La Cina blocca le luci Blu per la guida autonoma

L’era delle Little Blue Lights – le spie blu utilizzate per segnalare l’attivazione dei sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) – sta volgendo al termine in Cina. Secondo diverse fonti e rapporti di settore, il Ministero dell’Industria e delle Tecnologie dell’Informazione (MIIT) applicherà rigorosamente la norma nazionale GB4785 sull’illuminazione dei veicoli, vietando di fatto l’installazione di queste luci sulle autovetture.

A partire dalle nuove richieste di omologazione dei veicoli del mese prossimo, qualsiasi autovettura dotata di «Little Blue Lights» non potrà più presentare domanda di annuncio di prodotto. Il Comitato nazionale di standardizzazione automobilistica dovrebbe emanare requisiti supplementari per la norma GB4785 al fine di chiarire ulteriormente tali restrizioni.
Un conflitto normativo
L’attuale norma nazionale obbligatoria specifica che l’illuminazione esterna dei veicoli è limitata a quattro colori: bianco, rosso, giallo e ambra. Il blu e il verde non sono consentiti. Poiché le “Little Blue Lights” non rientrano tra questi colori autorizzati, sin dalla loro introduzione si sono trovate in una “zona grigia” normativa.

LA SCELTA STRATEGICA

La tendenza è iniziata nell’agosto 2022 con il lancio della Li Auto L9, dotata di cinque indicatori di direzione blu.

La pratica è stata rapidamente adottata da altri importanti operatori del settore, tra cui Aito, Xpeng, Nio e BYD. Nella Li Auto L9 del 2026, l’azienda aveva persino integrato queste luci nella striscia luminosa “Star Ring” del veicolo, che diventa blu quando viene attivata la guida assistita.

Gli oppositori sostengono che le luci blu possano distrarre gli altri conducenti e i pedoni di notte o essere scambiate per indicatori di direzione, creando rischi per la sicurezza. Alcuni temono inoltre che i conducenti utilizzino la luce come uno “scudo di responsabilità”, affidandosi eccessivamente al sistema senza un’adeguata supervisione.
I sostenitori sostengono che le luci forniscano un segnale fondamentale agli altri utenti della strada, indicando che un veicolo sta operando in modalità di assistenza autonoma, il che è particolarmente importante man mano che la tecnologia matura.
Le case automobilistiche si stanno ora affrettando ad adeguarsi.

Per i modelli futuri, alcuni esperti ritengono che i costruttori potrebbero ricorrere ad aggiornamenti Over-the-Air (OTA) per modificare i colori delle luci o disattivare la funzione al fine di garantire la conformità.
Sebbene una bozza di proposta del 2021 avesse inizialmente suggerito di rendere obbligatorie le luci blu-verdi per i veicoli autonomi di livello L3 e superiori, tale disposizione non è stata inclusa nello standard nazionale finalizzato nel 2025. A partire dalla Li Auto L9 nel 2022, vari modelli di livello 2 hanno iniziato ad adottare il design “Little Blue Light”; pertanto, tale design non è conforme nemmeno alle norme nazionali originariamente previste nella bozza. Non è chiaro il motivo per cui le autorità di regolamentazione non abbiano provveduto a vietare questo design prima.

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