Home Blog Pagina 4

Tesla Model 3 Standard: tutti i PRO e CONTRO dalla prova

La Tesla Model 3 Standard è la più economica di sempre e promette di sfidare anche le vettura di segmento superiore con una dotazione assolutamente completa.

SOS Aftermarket: in Italia mancano norme di tutela e crescita

Se nel settore auto il mondo dell’Aftermarket (o meglio, dell’Aftersales) starnutisce, il comparto della vendita di auto e dei servizi associati rischia subito la polmonite. 

L’Aftersales che comprende la produzione, la distribuzione e l’installazione di ricambi, oltre ai servizi di manutenzione — sta attraversando una delle fasi più critiche della sua storia. Anche perché ha una valenza “doppia” in ambito merceologico visto che dal lato del Service propone una contrapposizione tra OEM e Indipendenti; che sul versante componentistica mette in confronto produzione nuova di OEM e IAM oltre al mondo della Rettifica e della Rigenerazione (e con sempre più crescente interesse per la Stampa 3D); e che sul fronte dell’offerta e servizi copre la produzione del nuovo e la manutenzione del Parco Auto usato circolante in tutto il mondo, e dunque in Europa ed Italia.

Un mondo che, non dimentichiamolo, impiega tante risorse lavorative sia sul front office (servizi e prodotti per l’utente automobilista finale) sia sul back Office (progettazione, produzione e distribuzione di apparati e tecnologie necessarie per produrre componenti ed erogare servizi di postvendita). 

Senza dimenticare il peso della logistica e della ottimizzazione dei flussi che mettono in comunicazione migliaia di centri di produzione sparsi un po’ in tutto il mondo con altrettante migliaia (o centinaia di migliaia) di siti che ne alimentano la domanda.

Un universo che per diverso tempo si è mostrato spesso anticiclico rispetto all’andamento delle immatricolazioni di auto nuove, perché con la sua valenza di effetto anche sull’usato ha “bilanciato” con la manutenzione di questo la riduzione nella domanda di Supply chain per la produzione di nuovo.

Le statistiche camerali e di settore individuano almeno 2.100 imprese dedicate alla componentistica, ma se posso permettermi la stima è molto per difetto. Mancano infatti:

 

-La dimensione della gestione del Ricambio usato: Network di Autodemolitori da un lato per la fornitura del ricambio usato agli autoriparatori; e dall’altra parte manca la rappresentanza di rigeneratori e Rettificatori;

– La dimensione dell’Autoriparazione: Officine, Revisioni, Carrozzerie, Installazioni Impianti;

– La dimensione dell’Utensileria e dei macchinari, inclusa la parte di Data management e delle soluzioni informatiche.

Anche in Italia dunque, nonostante l’emigrazione all’estero di tantissime realtà che si sono insediate nelle zone a minor costo produttivo, ancora oggi uno tsunami legato al settore dell’Aftermarket/Aftersales sarebbe più catastrofico e pesante della crisi che dal Crack Lehman ad oggi ha tagliato quasi la metà degli Shoowroom che si potevano contare sul territorio nel 2007. 

All’epoca l’emorragia fu in gran parte sedata dalla riorganizzazione delle strutture di vendita sul territorio, dal passaggio degli agenti di vendita ad altri settori di mercato, e da una minima fruizione dell’e-commerce. Nei fatti, poi, subentrò nell’azione di vendita anche il mondo parallelo dei Noleggiatori.

Ad ogni Specializzazione merceologica un problema specifico

Ma come affrontare un crollo del settore Aftermarket legato, magari, ad una crisi di risorse finanziarie, materiali ed organizzative? Perché il mondo dell’Aftersales e dell’industria meccanica soffre di condizioni cruciali e sovrapposte:

​-La crisi dei grandi Committenti: Germania, Francia, Stati Uniti sono da sempre ottimi clienti dell’industria italiana;

– I Dazi e Superdazi entrati rocambolescamente in auge e che pesano sul conto economico;

– Ovviamente le guerre e i blocchi alla circolazione delle merci;

– I costi energetici e il rischio austerity.

E ciascuno dei tre “assi” portanti dell’Aftemarket – Aftersales ha attualmente un problema congiunturale discriminante:

– La produzione di componentistica soffre della crisi delle materie prime e della catena di subfornitura mediante la quale diversi apparati sono dotati di elementi derivanti da mezzo mondo: dunque i nostri componentisti oggi pagano il rischio magazzino in modo pesante;

– La produzione di Software e sistemi di gestione vive l’incognita IA e il rischio che questa renda obsolete molte delle soluzioni nate e gestite in Italia;

– La produzione di utensileria e macchinari per contro vive da almeno un decennio l’irruzione sul mercato di ottima produzione a basso costo asiatica;

– C’e’ poi il problema dell’autoriparazione: Know How, passaggio generazionale e dimensioni critiche sono l’aspetto chiave per una trasformazione;

– Infine non dimentichiamo la questione logistica: Distributori Ricambi e Placche territoriali hanno bisogno di volumi di vendita e di ordinativi alti per campare…

La sopravvivenza dei player dipende non solo dalla capacità di integrare servizi digitali, investire in competenze aggiornate e ottimizzare la logistica dei ricambi – in un’ottica di sostenibilità ambientale e operativa – ma anche dalla vitalità del business e del fatturato. E già diversi “crack” (non ultimo quello di First Brand Group, in America, ma di tanti altri in Europa) sono allarmanti, ma la situazione potrebbe peggiorare. La tenuta del “sistema Italia” non si può più appellare solo alla vecchia soluzione del “ridurre la polverizzazione”: concetto vecchio, insulso e superato, perché in 15 anni anche per esperienza diretta Vi dico che:

– Per la distribuzione Ricambi il 40% circa dei dettaglianti retail e i piccoli rivenditori di Ricambi sono scomparsi lasciando un piccolo posto ai piccoli Centri territoriali di Ricambi Originali di Brand importanti; le operazioni di virtualizzazione e comunione virtuale di magazzini, di M&A, di creazione di consorzi e di Centri di Distribuzione posti al livello superiore del dettagliante al contrario sono aumentate così come il numero di operatori a metà tra Dettaglio e Grossista multi area. Sono proprio questi operatori oggi a rischiare di più un peggioramento degli indici socioeconomici;

– Per l’area dell’Autoriparazione lo shock sistemico si è già avuto tra il 2012 ed il 2020 con il Lockdown, eppure le strutture territoriali sopravvissute e dunque mediamente più forti del passato non hanno sufficiente massa critica per superare indenni – tutte – il peggioramento delle situazioni di guerra;

– Per l’area della produzione, rigenerazione e trattamento fisico della componentistica invece siamo già all’allerta di sistema. Ed è già ora che a partire da qui non si ragioni solo in termini di buona volontà ma di supporto normativo nazionale e governativo per favorire ancora operazioni di M&A tra operatori nazionali, per l’accesso al credito e per la promozione del Made in Italy manifatturiero all’estero. Come inizio, sperando che basti.

Riccardo Bellumori

Nio Firefly 2026: il Restyling

Nio ha leggermente aggiornato il primo e, per ora, unico modello del marchio secondario Firefly: una utilitaria elettrica a trazione posteriore senza nome proprio. L’unico motore è diventato più potente, i sistemi di assistenza alla guida più intelligenti e l’intrattenimento di bordo più interessante.

La hatchback Firefly è stata lanciata sul mercato cinese nell’aprile dello scorso anno, mentre le vendite in Europa sono iniziate ad agosto, ma non ovunque: attualmente è possibile acquistare ufficialmente la Firefly in Austria, Belgio, Grecia, Danimarca, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia e Portogallo. Quest’anno è previsto l’avvio delle vendite in Regno Unito, Ungheria, Germania, Polonia, Romania e Repubblica Ceca. Alla fine di marzo, Nio ha annunciato che le vendite globali della Firefly hanno superato le 50.000 unità dal lancio del marchio, ma di queste solo poche centinaia sono state vendute in Europa.

Perché prestiamo così tanta attenzione al successo di Nio Firefly in Europa? Perché inizialmente Nio aveva concepito questo marchio proprio per l’Europa: Firefly avrebbe dovuto competere qui con Mini e smart, ma alla fine il suo mercato principale è diventato la Cina. Le scarse vendite di Firefly in Europa sono dovute ai prezzi elevati: i paesi dell’UE applicano dazi più alti alle auto elettriche di produzione cinese, per cui il prezzo minimo della Firefly hatchback qui è di 29.900 euro, mentre la nuova Renault Twingo elettrica si può acquistare a 19.990 euro.

In Cina la Firefly è molto più economica: a partire da 119.800 yuan (14.990 euro al cambio attuale o 1,37 milioni di rubli), e se si opta per il noleggio della batteria, il prezzo minimo scende a 79.800 yuan (9.990 euro o 915.000 rubli). In Europa Nio non può vendere la Firefly con la batteria a noleggio, poiché qui non esiste una rete sviluppata di stazioni di ricarica per la sostituzione delle batterie. Ciononostante, la Firefly continua la sua avanzata in Europa, mentre i guadagni principali provengono ancora dalla Cina.

Non ci sono modifiche al design della Nio Firely, che è già abbastanza attuale, ma alla gamma di colori è stato aggiunto il rosso mattone per la carrozzeria e una nuova versione dei cerchi da 18 pollici. Le dimensioni principali della hatchback sono le stesse: lunghezza fuori tutto — 4003 mm, larghezza — 1781 mm, altezza — 1557 mm, passo — 2615 mm. Il volume del bagagliaio principale è di 335 l, con gli schienali del divano posteriore ribaltati è di 1253 l, mentre nella parte anteriore è presente un bagagliaio aggiuntivo da 92 l.

DATI TECNICI E MOTORI

All’interno è stato aggiornato il sistema multimediale, ora compatibile con la console Nintendo Switch, ed è stata ampliata la gamma di assistenti elettronici alla guida (sono stati aggiunti un sistema di parcheggio automatico più avanzato e luci di segnalazione che indicano la modalità di guida autonoma). L’allestimento di base è ancora molto ricco: ci sono nove airbag, climatizzatore, riscaldamento del volante e dei sedili anteriori, impianto audio da 640 watt (14 altoparlanti), tetto panoramico in vetro, apertura elettrica del portellone e molto altro.

La principale novità tecnica è l’aggiornamento dell’unico motore elettrico sull’asse posteriore: la potenza massima è stata aumentata da 105 kW (143 CV) a 120 kW (163 CV), grazie al quale il tempo di accelerazione da 0 a 100 km/h è sceso da 8,1 a 7,9 s, mentre la velocità massima rimane invariata a 150 km/h. È interessante notare che i proprietari di auto pre-riforma possono aumentare la potenza del proprio motore elettrico tramite un aggiornamento del software, il che significa che la potenza di 120 kW era già prevista fin dall’inizio. La capacità della batteria rimane invariata a 42,1 kWh, l’autonomia con una singola ricarica è di 420 km secondo il ciclo CLTC.

Quest’anno Firefly lancerà anche altri modelli, tra cui un crossover e una hatchback ancora più compatta. Dopo il debutto del secondo modello, alla hatchback di lancio verrà probabilmente assegnato un codice, ma per ora si chiama semplicemente Firefly, che dall’inglese significa «lucciole».

Nuova BMW M4 Coupé: Rendering Totale

Non molto tempo fa abbiamo presentato come potrebbe apparire la nuova BMW Serie 4 Coupé nello stile attuale della Neue Klasse; ora daremo un’occhiata alla versione più potente, la M4.

Il modello M4 è entrato a far parte della gamma della casa automobilistica bavarese nel 2014, succedendo alle coupé e alle cabriolet M3. Oggi è in produzione la seconda generazione di questa auto sportiva, che ha debuttato nell’autunno del 2020. All’inizio del 2024, l’auto ha subito un restyling insieme al resto della famiglia.

Rendering Kolesa.ru

MOTORE E DATI TECNICI

Non ci sono ancora informazioni sulla prossima generazione, né foto dei prototipi, ma possiamo orientarci verso altri modelli della Neue Klasse, il principale dei quali è la berlina i3. Poiché l’auto raffigurata nei rendering è dotata di un motore a combustione interna tradizionale, presenta proporzioni classiche con un avantreno corto e una grande distanza tra l’asse anteriore e la porta (a differenza della i3). Una delle principali differenze della versione top di gamma con l’indice M sono i passaruota allargati sia davanti che dietro. La parte anteriore potrebbe avere un design originale grazie alle «narici» allargate, che distinguerebbero la coupé dalla berlina e sarebbero un richiamo ai modelli più tradizionali dell’azienda.
L’attuale coupé BMW M4 è equipaggiata con un motore a sei cilindri in linea con tecnologia M TwinPower Turbo da 3,0 litri, che eroga una potenza di 530 CV (nella versione top di gamma Competition M xDrive) e 650 Nm di coppia. È probabile che nella nuova generazione venga introdotto un propulsore ibrido, come nel modello superiore M5 e nei principali concorrenti, tra cui la Mercedes-AMG C63 e la nuova Audi RS5. A titolo di confronto, il sistema PHEV di quest’ultima, composto da un motore V6 biturbo da 2,9 litri da 510 CV e un motore elettrico da 177 CV, eroga 639 CV e 825 Nm.

Nuova Liux Big: il Quadriciclo che cambia tutto

Il costruttore spagnolo Liux lancia la Big, una microcar elettrica di categoria L7e guidabile a partire dai 16 anni con la patente B o B1. Questa rivale della Ligier Myli presenta una carrozzeria in fibra di lino e promette fino a 270 km di autonomia.
Il mercato europeo dei quadricicli a motore fa soprattutto parlare di sé grazie al boom del segmento dei modelli cosiddetti leggeri (omologazione L6e), utilizzabili a partire dai 14 anni senza patente, che ha fatto seguito al lancio della Citroën Ami. Ma anche la categoria dei «pesanti» (L7e), che richiede una patente B o B1, si sta ampliando. Ed è proprio verso quest’ultima che si orienta un nuovo costruttore spagnolo di nome Liux. Questa start-up fondata nel 2021 si era fatta conoscere l’anno successivo con il concept di station wagon elettrica Animal, la cui carrozzeria in fibra di lino riduceva notevolmente l’impronta di carbonio rispetto a quella di un modello classico. Questo materiale, la cui leggerezza e resistenza si avvicinano a quelle della fibra di carbonio, si ritrova in piccole quantità a bordo della Porsche 718 Cayman GT4 Clubsport e, a titolo sperimentale, all’interno del gruppo Renault sulle concept car Emblème e Alpine A110 E-Ternité. Costituisce la carrozzeria della Liux Big, una microcar elettrica che sarà commercializzata in Italia nei prossimi mesi in concorrenza con la Ligier Myli, la Silence S04, la Micro Microlino.

IL MODELLO CITTADINO

Il telaio e l’armatura delle portiere della Liux Big sono in acciaio e sostengono la monoscocca in fibra di lino, una costruzione che permette di abbassare il baricentro raggruppando i materiali più pesanti nella parte bassa attorno alle batterie alloggiate sotto il pianale. Limitata nelle dimensioni dalla normativa, questa tre porte a due posti misura 2,70 m di lunghezza per 1,50 m di larghezza e 1,52 m di altezza.

Il costruttore annuncia un volume del bagagliaio di 240 l, generoso per la categoria. La silhouette monoscocca della Big presenta frontale e posteriore ripidi, un parabrezza molto inclinato e alcune curve. I fari anteriori sono su due livelli; quelli posteriori sono posizionati sugli angoli superiori del portellone. L’auto è dotata di cerchi da 14 pollici.
LaLiux Big è animata da un motore posteriore che sviluppa 20 CV in continuo e fino a 48 CV di picco, per una coppia di 140 Nm. Questa macchina è alimentata da una batteria LFP, quindi senza cobalto né nichel. Saranno proposte due capacità, ovvero 15 o 20 kWh, che garantiscono autonomie stimate rispettivamente a 215 e 270 km. Valori piuttosto elevati per la categoria. Liux annuncia un consumo medio di soli 7 kWh/100 km nel ciclo di omologazione WMTC. Secondo la scheda tecnica, una ricarica dal 20 all’80% in corrente alternata con 3,3 o 6,6 kW richiede tra le 4 ore e 30 minuti e le 6 ore a seconda della capacità dell’accumulatore.

IL FORMATO GIUSTO

Il costruttore promette che i moduli della batteria saranno facilmente sostituibili. Indica inoltre un peso di 580 o 600 kg a seconda della batteria scelta, che da sola pesa 157 o 183 kg a seconda della sua capacità.
Una city car non spoglia
Per quanto riguarda le dotazioni, Liux annuncia climatizzatore, alzacristalli elettrici, un quadro strumenti digitale da 11 pollici con replica dello smartphone, un impianto audio a due altoparlanti, quattro porte USB (A/C), un radar ma anche una telecamera di retromarcia e persino un tetto apribile panoramico.
Questa dotazione relativamente completa conferma il posizionamento di fascia alta suggerito dai materiali innovativi utilizzati. Ciò si traduce in un prezzo elevato, con un prezzo base annunciato dal marchio «inferiore a 18.000 € IVA inclusa». Sarà quindi circa 3.000 € più costosa rispetto a Ligier o Kilow, ma circa 2.000 € in meno rispetto a Micro.

La Liux Big sarà prodotta in Spagna. I dettagli della sua commercializzazione in Italia saranno comunicati prossimamente.

Nuovo Toyota Land Cruiser: il restyling soft

La prima mondiale della Toyota Land Cruiser Prado (codice interno J250) si è tenuta nell’agosto 2023. Vale la pena notare che in alcuni mercati, ad esempio negli Stati Uniti, il modello viene venduto con il nome Land Cruiser senza il “cognome” Prado, poiché il SUV Toyota Land Cruiser con codice J300 non è stato presentato ufficialmente in questi paesi.
Secondo i calcoli dell’azienda, le cose per il Toyota Land Cruiser sul mercato americano al momento non vanno molto bene: nel primo trimestre del 2026 i concessionari hanno venduto qui solo 8.083 esemplari, il 47,6% in meno rispetto al periodo gennaio-marzo dello scorso anno. Ora la filiale locale del marchio ha annunciato le novità apportate al fuoristrada dell’anno modello 2027.

L’estetica del Land Cruiser è rimasta, in sostanza, invariata, se non per l’aggiunta di una nuova variante di colore della carrozzeria denominata Inked (anche se il produttore giapponese non ha mostrato foto dell’auto in questa tonalità). Oltre a ciò, è disponibile come optional uno snorkel (lo stesso offerto per la versione avventurosa della Toyota 4Runner Trailhunter).

Ci sono alcune modifiche anche all’interno. Ad esempio, la Toyota Land Cruiser nella versione Premium ora dispone di funzioni di riscaldamento e ventilazione per la seconda fila di sedili. Nella versione base, con l’aggiunta di 1958 al nome, sul cruscotto sono presenti un quadro strumenti virtuale da sette pollici e un touchscreen da otto pollici del sistema di infotainment con supporto per Android Auto e Apple CarPlay. Sono previsti il climatizzatore e un impianto audio con sei altoparlanti.

Nel Land Cruiser dell’anno modello 2027, il rivestimento in tessuto dei sedili è stato sostituito con il materiale SofTex. Sono previsti riscaldamento e ventilazione dei sedili anteriori, un dispositivo per la ricarica wireless degli smartphone, una coppia di display da 12,3 pollici sul cruscotto (per le versioni più ricche rispetto a quella base), un impianto audio con dieci altoparlanti e l’apertura elettrica del portellone.

La “dotazione” è rimasta invariata: il Toyota Land Cruiser del nuovo anno modello sul mercato americano continuerà ad essere offerto con l’impianto ibrido i-Force Max, basato su un motore turbo a benzina a quattro cilindri da 2,4 litri, La versione base del fuoristrada del marchio giapponese, commercializzato sul mercato statunitense, è aumentata di prezzo, mentre quella top di gamma è diminuita notevolmente.

La prima mondiale della Toyota Land Cruiser Prado (codice interno J250) si è tenuta nell’agosto 2023. Vale la pena notare che in alcuni mercati, ad esempio negli Stati Uniti, il modello viene venduto con il nome Land Cruiser senza il “cognome” Prado, poiché il SUV Toyota Land Cruiser con codice J300 non è stato presentato ufficialmente in questi paesi.
Secondo i calcoli dell’azienda, le cose per la Toyota Land Cruiser sul mercato americano al momento non vanno molto bene: nel primo trimestre del 2026 i concessionari hanno venduto qui solo 8.083 esemplari, il 47,6% in meno rispetto al periodo gennaio-marzo dello scorso anno. Ora la filiale locale del marchio ha annunciato le novità apportate al fuoristrada dell’anno modello 2027.

L’estetica del Land Cruiser è rimasta, in sostanza, invariata, se non per l’aggiunta di una nuova variante di colore della carrozzeria denominata Inked (anche se il produttore giapponese non ha mostrato foto dell’auto in questa tonalità). Inoltre, è disponibile come optional uno snorkel (lo stesso offerto per la versione avventurosa della Toyota 4Runner Trailhunter).

INTERNI E TECNOLOGIE

Ci sono alcune modifiche anche all’interno. Ad esempio, la Toyota Land Cruiser nella versione Premium ora dispone di funzioni di riscaldamento e ventilazione per la seconda fila di sedili. Nella versione base 1958, sul cruscotto sono presenti un quadro strumenti virtuale da sette pollici e un touchscreen da otto pollici del sistema di infotainment con supporto per Android Auto e Apple CarPlay. Sono previsti il climatizzatore e un impianto audio con sei altoparlanti.

Nel Land Cruiser 2027, il rivestimento in tessuto dei sedili è stato sostituito con il materiale SofTex. Sono previsti riscaldamento e ventilazione dei sedili anteriori, un dispositivo per la ricarica wireless degli smartphone, una coppia di display da 12,3 pollici sul cruscotto (per le versioni più ricche rispetto a quella base), un impianto audio con dieci altoparlanti e l’apertura elettrica del portellone.

La “dotazione” è rimasta invariata: il Toyota Land Cruiser del nuovo anno modello sul mercato americano continuerà ad essere offerto con l’impianto ibrido i-Force Max, basato su un motore turbo a benzina a quattro cilindri da 2,4 litri,

Nuovo Bentley Barnato: Rendering totale

Sappiamo che il nuovo SUV elettrico di Bentley si chiamerà Barnato e arriverà sul mercato nel 2027.

In precedenza, Bentley ha dovuto rivedere la propria strategia di sviluppo denominata Beyond100+, come reso noto nel novembre 2025. Tra le modifiche figurano l’ampliamento della gamma di motori a combustione interna e l’aumento della durata di vita dei modelli con sistemi ibridi plug-in. Tuttavia, come riportato all’epoca, il piano per il lancio del primo modello elettrico del marchio britannico è rimasto invariato.
Ricordiamo che inizialmente si pensava che questa novità “verde” sarebbe arrivata dai concessionari già nel 2026, ma ora si dice che per quest’anno sia prevista solo la presentazione del SUV, mentre le vendite inizieranno nel 2027. Vale la pena notare che in precedenza sui media erano apparse informazioni secondo cui il produttore avrebbe cancellato tutti gli altri progetti «verdi», ma a livello ufficiale ciò non è stato ancora confermato.
Come riportato in precedenza da Kolesa.ru, il nome provvisorio del veicolo elettrico è Luxury Urban SUV, mentre il nome previsto per il SUV di serie è Bentley Barnato.

La domanda di registrazione del nome corrispondente era stata precedentemente presentata negli Stati Uniti, nell’Unione Europea e nel Regno Unito. Si tratta evidentemente di un riferimento a Wolf Barnato, che fu il principale investitore e presidente del consiglio di amministrazione dell’azienda negli anni ’20 e all’inizio degli anni ’30. Inoltre, era un pilota e nel 1930, al volante di una Bentley Speed Six, riuscì a battere il treno espresso Le Train Bleu, che percorreva la tratta Cannes-Londra.

Rendering Kolesa.ru

IL SUV ELETTRICO PREMIUM

Per ora ci sono poche informazioni ufficiali sulla prossima novità. Tuttavia, è stato reso noto il prezzo indicativo della prima “elettrica” Bentley.

Come riporta la rivista Road & Track, citando il capo dell’ufficio americano del marchio Mike Rocco, il costo del SUV “verde” sarà all’incirca lo stesso dell’attuale Bentayga. È noto che sul mercato americano il prezzo di partenza di questo SUV è attualmente di circa 210.000 dollari (equivalenti a circa 16,5 milioni di rubli al tasso di cambio attuale). Mike Rocco ha inoltre aggiunto che le vendite dell’auto elettrica Bentley inizieranno negli Stati Uniti nel terzo trimestre del 2027.

Interni del concept Bentley EXP 15
Come riportato in precedenza da Kolesa.ru, il crossover elettrico Bentley sarà realizzato sulla base del concept asimmetrico Bentley EXP 15, presentato nell’estate del 2025. Tuttavia, le dimensioni del modello di serie saranno più modeste: la sua lunghezza non supererà i 5 metri, mentre quella del concept car è di circa 5,4 metri.

Il futuro SUV del marchio britannico si baserà sulla piattaforma PPE (Premium Platform Electric), su cui si basano anche le attuali Porsche Macan e Cayenne “verdi”. In precedenza, l’azienda aveva dichiarato di voler offrire la velocità di ricarica “migliore del settore”, ma per ora non ci sono dettagli.
Lo scorso autunno il marchio ha pubblicato il primo teaser della futura novità “verde”, anche se quel prototipo era nascosto da una fitta copertura in tessuto. Alla fine dello scorso anno, il designer di Kolesa.ru Nikita Chuiko ha ipotizzato quale sarà l’aspetto del primo crossover elettrico Bentley.

Addio Volkswagen Touareg: arriva l’erede

Un portavoce dell’azienda tedesca ha spiegato che questo crossover è pensato per chi desidera acquistare un’auto costosa senza il marchio di una casa automobilistica di lusso.

La Volkswagen Touareg ha fatto il suo debutto nel 2002; la sua parente più stretta è la Porsche Cayenne. Nel corso degli anni, il modello ha subito solo due cambi generazionali: l’attuale crossover di terza generazione è stato presentato nel 2018 e ha ricevuto un restyling nella primavera del 2023. La produzione del SUV era basata nello stabilimento di Bratislava. Nell’agosto 2025 è stato annunciato che il crossover sarebbe stato fuori produzione, con alcune indiscrezioni che suggerivano che non avrebbe avuto un successore diretto. Abbiamo parlato della versione d’addio della VW Touareg, con l’aggiunta di “Final Edition” al suo nome, lo scorso ottobre.

Nella foto: la Volkswagen Touareg Final Edition in via di uscita
Tuttavia, la prima menzione di un possibile successore è apparsa già nel settembre 2025, e ora la rivista britannica Autocar riporta, citando il responsabile delle vendite di Volkswagen Martin Sander, che il marchio tedesco sta sviluppando un nuovo modello. Secondo lui, l’azienda intende colmare il vuoto lasciato dal ritiro dell’attuale Touareg.

È noto che le vendite dell’attuale SUV cesseranno tra pochi mesi. Va notato che la gamma Touareg uscente includeva un motore turbo a benzina TSI da 3,0 litri (340 CV) e un turbo diesel TDI della stessa cilindrata (231 o 286 CV), oltre a un propulsore eHybrid basato su un V6 a benzina da 3,0 litri, che lavora in tandem con un motore elettrico (potenza combinata – 381 CV). Nel Touareg R eHybrid, il modello di punta della gamma, la potenza totale del sistema è di 462 CV.

Purtroppo per gli appassionati del modello, il prossimo successore non offrirà una gamma di opzioni così ampia. Martin Sander ha confermato le speculazioni dello scorso anno secondo cui il prossimo SUV sarà dotato esclusivamente di un propulsore completamente elettrico. È possibile che il nuovo modello venga lanciato con il nome Volkswagen ID. Touareg (non c’è ancora stata alcuna conferma ufficiale al riguardo).
Il top manager di VW ha aggiunto che sul mercato c’è ancora una carenza di auto costose il cui logo non indichi che appartengono alla classe premium. Tale “lusso in una confezione modesta”, secondo Martin Sander, era la Touareg uscente e, presumibilmente, lo sarà anche il suo successore. Ha aggiunto che gli acquirenti del modello sono, di norma, “persone molto con i piedi per terra e benestanti” che “non desiderano mettersi in mostra”.

Nuova Volkswagen Touareg 2021, il motore ibrido Plug-in

LA SCELTA STRATEGICA

Secondo i dati preliminari, la ID. Touareg sarà basata sulla SSP (Scalable Systems Platform) sviluppata dal Gruppo Volkswagen. In questo caso, non condividerà più la piattaforma con la Porsche Cayenne, poiché il nuovo crossover Porsche completamente elettrico si basa sull’architettura PPE (Premium Platform Electric). Ricordiamo che la Cayenne “verde” ha fatto il suo debutto lo scorso novembre e nel marzo 2026 ha ottenuto una nuova versione: la Porsche Cayenne S.

Si prevede che la Volkswagen ID. Touareg arriverà dopo l’uscita sul mercato della nuova ID. Golf hatchback completamente elettrica. Ricordiamo che all’inizio del mese scorso l’azienda ha pubblicato la prima immagine della VW Golf di nona generazione. L’azienda non ha annunciato ufficialmente una data di lancio, ma si sa che non avverrà prima del 2028.