La nuova Lada Niva Legend si aggiorna per il 2027.
Anche la versione “hardcore” della Niva Legend è stata dotata di carrozzeria zincata e di un nuovo motore. Ora la versione Bronto ha assunto un aspetto ancora più massiccio.
Alla fine dell’estate in Russia sono iniziate le vendite del fuoristrada Lada Niva Legend, sostanzialmente modernizzato. E oggi AVTOVAZ ha annunciato l’avvio della produzione della versione aggiornata della tre porte ad alta capacità fuoristrada: la Lada Niva Bronto.
Ricordiamo che questa versione si distingue fin dall’inizio dalla Niva classica per la presenza di pneumatici più grandi con battistrada robusto (la Bronto monta pneumatici 235/75 R15 con diametro esterno di 29 pollici), nonché per le sospensioni anteriori e il ponte posteriore rinforzati. Inoltre, su ciascun asse della Niva Bronto è installato un differenziale autobloccante tra le ruote, con un rapporto di trasmissione della coppia principale pari a 4,1.
Come per il fuoristrada standard aggiornato Lada Niva Legend, il fuoristrada Bronto presenta ora parti della carrozzeria zincate, elementi della trasmissione rinforzati, freni più efficaci e un airbag frontale per il conducente. Dopo l’aggiornamento, la Lada Niva Bronto è stata dotata anche di un altro kit carrozzeria non verniciato: è ancora più massiccio rispetto a quello della Niva pre-riforma per fuoristrada. È stata inoltre introdotta una nuova griglia del radiatore, sulla quale ora compare la scritta «Bronto».
MOTORE E DATI TECNICI
Anche il motore è diverso: è lo stesso della normale Niva Legend aggiornata. Si tratta di un motore a benzina da 1,8 litri a 8 valvole con una potenza di 90 CV, che ha sostituito il motore da 1,7 litri (83 CV, 129 Nm).
Si prevede che il fuoristrada aggiornato Lada Niva Bronto sarà in vendita a breve. Gli allestimenti e i prezzi non sono ancora stati resi noti.
Il prezzo consigliato in Russia del precedente fuoristrada «hardcore» Bronto partiva da 1.517.000 rubli.
Porsche ha pubblicato un altro teaser del suo concept Mission S, questa volta con una ripresa dall’alto dell’auto coperta da un telo su misura. “Progettata, rifinita, pronta. Preparatevi a una prima speciale – domani a New York”, recita la didascalia.
L’abitacolo è posizionato molto in avanti, con un lungo ponte dietro di esso, e c’è una sezione rialzata che parte dal centro del tetto e si estende verso il ponte posteriore. Sembra proprio una presa d’aria sul tetto, del tipo utilizzato per convogliare aria verso un motore montato dietro i sedili.
Porsche sta pubblicando a piccole dosi anticipazioni su Instagram ormai da oltre una settimana. Si è iniziato il 7 ottobre con un breve video accompagnato dalla didascalia «Benvenuta Mission S. La nostra lettera d’amore all’auto sportiva», seguito il giorno dopo da tre primi piani in penombra illuminati di rosso della carrozzeria, di un cerchio con chiusura centrale e dello stemma Porsche, con la didascalia «Mission S. Motore centrale. Orientata al futuro».
Un fotogramma tratto dal video di @forman_motorworks offre una visione più ravvicinata dell’auto dall’alto e da dietro. La presa d’aria si estende dal tetto verso il basso, al centro di un lungo cofano posteriore scuro che sembra essere in vetro, incorniciato da due nervature in tinta con la carrozzeria.
All’estremità della presa d’aria si trova un oggetto rotondo, simile a una ventola, visibile attraverso il vetro. È difficile capire di cosa si tratti da queste immagini, ma si trova proprio dove termina la presa d’aria, quindi è possibile che quest’ultima gli fornisca aria.
Il concept è stato annunciato il 7 ottobre nell’ambito della nuova strategia Sportwagenschmiede ’35 di Porsche, presentata in occasione del Capital Markets Day. L’azienda ha dichiarato di stare sviluppando «una piattaforma per supersportive a motore centrale che darà vita a una linea di modelli posizionata al di sopra dell’iconica 911», e che la Mission S ne costituirà un’anteprima.
«Stiamo sviluppando una piattaforma per supersportive e intendiamo utilizzarla come base per una nuova auto a motore centrale, un’auto che si posizionerà chiaramente al di sopra della 911», ha affermato Michael Leiters, CEO di Porsche.
Porsche non ha rivelato quale sarà la motorizzazione, ma secondo Autocar, Leiters ha affermato che il modello sarà offerto esclusivamente con propulsori a combustione, il che è in linea con quel contagiri da 8.000 giri/min. Si tratta di un cambio di rotta rispetto al concept Mission X del 2023, che anticipava un’ipercar elettrica. Leiters ha inoltre dichiarato che non ci sarà una 911 completamente elettrica.
Opel Astra presenta ora la versione economica Start con carrozzeria in lamiera stampata Il gruppo Stellantis continua a spingere il marchio Opel verso la fascia di prezzo più bassa, nel tentativo di renderlo davvero popolare e di massa. Per ora questa strategia sta dando buoni risultati: le vendite di Opel in Europa sono in crescita.
Ricordo che negli anni 2010, sotto la guida di General Motors, il marchio Opel veniva orientato verso il segmento premium, mentre sotto l’egida del gruppo Stellantis il marchio Opel ha perso la propria identità tecnica, è passato interamente alle piattaforme francesi e si è privato di una parte significativa dei propri ingegneri. Ora Opel propone sostanzialmente gli stessi modelli degli altri marchi di massa di Stellantis, ma con un design proprio, che continua a essere ideato presso la sede centrale di Opel a Rüsselsheim (Germania, Land dell’Assia).
Opel compensa la mancanza di un proprio reparto di ingegneria con una politica dei prezzi più flessibile. In parole povere, i modelli Opel diventano più accessibili e questo si riflette positivamente sulle vendite. Secondo i dati dell’ACEA, il numero di immatricolazioni di autovetture nuove Opel in Europa da gennaio ad agosto di quest’anno è cresciuto del 7,2%, raggiungendo le 285.110 unità (rispetto al periodo gennaio-agosto del 2025).
All’inizio di quest’anno, la nuova versione base Start è stata introdotta per il crossover Frontera e la «combo» Combo, e ora è disponibile anche per l’Astra di generazione L. L’allestimento Start ha permesso di ridurre i prezzi dell’Astra rispetto al precedente allestimento base Edition di 1.600–2.000 euro, a seconda del propulsore scelto (i prezzi indicati qui e di seguito si riferiscono alla Germania).
MOTORE E DATI TECNICI
L’Opel Astra Start più conveniente, nella versione hatchback con motore mild-hybrid da 145 CV, costa ora 31.890 euro, mentre nella versione station wagon (Sports Tourer) costa 33.390 euro. Il gruppo motopropulsore mild-hybrid comprende un motore a benzina turbo da 1,2 litri a tre cilindri con una potenza di 136 l.s. e un cambio automatico eDCT a 6 rapporti con doppia frizione, in cui è integrato un motore elettrico di trazione da 21 l.s. Tutte le versioni dell’Astra sono a trazione anteriore.
L’Astra Start hatchback con motore turbodiesel da 1,5 litri (130 l.s.) e cambio automatico a 8 rapporti parte da 33.490 euro, mentre la station wagon parte da 33.990 euro.
L’Astra Start elettrica in versione hatchback costa almeno 36.490 euro, mentre la station wagon parte da 37.990 euro.
L’unico motore elettrico di questa versione eroga 156 CV. La capacità della batteria da 400 V è di 58 kV·h; l’autonomia massima con una singola ricarica è di 454 km secondo il ciclo WLTP per la versione hatchback e di 445 km per la versione station wagon.
L’Astra ibrida plug-in (196 CV) non è disponibile nell’allestimento BASE Start.
INTERNI E TECNOLOGIE
L’allestimento Start comprende cerchi in acciaio da 16 pollici con copricerchi, climatizzatore a zona singola, un display del quadro strumenti da 10 pollici, uno schermo multimediale da 10 pollici, un impianto audio con quattro altoparlanti e una dotazione base di sistemi di assistenza alla guida, compresi i sensori di parcheggio anteriori e posteriori.
A titolo di confronto, la VW Golf nella versione base costa attualmente in Germania a partire da 29.835 euro, la Peugeot 308 da 34.310 euro, la Toyota Corolla da 29.626 euro, la Kia K4 da 28.890 euro e la Mazda 3 da 29.190 euro. In breve, gli esperti di marketing di Stellantis hanno ancora margini di miglioramento: l’importante è non fermarsi ai risultati raggiunti.
Passeggiare nel centro di Dubai è come visitare un salone automobilistico internazionale. Qui si trovano auto sportive rare e SUV di lusso, ormai parte integrante del paesaggio urbano. La cultura automobilistica è diventata un pilastro dello stile di vita locale. Qualsiasi turista può sentirsi parte di questa atmosfera: il servizio Renty.ae consente di trovare rapidamente un modello adatto per spostarsi comodamente in città e oltre.
Perché Dubai è diventata la capitale delle supercar
Il fenomeno della popolarità delle automobili di lusso negli Emirati Arabi Uniti è dovuto a una combinazione di diversi fattori: alti livelli di reddito, un ambiente urbano sofisticato e un culto dell’estetica.
Qualità perfetta delle strade. Autostrade a più corsie con un manto stradale impeccabile consentono di sfruttare il potenziale dei motori potenti in condizioni confortevoli e sicure.
Prezzi accessibili del carburante. Il costo relativamente basso del carburante rende economicamente accessibile l’uso quotidiano di motori V8 e V12.
Status e identità visiva. Nel contesto imprenditoriale locale, la classe dell’auto rappresenta un dettaglio importante del galateo aziendale e riflette il livello di preparazione all’incontro.
L’esigenza di viaggiare nel massimo comfort fa sì che i residenti e i visitatori degli Emirati aggiornino costantemente la propria flotta privata o noleggino nuovi modelli.
Come scegliere un’auto di lusso per la città
La scelta del modello giusto dipende dai vostri programmi per la giornata, dalla composizione del gruppo e dal percorso previsto. La flotta locale offre soluzioni per una varietà di esigenze.
Per i viaggi d’affari nell’area del DIFC e gli incontri in hotel a cinque stelle, i viaggiatori preferiscono noleggiare auto di lusso, scegliendo berline executive o crossover altamente insonorizzati. Se state pianificando un viaggio lungo la costa, vale la pena trovare un’auto a noleggio adatta tramite il catalogo ufficiale.
Chiarite in anticipo le condizioni principali di consegna. Una società di noleggio affidabile di solito fornisce il servizio di consegna dell’auto direttamente al terminal di arrivo o all’ingresso dell’hotel.
Guidare una supercar a Dubai: velocità, controlli radar e cultura del servizio di parcheggio
L’elevata potenza del motore richiede al conducente la massima lucidità possibile alla guida. A Dubai, la guida delle supercar è regolata da rigide norme stradali e supportata da un servizio ben sviluppato.
Monitoraggio high-tech della velocità. Le telecamere rilevano non solo gli eccessi di velocità, ma anche le manovre improvvise senza indicatore di direzione. Le multe sono collegate al numero di targa e il conteggio finale viene chiuso al momento della restituzione dell’auto a noleggio.
Pedaggi elettronici Salik. Quando si passa sotto i caselli automatici, non è necessario fermarsi; il sistema registra automaticamente il percorso.
Servizio di parcheggio con autista di alto livello. Quando si arriva in un ristorante o in un hotel a bordo di una Lamborghini o di una Rolls-Royce e si consegnano le chiavi all’addetto al parcheggio, è bene farlo come prassi standard, poiché ci si risparmia la fatica di cercare un posto auto.
Climatizzazione e monitoraggio degli pneumatici. La combinazione di aria calda e asfalto sottopone a maggiore stress gli pneumatici e il radiatore ed è importante tenere d’occhio gli indicatori di pressione sul cruscotto.
Altezza da terra ridotta e dossi stradali. L’altezza da terra ridotta richiede maggiore cautela quando si entra nei parcheggi multipiano e si affrontano gli incroci artificiali sulle strade cittadine.
Per evitare di preoccuparsi di danni accidentali al paraurti o ai dischi quando si parcheggia su bordi rialzati, è consigliabile noleggiare un’auto con copertura assicurativa estesa in anticipo.
Considerazioni finali
Le supercar di Dubai si sono trasformate da oggetto di lusso a comodo mezzo di trasporto e simbolo di comfort. Rispettare le norme del codice della strada e scegliere un servizio di noleggio affidabile renderà il vostro viaggio negli Emirati sicuro e piacevole.
L’11 ottobre, Avatr ha presentato ufficialmente il suo concept car T09 al Salone dell’Auto di Parigi 2026.
In quanto primo modello della nuova serie di punta del marchio, il T09 si basa su un linguaggio stilistico completamente nuovo e integra tecnologie di Changan, Huawei e CATL. Il veicolo è posizionato per competere nel segmento dei SUV di lusso da 500.000 yuan (74.600 USD) e il suo lancio ufficiale sul mercato è previsto per il 2026.
Il concept T09 sarà esposto insieme ai modelli Avatr 06T e 07L al Salone dell’Auto di Parigi dal 12 al 18 ottobre. Chen Zhuo, presidente di Avatr Technology, ha dichiarato: «Con l’introduzione del T09, Avatr disporrà ora di due serie di prodotti distinte: la serie “Digital”, caratterizzata da un lusso disinvolto, dall’eleganza e da un design sportivo e all’avanguardia; e la serie “Flagship”, definita dal lusso rispettoso, dal prestigio e da una presenza imponente. Due serie di design, un’unica Avatr e lo stesso impegno verso l’originalità e il gusto».
Nader Faghihzadeh, vicepresidente esecutivo e capo progettista di Avatr, ha aggiunto: «L’Avatr Vision Xpectra interpreta la libertà presente nella nostra visione. Il concept T09 traduce questa filosofia in un’aura serena, sicura e rispettosa, ampliando il nostro “lusso disinvolto” nel regno più ampio del “lusso rispettoso”». Il concept Avatr T09 presenta il nuovo linguaggio stilistico Vision Xpectra. La fascia anteriore è caratterizzata da una griglia con 362 distinti elementi del logo Avatr di varie altezze. Il veicolo è dotato di unità di illuminazione a matrice di cristalli che utilizzano la tecnologia di taglio a diamante a doppio strato e di un imponente cofano a conchiglia da 2,1 metri quadrati.
LO STILE AFFILATO
All’interno, l’abitacolo introduce il sistema di interazione emotiva “Vortex”: un design retrattile a 360 gradi, senza soluzione di continuità, con curvatura a due stadi, che incorpora 118 luci a matrice LED RGB. L’abitacolo è caratterizzato da una configurazione immersiva a triplo schermo, con un quadro strumenti da 10,25 pollici affiancato da due display da 17,2 pollici per la console centrale e il passeggero anteriore. La T09 è descritta come il modello di serie tecnologicamente più avanzato del marchio fino ad oggi. Integra il sistema di guida intelligente Qiankun di Huawei e la nuova tecnologia di controllo intelligente Taihang.
Specifiche tecniche principali: Gruppo motopropulsore: sistema super-ibrido intelligente con motore 2.0T e trazione elettrica distribuita a tre motori. Potenza: la potenza totale del sistema supera i 1.000 CV. Batteria: dotata di una batteria CATL Freevoy da 71,24 kWh per ibridi e veicoli a autonomia super estesa. Autonomia: offre un’autonomia in modalità esclusivamente elettrica secondo lo standard CLTC di oltre 400 km (valore w=400).
Avatr ha ampliato la propria presenza internazionale a 70 paesi e regioni, con prodotti che raggiungono un prezzo medio di vendita superiore a 300.000 yuan (44.800 USD). Il marchio ha già raggiunto la redditività nei mercati esteri, detenendo una quota di mercato del 10% nel segmento dei veicoli elettrici di fascia alta in Egitto e classificandosi al primo posto nel mercato thailandese dei SUV elettrici di lusso con l’Avatr 11.
Entro il 2030, Avatr punta a entrare in oltre 110 paesi e regioni, con le vendite all’estero che dovrebbero rappresentare oltre il 50% del suo volume totale.
In occasione del Salone dell’auto di Parigi ho provato la nuova GAC Aion V per capire se il primo “modello mondiale” del marchio sa convincere il pubblico europeo.
Sedili anteriori con funzione massaggio, schienale posteriore che si inclina fino a 137 gradi e un bracciolo con vano frigo: la scheda dei contenuti dell’Aion V sembra quella di una berlina di rappresentanza, non di un SUV elettrico che costa meno di 35.000 euro.
È la scommessa con cui GAC prova a sfondare in Europa, e il Salone dell’auto di Parigi, in programma dal 12 al 18 ottobre al Paris Expo di Porte de Versailles, mi è sembrato il posto giusto per verificarla. Ho provato la vettura proprio in occasione della rassegna francese, per capire se dietro il listino aggressivo c’è un prodotto all’altezza delle concorrenti europee e coreane.
Dettagli estetici
La nuova GAC Aion V non cerca di assomigliare a nessun altro modello a listino.
Le linee sono tese e decise, il frontale ha la calandra chiusa tipica delle elettriche e i fari a LED sviluppati in orizzontale, mentre i cerchi arrivano fino a 19 pollici. Il posteriore è verticale, con una firma luminosa a LED che GAC chiama “Cyber Dragon Claw”.
Con 460 centimetri di lunghezza, 185 di larghezza e 169 di altezza, è un SUV di taglia media, a metà tra le compatte più diffuse e i modelli più ingombranti del segmento.
Il vero cambio di passo si ha salendo a bordo.
L’abitacolo è minimalista, con un pavimento piatto e un passo generoso di 2,78 metri che si traduce in molto spazio per le gambe, anche dietro. I sedili anteriori hanno il massaggio e possono quasi reclinarsi fino a formare un letto, mentre lo schienale posteriore si inclina fino a 137 gradi. Tra gli accessori c’è anche un bracciolo centrale con funzione caldo-freddo, con una temperatura regolabile da -15 a +50 gradi. Il bagagliaio parte da 427 litri e arriva a 1.638 litri con i sedili posteriori abbattuti, una capacità sopra la media di categoria.
Motore e prova su strada
Sotto la pelle c’è un solo motore elettrico anteriore da 204 CV (150 kW), con una coppia dichiarata di 210 Nm, e la trazione è sull’asse anteriore. L’energia arriva da una batteria al litio ferro fosfato da 75,3 kWh, che garantisce fino a 510 chilometri di autonomia nel ciclo WLTP.
Lo 0-100 km/h si copre in 7,9 secondi e la velocità massima è limitata a 160 km/h: numeri onesti, che non hanno l’ambizione di inseguire le versioni più sportive del segmento.
La guida segue la stessa filosofia. L’erogazione è fluida e silenziosa e la spinta è sufficiente per affrontare i sorpassi senza difficoltà, mentre sterzo e sospensioni sono tarati per il comfort e non per il ritmo. Chi cerca una guida più incisiva troverà il carattere un po’ pacato a tutto vantaggio di una autonomia interessante.
La mia media consumi, nel circuito misto, è stata di circa 17/18kWh/100 km un dato non banale considerando gli ingombri dell’auto e il peso di circa 1800kg.
Il comfort, invece, è il punto forte della vettura. Sul fronte della ricarica la corrente alternata arriva a 11 kW, mentre in corrente continua si passa a 180 KW coprendo dal 10 all’80% in circa 24 minuti.
Tecnologie interne e ADAS
La plancia è dominata da un display centrale da 14,6 pollici, affiancato da un quadro strumenti digitale da 8,8 pollici. Apple CarPlay e Android Auto sono compatibili in modalità wireless e il sistema ha anche il controllo vocale.
Il limite è l’approccio molto digitale: quasi ogni funzione passa dallo schermo, climatizzazione compresa, e avrei gradito qualche comando fisico in più, per usarli senza distogliere lo sguardo dalla strada. Tra le dotazioni c’è anche la funzione V2L, che permette di alimentare dispositivi esterni dalla batteria dell’auto.
Sul fronte della sicurezza l’Aion V ha ottenuto cinque stelle ai crash test Euro NCAP. La guida assistita è di Livello 2+ e comprende il mantenimento della corsia, il cruise control adattivo, la frenata automatica d’emergenza, il monitoraggio dell’angolo cieco e le telecamere a 360 gradi. Con una sola prova breve non ho potuto valutare nel dettaglio la taratura dei vari interventi su lunghe percorrenze, un aspetto che richiede più chilometri di quelli percorsi.
Scheda in breve — GAC Aion V Motore: elettrico anteriore, trazione anteriore Potenza: 204 CV (150 kW) Coppia massima: 210 Nm 0-100 km/h: 7,9 secondi Velocità massima: 160 km/h Batteria: LFP da 75,3 kWh Autonomia WLTP: fino a 510 km Ricarica: 11 kW in AC, 180 kW in DC Dimensioni: 460 x 185 x 169 cm, passo 278 cm Bagagliaio: 427-1.638 litri Sicurezza: 5 stelle Euro NCAP Prezzo di listino: da 33.880 euro (Premium) a 34.880 euro (Luxury)
Pro e contro
Pro
Prezzo sotto i 35.000 euro con batteria da 75,3 kWh e 510 km WLTP
Abitacolo spazioso e rilassante, con sedili massaggianti e schienale posteriore molto inclinabile
Bagagliaio da 427 a 1.638 litri, sopra la media di categoria
Ricarica rapida dal 10 all’80% in circa 24 minuti
Cinque stelle Euro NCAP e ADAS di Livello 2+ di serie
Contro
Interfaccia quasi del tutto digitale, con pochi comandi fisici anche per il clima
Comportamento generale molto docile e pacato non adatto a chi cerca la massima sportività
Visibilità posteriore limitata da lunotto piccolo e monta ci C generosi
L’Aion V non è il SUV elettrico più brillante da guidare, ma non ha bisogno di esserlo: su comfort, spazio, autonomia e prezzo gioca una partita seria, e a meno di 35.000 euro mette in difficoltà più di una rivale europea.
La scorsa settimana sono trapelate notizie sui piani di Mazda di lanciare un pick-up di nuova generazione; nel frattempo, abbiamo deciso di mostrarvi come potrebbe presentarsi il nuovo modello.
Il pick-up di medie dimensioni BT-50 è stato lanciato nel 2006; realizzato sulla piattaforma del Ford Ranger, è subentrato ai pick-up della serie B. Si tratta dell’unico modello Mazda che non viene prodotto né venduto sul mercato interno giapponese, mentre la sua principale sede di produzione è la Thailandia. Attualmente è in produzione la terza generazione del pick-up, sviluppata sulla piattaforma dell’Isuzu D-Max e lanciata nell’estate del 2020. Nel 2024 il modello è stato sottoposto a un restyling, mentre ora è in arrivo una generazione completamente nuova.
Rendering Kolesa.ru
LO STILE AFFILATO
Come le generazioni precedenti, il nuovo pick-up riprenderà la piattaforma del modello esistente. Non ci sono ancora informazioni confermate su quale sarà esattamente il modello di riferimento; tra le possibili opzioni figurano il futuro Isuzu D-Max o Changan, con cui Mazda ha già instaurato una collaborazione. Come base per i rendering abbiamo utilizzato il pick-up cinese Changan Hunter. Non ci sono ancora informazioni sull’aspetto esteriore della futura novità, ma possiamo ipotizzare che il pick-up avrà un design originale in linea con lo stile contemporaneo del marchio: cornice della griglia del radiatore a forma di U o coperchi della griglia con illuminazione a LED, luci di posizione nella parte superiore e gruppi ottici integrati nel paraurti. Anche la parte posteriore è stata rinnovata grazie a fanali originali, uniti da una striscia a LED. L’attuale pick-up Mazda BT-50, nella versione base, è equipaggiato con un motore turbodiesel 2.2 RZ4F, che eroga 163 CV e 400Nm di coppia, abbinato a un cambio automatico a 8 rapporti o a un cambio manuale a 6 rapporti. La versione top di gamma monta sotto il cofano un motore turbodiesel 3.0 4JJ3 (190 CV, 450 Nm) abbinato a un cambio automatico a 6 marce. Per quanto riguarda il possibile modello di base per il nuovo pick-up Changan Hunter K50, si tratta di un ibrido in serie di tipo EREV: il motore a benzina da 2,0 litri (190 CV) funge da generatore per ricaricare la batteria, mentre la potenza complessiva dei due motori elettrici è di 326 CV e 529 Nm di coppia. Il debutto del nuovo pick-up Mazda è previsto per il 2028. Nel frattempo, il crossover CX-5 è rientrato nella TOP 10 del mercato russo secondo i dati del mese scorso.
A ventotto anni dal debutto della originale smart City-Coupé che fece scalpore al Salone di Parigi, il marchio sino-tedesco torna alle proprie origini con la nuova smart #2, presentata in anteprima mondiale proprio nello stesso evento. Un cambiamento radicale rispetto alla recente tendenza dell’azienda a lanciare SUV elettrici sempre più grandi: questa è una minuscola city car a due posti, proprio come la sua antenata (che in seguito sarebbe diventata nota come fortwo).
Rispetto al modello originale, la #2 esclusivamente elettrica è cresciuta in lunghezza di meno di 250 mm: con i suoi 2.746 mm totali rientra completamente nel passo della #1 ed è più corta di quasi 1,4 metri rispetto alla già compatta Proton eMas 5. Dove invece è aumentata sensibilmente è nella larghezza, cresciuta anch’essa di 250 mm fino a 1.760 mm, il che significa che non sarà più così semplice districarsi tra le strette vie dei centri storici.
Basata sulla nuova piattaforma dedicata Electric Compact Architecture (ECA), la #2 mantiene la trazione posteriore. Il motore elettrico singolo sviluppa 82 CV (62 kW) e 130 Nm di coppia. Rispetto all’ultima smart elettrica a due posti, la EQ fortwo, la potenza rimane invariata ma la coppia diminuisce curiosamente di 30 Nm, rendendo lo scatto da 0 a 100 km/h leggermente più lento: 11,6 secondi, ovvero due decimi in più.
DATI TECNICI
La #2 si riscatta però sul fronte dell’autonomia. Grazie a una batteria LFP da 35,8 kWh, molto più grande rispetto a quella della EQ fortwo, l’autonomia dichiarata supera il doppio del modello precedente, con un obiettivo di fino a 290 km secondo il ciclo WLTP. Sebbene la ricarica rapida in corrente continua si fermi a 65 kW, la capacità relativamente ridotta della batteria consente comunque di passare dal 10 all’80% in meno di 20 minuti. Inoltre, sarà disponibile la ricarica in corrente alternata fino a 11 kW, riducendo i tempi di ricarica da circa cinque ore con un caricatore da 7,4 kW a sole tre ore.
Per essere un’auto così piccola, la #2 sfoggia un frontale sorprendentemente aggressivo, con fari affilati e una grande griglia caratterizzata da aperture a forma di trattino. I gruppi ottici integrano triangoli luminosi che richiamano il logo smart, un elemento stilistico ripreso anche nei fanali posteriori dalla forma tondeggiante.
Il tetto “sospeso”, piuttosto alto (1.555 mm), è visivamente separato dal resto della carrozzeria e può essere configurato in una livrea bicolore. In controtendenza rispetto alle maniglie a scomparsa utilizzate sugli altri modelli della gamma, probabilmente a causa dell’imminente divieto cinese dei sistemi di apertura elettronica, la #2 adotta maniglie tradizionali a leva. Personalmente, il fatto che non siano integrate nel design come sulle precedenti fortwo rappresenta un’occasione mancata.
La celebre cellula di sicurezza tridion non è più messa in evidenza da un colore a contrasto, ma rimane presente sotto forma della nuova Tridion Cell Evo, che garantisce un’elevata robustezza senza aumentare le dimensioni esterne della vettura.
È però nella parte posteriore che la #2 mostra il suo vero colpo di scena: il portellone sdoppiato, proprio come quello della prima smart. Dietro di esso si trova un bagagliaio sorprendentemente generoso da 305 litri. Inoltre, il tergilunotto posteriore è integrato con eleganza nello spoiler sul tetto.
L’estetica è completata da cerchi da 15 e 16 pollici dal design particolarmente ricercato. La versione speciale Couture Edition riprende alcuni degli elementi più eccentrici della Concept #2 presentata in precedenza, introducendo la vernice Atelier White Matte, un kit aerodinamico dedicato, dettagli dorati e una griglia anteriore personalizzata con “cinghie” decorative.
Anche gli interni si ispirano chiaramente alla fortwo originale, grazie alla plancia dalla caratteristica forma a S. Tuttavia, i due sedili non sono più sfalsati per massimizzare lo spazio per le spalle, bensì installati nella classica configurazione affiancata, spiegando così l’aumento della larghezza complessiva dell’auto.
In modo molto intelligente, i sedili sono collegati tra loro per creare una sorta di panca. In assenza del tunnel centrale, il passeggero sul lato opposto può semplicemente scivolare verso l’altro sedile e uscire dalla portiera più accessibile, una soluzione ideale quando l’auto è parcheggiata troppo vicino a un muro o a un’altra vettura. Il posto centrale ospita portabicchieri, vani portaoggetti estraibili e un bracciolo che può essere ripiegato per impedire ai bagagli di scivolare nell’abitacolo.
INTERNI E TECNOLOGIE
Va detto che gli interni della #2 sono molto più moderni rispetto a quelli della fortwo. Troviamo infatti una strumentazione digitale da 8,8 pollici e un display centrale touch da 10,1 pollici dedicato all’infotainment. Sotto lo schermo sono presenti i comandi degli alzacristalli e alcuni pulsanti fisici, sebbene la regolazione del climatizzatore continui a passare attraverso il touchscreen.
Tra gli altri elementi spiccano le bocchette dell’aria in stile Mercedes-Benz a turbina (del resto il design è ancora curato a Stoccarda), ampie maniglie interne circolari, caricatore wireless Qi, tetto panoramico in vetro opzionale, impianto audio Sennheiser a sette altoparlanti e persino il sedile del conducente regolabile elettricamente. Non mancano dettagli ingegnosi come supporti da 1/4 di pollice per accessori e una pratica cinghia sul sedile del passeggero per fissare le borse della spesa.
In Europa, la #2 è dotata di serie del sistema smart Pilot Assist con guida semi-autonoma di Livello 2, mentre il monitoraggio dell’angolo cieco e l’avviso di traffico trasversale posteriore sono disponibili come optional.
In Germania, il prezzo parte da 19.990 euro e arriva fino a 25.690 euro per la versione Couture Edition.
Potrebbe arrivare anche in Malesia? È una possibilità concreta, considerando che il marchio è distribuito dalla controllata Proton, Pro-Net. Tuttavia, è probabile che il mercato per una due posti relativamente costosa rimanga piuttosto limitato, senza contare che sembra molto improbabile una produzione locale per un modello così di nicchia.