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MG in Italia: una scommessa vinta con i Privati e con le Flotte

Quando ad Aprile di poco più di venti anni fa gli appassionati di auto inglesi di tutto il mondo lessero la notizia in primo piano nelle agenzie, desideravano non credervi: MG – Morris Garage – il marchio amatissimo dagli sportivi e dalla storia leggendaria, era fallito insieme alla Rover dentro cui costituiva parte del Gruppo.

La MG fallisce nel 2005 a causa di un mai troppo chiarito passaggio proprietario da BMW al fondo Alchemy, insediato alle Isole Cayman: è l’8 Aprile 2005, per Rover-MG, si apre il fallimento per una azione giudiziaria di creditori che avevano spinto alla chiusura e liquidazione forzata del Gruppo, del suo complesso industriale e dei Marchi. 

Questo portò alla cessione in toto di diritti industriali, marchio edattività commerciale di “MG”; al ritorno alla Ford del Marchio “Rover” (che in forza della acquisizione di Land Rover da parte della Casa di Dearborn era stato mantenuto in concessione alla struttura industriale preesistente inglese di “Rover/MG”); ed infine al trasferimento di tutta la catena di montaggio della Gamma Rover “25”, “45” e “75” in Cina con un nuovo Marchio“Roewe”, in assonanza di pronuncia con il precedente Marchio britannico.

Nel 2007 la SAIC acquisisce dunque tutto il Gruppo MG Rover e decide, con un lavoro paziente di conversione e ricostruzione, di rilanciare il Marchio MG; ma per farlo decide, in fondo, di trascurare (perlomeno inizialmente) i canoni istitutivi ed originari con cui Cecil Kimber nel 1924 creò la prima “MG” sportiva e sanguigna sulla base di parti e ricambi della “vecchia” MorrisOxford. 

Già, perché senza che in molti ce ne accorgessimo due anni fa MG ha compiuto un secolo fatto di alti e bassi: alti come le vittorie (tanto per capirci MG è il primo Marchio non italiano a vincere nella sua classe nella Mille Miglia) e le “milestones” di storia industriale fatta di modelli iconici e amatissimi dai collezionisti; bassi come i tanti momenti critici di questa fabbrica passata da Marchio indipendente dentro il Gruppo Austin Morris; a far parte del raggruppamento “British Motor Corporation – BMC” nel 1952; le vicende sindacali e politiche da quel momento in Gran Bretagna diventano un casino ingovernabile e così MG alterna eventi commerciali lusinghieri (come la MGB del 1962, la prima monoscocca, in versione roadster ed in versione chiusa nel 1965 con tetto disegnato da Pininfarina; forse la MG più venduta di sempre) a situazioni al limite del grottesco come la chiusura degli Stabilimenti di Abington per contrastare la violenza delle lotte sindacali.

La storia di MG sempre sulle montagne Russe

Dalla seconda metà degli anni Settanta praticamente MG non ha già più una sua linea di produzione autonoma e diventa una “griffe” per siglare i modelli sportivi della Austin (Metro, Maestro, Montego. 

Incredibile a dirsi, il Marchio MG torna a troneggiare su cofani di auto e su libretti di omologazione con una belva da rally del 1984: la MG Metro 6 4R, mentre torna l’ipotesi di produzione stradale autonoma con il prototipo “EXE Concept” – davvero straordinario – disegnato da un talento come Roy Axe.  Ma non se ne fece nulla, e con la soppressione del Marchio Austin  MG torna nel cassetto fino al 1992: prima un restyling poco apprezzabile della MGB (operazione nostalgia come la riedizione dell’Alfa Romeo Duetto) e 30 anni fa esce la MGF roadster a motore centrale.

Nel frattempo BMW rileva da British Aerospace – cui il Governo Thatcher aveva venduto Austin, Rover ed MG per privatizzarle – proprio Rover/MG con i diritti della Mini. Ma il disastro fatto nel concerto di strategie politiche da dementi e di acquisizioni di “amici degli amici” è ormai fatto: British Airways vende a BMW per 800 Milioni di Sterline l’80% del pacchetto azionario e lasciaa Honda un piccolo 20% di partecipazione, ma a Tokio sanno che il nuovo corso può solo pregiudicare anni di collaborazione e sviluppo condiviso. Si arriva alla richiesta esplicita di aiuti finanziari da parte di BMW al Governo, e con il rifiuto di questo BMW cede il Gruppo Rover prima ad Alchemy e poi alla Phoenix.

MG torna praticamente a rivestire il ruolo di Griffe con una “linea” di elaborate su base Rover 25, 45,75 (quest’ultima, ricorderete, diventa la “ZT”). E si arriva al momento più buio: MG Rover fallita nel 2005 con debiti per 1,3 miliardi di sterline e la perdita di 6.000 posti di lavoro.

 SAIC Motor ha acquisito il marchio MG nel 2007 attraverso l’acquisizione di Nanjing Automobile Corporation, iniziale acquirente del fallimento: da questo momento la strategia di SAIC ha combinato l’eredità della tradizione britannica del marchio con i trend commerciali più in voga sul mercato, ed ovviamente è questo il motivo per il quale la strategia di ritorno basata sulla tipologia berlina e Suv mass market, benchè criticata dai più conservatori ed appassionati seguaci di MG si è rivelata alla fine redditizia. 

MG entra nel Gruppo SAIC

La scelta di utilizzare in pieno la sinergia industriale e di gamma con il Gruppo SAIC si è rivelata nel medio termine azzeccata sia per le economie di scala attraverso le quali il Brand ha saputo rilanciarsi sfruttando la iconografia del Marchio storico agganciato ad una offerta di Gamma dai listini generalmente popolari; sia per la prerogativa di affidabilità e generale buona qualità e livello tecnologico della produzione industriale del Gruppo. Grazie a questo MG si è ripresentata al pubblico potenziale con un prodotto griffato, polivalente, attraente, affidabile e dal valido rapporto di Value for money: insieme a questo c’è però anche la prerogativa di una Gamma di offerta estesa sia in termini di classi e dimensioni sia in termini di architettura che ha rapidamente incluso sia l’Ibrido che il Full Electric. 

La progressione di MG sul mercato italiano è stata a sua volta fortissima a partire dall’esordio nel 2021 sotto la guida di Andrea Bartolomeo – Country Manager e Vice President di SAIC Motor Italy. 

E le annualità 2024 e 2025 sono state portatrici di risultati quasi a livello di record, grazie non solo alla progressione nel canale privato ma grazie al sempre maggiore favore che MG riscontra tra Flotte e Noleggi.

Un aspetto che ha certo contribuito alla progressione e diffusione sul mercato è infatti stata l’immagine di estrema concretezza e praticità di uso dei modelli di Gamma, essenziale nelle linee e nei volumi che non lasciano spazio a troppi “ghirigori” stilistici e che però in ogni modello offre buona dotazione ed un appeal sufficientemente Premium, merito anche dell’iconico simbolo posto in bella vista al centro di calandra e parte posteriore.

Ma un fattore determinante risalta anche nell’esatto ed efficace rapporto tra offerta commerciale e condizioni congiunturali del mercato. 

Perché questa è una dote non così automatica in molti brand e che tuttavia MG ha saputo costruirsi: proporsi come Marchio “sostitutivo” in diverse fasce di clientela potenziale che a fronte della irriconoscibilità di Brand consolidati e fidelizzati, o della escalation inarrivabile di Segmenti e prezzi di listino. 

Missione compiuta: in Italia ed Europa gli automobilisti premiano MG

Non è un limite ne’ un peccato per MG essere riuscita a intercettare quella domanda inevasa, tradita, cancellata da diversi Brand storici sul mercato offrendo in prima istanza una opzione alternativa che poi è diventata ripetuta con fasce di clienti che hanno iniziato a fidelizzare, perché hanno trovato in MG una risposta alle loro esigenze di mobilità personale e professionale.

Aver superato la prova “Fleet” è stata il colpo da maestro: dimostrare di saper rispondere alle esigenze degli operatori Partita Iva sottintende una gamma efficiente, affidabile e flessibile nell’utilizzo; significa costi di esercizio valori di remarketingsostenibili; significa anche eccellenza nel service, e su questo MG ha dimostrato una ottima organizzazione sia nella Rete di vendita ma soprattutto con il Network di post vendita e con la logistica dei Ricambi: massima garanzia, supporto territoriale al Cliente, customer care e riduzione dei tempi di evasione delle richieste di intervento.

Insomma: la missione di MG in Europa ed Italia era difficile, ma è stata compiuta egregiamente al primo colpo. Ottimo segnale per il prossimo futuro.

Riccardo Bellumori

Nuova Jaguar GT 2026: Rendering Totale

La nuova Jaguar GT è stata anticipata per quella che sembra un’eternità, ma finalmente si intravede il traguardo. Jaguar ha stupito il mondo con la presentazione della sua audace Type 00 Concept, creata per dare un’anteprima della sua futura ammiraglia elettrica. I recenti prototipi di questa vettura hanno mostrato che trarrà ispirazione stilistica dal concept, ma si trasformerà in una berlina a quattro porte leggermente più sobria.

Rendering Kolesa.ru

LUSSO E MENO ECCESSI

Con l’avvicinarsi della presentazione di settembre, una nuova serie di rendering cerca di offrire un assaggio di come potrebbe apparire la versione di serie. Detto questo, i prototipi pesantemente camuffati hanno tenuto ben nascosti i dettagli chiave, rendendo difficile stabilire con esattezza quanto Jaguar si allontanerà dal concept.

Questi nuovi rendering di Kolesa.ru, creati da Nikita Chuyko per Kolesa, suggeriscono un approccio più morbido nella parte anteriore. La drammatica firma luminosa lascia il posto a fari a LED più convenzionali, abbinati a un muso più pulito e familiare dove tipicamente si troverebbe una griglia tradizionale. C’è ancora un po’ di stile, compreso un badge Jaguar illuminato, anche se il paraurti scambia l’aggressività della concept car con curve più morbide e sobrie.
Il design più morbido e fluido prosegue lungo i fianchi, dove le superfici pulite delle portiere sostituiscono la linea spallare affilata della Type 00.

Come nella Porsche Taycan, sono state aggiunte delle alette di ricarica su entrambi i pannelli anteriori, e sono presenti anche maniglie delle portiere a scomparsa. Nella parte posteriore, una semplice barra luminosa a LED a tutta larghezza si estende lungo l’auto e, sebbene questi rendering mostrino un lunotto convenzionale, da quanto abbiamo sentito, il modello di serie potrebbe alla fine farne a meno.

I DATI TECNICI

Recentemente abbiamo anche dato una prima occhiata agli interni, che collocano il guidatore in una posizione avvolgente, incorniciata da una console centrale alta e da sedili ribassati. L’abitacolo presenta linee nette e spigoli definiti, ancorati da un volante completamente nuovo che sembra preso da una concept car degli anni ’70. Il cruscotto è essenziale, con uno schermo curvo e un quadro strumenti digitale che sostituiscono i tradizionali quadranti.

La potenza combinata dovrebbe superare i 986 CV e i 959 lb-ft (1.300Nm) di coppia. Niente di esotico per gli standard attuali dei veicoli elettrici, ma la Jaguar dovrebbe comunque risultare adeguatamente veloce, nonostante un peso che sfiora i 2.700 kg.

La stessa Jaguar punta a un tempo di accelerazione da 0 a 100 km/h di circa tre secondi, una velocità massima di 250 km/h e una potenza di ricarica di picco di 350 kW. Il prezzo dovrebbe partire da circa 160.000 dollari, con le vendite che inizieranno nel 2027.

Nuova Audi A5 2026: Rendering Coupé

Ad oggi l’Audi A5 è disponibile praticamente in tutte le varianti di carrozzeria, tranne quella originaria: la coupé. Abbiamo deciso di colmare questa lacuna e di immaginare come potrebbe apparire l’auto nella versione a due porte.

Il modello A5 è entrato a far parte della gamma della casa automobilistica tedesca nel 2007. È stata realizzata sulla piattaforma dell’Audi A4 e inizialmente era disponibile solo nella versione coupé a due porte. Solo due anni dopo si sono aggiunte la cabriolet e la versione Sportback a cinque porte, diventata la più popolare. Le stesse varianti di carrozzeria sono state adottate anche dalla seconda generazione dell’A5, il cui debutto è avvenuto nell’estate del 2016.

Con la terza generazione la situazione è diversa: a metà del 2024 la famiglia Audi A4, composta da berlina e station wagon, è passata all’indice A5, e poco dopo si è aggiunta la A5L Sportback, una liftback destinata esclusivamente al mercato cinese. Per ora non ci sono informazioni su un possibile ritorno del capostipite di questa serie, ma nulla ci impedisce di immaginarlo. L’auto raffigurata nei rendering è basata proprio sulla station wagon cinese, poiché con i suoi finestrini senza telaio è il modello che più si avvicina alle due generazioni precedenti di A5.

La forma dei finestrini laterali si differenzia da quella delle cinque porte ed è realizzata nello stile tradizionale delle coupé. Il lunotto posteriore ha un’inclinazione leggermente minore, grazie alla quale sul cofano del bagagliaio è apparso un «gradino» ben pronunciato, simile a quello delle precedenti A5 Coupé.

Rendering Kokesa.ru

MOTOTI E DATI TECNICI

La nuova famiglia Audi A5 è costruita sulla piattaforma PPC (Premium Platform Combustion), che è una versione modernizzata del telaio MLB Evo. Il motore di base è un quattro cilindri turbo TFSI a benzina da 2,0 litri con due varianti di potenza: 150 e 204 CV.

È disponibile anche un motore TDI turbo da 2,0 litri aggiornato da 204 CV, abbinato a un «motore elettrico ausiliario» da 48 volt (che fornisce 24 CV aggiuntivi) nell’ambito del sistema MHEV plus.

Le versioni S5 (disponibili solo sui modelli europei) sono equipaggiate con un motore V6 TFSI turbo da 3,0 litri aggiornato da 367 CV, parte di un sistema ibrido leggero. Infine, nel febbraio di quest’anno ha avuto luogo la presentazione dei modelli di punta RS5 con sistema ibrido plug-in, basato su un motore V6 biturbo da 2,9 litri e 510 CV in tandem con un motore elettrico da 177 CV (460 Nm), integrato nel cambio automatico a otto rapporti.

La potenza complessiva di questo sistema PHEV è pari a 639 CV e 825 Nm.

Nuovo Nissan Terrano 2026: il Ritorno

Dopo circa 20 anni ecco il ritorno sul mercato del Nissan Terrano.

Nissan ha presentato a Pechino due spettacolari concept di SUV, entrambi destinati a dare vita a nuovi modelli di serie che saranno svelati nel corso del prossimo anno. È importante sottolineare che almeno uno di essi sarà commercializzato in alcuni mercati internazionali selezionati.

Il più intrigante dei due concept è noto come Terrano PHEV. Nissan ha utilizzato il nome Terrano in passato per un SUV compatto venduto tra la metà degli anni ’90 e la metà degli anni 2000, ma questo nuovo modello è molto diverso. In alcuni mercati, si posizionerà tra il più grande Patrol e l’X-Trail, noto come Rogue negli Stati Uniti.

Nissan ha rivelato pochissimi dettagli sul Terrano PHEV, ma si prevede che condividerà il telaio body-on-frame con il Frontier Pro PHEV cinese di Nissan, costruito in collaborazione con il partner locale di joint venture Dongfeng. Pertanto, potrebbe avere lo stesso propulsore, composto da un quattro cilindri da 1,5 litri e un motore elettrico, per una potenza combinata di 429 CV (320 kW) e una coppia di 590 lb-ft (800 Nm).

Mentre il design di alcuni nuovi modelli Nissan è discutibile, come il nuovissimo Juke elettrico, il Terrano è azzeccato – almeno nella versione concept. Il SUV ha un assetto alto e un frontale imponente con fari a LED e logo illuminato.

LO STILE OFF ROAD

Il concept presenta anche una serie di altri componenti fuoristrada, tra cui protezioni laterali, barre sul tetto e passaruota neri squadrati. Nella parte posteriore si trova un portaruota di scorta posizionato dietro una grande barra di supporto.

Il secondo concept di Nissan è l’Urban SUV PHEV. Si ispira al Nissan NX8 ed è stato progettato per i giovani acquirenti cinesi. La parte anteriore include eleganti LED e una grande griglia inferiore nera. Altre caratteristiche interessanti includono specchietti retrovisori digitali, LED nella parte posteriore e maniglie delle portiere non visibili, che conferiscono al veicolo un profilo eccezionalmente elegante.
La casa automobilistica non ha rivelato quali siano i suoi piani a lungo termine per l’Urban SUV PHEV, ma ha confermato che la versione di produzione del Terrano PHEV sarà venduta in alcuni mercati globali, non solo in Cina.

Peugeot Concept 6 e 8: Anteprima a Pechino

Stellantis non ha voluto perdersi uno degli appuntamenti principali dell’industria automobilistica. Questo colosso, uno dei principali produttori di veicoli a livello globale, ha fatto la sua comparsa al Salone dell’Auto di Pechino 2026. Approfittando della «vetrina internazionale» che rappresenta l’evento, ha presentato novità molto importanti dei suoi marchi di punta. E Peugeot è tra questi marchi.

Peugeot torna al Salone di Pechino dopo un periodo difficile e lo fa riaffermando la sua ambizione globale e, soprattutto, il suo impegno nei confronti dell’importantissimo mercato cinese. Lo svolgimento di questo salone dell’auto simboleggia il via alla nuova strategia di Peugeot sul mercato cinese, che emula quella di altre grandi case automobilistiche europee. Automobili realizzate dalla Cina e per la Cina. Il tutto nell’ambito del processo di transizione verso la mobilità elettrica intrapreso anni fa.

LO SVILUPPO IN CINA

La Cina svolge, secondo Peugeot, un ruolo fondamentale per lo sviluppo mondiale del marchio, sia come mercato leader nella mobilità elettrica e connessa, sia come motore di innovazione che definisce la futura gamma di Peugeot. E proprio le novità più rilevanti del marchio francese vanno in questa direzione. Nel futuro della sua gamma.

Peugeot ha presentato al Salone di Pechino due modelli concept: le nuove Peugeot Concept 6 e Peugeot Concept 8. Sono molto più di un semplice studio di design, poiché queste concept car illustrano, secondo Peugeot, la sua capacità di anticipare le future aspettative dei clienti e dare forma a una nuova generazione di veicoli sia per la Cina che per altri mercati.

Alain Favey, CEO di Peugeot, sottolinea che entrambe le concept car riflettono la visione del futuro del marchio e, come vedremo più avanti, gettano le basi per i veicoli di serie che arriveranno sul mercato.

BERLINA E SUV

Il nuovo Concept 6 getta le basi per una nuova generazione di auto con carrozzeria di tipo berlina. Questo modello concettuale sfoggia una silhouette elegante e fluida, in cui si combinano la forma di una berlina con il dinamismo di uno shooting brake. Per quanto riguarda il Concept 8, siamo di fronte all’anteprima dei prossimi SUV di grandi dimensioni firmati Peugeot. Nonostante le dimensioni considerevoli, lascia intravedere un’aerodinamica molto curata.

Peugeot non ha fornito particolari dettagli sulla parte tecnica o meccanica, ma sottolinea che si tratta di veicoli elettrici a batteria. Entrambi i modelli concept anticipano veicoli prodotti da e per la Cina. Un processo di sviluppo, produzione e commercializzazione che Peugeot porterà avanti insieme a Dongfeng, il suo partner locale.

Nuovo Porsche Cayenne Elettrico Coupé 2026: Anteprima

Porsche presenta il Cayenne Coupé Electric al Salone di Pechino.
Porsche ha presentato al Salone di Pechino la versione coupé del crossover elettrico Cayenne. Pur avendo alcune particolarità di allestimento, condivide la stessa meccanica del Cayenne Electric. Gli ordini per il Porsche Cayenne Coupe Electric sono già aperti e le consegne ai clienti inizieranno in estate.
Il Porsche Cayenne Electric originale, basato sulla piattaforma PPE (Premium Platform Electric) con architettura a 800 volt, ha debuttato in anteprima mondiale lo scorso novembre con le versioni base Cayenne Electric e top di gamma Cayenne Turbo Electric. A marzo di quest’anno la gamma si è arricchita con il Cayenne S Electric, di livello intermedio per dotazione e potenza. Il Cayenne Coupe Electric ha esordito direttamente in tre versioni, identiche a quelle del Cayenne Electric.
La lunghezza (4.985 mm), la larghezza (1.980 mm), il passo (3.023 mm) e l’altezza da terra (190 mm) del Cayenne Coupe Electric sono gli stessi del Cayenne Electric, mentre l’altezza è ridotta da 1.674 a 1.650 mm. Questo, combinato con il tetto digradante, ha permesso di abbassare il Cx da 0,25 a 0,23. Gli elementi aerodinamici attivi di serie comprendono le valvole nelle prese d’aria anteriori e uno spoiler sul portellone, mentre la versione Turbo aggiunge pannelli laterali mobili ai lati del paraurti posteriore, che si estendono ad alta velocità per regolarizzare il flusso d’aria. Le migliori caratteristiche aerodinamiche della carrozzeria coupé hanno permesso di aumentare leggermente l’autonomia con una singola ricarica (i dati sono riportati di seguito). È curioso notare che, a parità di condizioni, il Cayenne Coupe Electric pesa 5 kg in più rispetto al Cayenne Electric: la massa a vuoto minima della versione coupé è di 2.530 kg.

LE TECNOLOGIE

A fronte di un tale peso, appare un po’ bizzarro il pacchetto opzionale Lightweight Sport, che comprende tetto in fibra di carbonio, elementi del body kit in carbonio, cerchi da 22 pollici speciali e pneumatici dedicati — il tutto consente di ridurre la massa di appena 17,6 kg. La dotazione di serie del Cayenne Coupe Electric include un tetto panoramico in vetro, per il quale è disponibile come optional un rivestimento in grado di modificare il grado di trasparenza per settori. Anche le porte con apertura elettrica sono disponibili come optional.
Dal posto di guida, il Cayenne Coupe Electric è identico al Cayenne Electric, ma il pacchetto Sport Chrono è incluso di serie. Il sedile posteriore è di default a due posti, ma è possibile scegliere un divano in formato 2+1 con un scomodo posto centrale. Lo spazio in altezza nella versione coupé è inferiore rispetto al Cayenne Electric, e i cuscini dei sedili posteriori non sono regolabili longitudinalmente — è possibile solo variare l’inclinazione degli schienali. Il volume del bagagliaio anteriore è invariato rispetto al Cayenne Electric (90 litri), mentre quello posteriore si riduce da 781 a 534 litri a causa della diversa forma della coda (nel Cayenne Turbo Coupe Electric da 747 a 500 litri).

MOTORE E DATI TECNICI

Tutte le versioni del Cayenne Coupe Electric sono a doppio motore e a trazione integrale, tutte sono dotate di batteria da 113 kWh (di cui 108 kWh disponibili per l’utente), con potenza di ricarica massima di 400 kW.
La potenza massima del sistema di trazione del Cayenne Coupe Electric base in modalità Launch Control è di 325 kW (442 CV) e 835 Nm; lo scatto da 0 a 100 km/h richiede 4,8 secondi, la velocità massima è di 230 km/h e l’autonomia massima con una singola ricarica è di 661 km secondo il ciclo WLTP (contro i 643 km del Cayenne Electric equivalente).
Sul Cayenne S Coupe Electric i due motori elettrici erogano complessivamente fino a 490 kW (666 CV) e 1.080 Nm; lo 0-100 km/h richiede 3,8 secondi, la velocità massima è di 250 km/h e l’autonomia massima è di 668 km WLTP (651 km per il Cayenne S Electric equivalente).
Il Cayenne Turbo Coupe Electric dispone di fino a 850 kW (1.156 CV) e 1.500 Nm; lo 0-100 km/h è coperto in 2,5 secondi, la velocità massima è di 260 km/h e l’autonomia massima è di 628 km WLTP (617 km per il Cayenne Turbo Electric equivalente).
Tutte le versioni sono dotate di serie delle sospensioni pneumatiche adattive PASM (Porsche Active Suspension Management), mentre per il Cayenne Turbo Coupe Electric è disponibile a pagamento la sospensione elettroidraulica attiva Porsche Active Ride. Il sistema di sterzo integrale è optional su tutte le versioni.
Il Porsche Cayenne Coupe Electric base parte da 109.000 euro in Germania (il Cayenne Electric equivalente da 105.200 euro), il Cayenne S Coupe Electric da 130.300 euro (il Cayenne S Electric da 126.400 euro), il Cayenne Turbo Coupe Electric da 168.500 euro (il Cayenne Turbo Electric da 165.500 euro).
Va aggiunto che la premiere del Cayenne Coupe Electric in Cina si è svolta sullo sfondo di un calo drammatico delle vendite Porsche nel Paese, in corso dal 2022: nel primo trimestre di quest’anno, secondo i dati della stessa casa, sono state vendute 7.519 vetture, con un calo del 21% rispetto al primo trimestre del 2025.

Porsche non ha stabilimenti in Cina, ma oggi nemmeno questo sarebbe d’aiuto — le auto tedesche sono irrimediabilmente in svantaggio su prezzo e velocità di aggiornamento rispetto ai migliori competitor cinesi.

AUDI E7X 2026: gli interni

Il marchio AUDI senza i quattro anelli ha presentato il suo secondo modello di serie: il grande SUV E7X. Il crossover sarà disponibile nella versione elettrica con trazione posteriore o trazione integrale a due motori. Le prenotazioni inizieranno a maggio.
Il marchio AUDI è stato creato appositamente per il mercato cinese nel 2024.

Si tratta di un progetto congiunto del gruppo Volkswagen e del suo partner di lunga data, la società SAIC. È proprio la scritta AUDI a fungere da emblema: i cerchi del marchio non vengono utilizzati. Il primo modello del marchio è stata la station wagon elettrica E5 Sportback, che però in Cina non riscuote successo. AUDI conta di attirare nuovi clienti con il secondo modello: il crossover elettrico di grandi dimensioni E7X.

IL LUSSO TOTALE

Il SUV è stato presentato come concept già nell’autunno dello scorso anno. La versione di serie è apparsa a dicembre nel database del Ministero dell’Industria della Repubblica Popolare Cinese, dopodiché lo stesso marchio AUDI ha svelato l’aspetto del crossover con immagini ufficiali. Ebbene, al Salone dell’Auto di Pechino, inaugurato oggi, si è tenuta la presentazione pubblica dell’AUDI E7X di serie, durante la quale ci è stato mostrato per la prima volta l’interno del modello.

Come all’esterno, anche all’interno il crossover riprende lo stile della station wagon AUDI E5 Sportback. Nell’abitacolo dell’E7X è installato un display a tutta larghezza sul cruscotto. Ai lati sono presenti schermi aggiuntivi, poiché anche per il SUV sono previste telecamere al posto dei tradizionali specchietti esterni. Anche i passeggeri posteriori hanno a disposizione un tablet: questo fuoriesce dal tetto ed è possibile attivarlo semplicemente con un comando vocale. Il sistema multimediale è basato sull’intelligenza artificiale.

PREMIUM VERO

Il crossover AUDI E7X sarà disponibile nelle versioni a cinque o quattro posti. Nel secondo caso, i sedili posteriori sono separati da un massiccio «mobile» con telecomando. In entrambe le versioni, i sedili posteriori sono dotati di poggiapiedi ribaltabili. Naturalmente sono presenti riscaldamento, ventilazione e funzione massaggio.

Nell’elenco delle dotazioni figurano anche un impianto audio Bose con 26 altoparlanti (compresi quelli integrati negli schienali dei sedili anteriori all’altezza delle spalle e nei poggiatesta dei sedili posteriori) e un tetto panoramico a trasparenza variabile. Infine, per le finiture interne vengono utilizzati materiali di alta qualità – in particolare, sono presenti inserti in legno naturale.

Per quanto riguarda l’aspetto, le caratteristiche principali dell’esterno dell’AUDI E7X sono il “muso” liscio, i gruppi ottici a forma di cornice e le maniglie delle portiere a scomparsa.

Nuova Morgan Supersport: Anteprima

Ecco la nuova Morgan Supersport: il modello stradale più potente nella storia del marchio; il motore turbo a benzina BMW B58 da 3,0 litri eroga qui 408 CV e garantisce un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi. La Supersport 400 è diventata anche il modello Morgan più costoso, ma ne seguiranno altri ancora più costosi.
La Morgan Motor Company ha saggiamente deciso di aumentare il livello di lusso ed esclusività, poiché il mercato delle auto di lusso sta crescendo a vista d’occhio e i produttori con un nome e una reputazione hanno un peso rilevante su di esso e, di conseguenza, buone prospettive. Ciò significa che Morgan può tranquillamente guadagnare di più senza aumentare i volumi di produzione, motivo per cui l’azienda ha in programma diversi modelli esclusivi in edizione limitata. La Supersport 400 è uno di questi.

La produzione della Morgan Supersport 400 sarà limitata, ma l’azienda non rivela una cifra precisa. In realtà, la Supersport di base è prevista per una produzione di circa duecento esemplari all’anno. Ricordiamo che la Morgan Supersport ha debuttato nel marzo dello scorso anno in sostituzione del modello Plus Six, posizionandosi come un’auto sportiva di status superiore e più costosa.

LA SPORTIVA VERA

Nella versione base, la Morgan Supersport è una roadster, ma con il tetto rigido rimovibile si trasforma in una coupé. Alla base di questa auto sportiva c’è la nuovissima piattaforma in alluminio CXV sviluppata internamente da Morgan, mentre il propulsore è fornito da BMW. Sul modello Supersport, il motore a sei cilindri in linea BMW B58 eroga 340 CV e 500 Nm, il cambio è esclusivamente un «automatico» idromeccanico ZF a 8 rapporti, la trazione è posteriore, l’accelerazione da 0 a 100 km/h richiede 3,9 s, la velocità massima è di 267 km/h.
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Sulla Morgan Supersport 400 presentata oggi, la potenza del motore BMW B58 è stata aumentata a 408 CV (la coppia massima è rimasta invariata), il tempo di accelerazione da 0 a 100 km/h è sceso a 3,6 s, la velocità massima è aumentata a 290 km/h. Il collettore di scarico della Supersport 400 è stato riprogettato e garantisce un suono di scarico particolarmente intenso. Il peso a pieno carico è rimasto invariato: 1170 kg.

La dotazione di serie della Morgan Supersport 400 include il pacchetto Dynamic Handling Pack con impostazioni più sportive delle sospensioni e ammortizzatori regolabili Nitron, mentre il differenziale autobloccante è offerto come optional. L’equipaggiamento di serie comprende anche cerchi forgiati leggeri Sportlite da 19 pollici, con pneumatici Michelin Pilot Sport 5.
Le caratteristiche esterne della versione 400 sono le prese d’aria nei parafanghi anteriori e la finitura lucida della parte inferiore della carrozzeria al posto di quella opaca. Gli interni presentano una cucitura unica del rivestimento in pelle e una nuova grafica degli strumenti a lancetta firmata Smiths. Con un supplemento è possibile sostituire il selettore del cambio automatico standard BMW con uno più elegante in alluminio anodizzato. Le opzioni di finitura sono aumentate: ora è possibile rivestire le superfici in Alcantara, compreso il volante, come nel modello dimostrativo.

Nel Regno Unito la Morgan Supersport 400 costa a partire da 112.965 sterline, tasse escluse.