Cambia senza stravolgimenti la piccola di casa Alfa Romeo. Nuova Mito ha molto in comune con la precedente generazione ma presenta maggiore sportività.
Le linee della carrozzeria restano morbide e rotondeggianti, i principali aggiornamenti estetici riguardano i paraurti, le motorizzazioni e le possibilità di personalizzazione.
Nell’anteriore spicca il nuovo logo Alfa incastonato in una calandra più ampia che ricorda la “sorella maggiore” Giulia. Le cornici dei fari anteriori e posteriori, nonché gli specchietti esterni, sono opachi evocando la natura più “dark” di questa nuova generazione. Belli i cerchi in lega da 18″ che, con la finitura nera tra i raggi, per 450 euro fanno una gran figura. Nel retrotreno si mette in mostra l’estrattore posteriore ed il terminale di scarico cromato. Restano esteticamente valide le luci posteri a led con al centro le luci di svolta.
Abbiamo provato la Mito Super motorizzata col 1.400 cc MultiAir Turbo da 140 CV. Il messaggio che arriva dal motore è chiaro; potenza subito e massima reattività. A semaforo verde scatta sicura grazie al motore benzina che garantisce una progressione degna di nota. Certo i cavalli non sono tantissimi ma si danno un gran da fare sia nel circuito urbano che su quello extraurbano. Le sospensioni smorzano bene le asperità ma i cerchi da 18″ conferiscono maggiore rigidità alla vettura. In generale ottima l’insonorizzazione peccato però per la scarsa visibilità posteriore. Le manovre in retromarcia sono infatti complicate dalle dimensioni del lunotto ma si può fare affidamento sui sensori di parcheggio. Questi ultimi sono un accessorio che vale la pena prendere in considerazione al momento dell’acquisto poiché, oltre a non aggravare troppo la spesa, sono molto utili date le forme “sinuose” della Mito.

Rispetto ai consumi il 1.4 benzina di Alfa Romeo registra sul circuito misto un dignitoso 5,6 l/100km mentre sull’urbano è difficile far meglio di 7l/100km. Numeri non irragionevoli cui va aggiunta una riflessione sull’utile apporto che è offerto, in accellerazione o nei tratti in salita, dal turbo. Il 1.4 Multiair turbo benzina da 140 CV abbinato al cambio automatico TCT significa molto anche in termini di prestazioni. Lo 0-100km/h in 8,1 secondi è considerevole e può togliere qualche soddisfazione al volante.
All’interno lo spazio non manca. I sedili davanti sono avvolgenti e ben fatti presentando una grande adattabilità alle corporature più disparate. Problemi , invece, per chi siede dietro. Nonostante il terzo posto sul divanetto posteriore sia a pagamento (350 euro) l’abitabilità non è al top perché si tocca facilmente il tetto dell’auto con la testa. Questo non deve sorprendere se si considera il design da coupé che conferisce carattere ed originalità all’auto.
Ben rifinito il volante multifunzionale in pelle peccato, invece, per la rigidità di alcune plastiche del cruscotto. Di serie sulla Super il sistema Uconnect con schermo da 5″. Esso porta in dote, oltre alla navigazione firmata TomTom, una piena interconnessione con il proprio smartphone anche grazie ai comandi vocali. Inoltre si può far affidamento sulla consueta triade (usb, Aux, bluetooth).
Il bagagliaio ha una capienza di 270 litri, non troppi, ma in linea con le rivali del segmento di appartenenza. Se si viaggia in due è possibile abbattere i sedili posteriori ottenendo una capienza complessiva di 950 litri. Peccato per la soglia di accesso alta (84 cm) che complica l’ingresso per i carichi più pesanti.
Il listino parte della Mito Super parte da 17.500 euro però per il 1.4 Turbo con cambio automatico si parte da 22.000 euro. Con tutti gli accessori presenti sulla vettura in prova è facile capire come si superino agilmente i 23.000 euro. Va detto che la lista delle dotazioni di serie per la Mito Veloce è particolarmente ricca includendo tra l’altro; fendinebbia, sistema di sbrinamento degli specchietti esterni, sensore di monitoraggio della pressione pneumatici, cruise control e start&stop.
In conclusione la Mito è un’Alfa al 100% che strizza l’occhio ai più giovani e si adatta ad un utilizzo precipuamente urbano pur non disdegnando percorsi più lunghi. Ideale per un neopatentato, nella versione da 0.9 TwinAir da 105CV, offre tutto quello che serve per muovere i primi passi su strada con il piglio giusto.





La 911 torna a stupire con il nuovo modello ed è più Porsche che mai.
Il motore è un corposo benzina 2.981 cm³ da 420CV (309KW) capace di uno scatto 0-100km/h in 4,4 secondi. La versione in prova monta, inoltre, il prezioso (e non solo per il prezzo!) cambio automatico PDK a 7 rapporti che blocca lo 0-100 a 4,0 secondi in modalità sport plus. Divertimento assicurato dunque. La coppia di 500Nm consente un brillate 80-120km/h in soli 2,5 secondi e sembra davvero di spiccare il volo. Attenzione a non farsi prendere la mano però!.
Il modello in prova è inoltre dotato della trazione integrale. Non si tratta certo di una configurazione inusuale per una Porsche. Si deve ricordare che già nel 1984 la Porsche 953 coinvolta nella leggendaria Parigi-Dakar aveva quattro ruote motrici. Avere a disposizione quattro ruote motrici offre maggiore controllo in curva e permette di gestire meglio l’elevata coppia garantendo sempre un’aderenza ottimale su tutte le superfici. Insomma gli appassionati della 911 potrebbero preferire la trazione posteriore ma alla prova dei fatti la trazione integrale si rivela equilibrata e mai eccessivamente invasiva rispetto al piacere di guida. A corredo della configurazione 4S Porsche offre una esclusiva fascia led a congiunzione dei due proiettori posteriori. Si tratta di una soluzione estetica che valorizza il design ed è in comune con la nuova 911 Targa.





Il museo si sviluppa su due piani ed è visitabile dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 18.
Il museo ospita tutte le vetture più emblematiche del marchio delle supercar. Il percorso espositivo consente di avere una panoramica di un brand proiettato sempre più verso la mobilità di domani. Basta poco per capire quanta passione e avanguardia trasudi dalle Lamborghini di ieri e di oggi. Il sogno di Ferruccio è più vivo che mai.
Presso il secondo piano del museo è inoltre esposto lo studio stilistico condotto da Lamborghini nel 2006 avente ad oggetto una futuribile Miura. Purtroppo questo sogno non si è ancora tradotto in una vettura stradale.

Sono pochi i brand ad aver scritto, ed a scrivere tutt’ora, pagine indelebili della storia dell’automobilismo.





La tecnologia a bordo non manca grazie alla connettività mirror link si può collegare facilmente il proprio smartphone alla vettura. La comoda, seppur perfettibile,
Parte integrante del sistema esp è anche l’ausilio alla partenza in salita (di serie), che nelle partenze in pendenza impedisce l’arretramento della vettura, mantenendo la pressione frenante quando il guidatore sposta il piede dal pedale del freno all’acceleratore.
Insomma la tanta qualità costruttiva e percepita rendono questa smart ideale per vivere la città a 360 gradi. Per chi volesse farne un valida compagna anche al di fuori delle strade urbane consiglio la versione da 90CV capace di garantire comunque consumi esigui ma con prestazioni migliori.




La versione che abbiamo guidato è la


Sicuramente 500X non è un SUV noioso e non è la tipica macchina grande fuori ma piccola dentro, come spesso succede. Se vale o no la pena di comprarla questo lo lasciamo scegliere a voi. 
Ho provato Ford C-Max per oltre mille chilometri rimanendone molto soddisfatto.
Il
Gli optional sulla versione Titanium X sono davvero tanti. Dal climatizzatore automatico bizona al touchscreen da 8″ passando per il sensore di pioggia che attiva automaticamente i tergicristalli.
Il sistema di infotainment è dotato della tecnologia sync2. Quest’ultima, sviluppata da Microsoft, garantisce una piena compatibilità tra il proprio cellulare e la vettura. Tutto è intuitivo e a portata di mano. Dal touch si gestisce navigazione, telefono e persino clima mantenendo sempre gli occhi sulla strada.
Spazio a volontà e qualità al top. Una vettura con un rapporto qualità prezzo così è difficile immaginarla. Peccato solo che i fari posteriori non siano a led come le posizioni anteriori. Insomma qualche difetto dovevo pur trovarlo.



Intanto i cavalli; 430. Non sono pochi considerato che questa vettura monta un motore aspirato. Potenza cattiva lo si capisce subito. Il cambio PDK a 7 rapporti esalta la coppia e garantisce un feedback più che positivo bloccando lo 0-100km/h a 4,3 secondi. Esigui per una auto stradale e per di più cabriolet.








A bordo lo spazio non manca l’abitacolo è rifinito e le plastiche sono di assoluta qualità e ben assemblate. Ergonomico e funzionale il nuovo volante dal quale è possibile anche regolare il cruise control (su nuova Focus è adattivo!). Bello il nuovo navigatore satellitare con schermo da 8 pollici e sistema audio Sony. Meno tasti e grande intuitività.




