DR Group e OSCA: il sogno ad Anagni

La prima puntata di una vicenda che vede protagonista il Gruppo DR di Isernia nella persona del suo primo promotore e titolare ha preso corpo in tempi diversi: c’è il momento della acquisizione da parte di Massimo Di Risio di diritti su due Marchi Storici (O.S.C.A. nel 2022 ed Itala, seppure in questo secondo caso era già registrata – al 28 Giugno 2011 – una Ragione Sociale “Itala SpA” a Macchia d’Isernia); c’è il momento del tentativo di acquisizione del sito di Termini Imerese da parte di una cordata di Imprenditori di cui DR Group faceva parte; ci sono diversi preannunci da parte dell’Imprenditore molisano della volontà ed esigenza di espandere ed implementare il sito originario di Macchia d’Isernia (oggi esteso su 250.000 metri quadri circa di territorio adibito a stabilimento produttivo completo).

Ed infine c’è un evento apparentemente separato e distinto, cioè quello di una acquisizione di area produttiva ad Anagni; dico “apparentemente” perché sembrerebbe quasi slegata dal mondo Automotive se non vi fosse stata in Rete e nella dimensione mediatica dell’Informazione di settore una continua e pedissequa associazione – parebbe quasi assiomatica – tra questa acquisizione ad Anagni, il ruolo di Massimo Di Risio,la presunta “nascita” di un Polo Automotive a fianco della Città dei Papi, ed infine la possibile rinascita di uno dei due Marchi storici detenuti dal Titolare del Gruppo DR.

E’ a questo punto, per chiarire i dubbi di tanti amici che nel corso di un semestre ci hanno chiesto lumi su tutta la situazione, che ho deciso di investire notti e sonno per cercare di essere didascalico e ovviare a tante lacune informative che, a mio avviso, hanno dato luogo sui media ad assiomi e teoremi che ritengo siano tutti da dimostrare e concretizzare. 

Allora ricominciamo là da dove questa storia ha inizio. E’ Giovedì 7 Agosto del 2025, Roma è invasa da turisti di ogni sorta, ma due in particolare sono “turisti” speciali e non sono certo arrivati nella Capitale per il Giubileo.

7 Agosto 2025: l’incontro a Via Veneto

Uno in effetti è un Business man che non ha certo bisogno di presentazioni: è Massimo Di Risio, il promotore e titolare di una impresa unica nel suo genere a livello Automotive che diversi mesi fa abbiamo avuto il piacere di descrivere così in un nostro articolo: “DR Automobiles ha affrontato nel corso dei suoi primi venti anni tre tempeste (Crack Lehman, Lockdown, crisi materie prime e risorse energetiche), ha vissuto in prima persona la dimensione del nuovo mercato cinese, ha affrontato la trasformazione tecnologica e la transizione elettrica, e si è imposta come modello di resilienza e continuità sul mercato sopravvivendo – nonostante le piccole dimensioni industriali – a veri e propri “Top Player” di mercato internazionale che sono scomparsi o ridimensionati prepotentemente “. 

 

Insomma, l’impresa di Di Risio ci piace, a quanto pare. Ma non divaghiamo: il secondo “turista” speciale, visto che siamo ancora nel 2025 in pieno Giubileo, proviene proprio dalla Città dei Papi e si chiama Francesco Borgomeo

Come si può leggere dal completissimo sito “alessioporcu.it” è nato a Firenze da una famiglia che nel passato era proprietaria delle Fornaci di Formia, ed oltre ad essere un brillante Imprenditore, nel secondo Governo Prodi diventa Capo Segreteria del Ministro della Giustizia tra il 2006 ed il 2008. Nel 2009 rileva lo Stabilimento ex Marazzi Sud di Anagni e dopo un lungo percorso di riconversione fonda la “Saxa Gres”. In realtà in quell’incontro a Via Veneto il Dottor Borgomeo non è proprio digiuno di Automotive. Non solo perché fino a pochi anni prima è stato proprietario della “GKN Driveline” di Campi Bisenzio, ma perché è anche il Presidente di Unindustria Cassino-Gaeta e dunque osservatore speciale in via diretta ed ovviamente privilegiata della situazione corrente del polo Stellantis di Piedimonte San Germano. 

Ma ho parlato dello Stabilimento ex Marazzi Sud di Anagni: nel 2009 viene rilevato e nel 20215 nasce “Saxa Gres”: generatadall’impegno di Francesco Borgomeo, alla guida del Gruppo dalla sua fondazione, insieme a soci finanziatori quali due InvestmentFunds (uno inglese ed uno italiano) la “Saxa Gres” produce(va)elementi edilizi di copertura e pavimentazione attivando un processo fortemente circolare basato sul recupero di materiale di scarto e riducendo i fabbrisogni di energia ed acqua, con immediato vantaggio ecologico ed ambientale.

Ma stiamo dunque parlando di un Impianto adibito a produzione e cottura di ceramiche: quanto è adatto a produrre od assemblare automobili? A priori quasi “Zero” e Ve lo dico anche perché, con un lustro dedicato professionalmente alle SOA diversi anni fa, ne ho visitate di fornaci e di Stabilimenti di produzione di materiali cotti per edilizia, e di affinità con gli Stabilimenti di produzione auto, nisba.

Al massimo la diversa destinazione di uso di un impianto di edilizia a cottura dismesso può essere più facilmente il sito di immagazzinaggio e movimentazione auto finite per la distribuzione territoriale (snodo logistico) perché generalmente gli impianti di produzione laterizi ed elementi edilizi hanno una proporzione di spazi molto sbilanciata sulle aree scoperte; con un poco più di impegno, dal lato delle ristrutturazioni e delle autorizzazioni amministrative, si potrebbe pensare ad un sito per la gestione logistica e la distribuzione delle parti di ricambio; ma per ogni “upgrade” progressivo di costruzione od assemblaggio totale o parziale di auto gli impegni in termini di ristrutturazione e di permessi amministrativi diventa davvero più complessa ed onerosa.

L’impianto Saxa Rubra ad Anagni, alcuni chiarimenti

Ecco perché, se leggete sopra, ho inteso approfondire una serie di troppo ottimistici assiomi tra questo Stabilimento ed un ancora onirico “Polo Automotive” ad Anagni; che, a titolo di opinione personale, è uno dei centri del Frusinate meno affine all’Automotive. Nella Provincia di Frosinone ovviamente c’è l’imbarazzo della scelta: l’Impianto FCA di Cassino/Piedimonte San Germano, la “Tecnobus S.r.l” a Ferentino, la “MazzocchiaSpA” che produce allestimenti per Veicoli di Servizio ecologico a Frosinone, e sempre a Frosinone la “Bull Trail” e la “FGM” costruiscono semirimorchi per Camion. 

E ad Anagni? Se proprio li vogliamo chiamare siti di interesse Automotive territoriali, ci sono nell’interno e nei dintorni (Alatri, Ferentino e Morolo) alcuni Suppliers di Primo e secondo livello: 

Prima Sole Components Srl, Al.Scar Srl e Centro Multi Servizi Car Srl, Automotive Transition Srl, Casillo Sistemi Idraulici Srl, Roberto Cantinelli Srl, FT Autotrasformazioni Srl, Tecnoitalia ed infine VF Car Srl. 

Questo solo per la precisione. Anagni, lo possiamo capire da uno speciale che segue nella terza puntata, è un territorio produttivo con vocazione diversa dall’Automotive “diretto”. Invece l’oggetto della trattativa di accordo tra Massimo Di Risio e Francesco Borgomeo è, tra le altre cose, un sito produttivo censito, leggo testualmente dalle pagine di localizzazione sul Web, in zona Selciatella ad Anagni a Via Osteria della Fontana 69 a/b/d. Perché “tra le altre cose”? Perché l’acquisizione operata da Di Risio non può riguardare solo lo stabilimento ma deriva da una iniziativa giudiziaria precedente: 

si tratta del Ramo d’azienda che a Maggio del 2025 appare nella pubblicità dell’Istituto Vendite Giudiziali di Roma.

Formalmente il Ramo d’Azienda, a seguito di Composizione negoziata della Crisi d’Impresa, ceduto dalla “Saxa Gres” di Anagni comprende: lo Stabilimento di Via Osteria della Fontana a Selciatella di Anagni (Piano Terra e seminterrati di Stabilimento coperto da lastrico solare in parte sormontato da pannelli fotovoltaici); un’area di terreno scoperta (parte del quale era già stata compromessa in vendita alla Energia Anagni Srl e soggetto a rinegoziazione a condizioni migliorate per la Saxa Gres); 64 contratti di lavoro per altrettanti dipendenti che, esperita la procedura sindacale, in continuità occupazionale saranno riqualificati in funzione della diversa attività di Impresa, con stabilizzazione garantita per almeno 24 mesi (28 mensilità più TFR finale, aggiungo io); Passività nell’ordine dei debiti maturati nei confronti dei Dipendenti trasferiti a titolo di salari maturati e non ancora corrisposti, compensi variabili, bonus indennità di qualsiasi tipo, R.O.L., riposi compensativi, conto ore, somme maturate a titolo di Ferie, straordinari, tredicesima e quattordicesima, più T.F.R.; Gravami in ordine ad Ipoteche (3 milioni di Euro di Ipoteca di Primo Grado e 750.000 Euro in Ipoteche di Secondo Grado). L’acquisizione del Ramo di Azienda di Saxa Gres, in specifico, non viene operato direttamente da DR Group ma da una Società appositamente creata per la transazione: si tratta della “Jarama Srl” di cui abbiamo parlato alla prima parte del nostro racconto. Quale potrebbe essere uno dei motivi per cui si è pervenuti a questo tipo di transazione e perché sarebbe dovuta servire una Ragione Sociale appositamente creata per la transazione? 

Ancora una volta il Web ci viene in soccorso, tra le righe di un Sito pubblico di informazione forense, “Norme e Tributi Plus”.

L’accordo di cessione del Ramo d’Azienda

Lo Studio di Consulenza Legale “Nius Legal & HR Solution” ha assistito Di Risio con forte attenzione verso la salvaguardia dei posti di lavoro delle maestranze impiegate dalla “Saxa Gres”. In particolare, NIUS ha assistito DR AUTOMOBILES nelle negoziazioni con SAXA GRES, le Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL, UIL e UGL, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove da tempo era aperto un tavolo di crisi per SAXA GRES.

La divisione legal di NIUS, NIUSLex, ha sottoscritto per conto della Società gli accordi sindacali conclusivi sia dell’operazione straordinaria di agosto; nonché quelli in materia di ammortizzatori sociali; ha inoltre gestito tutti gli aspetti relativi all’ottenimento del beneficio della cassa integrazione per riorganizzazione aziendale, propedeutico alla realizzazione dell’importante investimento attuato dalla DR AUTOMOBILE.  

E mentre quest’ultima era assistita dallo Studio NIUS Legal, la Saxa Gres – nel contesto della composizione negoziata della crisi che l’aveva investita – era assistita dall’Avvocato Francesco Marotta. Ultima ed esaustiva tappa è stato l’avallo del Tribunale di Roma nello scorso mese di Novembre 2025 all’operazione di cessione che ha previsto un corrispettivo complessivo di sette milioni di Euro.

Bene, il dovere di precisione e di completezza di informazione è stato finora assolto, ed a questo punto mi resta il momento e forse anche il diritto di una perplessità personale. 

 

Riepiloghiamo: il giorno 7 Agosto 2025, con la firma di un accordo tra Massimo Di Risio e Francesco Borgomeo presso la sede prestigiosa del Mimit a Via Veneto, ed alla presenza delle rappresentanze delle Istituzioni locali e delle organizzazioni sindacali del settore chimico, gomma e plastica, accade che Massimo Di Risio diventa proprietario – mediante la “Jarama Srl” – ANCHE di uno Stabilimento ad Anagni che all’atto della firma è abilitato a produrre componenti in gomma e plastica ed elementi di rivestimento in ceramica cotta. Si, avete capito bene.

E per farlo – acquisendo tutto questo da un comparto industriale che con l’Automotive ha ben poco a che fare – Di Risio decide di acquistare un intero Ramo di Azienda, e a tale scopo si è sobbarcato 110 chilometri fuori da Macchia d’Isernia, superando a piè pari il Distretto Automotive più simbolico del frusinate (quello di Cassino) con tutto l’indotto di supply chain composto da almeno 40 Imprese piazzate nel raggio di 30/40 chilometri dallo Stabilimento Stellantis; trascurando serenamente le vicine e più appetibili “ZES” di Abruzzo, Campania ed Umbria; ed infine andandosi a piazzare ad una distanza identica, rispetto al fondamentale snodo portuale di Gaeta, di quella che si misura tra lo stesso porto e Macchia d’Isernia. 

Tutto questo, badate bene, fino alla data del 7 Agosto gli è costatoalmeno sette milioni di Euro salvo la novena di spese cui potrebbe essere costretto ad impegnarsi in ristrutturazioni, implementazioni, dotazioni, adeguamenti, meccanizzazione ed informatizzazione per rendere quel sito di Via Osteria della Fontana funzionale ad una attività legata al comparto Automotive; e senza per giunta contare l’impegno di tempi, risorse e soldi per tutta la procedura di autorizzazioni, permessi, concessioni amministrative necessarie per attività legate direttamente al settore Automotive che possono andare dalle più semplici alle più complesse dal lato delle formalità amministrative: dal sito logistico di movimentazione e stoccaggio di auto da distribuire per la commercializzazione, a sito di magazzinaggio e logistica Ricambi e parti, fino al vero e proprio Stabilimento di costruzione od assemblaggio totale o parziale di Auto.

Domanda conseguente e legittima: perché? Se un Imprenditore sceglie di fare un acquisto, di solito lo fa secondo convenienza. Non lo dico io ma i manuali di Management. 

Ma dove sarebbe, in tutta questa operazione, la convenienza? Ed infine: dove si può ricavare, da tutta questa cronistoria, un link razionale ed evidente tra l’impianto di Saxa Gres e la rinascita eventuale di “O.S.C.A.” o di “Itala”? 

Speriamo di capirci qualcosa di più nelle puntate a seguire. (Fine seconda Parte)

Riccardo Bellumori

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