Tanti sorpassi nelle posizioni di testa e qualche colpo di scena: questi gli ingredienti che hanno condito la seconda delle due gare del weekend inaugurale di Monza del Lamborghini Super Trofeo Europa.
Dopo avere concluso al terzo posto in Gara 1, l’equipaggio italo-canadese del team Antonelli Motorsport formato da Loris Spineli e dall’esordiente Mikaël Grenier, ha firmato il successo nella seconda della stagione. Una vittoria maturata dopo il problema evidenziatosi nel corso della sosta ai box per la vettura della Imperiale racing condotta da Vito Postiglione, che aveva rilevato alla guida il poleman Jonathan Cecotto, 17 anni, anche lui al proprio esordio nel monomarca riservato alle vetture della Casa di Sant’Agata Bolognese. Il giovane venezuelano è stato perfetto durante il proprio “stint” di guida. Poi l’imprevisto che ha costretto lo stesso Postiglione ad iniziare nelle fasi conclusive una rimonta che lo ha portato ad agguantare il quarto piazzamento assoluto.
Sul podio ci sono invece finiti per la seconda volta Rik Breukers e Axcil Jefferies, che sabato avevano inaugurato la serie 2017 con la vittoria ottenuta in Gara 1 con la vettura della GDL racing e in questa circostanza secondi davanti al binomio della VS racing, formato dal brasiliano Raphael Abbate ed il giapponese Yuki Nemoto.
Bella anche la gara di Johnny Cecotto Jr e Milos Pavlovic, che hanno portato in quinta posizione la Huracán del team Bonaldi Motorsport. Protagonista nei primi giri anche il 22enne rookie austriaco Luca Rettenbacher, che dopo avere stampato in qualifica il secondo responso cronometrico, ha mantenuto la sua posizione nelle fasi iniziali, prima di finire fuori alla variante Ascari. Ancora bene il duo della Leipert Motorsport formato da Jan Kisiel e Morgan Haber, sesti assoluti davanti alla vettura della Artline Team Georgia divisa da Sergey Afanasiev e Gerhard Tweraser.
Subito dietro hanno concluso i francesi Jean-Laurent Navarro e Julien Briché (MN Development), protagonisti di una rimonta con cui dall’undicesima fila sono risaliti ottavi, vincendo anche la classe PRO-AM.
Due centri su due per i polacchi Andrej Lewandowski e Teodor Myszkowski nella classe AM, sempre con la VS racing, mentre il greco Antonios Vossos ha portato al successo il team Target racing nella Lamborghini Cup.
L’appuntamento adesso è per il fine settimana del 13 e 14 maggio, sul circuito inglese di Silverstone, che ospiterà il secondo dei sei doppi round del calendario.







Come da tradizione, il Salone dell’Auto Parco Valentino vive di passione per le quattro ruote e ne festeggia le ricorrenze e i compleanni importanti. Nel 2017 si celebra un importante anniversario, quello che festeggia i 70 anni dalla nascita di Ferrari. Nella giornata inaugurale di mercoledì 7 giugno il Cortile del Castello del Valentino si colorerà di rosso per celebrare la prestigiosa ricorrenza della casa del Cavallino.
E se si vuole raccontare dell’anima dinamica del Salone dell’Auto torinese il posto d’onore tocca al Gran Premio Parco Valentino. Sabato 10 giugno motorsport, supercar, prototipi, one-off e modelli attualmente disponibili di automobili elettriche e di vetture a guida assistita si daranno appuntamento per la parata del Gran Premio, che prevede la tradizionale esposizione in piazza Vittorio Veneto. Si partirà poi alle 15 con la beniamina del Gran Premio che inaugurerà la passerella, la Lancia D50 di Ascari vincitrice nel 1955 dell’ultima gara del Gran Premio del Valentino. Il percorso sarà lungo 18 chilometri e toccherà diverse circoscrizioni della città, percorrendo tra la folla, splendide vie sabaude quali via Po, via Roma e piazza Castello, per terminare nella suggestiva location della Palazzina di Caccia di Stupinigi.
Ecco allora per il Salone di Shanghai la I.D. CROZZ. Suv e coupé: la I.D. CROZZ è un Crossover Utility Vehicle (CUV) che coniuga l’imponenza di un SUV con la dinamica tipica di una coupé. Autonomia come quella delle motorizzazioni benzina: la I.D. CROZZ, che ha 306 CV di potenza e raggiunge 180 km/h di velocità massima, necessita di essere ricaricata solo ogni 500 chilometri (NEDC).

Tra le vetture di Formula 1 al Mugello c’è il meglio espresso dalla categoria a partire dagli anni Duemila. Alcuni clienti sono infatti al volante della F2001 con la quale la Scuderia Ferrari riuscì a bissare la celebre Alba Rossa di Suzuka 2000. La stagione 2001 fu dominata dal team di Maranello che vinse il titolo con Michael Schumacher tra i piloti e si impose tra i costruttori anche grazie a Rubens Barrichello sulla vettura numero 2. Al Mugello c’è anche una F2002, monoposto dei record capace di imporsi in 15 gare su 19 tra le stagioni 2002 e 2003 nonché vettura grazie alla quale arrivarono il quinto titolo di Schumacher e il dodicesimo costruttori per la Ferrari.
Sui saliscendi toscani il rombo dei motori di Formula 1 è ancora più affascinante da ascoltare, perché le vetture sfruttano la vallata nella quale sorge il circuito come un’enorme cassa di risonanza. E così è straordinario sentire il propulsore 2,4 litri aspirato di vetture come la F2007, campione del mondo costruttori e piloti con Kimi Raikkonen, e la F2008, iridata costruttori e vicinissima al titolo piloti con Felipe Massa. In pista anche una F150° Italia e una F138, l’ultima vettura della generazione non dotata di power unit ibride, l’ultima capace di far percepire appieno anche all’udito la potenza di quasi 800 cavalli del propulsore 056.

, ha iniziato a intravedere un’opportunità per la produzione automobilistica in Svezia dopo aver osservato la crescita delle industrie automobilistiche statunitensi ed europee con cui era entrato in contatto grazie al suo ruolo all’interno dell’ufficio vendite dell’azienda svedese produttrice di cuscinetti a sfera SKF, che figurava fra i fornitori del settore automobilistico. Sottolineando la facilità di accesso a prodotti in acciaio, la manodopera a basso costo e la disponibilità di tecnici competenti che caratterizzavano la Svezia, riuscì a convincere SKF a investire in un’azienda automobilistica nata da un’operazione di spin-off denominata “AB Volvo”.




L’Ovale, infatti, darà ai ragazzi la possibilità di indossare la Hangover Suit, una speciale tuta in grado di simulare i sintomi dei postumi di una ‘notte di bagordi’, come spossatezza, vertigini, testa pesante e difficoltà di concentrazione. La Hangover Suit rappresenta il nuovo capitolo dello storytelling sulle alterazioni sensoriali inconciliabili con la guida portato avanti dall’Ovale Blu prima con la Drink Driving Suit e poi con la Drug Driving Suit.