A ventotto anni dal debutto della originale smart City-Coupé che fece scalpore al Salone di Parigi, il marchio sino-tedesco torna alle proprie origini con la nuova smart #2, presentata in anteprima mondiale proprio nello stesso evento. Un cambiamento radicale rispetto alla recente tendenza dell’azienda a lanciare SUV elettrici sempre più grandi: questa è una minuscola city car a due posti, proprio come la sua antenata (che in seguito sarebbe diventata nota come fortwo).
Rispetto al modello originale, la #2 esclusivamente elettrica è cresciuta in lunghezza di meno di 250 mm: con i suoi 2.746 mm totali rientra completamente nel passo della #1 ed è più corta di quasi 1,4 metri rispetto alla già compatta Proton eMas 5. Dove invece è aumentata sensibilmente è nella larghezza, cresciuta anch’essa di 250 mm fino a 1.760 mm, il che significa che non sarà più così semplice districarsi tra le strette vie dei centri storici.
Nonostante ciò, la #2 promette di conservare la proverbiale agilità della famiglia smart, grazie a un diametro di sterzata di appena 6,95 metri da marciapiede a marciapiede. Incredibilmente, è persino possibile equipaggiarla con una telecamera a 360 gradi, nel caso servisse ulteriore assistenza nelle manovre di parcheggio.
Basata sulla nuova piattaforma dedicata Electric Compact Architecture (ECA), la #2 mantiene la trazione posteriore. Il motore elettrico singolo sviluppa 82 CV (62 kW) e 130 Nm di coppia. Rispetto all’ultima smart elettrica a due posti, la EQ fortwo, la potenza rimane invariata ma la coppia diminuisce curiosamente di 30 Nm, rendendo lo scatto da 0 a 100 km/h leggermente più lento: 11,6 secondi, ovvero due decimi in più.

DATI TECNICI
La #2 si riscatta però sul fronte dell’autonomia. Grazie a una batteria LFP da 35,8 kWh, molto più grande rispetto a quella della EQ fortwo, l’autonomia dichiarata supera il doppio del modello precedente, con un obiettivo di fino a 290 km secondo il ciclo WLTP. Sebbene la ricarica rapida in corrente continua si fermi a 65 kW, la capacità relativamente ridotta della batteria consente comunque di passare dal 10 all’80% in meno di 20 minuti. Inoltre, sarà disponibile la ricarica in corrente alternata fino a 11 kW, riducendo i tempi di ricarica da circa cinque ore con un caricatore da 7,4 kW a sole tre ore.
Per essere un’auto così piccola, la #2 sfoggia un frontale sorprendentemente aggressivo, con fari affilati e una grande griglia caratterizzata da aperture a forma di trattino. I gruppi ottici integrano triangoli luminosi che richiamano il logo smart, un elemento stilistico ripreso anche nei fanali posteriori dalla forma tondeggiante.
Il tetto “sospeso”, piuttosto alto (1.555 mm), è visivamente separato dal resto della carrozzeria e può essere configurato in una livrea bicolore. In controtendenza rispetto alle maniglie a scomparsa utilizzate sugli altri modelli della gamma, probabilmente a causa dell’imminente divieto cinese dei sistemi di apertura elettronica, la #2 adotta maniglie tradizionali a leva. Personalmente, il fatto che non siano integrate nel design come sulle precedenti fortwo rappresenta un’occasione mancata.
La celebre cellula di sicurezza tridion non è più messa in evidenza da un colore a contrasto, ma rimane presente sotto forma della nuova Tridion Cell Evo, che garantisce un’elevata robustezza senza aumentare le dimensioni esterne della vettura.
È però nella parte posteriore che la #2 mostra il suo vero colpo di scena: il portellone sdoppiato, proprio come quello della prima smart. Dietro di esso si trova un bagagliaio sorprendentemente generoso da 305 litri. Inoltre, il tergilunotto posteriore è integrato con eleganza nello spoiler sul tetto.
L’estetica è completata da cerchi da 15 e 16 pollici dal design particolarmente ricercato. La versione speciale Couture Edition riprende alcuni degli elementi più eccentrici della Concept #2 presentata in precedenza, introducendo la vernice Atelier White Matte, un kit aerodinamico dedicato, dettagli dorati e una griglia anteriore personalizzata con “cinghie” decorative.
Anche gli interni si ispirano chiaramente alla fortwo originale, grazie alla plancia dalla caratteristica forma a S. Tuttavia, i due sedili non sono più sfalsati per massimizzare lo spazio per le spalle, bensì installati nella classica configurazione affiancata, spiegando così l’aumento della larghezza complessiva dell’auto.
In modo molto intelligente, i sedili sono collegati tra loro per creare una sorta di panca. In assenza del tunnel centrale, il passeggero sul lato opposto può semplicemente scivolare verso l’altro sedile e uscire dalla portiera più accessibile, una soluzione ideale quando l’auto è parcheggiata troppo vicino a un muro o a un’altra vettura. Il posto centrale ospita portabicchieri, vani portaoggetti estraibili e un bracciolo che può essere ripiegato per impedire ai bagagli di scivolare nell’abitacolo.

INTERNI E TECNOLOGIE
Va detto che gli interni della #2 sono molto più moderni rispetto a quelli della fortwo. Troviamo infatti una strumentazione digitale da 8,8 pollici e un display centrale touch da 10,1 pollici dedicato all’infotainment. Sotto lo schermo sono presenti i comandi degli alzacristalli e alcuni pulsanti fisici, sebbene la regolazione del climatizzatore continui a passare attraverso il touchscreen.
Tra gli altri elementi spiccano le bocchette dell’aria in stile Mercedes-Benz a turbina (del resto il design è ancora curato a Stoccarda), ampie maniglie interne circolari, caricatore wireless Qi, tetto panoramico in vetro opzionale, impianto audio Sennheiser a sette altoparlanti e persino il sedile del conducente regolabile elettricamente. Non mancano dettagli ingegnosi come supporti da 1/4 di pollice per accessori e una pratica cinghia sul sedile del passeggero per fissare le borse della spesa.
In Europa, la #2 è dotata di serie del sistema smart Pilot Assist con guida semi-autonoma di Livello 2, mentre il monitoraggio dell’angolo cieco e l’avviso di traffico trasversale posteriore sono disponibili come optional.
In Germania, il prezzo parte da 19.990 euro e arriva fino a 25.690 euro per la versione Couture Edition.
Potrebbe arrivare anche in Malesia? È una possibilità concreta, considerando che il marchio è distribuito dalla controllata Proton, Pro-Net. Tuttavia, è probabile che il mercato per una due posti relativamente costosa rimanga piuttosto limitato, senza contare che sembra molto improbabile una produzione locale per un modello così di nicchia.

