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Nuovo Mahindra Thar 2026: clone di Jeep Wrangler

Il nuovo Mahindra Thar è pronto a continuare la sfida alla Jeep Wrangler.

Mahindra & Mahindra ha annunciato l’inizio delle vendite del fuoristrada Thar del nuovo anno modello. Il fuoristrada ha subito modifiche estetiche esterne, mentre l’abitacolo è stato modernizzato in modo più sostanziale. Come in precedenza, sono disponibili una versione a benzina e due versioni diesel.

Il fuoristrada indiano a tre porte Mahindra Thar dell’attuale generazione ha debuttato nell’estate del 2020, mentre lo scorso anno è stata lanciata una versione allungata e più ricca a cinque porte con il “cognome” Roxx. A causa della somiglianza delle auto con la Jeep Wrangler, l’azienda non è riuscita a realizzare le sue ambizioni di esportazione, ma nella sua patria la famiglia gode di una domanda piuttosto elevata. Secondo i dati dei media locali specializzati, dal momento del lancio della Thar/Thar Roxx sono state vendute 300.000 unità. Ed ecco che sul mercato interno arriva il SUV a tre porte del nuovo anno modello.

Le modifiche esterne della Thar sono puramente estetiche. Le barre verticali sulla griglia del radiatore sono ora verniciate dello stesso colore della carrozzeria, mentre il paraurti anteriore è tornato bicolore (lo era al momento del lancio, ma poi è stato reso completamente nero). Dal tappo del serbatoio è stata rimossa la serratura: ora si apre dall’interno. Inoltre, la gamma di colori della carrozzeria è stata arricchita da due nuove tonalità: Tango Red e Battleship Grey. Come in precedenza, i modelli sono dotati di cerchi da 16 o 18 pollici.

TECNOLOGIE E MOTORI

Gli interni sono stati rivisitati con maggiore attenzione. All’interno della Mahindra Thar si trova il volante della Thar Roxx a cinque porte, mentre la versione allungata della tre porte con allestimenti di lusso è dotata di un tablet multimediale con diagonale da 10,25 pollici (in precedenza era presente un touchscreen da 6,7 pollici). Sui montanti anteriori sono state aggiunte delle maniglie, mentre i pulsanti degli alzacristalli sono stati spostati dal tunnel centrale alle portiere. Sono state aggiunte anche delle bocchette di ventilazione per i passeggeri posteriori (integrate nell’estremità del tunnel). Infine, l’elenco delle dotazioni include connettori USB Type-C e una telecamera posteriore.

Tutta la tecnologia è rimasta invariata. La Mahindra Thar a tre porte è disponibile con motori turbodiesel D117 1.5 (118 CV) e mHawk 2.2 (132 CV), ma è anche possibile scegliere un’auto con motore turbo a benzina mStallion 2.0 (152 CV). Tutti i motori sono abbinati a un cambio manuale a sei marce, mentre il motore diesel più potente e quello a benzina possono essere abbinati anche al classico cambio automatico a sei marce. La Thar con motore turbodiesel 1.5 è disponibile solo con trazione posteriore, mentre le altre versioni sono dotate di trazione integrale.

Il fuoristrada Mahindra Thar aggiornato costerà tra 999.000 e 1.699.000 rupie. Il prezzo della Thar Roxx a cinque porte parte da 1.225.000 rupie.

Nuova Fiat Panda SUV 2026: Renderimg

Fiat Panda si prepara a diventare SUV per il 2026. Ispirato al design della Grande Panda, utilizzerà la piattaforma Smart Car già impiegata da Citroën C3 Aircross e Opel Frontera. Sarà disponibile anche in versione Fastback e prodotto in Marocco.

Il modello, inizialmente previsto con il nome Multipla e poi Pandissima, adotterà infine una nuova denominazione.

Due SUV compatti in arrivo. Nel 2026, Fiat lancerà due SUV compatti, tra cui una versione fastback sorpresa durante una sessione di test.

I fratelli maggiori della Grande Panda. Con una lunghezza di circa 4,40 metri, il SUV sarà tecnicamente imparentato con Citroën C3 Aircross e Opel Frontera. Sulla stessa base Smart Car, Fiat proporrà anche una variante fastback. Al lancio della Grande Panda, avvenuto all’inizio del 2025, Fiat aveva annunciato che sarebbe stato il primo modello di una nuova famiglia basata sulla piattaforma Smart Car di Stellantis. Come ha spiegato de La Giraudière, Fiat sta sviluppando un B-SUV e un piccolo C-SUV, segmenti che la casa aveva abbandonato da qualche anno. Il SUV fastback è stato avvistato durante uno dei primi test su strada.

LA PANDA SUV

I nuovi SUV Fiat faranno parte della gamma Grande Panda e il loro stile è stato disegnato dal francese François Leboine, già autore della Grande Panda e della Renault 5 Prototype. I due modelli condivideranno molti elementi con Citroën C3 Aircross e Opel Frontera. La versione fastback europea sarà completamente diversa dal Fiat Fastback venduto in Brasile dal 2022.

Motorizzazioni disponibili. La piattaforma Smart Car supporta diverse motorizzazioni, e i SUV Fiat offriranno le stesse opzioni già presenti su C3 Aircross e Frontera:

  • 1.2 Turbo da 100 CV
  • 1.2 ibrido leggero da 110 CV con cambio automatico a 6 rapporti
  • 1.2 micro-ibrido da 145 CV con cambio automatico a 6 rapporti
  • versione 100% elettrica da 113 CV con batteria da 44 kWh (circa 300 km di autonomia) o da 54 kWh (circa 400 km)

Né Multipla né Pandissima. Olivier François, direttore generale di Fiat, ha confermato che il nome Multipla non sarà ripreso, poiché associato a soluzioni modulari e pratiche che non caratterizzeranno i nuovi SUV. Anche il nome Pandissima, che sembrava essere stato approvato, è stato scartato. Dopo Grande Panda e Pandina (la Panda Hybrid attuale), Pandissima avrebbe avuto senso, ma bisognerà attendere per conoscere il nome definitivo. Il SUV Fastback sarà presentato a giugno 2026, mentre il modello più grande arriverà in ottobre.

Una futura occasione? I due SUV saranno assemblati nello stabilimento Stellantis di Kénitra, in Marocco, per contenere i costi. Secondo de La Giraudière, questa produzione fuori Europa permetterà a Fiat di proporre «una buona occasione con carattere e stile». Il target è la clientela dell’attuale Fiat Tipo, in fase di pensionamento. Fiat punta a offrire un modello centrale nella gamma a un prezzo competitivo. Attualmente, la Tipo parte da 16.900 €, la Citroën C3 Aircross da 19.900 € (con il 1.2 Turbo da 100 CV) e l’Opel Frontera da 26.500 € (con il 1.2 Hybrid da 110 CV). Questi ultimi due sono prodotti a Trnava, in Slovacchia.

Professione Rigeneratore: eccellenza e tradizione italiana ecofriendly

 E’ sempre apparso lampante, a chi ancora fa buon uso della ragione, che la decarbonizzazione estrema del settore Automotive voluta a Bruxelles con l’obbiettivo Zero al 2055 non può essere perseguita solo con l’abbattimento delle emissioni allo scarico delle automobili, ma coinvolgendo nella riduzione del fatidico “Footprint” tutta la filiera industriale, distributiva e commerciale del comparto delle due e quattro ruote. 

 

Dove, tra l’altro, nel settore del cosiddetto Aftersales la combinazione produttiva e commerciale integra proporzionalmente insieme al mercato auto anche diversi altri comparti:

nel settore componentistica evidentemente la “torta” di condivisione delle parti prodotte coinvolge anche motocicli, LCV e mezzi per agricoltura e persino la nautica, mentre da tempo la filiera elettronica e telematica spinge per una unificazione anche dei Database che elencano e registrano gli assortimenti di referenze ricambi affinchè si possa convergere il più possibile su una centralizzazione informatica in grado di unificare medesime referenze adattabili od in uso presso più comparti produttivi. 

E se questo sembra un particolare di poco conto, proviamo a metterlo in relazione con la progressiva apertura del mercato commerciale ad Est ed Oriente: l’arrivo nelle piazze europee di prodotti a due e quattro ruote; utili per il trasporto privato o merci; destinato alla strada oppure ai cantieri, all’agricoltura, alla logistica oppure alla navigazione; questo significa l’arrivo a pioggia di nuove parti di ricambio, da decodificare e assortire per diversi settori commerciali dentro una catena distributiva e logistica dove solo nel settore commerciale e manutentivo delle auto le componenti registrate dai più “performanti” Data Base a supporto di Ricambisti ed Officine sommano almeno 10 milioni di referenze indicate in codici tra parti originali, analoghe, corrispondenti e rigenerate.

Allo stesso tempo le Direttive comunitarie e nazionali cercano di mettere ordine, con scarso successo ancora, nella regolamentazione e disciplina commerciale del Ricambio usato: questo, soprattutto nel settore Auto e Trucks, fa i conti con un aumento notevole del consumo e della intermediazione di componenti usate che si registra in risposta alla sempre maggiore scarsità di materiale nuovo disponibile (riduzione delle scorte) e con l’aumento sensibile dei listini e dei costi logistici.

Dunque, se in prospettiva il mercato della componentistica “nuova” proietta già una criticità relativa a complicazione degli assortimenti, frammentazione informativa e distributiva, ma anche difficoltà di approvvigionamento per la trasformazione della Supply Chain internazionale soprattutto dopo il Covid, la questione del Ricambio “nuovo” si confronta sempre di più con due nuove questioni emergenti in Europa:

– Dal lato decarbonizzazione, il mondo della componentistica è chiamata al controllo totale del ciclo di vita e soprattutto di “fine vita” con uno stimolo al recupero, al riciclo ed all’abbattimento degli sprechi nell’ambiente circostante di componenti degradate dell’auto; 

– Dal lato commerciale, il rinnovato allungamento del ciclo di vita del parco circolante e l’aumento dell’età media delle vetture in Europa riporta in primo piano la questione approvvigionamenti e disponibilità di componenti per modelli usciti di produzione anche oltre quindici anni .

La risposta a tutto questo? Serve una nuova generazione coraggiosa e giovane di Rigeneratori e Rettificatori.

UNA PROFESSIONE DA RISCOPRIRE

Ragazzi neoimprenditori o approdati dopo una iniziale esperienza nel mondo a metà tra Manutenzione e profilo industriale ed artigianale.

Il Rettificatore è forse la figura più immediata da raffigurare: una figura storica e soprattutto emblematica nel contesto meccanico nazionale, unito alla grande capacità industriale dei Distretti del Nord che fino ad almeno 25 anni fa erano una eccellenza nella produzione dei macchinari di precisione per la lavorazione anche meccanizzata (controllo numerico, programmazione etc…). Da noi sono uscite centinaia di tornitori, specialisti del taglio di acciaio e alluminio, esperti nel trattamento superficiale delle parti meccaniche, equilibratori di masse in movimento, tutti perfettamente assistiti da macchinari italiani che facevano la forza dell’export metalmeccanico in tutto il mondo. 

Il profilo del rigeneratore invece è un poco più articolato, poiché la rigenerazione ricambi parte in primis da un perimetro normativo europeo e nazionale: in primo luogo le normative sul ciclo di end of life della componentistica, e dall’obbligo di recupero di materiali inquinanti e/o rari ed utili nel ciclo industriale; e poi si arriva alla distinzione necessaria tra componente usato e componente rigenerato, aspetto sul quale ancora si verifica una confusione rischiosa.

Anzi, questo approfondimento è utile per ribadire un concetto: il Ricambio Usato proveniente dal circuito dell’Autodemolizione Autorizzata (regolamentata da diversi strumenti di legge in Italia, a partire dal ‘Regio Decreto n. 773 del 1931 con il D.P.R. 915/82,Art.15; e poi il D.Lgs. 209/2003, in attuazione della Direttiva CE/53/2000, a definire, all’articolo 7; e questo per citare i principali tomi normativi) porta l’autodemolitore organizzato in termini di vendita e offerta al più a verificare la funzionalità di componenti e sistemi funzionali alla guida dell’auto; mentre per l’acquisto diretto – o da parte del Cliente privato o dal meccanico delegato dal Cliente – la norma svincola sostanzialmente l’Autodemolitore da ogni forma di garanzia o attestazione di conformità (a parte la tracciabilità della componente recuperata e registrata sugli appositi MUD) sulla funzionalità e conservazione della parte venduta al Cliente, per la quale è tenuto a rispondere il meccanico che – acquisito il ricambio – deve verificare, periziare e garantire al Cliente la funzionalità del ricambio usato installato in riparazione, salvo manleva consapevole accettata dal Cliente committente degli interventi. 

Fatta questa premessa, la distanza tra ricambio usato da autodemolizione professionale (escludendo dalla descrizione la transazione “Privato/Privato” che ovviamente rientra in un canale commerciale assolutamente deregolamentato) e ricambio rigenerato è abissale su diversi aspetti:

– Merceologico (poiché la componente rigenerata conserva del Ricambio di origine solo le parti non usurabili, conservate e soprattutto in grado di esprimere la funzionalità sufficiente e necessaria a compiere le funzioni per le quali è stata creata);

– Logistico (poiché la maggior parte dei ricambi da rigenerare proviene dal Cliente o dalla struttura del Marchio cui il ricambio appartiene, e solo una quota minoritaria proviene dal canale della autodemolizione);

​-Giuridico (applicazione della Garanzia da parte del Rigeneratore);

-Commerciale (eventuale applicabilità di uno “sconto” carcassa dal listino ufficiale del Rigeneratore, secondo livello di trattativa e di accordo di commessa, in base al “peso” delle parti non soggette a rigenerazione o sostituzione e che – a scelta del Cliente – possono essere consegnate in “permuta” parziale al Rigeneratore oppure essere mantenute nel pezzo rigenerato senza sostituzione).

COSA VIENE RIGENERATO

Le categorie merceologiche più soggette, tra i ricambi, al processo di rigenerazione sono le parti:

1. Elettriche ed elettromeccaniche (Alternatori, ECU ed ECM, Motorini d’avviamento,Motorini tergicristalli, sistemi di iniezione elettronica ed elettronica di sistema);

2. Parti usurabili e rotanti (Kit Frizioni, giunti e semiassi, cambi e trasmissioni);

3. Parti pneumatiche ed idrauliche (Compressori aria condizionata Freni – Pompe iniezione Diesel – Pompe acqua e radiatori, sistemi sterzanti / frenanti / pompe / servofreni, ammortizzatori, turbine).

La garanzia su parti “rigenerate” di legge prevede la estendibilità a 24 mesi. Ovviamente, al pari dell’acquisto di ricambi nuovi, anche il ricambio rigenerato da acquistare può essere selezionato (per fare alcuni esempi banali) in base alla reputazione del sito o della azienda che presta l’attività di rigenerazione. Le lavorazioni genericamente elencabili per l’attività di rigenerazione sono fondamentalmente:

​-Smontaggio di tutte le parti della cosiddetta carcassa;

– Pulizia e verifica di funzionalità;

– Lavorazione mirata delle parti soggette ad usura o sostituzione parziale;

– Rimontaggio della struttura finita e test di funzionalità;

L’apporto di decarbonizzazione che la rigenerazione comporta nel ciclo produttivo del comparto Automotive è essenziale nella tracciatura delle parti che evita la dispersione accidentale o fraudolenta nell’ambiente delle componenti e dei materiali eventualmente inquinanti; ovvero nel riutilizzo di parti non usurabili, condizione che riduce il volume produttivo e la intermediazione di parti nuove ed il dispendio energetico necessario alla fase industriale ed allo stoccaggio logistico.

L’interesse crescente dei Costruttori nel costituire proprie reti di rigenerazione sia in entrata (acquisizione ordini di Clienti e strutture di Service Management) sia in uscita (commercializzazione tramite Placche logistiche e centri di vendita specializzati) è in linea con le raccomandazioni della Commissione Europea che stimola la riduzione del Carbon footprint su tutto il processo industriale del comparto Automotive. 

Per tutti questi  motivi la figura del Rigeneratore (e del rettificatore) diventeranno centrali nel breve periodo in Italia ed Europa. E della loro formazione e del successo imprenditoriale parleremo in una prossima puntata.

Riccardo Bellumori

Nuovo Toyota Hilux 2026: Anteprima Rendering

Sebbene la Toyota Hilux continui a dominare le classifiche di vendita in diversi mercati mondiali nonostante abbia ormai dieci anni, è giunto il momento di sostituirla. Il momento del cambio generazionale si avvicina e alcuni documenti trapelati dall’Australia offrono un quadro più chiaro di ciò che ci aspetta. Tra i cambiamenti più significativi figurano la probabile scomparsa del motore a benzina entry-level e la possibile eliminazione graduale della versione Extra-Cab.

Le informazioni sulla nuova Hilux sono state recentemente pubblicate attraverso un database online gestito dal Dipartimento australiano delle infrastrutture, dei trasporti, dello sviluppo regionale, delle comunicazioni, dello sport e delle arti. Il nuovo modello è indicato come “AN2” e non viene fatto alcun riferimento al motore a benzina da 2,7 litri attualmente in commercio. Inoltre, nei documenti non viene menzionato nemmeno il motore turbodiesel da 2,4 litri del modello uscente.

Ciò ha spinto Drive Australia a ipotizzare che il turbodiesel da 2,8 litri attualmente disponibile nella Hilux, così come in altri modelli Toyota come il Land Cruiser Prado, potrebbe diventare l’unica opzione di motore. Questo motore da 2,8 litri è dotato di serie della tecnologia ibrida leggera a 48 volt, che produce 201 CV (150 kW) e 500 Nm di coppia.

È chiaro che tutti i modelli Hilux equipaggiati con questo 2,8 litri elettrificato saranno dotati di serie di cambio automatico. Tuttavia, Toyota avrà una soluzione per coloro che desiderano cambiare marcia manualmente, offrendo una versione non elettrificata di questo motore insieme a un cambio manuale. È possibile anche un cambio automatico non elettrificato.
Come il modello attuale, la prossima Hilux sarà disponibile sia con trazione posteriore che con trazione integrale, anche se la maggior parte delle versioni dovrebbe essere equipaggiata con trazione integrale.

LA PROSSIMA GENERAZIONE

Toyota potrebbe presentare la nuova Hilux già al Thailand Motor Expo alla fine di novembre. Oltre ad avere un design esterno completamente rinnovato, l’ultima Hilux sfoggerà interni rinnovati che includono un quadro strumenti digitale e un ampio display di infotainment.

Si vocifera anche che Toyota stia lavorando a un modello ad alte prestazioni per competere con il Ford Ranger Raptor. Se così fosse, potrebbe essere alimentato dal motore ibrido i-Force Max da 2,4 litri utilizzato nel Tacoma, che eroga 326 CV e 630 Nm di coppia. Guardando più avanti, Toyota ha già confermato che è in arrivo anche un Hilux completamente elettrico.

Nuova Fiat Panda Fastback: Rendering Totale

La Fiat Panda Fastback sarà la versione coupé che tutti aspettavamo.

Ieri sono apparse in rete alcune foto spia dei prototipi del nuovo crossover basato sulla Fiat Panda, grazie alle quali abbiamo la possibilità di farci una prima idea del suo aspetto esteriore.

Il modello Panda è uno dei più vecchi della gamma della casa automobilistica italiana: la prima generazione è apparsa nel 1980 ed è diventata un vero e proprio longevo, rimanendo in produzione fino al 2003. Inizialmente il modello era esclusivamente una hatchback a 3 porte, ma a partire dalla seconda generazione la sua carrozzeria è diventata a cinque porte. Oggi è in produzione la quarta generazione della Panda, che è stata presentata per la prima volta nel giugno di quest’anno e si presenta come una cross-hatchback. E già tra pochi mesi sarà affiancata da una versione coupé.

Proprio ieri, durante i test, sono stati avvistati per la prima volta sui strade pubbliche i prototipi della futura novità. Molto probabilmente, fino al montante centrale, la sua carrozzeria sarà simile a quella della Panda tradizionale. Tuttavia, è già evidente che il SUV avrà un passo notevolmente aumentato, che andrà tutto a vantaggio della parte posteriore dell’abitacolo. Anche lo sbalzo posteriore aumenterà in modo significativo, mentre i montanti posteriori e i finestrini, come si addice a questo tipo di carrozzeria, saranno fortemente inclinati. Nella parte posteriore ci si può aspettare un design originale dei fanali, e abbiamo raffigurato una delle possibili varianti. A proposito, nella gamma del marchio italiano c’è già un’auto con un tipo di carrozzeria simile e il nome Fastback (che, tra l’altro, è stata recentemente rinnovata), che sarà sostituita dal nuovo crossover.

Rendering Kolesa.ru

MOTORI E DATI TECNICI

Come la Panda tradizionale, il nuovo SUV coupé sarà costruito sulla piattaforma modulare Stellantis Smart Car, utilizzata anche dalle nuove Citroen C3 e Opel Frontera. Il modello sarà disponibile con un motore turbo a tre cilindri da 1,2 litri con una potenza compresa tra 101 e 110 CV. Saranno disponibili anche versioni completamente elettriche con prestazioni simili. La trazione dei crossover sarà esclusivamente anteriore.
Il debutto della nuova Fiat Panda Fastback è previsto per il prossimo anno. Ricordiamo che un paio di settimane fa sono state rivelate le caratteristiche e il prezzo della nuova Fiat 500 a benzina.

Porsche 911 Carrera T diventa Techart

La Porsche 911 Carrera T rinasce in versione Techart.

La gamma della Porsche 911 è ricca di versioni, adatte a quasi tutti i gusti dei clienti che possono permettersi di avere un esemplare nel proprio garage. L’ultima aggiunta al catalogo dell’iconico modello del marchio tedesco è una vera e propria belva che ha superato tutti i record, una 911 Turbo adatta solo a chi non soffre di problemi cardiaci.

Fortunatamente, per coloro che desiderano godersi una guida più tranquilla ma di puro piacere, un anno fa è stata presentata una delle opzioni più equilibrate della gamma, una 911 Carrera T in grado di offrire un elevato dinamismo su strade piene di curve, dove l’agilità è fondamentale. Questo modello è stato scelto dagli specialisti di TECHART per diventare la desiderata Tsport R.

IL TUNING ESTREMO

Il preparatore tedesco, unico al mondo autorizzato a sviluppare pacchetti che migliorano l’aspetto, l’aerodinamica e le prestazioni, ha saputo ideare un kit che rispetta alla perfezione l’essenza di questa Carrera T, con un design più distintivo grazie a una serie di elementi in fibra di carbonio.
È il caso del cofano anteriore, che conserva le caratteristiche prese d’aria semisommerse nel pannello, le minacciose minigonne laterali che sono un’estensione dell’imponente spoiler installato sul labbro anteriore, lungo tutto il paraurti – con la sua corrispondente estensione fino alle estremità – o il nuovo spoiler che si trova alla fine del tetto; proprio in corrispondenza della giunzione con il lunotto posteriore e con due sezioni centrali ribassate.

Ma, senza dubbio, ciò che più attira l’attenzione è lo spoiler a forma di coda d’anatra nella parte posteriore di questa Tsport R. Anch’esso realizzato in fibra di carbonio, sfoggia una striscia di materiale leggero a vista e integra la terza luce di stop. Ma TECHART ha fatto due passi in più, prima attaccando l’interno, dove l’adrenalina diventa più evidente quando si ammira la fusione di pelle, fibra di carbonio e legno.
O l’Alcantara che riveste il volante, con le sue vistose cuciture a contrasto. Ma è il pomello del cambio a fare la differenza, con la sua forma rotonda e la struttura interamente in legno di quercia. Una leva tipica del cambio manuale a sei marce, ma che il preparatore ha anche segnalato che può essere offerta nelle versioni dotate di cambio automatico PDK.

Il secondo passo è quasi il più interessante. Perché questa Tsport R è ora più potente e lo trasmette anche al conducente e al passeggero.

La Porsche 911 Carrera T è stata realizzata con un kit che ha aumentato la potenza massima di 111 CV, portando la produzione totale del sei cilindri boxer a 505 CV e la coppia motrice a ben 530 Nm. Il sistema di scarico sportivo è la ciliegina sulla torta e influenzerà sempre lo stato d’animo, in meglio.

Addio Ford Focus ST: fine produzione

Bandiera bianca per la Ford Focus ST: fine della produzione.

È la fine della strada per un’altra popolare hot hatch, e i fan ne sentiranno la mancanza. Prima è arrivato l’addio alla Renault Megane RS, e ora è calato il sipario sulla Ford Focus. Con la sua scomparsa, l’intera gamma di hot hatch di Ford non esiste più, dopo la precedente scomparsa della Fiesta ST.

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Leggi: Ford potrebbe prepararsi a colmare un vuoto delle dimensioni della Focus nella sua gamma

Le immagini dell’ultima Focus ST costruita nello stabilimento automobilistico di Saarlouis in Germania sono state recentemente condivise sui social media. Rifinita in rosso, l’auto è uscita dalla linea di produzione il 26 settembre senza particolari dettagli commemorativi che ne sottolineassero l’importanza. Per ora non è chiaro a quale mercato sarà destinata questa particolare vettura.

La versione sportiva della Focus è stata venduta in quattro generazioni da quando è stata introdotta per la prima volta nel 2002 come ST170 in Europa. È stata preceduta dalla Focus SVT, venduta esclusivamente in Nord America. L’attuale Focus ST è in vendita dalla metà del 2019 e monta un motore a benzina EcoBoost a quattro cilindri da 2,3 litri con 276 CV, abbinato di serie a un cambio manuale a sei marce. Ford ha implementato un leggero restyling per il modello del 2022, affinché la sua hot hatch potesse tenere il passo con le rivali.

LA SCELTA SOFFERTA

Pur non raggiungendo mai le prestazioni estreme della precedente Focus RS, con il suo sistema di trazione integrale e la potenza extra, la ST ha saputo affermarsi come alternativa vivace e capace alla Volkswagen Golf GTI, alla Renault Megane RS e alla Hyundai i30 N.

Purtroppo, la fine della ST è solo una parte della storia. Ford interromperà la produzione della Focus a novembre, il che significa che l’azienda non offrirà più auto tradizionali in Europa al di fuori della categoria SUV. Ciò significa che la sua gamma regionale sarà composta interamente da crossover e SUV.

Gli appassionati di guida potrebbero non essere entusiasti di questo cambiamento, ma con la domanda che va così fortemente in quella direzione, Ford sta semplicemente seguendo il mercato.

Nuova Opel Astra 2026: Restyling in Rendering

Sei generazioni dell’Opel Astra e l’ultima è diventata un problema per l’unico marchio tedesco di Stellantis, che non riesce a decollare e ha poche possibilità di ritagliarsi uno spazio tra la concorrenza, come hanno fatto le cinque versioni precedenti. Il marchio del Fulmine ha bisogno di riorganizzare la situazione che sta attraversando quest’ultima versione della compatta, e lo farà nel 2026.

Non sono stati avvistati prototipi camuffati dell’Astra 2026 sulle strade, ma dallo scorso anno una flotta sta effettuando dei test in località vicine alla sede di Russelheim, preparando l’importante pacchetto di novità per la sofisticata Opel Astra. Miglioramenti che, attenzione, arriveranno cinque anni dopo il lancio nel 2021, ammorbidendo i dettagli e rendendola più attraente.

L’Astra rivitalizzerà la sua immagine con una notevole influenza ereditata dalla nuova versione della Grandland, quindi il nuovo linguaggio di design approvato nella Corsa GSE non debutterà così presto. Come si può vedere in questa ricostruzione, l’Astra 2026 continuerà a conservare lo stile di design Vizor, anche se l’illuminazione presenterà ora una nuova firma grafica con tre strisce, due più corte e una più lunga nella parte superiore che cancellerà quella che fino ad ora riproduceva un’ala.
Lo stesso motivo si ritroverà anche nel pezzo di colore nero lucido che occupa lo spazio della sottile griglia e, sebbene non arriverà fino al logo Blitz, questo si illuminerà con l’opzione dei fari a matrice LED. Lo stesso motivo luminoso sarà ripreso anche nella parte posteriore, cambiando completamente l’immagine, soprattutto unendo i fanali e integrando il nome del marchio.

Rendering Motor.es

LO STILE AGGIORNATO

Il punto di forza di questa generazione di Opel Astra è l’interno, che non subirà grandi cambiamenti. I tedeschi miglioreranno la qualità dei materiali, offriranno nuovi rivestimenti per l’abitacolo e amplieranno l’elenco delle dotazioni di serie e degli optional, prestando particolare attenzione agli assistenti alla sicurezza di guida. Questi saranno di livello 2+ e più avanzati.
La gamma di motori dell’Opel Astra 2026, che dovrebbe arrivare intorno alla metà del prossimo anno, beneficerà di motori a benzina MHEV rivisti e di un ibrido plug-in PHEV non solo con più potenza – fino a 195 CV – ma anche con un’autonomia massima che può superare i 100 chilometri con una sola ricarica.

Anche l’Astra elettrica migliorerà le sue prestazioni, con una nuova batteria che dovrebbe superare i 500 chilometri di autonomia massima.