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Audi A1: addio senza eredi

Audi ha smesso di accettare ordini per il modello base A1, il che indica la sua imminente uscita dal mercato.

L’Audi A1 ha debuttato come concept car nel 2007, anche se in realtà il concept si chiamava metroproject quattro e l’indice A1 è stato assegnato alla berlina di serie, la cui produzione è iniziata nel 2010 nello stabilimento Audi di Bruxelles (chiuso lo scorso anno). Inizialmente l’Audi A1 era disponibile solo nella versione a tre porte, ma nel 2012 è stata lanciata sul mercato la versione a cinque porte Sportback.

Nella prima generazione, l’Audi A1 era più di una semplice versione premium della Volkswagen Polo. Per la berlina più piccola, Audi ha creato una carrozzeria molto elegante con una verniciatura bicolore, grazie alla quale l’A1 ha attirato in modo molto efficace gli acquirenti della Mini. Inoltre, gli ingegneri Audi hanno “avvitato” alla piattaforma PQ25 la trazione integrale quattro e hanno creato versioni “cariche” della “uno” con motore turbo a benzina da 2,0 litri e cambio manuale a 6 marce: prima è stata prodotta la “tre porte” in edizione limitata A1 quattro (256 CV), poi è apparsa la versione più popolare S1 (231 CV), disponibile sia nella versione a tre porte che a cinque porte. Le Audi A1 a trazione integrale sono oggi molto apprezzate sul mercato dell’usato.

Addio Audi A1 questa sarà l'ultima generazione

LA SCELTA STRATEGICA

La seconda generazione dell’Audi A1 sulla piattaforma MQB A0 ha debuttato nel 2018, la sua produzione è stata avviata nello stabilimento Seat di Martorell, in Spagna. Questa generazione era già una versione premium della Volkswagen Polo, mentre l’originalità della carrozzeria e la trazione integrale erano ormai un ricordo del passato. In compenso, alla gamma è stata aggiunta una versione crossover con maggiore altezza da terra e carenature protettive in plastica: inizialmente chiamata citycarver, nel 2022 è stata ribattezzata allstreet.

Purtroppo non disponiamo di dati precisi sulle vendite dell’Audi A1 nel corso degli anni, sappiamo solo che le vendite annuali della hatchback di prima generazione in Europa si avvicinavano alle centomila unità, mentre la seconda generazione ha registrato un calo delle vendite del 30-40%.

Che l’Audi A1 non avrebbe avuto una terza generazione era già noto nel 2022. All’epoca l’azienda annunciò che anche il crossover più piccolo, l’Audi Q2, non avrebbe avuto un diretto successore. Non si sa ancora per quanto tempo l’Audi Q2 rimarrà in produzione (viene prodotta anche in Cina), il configuratore sul sito tedesco Audi è ancora attivo, mentre per l’Audi A1 è finita: sono rimaste in vendita solo le auto disponibili presso i concessionari, non è più possibile ordinare una nuova “uno” non è più possibile ordinare una nuova “A1”

dal produttore, poiché il configuratore per questo modello è stato disattivato.

Nuova Bentley Continental GT S 2026

La gamma Bentley Continental GT cresce con l’aggiunta di due nuove varianti “S” ad alte prestazioni, ovvero la Continental GT S e la GT Convertible S.

Colmando il divario tra la GT entry-level e i modelli Speed più potenti, le auto “S” combinano elementi di entrambe per chi desidera una via di mezzo.

A partire dal motore, la GT S è dotata del V8 crossplane biturbo da 4,0 litri della vettura base con un sistema ibrido plug-in da 680 CV e 930 Nm. Bentley afferma che questa configurazione, abbinata a un cambio a doppia frizione a otto rapporti e a un sistema di trazione integrale, è più potente di 130 CV rispetto alla precedente generazione della GT S, consentendo un’accelerazione da 0 a 100 km/h più rapida di mezzo secondo, in 3,5 secondi, con una velocità massima di poco superiore ai 305 km/h.

L’azienda sottolinea inoltre che il propulsore “High Performance Hybrid” supera le prestazioni del motore W12 ormai fuori produzione, garantendo al contempo un’autonomia in modalità elettrica pura di ben 80 km. Come passo avanti rispetto alla GT entry-level, le auto “S” sono dotate di un sistema di scarico sportivo che migliora il sound del V8.

STILE E PRESTAZIONI

Il telaio attivo Performance di Bentley, solitamente riservato ai modelli Speed e Mulliner, è di serie sulle vetture GT S. Questo sistema offre miglioramenti alla maneggevolezza sotto forma di ammortizzatori a doppia valvola, torque vectoring (da anteriore a posteriore e tra gli assi), sistema antirollio attivo Bentley Dynamic Ride a 48 V, una nuova generazione di software di controllo ESC e, per la prima volta nella gamma GT S, un differenziale elettronico a slittamento limitato e sterzo integrale.

In termini di estetica, la specifica Blackline aggiunge numerosi componenti discreti per conferire un carattere sportivo. Questi includono lo spoiler anteriore inferiore scuro, le griglie a matrice nero lucido, le ali e le scritte Bentley nere, mentre i gruppi ottici sono tutti oscurati. I cerchi da 22 pollici a dieci razze sono di serie in argento, ma è possibile sostituirli con quelli nero lucido a pagamento.

All’interno, la tappezzeria bicolore è esclusiva di questi modelli GT S, con altri tocchi di lusso come il design scanalato dei sedili, il tessuto tecnico Dinamica e le finiture in nero pianoforte. Come ci si aspetterebbe, Bentley offre molte altre finiture, come la fibra di carbonio lucida, ed è possibile optare per la tappezzeria interamente in pelle e le finiture scure.

DR Group e OSCA: il sogno ad Anagni

La prima puntata di una vicenda che vede protagonista il Gruppo DR di Isernia nella persona del suo primo promotore e titolare ha preso corpo in tempi diversi: c’è il momento della acquisizione da parte di Massimo Di Risio di diritti su due Marchi Storici (O.S.C.A. nel 2022 ed Itala, seppure in questo secondo caso era già registrata – al 28 Giugno 2011 – una Ragione Sociale “Itala SpA” a Macchia d’Isernia); c’è il momento del tentativo di acquisizione del sito di Termini Imerese da parte di una cordata di Imprenditori di cui DR Group faceva parte; ci sono diversi preannunci da parte dell’Imprenditore molisano della volontà ed esigenza di espandere ed implementare il sito originario di Macchia d’Isernia (oggi esteso su 250.000 metri quadri circa di territorio adibito a stabilimento produttivo completo).

Ed infine c’è un evento apparentemente separato e distinto, cioè quello di una acquisizione di area produttiva ad Anagni; dico “apparentemente” perché sembrerebbe quasi slegata dal mondo Automotive se non vi fosse stata in Rete e nella dimensione mediatica dell’Informazione di settore una continua e pedissequa associazione – parebbe quasi assiomatica – tra questa acquisizione ad Anagni, il ruolo di Massimo Di Risio,la presunta “nascita” di un Polo Automotive a fianco della Città dei Papi, ed infine la possibile rinascita di uno dei due Marchi storici detenuti dal Titolare del Gruppo DR.

E’ a questo punto, per chiarire i dubbi di tanti amici che nel corso di un semestre ci hanno chiesto lumi su tutta la situazione, che ho deciso di investire notti e sonno per cercare di essere didascalico e ovviare a tante lacune informative che, a mio avviso, hanno dato luogo sui media ad assiomi e teoremi che ritengo siano tutti da dimostrare e concretizzare. 

Allora ricominciamo là da dove questa storia ha inizio. E’ Giovedì 7 Agosto del 2025, Roma è invasa da turisti di ogni sorta, ma due in particolare sono “turisti” speciali e non sono certo arrivati nella Capitale per il Giubileo.

7 Agosto 2025: l’incontro a Via Veneto

Uno in effetti è un Business man che non ha certo bisogno di presentazioni: è Massimo Di Risio, il promotore e titolare di una impresa unica nel suo genere a livello Automotive che diversi mesi fa abbiamo avuto il piacere di descrivere così in un nostro articolo: “DR Automobiles ha affrontato nel corso dei suoi primi venti anni tre tempeste (Crack Lehman, Lockdown, crisi materie prime e risorse energetiche), ha vissuto in prima persona la dimensione del nuovo mercato cinese, ha affrontato la trasformazione tecnologica e la transizione elettrica, e si è imposta come modello di resilienza e continuità sul mercato sopravvivendo – nonostante le piccole dimensioni industriali – a veri e propri “Top Player” di mercato internazionale che sono scomparsi o ridimensionati prepotentemente “. 

 

Insomma, l’impresa di Di Risio ci piace, a quanto pare. Ma non divaghiamo: il secondo “turista” speciale, visto che siamo ancora nel 2025 in pieno Giubileo, proviene proprio dalla Città dei Papi e si chiama Francesco Borgomeo

Come si può leggere dal completissimo sito “alessioporcu.it” è nato a Firenze da una famiglia che nel passato era proprietaria delle Fornaci di Formia, ed oltre ad essere un brillante Imprenditore, nel secondo Governo Prodi diventa Capo Segreteria del Ministro della Giustizia tra il 2006 ed il 2008. Nel 2009 rileva lo Stabilimento ex Marazzi Sud di Anagni e dopo un lungo percorso di riconversione fonda la “Saxa Gres”. In realtà in quell’incontro a Via Veneto il Dottor Borgomeo non è proprio digiuno di Automotive. Non solo perché fino a pochi anni prima è stato proprietario della “GKN Driveline” di Campi Bisenzio, ma perché è anche il Presidente di Unindustria Cassino-Gaeta e dunque osservatore speciale in via diretta ed ovviamente privilegiata della situazione corrente del polo Stellantis di Piedimonte San Germano. 

Ma ho parlato dello Stabilimento ex Marazzi Sud di Anagni: nel 2009 viene rilevato e nel 20215 nasce “Saxa Gres”: generatadall’impegno di Francesco Borgomeo, alla guida del Gruppo dalla sua fondazione, insieme a soci finanziatori quali due InvestmentFunds (uno inglese ed uno italiano) la “Saxa Gres” produce(va)elementi edilizi di copertura e pavimentazione attivando un processo fortemente circolare basato sul recupero di materiale di scarto e riducendo i fabbrisogni di energia ed acqua, con immediato vantaggio ecologico ed ambientale.

Ma stiamo dunque parlando di un Impianto adibito a produzione e cottura di ceramiche: quanto è adatto a produrre od assemblare automobili? A priori quasi “Zero” e Ve lo dico anche perché, con un lustro dedicato professionalmente alle SOA diversi anni fa, ne ho visitate di fornaci e di Stabilimenti di produzione di materiali cotti per edilizia, e di affinità con gli Stabilimenti di produzione auto, nisba.

Al massimo la diversa destinazione di uso di un impianto di edilizia a cottura dismesso può essere più facilmente il sito di immagazzinaggio e movimentazione auto finite per la distribuzione territoriale (snodo logistico) perché generalmente gli impianti di produzione laterizi ed elementi edilizi hanno una proporzione di spazi molto sbilanciata sulle aree scoperte; con un poco più di impegno, dal lato delle ristrutturazioni e delle autorizzazioni amministrative, si potrebbe pensare ad un sito per la gestione logistica e la distribuzione delle parti di ricambio; ma per ogni “upgrade” progressivo di costruzione od assemblaggio totale o parziale di auto gli impegni in termini di ristrutturazione e di permessi amministrativi diventa davvero più complessa ed onerosa.

L’impianto Saxa Rubra ad Anagni, alcuni chiarimenti

Ecco perché, se leggete sopra, ho inteso approfondire una serie di troppo ottimistici assiomi tra questo Stabilimento ed un ancora onirico “Polo Automotive” ad Anagni; che, a titolo di opinione personale, è uno dei centri del Frusinate meno affine all’Automotive. Nella Provincia di Frosinone ovviamente c’è l’imbarazzo della scelta: l’Impianto FCA di Cassino/Piedimonte San Germano, la “Tecnobus S.r.l” a Ferentino, la “MazzocchiaSpA” che produce allestimenti per Veicoli di Servizio ecologico a Frosinone, e sempre a Frosinone la “Bull Trail” e la “FGM” costruiscono semirimorchi per Camion. 

E ad Anagni? Se proprio li vogliamo chiamare siti di interesse Automotive territoriali, ci sono nell’interno e nei dintorni (Alatri, Ferentino e Morolo) alcuni Suppliers di Primo e secondo livello: 

Prima Sole Components Srl, Al.Scar Srl e Centro Multi Servizi Car Srl, Automotive Transition Srl, Casillo Sistemi Idraulici Srl, Roberto Cantinelli Srl, FT Autotrasformazioni Srl, Tecnoitalia ed infine VF Car Srl. 

Questo solo per la precisione. Anagni, lo possiamo capire da uno speciale che segue nella terza puntata, è un territorio produttivo con vocazione diversa dall’Automotive “diretto”. Invece l’oggetto della trattativa di accordo tra Massimo Di Risio e Francesco Borgomeo è, tra le altre cose, un sito produttivo censito, leggo testualmente dalle pagine di localizzazione sul Web, in zona Selciatella ad Anagni a Via Osteria della Fontana 69 a/b/d. Perché “tra le altre cose”? Perché l’acquisizione operata da Di Risio non può riguardare solo lo stabilimento ma deriva da una iniziativa giudiziaria precedente: 

si tratta del Ramo d’azienda che a Maggio del 2025 appare nella pubblicità dell’Istituto Vendite Giudiziali di Roma.

Formalmente il Ramo d’Azienda, a seguito di Composizione negoziata della Crisi d’Impresa, ceduto dalla “Saxa Gres” di Anagni comprende: lo Stabilimento di Via Osteria della Fontana a Selciatella di Anagni (Piano Terra e seminterrati di Stabilimento coperto da lastrico solare in parte sormontato da pannelli fotovoltaici); un’area di terreno scoperta (parte del quale era già stata compromessa in vendita alla Energia Anagni Srl e soggetto a rinegoziazione a condizioni migliorate per la Saxa Gres); 64 contratti di lavoro per altrettanti dipendenti che, esperita la procedura sindacale, in continuità occupazionale saranno riqualificati in funzione della diversa attività di Impresa, con stabilizzazione garantita per almeno 24 mesi (28 mensilità più TFR finale, aggiungo io); Passività nell’ordine dei debiti maturati nei confronti dei Dipendenti trasferiti a titolo di salari maturati e non ancora corrisposti, compensi variabili, bonus indennità di qualsiasi tipo, R.O.L., riposi compensativi, conto ore, somme maturate a titolo di Ferie, straordinari, tredicesima e quattordicesima, più T.F.R.; Gravami in ordine ad Ipoteche (3 milioni di Euro di Ipoteca di Primo Grado e 750.000 Euro in Ipoteche di Secondo Grado). L’acquisizione del Ramo di Azienda di Saxa Gres, in specifico, non viene operato direttamente da DR Group ma da una Società appositamente creata per la transazione: si tratta della “Jarama Srl” di cui abbiamo parlato alla prima parte del nostro racconto. Quale potrebbe essere uno dei motivi per cui si è pervenuti a questo tipo di transazione e perché sarebbe dovuta servire una Ragione Sociale appositamente creata per la transazione? 

Ancora una volta il Web ci viene in soccorso, tra le righe di un Sito pubblico di informazione forense, “Norme e Tributi Plus”.

L’accordo di cessione del Ramo d’Azienda

Lo Studio di Consulenza Legale “Nius Legal & HR Solution” ha assistito Di Risio con forte attenzione verso la salvaguardia dei posti di lavoro delle maestranze impiegate dalla “Saxa Gres”. In particolare, NIUS ha assistito DR AUTOMOBILES nelle negoziazioni con SAXA GRES, le Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL, UIL e UGL, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove da tempo era aperto un tavolo di crisi per SAXA GRES.

La divisione legal di NIUS, NIUSLex, ha sottoscritto per conto della Società gli accordi sindacali conclusivi sia dell’operazione straordinaria di agosto; nonché quelli in materia di ammortizzatori sociali; ha inoltre gestito tutti gli aspetti relativi all’ottenimento del beneficio della cassa integrazione per riorganizzazione aziendale, propedeutico alla realizzazione dell’importante investimento attuato dalla DR AUTOMOBILE.  

E mentre quest’ultima era assistita dallo Studio NIUS Legal, la Saxa Gres – nel contesto della composizione negoziata della crisi che l’aveva investita – era assistita dall’Avvocato Francesco Marotta. Ultima ed esaustiva tappa è stato l’avallo del Tribunale di Roma nello scorso mese di Novembre 2025 all’operazione di cessione che ha previsto un corrispettivo complessivo di sette milioni di Euro.

Bene, il dovere di precisione e di completezza di informazione è stato finora assolto, ed a questo punto mi resta il momento e forse anche il diritto di una perplessità personale. 

 

Riepiloghiamo: il giorno 7 Agosto 2025, con la firma di un accordo tra Massimo Di Risio e Francesco Borgomeo presso la sede prestigiosa del Mimit a Via Veneto, ed alla presenza delle rappresentanze delle Istituzioni locali e delle organizzazioni sindacali del settore chimico, gomma e plastica, accade che Massimo Di Risio diventa proprietario – mediante la “Jarama Srl” – ANCHE di uno Stabilimento ad Anagni che all’atto della firma è abilitato a produrre componenti in gomma e plastica ed elementi di rivestimento in ceramica cotta. Si, avete capito bene.

E per farlo – acquisendo tutto questo da un comparto industriale che con l’Automotive ha ben poco a che fare – Di Risio decide di acquistare un intero Ramo di Azienda, e a tale scopo si è sobbarcato 110 chilometri fuori da Macchia d’Isernia, superando a piè pari il Distretto Automotive più simbolico del frusinate (quello di Cassino) con tutto l’indotto di supply chain composto da almeno 40 Imprese piazzate nel raggio di 30/40 chilometri dallo Stabilimento Stellantis; trascurando serenamente le vicine e più appetibili “ZES” di Abruzzo, Campania ed Umbria; ed infine andandosi a piazzare ad una distanza identica, rispetto al fondamentale snodo portuale di Gaeta, di quella che si misura tra lo stesso porto e Macchia d’Isernia. 

Tutto questo, badate bene, fino alla data del 7 Agosto gli è costatoalmeno sette milioni di Euro salvo la novena di spese cui potrebbe essere costretto ad impegnarsi in ristrutturazioni, implementazioni, dotazioni, adeguamenti, meccanizzazione ed informatizzazione per rendere quel sito di Via Osteria della Fontana funzionale ad una attività legata al comparto Automotive; e senza per giunta contare l’impegno di tempi, risorse e soldi per tutta la procedura di autorizzazioni, permessi, concessioni amministrative necessarie per attività legate direttamente al settore Automotive che possono andare dalle più semplici alle più complesse dal lato delle formalità amministrative: dal sito logistico di movimentazione e stoccaggio di auto da distribuire per la commercializzazione, a sito di magazzinaggio e logistica Ricambi e parti, fino al vero e proprio Stabilimento di costruzione od assemblaggio totale o parziale di Auto.

Domanda conseguente e legittima: perché? Se un Imprenditore sceglie di fare un acquisto, di solito lo fa secondo convenienza. Non lo dico io ma i manuali di Management. 

Ma dove sarebbe, in tutta questa operazione, la convenienza? Ed infine: dove si può ricavare, da tutta questa cronistoria, un link razionale ed evidente tra l’impianto di Saxa Gres e la rinascita eventuale di “O.S.C.A.” o di “Itala”? 

Speriamo di capirci qualcosa di più nelle puntate a seguire. (Fine seconda Parte)

Riccardo Bellumori

Nuova Mercedes Clase S 2026: restyling integrale

La nuova Mercedes Classe S porta su strada quello che è evidentemente molto più di un restyling.

La parte importante arrivò alcuni mesi dopo, quando la casa tedesca aveva iniziato i test di un facelift che poi si trasformò in un profondo restyling, nel quale il costruttore ha investito quasi due lunghi anni. Il tempo tipico di un modello completamente nuovo, come Mercedes considera questa Classe S, della quale afferma di aver cambiato più di 2.700 componenti, dando quindi vita a una nuova generazione dopo la quinta lanciata nel novembre 2020.

A prima vista, però, l’immagine non sembra cambiata così tanto. Mercedes ha conferito uno stile più sofisticato integrando due stelle a tre punte in ciascun faro, un dettaglio di serie su questo modello dalle grandi proporzioni e parte del sistema di illuminazione LED MultiBeam opzionale del nuovo CLA.

Questo avanzato sistema è di serie sulla Classe S 2026, ma non l’illuminazione sui bordi della nuova griglia, che ora presenta una forma più angolare, così come una decorazione interna che varia a seconda dell’allestimento. Il logo del costruttore torna nel punto in cui non avrebbe mai dovuto lasciare: sul bordo anteriore del cofano motore. E sì, può anche essere illuminato, proprio come la statuetta della Rolls-Royce.

LO STILE AFFILATO

Le novità al posteriore riguardano anche i gruppi ottici che, ancora una volta, integrano le due stelle, mentre il paraurti presenta pochissime differenze. Mercedes ha ampliato la gamma di colori con nuove tinte, così come i design dei cerchi in lega, offrendo ai clienti più possibilità di personalizzazione.

All’interno, la nuova Mercedes Classe S 2026 continua a sfoggiare un autentico arsenale di lusso, molto difficile da eguagliare per i concorrenti. La Stella ha fatto le cose in grande, installando un volante multifunzione che torna ai pulsanti tradizionali e ai comandi basculanti per il volume e altre regolazioni. Ma l’elemento più sorprendente è il nuovo cruscotto «MBUX Superscreen» con tre schermi indipendenti: quello strumenti e quello del passeggero da 12,3 pollici, e quello centrale da 14,4 pollici.

Il marchio di lusso ha detto addio alle modanature in nero lucido, tornando al legno, presente nei pannelli porta e attorno ai lussuosi altoparlanti del potente impianto audio Burmester. Il tutto accompagnato dal nuovo sistema operativo «MB.OS», debuttato sulla nuova generazione di modelli elettrici come il riuscito GLC elettrico.

Gli specialisti software della casa hanno adattato questo sistema all’architettura elettronica della lussuosa Classe S 2026, installando un potente chip Nvidia che aumenterà la capacità di analisi e attivazione dei sistemi di assistenza alla guida di livello 2++. Non è il caso del «Drive Pilot», che ha ricevuto un leggero miglioramento: ora permette la guida autonoma fino a una velocità massima di 110 km/h, consente sorpassi e permette di togliere le mani dal volante anche in città.

In termini di sicurezza e comfort, la nuova Mercedes Classe S introduce anche le prime cinture di sicurezza riscaldate. Sviluppate dai tedeschi di ZF e presentate sul prototipo tecnologico ESF 2019, le cinture integrano micro-resistenze interne che le riscaldano da 10° fino a 44° in soli quattro minuti, essendo collegate al sistema di riscaldamento a tre livelli dei sedili.

Mercedes è convinta che questa sia una funzione di comfort molto interessante per chi viaggia con pesanti cappotti invernali, poiché permette alla cintura di aderire più comodamente al corpo, garantendo una migliore protezione in caso di incidente.

La sospensione pneumatica «Airmatic» è di serie su tutte le versioni, ora ritarata per offrire un comfort superiore, mentre il sistema «E-Active Body Control» sarà disponibile come optional. Entrambi lavorano insieme ad ammortizzatori intelligenti basati su dati di navigazione memorizzati in un cloud privato Mercedes, ottenuti grazie alla tecnologia avanzata «Car-to-X». Una banca dati che mappa dossi e buche lungo il percorso, preparando la sospensione a superarli con estrema morbidezza.

Tutte le versioni della nuova Mercedes Classe S 2026 dispongono anche dell’avanzato sterzo dell’asse posteriore, che permette alle ruote posteriori di sterzare fino a 4,5°, sia nella stessa direzione delle anteriori – per aumentare la stabilità – sia in senso opposto per facilitare le manovre. Lo stesso sistema è disponibile in una versione che arriva fino a 10°, una delle tante opzioni disponibili, riducendo il raggio di sterzata fino a due metri.

LA GAMMA MOTORI

Mercedes ha anche introdotto novità in tutti i propulsori di questa berlina di lusso. La marcia è più raffinata e le motorizzazioni sono ora più efficienti, rispettando la severa normativa Euro 7 che entrerà in vigore nel 2026. Ad esempio, il suo diesel sei cilindri in linea da 3.0 litri turbo è il primo motore al mondo con un catalizzatore riscaldato, oltre a integrare la più comune tecnologia MHEV a 48V.

Il motore a benzina sei cilindri in linea da 3.0 litri, noto internamente come «M256M» e che equipaggia la versione S 500, ha visto aumentare le prestazioni, incluso il valore di coppia massima, passato da 560 Nm a 600 Nm, e fino a 640 Nm in modalità overboost. Ciò grazie all’installazione di un compressore elettrico ausiliario per eliminare il ritardo del turbo. Inoltre, sono state adottate misure per ridurre ulteriormente le vibrazioni.

L’ibrido plug-in (PHEV) che anima la Classe S 580 e non è solo più potente: la sua nuova potenza massima è la stessa della SL 63 AMG 4MATIC+. I suoi 585 CV (contro i precedenti 510 CV) derivano dalla somma dei 367 CV del sei cilindri 3.0 litri e dei 150 CV del motore elettrico integrato nel cambio automatico a nove rapporti 9G-Tronic. Mercedes ha anche aumentato la capacità della batteria agli ioni di litio – 21,96 kWh netti – per offrire un’autonomia elettrica di 118 km sulla S 450 e e 103 km sulla 580 e.

La casa tedesca, che presenterà la brutale S 63 AMG non più come PHEV, ha inoltre introdotto il nuovo motore V8 biturbo da 4.0 litri. Questo equipaggia la S 580 e si distingue non solo per la presenza di un motore elettrico da 48V tra il blocco e il cambio a nove rapporti. Mercedes ha confermato che aspirazione e scarico sono stati ridisegnati e che l’ordine di accensione è stato modificato per migliorare efficienza e risposta.

Il motore «M177M», come viene chiamato internamente, debutta sulla nuova S 580 con una potenza massima di 537 CV e 750 Nm di coppia, contro i precedenti 503 CV e 700 Nm.

Nuova Toyota Corolla 2027: cambio di passo

La Toyota Corolla, il modello più venduto nella storia dell’automobile, si prepara a una grande evoluzione per la sua tredicesima generazione. La prossima versione della compatta dovrebbe combinare un design più futuristico con un’ampia gamma di opzioni di propulsione, tra cui ibridi e, per la prima volta, completamente elettrici. Se tutto andrà secondo i piani, questa sarà la revisione più ambiziosa nei sei decenni di storia del modello.

Toyota ha offerto un assaggio di quel futuro con il concept radicale presentato al Japan Mobility Show 2025. Sebbene visivamente sorprendente, il design del concept era fortemente orientato all’avanguardia, sollevando dubbi su quanto di esso sarebbe sopravvissuto nella produzione.

In risposta, l’artista digitale Theophilus Chin è intervenuto con rendering speculativi che bilanciano l’audacia con la credibilità. La sua visione ammorbidisce gli estremi, avvolgendo il design all’avanguardia in una forma più concreta di berlina a quattro porte.

Le illustrazioni si basano in realtà sulla Lexus IS, implementando elementi della Toyota Crown Sedan prima di aggiungere le caratteristiche stilistiche distintive del concept Corolla.

Nella parte anteriore, il design mantiene i fari a forma di testa di martello introdotti nel concept, ora affiancati da luci diurne aggiuntive integrate nel paraurti. Sotto di essi si trova una sottile presa d’aria, incastonata sotto una barra LED a tutta larghezza.
Secondo i designer della Toyota, le varianti con motore a combustione richiederebbero alcune modifiche funzionali. Questo spiega probabilmente alcune delle modifiche più pragmatiche nella versione di Chin.
In linea con questo approccio, molte delle caratteristiche più eclatanti del concept sono state ridimensionate. Il cofano ribassato e il tetto panoramico ultramoderno sono stati ridimensionati per adattarsi meglio a un’auto da strada. Le dimensioni delle ruote sono più modeste e le maniglie delle portiere a filo hanno lasciato il posto a quelle convenzionali. Anche così, il profilo laterale mantiene la sua complessità, con linee angolari.

Il cambiamento più grande è nella parte posteriore, dove la coda futuristica del concept è stata sostituita da un layout più convenzionale da berlina, probabilmente per allinearsi ai gusti mainstream della Corolla. Anche così, la linea del tetto pulita, i sottili fanali posteriori a LED a tutta larghezza, lo spoiler sottile e le superfici affilate le conferiscono un aspetto più contemporaneo rispetto all’attuale generazione della berlina.
Il concept originale è stato sviluppato dal centro di design europeo di Toyota in Francia, segnalando un cambiamento radicale per la popolare marca. Tuttavia, mentre la prospettiva di grandi cambiamenti sembra entusiasmante, la storia suggerisce che le case automobilistiche tendono a procedere con cautela con i modelli di grande volume e popolari a livello globale.

Non sarebbe sorprendente se Toyota moderasse gli aspetti più audaci del concept per la versione di produzione. Tuttavia, c’è sempre la possibilità che facciano un salto più grande del previsto.

Rendering Theottle

NON SOLO DESIGN

Ciò che rimane sconosciuto è se la nuova generazione seguirà il formato multi-carrozzeria del modello attuale. Attualmente, la Toyta Corolla è venduta a livello globale come berlina, hatchback e station wagon, con appeal in tutti i mercati e per tutti gli utilizzi.
Oltre agli esterni futuristici, il concept presentava interni completamente ripensati che combinavano le ultime tecnologie con materiali più pregiati e maggiore spazio. Il messaggio di Toyota suggerisce che l’azienda sta cercando di elevare il segmento, ma i modelli di produzione probabilmente ridimensioneranno le cose per motivi di costo, praticità e scala di produzione.
Toyota non ha ancora rilasciato le specifiche tecniche della Corolla di prossima generazione, ma ha confermato che il modello continuerà con la sua strategia “multi-pathway“, supportando diversi tipi di propulsione.

La gamma offrirà sia propulsori ibridi che completamente elettrici per soddisfare un’ampia gamma di mercati globali. Le opzioni probabili per il sistema ibrido includono i nuovi motori a benzina a quattro cilindri da 1,5 litri e 2,0 litri attualmente in fase di sviluppo, che mirano a fornire più potenza con una maggiore efficienza.
I progettisti hanno anche affermato che lo spazio interno rimarrà lo stesso in tutte le varianti, indipendentemente dalla trasmissione.

Data la natura orientata al guidatore dell’attuale piattaforma TNGA e la costante evoluzione di Toyota nella messa a punto del telaio, la prossima Corolla potrebbe offrire un’esperienza di guida più gratificante. Il comfort e la praticità rimangono le priorità, ma una maggiore precisione non sarebbe una sorpresa.

È anche molto probabile che Gazoo Racing realizzi una versione ad alte prestazioni, che fungerà da successore spirituale della GR Corolla da rally.
L’attuale Toyota Corolla di dodicesima generazione ha debuttato nel 2018, con un leggero aggiornamento di metà ciclo previsto per il 2022. Questa tempistica suggerisce che la prossima generazione potrebbe apparire nel 2026 o nel 2027, anche se Toyota non ha ancora confermato una data di lancio.

Nuova Mercedes CLE AMG: ritorna il V8

Una nuova variante Mercedes-AMG basata sulla coupé CLE è in fase di sviluppo, come rivelato dalla divisione ad alte prestazioni della casa automobilistica tedesca che ha pubblicato alcune immagini di un prototipo con carrozzeria visibilmente modificata, sottoposto a test in condizioni climatiche rigide.

Secondo Mercedes-AMG, il “nuovo modello estremo” sarà il secondo della serie Mythos del marchio dopo la Mercedes-AMG PureSpeed a due posti e sarà alimentato da una nuova versione con albero motore piatto del suo motore V8 biturbo da 4,0 litri, secondo quanto riportato da Autocar. La prima applicazione di produzione del marchio di questo layout si trova nella AMG GT Black Series.

Oltre alla carrozzeria che è stata allargata rispetto alle versioni tradizionali e alla Mercedes-AMG CLE53, l’esemplare raffigurato qui presenta anche dei dive plane nella parte anteriore e un grande alettone nella parte posteriore, che in passato erano indicativi delle versioni Black Series.

LA VERSIONE ESAGERATA

Dietro le ruote si trovano freni in carbonio-ceramica con marchio AMG, parte di una riprogettazione del telaio che porta a una carreggiata anteriore più ampia, un set di ruote e pneumatici più consistente e un’altezza da terra più bassa. In questa versione della CLE è prevista anche una maggiore presenza di fibra di carbonio.

Secondo la pubblicazione, la variante ad alte prestazioni della serie Mythos dovrebbe erogare oltre 650 CV e 800 Nm dal suo V8 a piatto, notevolmente più dei 449 CV e 600 Nm del motore turbo a sei cilindri in linea da 3,0 litri della CLE53.

Questa non sarà l’unica variante CLE con motore V8 in cantiere, poiché Mercedes-AMG sembra stia sviluppando anche altre varianti CLE con motore V8 ibrido leggero, come l’auto cabriolet fotografata lo scorso anno.

Nel febbraio dello scorso anno, Mercedes-Benz ha annunciato che continuerà a offrire motori V8 nella sua gamma di modelli, con diversi livelli di elettrificazione. In alcuni mercati selezionati continueranno ad essere offerti modelli con motore a 12 cilindri, ha affermato il costruttore.

Addio Tesla Model S e Model X il futuro è Robot

Elon Musk sta iniziando a realizzare il nuovo piano di sviluppo di Tesla presentato lo scorso anno, in cui il ruolo centrale è assegnato all’intelligenza artificiale, ai robot antropomorfi e ai robot-taxi, mentre le auto elettriche sono state messe in secondo piano, sebbene rimangano ancora una parte importante dell’attività di Tesla.

Già alla fine di quest’anno, nel più antico stabilimento di assemblaggio automobilistico Tesla a Fremont, in California, dovrebbe iniziare l’assemblaggio pilota dei robot Tesla Optimus, ma per farlo sarà necessario ritirare dalla produzione le auto elettriche Tesla Model S e Tesla Model X, ormai obsolete e troppo costose.

La Tesla Model S, una berlina elettrica, è in produzione dal 2012 ed è stata il primo modello Tesla completamente indipendente. La Tesla Roadster di prima generazione, prodotta prima di essa, era costruita sulla piattaforma Lotus Elise. Il crossover Tesla Model X è stato lanciato sul mercato nel 2015 ed è costruito sulla stessa piattaforma della Tesla Model S. La Model S e la Model X sono prodotte nello stabilimento più antico di Tesla a Fremont, in California.

DUE MODELLI ICONICI

Nel 2021, la Model S e la Model X hanno subito il primo restyling, accompagnato da una modernizzazione tecnica su larga scala, mentre nell’estate dello stesso anno è stato effettuato un secondo aggiornamento, molto più modesto. In Europa, lo scorso anno sono state sospese le prenotazioni per la Model S e la Model X, dopodiché alcuni esperti hanno ipotizzato che a questi modelli non restasse molto tempo da vivere, e così è stato.
La scorsa notte, durante la presentazione dei risultati finanziari di Tesla per il 2025, Elon Musk ha annunciato che la produzione della Model S e della Model X a Fremont sarà interrotta entro la fine del secondo trimestre di quest’anno e che l’azienda non trasferirà la loro assemblaggio in altri stabilimenti. La linea di assemblaggio della Model S/Model X a Fremont è progettata per produrre 100.000 auto all’anno, ma a causa della scarsa domanda di questi modelli negli ultimi anni, è stata utilizzata al massimo al 50% della sua capacità. La linea Model S/Model X verrà smantellata e sostituita da una linea per l’assemblaggio dei robot umanoidi Tesla Optimus, che entrerà in funzione già quest’anno, mentre Elon Musk promette di avviare le vendite al dettaglio dei robot Tesla Optimus entro la fine del 2027.
Tesla non rivela statistiche dettagliate sulle vendite per modello e regione, ma nel rapporto ufficiale si afferma solo che le vendite complessive di Model S, Model X, Cybertruck e Semi lo scorso anno sono state pari a 50.850 unità, il 40% in meno rispetto alle vendite del 2024. Le vendite complessive della famiglia Model 3/Model Y nel 2025 sono diminuite del 7% a 1.585.279 unità. Le vendite complessive di tutte le auto elettriche Tesla lo scorso anno sono diminuite del 9% a 1.636.129 unità.
In breve, l’era della Tesla Model S/Model X può essere considerata conclusa, mentre sta arrivando l’era della Tesla Optimus, che promette di diventare un assistente fedele e affidabile per l’uomo nella vita quotidiana e nella produzione. Svolgerà lavori pesanti, ripetitivi e pericolosi nei magazzini, nei cantieri e nelle fabbriche, mentre a casa vostra preparerà colazioni, pranzi e cene, mescolerà cocktail, laverà i piatti, pulirà e giocherà con voi a vari giochi da tavolo. Inoltre, il robot Tesla Optimus potrà essere mandato fuori a portare a spasso il cane, tagliare l’erba, fare la spesa, portare dei fiori alla simpatica vicina e così via.
Tutto questo, però, è ancora solo teoria, poiché non è chiaro chi e come certificherà i robot antropomorfi e darà loro il permesso di vivere tra le persone.

Va notato che, nonostante tutte le note difficoltà di integrazione dei robot antropomorfi nella vita quotidiana, le loro prospettive commerciali sembrano assolutamente fantastiche, quindi lo sviluppo di tali robot non è solo nelle mani di Tesla, ma anche di decine di altre aziende grandi e piccole in tutto il mondo (ad esempio, la cinese Xpeng): chi sarà il primo a lanciare tali robot sul mercato avrà tutte le possibilità di fare un colpo grosso. Il mercato dei robot antropomorfi è stimato in trilioni di dollari, essi priveranno rapidamente le persone del lavoro e questo sarà un passaggio tecnologico molto doloroso per tutti, associato a un aumento delle tensioni sociali.

Inoltre, oggi Tesla ha annunciato che investirà 2 miliardi di dollari nella società xAI, fondata nel 2023 da Elon Musk e impegnata nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il prodotto principale di xAI al momento è un’IA generativa chiamata Grok, che ha disegnato l’immagine di copertina di questa notizia.

Su scala globale, l’IA sta accumulando risorse in modo così massiccio da provocare conseguenze negative. A livello domestico, ad esempio, l’entusiasmo intorno all’IA ha portato a un aumento dei prezzi degli smartphone e dei computer, poiché i moduli di memoria sono stati acquistati dagli sviluppatori di IA per gli anni a venire e ora la gente comune ne è a corto. La carenza, ovviamente, prima o poi sarà compensata dall’aumento della capacità produttiva, ma per costruirla e avviarla ci vorranno anni.

Elon Musk ha riconosciuto che la carenza di memoria potrebbe diventare un problema per Tesla e che forse l’azienda dovrebbe prendere in considerazione la costruzione di un proprio stabilimento per la produzione di memoria.

Genesis X Skorpio il rally nelle vene

Il marchio premium Genesis, di proprietà del gruppo Hyundai Motor, ha presentato il concept SUV supercar X Skorpio, che in teoria potrebbe diventare un modello in piccola serie del marchio secondario Magma.

Il marchio premium Genesis si è separato dal marchio madre Hyundai nel 2015 e nel 2021 le sue vendite globali hanno superato per la prima volta le 200.000 unità, ma poi hanno subito una battuta d’arresto, nonostante Hyundai Motor Group stia investendo ingenti somme di denaro nello sviluppo della gamma di modelli Genesis. Nel 2025 Genesis ha venduto in tutto il mondo 221.482 auto, il 3,5% in meno rispetto alle vendite del 2024.

Per uscire dalla stagnazione, Genesis sta cercando nuove nicchie in due direzioni generali: SUV e auto sportive. Per le auto sportive, nel 2024 è stato lanciato il marchio secondario Magma, analogo alle divisioni Audi Sport, BMW M e Mercedes-AMG. Il precursore del primo fuoristrada completo di Genesis è stato il concept Genesis X Gran Equator presentato lo scorso anno. Il concept Genesis X Skorpio presentato oggi mostra invece cosa può nascere dall’incontro tra il fuoristrada e lo sportivo.
Genesis X Skorpio è ispirata allo scorpione nero, un abitante del deserto dall’aspetto inquietante, quindi il colore giusto per questa vettura è il nero, ma anche l’arancione, colore distintivo del marchio secondario Magma, si adatta perfettamente a questa vettura. Dal punto di vista costruttivo, la Genesis X Skorpio è una supercar fuoristrada in stile rally-raid, quindi ha una carrozzeria molto resistente con telaio di sicurezza integrato in caso di capovolgimenti, mentre il rivestimento esterno, realizzato in fibra di vetro e carbonio-kevlar, è volutamente frammentato per facilitarne la sostituzione.

IL MODELLO ESTREMO

Le sospensioni corazzate con escursioni enormi sono progettate per salti e urti. Gli enormi pneumatici da 40 pollici con battistrada “dentato” sono montati su cerchi in lega da 18 pollici con bedlock. I freni a disco Brembo Motorsport garantiscono una frenata affidabile. Il fondo è protetto da robuste piastre di protezione, in modo che l’auto possa essere trainata in sicurezza sul “ventre” in caso di necessità. Ma la cosa più interessante qui è il motore: dietro l’abitacolo a due posti è installato un nuovo V8 che eroga 1115 CV e 1152 Nm. Probabilmente si tratta dello stesso motore che equipaggerà la futura supercar stradale di serie Genesis Magma GT.

L’abitacolo della Genesis X Skorpio è molto più elegante di quanto sia consuetudine per auto di questo tipo, ad esempio la Prodrive Hunter. Il team di designer guidato dal direttore creativo di Genesis, Luc Donckerwolke, è riuscito a conferire un tocco di classe a un’auto da rally puramente utilitaristica. Gli interni sono rifiniti con pelle e pelle scamosciata di alta qualità, mentre i cuscini imbottiti ammortizzano gli urti durante la guida. Il quadro strumenti elettronico personalizzabile è integrato direttamente nel volante, mentre il display multimediale e di navigazione ha una struttura pieghevole e può essere spostato lungo il pannello frontale.

L’ufficio stampa di Genesis non ha ancora rilasciato dichiarazioni sulle prospettive di produzione in serie della X Skorpio, ma considerando che il marchio Genesis intende partecipare a rally raid, è lecito aspettarsi che, se la partecipazione avrà successo, Hyundai Motor Group vorrà monetizzare questo successo e lancerà qualcosa nello stile della Genesis X Skorpio in tiratura limitata e a prezzi elevati. Si tratterebbe quindi di un potenziale concorrente diretto del già citato Prodrive Hunter.