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Volkswagen in arrivo l’auto elettrica a prova di tasse

Volkswagen sta prendendo molto sul serio l’impegno per i veicoli elettrici e recentemente ha affermato di poter costruire fino a 15 milioni di veicoli elettrici sulla sua nuova piattaforma MEB.

Naturalmente, ciò non sarà economico, quindi il produttore di automobili tedesco investirà più di 12,5 miliardi di dollari in elettrificazione e tecnologie di guida autonoma entro il 2023. Oltre 10 miliardi di dollari saranno investiti nell’ambiziosa line-up di veicoli elettrici.

Tutti i modelli EV saranno costruiti usando la piattaforma MEB. Ciò includerà una berlina di dimensioni ridotte rispetto alla Golf che è chiamata allo scontro con la Tesla Model 3.

Negli anni successivi al varo del I.D. hatchback, una selezione di altri modelli Volkswagen completamente elettrici arriverà il mercato. Questi includeranno l’I.D. Crozz, un crossover offerto con una varietà di propulsori e batteria. In arrivo anche il retro I.D. Buzz Cargo Electric Van che potrebbe raggiungere la linea di produzione già nel 2021 e offrire un’autonomia di circa 547 km.

L’anno seguente, 2022, la rivale della Tesla Model S di Volkswagen, l’I.D. Vizzion, arriverà sul mercato. Questo modello non solo sarà completo con il powertrainm elettrico più aggiornato dell’azienda, ma avrà anche un sistema di guida semi-autonomo all’avanguardia. Insomma la sfida è partita.

Legge finanziaria, l’Aci chiede di evitare tasse sull’auto

Con riferimento all’emendamento alla Legge Finanziaria cosiddetto “bonus-malus”, approvato in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati e riguardante l’acquisto di nuove autovetture, interviene anche l’ACI. L’associazione registra la rinnovata attenzione verso una mobilità sempre più sostenibile ma, al contempo, richiama al principio dell’inclusione di tutti nei processi di trasformazione e alla concretezza per un reale e rapido abbattimento dell’impatto da traffico.

Il giudizio di ACI, pertanto, è molto positivo per la parte “bonus” ossia per gli incentivi a chi è già nelle condizioni di poter ricorrere all’alimentazione elettrica, ma segnala quanto ancor più prioritaria sia la riduzione e lo svecchiamento del parco circolante italiano.

I veicoli maggiormente inquinanti, ossia omologati Euro 0, 1, 2 e 3, rappresentano ben il 38% del totale (circa 15 milioni su 38,5), presumibilmente utilizzati nei brevi e medi percorsi metropolitani, con alta criticità sugli inquinanti come per la sicurezza stradale.

Bisogna evidenziare come il balzo positivo tecnologico sia avvenuto già a partire dagli Euro 4. Queste motorizzazioni infatti, emettono la metà degli inquinantirispetto agli Euro 3, che -a loro volta- in confronto agli Euro 6, ne emettono addirittura il 130% in più. In termini di sicurezzapoi, un veicolo Euro 3 (che ha dai 13 ai 18 anni di vita) aumenta di 5 volte il rischio di lesioni gravi o morte, in caso di incidente, rispetto alle ultime Euro 6.

Nuova Skoda Scala la compatta tech che pensa in grande

L’hatchback combina un design emotivo con un alto livello di funzionalità e connettività trasferisce per la prima volta il linguaggio di progettazione dello studio concept VISION RS in un veicolo di produzione. È disponibile una selezione di cinque varianti di motore, con potenze comprese tra 66 kW (90 PS) e 110 kW (150 PS). Inoltre, Scala offre un alto livello di sicurezza attiva e passiva, fari full-LED e luci posteriori, ampio spazio per bagagli e passeggeri. Sarà lanciato sul mercato nella prima metà del 2019.
Bernhard Maier, Ceo di Skoda, ha sottolineato: “Si tratta di un modello completamente nuovo che definisce parametri di riferimento all’interno del suo segmento in termini di tecnologia, sicurezza e design. Lo Scala incarna perfettamente l”understatement intelligente’ tipico di Skoda. Siamo convinti che Scala abbia le migliori possibilità di ridefinire il segmento A per Skoda. ”

Tre motori TSI da 1,0 litri o 1,5 litri e un TDI da 1,6 litri producono potenze da 70 a 110 kW (da 95 a 150CV). Il 1.0 G-TEC con una potenza di 66 kW (90 CV), progettato per funzionare con gas naturale ecologico (CNG), seguirà nel 2019. I cinque motori turbo soddisfano lo standard Euro 6d-TEMP.

Volkswagen festeggia il suo Dsg, il cambio automatico dei record

Fino a oggi, più di 26 milioni di Clienti hanno scelto modelli della Volkswagen o delle altre marche del gruppo VW dotati del cambio a doppia frizione. Le trasmissioni automatiche sono sempre state le preferite in America Settentrionale tanto che, al cambio del millennio, l’88% dei guidatori le sceglieva. Nel 2000, l’Europa Occidentale dominata da auto compatte presentava uno scenario ben diverso: appena il 14% delle auto, in gran parte modelli premium, aveva la trasmissione automatica. Ciò non era solo dovuto al maggior costo: la trasmissione manuale era di norma più efficiente e sportiva. Così, più del 90% delle Golf uscivano dalla linea di produzione con il cambio manuale.

ILa riscossa della trasmissione automatica ebbe origine nel 2003 grazie alla Golf R32 da 241 CV, la prima Volkswagen a essere disponibile a richiesta con un DSG a 6 rapporti. Questo nuovo tipo di cambio automatico era in grado di passare da una marcia all’altra molto rapidamente ed era fino al 20% più efficiente di un automatico a convertitore di coppia.

Nel 2018, il DSG viene scelto su oltre il 40% delle Golf. È quasi al 30% persino sulla più compatta Polo. Per la T-Roc e la Tiguan, invece, siamo intorno al 50%. La media della Passat è del 60% per la berlina e del 70% per la Variant, mentre quella della Arteon è superiore all’80%. A seconda di modello, motore e trazione, oggi la Volkswagen offre diversi DSG a 6 o 7 rapporti. Sono progettati per coppie massime fino a 250 Nm (DQ200-7), 400 Nm (DQ260-6 e DQ400-6), 420 Nm (DQ381-7) e 550 Nm (DQ500-7). Inoltre, c’è anche un DSG “ibrido” a 6 rapporti (DQ400E-6) in grado di trasmettere coppie massime fino a 400 Nm che integra un motore elettrico ed è specifico per i modelli ibridi plug-in come la Golf GTE e la Passat GTE. L’evoluzione di questi cambi è continua. La funzione di veleggiamento, in cui il DSG disaccoppia il motore dalla trasmissione per sfruttare l’energia cinetica dell’auto e quindi ridurre i consumi, si sta diffondendo sempre di più.

Tutti i cambi a doppia frizione hanno in comune la grande rapidità di cambiata senza interruzione nella trazione. Il cambio marcia avviene in pochi centesimi di secondo. Nella guida tranquilla, il DSG innesta le marce più alte molto rapidamente per risparmiare carburante. Inoltre, i cambi a doppia frizione sono ideali per i sistemi ibridi di domani. Questa è un’altra ragione del perché il futuro è del DSG

Pronta una nuova tassa sulle auto nella manovra finanziaria

Taglio della CO2 in Unione europea, obiettivo lontano

Il Governo apre ad una tassa sulle auto nuove ed usate. Il balzello da 150 a ben 3.000 euro è pronto a colpire le vetture in base alle CO2 prodotte. Sebbene non si è certi della presenza della norma nel testo finale della manovra finanziaria 2018 insorgono i rappresentanti degli importatori di auto estere. Riportiamo il testo integrale della dura nota diffusa oggi dall’Unrae che rappresenta gli importatori di auto estere in italia.

l paradosso di una proposta, che è meritevole nell’intento, ma che nei fatti non migliorerà la problematica del rinnovo del parco e dell’inquinamento delle nostre città.

La misura c.d. bonus-malus sulle emissioni di CO2 delle nuove autovetture, approvata ieri notte dalla Commissione Bilancio della Camera nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge di Bilancio 2019, rappresenta sicuramente un segnale interessante ed apprezzabile nell’intento, ma l’impostazione del provvedimento non è funzionale agli obiettivi che si dovrebbero raggiungere e cioè il miglioramento della qualità dell’aria ed il rinnovo del parco circolante, come noto, tra i più vecchi d’Europa.

Spiace che il Governo non abbia deciso di aprire una sia pur breve interlocuzione premissiva con gli operatori del settore perché si sarebbero potuti approfondire molti dettagli legati al mercato e al comportamento dei consumatori e, quindi, affinare al meglio la proposta approvata: allo stato attuale, per esempio, da un punto di vista applicativo, non è chiaro con quale tipo di procedure omologative vengano calcolati i valori di CO2, considerate le diverse norme esistenti in materia (NEDC, NEDC correlato, WLTP) e gli sviluppi che avranno nel 2019.

Apprezziamo sicuramente il tema della pluriennalità e il rispetto del paradigma della neutralità tecnologica, ma riteniamo inaccettabile colpire così duramente gli automobilisti italiani con una nuova tassazione sui veicoli di ultima generazione. Più della metà dei veicoli immatricolati sarà vessato da un nuovo tributo: su alcuni di questi, non di lusso, il costo dell’imposizione varrà circa il 10% del costo del veicolo, senza considerare il paradosso di iper-tassare un veicolo nuovo mentre in Italia potranno continuare a circolare liberamente, senza l’imposizione di alcun tributo, veicoli di oltre 15 anni. Inoltre, non è prevista la rottamazione di veicoli obsoleti che riteniamo assolutamente prioritaria perché è fondamentale svecchiare il nostro parco.

Infine, a livello di risorse, si rischia di investire inadeguatamente un ammontare di risorse pubbliche molto significativo (circa 300 mln di euro all’anno) perché si va ad incentivare un numero di autovetture minore rispetto a quelle che già si vendono.

Chiediamo, quindi, a tutte le Istituzioni competenti l’apertura di un confronto immediato per migliorare insieme a tutti gli stakeholder un impianto normativo che merita adeguato approfondimento per non sprecare un’occasione molto importante per rinnovare il nostro parco circolante e ridurre i livelli di emissioni complessive di CO2, ma soprattutto i livelli di emissioni inquinanti (ad esempio NOx e Pm10) che non sono tenute in alcuna considerazione nell’attuale formulazione del provvedimento.

Ford la sicurezza stradale si fonda sui big data

Ford ha sviluppato alcune soluzioni di smart mobility per identificare le aree dove risulta maggiore la concentrazione di incidenti stradali e, quindi, consentire alle autorità cittadine di intraprendere azioni preventive.

Secondo lo studio condotto dall’Ovale Blu, grazie all’utilizzo dei Big Data, sarebbe possibile determinare le aree “più critiche”, come emerso dalle valutazioni del team di Ford Smart Mobility, che ha trascorso oltre un anno analizzando la mobilità di Londra e dei suoi dintorni.

Sono stati monitorati i percorsi dei veicoli e i dati relativi ad alcuni comportamenti tipici delle situazioni di emergenza, come la frenata, nelle sue diverse intensità, oltre all’attivazione delle luci di emergenza. Questo ha aiutato l’identificazione delle aree a mobilità più intensa. Il team di Ford ha, poi, incrociato queste informazioni con le relazioni sugli incidenti avvenuti e ha costruito un algoritmo per determinarne le probabilità future.

Riteniamo che le nostre intuizioni abbiano il potenziale per apportare benefici a milioni di persone. Anche i piccoli cambiamenti potrebbero fare una grande differenza, sia in termini di flusso di traffico, sia di sicurezza stradale o di efficienza, magari semplicemente tagliando un albero che oscura un cartello stradale”, ha commentato Jon Scott, Project Lead at City Data Solutions, Ford Smart Mobility.

Questa è solo una delle riflessioni emerse nel Ford Data Report presentato dal Team di Ford Smart Mobility in occasione del Financial Times Future of Transport di Londra. Il rapporto, utilizzando i dati ottenuti e analizzati con il consenso dei partecipanti, ha raccolto i risultati di oltre 15.000 giorni di monitoraggio di una flotta composta da 160 veicoli commerciali. (*) La flotta ha percorso oltre 1 milione di chilometri, l’equivalente di 20 giri attorno alla terra, producendo 500 milioni di data points.

Volkswagen lavora al diesel del futuro

La fase di sperimentazione si è conclusa con successo: Volkswagen ha testato il carburante di nuovo sviluppo R33 BlueDiesel nella sua stazione di servizio interna di Wolfsburg da gennaio 2018. Questo carburante innovativo permette di risparmiare almeno il 20% di CO2 rispetto al gasolio convenzionale grazie all’uso di biocarburanti. Inoltre, permette ai grandi Clienti di raggiungere significativi obiettivi di tutela ambientale nell’utilizzo delle loro flotte aziendali.

Nella prima fase, il nuovo carburante è stato testato da dipendenti della Volkswagen che per nove mesi hanno fatto il pieno ad alcuni veicoli aziendali utilizzando solo R33 BlueDiesel. Fino a un terzo di questo nuovo carburante è costituito da componenti rinnovabili. L’R33 è stato sviluppato dalla Volkswagen e dall’Università di Coburgo in collaborazione con altri partner. L’attuale fornitore da gennaio 2018 è Shell Global Solution in cooperazione con Tecosol e Neste, che hanno fornito carburanti certificati in conformità agli standard europei. L’R33 BlueDiesel è conforme agli standard DIN EN 590 per il gasolio e rispetta tutti i criteri per l’uso di un carburante standard senza necessità di ulteriori requisiti.