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DENZA: arriva in Europa il Brand diversamente Premium di BYD

Denza arriva nel Vecchio Continente: Germania, Francia, Italia, Spagna e Regno Unito saranno i  mercati di Start up per poi sbarcare in altri paesi in un secondo approccio. 

Il motto “Technology drives Elegance” è esplicativo della missiondel Brand asiatico appartenente alla galassia BYD: offrire livelli altissimi di tecnologia facilmente fruibile dagli utenti e integrata nella vita e nel traffico di tutti i giorni, garantendo tuttavia fruibilità e qualità della vita a bordo davvero speciale. E’ questa la mission di “Shenzen BYD New Energy”, il brand nato nel 2010 dentro il Gruppo e che appunto all’inizio si chiamava così.

La sua storia?

Nasce nel 2010 e fin dall’inizio punta al posizionamento delle auto di lusso a energia pulita, intelligenti e sicure capaci di crearevalore anche sensoriale per il target potenziale.

Alla base c’è la Joint Venture tra BYD (90% di quota di controllo) e Mercedes Benz (10%) – Shenzen BYD Daimler New Technology Co. Ltd. – avviata da un protocollo d’intesa per la progettazione e lo sviluppo congiunto di auto elettriche di rango e classe elevati: da questa deriva la creazione del Brand DENZA nel 2012 e due anni dopo avviene la presentazione del primo prototipo full electric del nuovo Marchio. Tutto questo mentre in Europa una ex Partner Mercedes, cioè Tesla, si avviava a diventare una icònadella nuova mobilità elettrica di stampo Premium.

Tornando alla prima della nuova Denza a Pechino, era evidente l’influenza formale di Stoccarda in una quasi monovolume ispirata alla Classe B dell’epoca che sfoggiava tuttavia l’apertura delle portiere posteriori “a vento” evitando totalmente il montante centrale. 

Interni in pelle e radica, sistema multimediale e navigatore con in più la possibilità di un impianto audio Harman Kardon facevano da cornice al cuore tecnico: motore elettrico da 115 cv, alimentato da batterie al litio-ferro-fosfato sviluppate da BYD integrate nel pianale secondo criteri di sicurezza al top del periodo.

Altre pietre miliari, che perfezionano sempre di più Denza verso la propria mission sono state Denza 500 e Denza “X” che di fatto è il primo Premium Suv di grandi dimensioni del Brand. 

Ovviamente interessata dal Lockdown sanitario nel 2020, Denzaarriva alla fine del 2021 con una grande trasformazione aziendale: Mercedes Benz cede la sua quota di Joint Venture ed esce dalla partnership, in parte per una sorta di incompatibilità di Denza con gli obbiettivi commerciali cinesi e internazionali di Mercedes (presenza nel settore “Top Premium” dove piano piano anche Denza ha deciso di posizionarsi); dall’altra il distacco era maturato dentro la volontà di Mercedes di concentrarsi sul rafforzamento dentro il mercato cinese che dopo il Lockdownaveva mostrato segni di debolezza per l’offerta di prestigio europea.

Poco male, il Know How e la caratterizzazione di BYD come Tech Company supplisce egregiamente alla fine del rapporto pur prestigioso con Mercedes, e coincide tutto questo con una vera e propria esplosione di Denza nelle vendite e nei volumi: D9, il Monovolume portabandiera del Marchio, vende ben 200.000 esemplari in poco tempo mentre si prepara l’arrivo sul mercato di Z9 GT, la spaziosa Shooting Brake 5 porte che qualifica ancora di più Denza sul mercato Premium.

Storia di Denza, il Brand Premium di BYD: o “diversamente Premium”?

Mercato dove, secondo noi, Denza non si presenta come concorrente elettiva di Tesla (tanto, di riffa o di raffa, il frontismo tra il Gruppo cinese e la creatura di Elon Musk rispunta sempre fuori da qualche media o da qualche opinionista di ventura) o dei principali Premium brand di matrice occidentale. No, secondo noi l’essere Premium (categoria che va persino stretta, in certi ambiti) di Denza mette il brand in diretto confronto con la matrice tipicamente asiatica ed orientale del comparto: dunque concorrenti elettive e dirette di Denza sono ovviamente – a livello internazionale – Lexus e Acura, Infiniti e – dentro una dimensione territoriale abbastanza diversa dal Giappone – anche Genesis; oltre ovviamente ai Brand asiatici assortiti che – secondo gli schemi di valutazione che noi occidentali adottiamo verso il comparto Premium, abitano o abiteranno questa dimensione. 

Nella quale tuttavia la cultura asiatica di trend recente inserisce e valorizza, oltre ai canoni ed ai paradigmi occidentali, diverse sfumature che – al contrario – i Costruttori europei talvolta trascurano: ecco dunque la cura dei particolari di vivibilità e socialità interna, la sonorità e la superficie vetrata, ecco tutti quei piccoli particolari che – tra l’altro – anni fa qualificavano l’eccellenza artigianale dei distretti europei (la pelle dei sedili, la radica ed il legno pregiato, l’acustica studiata alla perfezione, etc.); tutte peculiarità che – inspiegabilmente – si sono perse per strada nel corso degli ultimi anni dentro al Vecchio Continente.

E sono soprattutto i particolari il regno delle meraviglie di Denzache – nonostante la Gamma molto ridotta con cui approccia per la prima volta al mercato europeo – offre al Vecchio Continente non tanto due modelli (D9 Monovolume e Z9 GT Shooting Brakeberlina) tra loro complementari; ma quanto due veri e propri paradigmi commerciali e identitari della mission e della potenza tecnologica e commerciale di Denza: da un lato la espressione del multispazio di elite (D9) dove professare un nuovo concetto di convivialità legata all’uso dell’auto; e dall’altra una ShootingBrake che nonostante dimensioni e prestazioni “XXL” proietta peculiarità tecniche ed ergonomiche che ne fanno un mezzo ottimo per qualunque tipo di utilizzo in qualunque ambiente. 

E, tanto per continuare ad essere anticonvenzionali anche noi di Autoprove.it, cominciamo a parlare del Monovolume taglia gigante e fascia Premium “D9”. Chi ci segue con più assiduità sa perché: il segmento dei Monovolume, praticamente ormai disertato dai Costruttori continentali, meriterebbe più attenzione anche in Europa.

DENZA D9: non portate la Vostra casa in viaggio, è Lei che Vi fa viaggiare come dentro casa

Proiettate l’impronta a terra di questo rettangolo: 5,25 metri di lunghezza per 1,95 metri di larghezza, praticamente il balconcino di un appartamento residenziale; divertitevi a passeggiarvi all’interno e, insomma, di certo non soffocherete per lo spazio angusto. 

Ora sollevate idealmente superfici verticali alte 1 metro e 92. Avete appena ricostruito il parallelepipedo elettivo di uno dei più colossali e lussuosi Monovolume che abbiano mai percorso strade europee: Denza D9, presentato al salone di Ginevra del 2024 e monovolume più venduto in Cina nel 2025 con quasi 118 mila unità.

Una monovolume che può davvero scrivere pagine nuove sul concetto di “vivibilità” di spazi dentro un mezzo a quattro ruote, soprattutto in tema di percezioni e di sensazioni restituite agli ospiti di questa big sized Monovolume che, anche per effetto di un super-passo da 3,11 metri promette per i sette ospiti a bordo (e/o per i fino a 2.310 litri di volume per i bagagli) spazi da sala ricevimenti, silenziosità da biblioteca e comfort di bordo da SPA; porte scorrevoli, abitacolo con spazio per tutti e sette i passeggeri, compresi quelli della terza fila, disposti secondo la sequenza 2/2/3: 4 o 7 posti in funzione del bagaglio, 4 poltrone singole nelle prime due file (totalmente regolabili e ripiegabili) e divano di terza fila con relative regolazioni, ogni seduta offre funzione di ventilazione e massaggio.

E per accedere all’interno, porte scorrevoli laterali dietro alle classiche portiere anteriori ed un portellone “totale” posteriore incernierato sul tetto.

Tecnologia? Touchscreen da 15,6 pollici, più un quadro strumenti digitale da 10,25 pollici e da un display passeggero della stessa dimensione nel “Dashboard anteriore; due schermi LCD nei braccioli della seconda fila anche per il controllo individuale delle funzioni, e ulteriori display da 12,8 pollici integrati negli schienali della prima fila di sedili. Prese USB e piastre wireless “of course”;

come sono lontani i tempi in cui Ford intese stupire il mondo installando in plancia la Radio CD con caricatore automatico oltre a Playstation e minischermo LCD 7” dietro agli schienali delle prime due poltrone anteriori per rendere spaziale il Galaxy Ghia TDI 1.9 del 2001……

Ovviamente notevole e assortito il pacchetto di funzioni e servizi dedicati alla sicurezza: fino a nove airbag disposti nell’abitacolo, ma anche telecamere panoramiche, cruise control adattivo, avvisi, frenata attiva, e per alcune versioni in Cina è disponibile la funzione di parcheggio automatico e di parcheggio remoto. Tutto il resto della dotazione, degli allestimenti e dei listini in vigore lo sapremo in via specifica e definitiva in base alle informazioni più dettagliate sulle versioni di D9 per Europa ed Italia. 

Ma è di già sicuro che la tecnica di funzionamento del D9, almeno nella offerta Ibrida – e dunque con il motore 1.5 litri benzina 4 cilindri Turbo – sarà basata sul protocollo DM-i (ovvero Dual Mode Intelligent, ne abbiamo parlato in specifico per la ATTO 2 Hybrid Plugin testata a Milano a metà dello scorso mese di Marzo): dunque l’endotermico sarà associato nel funzionamento a due motori elettrici (uno per ogni asse) alimentati in fase “Full electric Zero Emission” – a motore endotermico in stand by – da una batteria da 58,5 kWh: si parla di una potenza combinata di 353 cavalli e di una autonomia di 210 km in solo elettrico e di 950 chilometri complessiva (batteria + endotermico come generatore).

Z9 GT, la Shooting Brake che sorprende

Come accennato sopra, la Gamma di approccio di Denza con il mercato europeo comprende la monovolume D9 e la ShootingBrake “Z9 GT”: quest’ultima è una berlina due volumi con il classico disegno posteriore agile e arrotondato che include un pratico portellone totale a corollario delle quattro portiere. In realtà secondo le anticipazioni programmatiche sarà lei, “Z9 GT” ad arrivare per prima sui mercati per poi dare spazio alla “D9”.

Z9 GT ha indubbiamente già fatto parlare di se’, all’atto della divulgazione delle prime info e dei repertori fotografici, per una apparente ispirazione stilistica alla versione “Shooting Brake” della Porsche Panamera, ma su questo ci sembra inutile proseguire con il fraseggio di opinioni a confronto; secondo noi il fatto che in Europa il profilo Shooting Brake sia raro e commentato sempre come eccezione alla regola fa diventare di per sé la Panameracome una sorta di benchmark elettivo in un confronto tuttavia che ha poco senso: la sportiva di Stoccarda nel suo Shooting Brakeaumenta le capacità volumetriche della versione coupè fastback 5 porte, mentre basta incedere con lo sguardo sul volume posteriore e verificare le misure di Denza Z9 GT per capire che all’esatto opposto la Shooting asiatica nasce proprio per offrire il massimo di spazio e comfort dentro un concetto sportivo ed executive: lunga quasi 5,20 metri la Z9 – contro i “soli” 5,05 metri di Panamera – per larghezze rispettive di 1,99 metri contro 1,94 metri, nella Denza è l’altezza a fare la vera differenza con ben sette centimetri in più a disposizione della Z9 rispetto alla Panamera. 

Ma se per leggere le interessanti specifiche potete cliccare al Link QUI, non perdeteVi anche la spiegazione sulla modalità di servizio “Flash Charging” BYD che ovviamente è uno dei pilastri complementari alla dimensione di acquisto ed utilizzo di Denza. Potete trovare la spiegazione cliccando su questo Link.

Come anticipato Denza inizia in Europa nei principali mercati continentali dell’auto o per volumi di immatricolato (Germania, Francia, Gran Bretagna) o secondo prestigio e valore culturale (Italia) oppure secondo posizione logistica strategica anche in riferimento al Nord Africa (Spagna); ma l’obiettivo del marchio cinese è entrare in maniera globale nel Vecchio Continente, arrivando ad almeno 30 Paesi entro la fine del 2026

Ovviamente, nell’esprimere anche noi la doverosa formula di “Benvenuti” rimaniamo in attenta attesa ed osservazione per capire skills, peculiarità e vantaggi della proposta commerciale di Denza, tenendoci comunque molto lontani da un certo pregiudizio preconcetto legato alla dimensione asiatica di Denza ed alla sua appartenenza al Gruppo BYD cui certo i Media europei non lesinano spazio quanto a servizi e commenti.

No, la cosa più logica e ragionevole che vogliamo pensare, a preludio di questa nuova avventura europea di Denza, è che in fondo per presentarsi al nuovo pubblico ha lanciato due architetture e concetti di auto non proprio banali o prevedibili (Shooting e maxi monovolume) e questo non ha sortito grandi riflessioni in merito; mentre probabilmente se avessimo recensito una eventuale start up europea od occidentale di nuovo Brand Premium, forse avremmo dovuto impegnare intere pagine nella descrizione dell’ennesimo maxi SUV di pregio sul mercato, e probabilmente nessuno avrebbe avuto coerenza e decenza di obbiettare nulla al riguardo…Eccezion fatta, forse, solo per Autoprove.

Riccardo Bellumori

Nuova Volkswagen T-Cross: Restyling in arrivo?

La Volkswagen T-Cross avrà presto un restyling in stile Taigun?

La quarta generazione del Tiguan ha segnato un vero punto di svolta nel design di Volkswagen. Si tratta di uno dei modelli più importanti del marchio, sfoggiando uno stile che farà da base per l’intera gamma, pur mantenendo differenze che gli permettono di conservare una personalità propria. Basta dare un’occhiata alla moderna seconda generazione del T‑Roc, che abbiamo già provato, e che si distingue perfettamente dal fratello maggiore.

Tuttavia, il più piccolo dell’offerta del costruttore subirà dei cambiamenti nei prossimi mesi. Anche se il nuovo Volkswagen ID. Cross verrà presentato come suo successore, a Wolfsburg hanno comunque in programma un secondo restyling per il T‑Cross, che gli permetterà di restare sul mercato ancora per qualche anno, evitando di sviluppare una generazione completamente nuova.

LO STILE AFFLATO

Un restyling come quello ricevuto dal Taigun. Questo è il nome con cui il Volkswagen T‑Cross è venduto in India, e lo abbiamo avvistato camuffato la scorsa estate. Allora, quelle foto spia evidenziavano miglioramenti più importanti davanti che dietro, e così è stato.

Il frontale di questo Taigun 2026 è molto più vicino a quello dei Tiguan e Tayron, come si nota chiaramente dalla forma dei nuovi fari LED, ora dotati di una luce diurna che corre in una striscia continua lungo il bordo superiore e che si estende attraverso la sottile griglia fino al faro opposto, collegandoli. Anche il logo del marchio è illuminato, mentre il paraurti presenta un nuovo design con più linee orizzontali che enfatizzano la larghezza.

Di lato non ci sono cambiamenti, a parte i nuovi cerchi in lega da 17 pollici, ma le novità arrivano al posteriore. I fari mantengono la forma originale, ma ancora una volta cambia la grafica luminosa delle funzioni. Tutti utilizzano tecnologia LED, il logo Volkswagen può illuminarsi e gli indicatori di direzione possono essere dinamici. Anche il paraurti posteriore è stato ridisegnato.

INTERNI E TECNOLOGIE

All’interno, ci sono ulteriori aggiornamenti. Il quadro strumenti digitale ora misura 10,25 pollici, mentre lo schermo touch della console centrale cresce fino a 10,1 pollici, con un software aggiornato che offre maggiore rapidità, grafica più moderna e funzioni aggiuntive, incluso un sistema di comandi vocali migliorato con intelligenza artificiale.

Come di consueto in questi aggiornamenti, il marchio ha migliorato la qualità dei materiali del cruscotto e dei pannelli porta, ampliando anche le opzioni di rivestimento per offrire un aspetto più ricercato all’abitacolo. Il Taigun introduce inoltre dotazioni speciali come il tetto panoramico, i sedili anteriori elettrici e ventilati, la ricarica wireless per smartphone e una nuova illuminazione ambientale.

Debutta anche un allestimento GT più caratteristico, con badge rossi sulle porte e sul frontale, rivestimenti grigi con cuciture e profili neri oppure neri con cuciture e profili rossi. Un allestimento più sportivo che, salvo sorprese, non sarà disponibile sul nuovo Volkswagen T‑Cross 2027.

In Europa, Volkswagen ha eliminato il motore benzina tre cilindri, quindi non sarà presente nel futuro restyling del T‑Cross. Tuttavia, nel Taigun 2026 questo propulsore rimane con gli stessi 115 CV, così come il 1.5 TSI con cambio DSG a sette rapporti.

Entrambi sono disponibili con cambio manuale a sei marce e anche con trasmissione automatica, anche se nel caso del 1.0 TSI quella a sei rapporti è stata sostituita da una nuova unità a otto rapporti. La DSG a sette marce del 1.5 TSI rimane invariata.

Naturalmente, questo restyling renderà il Taigun leggermente più costoso in India, così come aumenteranno di qualche centinaio di euro i prezzi del T‑Cross quando adotterà queste modifiche. Volkswagen prevede di introdurle nel corso del 2026, ma al momento non è nota la data precisa. La seconda metà dell’anno, o addirittura l’inizio del 2027, sembrano le ipotesi più probabili, così da non togliere visibilità al lancio dell’ID. Cross.

Milano Design Week 2026 e 10 anni di Saloni Auto all’aperto

L’occasione della Milano Design Week coinciderà anche con la Mostra multimediale “10 anni di Saloni dell’Auto all’aperto”; la giusta celebrazione di un format ideato da Andrea Levy, che lungo 10 anni ha ridato slancio, rinnovato e reinterpretato il modo di vivere gli eventi motoristici più importanti (come proprio i Motor Show) portando le automobili fuori dai padiglioni e dentro le città, tra piazze storiche e location iconiche (P.S.: noi di Autoprove.it abbiamo già avuto parole di elogio, a Settembre scorso, per la edizione del Salone di Torino 2025, nell’articolo che puoi trovare a questo Link ).

La mostra sarà inaugurata Lunedì 20 Aprile 2026 alle 9,30 a Via Tortona 35, proprio nel quadrilatero della Design Week (altro piccolo ricordo: a due passi, proprio, dal bellissimo “RD-Research & Design Center di G.A.C.” che abbiamo visitato con grande piacere due anni fa e di cui puoi trovare l’articolo cliccando al Link QUI ).

 

L’installazione di Via Tortona 35 racconterà con immagini e video la partecipazione all’aperto di oltre 70 Case Automobilistiche attraverso un maxi “Video Wall” di oltre 50 metri che ricorderà i protagonisti di ben dieci anni attraverso una selezione di dieci auto iconiche della collezione “777” di Andrea Levy.

Lui, ricordiamolo, oggi è un imprenditore di successo in ambito comunicazione ed organizzazione eventi; ma è anche un appassionato collezionista di auto sportive e supercar di diverse epoche; la sua passione è probabilmente anche figlia del luogo in cui Andrea è cresciuto (perché, al contrario, Andrea Levy è nato ad Ancona): Moncalieri, che insieme a tutto il perimetro della città di Torino ha arricchito con la sua tradizione motoristica e stilistica la passione per l’aristocrazia automobilistica.

Da lui anche l’ispirazione per il format del ritrovato Salone al Parco del Valentino prima e di “MIMO- Milano Monza Open Air Motorshow” di cui Levy è presidente.

 

A seguire, la conferenza stampa di presentazione delle edizioni 2026 di MIMO Milano Monza Motor Show, Salone Auto Torino e TADA, e alle ore 11.00 il Focus sul mercato delle auto elettriche in Italia, in Europa e nel Mondo, by Red Travel per TADA.

La mostra sarà aperta gratuitamente al pubblico dal 20 al 26 aprile 2026, per tutta la durata della Milano Design Week.

E dunque tutti dal 20 Aprile alla Milano Design Week per inaugurare insieme la mostra dedicata ai 10 anni di Saloni dell’Auto all’aperto

Riccardo Bellumori

BYD lancia la ricarica ultra rapida con il Flash Charging

Poco dopo aver annunciato in Cina la sua tecnologia di ricarica rapida da megawatt, BYD ha confermato che avrebbe portato la sua innovazione sul mercato globale. Autocar ci ha ora fornito i primi dettagli sulla rete, che punta a superare i Supercharger di Tesla in termini di velocità e ambizione.

Per rinfrescarvi la memoria, queste stazioni CC – dotate di portali a forma di T che ricordano le stazioni di servizio e consentono la ricarica su entrambi i lati dell’auto – permetteranno ai veicoli elettrici BYD e Denza compatibili di assorbire fino a 1.500 kW. In questo modo, possono ricaricare dal 10 al 70% (pronti a partire, sostiene l’azienda) in soli cinque minuti e dal 10 al 97% (praticamente una ricarica completa) in nove minuti. Questa promessa si estende anche ai PHEV dei marchi, anche se ovviamente quei veicoli si ricaricheranno a velocità inferiori.

Innanzitutto, ciò che BYD ha già dichiarato: introdurrà 6.000 di queste stazioni al di fuori della Cina nei prossimi 12 mesi, di cui 3.000 in Europa. Questo si aggiunge alle 5.000 già installate nel Regno di Mezzo, che dovrebbero espandersi fino a raggiungere ben 20.000 stazioni entro la fine dell’anno.

BYD descrive in dettaglio la rete globale di ricarica rapida da 1.500 kW: 6.000 stazioni al di fuori della Cina entro il 2027.

LA SFIDA A TESLA

BYD ha ancora una lunga strada da percorrere per raggiungere la base installata di Supercharger di Tesla, che ha superato gli 80.000 a livello globale. Un vantaggio che l’azienda ha dalla sua parte è che non ha bisogno di costruire caricatori negli Stati Uniti, dato che per le case automobilistiche cinesi non è ancora fattibile vendere auto in quel Paese.

Inoltre, la testata britannica riferisce che i caricatori saranno accessibili anche ai proprietari di veicoli elettrici non BYD e, almeno al di fuori della Cina, utilizzeranno la presa standard europea CCS2, già diffusa in Malesia. Secondo Diego Pareschi, direttore europeo per la ricarica di BYD, l’azienda collaborerà con partner terzi per installare stazioni Flash Charging in sedi già esistenti.

“Stiamo entrando in un mercato maturo [in Europa]. Non ha senso creare le proprie [sedi]. Le persone vogliono un’esperienza senza soluzione di continuità e con questo la otterranno”, ha affermato, aggiungendo che le stazioni porteranno il marchio Flash invece di BYD, poiché l’azienda vuole che la tecnologia “sia come l’USB: una cosa a sé stante”.

Per alleviare le preoccupazioni relative al fatto che un caricatore così potente possa causare un sovraccarico delle reti elettriche ovunque, le stazioni Flash Charging sono state configurate per consentire l’uso di sistemi di accumulo di energia in batterie (BESS) invece di attingere direttamente dalla rete. Le batterie possono essere ricaricate lentamente quando le stazioni non sono in uso, anche tramite energia solare. Tuttavia, proprio come con le stazioni BESS qui, ci si deve aspettare che le velocità di ricarica rallentino significativamente una volta che le batterie si esauriranno.

Sebbene le stazioni Flash Charging saranno aperte a tutti i veicoli elettrici, BYD vuole assicurarsi che le auto che supportano effettivamente la tecnologia possano entrare e uscire rapidamente senza essere rallentate da quelle che ricaricano più lentamente, e potrebbe introdurre una “tassa di congestione” in stile Tesla. “Stiamo ancora cercando un modo per disincentivare le persone che ricaricano a 50 kW. Dipenderà dal mercato, ma potremmo introdurre limiti di tempo con delle penali.”

Il primo modello a supportare la ricarica Flash potrebbe arrivare in Malesia molto presto: la Denza Z9GT, confermata per il nostro mercato, è stata appena lanciata in Europa con questa tecnologia inclusa. Vi piacerebbe vedere la ricarica ultraveloce anche da noi? Fatecelo sapere nei commenti.

Denza porta in Europa la Z9GT

Ci è voluto un po’ perché Denza arrivasse in Europa, ma finalmente è successo – e con intenzioni molto serie.

Il primo modello del marchio premium nel Vecchio Continente è l’ammiraglia Z9GT, una shooting brake elettrica e plug‑in hybrid dotata delle nuove batterie BYD Blade LFP di seconda generazione.

Lo specialista cinese delle auto elettriche ha introdotto rapidamente questa nuova tecnologia, che aumenta la densità energetica delle batterie del cinque per cento. Rispetto al precedente modello destinato al mercato cinese, il pacco batterie è passato da 100 kWh a 122,49 kWh, ottenendo un’autonomia WLTP di 600 km – più o meno in linea con i 630 km del modello precedente, misurati però con il ciclo CLTC, molto più permissivo.

Questo nonostante la Z9GT sia ora più potente. Mantiene uno schema a tre motori e trazione integrale, con il motore anteriore che eroga gli stessi 313 CV (230 kW) e 430 Nm. Tuttavia, i due motori posteriori ora producono ciascuno 422 CV (310 kW) e 400 Nm, per una potenza complessiva superiore di 191 CV (140 kW) e 100 Nm, raggiungendo l’incredibile cifra di 1.156 CV (850 kW) e 1.210 Nm.

Con questa configurazione, la Z9GT migliora di sette decimi lo 0‑100 km/h, completandolo in soli 2,7 secondi, con una velocità massima di 269 km/h. A fine anno arriverà anche una versione a trazione posteriore, con un’autonomia fino a 805 km.

Le prestazioni impressionanti si estendono anche alla ricarica, dato che l’auto debutta con la tecnologia BYD Flash Charging. Questa permette alla Z9GT di assorbire fino a 1.500 kW (!) da un caricatore rapido DC dedicato, consentendo una ricarica dal 10 al 70% (pronta per partire, dice BYD) in soli 5 minuti, e dal 10 al 97% (praticamente piena) in appena 9 minuti.

LO STILE UNICO

Questi risultati sono stati ottenuti grazie al sistema di trasporto ionico “FlashPass”, basato su tre innovazioni principali: una catodo a struttura multilivello ingegnerizzato direzionalmente (Flash‑Release), un elettrolita ottimizzato tramite AI per alta conducibilità ionica e mobilità rapida (Flash‑Flow), e una struttura multidimensionale dei siti di inserimento del litio per l’anodo (Flash‑Intercalate). Secondo BYD, queste tecnologie riducono significativamente la resistenza interna e quindi il calore, e sono il frutto di sei anni di ricerca e sviluppo.

Per ricaricare a queste potenze è necessario utilizzare le stazioni BYD Flash Charging – una rete proprietaria simile ai Supercharger di Tesla. Dopo averne costruite 5.000 in Cina, l’azienda punta a realizzarne 6.000 nel mondo nei prossimi 12 mesi, di cui 3.000 in Europa. Ogni acquisto include un anno di ricariche Flash gratuite, con sei mesi aggiuntivi per gli ordini effettuati prima di settembre.

Oltre alla versione elettrica, la Z9GT sarà proposta anche in variante Dual Mode (DM) plug‑in hybrid. Questa utilizza un motore benzina 2.0 turbo da 173 CV/320 Nm e tre motori elettrici meno potenti, per una potenza totale di 776 CV (570 kW) e 1.035 Nm. Lo 0‑100 km/h richiede 3,6 secondi, l’autonomia elettrica è di 203 km grazie alla batteria da 63,82 kWh, mentre l’autonomia complessiva è di 805 km. Anche questa versione supporta la ricarica Flash con gli stessi tempi, sebbene quasi certamente a potenze inferiori.

In linea con il suo ruolo di punta dell’offerta globale BYD, la Z9GT offre un ricchissimo pacchetto tecnologico: sterzo posteriore capace di far “camminare di lato” l’auto e ruotarla per parcheggi stretti, sospensioni pneumatiche DiSus‑A, freni carboceramici e uno spoiler posteriore attivo.

LUSSO TOTALE

All’interno troviamo pelle di alta qualità, inserti in legno leggermente fumé, sedili anteriori elettrici, riscaldati, ventilati e massaggianti con supporti laterali attivi che utilizzano la stessa aria delle sospensioni – un primato mondiale dichiarato. I sedili posteriori sono altrettanto ricchi di funzioni e includono poggiagambe estesi. Presenti anche un frigorifero integrato, tetto panoramico e climatizzazione quadrizona.

Il sistema infotainment da 17,3 pollici è affiancato da due display da 13,2 pollici per guidatore e passeggero, un head‑up display AR da 50 pollici e specchietti digitali opzionali. Non mancano Google Maps integrato, tre caricabatterie wireless Qi da 50 W (due davanti, uno dietro) e un impianto audio Devialet da 20 altoparlanti e 1.150 watt con Dolby Atmos. Le versioni elettriche offrono un bagagliaio da 495 litri (478 litri per la PHEV) e un vano anteriore da 53 litri.

Hyundai Ioniq in Cina: le concept Venus e Earth-4

Hyundai ha annunciato il lancio ufficiale del suo marchio Ioniq, interamente dedicato ai veicoli elettrici, in Cina, con l’obiettivo di rafforzare la propria presenza nel più grande mercato mondiale dei veicoli elettrici (EV). Attualmente, l’azienda sudcoreana commercializza in Cina due modelli EV: la Ioniq 5 N e la EO (nota anche come Elexio), mentre gli altri modelli della gamma locale sono la Palisade a benzina e la Elantra N.

In concomitanza con l’annuncio, Hyundai ha svelato due concept sviluppati per la Cina chiamati Venus ed Earth. Entrambi non solo evidenziano la prontezza dell’azienda per il mercato cinese dei veicoli a nuova energia (NEV), ma servono anche a introdurre una convenzione di denominazione dei modelli per il Paese, poiché i futuri modelli Ioniq prenderanno il nome dai pianeti.

Se vogliamo essere poetici, si dice che i clienti rappresentino il “sole” e i veicoli siano i “pianeti” che orbitano attorno ad essi. Insieme, costituiscono ciò che l’azienda chiama “l’universo Ioniq”, ovvero un ecosistema di mobilità più ampio su misura per i clienti locali. Le tecnologie presentate includono sistemi di guida autonoma sviluppati con partner locali, come i veicoli elettrici a autonomia estesa (REEV).

Lancio del marchio Hyundai Ioniq in Cina: concept Venus e Earth – 2 Lancio del marchio Hyundai Ioniq in Cina: concept Venus e Earth – 3
“A partire dalle due concept car svelate oggi, continueremo a presentare prodotti che riflettono una profonda comprensione dei clienti cinesi e il nostro sincero impegno nei confronti di questo mercato. Basandoci sui principi intransigenti di Ioniq in materia di sicurezza e qualità di livello mondiale, introdurremo presto modelli di produzione che combinano perfettamente le esperienze di guida intelligente e di abitacolo intelligente richieste dai consumatori cinesi”, ha affermato Li Fenggang, presidente della Beijing Hyundai Motor Company.

E allora, cosa dire dei concept? Ebbene, la Venus viene definita una “berlina iconica” che si ispira alla “bellezza senza tempo del pianeta più luminoso”. Rifinito in Radiant Gold, questo concept dall’aspetto futuristico presenta una silhouette distintiva a curva unica e un tetto con struttura a telaio, mentre gli interni sfoggiano tonalità calde e un’illuminazione d’atmosfera a più livelli per evocare l’atmosfera luminosa di Venere. È presente anche un ampio display widescreen e c’è un avatar chiamato “Lumi” che interagisce con i passeggeri.

Per quanto riguarda la Earth, viene definita un “potente SUV” che incarna la “vitalità e l’equilibrio biologico del nostro pianeta natale”. Questo concept, verniciato in Aurora Shield, vira maggiormente verso il regno del fuoristrada, con piastre di protezione e bulloni a vista che costituiscono gli elementi di spicco del design su una forma fortemente scolpita con molti spigoli vivi.

INTERNI E TECNOLOGIE

All’interno, l’Earth presenta sedili “air-hug” in cui i passeggeri sono sostenuti da morbidi moduli d’aria, mentre l’illuminazione d’atmosfera imiterebbe le ombre degli alberi e qualsiasi cosa sia la “shy-tech” per un ambiente più sereno. Come per la Venus, l’Earth invita molta luce naturale nella sua cabina, che ha anche un proprio avatar divertente; questo si chiama “Aero”.

È probabile che i concept Venus ed Earth finiscano per diventare veicoli elettrici di serie, anche se l’azienda non lo ha dichiarato esplicitamente nel suo comunicato. Secondo CarNewsChina, Hyundai svelerà il suo primo modello Ioniq di serie progettato per la Cina al prossimo Salone dell’Auto di Pechino alla fine di questo mese. Nei prossimi tre anni, il marchio prevede di introdurre una gamma di modelli EV e REEV che copriranno i segmenti medio-grandi in vari stili di carrozzeria.

Caro Dealer adotta un Fleet Manager: le Piccole Imprese ti seguiranno per sempre

Essere piccoli Imprenditori oggi è davvero un problema, ma non solo davanti al bancone di lavoro o dietro la scrivania delle pratiche burocratiche e di contabilità.

Oggi il piccolo imprenditore italiano, ovvero “Microfleet” (cioè quella tipologia di titolare/fruitore di auto da un minimo evidentemente di un mezzo ad un massimo di cinque/sei), è un soggetto imprenditoriale e fiscale bersaglio del più fenomenale fuoco di tiro incrociato di difficoltà e rischi degli ultimi tempi. 

Sopra di lui la liquidità imprevedibile del momento storico, intorno a lui la eventuale serie di collaboratori con il corollario di beghe gestionali, obblighi, adempimenti e sanzioni. Davanti a lui il piccolo Imprenditore ha il parco clienti con problematiche sempre più impellenti e rapporti di pagamento sempre più problematici. 

 

Non tocchiamo il lato del credito, dove le porte sbattute in faccia sono pesanti tanto quanto l’inasprimento progressivo delle condizioni finanziarie per fidi e prestiti; e superiamo per un attimo l’unico vantaggio apparente arrivato all’orizzonte: quell’Iperammortamento legato agli automezzi categoria “N1” (Autocarro) che però esclude le Partite Iva a contabilità forfettaria (che con le nuove Partite Iva individuali copre ormai quasi la metà delle nuove imprese accese al Registro ed in Camera di Commercio).

Ma il problema è “dietro” la schiena del povero piccolo Imprenditore individuale, dello Studio Associato, della Srlunipersonale, della piccola Soc. Cooperativa, o della microimpresa artigiana o di servizi: costi in aumento solo e sempre.

Anche il costo di gestione del patrimonio “auto” è sempre più critico tra tassazione, gestione, svalutazione, sostituzione. 

E ovviamente non c’è solo l’aspetto della gestione ordinaria, ma l’aumentare delle incognite e delle condizioni eccezionali incrementa il ventaglio delle operazioni straordinarie; quelle che, insomma, si vengono a configurare o a surroga di una serie di operazioni ordinarie “inevase” – molto spesso per mancanza di liquidità – oppure a seguito di modifiche ineluttabili ed impreviste su programmi di lavoro, tragitti, modalità di sfruttamento dei mezzi.

Mezzi che ovviamente possono aver avuto origine presso uno specifico Dealer, sia come mezzo a Noleggio sia come contratti di acquisto

La fonte di approvvigionamento dei piccoli o micro imprenditori rimane infatti il Punto vendita di territorio, la Concessionaria del Dealer o del Network di zona dove si instaura il contatto con cui si finalizzano acquisti e noleggi. Sono paradossalmente aumentati i clienti potenziali di target “micro” che si iscrivono nella lunga lista dei titolari di mezzo aziendale o strumentale, e il loro riferimento è in prima battuta è il classico Dealer: qui il “microfleet” ripete e rinnova la fedeltà di marca, qui verifica il valore plausibile per la sua permuta, qui valuta diverse opzioni contrattuali per comprare o noleggiare; ed ovviamente nella natura di strutture moderne e qualificate qui il Cliente P.Iva fa conoscenza con il servizio di aftersales e saggia il “Just in Time” della disponibilità Ricambi, la precisione e cortesia dell’Officina e dell’Accettazione, la capacità del Customer Care (Courtesy Car, prenotazione tagliandi)…E poi, magicamente, il Cliente Partita Iva si sveglia, e il sogno finisce.

Si, non è una barzelletta. Mi ricordo benissimo dei miei trascorsi in Concessionaria, dove persino per il Cliente “minifleetBusiness” era stata cucita su misura la soluzione del Noleggio Captive da Concessionaria. Mi ricordo benissimo le storie e i voli pindarici: tagliandi prenotati e recall telefonico dedicato, ponte in Officina dedicato e sempre libero, Auto di cortesia pronta al servizio.

Dentro la Concessionaria i Clienti non sono tutti uguali: e la P.Iva rende sempre di più

Fesserie, o pippe mentali, fate Voi. Dico in piena responsabilità che nella mia esperienza nulla di quanto elencato era davvero fruibile se non la “courtesy Car” compresa ovviamente nella rata del Noleggio.  

Invece, già al tempo, un servizio dedicato al Piccolo Imprenditore “micro” e minifleet avrebbe consentito non solo di aumentare carichi di lavoro di officine e di aumentare la rotazione del magazzino Ricambi ma avrebbe anche consentito un potenziale accesso del Cliente Fleet a pacchetti e servizi all’epoca impensabili per il Cliente Privato come polizze assicurative personalizzate – P.A.I. e Kasko -, Fuel Card ed altro.

Se mi sono soffermato su questi passaggi chiave del “mio” passato di commerciale a contatto con i Fleet e ripercorrendo un poco anche la “saga” dei servizi Fleet di concessionaria, è perché al confronto con “ieri” la dimensione dei servizi e prodotti ai quali un Dealer serio e mediamente organizzato può accedere ragionevolmente oggi (moltiplicata per il numero dei soggetti potenzialmente da coinvolgere tra i micro ed i minifleet di un comune portafoglio Clienti di concessionaria) renderebbe davvero interessante e remunerativa persino una parziale riorganizzazione delle risorse umane dedicate.

Partiamo dalla scansione ideale dei servizi globali di mobilità, Service e consulenza di cui un micro-minifleet può aver bisogno – avvantaggiandosene – nell’utilizzo di un’auto:

G)..Utilizzo prevalente (acquisto, Leasing o Noleggio) o sporadico (Courtesy Car, Sharing);

H)..Servizio di Manutenzione Ordinaria e Straordinaria programmata e personalizzato;

I)…Gestione delle risorse destinate all’utilizzo del/dei mezzo/mezzi (Utilizzatori), loro formazione e monitoraggio;

L)..Tracking e registrazione delle fasi di gestione e movimentazione dei mezzi, tempi di utilizzo, tempi di fermo tecnico, disponibilità just in Time di Ricambi e servizi di manutenzione ed intervento, predittività delle fasi di manutenzione, taratura Adas, etc..;

M)..Monitoraggio consumi, eventualmente gestione risorse di ricarica elettrica, definizione di eventuali esigenze infrastrutturali (WallBox, colonnine individuali domestiche o presso l’Azienda);

N)..Gestione fornitori carburanti (Fuel Card) e Utilities (contratti di fornitura elettrica);

O)..Verifica, implementazione sistemi e servizi ADAS;

P)…Eventuale esigenza di implementazione, trasformazione, riconversione del mezzo in uso secondo le facoltà previste nel diritto di utilizzo (conversione a Gas/GPL, trasformazione mediante Kit Retrofit elettrico, immatricolazione N1, etc…).

Rileggete bene tutto, cari Dealer: su un numero “N” di Vostri Clienti Partita Iva micro o mini Fleet le OTTO voci da G) a P) sono – singolarmente, per gruppi o complessivamente – esigenze che toccano tutti loro nel ciclo di vita ed utilizzo di un mezzo. Ma non basta, perché su tutto prevale un “prima” ed un “dopo”. Il Prima?

A)..Selezione e valutazione del /dei mezzi di cui dotarsi secondo omologazione, tipologia, corpo vettura, motorizzazione od alimentazione, marca e modello, allestimento presente o da realizzare con check finanziario e del rating creditizio del Cliente Fleet;

B)..Contratti assicurativi dedicati e personalizzati, Fuel Card, Servizi di Emergenza;

C)..Definizione del carico di utilizzo, del chilometraggio previsto, delle turnazioni, dell’impiego prevalente e del tipo di assegnazione in base a criteri funzionali e fiscali;

D)..Contrattazione relativa ed eventuale valore da assegnare a permuta;

E)..Eventuale definizione dei Punti Assistenza e dei Centri Ricambi prevalenti nel ciclo di utilizzo del/dei mezzo/i e definizione dei budget di esercizio.

F)..Ricerca del miglior assetto di mezzi e personale in relazione alla ottimale gestione fiscale e patrimoniale del parco mezzi.

Fossi un Dealer maturo e interessato a crescere, ci penserei un attimo

Se tutto questo Vi spaventa, nella serie di relazioni e voci di consulenza di cui il Cliente P.Iva ha esigenza nel corso del suo rapporto con la Concessionaria, non dimenticate il “dopo” che significa essenzialmente gestione ed eventuale remarketing del mezzo e dei mezzi usurati in riconsegna, e la riapertura di un nuovo rapporto creditizio con la Captive Bank o con un qualunque Istituto di Credito.

E se tutte queste voci, queste esigenze con i relativi step e scadenze da calendarizzare fossero affidati alla gestione di un professionista commerciale capace di creare con il portafoglio Clienti Fleet una linea di interazione e rapporto che vada ben oltre la Customer Satisfaction in esperienza di acquisto; 

e se dunque la Concessionaria si dotasse di un professionista capace di gestire il prima, il durante ed il dopo delle necessità professionali dei Clienti micro e mini fleet? 

Si, lo so: significherebbe dotarsi di un commerciale prevalentemente dedicato al Cliente aziendale ma supervisore ben oltre le fasi di selezione e vendita di mezzi aziendali. Significherebbe creare dentro la Concessionaria un professionista dotato non solo di un “ERP” per la gestione informatizzata dei rapporti commerciali ma di un vero e proprio “cruscotto” di servizi, risorse e funzioni di controllo in grado di rappresentare concretamente il “Fleet Manager” di quella dimensione di Clienti che molto spesso, ancora, non hanno la dimensione critica per dotarsene di uno proprio dentro l’Azienda; significa anche costruire un livello superiore di fornitori in termini di funzionalità e servizi energetici, telematici, di tracking e di gestione informatizzata di una Flotta. Ma non è impossibile.

Fossi un Dealer capace e interessato a sviluppare il Business, ci farei un pensierino.

Riccardo Bellumori

Nuovo Cupra Raval 2026: Foto e Dati Tecnici

Le vendite del nuovo Cupra Raval inizieranno in Europa nell’estate del 2026. Il prezzo indicativo della versione base è di 26.000 euro.
Il marchio spagnolo, parte del gruppo VW, ha presentato nel settembre 2021 un concept chiamato UrbanRebel; la show car omonima, più vicina alla versione di serie, è apparsa nell’estate del 2022. La versione pre-serie è stata presentata dalla società nella primavera del 2023, quando è stato reso noto anche il nome della futura novità di serie: Cupra Raval. Ora questa hatchback a cinque porte con “interni” completamente elettrici è stata svelata nella sua interezza.

Nella foto: Cupra Raval
Ricordiamo che Raval prende il nome da uno dei quartieri di Barcellona (Spagna). La lunghezza fuori tutto della berlina di serie è di 4046 mm, la larghezza di 1784 mm, l’altezza di 1518 mm, mentre l’interasse è di 2600 mm. Il volume del bagagliaio è di 441 litri. Alla base della novità c’è la piattaforma MEB+, i parenti più stretti della Cupra Raval saranno la Volkswagen ID. Polo e la Skoda Epiq (le loro versioni di serie non sono ancora state presentate).

DESIGN E INTERNI

La Cupra Raval presenta fari anteriori affusolati e obliqui con tre triangoli a LED come motivo, sagomature espressive che attraversano il cofano e una massiccia presa d’aria nella parte inferiore del paraurti anteriore. Di profilo si possono notare i cerchi originali (da 19 pollici per la versione top VZ Extreme), gli specchietti esterni standard e le maniglie delle portiere a scomparsa. La parte posteriore è impreziosita da un diffusore, uno spoiler nella parte superiore del portellone e un “monofaro” con il logo del marchio illuminato al centro.

L’abitacolo della hatchback è progettato per cinque passeggeri, i sedili sono rivestiti in tessuto (per la Raval VZ Extreme sono previsti sedili anteriori sportivi avvolgenti), sono previsti l’illuminazione e decorazioni vivaci. Davanti al conducente si trova un volante a tre razze con bordo troncato e pulsanti fisici, mentre dietro di esso è posizionato un quadro strumenti virtuale con diagonale di 10,25 pollici.

Al centro del cruscotto è installato il tablet del sistema di infotainment, con una diagonale di 12,9 pollici.

MOTORI E DATI TECNICI

La nuova elettrica del marchio Cupra è disponibile in quattro versioni: Raval, Raval Plus, Endurance e VZ. Le prime due sono dotate di una batteria di trazione al litio-ferro-fosfato con una capacità di 37 kWh, mentre alle altre viene offerta una batteria al nichel-manganese-cobalto con una capacità di 52 kWh. La potenza massima del motore elettrico posizionato sull’asse anteriore è di 116 CV nella versione base, di 135 CV nella versione Plus, di 211 CV nella Endurance e di 226 CV nella VZ.
L’autonomia massima approssimativa delle versioni Cupra Raval con la batteria di trazione “più piccola” è di 300 km con una sola ricarica (secondo il ciclo WLTP), mentre nella versione top di gamma VZ è di circa 400 km. La versione con la maggiore autonomia è l’Endurance, con un’autonomia stimata di circa 450 km senza ricarica.

Tra i concorrenti sul mercato europeo, la nuova Cupra Raval dovrà vedersela con la Renault 5, mentre la versione hot hatch con l’aggiunta VZ dovrà competere con l’Alpine A290. Si sa che le vendite della Cupra Raval inizieranno nell’estate del 2026, mentre i prezzi esatti saranno resi noti in seguito. Per ora l’azienda ha solo fatto sapere che il costo della versione base sarà di circa 26.000 euro.