeva un’Auto nel 2005? Semplice: valeva il suo montante finanziario erogato per l’acquisto, più il Valore futuro di rivendita stabilito nella Maxirata finale con vincolo della Concessionaria al riacquisto. Per farla breve, se fino al 2005 il 70% del Parco circolante europeo costava “10”, veniva però finanziato per “12”, riacquistato a “7”, benchè valesse forse meno di “5”. Ho cercato di semplificare…..Una marea di metallo dal valore residuo nullo a fronte della montagna di debito che ne aveva definito l’acquisto, ma il valore “Zero” di questo metallo è causato dalle norme europee…

Lo squilibrio sempre più forte tra valori finanziati e valori reali viene aumentato da un gap mai realmente colmato dai Dealer, quello del Service Management. L’Industria dell’Aftermarket fa affari d’oro grazie alla famosa Direttiva Europea Monti sulla liberalizzazione dei servizi postvendita, e proprio le Reti ufficiali e la componentistica originale fanno uno scivolone soppiantati da Indipendenti e da una prima vera bestia nera chiamata “illegalità”. La quota di riparazioni riservate ai Costruttori diventa un tema di emergenza, che dà vita ad una successione e sovrapposizione di aggiornamenti, Upgrade e modifiche strutturali mai viste prima, ma l’unico comparto che rimane fedele alle riparazioni “Ufficiali” rimane quello del Noleggio. La Fidelizzazione di Wolfigton rimane un sogno in Europa, e a farne le spese sono soprattutto i Dealer ufficiali ormai…al verde. La catena della Supply Chain emigra in Cina, Asia, Turchia, dove insomma produrre costa meno, ma si svuotano Stabilimenti e Distretti produttivi in Europa mentre la nuova religione elettrica rende i Marchi di componentistica “classica” le nuove prede dell’acquisto Discount dei nuovi ricchi provenienti dall’Est del Mondo. Ma dall’Est del mondo comincia a provenire anche una nuova criticità, cioè la bolla creditizia in particolare con la crisi dello Shadow Banking esplosa dal 2017 in poi in Cina. (Segue alla seconda Parte)

Riccardo Bellumori

Nuova Geely Galaxy E8 2024: sfida Tesla Model S

La nuova Geely Galaxy E8 è la super berlina elettrica che sfida Tesla Model S.

Geely, che oltre a essere proprietaria di Volvo e Polestar è anche comproprietaria di Smart, sta per lanciare la Geely Galaxy E8. Lo farà a partire dal 17 novembre al Guangzhou Motor Show 2023, anche se il lancio commerciale avverrà alla fine di quest’anno, ed è un modello lungo 5,01 metri che si distingue per la sua carrozzeria di tipo berlina. fastback con un posteriore davvero attraente. È leggermente più grande di una Tesla Model S e, per alcuni aspetti specifici, vuole essere una proposta più completa e, per di più, con caratteristiche straordinarie come auto elettrica.

Come molti altri modelli della stessa Geely, di Volvo e di Polestar, la Geely Galaxy E8 è costruita sulla piattaforma SEA e si posiziona per le sue dimensioni tra le berline medie e grandi. Misura ben 5,01 metri di lunghezza, quindi è leggermente più grande della Tesla Model S, anche se di poco, ed è anche larga 1,92 metri e alta ben 1,46 metri. Il suo passo è di 2,92 metri e sarà lanciata in sei diversi colori di carrozzeria. Per quanto riguarda il design, la cosa che più colpisce è il suo grasso di tipo fastback con alcuni altri tocchi di sportività, il tutto combinato con un’aerodinamica di riferimento per la sua categoria.

La nuova Geely Galaxy E8 che ha un coefficiente aerodinamico di 0,199 Cx, quindi migliora lo 0,20 Cx della Mercedes-Benz EQS e anche lo 0,208 Cx della Tesla Model S. Rispetto alle rivali cinesi come la MI L7 (0,21 Cx) o la NIO ET7 (0,208 Cx) è anche molto meglio, quindi è chiaro che uno degli aspetti tecnici su cui hanno lavorato di più è la sua silhouette sportiva e la sua straordinaria aerodinamica.

Non è solo il design esterno a spiccare, che tra l’altro può vantare fari a LED ad alte prestazioni con 158 diodi luminosi.

DESIGN E PRESTAZIONI

All’interno della Geely Galaxy E8 troviamo anche “l’ultimo grido” con un gigantesco schermo da 45 pollici che attraversa praticamente l’intera plancia. E, tra l’altro, ha le funzioni di un quadro strumenti digitale standard, di uno schermo multimediale centrale e di un’area di intrattenimento specifica per il copilota. È uno schermo enorme, con un display di 1.130 x 138 mm e uno spessore di soli 9,8 mm, è antimpronta, antiriflesso, impermeabile e resistente alla polvere. Una tecnologia che potremmo vedere presto nei modelli Polestar e Volvo.Questo schermo ha una risoluzione 8K e integra un SoC Qualcomm Snapdragon 8295 di nuova generazione. È inoltre completato da un Head-Up Display con realtà aumentata e da un display da 25,6 pollici di diagonale. Il Geely Galaxy E8 dispone anche di un tetto panoramico azionabile e di un sistema di illuminazione ambientale RGB con 256 colori configurabili. Naturalmente, a livello tecnologico e grazie ai suoi sorprendenti interni, punta a stabilire un nuovo punto di riferimento all’interno del segmento, anticipando la semplice e minimalista Tesla Model S. Ora, dovremo vederla da vicino quando verrà presentata tra pochi giorni.Geely Galaxy E8Per quanto riguarda la parte elettrica, le versioni di accesso sono dotate di un’architettura a 400 V per l’impianto elettrico, che supporta una configurazione con 272 CV estratti da un motore elettrico posteriore. Il motore, in questo caso, è alimentato da una batteria con capacità di accumulo di energia di 62 kWh con celle LFP, un’autonomia NEDC di 550 km e una velocità massima di 190 km/h. Sopra c’è un’altra versione con lo stesso motore, ma con una batteria da 76 kWh, che darà 665 km di autonomia massima.

Lamnuova Geely Galaxy E8 avrà anche una versione con due motori elettrici su un’architettura a 800 V. In questo caso, il motore elettrico anteriore è di 224 CV e quello posteriore di 421 CV, insieme a una batteria da 76 kWh per offrire un’autonomia massima di 665 km secondo il ciclo NEDC e con una velocità massima di 210 km/h. Può recuperare, tra l’altro, 180 km di autonomia in 5 minuti di collegamento al caricabatterie. Va detto che ad oggi la Tesla Model S ha effettivamente configurazioni molto più elevate nella sua autonomia.

Nuova Land Rover Defender SVX 2024: Rendering Completo

La nuova Land Rover Defender SVX aprirà le porte ad un versione estrema.

La casa britannica sta preparando una versione estrema del suo SUV, che riceverà il nome SVX. Gli esemplari di prova sono già stati ripetutamente catturati dall’obiettivo dei fotografi spia, quindi abbiamo la possibilità di immaginare come sarà la novità.
Il Land Rover Defender dell’attuale generazione ha debuttato nel settembre 2019 . Da allora ha ricevuto molte modifiche, anche in termini di carrozzeria: ora il modello è presentato nelle varianti a tre porte (90) e a cinque porte (110), e la scorsa primavera sono state affiancate da una modifica estesa con l’indice 130. Per quanto riguarda la gamma di motori, invece, ad oggi spicca la versione con un V8 da 5,0 litri con una potenza di 525 CV. E ora Land Rover sta preparando una modifica ancora più estrema SVX. Questi rendering do Kolesa.ru ci permettono di dare un primo sguardo al design definitivo.

SCHEDA TECNICA

A giudicare dalle foto spia disponibili, il nuovo Land Rover Defender SVX sarà caratterizzato da ampi rilievi sui passaruota e, di conseguenza, da una carreggiata più larga. Il SUV riceverà ruote “dentate” più grandi con dischi originali (che potrebbero aumentare l’altezza da terra), oltre a possibili miglioramenti ai paraurti anteriore e posteriore. Inoltre, i prototipi mostrano già ora quattro tubi di scarico rotondi, come sugli attuali modelli con motore a 8 cilindri.
Oltre alle modifiche esterne, il modello riceverà sicuramente una serie di affinamenti nell’equipaggiamento di marcia. Per quanto riguarda il motore, si prevede che la novità sarà equipaggiata con un motore V8 biturbo da 4,4 litri prodotto da BMW con una potenza di oltre 600 CV.

Nuova Mercedes EQG 2024: Anteprima Esclusiva

La.muova Mercedes EQG è praticamente prplmm

Non sono molte le auto che nella storia hanno raccolto tanta attenzione e fama quanto la Mercedes Classe G. Il fuoristrada tedesco è nato come versatile veicolo militare in grado di affrontare i terreni più difficili e le condizioni più impegnative. Dopo aver superato la linea civile, è diventato uno dei 4×4 più imponenti al mondo, ma non è diventato famoso solo per questo. Oggi è un veicolo idolatrato per la sua associazione con il mondo del lusso e dell’eccesso. La sua versione 100% elettrica, la Mercedes EQG, sta per vedere la luce, anche se ne sappiamo già molto.
Quando i tedeschi annunciarono lo sviluppo di una Classe G elettrica Quanto credito, molti dubitarono che fosse saggio o meno oltrepassare quella linea rossa. Sono sorte molte incognite e poco a poco Mercedes ha chiarito le più importanti. Una delle caratteristiche principali del SUV tedesco è il suo aspetto imponente e muscoloso. Linee che poco o nulla favoriscono le caratteristiche abituali di un veicolo elettrico, ma che sono un segno distintivo della sua identità. Ha la solita presenza, ma ci sono modifiche che abbracciano questa mobilità sostenibile.

La Mercedes EQG sarà la prima auto al mondo a utilizzare batterie al silicio.
Grazie alle ultime foto ufficiali rilasciate dall’azienda, possiamo vedere che la EQG presenta una griglia modificata. Per ridurre l’impatto negativo dell’aria, complicato dalla forma, gli ingegneri hanno coperto gran parte della consueta griglia anteriore, sia superiore che inferiore. Nella parte posteriore spiccano due dettagli importanti. Il primo è la forma del copriruota di scorta, rettangolare invece della solita forma rotonda. Il secondo è la totale assenza di terminali di scarico. Da segnalare anche la presenza di pneumatici 4×4 montati su speciali cerchi aerodinamici.
Mercedes sa che per far sì che l’EQG sia ben accolto dai clienti deve modificare il meno possibile la Classe G tradizionale.

BATTERIE DEL FUTURO

Mesi fa abbiamo potuto vedere gli interni del SUV elettrico grazie ad alcune foto spia rivelatrici. In esse possiamo notare che la struttura generale è mantenuta con il doppio pannello, anche se i pulsanti relativi al bloccaggio meccanico del differenziale sono stati modificati in quanto non necessari in un’auto elettrica. Al loro posto ci sono funzioni e formati specifici come la rotazione a 360 gradi. Una soluzione tecnica molto specifica che abbiamo già visto in funzione.
Non sono molte le auto che nella storia hanno raccolto tanta attenzione e fama quanto la Mercedes Classe G. Il fuoristrada tedesco è nato come versatile veicolo militare in grado di affrontare i terreni più difficili e le condizioni più impegnative. Dopo aver superato la linea civile, è diventato uno dei 4×4 più imponenti al mondo, ma non è diventato famoso solo per questo. Oggi è un veicolo idolatrato per la sua associazione con il mondo del lusso e dell’eccesso. La sua versione 100% elettrica, la Mercedes EQG, sta per vedere la luce, anche se ne sappiamo già molto.
Quando i tedeschi annunciarono lo sviluppo di una Classe G elettrica, molti dubitarono che fosse saggio o meno oltrepassare quella linea rossa. Sono sorte molte incognite e poco a poco Mercedes ha chiarito le più importanti. Una delle caratteristiche principali del SUV tedesco è il suo aspetto imponente e muscoloso. Linee che poco o nulla favoriscono le caratteristiche abituali di un veicolo elettrico, ma che sono un segno distintivo della sua identità. Ha la solita presenza, ma ci sono modifiche che abbracciano questa mobilità sostenibile..

La Mercedes EQG sarà la prima auto al mondo a utilizzare batterie al silicio.
Grazie alle ultime foto ufficiali rilasciate dall’azienda, possiamo vedere che la EQG presenta una griglia modificata. Per ridurre l’impatto negativo dell’aria, complicato dalla forma, gli ingegneri hanno coperto gran parte della consueta griglia anteriore, sia superiore che inferiore.

Nella parte posteriore spiccano due dettagli importanti. Il primo è la forma del copriruota di scorta, rettangolare invece della solita forma rotonda. Il secondo è la totale assenza di terminali di scarico. Da segnalare anche la presenza di pneumatici 4×4 montati su speciali cerchi aerodinamici.

DATI TECNICI

Il lancio ufficiale della nuova Mercedes EQG è previsto per la primavera del 2024.
A quel punto conosceremo ogni dettaglio tecnico della EQG. Sarà una delle auto elettriche più importanti al mondo, non solo per il nome e il prestigio, ma anche per le sue batterie. Date le particolari condizioni richieste, Mercedes ha optato per una chimica a base di silicio. Avrà una densità elevata, fino a 800 Wh/l, anche se al momento non sono stati resi noti i dati relativi alla capacità e all’autonomia. La produzione avverrà presso lo stabilimento di Magna Steyr, in Austria, dove viene già prodotto il resto della famiglia della Classe G..
La Mercedes EQG monterà quattro motori elettrici in due diverse configurazioni, uno per ogni ruota. Ciò consentirà di azionare ogni ruota singolarmente. Questo non solo garantisce un’eccellente capacità fuoristradistica, ma anche la capacità di girare su se stessa come una trottola. Immaginiamo che ci saranno altre funzioni specifiche, ma Mercedes mantiene uno stretto riserbo. Tutto sarà svelato tra qualche mese. Il lancio ufficiale è previsto per la primavera del 2024.

Nuova Dacia Sandero 2024: ultimo Rendering

La nuova Dacia Sandero è pronta a portare su strada latteso restyling di metà carriera. Sono ormai passati quasi quattro anni dal lancio dell’attuale Dacia Sandero. Mentre i suoi due predecessori erano un po’ “old school”, basati sulla vecchia piattaforma della Clio 2, apparsa nel 1998, la terza Sandero è stata aggiornata in termini di tecnologia, beneficiando niente di più e niente di meno che della base della Clio 5, attualmente in uso.Sulle orme della Renault Kardian?Un alto grado di modernità che potrebbe vedere la Sandero ereditare il propulsore full-hybrid da 145 CV della cugina francese, quando subirà il facelift, o addirittura il nuovo 3 cilindri 1.0 turbo da 125 CV recentemente introdotto dalla Renault Kardian. Destinata principalmente al mercato sudamericano, la Kardian si basa su un’estrapolazione della base tecnica CMF-B della Sandero. Ribattezzata RMP (Renault Modular Platform), potrebbe applicare i suoi sviluppi (multi-energia, compreso il 100% elettrico) al restyling della Dacia Sandero, soprattutto per uniformare la linea di produzione, visto che la rumena condividerà presto la sua linea di montaggio con la Renault Kardian.

LA NUOVA SANDERO

La nuova Dacia Sandero potrebbe beneficiare del frontale più prominente della Kardian, grazie a un cofano piatto ottenuto alzando il muso. Di conseguenza, la vettura rumena rinuncerebbe all’archetto sporgente a favore di un frontale più in linea con i recenti canoni stilistici di Dacia, che la nuova Duster sfoggerà entro la fine dell’anno.

Il modello compatto si ispirerà al fratello maggiore anche nella forma della griglia del radiatore che collega i fari, mentre i gruppi ottici posteriori saranno impreziositi da LED a forma di boomerang, come iniziato dalla concept Bigster nel 2021. In dettaglio, oltre all’arrivo di nuovi cerchi, la riprogettazione dei parafanghi comporterà probabilmente la migrazione dei ripetitori laterali verso gli specchietti retrovisori, come già visto sulla Kardian. Questi rendering di Auto-moto.com ci permettono di dare uno sguardo al modello.

A bordo, la Dacia Sandero restyling si concentrerà probabilmente soprattutto sulla multimedialità, grazie all’ipotetico arrivo di uno schermo personalizzabile al posto dei quadranti analogici. Anche in questo caso, si tratta di un’eredità della recente Renault Kardian, che potrebbe anche rinunciare al discreto selettore presente sulle versioni con cambio automatico, situato sulla console centrale.

Qunto al prezzo quello che è certo è che la nuova Dacia Sandero costera leggermente di più, con un prezzo base potenzialmente superiore a 12.000 euro.

Nuova Volvo EM90 2024: Dati Tecnici e Foto

La nuova Volvo EM90 è la prima monovolume del marchio.

Volvo sta vivendo una nuova età dell’oro nella sua lunga storia, grazie alla Cina. L’elettrificazione si è rivelata un’opzione talmente azzeccata da spingere Volvo a fare il grande passo con la Volvo EM90 in un segmento molto difficile.
Le monovolume non hanno detto l’ultima parola. Dopo alcuni anni in cui sembravano destinate a scomparire, l’arrivo dell’elettrificazione ha rappresentato una boccata d’aria fresca per la categoria più familiare del settore. La Cina sta contribuendo alla sua ascesa con modelli propri o come supporto ai marchi tradizionali. Oggi analizziamo uno di queste novità con la Volvo EM90. Un modello unico della famiglia svedese che ha le sue origini ben oltre i confini dell’Unione Europea.

Da anni Volvo appartiene al Gruppo Geely, uno dei più importanti conglomerati automobilistici cinesi, molto attento all’elettrificazione del settore. Sotto il suo ombrello si trovano altri marchi famosi come Polestar, Lynk & Co, Smart, Zeekr e Lotus. Tutti condividono sviluppi e tecnologie che consentono lanci senza precedenti come quello della EM90. Volvo ha annunciato il suo arrivo qualche tempo fa come prodotto gemello della Zeekr 009, una delle prime monovolume 100% elettriche al mondo.
I progettisti svedesi sono riusciti a creare una monovolume funzionale e attraente.
Negli ultimi mesi, l’azienda di Göteborg ci ha dato piccole anticipazioni sul suo prossimo lancio. Il suo design è trapelato e oggi possiamo vedere che è esattamente come è stato anticipato. L’immagine è potente, tipica di un veicolo in cui la forma è al servizio della funzione. Linee rettangolari con un muso lungo che integra tutti i consueti elementi di design della Casa svedese, comprese le luci diurne a LED con il noto Mjölnir, il martello di Thor. Una caratteristica vista di recente su Volvo EX90 e Volvo EX30.

DATI TECNICI E MOTORI

Le sue dimensioni sono tutt’altro che modeste: 5,21 metri di lunghezza, 2,02 metri di larghezza e 1,86 metri di altezza. A queste cifre va aggiunto un generoso passo di 3,2 metri. Il passo è sufficientemente lungo per ospitare tre file di sedili. Volvo offrirà un abitacolo adattabile e multifunzionale che potrà essere adattato alle esigenze dei clienti. È stato annunciato un modello a sei posti. La fila centrale è dotata di sedili a panchina regolabili elettronicamente che consentono una regolazione fine e comfort come il controllo del clima.
Tutti i passeggeri potranno usufruire della più avanzata tecnologia interna. L’ampia digitalizzazione della Volvo EM90 è un punto di forza. Gli occupanti posteriori potranno godere di uno schermo da 15,6 pollici che integra funzioni di intrattenimento come piattaforme di streaming, oltre ai soliti elementi come la connettività per i dispositivi mobili e molto altro. Tutto sarà controllato vocalmente tramite un assistente vocale con intelligenza artificiale. Nella parte anteriore del cruscotto sono integrati due pannelli aggiuntivi, uno che svolge le funzioni di strumentazione e l’altro, da 15,4 pollici, che funge da hub centrale del sistema multimediale del veicolo, compresi i menu e le impostazioni più importanti.
Va notato che l’EM90 nasce come veicolo 100% elettrico. Sotto la sua lunga carrozzeria si trova una batteria agli ioni di litio da 116 kWh in grado di garantire un’autonomia fino a 738 chilometri secondo il ciclo di omologazione cinese (CLTC). Nonostante le dimensioni, la batteria può essere caricata dal 10 all’80% della sua capacità in appena mezz’ora. Un unico motore elettrico da 268 cavalli alimenta la vettura. Prestazioni sufficienti per accelerare da 0 a 100 km/h in 8,3 secondi.

Volvo non ha ancora confermato dove verrà commercializzato il suo primo MPV, ma ha confermato che sarà in vendita prima in Cina.

Nuova Subaru Forester 2024: Anteprima Foto

Ecco le foto della nuova Subaru Forester 2025 sono apparse online prima della sua presentazione ufficiale al Salone di Los Angeles la prossima settimana.
Una galleria di 49 immagini postate su Imgur e sul sito di social media Reddit mostra tutte le angolazioni della Forester di sesta generazione, il primo modello nuovo dal 2018, che dovrebbe essere un “reskin” del suo predecessore piuttosto che un veicolo completamente nuovo.
I tempi di arrivo in Italia saranno annunciati verso la fine del prossimo anno.
La nuova Subaru Forester sembra abbandonare molti degli elementi di design del modello attuale, in particolare i fari e le luci posteriori a forma di C che sono diventati un punto fermo di tutte le Subaru moderne.
Adotta una forma più squadrata – che alcuni fan sui social media hanno paragonato ai SUV Ford Explorer e Honda Pilot venduti negli Stati Uniti – con grandi finestrini, cerchi da 19 pollici sui modelli top di gamma e numerosi rivestimenti neri per la carrozzeria.

LE VERSIONI

Le foto mostrano due varianti del modello negli Stati Uniti: un’ammiraglia Touring con cerchi argentati e finiture nere e un’edizione Sport con cerchi e finiture esterne color bronzo.
All’interno della nuova Subaru Forester sembra esserci il touchscreen da 11,6 pollici dell’infotainment delle ultime Subaru Crosstrek, Impreza, WRX e Outback, oltre a volante, sedili e comandi simili a quelli di questi veicoli.
La Subaru Forester non ha adottato un quadro strumenti completamente digitale, mantenendo invece quadranti analogici e un piccolo display digitale, come disponibile su tutte le sue più recenti concorrenti, tra cui Kia Sportage, Hyundai Tucson, Nissan X-Trail, Mitsubishi Outlander, Honda CR-V e ZR-V e Toyota RAV4.
Non è chiaro se la nuova Subaru Forester sia più grande del suo predecessore, ma le foto mostrano che i pneumatici hanno un diametro di rotolamento maggiore rispetto a quelli del modello attuale, il che fa pensare a una carrozzeria più grande.

DATI TECNICI E MOTORI

Sotto il cofano, le immagini sembrano mostrare lo stesso motore a benzina a quattro cilindri “boxer” da 2,5 litri, non turbo e ad opposizione orizzontale, di serie sull’attuale Forester negli Stati Uniti e in Australia.
Nel modello attuale produce 139 kW e 239 Nm, abbinato a un cambio automatico a variazione continua (CVT) e alla trazione integrale. Le potenze potrebbero aumentare per il nuovo modello, se è più grande e più pesante di prima, ma questo non è ancora stato confermato.
Per ora non è chiaro se Subaru continuerà a utilizzare una versione del suo sistema ibrido a benzina da 2,0 litri – che, secondo test indipendenti condotti nel mondo reale, garantisce un risparmio minimo di carburante rispetto alle versioni a benzina – o se incorporerà la tecnologia ibrida acquistata da Toyota.
Si è parlato di una nuova Subaru Forester XT turbo – con il motore turbo a quattro cilindri da 2,4 litri da 183 kW/350 Nm della Outback XT derivato dalla WRX – ma la notizia non è ancora stata confermata da un dirigente Subaru.
Nella sua campagna teaser per la presentazione della prossima settimana, Subaru USA – che non ha identificato ufficialmente il veicolo previsto per il reveal come la nuova Forester – ha confermato “una sicurezza migliorata”.
La presentazione della Subaru Forester 2025 è prevista il 17 novembre in occasione del Salone dell’automobile di Los Angeles.