Home Blog Pagina 4

Nuovo Citroen Picasso 2027: Rendering totale

Il nuovo Citroen Picasso potrebbe segnare un punto di svolta.

La casa francese sta valutando seriamente di recuperare una carrozzeria che per anni è stata una delle sue caratteristiche distintive: il monovolume. Una proposta che, nonostante il dominio assoluto dei SUV sul mercato, continua a non avere rivali quando si parla di spazio interno, modularità e comfort per le famiglie.

La storia gioca a favore di questa idea. Sebbene la Renault sia stata la pioniera in Europa con il lancio dell’Espace nel 1984 e successivamente con lo Scénic, la Citroën seppe interpretare la formula con enorme successo. Il prototipo Xanae, presentato nel 1994, anticipò le linee di un modello che sarebbe poi diventato uno dei maggiori successi della marca: lo Xsara Picasso, prodotto tra il 1999 e il 2012.

Per anni Citroën ha offerto una gamma molto completa in questo segmento. Dal C3 Picasso ai C4 Picasso a passo corto e lungo, passando per modelli come l’Evasion, la casa francese è stata presente in diversi segmenti del mercato. Tuttavia, l’arrivo massiccio dei SUV ha finito per relegare questo tipo di vetture. L’ultimo rappresentante della saga è stato il Grand C4 Picasso, poi rinominato Grand C4 SpaceTourer, che è uscito discretamente dalla gamma. Da allora, chi ha avuto bisogno di sette posti in casa Citroën ha dovuto rivolgersi al Berlingo, che ha recentemente festeggiato il suo 30° anniversario.

Citroën prepara il ritorno del Picasso con 7 posti ed elettrico

In un mercato in cui praticamente tutti i costruttori hanno puntato sui SUV, Citroën vuole tornare a differenziarsi. Non sarebbe la prima volta che la casa francese ottiene buoni risultati scommettendo su una soluzione diversa dalla tendenza dominante, e tutto lascia pensare che lo farà di nuovo recuperando il concetto di monovolume adattato ai nuovi tempi.

Il primo indizio è arrivato durante il Salone di Bruxelles tenutosi lo scorso gennaio. Lì Citroen ha presentato il prototipo ELO, un esercizio di design che anticipava alcune delle chiavi di questa futura generazione di veicoli familiari.

Uno dei grandi problemi per qualsiasi modello di grande volume, soprattutto se prevede versioni elettriche, è ridurre la resistenza aerodinamica. Una carrozzeria alta e spaziosa offre molti vantaggi in termini di abitabilità, ma penalizza anche i consumi energetici. Per questo i futuri monovolumi di Citroën punteranno su linee più curate, una coda più slanciata e soluzioni aerodinamiche che permettano di mantenere una buona autonomia senza rinunciare allo spazio interno.

Citroen prepara il ritorno del Picasso con 7 posti ed elettrico

Le dichiarazioni dei massimi responsabili della marca lasciano pochi dubbi sulla direzione del progetto. Xavier Chardon, amministratore delegato di Citroën, ha riconosciuto che l’azienda sta lavorando attivamente “al futuro del monovolume”, chiarendo inoltre che il concept ELO non è stato un semplice esercizio di stile senza seguito.

Chi però si aspetta proposte estremamente rivoluzionarie dovrà probabilmente moderare le proprie aspettative. Citroën non sembra intenzionata a ripetere esperimenti come le tre poltrone anteriori allineate o le posizioni di guida centrali. La marca ritiene che le famiglie cerchino soluzioni pratiche e confortevoli, senza sacrificare un’ergonomia convenzionale e facile da usare nella vita quotidiana.

Nella stessa direzione si è espresso Gilles Vidal, responsabile del design dei marchi europei di Stellantis. Come ha spiegato di recente, questo tipo di carrozzeria è attualmente oggetto di studio, seppure adattata ai gusti odierni. L’obiettivo sarà creare vetture attraenti dal punto di vista visivo, capaci di recuperare la funzionalità tradizionale dei monovolumi senza trasmettere quell’immagine poco emozionale che per anni ha accompagnato questo segmento.

Vidal conosce bene questo terreno. Alla fine degli anni Novanta ha partecipato a diversi progetti sperimentali di Citroen legati alla mobilità familiare e alla modularità interna, perciò il suo coinvolgimento dà credibilità all’iniziativa.

Per ora non esiste una data ufficiale per il lancio di questo possibile successore del Grand C4 Picasso. Tuttavia, durante la presentazione del piano strategico Fastlane 2030, Citroën ha confermato che l’intera gamma sarà rinnovata prima della fine del decennio.

Dopo anni di egemonia dei SUV, sono sempre più le voci che ritengono sia arrivato il momento di recuperare veicoli progettati pensando prima alle famiglie e poi all’immagine.

BYD Flash Charging arriva in Italia: ecco come funziona

Presso la sede bolognese del Gruppo Barchetti, uno dei principali player automotive in Italia, è stato inaugurato il primo impianto BYD Flash Charging in Italia: una stazione di ricarica ultrarapida capace di riscrivere gli standard del settore e di portare nel nostro Paese la tecnologia che sta rivoluzionando il mercato cinese.

L’arrivo del Flash Charging a Bologna non è soltanto un evento simbolico, ma un segnale concreto della direzione che il mercato europeo sta prendendo.

BYD, oggi tra i costruttori più innovativi al mondo, ha scelto l’Italia come uno dei primi Paesi europei in cui avviare la propria rete di ricarica proprietaria, e lo fa attraverso un partner solido e radicato come Barchetti.

Una tecnologia che cambia le regole del gioco

Il sistema Flash Charging rappresenta la massima espressione della ricerca BYD nel campo delle batterie e dell’elettrificazione. Grazie alla nuova generazione di accumulatori Blade 2.0, dotati di architettura FlashPass e di un’elevatissima conducibilità ionica, le vetture compatibili possono raggiungere potenze di ricarica fino a 1.500 kW.

Questo significa che un’auto elettrica BYD di ultima generazione può passare dal 10 al 70% in circa 5 minuti, e arrivare quasi al 100% in meno di 9 minuti. Tempi che avvicinano l’esperienza di rifornimento elettrico a quella tradizionale, eliminando una delle principali barriere percepite dagli automobilisti.

La stazione inaugurata a Bologna è una delle prime in Europa a offrire questa tecnologia, e rappresenta un punto di riferimento per chi vuole sperimentare la mobilità elettrica senza compromessi. È anche un tassello fondamentale della strategia BYD, che prevede la realizzazione di oltre 3.000 punti Flash Charging nel continente entro i prossimi dodici mesi.

Il ruolo strategico del Gruppo Barchetti

Per BYD, la scelta del Gruppo Barchetti non è casuale. L’azienda, già protagonista nella distribuzione di marchi internazionali e nella transizione verso l’elettrico, rappresenta un partner ideale per portare in Italia un’infrastruttura così avanzata. La sede di Bologna diventa così un hub tecnologico e un punto di riferimento per clienti, flotte e aziende interessate a conoscere da vicino le potenzialità della ricarica ultrarapida.

L’inaugurazione è stata anche l’occasione per presentare al pubblico e alla stampa i modelli BYD compatibili con la nuova tecnologia, tra cui la recente Denza Z9GT, la shooting brake elettrica che ha introdotto per prima il sistema Flash Charging in Europa.

Un evento che segna l’inizio di una nuova fase

L’atmosfera dell’inaugurazione ha confermato la portata dell’evento: istituzioni locali, rappresentanti del settore automotive, aziende e appassionati hanno potuto assistere a dimostrazioni dal vivo della tecnologia, con sessioni di ricarica che hanno mostrato la rapidità e la stabilità del sistema.

Per Bologna, città già sensibile ai temi della sostenibilità, l’arrivo del Flash Charging rappresenta un ulteriore passo verso una mobilità più moderna e accessibile. Per BYD e Barchetti, è l’inizio di un percorso che porterà a una rete sempre più capillare, capace di supportare la crescita del mercato elettrico italiano.

L’inaugurazione del primo BYD Flash Charging in Italia non è solo un traguardo tecnologico, ma un messaggio chiaro: la transizione elettrica può essere veloce, concreta e conveniente.

Nuova Hyundai i20 2027: le foto rubate

Sono ormai più di dodici mesi che è in fase di test, se si considera che lo sviluppo è iniziato in Corea del Sud alcuni mesi prima che fosse avvistata per la prima volta sulle strade europee; era quindi prevedibile che la nuova generazione della Hyundai i20 venisse presentata nel giro di poche settimane. Infatti, il suo debutto mondiale era atteso in occasione di un evento che avrebbe preceduto la partita inaugurale dei Mondiali di calcio, attualmente in corso.

Ed è chiaro che, in un modo o nell’altro, ciò si è verificato, poiché la nuova Hyundai i20 2027 è venuta alla luce in una fuga di notizie del tutto inaspettata, dato che i modelli della casa coreana non sono solitamente protagonisti di queste anticipazioni. Tuttavia, c’è sempre un’eccezione e un’occasione per vedere questa nuova versione che, ancora una volta, cambia completamente, ma che si adatta perfettamente a ciò che abbiamo visto nelle foto spia dei suoi prototipi.

IL MODELLO DI PUNTA

Lo sguardo al frontale mostra come tutti gli elementi di questa sezione anteriore coincidano, anche con l’anteprima che vedete. I fari anteriori rimangono molto affilati e spigolosi, ma ora non sono disposti a forma di cuneo, bensì sono più orizzontali.

Si può anche notare che la tradizionale griglia è scomparsa ed è stata sostituita da una modanatura decorativa in vetro, che potrebbe essere illuminata. La griglia ora si trova sul paraurti, con una forma trapezoidale e divisa dalla grande barra di protezione frontale. Se la parte anteriore corrisponde alle foto spia, il profilo laterale non è da meno, ereditando una forma simile a quella inaugurata sull’avanguardistica IONIQ 3, specialmente nella zona delle porte posteriori, con una linea inferiore del finestrino che si alza bruscamente.

Non servono molte parole per analizzare la parte posteriore. È chiaro perché Hyundai abbia evitato di sollevare i teloni da questa parte, ora dotata di nuovi fanali a LED, le cui funzioni principali si trovano alle estremità e con una sottile striscia luminosa che attraversa tutta la larghezza del portellone.

GAS Auto: le sette vite di un compagno prezioso ed intelligente

Metano Auto, in Italia il 19% è Biologico

“Forse è morto !!!!”. “No, dai che rinasce”. 

“Ehh…Ma stavolta è un colpo da K.O.”…….”Aspetta, aspetta…….”; se dovessimo tracciare la vita del mondo del cosiddetto “Gas per Auto” (GPL, Metano, Biometano, GNC, GNL,…) troveremmo un grafico a due dimensioni nel quale l’escursione del tempo ha dato vita a una altalena commerciale e tecnologica forse unica rispetto alle altre alimentazioni.

La “Community” degli automobilisti “a Gas” è cresciuta e si è ridotta, nel corso dei decenni, muovendo la sinusoide del trend positivo o negativo diverse volte anche e soprattutto in funzione di una “presa” culturale difficile da costruire a livello di massa tra gli automobilisti europei che, soprattutto nello “zoccolo duro” degli utenti più fidelizzati, hanno nel tempo confermato fiducia e preferenza ad un sistema di alimentazione che, nel corso del tempo:

​-Ha instillato negli utilizzatori delle auto alimentate a GPL e Gas una coscienza ed una identità “Ecofriendly” di forte caratura e consapevolezza;

​-Ha permesso al cliente “retail” di poter aggiornare e rivalutare l’investimento auto attraverso la conversione aftermarket del proprio modello auto a benzina;

-Ha consentito economie di scala dirette (risparmio all’atto del rifornimento al Distributore) ed indirette (rivalutazione dell’auto nel Remarketing, possibilità per gli impianti di alimentazione più nuovi di essere smontati e rialloggiati, spesso con minime modifiche, su nuove auto).

Ovviamente l’epoca d’oro del Metano prima (mezzo secolo fa, in parallelo con la crescita del mercato del Diesel, quando l’alternativa prioritaria all’esplosione del prezzo della benzina nella crisi energetica era quasi imprescindibile nel Metano vista la scarsa diffusione del GPL nel trasporto privato) e proprio del GPL nell’ultimo quarto di secolo (ad opera prevalentemente dei Marchi di importazione asiatica e coreana) ha vissuto fasi alterne, con il principale Costruttore nazionale (all’epoca Fiat poi FCA) attivo sul Bifuel benzina/Metano (il sistema “Bi-Power).

Poi lentamente, a causa soprattutto della prevalenza dell’offerta di motori a Gasolio sulle diverse Gamme auto in tutta Europa, l’alimentazione a GPL è diventata allo stesso tempo l’icona commerciale di specifici Marchi extraeuropei (rimanendo comunque alla base di limitate linee di prodotto dei maggiori Gruppi continentali) e però di per se’ stesso, vista la concorrenza elettiva con il Gasolio, anche il simbolo di una distanza tecnologica tra Gas e Diesel difficile da giustificare per l’automobilista; mentre al contrario la presenza di auto a Metano nelle gamme auto native di alcuni Costruttori ha iniziato, lentissimamente ma in modo costante, a declinare. 

E qui forse le principali istituzioni ed i Media hanno il piccolo torto di non aver ascoltato o supportato i diversi ForumOwner’sClub e Gruppi che ai tempi del Web si cominciavano a far sentire.

Poi – andando a rapidi passi verso l’attualità – il caro – Metano, la guerra in Ucraina, le tensioni internazionali sono andati a dama – quasi con perfetta coincidenza – con la riduzione o la soppressione di offerta di Gamma nativa da parte dei Costruttori; mentre da un altro versante si è rinforzata la community di utenti a GPL.

 

Eccoci arrivati dunque a quel periodo post 2022 che Autoprove ha recensito puntualmente con due eventi: l’intervista a Dante Natali – Presidente di Federmetano – e un approfondimento tematico in occasione di Ecomondo 2024 a Rimini con un Focus sul Biometano; e persino con un Audio dedicato sul canale Spotifyper capire se davvero il “Metano fosse morto”

 

Il tema Biofuel ed E-fuel contro il Gas : arma di distrazione di massa o vera alternativa?

Stiamo parlando delle tasche dei cittadini, un tema che la associazione molto a delinquere tra l’immobilismo e la schizofrenia normativa di Bruxelles e la disperata ricerca di difendere interessi residuali da parte dei Costruttori ha volutamente reso tabù: i cittadini europei non devono né prevedere né comprendere dove si riverseranno i loro soldi. 

I cittadini europei devono rimanere nella continua emergenza, perché se riescono a pianificare spesso arrivano a fottere Costruttori e mondo dell’offerta automobilistica.

Un tema fortemente “distrattivo” sia perché incombente per un certo periodo tra i Media sia perché, come sempre da un lustro a questa parte, reso incognito e indefinito dalla mano legislativa di Bruxelles, è stato quello dei Biofuel di matrice agricola: e guarda caso Autoprove.it – tra i pochi – ne ha parlato diffusamente con diversi contributi sia “avvertendo” le Istituzioni dei pericoli latenti; 

 

sia riferendo il tema dei Biofuel alla situazione di guerra;

sia infine ricordando che i costi finali di scelte sbagliate ricadono sempre sui cittadini

 

 

La situazione più recente e l’attualità? L’offerta di Gamma da parte di Costruttori per auto a Metano “nativo” è ancora pari a zero; ma si cominciano ad affacciare proposte retail (Cirelli)  e Fleet (Piaggio Federmetano) per appunto il Biometano; eccellenza industriale italiana e soluzione attentissima all’ambiente anche per la prerogativa di massima circolarità della fonte di origine; e però si registra un nuovo trend di crescita alla pompa del consumo di metano per quanto riguarda la conversione del parco usato. 

Ovviamente “bello stabile” il mercato del GPL in termini di offerta di nuovo e di consumi. All’orizzonte ci sono diversi Gruppi che stanno ottimizzando e collaudando piattaforme Hybridcon alimentazione a GPL, ma noi continuiamo a fare il tifo per Metano e Biometano. 

Due cose sono sicure: il motore endotermico non morirà (noi lo abbiamo scritto in tempi non sospetti) ed ancora una volta andiamo fieri di quel record a Nardò di 30 anni fa, quando una Bugatti alimentata a metano portò l’Italia sul tetto del mondo.

 

Tutto questo a ridosso di un evento promosso da Federmetano a Bologna, Lunedì 15 Giugno, al quale è giusto dare il massimo rilievo.

Riccardo Bellumori

 

Una nuova compatta MG contro tutti in Europa

MG si appresta a partecipare al Goodwood Festival of Speed 2026 con ben più di un semplice posto auto. Il marchio di proprietà di SAIC, che fa leva sul proprio passato britannico, ha confermato la presenza di due concept car destinate alla produzione, affiancate da espositori robotizzati interattivi e da una selezione dei modelli attuali.

Il primo concept è una utilitaria hatchback con propulsione completamente elettrica, il cui lancio è previsto per il 2027. Il modello non ha ancora un nome, ma le immagini di anteprima parlano chiaro. Il muso è arrotondato e privo di griglia, con fari dall’aspetto più carino che aggressivo. Il badge MG è posizionato sul montante C, mentre la parte posteriore ha un look sportivo con moderni LED e un grande spoiler sul tetto.

L’EV si inserisce nel segmento B europeo come controparte a emissioni zero della MG2 Hybrid. Questo la pone direttamente in concorrenza con la Renault 5 E-Tech, la Nissan Micra, la VW ID. Polo, la Cupra Raval, la Mini Cooper Electric, la Peugeot E-208 e il resto del segmento delle utilitarie elettriche.
MG non ha mostrato l’altro concept, ma lo ha descritto come una “visione di design elettrico”. Tuttavia, non si tratterà di un semplice studio di design, poiché si evolverà in un “modello ambizioso di prossima uscita per potenziare ulteriormente la gamma MG”.

LA GAMMA MG

Per quanto riguarda i modelli di serie, la casa automobilistica esporrà la MGS9 PHEV, la MG4 EV, la ZS Hybrid, la HS PHEV, la Cyberster e la berlina IM5 dello scorso anno. Inoltre, la MGS9 PHEV, la MGS6 EV e la Cyberster parteciperanno alla gara in salita.

Lo stand MG a Goodwood includerà anche una “mostra di robot per intrattenere il pubblico con performance interattive”.

Tutto ciò che riguarda i nuovi concept verrà svelato in anteprima al festival il 9 luglio, quando il vicepresidente del design globale di MG, Jozef Kaban, avrà l’onore di presentarli.

Nuova Geely EX5 2026: Anteprima Restyling

Proprio mentre Geely consegna in Italia le prime EX5, in Cina arriva un restyling che sta cambiando le carte in tavola.

La versione rinnovata del popolare SUV elettrico è stata depositata presso il Ministero cinese dell’Industria e delle Tecnologie dell’Informazione (MIIT), e ci sono parecchie novità da analizzare.

Non è cambiato molto per quanto riguarda il design. Si ha ancora una carrozzeria da SUV piuttosto anonima con fari sottili e luci posteriori a tutta larghezza, insieme a finiture nere dei passaruota e una minigonna posteriore simile a un diffusore. Il paraurti anteriore, tuttavia, è nuovo e sfoggia una striscia nera a tutta larghezza che si incurva verso l’alto agli angoli per integrare le prese d’aria, facendo sembrare che l’auto stia sorridendo a trentadue denti.

A sottolinearlo c’è un “mento” argentato di notevoli dimensioni che incorpora anche la presa d’aria centrale. A completare il look c’è una gamma di nuovi cerchi in lega da 18 e 19 pollici, tra cui un design a razze multiple visibile nella foto principale, tipico degli ultimi modelli Galaxy di Geely. Con una lunghezza di 4.636 mm, una larghezza di 1.920 mm e un’altezza di 1.670 mm, la E5 rinnovata è più lunga di 21 mm e più larga di 19 mm rispetto al modello precedente, mentre il passo di 2.750 mm rimane invariato.

MOTORI E DATI TECNICI

Mentre l’esterno è stato in gran parte mantenuto, le specifiche lasciano intendere una significativa revisione sotto la carrozzeria. Per cominciare, la potenza è aumentata da 218 CV (160 kW) a ben 333 CV (245 kW), il che avrà un grande effetto sull’accelerazione dell’auto. Per rinfrescarvi la memoria, la eMas 7 è in grado di passare da zero a 100 km/h in soli 6,9 secondi; aspettatevi che la nuova auto completi lo sprint da zero a cento in meno di sette secondi.

Non è stato rivelato molto altro, ma come ha sottolineato CarNewsChina, l’assenza della porta di ricarica nella sua posizione abituale sul parafango anteriore destro suggerisce che sia stata spostata nella parte posteriore – e con essa arriva il passaggio a una configurazione a trazione posteriore. Sì, proprio come la BYD Atto 3, la E5 sembra destinata a subire una riprogettazione in stile Evo per migliorarne la guidabilità.

Sarebbe una mancanza da parte nostra non menzionare che gli aggiornamenti dell’Atto 3 Evo vanno ben oltre il semplice spostamento del motore. Ha anche ricevuto una batteria molto più grande per un’autonomia WLTP di oltre 500 km, oltre a un’architettura elettrica a 800 volt per velocità di ricarica rapida in corrente continua superiori a 200 kW. C’è da aspettarsi che Geely applichi le stesse modifiche alla E5 se vuole mantenere l’auto competitiva.

Proton eMas 7 Premium Plus
E meno male, perché anche la nuova versione Premium Plus della eMas 7 con la sua batteria LFP da 68,39 kWh – in aumento rispetto ai 60,22 kWh della Premium – è in grado di percorrere solo fino a 450 km con una singola ricarica che, tra l’altro, arriva solo a 115 kW per una ricarica rapida in corrente continua dal 30 all’80% in 20 minuti. A titolo di confronto, l’Atto 3 Evo impiega 25 minuti per ricaricarsi dal 10 all’80%.

In Cina, la EX5 è destinata a ricevere anche il sistema di assistenza alla guida di fascia media G-Pilot H5 di Geely, come dimostra il sensore lidar nella parte superiore del parabrezza e le telecamere sui parafanghi anteriori e sopra lo spoiler posteriore. Ciò consente una guida altamente autonoma in città e in autostrada, nonché l’assistenza al parcheggio remoto, ma non aspettatevi che questa funzione venga offerta al di fuori della Cina, come sempre accade.

Nuova BMW M3 2027: il futuro elettrico

BMW lo ha appena fatto alla 24 Ore di Le Mans con la M Concept Neue Klasse e, invece di fingere il contrario, chiamiamola per ciò che è: il nostro sguardo più chiaro finora sulla prima BMW M3 completamente elettrica, l’auto con codice interno ZA0, attesa per il 2027.

BMW non usa il nome “M3” nel materiale stampa – ufficialmente si tratta di un’anteprima di design e tecnologia, “attualmente non destinata alla vendita”, con elementi che “saranno incorporati nei futuri veicoli BMW M”.
Ma tolta la vernice Monza Red e le ruote con dado centrale, ciò che si vede è la berlina i3 (NA0) mandata in palestra, dotata di un badge M e puntata verso un circuito. La M3 elettrica del 2027 è l’auto per cui questo concept esiste: per prepararci al suo arrivo.

Il punto chiave è il gruppo propulsore. La BMW M3 è passata dal quattro cilindri in linea al sei cilindri in linea, poi al V8, e di nuovo al sei cilindri in linea con turbo. Ora, finalmente, diventa elettrica. BMW lo chiama M eDrive, ed è basato sull’architettura elettrica Gen6 della Neue Klasse, ma riprogettato specificamente per le applicazioni M ad alte prestazioni.

La configurazione prevede quattro motori elettrici – uno per ruota – con due unità di trazione, anteriore e posteriore. Non ci sono differenziali meccanici da nessuna parte. La coppia viene distribuita elettronicamente a ciascuna ruota, consentendo a BMW M un vero torque vectoring ruota per ruota e curva per curva, qualcosa che un differenziale meccanico può solo approssimare in modo grezzo.
Il cervello che coordina tutto è l’Heart of Joy, l’unità di controllo centralizzata ad alte prestazioni di BMW – uno dei quattro “superbrains” che gestiscono la piattaforma Neue Klasse.

LA SPORTIVA ELETTRICA

Nella configurazione M utilizza un software chiamato BMW M Dynamic Performance Control, e la rivendicazione principale riguarda la velocità: l’Heart of Joy elabora input di guida, frenata, sterzo e recupero energetico circa dieci volte più rapidamente rispetto agli attuali sistemi di controllo BMW, il tutto in un’unica piattaforma integrata invece che in una serie di centraline separate che comunicano tra loro tramite CAN bus.

Questo è l’aspetto a cui gli appassionati dovrebbero prestare attenzione, perché è qui che si giocherà il “feeling” della prossima M3. Il controllo integrato e specifico per ruota sia della trazione sia dei freni permette a BMW di promettere un recupero energetico elevato senza destabilizzare l’auto in curva, una trazione ottimale fino al limite e quella “risposta particolarmente diretta” che l’azienda continua a sottolineare.
La filosofia di messa a punto M – la risposta dell’acceleratore, il modo in cui il telaio si carica – diventa ora principalmente un problema software, da risolvere in millisecondi da un computer. Per un marchio la cui identità è costruita sul modo in cui le sue auto comunicano con il guidatore, si tratta di una reinvenzione radicale. Gli amanti del drifting saranno felici di sapere che la configurazione a quattro motori permette di disaccoppiare completamente quelli anteriori, trasformando l’auto in una trazione posteriore.

La nuova BMW M3 utilizzerà un’architettura a 800 volt e una batteria ad alta tensione con oltre 100 kWh di capacità. Fondamentale: non si tratta del pacco batterie standard della Neue Klasse – secondo le indiscrezioni, BMW adotterà una batteria dedicata M con oltre 100 kWh netti e predisposizione per ricariche DC superiori a 400 kW. BMW impiega una versione ottimizzata M delle celle cilindriche di sesta generazione debuttate sulla iX3, calibrate per un’elevata potenza sia in erogazione sia in ricarica.

DATI TECNICI

L’alloggiamento della batteria è integrato nelle strutture degli assi anteriore e posteriore, rendendo il pacco un elemento portante che contribuisce alla rigidità dell’auto e, di conseguenza, alla dinamica. Non è nei dettagli ufficiali, ma le voci parlano di una potenza compresa tra 800 e 900 CV. Ciò renderebbe la M3 elettrica la M di serie più potente mai costruita da BMW, superando agevolmente i 738 CV della XM Label Red.

Altri dettagli includono un cofano anteriore a forma di V con una presa d’aria per dissipare il calore del sistema elettrico, un frontale in stile trimarano che funge anche da supporto per lo splitter anteriore, le M Yellow Lights che diventeranno una nuova firma M ispirata alle gare GT e alla M Hybrid V8 di Le Mans. I fari e la griglia a doppio rene sono fusi in un unico elemento, con la griglia chiusa a indicare che un EV non ha bisogno di “respirare” dal frontale. Uno spoiler a coda d’anatra e un diffusore posteriore flottante completano il lavoro aerodinamico, aggiungendo carico sull’asse posteriore.

L’abitacolo del concept presenta quattro sedili a guscio con elementi strutturali in fibre naturali, pelle Merino bicolore Bathurst Blue e Berry Red, cinture rosse a cinque punti, pelle nabuk nera su volante, porte e roll bar, e una plancia sospesa in tessuto nero con retroilluminazione esagonale M. Ovviamente la produzione non avrà tutto questo, soprattutto non i quattro sedili a guscio, ma forse come optional?

Notate che nel titolo ho specificato “BMW M3 elettrica ZA0”. Questo perché ci sarà anche un’altra M3 con motore termico, codice G84, che abbinerà il sei cilindri S58 a un sistema mild-hybrid a 48V. Tipicamente i sistemi a 48V sono molto più semplici rispetto a un PHEV, quindi l’aumento di peso dovuto all’ibridazione sarà contenuto.

Sì, sembra che con una M3 completamente elettrica in gamma, BMW non avrà bisogno di ricorrere a un PHEV completo come nel caso della G90 BMW M5. Molti puristi M ne saranno felici.

Esteticamente sarà simile alla ZA0, ma con alcune differenze nelle proporzioni, come un frontale più lungo dovuto alla necessità di ospitare un motore termico, una soluzione che in realtà si adatta meglio alla silhouette classica della berlina.

Dacia Jogger Full Hybrid prova su strada

La familiare per eccellenza si rifà il trucco, ma soprattutto mette i muscoli!

In questo video metto alla prova il Restyling della Dacia Jogger, la multispazio a 5 o 7 posti che ha ridefinito il concetto di rapporto qualità/prezzo.

La novità più importante? Sotto il cofano debutta il nuovo motore Full Hybrid da 155 CV (ereditato dalla Bigster), che promette molto più brio a pieno carico e nei sorpassi, mantenendo i consumi ridicoli a cui ci ha abituato Dacia.